di LGC Parma, 7 aprile 2026 – Ci mancava anche questa spada di Damocle a esasperare le ansie di molti, anzi moltissimi, italiani che potrebbero vedersi abbattere le protezioni contro creditori arrembanti, senza che un “giudice” possa garantirne la correttezza di giudizio.
Ma quel che è peggio è che potenzialmente, se il DDL S. 978/2023 dovesse tramutarsi in legge dello Stato, anche le prime case potrebbero cadere nella rete del pignoramento.
Il rischio si avvicina avendo, lo scorso 18 settembre, superato il filtro della Commissione Giustizia del Senato, puntando dritto a un efficientamento della giustizia amministrativa che lascia perplessi molti che temono addirittura una crisi sociale.
Come sarebbe la procedura, in breve sintesi.
Oggi è il giudice a emettere il decreto ingiuntivo, dopo aver verificato l’esistenza e la validità del credito richiesto. Con la nuova legge, invece, sarà l’avvocato del creditore a poter emettere un atto di intimazione di pagamento. Se entro 40 giorni il debitore non presenta opposizione, l’atto acquista efficacia esecutiva, consentendo al creditore di procedere con le azioni successive, come il pignoramento dei beni.
Una flebile speranza ancora esiste.
La misura, allo studio dal 2023, infatti, deve però ancora completare alcune procedure prima di entrare pienamente in vigore.
Ma è ancora poco.
E’ infatti paradossale che tra coloro che sostenevano la separazione delle carriere dei magistrati adducendo che era illogico che PM e giudice appartenessero alla medesima congregazione professionale, con il conseguente rischio di mancanza di terzietà del giudice, con questo provvedimento addirittura il giudice verrebbe “saltato” e l’avvocato di parte sarebbe autorizzato a procedere alla pari del giudice.
Ma un’altra trappola si cela nel DDL 978/23. Inizialmente erano stati esclusi i crediti di origine bancaria e quelli ceduti alle agenzie di recupero ma dalla Commissione giustizia del Senato sembra che questa opzione sia stata stralciata.
Illogico, ingiusto e pericoloso, questo DDL S. 978/2023 “non s’ha da fare” come direbbero i “bravi” a Don Abbondio se fosse il legislatore.
Un DDL che è un déjà-vu di una precedente formulazione in capo al governo Conte 2.
Era del senatore leghista padovano Andrea Ostellari, avvocato pure lui come la senatrice Erika Stefani sostenitrice della attuale disposizione, aveva caldeggiato un disegno di legge simile. Che però, anche per le proteste dei piccoli risparmiatori, fu “letteralmente gettato nella spazzatura” come ebbe a dichiarare Alfredo Belluco ai taccuini di Vicenzatoday.it lo scorso novembre.
Padovano, Alfredo Belluco non solo è il presidente della associazione «Sacra casa sacra famiglia» per il Veneto (soggetto che aderisce alla «Federazione europea per la giustizia»), ma è stato anche uno dei volti più noti della protesta dei risparmiatori durante il collasso delle popolari venete che attorno al 2015 colpì la Banca popolare di Vicenza e Veneto banca.
“La caduta del primo governo capitanato da Giuseppe Conte e l'uscita della Lega dalla maggioranza del governo Conte due, fece naufragare il disegno di legge 755/2018, che finì nel cestino e finì poi dimenticato” conferma Belluco, il quale continua augurandosi che faccia identica fine anche questo 978/23.
Un decreto che potrebbe consentire “di pignorare direttamente anche le prime case, perfino per importi modesti. – continua nell’intervista di Vicenzatoday - Il nostro ordinamento non prevede un limite minimo per procedere col pignoramento. Teoricamente si potrà pignorare un immobile che vale 300mila euro, a fronte di un debito che ammonta ad appena mille euro: che diventeranno il doppio con le spese legali. A Vicenza di recente è stato pignorato un appartamento a fronte di un debito per appena 1.500 euro”.
Come il miele per l’orso Yoghi, nel caso venisse data esecuzione a una norma di tale portata, si rischia di attrarre speculatori, usurai e professionisti spregiudicati che potrebbero portare l’assalto ai creditori di maggiore fragilità e difficoltà economica, arrivando ad acquisire enormi valori con poca spesa e lasciando sul lastrico famiglie già abbondantemente in crisi.
E’ opportuno che questo Governo confermi di essere dalla parte del popolo e ponga rimedio a questo assalto immorale ai risparmi dei più deboli.
(foto sopra: Alfredo Belluco)
(immagine di copertina realizzata con AI)
Video: https://youtu.be/oWyKNYxffuo











































































