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Dopo il distacco di rocce di sabato scorso, immediati gli interventi del Servizio Viabilità della Provincia. Serpagli: "Si tratta di una zona con versanti particolarmente fragili, in cui i distacchi non sono prevedibili. La Provincia ha investito l'anno scorso tra Varsi e Bardi quasi un milione di euro per sistemare la viabilità."

Parma, 7 febbraio 2017

Il Servizio Viabilità della Provincia comunica che la Strada provinciale 28 di Varsi è di nuovo transitabile. Il distacco dei massi che si è verificato sabato 4 febbraio in località Scandolaio è stato causato dalle ripetute fasi di gelo e disgelo degli ultimi giorni.
Il Servizio Viabilità della Provincia, che presidia costantemente i tratti più a rischio, è immediatamente intervenuto con il proprio personale e il supporto di una Ditta locale per liberare l'arteria stradale dal materiale presente sulla carreggiata. Inoltre, dopo ispezioni dirette, sta effettuando un primo intervento di disgaggio per mettere in sicurezza la parete rocciosa interessata dal distacco.

"Lungo la SP 28 erano già state posizionate barriere di trattenuta e di difesa per favorire l'arresto di un eventuale distacco di massi dalle pareti rocciose – spiega il Delegato provinciale alla Viabilità Gianpaolo Serpagli – Ma non è possibile prevedere esattamente dove o quando si verificherà un evento di fratturazione delle pareti rocciose e non si può ricoprire di reti tutta la montagna. Non è da escludere che si ripetano cadute di massi su questo tipo di versante, che è particolarmente fragile. Di sicuro non si può affermare che si tratti di un'area dimenticata, come può confermare anche il sindaco di Varsi Luigi Aramini: nel solo 2016 sono stati realizzati nei comuni di Varsi e di Bardi lavori di consolidamento dei versanti e manufatti per 984 mila euro, di cui 320 mila ancora in corso di ultimazione."


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Lavori per più di un milione di euro che la Provincia ha messo a disposizione dal proprio bilancio, oltre a circa 200 mila euro di finanziamenti regionali, nei Comuni di Bardi, Varsi e Bedonia interessati dall'alluvione del settembre 2015. Serpagli: "Lavori finiti entro maggio."

Parma, 9 febbraio 2016 -

E' durato l'intera giornata di sabato scorso il sopralluogo che il Delegato provinciale alla Viabilità Gianpaolo Serpagli ha compiuto sui principali cantieri della Val Ceno, sulle strade dei Comuni interessati dall'alluvione del settembre 2015: Bardi, Varsi e Bedonia.

Si tratta di lavori per più di un milione di euro che la Provincia ha messo a disposizione dal proprio bilancio, oltre a circa 200 mila euro di finanziamenti regionali; la Provincia aveva potuto sbloccare i propri finanziamenti grazie alla deroga al Patto di stabilità chiesto dall'Ente e concesso dal Governo a ottobre 2015.

Serpagli si è detto soddisfatto che tutti i lavori siano partiti: "In questo modo potremo dare più sicurezza alle utenze, riducendo i pericoli di percorrenza della Val Ceno - ha dichiarato - Si è avviata una fase molto importante che è la messa in opera degli interventi programmati a fine 2015. I lavori che il territorio richiedeva da diverso tempo avranno un tempo di realizzo che terminerà entro maggio. Questo è stato reso possibile con una forte collaborazione tra la Provincia e la Regione e il forte impulso che questa amministrazione provinciale ha voluto dare sulla sistemazione della viabilità che da diversi anni a causa dell'immobilismo dovuto alla legge di stabilità non era stato possibile avviare."

Al sopralluogo ha partecipato il sindaco di Varsi Aramini.

I LAVORI
- SP359R- Località Spalliere consolidamento e ripristino dei paramenti del ponte sul rio Spalliere – costo € 95.000,00 - Lavori iniziati – ditta Dallara
- SP359R Località Cabriolini - consolidamento e ripristino dei paramenti del ponte sul Rio dei Legni – costo € 80.000,00- Quasi ultimato – ditta Edil70&35 (Carminati)
- SP359R - Tratto Prato - Ponte Lecca - prima messa in sicurezza della S.P. 359R "Di Salsomaggiore-Bardi" nel tratto Prato - Ponte Lecca – costo € 65.000,00 - Lavori iniziati – ditta Manfredi
- SP359R - Tratto Ponte Lecca – Bardi - ripristino carreggiata stradale danneggiata da movimento franoso e paramenti murari di manufatti scalzati dall'erosione delle acque – costo € 126.000,00 - Lavori iniziati – ditta Gabelli
- SP654R - Tratto Passo Zovallo – Tomarlo - ripristino reticoli scolanti, banchine e barriere di sicurezza – costo € 60.000,00 – Affidato – ditta Molinari
- SP654R - ripristino condizioni di sicurezza mediante rimozione di materiali ingombranti – costo € 64.000,00 - Lavori conclusi – ditta Molinari
- SP81 Tratto Passo Zovallo – Tomarlo ripristino scarpate stradali danneggiate da erosioni spondali – costo € 50.000,00 – Affidato – ditta Aroldi
- SP66 Località Cereseto - messa in sicurezza della carreggiata stradale mediante la ricostruzione del rilevato stradale in corrispondenza di attraversamento – costo € 50.000,00- Lavori conclusi – ditta Goggiano
- SP66 Tratto Passo Colla – Carpana ripristino carreggiata stradale danneggiata da movmento franoso e paramenti murari di manufatti scalzati dall'erosione delle acque – costo € 50.000,00- Lavori iniziati - ditta Goggiano
- SP25 Tratto Pione - Passo delle Pianazze ripristino carreggiata stradale danneggiata da movimenti franosi – costo € 80.000,00 - Lavori in corso – ditta Goggiano
- SP77 Tratto Grezzo - Passo Linguadà - ripristino e consolidamento di paramenti murari di manufatti scalzati dall'erosione delle acque–costo € 70.000,00-Lavori in corso- ditta Fiori Guido
- SP28 Ponte Lamberti (circa) - ricostruzione carreggiata stradale collassata a causa di movimento franoso – costo € 84.598,04 - Lavori in corso- ditta Edil70&35 (Carminati) + Calzolari
- SP28 Tratto Varsi - Ponte Lamberti ripristino reticoli scolanti e consolidamento scarpate di valle – costo € 100.000,00 - Lavori iniziati – ditta Edil 70&35
- SP28 Tratto Ponte Vetrioni – Varsi - ripristino reticoli scolanti e consolidamento scarpate di valle – costo € 100.000,00 - Lavori iniziati – ditta Fiori Guido.

TOTALE COSTO LAVORI - € 1.074.598,04

Ponte Lecca 359R Valceno rid

Sp28 Serp Aramini Mesti Valceno rid

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Parma)

Tante le frazioni che rischiano di rimanere isolate o con una accessibilità molto complicata. Serpagli: "Stiamo garantendo la percorribilità delle strade, per evitare l'isolamento delle frazioni, ma abbiamo bisogno dell'aiuto della Regione." -

Parma, 16 settembre 2015 –

L'agenzia regionale di Protezione Civile informa che da mezzogiorno di ieri è cessata l'allerta per il fiume Trebbia e quella per il fiume Nure, e per il fiume Ceno ma la situazione per il territorio è di grave disagio. La Provincia di Parma è al lavoro per garantire la percorribilità della viabilità in Val Ceno, ma le piogge dei giorni scorsi hanno creato gravi disagi.

Le strade provinciali danneggiate

L'elenco delle strade provinciali interessate è un bollettino di guerra: la 359 di Salsomaggiore e Bardi, in particolare il ponte sul Rio dei Legni in Comune di Bardi, la 66 di Compiano, la 21 di Bardi e Borgotaro, la 28 di Varsi, la 654 della Val Nure, la 77 di Boccolo, la 25 delle Pianazze. Ulteriori danni si sono verificati nelle strade provinciali sul crinale appenninico da Monchio delle Corti fino a Tornolo. Danneggiati ponti, piani stradali e tombini, si segnalano frane, cedimenti ed erosioni.

La stima dei danni

"Da una prima stima dei danni, siamo già sopra il milione di euro – afferma il Delegato provinciale alla Viabilità Gianpaolo Serpagli – Per i soli interventi di somma urgenza la cifra rasenta i 400 mila euro, impiegati per garantire la sicurezza immediata del traffico, pur con limitazioni di velocità e in alcuni casi di sensi unici alternati, in attesa degli indispensabili interventi di messa in sicurezza. Vista la dimensione del problema, chiediamo alla Regione Emilia-Romagna un finanziamento, come già avvenuto in passato."

Le frazioni che rischiano l'isolamento

Sono tante le frazioni che rischiano di rimanere isolate o con una accessibilità molto complicata, per cui la Provincia è fortemente impegnata, tra cui: Piane, Ponte Lecca, Boccolo, Scopolo, I Gabriellini, Visoleto Di Qui, Visoleto Di Là, tutte tra Bedonia, Bardi e Compiano.

Pubblicato in Cronaca Parma
Martedì, 19 Agosto 2014 08:34

Incidente aereo, cause ancora da chiarire

Ultraleggero precipitato sull'appennino parmense. Le cause ancora da chiarire completamente. 

Varsi, 19 agosto 2014 - Emerge un "giallo" relativamente all'incidente aereo avvenuto sabato mattina nei cieli del nostro Appennino, quando un ultraleggero con a bordo due persone si è schiantato sul monte Dosso, nel territorio del comune di Varsi, provocando la morte Roberto Agnolotti, 49 anni, di Milano e il ferimento del pilota, Giacomo Malacchi, 51 anni, di Bergamo, tuttora ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Maggiore di Parma.
L'ultraleggero viaggiava in coppia con un altro aereo, il pilota che era alla guida dell'altro velivolo e che insieme a quello precipitato era decollato da Bergamo alla volta dell'Isola d'Elba, ha dichiarato all'Eco di Bergamo: «Gli aerei come i nostri non sono dotati di scatola nera e ancora non capisco come mai Giacomo non abbia azionato il paracadute. La maniglia per utilizzarlo si trova all'altezza del pilota: se qualcosa va male la si tira, viene azionata una carica esplosiva che inietta fuori il paracadute che accompagna a terra il velivolo. Non riesco a capire perché non sia stato attivato, forse perchè il tempo di reazione era troppo poco? Sapremo cosa è successo solo quando Giacomo si sarà ripreso completamente».
Circostanza che probabilmente sarà approfondita dall'inchiesta che sta svolgendo la Procura di Parma.

Pubblicato in Cronaca Parma

Parma, 6 dicembre 2013 -

La Provincia ha risposto all’Unione Agricoltori di Parma, che nei giorni scorsi ha scritto all’ente per segnalare la presenza di “troppi ungulati che ogni giorno causano danni all’agricoltura” in particolar modo nei territori della Valtaro e della Valceno e, nello specifico, nelle zone di Albareto, Bedonia, Borgotaro, Compiano, Tornolo, Bardi e Varsi, ricadenti negli Atc Pr 9 e Pr 6. “Gli ungulati –aveva scritto Confagricoltura - quotidianamente invadono le coltivazioni a foraggiere e cereali, inquinando i foraggi destinati all’alimentazione dei bovini da latte con la loro opera di stravolgimento del cotico erboso e con i loro escrementi. Rappresentano inoltre una possibile fonte di infezioni agli allevamenti dei bovini destinati alla produzione tipica del parmigiano. Siamo pertanto a richiedere con urgenza seri interventi di abbattimento degli ungulati in quanto gli interventi finora effettuati sono risultati spesso inefficaci”.

Pubblicato in Cronaca Emilia
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