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Coronavirus, l'aggiornamento: 18.234 i casi positivi in Emilia-Romagna, 409 in più rispetto a ieri. I casi lievi in isolamento a domicilio sono 7.864. Continuano a salire le guarigioni, che arrivano complessivamente a 2.890 (+293)

Diminuisce anche il numero dei pazienti nelle terapie intensiva: 361, -5 rispetto a ieri. I decessi sono 2.234, 54 in più

Bologna 8 aprile 2020 – 18.234 casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 409 in più rispetto a ieri. E sono 78.367 i test effettuati, 3.176 in più. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, sono 7.864 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (3 in più rispetto a ieri). 361 le persone ricoverate in terapia intensiva: 5 in meno rispetto a ieri. Purtroppo, si registrano 54 nuovi decessi: 41 uomini e 13 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 2.890 (293 in più rispetto a ieri), delle quali 1.747 riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 1.143 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 11 residenti nella provincia di Piacenza, 16 in quella di Parma, 8 in quella di Reggio Emilia,5 in quella di Modena, 7 in quella di Bologna (nessuno nel territorio imolese), 2 nella provincia di Forlì-Cesena (1 a Forlì e 1 a Cesena), 1 a Ferrara, 1 in quella di Rimini, 1 a Ravenna e 2 fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 2.980 a Piacenza (27 in più rispetto a ieri), 2.395 Parma (30 in più), 3.352 Reggio Emilia (137 in più), 2.811 Modena (53 in più), 2.433 Bologna (99in più), 325 Imola (3 in più), 538 Ferrara (16 in più), 746 Ravenna (8 in più), 1.058 Forlì-Cesena (di cui 585 Forlì, 21 in più rispetto a ieri, e 473 a Cesena,3 in più), 1.596 Rimini (12 in più).

5.144 i posti letto aggiuntivi destinati ai pazienti Covid-19: 52 in meno di ieri, riconvertiti per altre patologie

Da Piacenza a Rimini prosegue il lavoro all’interno della rete ospedaliera per attuare il piano di rafforzamento dei posti letto messo a punto dalla Regione: sono complessivamente 5.127 quelli rilevati oggi, tra ordinari (4.554) e di terapia intensiva (573).

Nel dettaglio: 654 posti letto a Piacenza (di cui 46 per terapia intensiva), 1.070 a Parma (69 terapia intensiva), 705 a Reggio Emilia (64 terapia intensiva), 551 a Modena (86 terapia intensiva), 1.135 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (163 terapia intensiva, di cui 16 a Imola), 264 Ferrara (38 terapia intensiva), 748 in Romagna, di cui 107 per terapia intensiva (nel dettaglio: 222 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 131 Ravenna, di cui 14 per terapia intensiva, a cui si aggiungono ulteriori 8 posti messi a disposizione da Villa Maria Cecilia di Cotignola per la terapia intensiva; 99 Lugo, di cui 10 per terapia intensiva; 89 Forlì, di cui 10 per terapia intensiva, a cui si aggiungono 30 letti ordinari nella struttura privata Villa Serena; 128 a Cesena, di cui 26 per terapia intensiva).


L’attività dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile

Dispositivi di protezione individuale e materiale medico

Nella giornata di martedì 7 aprile, dal Dipartimento nazionale sono pervenuti all’Agenzia 2 ventilatori polmonari per terapia sub-intensiva, 300.000 mascherine chirurgiche, 40.200 mascherine ffp2, 123.000 mascherine monovelo Montrasio. Da attività della Guardia di Finanza di sequestro, altre 189.750 mascherine chirurgiche e 17.773 NK95.

Martedì sono state distribuite ai Comuni tramite la rete della protezione civile regionale dei COC, i Centri Operativi Comunali, 2 milioni di mascherine chirurgiche, distribuite per provincia, in proporzione alla popolazione residente: Piacenza 129mila, Parma 203mila, Reggio Emilia 239mila, Modena 315mila, Bologna 455.000; Ferrara 155mila; Ravenna 175mila; Forlì-Cesena 177mila; Rimini 152mila.

La priorità è quella di garantire i dispositivi al personale sanitario e dei servizi socioassistenziali (Case riposo e Case famiglie.

Sul sito del Dipartimento e su quello del Ministero della Salute, sono disponibili i dati complessivi dei DPI e delle apparecchiature elettromedicali distribuiti dalla Protezione Civile a Regioni e Province autonome. Il sistema informatico ADA (Analisi Distribuzione Aiuti) viene 55aggiornato ogni sera dalle 22 alle 23.30:

 

Volontariato

Martedì 7 aprile sono stati 895 i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati. Dall’inizio dell’emergenza, si contano 15.318 giornate. Tutti i coordinamenti provinciali sono impegnati nella distribuzione delle mascherine ai Comuni e in altre attività, come il supporto ai Comuni per le attività di assistenza alla popolazione, con un rilevante apporto degli scout Agesci, che collaborano in 600.

Viene inoltre garantito il supporto alle Ausl nel trasporto degenti con ambulanze, trasporto campioni sanitari e consegna farmaci (CRI e ANPAS ne hanno garantiti 267), la disinfezione e la sanificazione dei mezzi di soccorso (12 a Parma). Proseguono inoltre i turni degli Alpini (ANA-RER) presso l’ospedale da campo di Bergamo.

 

Punti Triage

Sono 33 i punti-triage attivi in Emilia-Romagna (10 davanti alle carceri, 23 per ospedali e cliniche). In particolare sono 3 in provincia di Piacenza (Piacenza città, Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni); 3 in provincia di Parma (Parma città, Vaio di Fidenza e Borgotaro); 3 in provincia di Reggio Emilia (Reggio Emilia città, Montecchio e Guastalla); 5 in provincia di Modena (Sassuolo, Vignola, Mirandola, Pavullo e Modena città); 3 nella città metropolitana di Bologna (davanti al Sant’Orsola e al Maggiore, e a Imola); 2 in provincia di Ferrara (Argenta e Cento); 1 in provincia di Forlì-Cesena (Meldola); 1 in provincia di Ravenna (Ravenna città); 1 in provincia di Rimini (Rimini città) e 1 nella Repubblica di San Marino.

 

Drive-Through/Transit Point

Porto di Ravenna. Operativi da oggi, presso il Porto e l’adiacente zona industriale, due postazioni di controllo per misurare la temperatura ai conducenti dei mezzi di trasporto e agli eventuali accompagnatori che entrano nell’area. Il servizio di controllo sarà operativo dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 19. Oltre a personale del Servizio Area Romagna dell’Agenzia e ad agenti della Polizia locale, sono coinvolte CRI e ANPAS, l’Ordine dei Medici e 6 volontari al giorno del Coordinamento provinciale.

Con le postazioni allestite a Imola e a Medicina (presso la Casa della Salute), diventano 11 le strutture drive-through predisposte con mezzi e attrezzature dell’Agenzia o dei coordinamenti e consulte provinciali e il lavoro dei volontari: Reggio Emilia, Guastalla, Castelnuovo Monti (RE), Cesena, Forlì, Bagno di Romagna (Fc), Modena (2), Imola, Medicina, Ravenna.

Lido Adriano (RA): la struttura “Aparthotel Costa Paradiso” è stata individuata come idonea per l’erogazione di servizi alberghieri alle persone del ravennate poste in quarantena, non autonome per l’isolamento domiciliare, e ai pazienti dimessi dagli ospedali clinicamente guariti ma ancora positivi al virus Covid-19; la disponibilità è di 35 camere indipendenti./BM

Parmafotografica, associazione storica di Parma in ambito fotografico, sempre in prima linea nelle attività benefiche a sostegno di enti e associazioni di Parma, vuole dare il suo contributo alla lotta contro il SARS-CoV-2 (Covid-19), e lo fa attraverso la vendita benefica di fotografie donate da Soci e Amici del circolo.

I Soci di Parmafotografica e con loro tanti Amici artisti e amanti della fotografia di Parma e provincia, hanno aderito alla campagna di raccolta fondi per l’Ospedale Maggiore.

Sostiene l’iniziativa come stampatore ufficiale ServicePhotoColor di Fabio Comizzoli.

Il ricavato della vendita sarà devoluto all’Ospedale Maggiore di Parma a fine raccolta.

Le immagini che verranno richieste saranno stampate e spedite all’indirizzo che indicherete nella richiesta a mezzo email non appena le attività commerciali riprenderanno il regolare andamento (€ 25,00 compresa stampa e spedizione), oppure inviate come file digitale per chi volesse essere autonomo nella stampa (€ 15,00).

Per guardare e scegliere la propria foto clicca su: "Uno scatto per il Maggiore"

Mercoledì, 08 Aprile 2020 17:51

Il Sindaco in visita al SEIRS (Foto)

"Oggi sono in visita al campo della Protezione Civile, sottolinea Federico Pizzarotti - alla nostra sede e soprattutto al SEIRS che in questo periodo ci sta dando un aiuto per quanto riguarda la consegna dei pasti, il recupero dei computer e tutto quello che è la assistenza diretta alle persone. Grandi persone, grande cuore, e penso che oltre al nostro ringraziamento vada quello da tutta la popolazione di Parma."

(Foto  di Francesca Bocchia)

Pubblicato in Cronaca Parma

Oltre 1.200.000 euro raccolti dai dipendenti UniCredit e da UniCredit Foundation a supporto degli ospedali italiani nella lotta contro Covid-19

Ricevute più di 3000 donazioni in sole due settimane, di cui oltre il 20% da dipendenti basati all’estero

Si è conclusa lo scorso 31 marzo la raccolta fondi dei dipendenti UniCredit, organizzata a livello di Gruppo, per sostenere tre degli ospedali italiani maggiormente coinvolti nella battaglia contro Covid-19. In sole due settimane ben 3.016 donazioni, pervenute dai dipendenti, hanno contribuito a raccogliere un importo complessivo di oltre 1.228.000 euro, di cui 1 milione di euro offerto da UniCredit Foundation.
Jean Pierre Mustier, CEO di UniCredit, ha commentato: “Sono molto orgoglioso e riconoscente per la generosità dei nostri colleghi e ancora una volta voglio ringraziare moltissimo tutti coloro che hanno fatto una donazione per questa importante causa. Questi contributi, insieme al supporto di UniCredit Foundation, consentono al nostro Gruppo di fornire un aiuto significativo agli specialisti per curare i malati e finanziare la ricerca nello studio di trattamenti e vaccini. Insieme continueremo a fare la cosa giusta e, come squadra, supereremo questo difficile momento.”

Tenuto conto delle preferenze espresse dai donanti, i contributi saranno così ripartiti:
• 556.600 euro all’Ospedale Luigi Sacco di Milano
• 353.500 euro all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma
• 318.600 euro alla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia

UniCredit sta continuando a sostenere le sue comunità, i clienti e i colleghi nella lotta contro Covid-19, ovunque essa operi. Oltre a questa raccolta fondi, il Gruppo ha organizzato nei diversi Paesi in cui è presente altre importanti donazioni ai servizi sanitari locali per continuare a fare la cosa giusta e contribuire laddove possibile alla lotta contro la pandemia.
In Italia, insieme a UniCredit Foundation, ha donato 2 milioni di euro al Dipartimento della Protezione Civile per l'acquisto di mascherine, materiale sanitario e attrezzature mediche; 360.000 euro alla Croce Rossa italiana grazie ai fondi raccolti tramite UniCredit Card Flexia Classic Etica e 200.000 euro sono stati donati da UniCredit Foundation all’Ospedale Policlinico di Milano.

UniCredit ha inoltre messo a disposizione della Croce Rossa Italiana un conto corrente solidarietà completamente gratuito per la raccolta fondi a supporto di tutte le attività che la CRI sta mettendo in atto per affrontare la crisi.

Per maggiori informazioni, visitate il sito https://one.unicreditgroup.eu/

Milano, 8 aprile 2020

 

A proposito di UniCredit
UniCredit è una banca commerciale paneuropea, semplice e di successo, con una divisione Corporate & Investment Banking completamente integrata e una rete unica in Europa occidentale, Centrale e Orientale a disposizione della sua ampia base di clientela. UniCredit offre un servizio competente alla clientela internazionale e locale, offrendo un accesso senza eguali a banche leader in 13 mercati principali grazie alla sua rete bancaria europea, che include Italia, Germania, Austria, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia. Disponendo di una rete internazionale di uffici di rappresentanza e filiali, UniCredit serve i clienti di altri 18 Paesi di tutto il mondo.

A proposito di UniCredit Foundation
UniCredit Foundation è la fondazione d'impresa del Gruppo, nata nel 2003, impegnata nel perseguire finalità sociali e umanitarie e a promuovere studi e ricerche in ambito economico finanziario.

 

Mercoledì, 08 Aprile 2020 16:38

Cannabis: il nuovo super cibo

Da erba per lo sballo a super cibo, la Cannabis per le sue proprietà benefiche e per la sostenibilità ambientale

Il cibo è una parte importantissima della cultura italiana, oltre ad essere un comparto industriale molto florido e leader mondiale con tante eccellenze che tutti cercano di imitare. Da qualche anno a questa parte, osservando i banchi dei supermercati e le trasmissioni tv, la gente ha voglia di sperimentare nuovi ingredienti e nuove sensazioni anche in cucina.

Ed ecco la nuova tendenza a dare importanza alla Cannabis non più soltanto spinti da quel concetto fisso di droga da evitare, ma quale ingrediente naturale ricco di proprietà benefiche di per sé e nei suoi derivati. Infatti nella produzione alimentare è permesso utilizzare i semi e i loro derivati (come l’olio e la farina), in quanto non contengono THC.

Il THC (tetraidrocannabinolo) è uno principali cannabinoidi contenuti nelle piante di canapa e si tratta di una sostanza psicoattiva, per questo motivo proibita negli alimenti se non come residuo di contaminazione durante le lavorazioni. La questione è differente per il CBD (cannabidiolo), altro cannabinoide presente in natura insieme al THC, di cui si fa sempre più ricorso sia in ambito terapeutico che in ambito gastronomico con il suo basso tenore.

Dal punto di vista nutrizionale i semi di Cannabis sono ricchi di acidi grassi polinsaturi essenziali, omega-6 e omega-3, in rapporto ottimale per la nutrizione umana all’interno del loro olio (che ricorda l’aroma di nocciola). È buono anche il contenuto di vitamine, come la E e quelle del gruppo B. Specialmente l’olio di CBD è diventato molto popolare, malgrado il suo prezzo più alto rispetto al normale olio di semi di canapa, perché consumarlo insieme ad altri alimenti consente di ottenere un potenziamento dei suoi effetti benefici.

L’olio di semi di canapa può essere usato a crudo, per non alterare le sue qualità organolettiche e nemmeno quelle nutrizionali, come condimento di qualunque portata e può essere reperito già oggi in svariati supermercati. Per chi volesse, invece, avvalersi anche delle proprietà nutraceutiche dell’olio di CBD lo potrà integrare l’olio usato su cibi e bevande, oppure assumerlo per via orale; sarà sufficiente porne alcune gocce sotto la lingua, per poi ingerirle per ottenere un effetto rapido ed efficace per esempio contro il dolore cronico.

Sarà interessante vedere come si comporteranno le quotazioni di mercato di questo nuovo super cibo alla luce di tutte le congiunture economiche negative, come accade anche per le quotazioni dei prodotti caseari.

La coltivazione delle tante varietà di Cannabis sarebbe anche un toccasana per l’ambiente, poiché sono piante in grado di crescere senza l’uso di pesticidi, riescono a catturare l’anidride carbonica dell’ambiente per trasferirla nel terreno, le fibre permettono la fabbricazione di nuovi materiali per l’edilizia assolutamente resistenti e fibre per l’industria tessile green. Di recente si è scoperto che possono addirittura bonificare i terreni contaminati da sostanze tossiche, come quelli presenti nella famosa Terra dei Fuochi.

Pubblicato in Agroalimentare Emilia

L’Osservatorio ufficiale del Ministero dell’Ambiente sul monitoraggio della scarsità idrica comunica le analisi di tutte le regioni e Arpa del comprensorio del Po dalla Valle d’Aosta alle Marche. Valori generali comunque sotto la media del periodo. Risorsa idrica in lento ma costante esaurimento. Prossimo incontro ufficiale previsto per il 7 Maggio .

Parma, 8 Aprile 2020 – Nel comprensorio del Distretto Idrografico del Po, ad oggi, non si manifesta un contesto diffuso di evidente scarsità idrica e questa situazione palesa che le ultime piogge cadute e le precipitazioni nevose – in progressivo scioglimento – hanno scongiurato, per ora, una ulteriore immediata emergenza dettata dalla siccità che in altre aree del nostro paese sta mettendo già in seria difficoltà tutto il comparto agricolo.

Ma il quadro delineato, temporaneamente non ancora preoccupante, potrebbe essere “a tempo” visto che per i prossimi 15 giorni non sono previste piogge di entità ragguardevole a rimpinguare falde e portate del Grande Fiume e dei suoi affluenti.

A conferma di questo macro-dato una serie di parametri ed analisi approfondite che l’Osservatorio Permanente dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po – Ministero dell’Ambiente (l’organismo ufficiale del Ministero legittimato a raccogliere e comunicare lo scenario complessivo) ha esaminato negli ultimi giorni in collaborazione con tutte le regioni del Distretto (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Valle d’Aosta, Marche, Provincia Autonoma di Trento), con tutte le Agenzie preposte alla funzione di monitoraggio dei dati metereologici ARPA (Agenzie Regionali Protezione Ambientale).

L’attività dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po infatti sta procedendo regolarmente nei diversi settori operativi grazie all’avanzata tecnologia e all’impiego agile del proprio staff che continua ad lavorare in regime di smart working come da immediato provvedimento di riorganizzazione interna preso dal Segretario Generale dell’ente Meuccio Berselli subito dopo lo scoppio e la diffusione della pandemia Covid 19. Così, in collegamento con i 38 partners che hanno contribuito fattivamente alla fase di stesura del Bollettino Mensile Ufficiale ADBPO, si è svolto l’incontro a distanza sui livelli di risorsa idrica coordinato dall’ingegner Silvano Pecora – dirigente responsabile tecnico dell’Osservatorio ufficiale Permanente sulla Scarsità Idrica del Distretto Po.

I RISULTATI DEL BOLLETTINO IN NUMERI:
La situazione generale sul distretto si mantiene stazionaria con i valori di portata al di sotto delle medie di riferimento ed in lento e costante esaurimento, ma comunque superiori ai valori minimi storici. A Pontelagoscuro, sezione di chiusura del bacino, la portata attuale è di 920 m3/s, con una riduzione di circa 17-20% rispetto la media di periodo, confermando lo stato di “sofferenza” del bacino, dovuto alla carenza di piogge intense e allo scarso contributo della componente di parte emiliana. Le temperature risultano essere ovunque al di sopra delle medie stagionali (+ 3/5 gradi); la progressiva fusione del manto nevoso sosterrà parzialmente i valori di deflusso, rallentando la riduzione dei volumi transitati alle principali sezioni dell’asta Po dovuta all’assenza di precipitazioni. La prossima settimana (13-19 Aprile) potrebbe iniziare con un lieve peggioramento delle condizioni meteo, ma senza precipitazioni di rilievo. Le temperature in continua ascesa ed il soleggiamento sempre più intenso hanno accelerato negli ultimi giorni il processo di fusione delle nevi; su tutto l’arco alpino lo zero termico risulta essere al di sopra dei 2200-2400 m e raggiungerà quota 3000 m entro il weekend. Nonostante la rapida fusione in atto il manto nevoso, soprattutto oltre i 2000 metri, è ancora consistente, in particolar modo sul settore occidentale dell’arco alpino. Situazione diversa sull’Appennino Settentrionale, dove rimane solo un modesto manto nevoso oltre i 1800-2000 m.

I LIVELLI DEI LAGHI UFFICIALI AGGIORNATI:
La riserva dei grandi laghi regolati è lievemente al di sotto rispetto la media del periodo di riferimento, ma superiore agli anni critici. Alcuni scostamenti evidenti solo per i volumi invasati nel Lago di Como, Iseo che risultano inferiori sia rispetto alla media del periodo sia rispetto ai quantitativi alla stessa data del 2007. Tuttavia i totali attuali delle riserve idriche dei bacini dell’Adda e dell’Oglio risultano superiori sia alla media del periodo sia in comparazione ai quantitativi data 2007.

NOTA DEL SEGRETARIO GENERALE ADBPO MEUCCIO BERSELLI:
“L’analisi dei dati capillari ricevuti dai territori – ha evidenziato il Segretario Generale del Distretto del Po Meuccio Berselli – ha consentito ai nostri esperti di elaborare un monitoraggio fedele e condiviso che ci consegna una scarsità, per ora modesta, di risorsa idrica ma che, potenzialmente, potrebbe incrementare nelle prossime settimane. E’ per questa ragione che abbiamo fissato già un nuovo incontro per il prossimo 7 Maggio, data in cui sarà concreta una ulteriore analisi comprensiva dei primi rilevanti prelievi irrigui e del lento, ma costante esaurimento delle “scorte” immagazzinate grazie al contributo della neve. Nel complesso quindi manteniamo alta l’attenzione soprattutto in quelle micro-aree più sofferenti che mostrano già alcuni segni tangibili di scarsità di flussi. Voglio citare, per esempio, il caso del comprensorio sotteso al lago d’Idro in cui, per ragioni geomorfologiche del territorio oltre che meteorologiche, si fotografa una condizione già al limite”.

Questa mattina, intono alle 10,15 è improvvisamente crollato il ponte tra Albiano Magra e Santo Stefano Magra. Forse è stato coinvolto solo un furgone, il cui conducente è stato trasportato all'ospedale in evidente stato di choc.

E' grazie al ridottissimo traffico dovuto al "confino per coronavirus" che non si dovrebbero contare danni a altre persone.

"Il ponte, che si è accartocciato come se fosse di cartone, unisce la Statale della Cisa con la provinciale di Albiano e nei mesi passati era stato al centro di continue denunce di automobilisti che avevano denunciato la presenza di numerose crepe." A scriverlo è l'edizione locale online, in costante aggiornamento, del Corriere della Sera.

Pubblicato in Cronaca Emilia
Mercoledì, 08 Aprile 2020 11:22

Il Piano dei consumatori in epoca post Covid

di Mario Vacca Parma 8 aprile 2020 - L’ordine dei dottori commercialisti interviene riguardo alla situazione che si creerà post Covid-19 riguardo alle procedure da sovraindebitamento nelle parole della delegata alla materia Valeria Giancola che interviene evidenziando come “In questa fase di estrema difficoltà economica le piccole e medie imprese che hanno già procedure di sovraindebitamento omologate sono sostanzialmente impossibilitate a rispettarle. Un dato di fatto che ci spinge e a sostenere che quelle stesse procedure vadano sospese”. 

Sicuramente le procedure da sovraindebitamento rimarranno un mezzo importante per esdebitare i piccoli imprenditori ed i lavoratori autonomi che si troveranno in condizioni di “estreme” al termine dell’emergenza sanitaria quando si tratterà di ripartire.

Su questo tema il Consiglio e la Fondazione Nazionali dei Commercialisti hanno pubblicato il documento: “Emergenza Covid-19: prime indicazioni operative per la gestione delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento”.

Un documento, spiega Giancola, “che ha un taglio prettamente operativo. E’ quello che ci chiedono in questo periodo difficile tanti colleghi da tutta Italia. A quanti sono impegnati su questa materia e che fanno parte degli Organismi della categoria di Composizione della crisi, presenti a decine sull’intero territorio nazionale, diciamo che possono rivolgersi al Consiglio nazionale per indicazioni e informazioni”.

Lo studio - che si divide in due parti (nella prima spazio alle Indicazioni operative per la gestione degli accordi e dei piani omologati, e nella seconda focus sulle proposte per intervenire in modo incisivo sulla disciplina relativa alle modifiche dei piani nelle procedure di sovraindebitamento) - indica alcune soluzioni interpretative che consentano di adeguare all’attuale contesto le previsioni della legge n. 3/2012 e nello specifico trattasi di indicazioni finalizzate non solo a richiedere al Giudice la sospensione dell’esecuzione degli accordi o dei piani omologati, ma altresì ad accordare al debitore la possibilità di modificare gli stessi, anche successivamente all’omologazione, al fine di agevolarne l’esecuzione e di semplificare, quanto più possibile, la prosecuzione dei procedimenti pendenti.

I suggerimenti esposti nel documento sono volti a facilitare, in particolar modo, le imprese che stanno eseguendo piani in esecuzione di accordi di ristrutturazione precedentemente omologati e che sono, e saranno, fortemente colpite dalla sospensione delle rispettive attività.
Il documento analizza gli effetti che la sospensione dei termini processuali- nel contesto emergenziale che stiamo vivendo - producono sulla gestione dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento pendenti e sulla “sorte” dei piani del o degli accordi di ristrutturazione dei debiti che siano stati omologati ed in relazione ai quali l’esecuzione è attualmente compromessa.

Al riguardo il Consiglio evidenzia che occorre richiamare quanto disposto con i differenti provvedimenti d’urgenza adottati dal Consiglio dei Ministri con cui, a causa della situazione di emergenza epidemiologica, il Governo ha previsto la sospensione di molte attività produttive e, considerare le significative ricadute economiche legate alla sospensione delle attività lavorative e di impresa, che potrebbero pregiudicare il regolare adempimento degli obblighi assunti dal debitore negli accordi già omologati.

Pubblicato in Economia Emilia

Qual è la reale situazione dei centri diurni e delle residenze per anziani e disabili rispetto alla difesa della salute degli operatori e degli ospiti? Le preoccupazioni verso i propri familiari e i loro fedeli e professionali assistenti sono giustificate? Se ci fosse ancora qualcosa da fare per mettere le RSA in sicurezza è ora di farlo senza attendere altro inutile tempo.

Di LGC Parma, 8 aprile 2020 - A 28 giorni distanza dalla dichiarazione di pandemia da parte della Organizzazione Mondiale della Sanità e a ben 68 dal Decreto del 31 gennaio nel quale il governo dichiarava il grave rischio sanitario che sarebbe calato sulla popolazione per 6 (dei mesi) e ancora si parla di mascherine, della necessità o meno di indossarle da parte di tutti ma soprattutto della indispensabilità per chi opera in contatto in ambiti assistenziali.

E' perciò il caso delle residenze per anziani e disabili nelle quali spesso gli ospiti sono nella impossibilità di compiere qualsiasi azione di natura personale, compreso il dialogo come lo intendiamo normalmente.

Gli assistenti, operatori o volontari di queste strutture sono, nella maggioranza dei casi, dei veri e propri angeli custodi, capaci di comprendere quei micro segnali espressivi dei loro assistiti e che perciò, nei non rari casi di estrema gravità, gli unici, insieme ai familiari, in grado di tranquillizzare il paziente, anziano o giovane che sia. Pensiamo ad un disabile con le sue criticità e incapace di esprimere le sue necessità più basilari e i suoi malesseri, in caso di ricovero seppure assistito da persone che, pur brave possano essere, non conoscono la sua storia, la sua patologia, i medicinali abituali od al bisogno le abitudini, infine confinato in una lunga convalescenza, nella migliore delle ipotesi, in un luogo sconosciuto, senza nemmeno un famigliare vicino: sarebbe veramente un dramma!

Con le limitazioni agli spostamenti e soprattutto in ragione della fragilità sanitaria di questi aggregati socio sanitari, il contributo dei familiari vien meno ma non si attenua la preoccupazione per il rischio di contagio e l'eventuale ricovero ospedaliero del familiare che a quel punto sarebbe totalmente isolato anche dal proprio fidato assistente e perciò incapace di ogni minima relazione.

Una ipotesi che "non fa dormire" i familiari soprattutto alla luce delle notizie circa l'inadeguatezza dei sistemi di protezione di molte strutture, del contagio e conseguente inasprimento dei decessi in queste strutture protette che protette non son più.

Segnali di preoccupazione da parte dei familiari, confinati in casa, ne raccogliamo frequentemente. Preoccupazioni per i propri figli, genitori o nonni ma anche per gli addetti con i quali si è instaurato un rapporto fiduciario che va ben oltre il rapporto professionale.

Una preoccupazione giustificata dai numeri pubblicati anche da Avvenire.it, il quotidiano dei Vescovi, lo scorso 7 aprile (Paolo Viana).
600 sono i morti registrati a fine marzo nelle Rsa e nei centri diurni per anziani nella sola provincia di Bergamo, secondo dati diffusi ieri dalla Fnomceo;
63 Gli ospiti deceduti in una casa di riposo a Mediglia, in provincia di Milano, a seguito dei contagi.

A questi dati registrati fanno però eco quelli percepiti da chi "vive" le residenze o da coloro che hanno domicili in prossimità di queste strutture dalle quali sembrerebbe di avvertire un inasprimento, sensibile e allarmante, dei decessi.

Alle sensazioni percepite si aggiungono le "lamentele" degli stessi operatori i quali, in modo involontario ma umanamente comprensibile, spesso segnalano la mancanza di una corretta attenzione verso la loro opera e verso le RSA (Residenza sanitaria assistenziale - ndr) più in generale, private o pubbliche, Profit o No Profit che siano.

Sensazioni percepite e dati accertati che portano a una solo e univoca conclusione: recuperare il tempo perduto e adeguare urgentemente le strutture e gli operatori ai più rigidi protocolli di sicurezza perché queste strutture possano tornare a essere "protette" a tutti gli effetti.

Non interessa conoscere quali sono stati i problemi e a chi addebitare le responsabilità del passato, è il comune pensiero delle rappresentanze dei familiari raccolte, ma avvertire che i propri cari e i loro assistenti sono stati finalmente messi sotto tutela.

 

Pubblicato in Cronaca Emilia

Carabinieri Forestali verificano il rispetto delle misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19. Controllati molti ambienti naturali del parmense.

Parma, 7 aprile 2020. I Carabinieri Forestali della provincia di Parma stanno svolgendo una intensa attività di controllo negli ambiti collinari, montani, lungo i fiumi, i torrenti e i laghi per verificare che chi frequenta questi ambienti rispetti le normative che precludono assembramenti e presenze non necessarie. 

Le dieci Stazioni dei Carabinieri Forestali della provincia di Parma stanno svolgendo una intensa attività di controllo negli ambienti nei quali usualmente svolgono i loro servizi, per verificare il rispetto delle misure di contenimento che impediscono assembramenti di persone e presenze sul territorio non giustificate da motivi di necessità.

Sono stati percorsi, anche con pattuglie appiedate, alcuni tratti di argini e sponde di fiumi e torrenti, diversi ambiti collinari e montani e diversi tratti di viabilità minore in ambiente agricolo. Sono state oltre duecento le persone controllate e le verifiche condotte hanno portato ad elevare quindici sanzioni amministrative, relative ad attività non permesse e non giustificate da una indifferibile necessità, per circa settemila euro.

In particolare alcuni frequentatori degli ambienti naturali stavano pescando, altri praticavano attività sportive o escursionistiche lontano dalla residenza o dal domicilio, altri stavano effettuando, pur non essendo agricoltori, la combustione di residui vegetali su loro terreni, altri lavoravano in cantieri edili, o prelevavano materiale inerte sulle sponde del fiume, diversi si dedicavano al taglio della legna da ardere o ad attività selvicolturali negli ecosistemi forestali.

I controlli verranno intensificati nei giorni prossimi e nelle giornate di Pasqua e Pasquetta con particolare attenzione al transito verso le seconde case in collina e montagna e alle concentrazioni di persone per scampagnate e pic nic nelle aree protette, nei parchi naturali e nei boschi.

Pubblicato in Cronaca Parma
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