Com’era la tua vita prima degli eventi avversi?
Prima della reazione avversa stavo bene. Conducevo una vita sana, mangiavo di tutto, non avevo limitazioni fisiche e mi sentivo in equilibrio con il mio corpo. La salute non era una preoccupazione: era semplicemente parte della mia quotidianità.
Avevi patologie pregresse o condizioni particolari?
No, nessuna. Non avevo mai sofferto di patologie autoimmuni né di problemi articolari. Non c’erano segnali che potessero far presagire ciò che sarebbe accaduto.
Quale vaccino hai ricevuto e in che data?
Ho ricevuto una sola dose di vaccino Pfizer, lotto FC1526, l’8 giugno 2021. È bastata quella singola somministrazione: non ho fatto ulteriori dosi.
Quando sono comparsi i primi sintomi?
I primi sintomi sono comparsi dopo circa sei giorni. All’inizio un dolore al polso destro, poi al sinistro. Nel giro di poche settimane il dolore si è esteso in modo simmetrico a tutte le articolazioni: spalle, gomiti, mandibola, ginocchia. Un’escalation rapida e inaspettata.
Come è evoluta la situazione nel tempo?
In soli due mesi non riuscivo più nemmeno a portare un bicchiere d’acqua alla bocca. Il dolore alle spalle e alle braccia era diventato insostenibile. Mi è stata diagnosticata artrite reumatoide, una malattia che normalmente ha un esordio lento, ma che nel mio caso si è manifestata in modo violento e accelerato.
Che impatto ha avuto sulla tua vita quotidiana?
Devastante. Non mi muovevo più. Ho dovuto assumere cortisone per un anno intero. Se da un lato il farmaco ha ridotto l’infiammazione, dall’altro ha causato danni importanti: una osteoporosi molto grave e una alterazione della glicemia.
Hai avuto ricoveri o percorsi ospedalieri?
Nessun ricovero. Solo visite private, tutte con lo stesso schema terapeutico: cortisone e farmaci standard, senza una vera personalizzazione del percorso.
Ti è stata riconosciuta una disabilità o benefici di legge?
No, nessun riconoscimento di invalidità o benefici della Legge 104.
Esiste una certificazione che collega la patologia alla vaccinazione?
La prima dottoressa che mi ha visitata ha parlato di possibile artrite reumatoide di possibile causa vaccinale, mettendo un punto interrogativo. Quel dubbio, però, mi ha permesso di evitare ulteriori dosi e di ottenere un’esenzione dal medico di base per circa un anno e mezzo.
Hai richiesto indennizzi secondo la Legge 210/92?
Sì, ma successivamente ho rinunciato.
Quali terapie hai seguito e con quali conseguenze?
Il cortisone ha ridotto l’infiammazione, ma in un solo anno la mia osteoporosi è peggiorata di quasi il 30%. Inoltre, la glicemia si è alterata e ancora oggi devo seguire una dieta chetogenica rigorosa per evitare farmaci antidiabetici.
Dove hai trovato reali benefici?
Al di fuori della medicina tradizionale. Ho cambiato radicalmente stile di vita: sonno regolare, contatto quotidiano con la natura, alimentazione attentissima, riduzione dello stress. Ho vissuto a lungo da sola per concentrarmi esclusivamente sulla mia guarigione. Ho studiato moltissimo. Sono stati anni durissimi.
Come ha inciso tutto questo sul lavoro?
Ho avuto una grande determinazione nel costruire una vita più sana. Ho chiesto il telelavoro, che mi è stato concesso grazie anche alla comprensione del mio medico curante, che mi ha dichiarata fragile per lungo tempo. Senza questo supporto sarebbe stato tutto molto più difficile.
Hai trovato sostegno umano?
Sì, negli altri danneggiati da vaccino. Per anni sono stati la mia vera famiglia. Senza di loro mi sarei persa.
Come hanno reagito medici e persone intorno a te?
I medici con freddezza e indifferenza, ignorando qualsiasi possibile correlazione. Questo evento ha evidenziato il fallimento di una medicina che applica protocolli uguali per tutti senza guardare la persona nella sua totalità. Mi sono sentita sola, invisibile, come un’extraterrestre in un mondo che non riconosceva la mia realtà. Ho perso amicizie, ho fatto una selezione dolorosa ma necessaria. Per fortuna ho avuto il sostegno della mia famiglia e del mio medico curante. È stata la solitudine, più del dolore fisico, a pesarmi di più. Per tre anni mi sono dovuta allontanare dalla mia famiglia (da mia figlia 14enne) e tutt'oggi quello che mi pesa di più è l'indifferenza e la continua negazione degli effetti avversi da parte della società che ci circonda.... È terribile.

