Visualizza articoli per tag: Prima Pagina

La Benedizione Urbi et Orbi accompagnata dalla "indulgenza Plenaria" di Papa Francesco. A seguire riportiamo le parole pronunciate dal Santo Padre durante il momento di preghiera straordinario sul sagrato di Piazza San Pietro il pomeriggio inoltrato di venerdi 27 marzo 2020.

Il testo integrale dell'omelia del Papa in tempo di epidemia

Di seguito il testo integrale dell'omelia pronunciata da Papa Francesco al momento di preghiera straordinario in tempo di epidemia:

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.
È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, proprio nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40).
Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t’importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.
La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità.
Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.
Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza.
Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, e di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.
«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).

27 marzo 2020, 19:42

RM_27mar2020-indulgenza_plenaria-Papa_4.jpg

 

Pubblicato in Cronaca Emilia

«Mi permetto nuovamente, care concittadine e cari concittadini, di rivolgermi a voi, nel corso di questa difficile emergenza, per condividere alcune riflessioni. Ne avverto il dovere.
La prima si traduce in un pensiero rivolto alle persone che hanno perso la vita a causa di questa epidemia; e ai loro familiari.
Il dolore del distacco è stato ingigantito dalla sofferenza di non poter essere loro vicini e dalla tristezza dell’impossibilità di celebrare, come dovuto, il commiato dalle comunità di cui erano parte. Comunità che sono duramente impoverite dalla loro scomparsa.

Stiamo vivendo una pagina triste della nostra storia. Abbiamo visto immagini che sarà impossibile dimenticare. Alcuni territori – e in particolare la generazione più anziana - stanno pagando un prezzo altissimo.
Ho parlato, in questi giorni, con tanti amministratori e ho rappresentato loro la vicinanza e la solidarietà di tutti gli italiani.
Desidero anche esprimere rinnovata riconoscenza nei confronti di chi, per tutti noi, sta fronteggiando la malattia con instancabile abnegazione: i medici, gli infermieri, l’intero personale sanitario, cui occorre, in ogni modo, assicurare tutto il materiale necessario. Numerosi sono rimasti vittime del loro impegno generoso.
Insieme a loro ringrazio i farmacisti, gli agenti delle Forze dell’ordine, nazionali e locali, coloro che mantengono in funzione le linee alimentari, i servizi e le attività essenziali, coloro che trasportano i prodotti necessari, le Forze Armate.

A tutti loro va la riconoscenza della Repubblica, così come va agli scienziati, ai ricercatori che lavorano per trovare terapie e vaccini contro il virus, ai tanti volontari impegnati per alleviare le difficoltà delle persone più fragili, alla Protezione Civile che lavora senza soste e al Commissario nominato dal Governo, alle imprese che hanno riconvertito la loro produzione in beni necessari per l’emergenza, agli insegnanti che mantengono il dialogo con i loro studenti, a coloro che stanno assistendo i nostri connazionali all’estero. A quanti, in ogni modo e in ogni ruolo, sono impegnati su questo fronte giorno per giorno.
La risposta così pronta e numerosa di medici disponibili a recarsi negli ospedali più sotto pressione, dopo la richiesta della Protezione Civile, è un ennesimo segno della generosa solidarietà che sta attraversando l’Italia.

Vorrei inoltre ringraziare tutti voi. I sacrifici di comportamento che le misure indicate dal Governo richiedono a tutti sono accettati con grande senso civico, dimostrato in amplissima misura dalla cittadinanza.
Da alcuni giorni vi sono segnali di un rallentamento nella crescita di nuovi contagi rispetto alle settimane precedenti: non è un dato che possa rallegrarci, si tratta pur sempre di tanti nuovi malati e soprattutto perché accompagnato da tanti nuovi morti. Anche quest’oggi vi è un numero dolorosamente elevato di nuovi morti. Però quel fenomeno fa pensare che le misure di comportamento adottate stanno producendo effetti positivi e, quindi, rafforza la necessità di continuare a osservarle scrupolosamente finché sarà necessario.
Il senso di responsabilità dei cittadini è la risorsa più importante su cui può contare uno stato democratico in momenti come quello che stiamo vivendo.

La risposta collettiva che il popolo italiano sta dando all’emergenza è oggetto di ammirazione anche all’estero, come ho potuto constatare nei tanti colloqui telefonici con Capi di Stato stranieri.
Anche di questo avverto il dovere di rendervi conto: molti Capi di Stato, d’Europa e non soltanto, hanno espresso la loro vicinanza all’Italia. Da diversi dei loro Stati sono giunti sostegni concreti. Tutti mi hanno detto che i loro Paesi hanno preso decisioni seguendo le scelte fatte in Italia in questa emergenza.
Nell’Unione Europea la Banca Centrale e la Commissione, nei giorni scorsi, hanno assunto importanti e positive decisioni finanziarie ed economiche, sostenute dal Parlamento Europeo.
Non lo ha ancora fatto il Consiglio dei capi dei governi nazionali. Ci si attende che questo avvenga concretamente nei prossimi giorni.

Sono indispensabili ulteriori iniziative comuni, superando vecchi schemi ormai fuori dalla realtà delle drammatiche condizioni in cui si trova il nostro Continente. Mi auguro che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa. La solidarietà non è soltanto richiesta dai valori dell’Unione ma è anche nel comune interesse.
Nel nostro Paese, come ho ricordato, sono state prese misure molto rigorose ma indispensabili, con norme di legge - sia all’inizio che dopo la fase di necessario continuo aggiornamento – norme, quindi, sottoposte all’approvazione del Parlamento.

Sono stati approntati - e sono in corso di esame parlamentare - provvedimenti di sostegno per i tanti settori della vita sociale ed economica colpiti. Altri provvedimenti sono preannunciati.
Conosco - e comprendo bene – la profonda preoccupazione che molte persone provano per l’incertezza sul futuro del proprio lavoro. Dobbiamo compiere ogni sforzo perché nessuno sia lasciato indietro.
Ho auspicato – e continuo a farlo – che queste risposte possano essere il frutto di un impegno comune, fra tutti: soggetti politici, di maggioranza e di opposizione, soggetti sociali, governi dei territori.
Unità e coesione sociale sono indispensabili in questa condizione.

Un’ultima considerazione: mentre provvediamo ad applicare, con tempestività ed efficacia, gli strumenti contro le difficoltà economiche, dobbiamo iniziare a pensare al dopo emergenza: alle iniziative e alle modalità per rilanciare, gradualmente, ma con determinazione la nostra vita sociale e la nostra economia.
Nella ricostruzione il nostro popolo ha sempre saputo esprimere il meglio di sé.

Le prospettive del futuro sono - ancora una volta - alla nostra portata.
Abbiamo altre volte superato periodi difficili e drammatici. Vi riusciremo certamente – insieme - anche questa volta».

Roma, 27/03/2020

 

mattarella_2_27mar2020.jpg

 

Pubblicato in Cronaca Emilia

Coronavirus, l'aggiornamento: 11.588 i casi positivi in Emilia-Romagna, 772 in più rispetto a ieri. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 5.057. Continuano a salire le guarigioni, che arrivano a 960 (+168)

I pazienti in terapia intensiva sono 308, 7 in più di ieri. I decessi arrivano a 1.267: 93 in più. E prosegue anche il piano di rafforzamento dei posti letto: sono 4.718 quelli già allestiti in tutta la regione. A Rimini struttura di pre-triage al day hospital oncologico. Dopo le due strutture per tamponi "drive in" nel reggiano, transit point anche nel parcheggio dell'Ospedale Bufalini di Cesena. Arrivate 350mila mascherine e oltre 11mila tute protettive

Bologna 27 marzo 2020 – Sono 11.588 i casi di positività al Coronavirus, 772 in più di ieri. 47.798 i test refertati, 5.403 in più sempre rispetto a ieri. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in Emilia-Romagna.

Complessivamente, sono 5.057 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (377 in più rispetto a ieri); aumentano di poche unità – come si sta verificando negli ultimi giorni - quelle ricoverate in terapia intensiva, che sono 308, 7 in più rispetto a ieri. I decessi sono passati da 1.174 a 1.267: 93, quindi, quelli nuovi, di cui 59 uomini e 34 donne.

Al tempo stesso, continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 960 (168 in più rispetto a ieri), 806 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 154 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi (+30 rispetto a ieri).

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 25 residenti nella provincia di Piacenza, 13 in quella di Parma, 16 in quella di Reggio Emilia, 15 in quella di Modena, 13 in quella di Bologna (di cui 2 nel territorio imolese), 2 in quella di Ferrara, 1 in quella di Ravenna, 3 in quella di Forlì-Cesena (2 nel territorio di Forlì), 5 in quella di Rimini.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.276 (63 in più rispetto a ieri), Parma 1.690 (79 in più), Reggio Emilia 1.861 (163 in più), Modena 1.772 (96 in più), Bologna 1.185 (+151più rispetto a ieri, e 228 Imola, 9 in più), Ferrara 244 (32 in più rispetto a ieri), Ravenna 488 (37 in più), Forlì-Cesena 580 (di cui 278 a Forlì, 37 in più rispetto a ieri, e 302 a Cesena, 30 in più), Rimini 1.264 (75 in più).

Posti letto aggiuntivi già allestiti: 4.718, 88 in più di ieri
Da Piacenza a Rimini, continua senza sosta il lavoro all’interno della rete ospedaliera per attuare il piano di rafforzamento dei posti letto disposto dalla Regione. Da ieri a oggi, sono 88 i posti letto allestiti per i pazienti colpiti da Coronavirus, che complessivamente passano da 4.630 a 4.718, tra ordinari (4.198, +82) e di terapia intensiva (520, +6).
Nel dettaglio: 589 posti letto a Piacenza (di cui 45 per terapia intensiva), 1.062 a Parma (63 terapia intensiva), 714 a Reggio (55 terapia intensiva), 526 a Modena (89 terapia intensiva), 873 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (148 terapia intensiva), 272 a Ferrara (32 terapia intensiva), 682 in Romagna (in particolare: 248 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 113 Ravenna, di cui 12 per terapia intensiva; 71 Lugo, di cui 10 per terapia intensiva; 89 Forlì, di cui 10 per terapia intensiva; 120 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva.

Per quanto riguarda gli ospedali Covid, si conferma su Parma l’attivazione da parte dell’ospedale Piccole Figlie (ad oggi 25 posti letto Covid attivati sui 30 messi a disposizione) e della casa di cura Val Parma Hospital (ad oggi 22 posti letto Covid attivati sui 36 messi a disposizione). Sempre in provincia di Parma sono stati attivati ulteriori 20 posti letto da parte della casa di cura Città di Parma. Per la provincia di Modena è attivo l’Ospedale di Comunità di Fanano, riconvertito a struttura Covid. Già pronti come Covid hospital quello del Delta di Ferrara (92 posti letto aggiuntivi per acuti, 4 subintensivi e 6 intensivi), che si affianca all’hub del Sant’Anna, e - per la Romagna - l’ospedale di Lugo, con 44 posti letto Covid attivati a cui si aggiungerà quello di Riccione che al momento ha attivato 41 posti letto per acuti; entrambi da affiancare agli hub di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena.
Sul resto del territorio regionale restano confermate a Piacenza la Casa di Cura Sant’Antonino e il San Giacomo per complessivi 120 posti letto, l’Ospedale di Comunità di Bobbio, Castel San Giovanni e Fiorenzuola; a Parma il padiglione Barbieri e il padiglione 26 dell’ospedale Maggiore (hub), Fidenza e Borgo Taro; a Reggio Emilia, a supportare l’hub Arcispedale Santa Maria Nuova in città, oltre a Guastalla si è aggiunto Scandiano e la struttura Villa Verde con 40 nuovi posti letto; a Modena opera come hub il Policlinico (Baggiovara dà supporto sia per l’area intensiva che per i pazienti in fase acuta) e sono pronti Carpi (dove è già attiva per pazienti Covid anche la Terapia Intensiva con 15 posti letto), Mirandola e Sassuolo; a Bologna, nell’hub del Sant’Orsola, è entrato in funzione il padiglione Covid, il 25, oltre al Bellaria, già Covid hospital che funzionerà come tale anche per l’imolese. Sempre a Bologna, nell’ambito del nuovo accordo con l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) si sono aggiunte le case di cura Vill’Alba e Villa Erbosa, entrambe dotate di posti letto per la Terapia Intensiva, Villa Laura con 32 nuovi posti letto attivati e il San Giovanni con 52 nuovi posti letto.

A Rimini struttura di pre-triage al day hospital oncologico
Completata questa mattina Rimini una struttura che funziona come pre-triage, in capo al 118, ad uno degli ingressi del day hospital oncologico dell'ospedale di Rimini. Tutti i pazienti vengono indirizzati lì e, accedendovi, trovano operatori, adeguatamente protetti con i dispositivi di protezione individuale, i quali effettuano la misurazione della temperatura ed una breve intervista diagnostica. Se, dunque, il paziente non presenta alcun sospetto/sintomo di Covid-19, prosegue nel suo percorso e viene introdotto direttamente presso il day hospital per la terapia, terminata la quale viene indirizzato ad una uscita diversa, per cui non incrocia pazienti non ancora screenati. Qualora invece emergano sintomi che lascino aperto un sospetto, il paziente viene preso in carico secondo il percorso Covid-19 previsto, e quindi indirizzato in pronto soccorso o al domicilio, ovviamente dopo aver attivato il protocollo per pazienti sospetti Covid-19.

Dispositivi di protezione individuale
Nella serata di ieri sono pervenute dal Dipartimento nazionale protezione civile al magazzino della sanità di Reggio Emilia: 237.000 mascherine Montrasio, 114.320 mascherine ffp2, 11640 tute.
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus al 27 marzo 2020, tra Dipartimento nazionale protezione civile e donazioni sono pervenute in Emilia-Romagna per le esigenze del sistema sanitario regionale: 521.403 mascherine ffp2, 73.350 ffp3, 12.800 occhiali protettivi, 29.008 tute, 1.618.300 mascherine chirurgiche, 718.00 guanti, 2.600 camici, 3.000 copriscarpe, 2.000 copricapo. Le mascherine del tipo Montrasio consegnate sono state 3 milioni e 23 mila.

Una nuova struttura per i tamponi di controllo all’Ospedale Bufalini Cesena
Dopo l’approntamento delle due strutture per tamponi “drive in” nel reggiano (Castelnuovo Monti e Guastalla), sono state oggi montati una tenda ed un gazebo nel parcheggio dell’Ospedale Bufalini di Cesena, in via Giovanni Ghirotti 286, per realizzare un terzo “transit point” per tamponi di controllo: le persone accosteranno con la propria auto e faranno l’esame senza scendere. In alternativa alle visite a domicilio, ciò consentirà di risparmiare un gran numero di operatori e dispositivi di protezione individuale. Le strutture sono state allestite dai volontari del Coordinamento provinciale del volontariato di Forlì-Cesena.

Volontariato
Sono stati 600 i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati giovedì 26 marzo: dall’inizio dell’emergenza, si contano 5.788 giornate.
Le attività principali sono state il supporto alle Ausl locali nel trasporto degenti con autoambulanze in tutte le province (CRI e ANPAS: 207 volontari); l’assistenza alla popolazione nella consegna di farmaci e spesa ad anziani, immunodepressi e malati (289 volontari distribuiti su tutte le province). Questa attività è stata svolta anche da 13 volontari scout dell’Agesci regionale. Proseguono le funzioni di segreteria logistica e amministrativa presso i COC, i punti triage degli ospedali, le sedi dei coordinamenti dei volontariati provinciali (103 di cui 5 cuochi impegnati nella mensa Caritas a Reggio Emilia e 29 nel montaggio del nuovo punto tamponi drive in al Bufalini di Cesena); la sanificazione dei mezzi di soccorso a Parma e Piacenza (24 volontari). Un paio di volontari attivati a livello nazionale sono in attività presso l’aeroporto Marconi di Bologna.

Attivi 32 punti triage
Operativo da ieri il nuovo pre-triage davanti all’ospedale di Ravenna: costituito da una tenda mobile da campo allestita presso l’ingresso di Oncoematologia dell’Ospedale Santa Maria delle Croci a Ravenna, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei pazienti oncologici ed ematologici che devono recarsi all’Ospedale per controlli o terapie.

Con l’apertura del nuovo spazio di valutazione e filtraggio davanti all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, diventano 32 i punti-triage attivi in Emilia-Romagna: 10 davanti alle carceri, 22 davanti agli ospedali:
* 3 in provincia di PC (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni);
* 3 in provincia di PR (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro);
* 3 in provincia di RE (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla);
* 5 in provincia di MO (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo e Modena città);
* 3 nella città metropolitana di BO (davanti al Sant’Orsola e al Maggiore, e a Imola);
* 2 in provincia di FE (Argenta e Cento);
* 1 in provincia di FC (Meldola);
* 1 in provincia di RA (Ravenna città);
* 1 nella Repubblica di San Marino.

Marco Pesci, un videomaker e autorizzato al volo con drone, ha realizzato un video su Reggio Emilia al tempo di Coronavirus.

Una città dinamica e vivace obbligata al silenzio e riposo da un microscopico ma invasivo virus.

Reggio Emilia, la città del tricolore, risorgerà come lo farà tutta l'Italia, c'è da scommetterci!

________________________________________

Chi è DIFLY
DIFLY è una società fatta di persone che ridono, piangono, si emozionano, sognano, esattamente come te. 
L’attività principale di DIFLY è però la creazione di contenuti, specialmente audiovisivi, per tutte quelle persone che hanno qualcosa da dire e vogliono farlo sapere al mondo. 
Perché video? 
Perché un video è il modo migliore per trasmettere il reale valore di un prodotto o servizio, l’artigianalità o semplicemente una storia di successo. 
Raccontiamo storie di chi si è messo in gioco, di chi ce l’ha fatta e di chi ancora ci sta provando. 
Il nostro segreto è entrare in empatia con la realtà che raccontiamo e fare nostre le vostre emozioni. 
I nostri video, fatti con droni e fotocamere terrestri tradizionali, sanno spesso strappare una lacrima e un sorriso, contemporaneamente. 

 

Eseguiti da sabato scorso sulle strade extraurbane. Una sola violazione in corso di accertamento. I controlli proseguono in tutta la Provincia per tutta la prossima settimana. Ruffini: “I cittadini sembrano avere recepito la gravità della situazione. La Polizia provinciale è vicina al territorio anche per rassicurare e informare”.

Sono stati un centinaio i controlli che la Polizia provinciale ha effettuato sul rispetto delle disposizioni ministeriali e regionali collegate all'epidemia di Coronavirus, a partire da sabato scorso ad oggi, nei territori della Val Taro - Ceno e Val Parma –Enza e nella Bassa.

Esattamente sono stati 92 i controlli su altrettanti automobilisti in transito su diversi tratti della nostra rete stradale in ambito extraurbano\rurale e un solo accertamento in corso per violazione.

I cittadini della provincia sembrano avere recepito la gravità della situazione – afferma il Dirigente Andrea Ruffini - L’impegno della Polizia Provinciale è da sempre finalizzato alla sicurezza del territorio e al rispetto della legalità, in ambito di polizia ambientale, ed ittico - venatoria, in particolare nell'attuazione dei piani di controllo della fauna selvatica e al contrasto di ogni forma di bracconaggio. A queste attività si sono aggiunti ora anche i controlli del rispetto delle disposizioni nazionali e regionali per la lotta all'epidemia. E per questo siamo vicini al territorio anche per rassicurare e informare.

Pubblicato in Cronaca Parma

Già ordinati quattro milioni di mascherine chirurgiche, due milioni di mascherine ffp2 e 800mila tute protettive che saranno distribuite a tutte le Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna. L'assessore Donini: "Indispensabile che il personale, impegnato ogni giorno in prima linea per tutelare la salute di noi tutti, possa lavorare in sicurezza".

Le risorse assegnate attraverso un'erogazione straordinaria di cassa all'Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, individuata per effettuare acquisiti centralizzati "urgentissimi".

Attesi in Emilia-Romagna quattro milioni di mascherine chirurgiche, due milioni di mascherine ffp2, 800mila tute protettive. Dispositivi di protezione per il personale sanitario che verranno acquistati grazie a 50 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione attraverso un finanziamento straordinario e che saranno distribuiti a tutte le Aziende sanitarie del territorio per affrontare l’emergenza Coronavirus. L’obiettivo è consentire a tutto il personale coinvolto – inclusi i medici convenzionati, gli addetti al trasporto infermi, i componenti delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale, i dipendenti delle strutture residenziali per anziani e persone con disabilità, i farmacisti – di lavorare in sicurezza.

Destinataria del finanziamento – deliberato nell'ultima seduta della Giunta regionale – l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, che ha operato l’acquisto in modo centralizzato.

“Una somma importante, frutto di un’erogazione straordinaria di cassa della Regione, che serve a coprire i primi ordini urgenti di dispositivi di protezione individuale- spiega l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Appena arriverà il materiale è già pronto un coordinamento regionale che, sulla base degli ammalati e dei ricoverati, effettuerà consegne settimanali tra tutte le nostre Aziende sanitarie. È assolutamente indispensabile che il nostro personale, impegnato ogni giorno in prima linea per tutelare la salute di noi tutti anche mettendo a rischio la propria, possa lavorare in condizioni di sicurezza”.

L’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma è stata individuata quale struttura operativa per effettuare, con il coordinamento di Intercent-ER (Centrale unica per gli acquisti della Regione attiva su tutto il territorio, da Piacenza a Rimini) acquisti centralizzati urgentissimi in questa situazione di emergenza.

Di fatto, per poter compiere l’operazione, era necessaria un’Azienda sanitaria che avesse un potere di spesa ed emettesse ordinativi. La Regione, dal canto proprio, ha anticipato i 50 milioni di euro sul bilancio dell’Azienda ospedaliero-universitaria per l’acquisto; la consegna del materiale, che verrà poi ripartito tra tutte le aziende sanitarie regionali, è attesa a breve. In base alla delibera con cui la Regione ha assegnato le risorse, l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma si impegna a rendicontare i costi sostenuti per l’acquisto centralizzato dei dispositivi.

Pubblicato in Cronaca Emilia

Prosegue l’attività di consulenza psicologica telefonica per i cittadini al numero 0522 296555 dalle 7.30 alle 17.00 dal lunedì al venerdì, il sabato dalle 7.30 alle 13.00. Risponde un operatore che inoltra la chiamata all’équipe psicologica per l’emergenza (EPE) dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia. Il costo della chiamata è a carico del cittadino.

Le domande più frequenti che i cittadini rivolgono agli psicologi e alle psicologhe che lavorano al servizio di consulenza psicologica per emergenza COVID riguardano il timore di poter avere contratto il virus prima dell’isolamento anche in assenza di sintomi, preoccupazioni e timori di poter essere veicolo di contagio per le persone anziane che vivono in casa, la paura di non riuscire a gestire familiari risultatati positivi in isolamento domiciliare, l’isolamento e la solitudine, il timore che l’epidemia possa durare ancora molto tempo, le indicazioni su come poter gestire la comunicazione con i bambini o come dar loro informazioni.

Analoghi percorsi, con diverse modalità organizzative, sono stati attivati per offrire supporto agli operatori, ai cittadini affetti da COVID in isolamento e ai loro familiari.

Un plafond da 1 miliardo di euro per offrire immediato supporto alle PMI e Mid italiane, colpite dall’emergenza Covid-19, in relazione alle attività di export e internazionalizzazione. 

Roma, 26 marzo 2020 – SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, e UniCredit, hanno siglato un accordo per sostenere le imprese italiane, in particolare PMI e Mid, nell’affrontare l’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 e dei suoi impatti sull’operatività aziendale.

Le risorse consentiranno alle imprese di superare le difficoltà legate a momentanei ritardi nei flussi di incasso degli ordini e delle commesse in essere; e di far fronte alle limitazioni nelle consegne ai clienti o dai fornitori, garantendo quindi continuità nella loro operatività con i mercati internazionali.

Attraverso il plafond dedicato da 1 miliardo di euro, saranno offerti finanziamenti a breve termine (fino a 18 mesi), erogati da UniCredit e garantiti da SACE, a favore delle aziende clienti della banca, per far fronte alle esigenze di capitale circolante e permettere a queste di assorbire al meglio lo shock subito dalla filiera produttiva nazionale e internazionale a seguito della diffusione in tutto il mondo del Covid-19.

“Con questa iniziativa forniamo un immediato e importante sostegno alle imprese per affrontare i problemi di liquidità causati dell’emergenza Covid-19 – ha affermato Andrea Casini, Co-Ceo Commercial banking Italy di UniCredit – si tratta di una azione concreta volta a garantire la continuità dei flussi di cassa delle PMI e Mid italiane in questo momento straordinario di difficoltà, oltre a supportare il capitale circolante legato all’attività di espansione sui mercati internazionali. Come UniCredit vogliamo essere ancora più vicini al nostro Paese e stiamo intraprendendo azioni incisive e concrete per sostenere le aziende e continuare a garantire tutto il nostro sostegno all’economia anche nella fase di emergenza che stiamo vivendo”

“Grazie a quest’accordo con UniCredit garantiamo alle imprese italiane il sostegno necessario per fronteggiare le inevitabili ripercussioni di questa emergenza, assicurando continuità alla filiera produttiva e ponendo le basi per quella ripartenza che tutti auspichiamo – ha dichiarato, Simonetta Acri, Chief Mid Market Officer di SACE -. Fra le ampie misure previste dal Gruppo CDP, siamo pronti a fare la nostra parte, consapevoli che la tenuta del nostro export e la competitività internazionale delle nostre aziende rimangano due fattori fondamentali di resilienza e rilancio dell’economia italiana”

Attraverso questa collaborazione UniCredit e SACE confermano il proprio impegno verso le PMI italiane e le aziende di medie dimensioni – spina dorsale del tessuto produttivo italiano – che stanno attraversando una congiuntura che non ha precedenti, nella convinzione che siano sempre più necessarie azioni congiunte e di sistema per superare una sfida così importante per il Paese.

Per quanto riguarda SACE, la partnership con UniCredit rientra all’interno di un pacchetto più ampio di misure da 7 miliardi di euro, recentemente lanciato da tutto il Gruppo CDP, per sostenere in maniera più ampia l’operatività delle imprese italiane.

 

 

 

 

 

Pubblicato in Economia Emilia

Dei volontari si parla molto e si elogiano altrettanto ma mai a sufficienza. Il rischio al quale si sottopongono quotidianamente è elevatissimo ma ancor più elevata è forza con la quale affrontano ogni turno di servizio.

Di Francesca Bocchia e LGC Parma 27 marzo 2020 - Sulla lavagnetta a muro un (*) asterisco rosso rimarca una frase che può essere il loro slogan : "…ricordate che gli occhi parlano più delle parole. Portate sempre, come state facendo, la tranquillità e un sorriso, di questo hanno bisogno le persone, di tranquillità!".

Il contributo empatico che i soccorritori e i sanitari, in condizioni di normalità, potevano dare oggi è limitato a quelli che sono lo specchio dell'anima, gli occhi.
L'unico organo visibile, seppur mascherato da occhiali, che mette in contatto il volontario con il paziente sono proprio solo e esclusivamente gli occhi. Gli occhi di persone che da un mese sono sotto pressione fisica e soprattutto emotiva ma che, nonostante tutto, sanno e vogliono donare un frammento di serenità al paziente che stanno consegnando alle cure dei sanitari.

Un senso civico immenso che attraversa tutti gli strati sociali e tutte le età.

Casualmente ci siamo imbattuti in uno sportivo, quel Maxime Mbandà rugbista delle Zebre e della nazionale, che non si sottrae ai massacranti turni servizio e senza volerlo, diventa un simbolo positivo per tutti.

Nella gallery fotografica di Francesca Bocchia alcuni istanti dei preparativi e del rientro dal servizio dei volontari del SEIRS Croce Gialla di Parma tra i quali anche Maxime Mbandà.

Pubblicato in Costume e Società Parma

Di Nicola Comparato Felino 27 marzo 2020 - Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Stefano Sidoli, nato a Parma il 10/02/1982, residente a Corcagnano e gestore di alcuni locali di ristoro. Nella lettera Stefano esprime tutta la sua preoccupazione per quanto riguarda la situazione attuale in questa emergenza Coronavirus, il suo disappunto verso le informazioni fornite dai media, il triste ruolo del popolo italiano in questa vicenda e il suo punto di vista come cittadino e ristoratore.

"Un grande maestro mi disse: ‘Loro ragionano 10 anni avanti, tu non potrai mai raggiungerli e comprendere il loro scopo. Ma puoi imparare dal loro passato e comprendere il tuo presente’.
Oggi mi viene chiesto di scrivere il mio pensiero, ossia quello di un ristoratore che fino all'altro giorno era intento principalmente svolgere al meglio il proprio lavoro, portando a tavola il piacere della condivisione. La particolare situazione attuale, dopo queste settimane di quarantena, mi sta portando ad inquadrare la realtà che ci circonda: abbiamo un virus che blocca un intero paese, questo ci fa capire che siamo molto deboli e che abbiamo tutti una grande paura della morte ma ci porta a vedere anche tutte quelle persone che lavorano per il bene degli altri e non parlo solo dei medici e degli infermieri, ma anche di commercialisti e amministratori di società che si stanno dando da fare senza sosta per salvare il nostro tessuto economico in un momento di estrema difficoltà ed incertezza. Nel frattempo la (mala)politica ci sta facendo vedere tutto il peggio che si possa immaginare. Tornando al passato, leggendo ad esempio scritti di Scipio Sighele, pensatore di fine Ottocento, già si sosteneva che la politica era qualcosa di vecchio, qualcosa di ormai corrotto dal sistema: guarda caso poco dopo si scatenò la prima guerra mondiale! Osservando il passato possiamo quindi pensare che ci siamo ritrovati in mezzo a una guerra sì epidemiologica, ma soprattutto economica; il virus come nemesi storica dell’economia selvaggia e senza regole di questi anni, dove c’è un’Italia contesa tra Stati Uniti e Cina. Anche il famigerato video di Leonardo divenuto virale dopo che Salvini l’ha postato sui suoi social (dove si parlava appunto degli esperimenti della Cina con un virus apparentemente molto simile al nostro), sembra più un attacco dettato dal Fondo Monetario verso i Cinesi, in quanto il Fondo Monetario detiene il comando principale della NATO, in antitesi a Trump, quindi potremmo arrivare a pensare che anche Salvini sia eterodiretto. Sempre osservando ciò che accade in questi giorni, Di Maio sembra essere emissario della Cina (trattato con la Cina, la Via della Seta) mentre il Premier Conte (che viene dai tempi di Monti e che in tanti sostengono essere stato dalla parte della Troika) sembra essere estremamente influenzato da Tedeschi e Francesi. Per questo, quando c’era una situazione di equilibrio con 5 Stelle, Lega e di Conte al governo, si poteva ancora sperare a una pacifica evoluzione per il nostro Paese.
Siamo arrivati a un punto dove si combattono tre fronti e a questa guerra devono sottostare 60 milioni di persone che in questo momento sono costretti a vivere nelle proprie case. Magari qualcuno è anche felice così, ma cosa possiamo fare per quelli che non possono sostenere questo momento e che stanno per cadere nel baratro, senza denaro e senza possibilità di recuperarne altro per poter andare avanti nella vita di tutti i giorni? Nel frattempo, anch’io resto a casa (non abbiamo alternativa!), in attesa di risposte e soluzioni. Saranno in grado i nostri politici di qualunque schieramento di fornirci una “ricetta”? A mio avviso no, la “cura” non ce la può dare nessuno di loro, può solo partire dalla consapevolezza che deve maturare in ognuno di noi, ragioniamo, pensiamo, leggiamo e non facciamoci più fregare!"

 

Pubblicato in Costume e Società Parma
Pagina 1 di 1315