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I social media sono i nuovi strumenti di comunicazione e marketing dell'era digital. Utili anche per fare recruiting e brand awarness, quest'ultimi sono oramai utilizzati dalla maggior parte degli utenti in grado di ottenere una connessione a internet. Proprio questa crescita esponenziale di questi nuovi mezzi di comunicazione ha aumentato i rischi di illeciti e relative conseguenze, legate all'uso scorretto dei social network, anche nei rapporti dipendente/datore di lavoro: passare tempo sui social in orario di lavoro, infatti, può essere causa di licenziamento.

I casi in cui il datore di lavoro può agire attraverso un provvedimento disciplinare di licenziamento sono riconducibili principalmente a due tipologie: le violazioni dell'obbligo di fedeltà e riservatezza (imposte al lavoratore dal Codice civile) e l'assenteismo virtuale. Rientrano nel primo caso tutti quei comportamenti diffamatori e offensivi verso la propria impresa ma anche la divulgazione di foto o notizie che devono rimanere riservate. La violazione degli obblighi di fedeltà e riservatezza rimandano ad un quesito importante: i social network sono uno spazio pubblico o privato? E' su questo punto che la difesa dei lavoratori fa leva, spiegando che condividere sui social network è "come dirlo agli amici". Nella maggior parte dei casi però i giudici vanno nella direzione opposta affermando che pubblicare sui social network equivale a raccontarlo ad un vasto pubblico e, anche se è possibile gestire le impostazioni sulla privacy, lo strumento è per sua natura di massa con una diffusione incontrollabile.

Passare tempo su siti e social non inerenti alla prestazione lavorativa in orario di lavoro può ricondurre a un comportamento di assenteismo virtuale. In questa situazione molto dipende dal tempo passato a chattare e quindi dalla valutazione del magistrato caso per caso. A titolo di esempio si riporta, in breve, il caso della sentenza del tribunale di Brescia n. 782 del 13 giugno 2016. Nella fattispecie il giudice ha ritenuto legittimo il licenziamento di una segreteria dopo che il datore di lavoro aveva scoperto che la dipendente aveva effettuato 6000 accessi, dei quali 4500 a Facebook, negli ultimi 18 mesi a social, giochi, musica e altre attività estranee al lavoro. In questa circostanza, il lavoratore ha sottratto, per lungo tempo, ore alla prestazione lavorativa adottando un comportamento tale da incrinare la fiducia del datore di lavoro.

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Pubblicato in Lavoro Emilia
Domenica, 18 Settembre 2016 12:23

Vendetta, Senza rete.

La responsabilità sulle conseguenze derivanti dall'utilizzo improprio o spregiudicato delle parole o delle azioni, è di natura strettamente privatistica. Attenzione a non confondere la libertà con l'autorizzazione a insultare, urlare e vendicarsi. L'abuso della libertà di espressione potrebbe condurre a una limitazione di quegli straordinari mezzi di informazione che sono i social media.

di Lamberto Colla Parma, 18 settembre 2016.
Si fa presto a dire, "tutta colpa dei social media" e allora giù, a mano di vanga, a scatenare giudizi sui mezzi, Facebook in primis, come se fosse loro la colpa di quello che gli utenti, scientemente, "postano".

A ogni fatto di cronaca nera, come i due tragici casi di Tiziana da Napoli e "anonima" da Rimini, nel quale un mezzo elettronico è indirettamente coinvolto, i benpensanti cominciano a erigere barriere e a invocare una rigida regolamentazione, imputando quindi la responsabilità al mezzo di diffusione e non alla mente che ha architettato la nefandezza.

Sarebbe come di pretendere l'alienazione del servizio postale "reo" di aver recapitato la "lettera bomba" o di vietare o limitare l'uso dell'auto o dei camion perché hanno causato incidenti, piccole stragi, per arrivare addirittura a veri e propri atti di guerra (Nizza docet).

Un errore diffuso è perciò di imputare la responsabilità ai "vettore" (i Social Media), molto spesso per semplificazione coinvolgendo direttamente il primo e più noto Facebook, e non alla potenza degli strumenti che consentono ai messaggi (testuali, fotografici e video) di muoversi e diffondersi così rapidamente.

Inoltre, val la pena di ricordare che i Social Media vietano e intervengono immediatamente con la rimozione del messaggio e alla sospensione del servizio dell'utente che l'ha postato, la pubblicazione di materiale audio-visivo dal contenuto "sessuale, soft o hard" che sia.

Altro discorso invece riguarda la messaggistica istantanea (WhatsApp per esempio) che si avvale della "potenza" delle ultime generazioni di Smartphone (capacità delle memorie, operative e di servizio all'elaborazione) e delle "autostrade" virtuali (connessioni 4G ad esempio) per veicolare un gran quantitativo di dati, immagini e molti interminabili secondi di video, di ottima qualità in un brevissimo tempo. L'utente può così registrare fatti (più o meno leciti) e in un battibaleno indirizzarli verso uno o più "amici" in un rapporto esclusivamente privatistico.

Ecco quindi che, alla fine, si ritorna alla reale responsabilità che è sempre e unicamente in carico ai singoli soggetti, educati o maleducati, sapienti o burloni, arroganti o moderati, prudenti o spregiudicati che siano e, è mia opinione, la responsabilità è equamente distribuita tra chi avvia la catena infamante e tra coloro che la alimentano inoltrando i contenuti.

Una catena di malvagità che, come abbiamo drammaticamente assistito nelle ultime ore, può distruggere la vita delle persone e condurle alle estreme conseguenze.

La "Libertà" quindi potrebbe essere una trappola mortale se ciascuno di noi non ne percepisce i vincoli, prima di tutto etici e del vivere civile, governati prima di tutto dal "Buon Senso" e poi dalle regolamentazioni e leggi. Ma posto che è quasi impossibile regolamentare tutto, ma anche così facendo si otterrebbe solo una società dell'inquisizione, un regime e perciò una limitazione dell'area operativa della libertà.

Con il buon gusto molta libertà si può conquistare ogni giorno. Nelle cadute di stile e di gusto tutti possono incorrere anche quelli più professionalmente preparati e abili. Ma alle volte l'emotività dei fatti dissemina il percorso di trappole.

In una  di queste trappole credo sia scivolata anche Selvaggia Lucarelli quando, nel caso di Tiziana Cantone, nel momento in cui, intercettando e pubblicizzando un ignobile post di un Maestro d'Orchestra salernitano, è caduta di stile augurandogli il licenziamento e la medesima gogna mediatica subita dalla povera Tiziana.

Con questo atteggiamento Selvaggia Lucarelli, in  forza della popolarità mediatica e "social", ha trasmesso come positivo il concetto di "vendetta" perdendo un'ottima occasione educativa per il suo immenso pubblico.

Non vorrei mai che la bella e intelligente "blogger", un giorno, dovesse avere sulla coscienza un'altra vittima della maleducazione e arroganza che i social media hanno la sola colpa di pubblicizzare.

Pubblicato in Politica Emilia

La foto della tredicenne nuda condivisa con amici su whatsapp, poi è finita su Ask.fm, social network in voga tra i giovani. Un parente della ragazzina l'ha riconosciuta e ha informato immediatamente la famiglia. L'artefice dello scherzo è così finito in giudizio per pornografia minorile e diffamazione. -

Reggio Emilia, 12 novembre 2015 –

Se una ragazzina viene condivisa nuda sul social, l'artefice di questo gesto può anche essere assolto dalle accuse di diffamazione e pornografia minorile.
Succede anche questo quando si ha a che fare con giovanissimi e web, una terra per molti versi ancora sconosciuta e piena di insidie nella quale voglia di protagonismo, esibizionismo, incoscienza trovano spazio e diventano un mix pericolossimo di cui si alimentano i ragazzi di oggi.
La miscela ha fatto di certo decollare la fama di una tredicenne che si è ritrovata in giro per internet, fotografata nuda, grazie all'iniziativa incauta di un suo amico 15enne.
Il ragazzo aveva condiviso con amici su whatsapp gli scatti della adolescente senza veli, probabilmente non pensando alle conseguenze: il servizio fotografico hot è poi finito su Ask.fm, social network in voga tra i giovani.
Un parente della ragazzina l'ha riconosciuta e ha informato immediatamente la famiglia.
L'artefice dello scherzo è così finito in giudizio per pornografia minorile e diffamazione. Ma la sentenza ha sorpreso un po' tutti perché l'imputato è stato assolto.
La tesi su cui si è basato il suo legale è stata accolta dal giudice che ha ritenuto la tredicenne consapevole di quegli scatti senza veli, sostenendo anche che la chat di whatsapp è un contesto privato.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia
Mercoledì, 26 Agosto 2015 09:15

Ancora discredito sulla pasta Barilla

Bufale trite e ritrite e già sbufalate dal 2012 che, come il singhiozzo, tornano ciclicamente alla ribalta per gettare nubi oscure sulla Barilla. Questa volta il lancio parte dal profilo facebook Azione di Popolo del 18 agosto scorso e sta diffondendosi in questi giorni.

di Lamberto Colla Parma 26 agosto 2015 -
A chi giova? E' la domanda che occorre porsi quando l'accanimento mediatico, convenzionale o social, contro quella o quell'altra azienda si scatena senza alcuna apparente motivazione. Certamente non al buon nome conquistato da Barilla sin dal 1910 quando divenne una vera a propria industria (anno di fondazione 1877), non ai lavoratori fieri di servire un marchio forte e nostrano, tantomeno ai consumatori che sulla qualità e sicurezza alimentare fondano buona parte della decisione d'acquisto.

Abbiamo levato gli scudi in difesa della Ferrero quando, nel giugno scorso, venne tirata in ballo addirittura dalla Ministra per l'Ecologia Francese, ex moglie dell'attuale Presidente, Ségolène Royal, che invitava a non mangiare la "Nutella" perché a suo dire «Contiene l'olio di palma che è corresponsabile della deforestazione». In quell'occasione persino l'insospettabile Greenpeace intervenne a difesa della multinazionale italiana dichiarando che "Ferrero, il produttore della Nutella, è uno dei gruppi più all'avanguardia in termini di sostenibilità per quanto riguarda l'approvvigionamento di olio di palma". Scuse presentate dalla Ministra Francese e nell'arco di 5 giorni l'incidente si chiuse e il consumatore si poté tranquillizzare.

Diverso invece il caso di Barilla che, ormai da diversi anni entra nel tritacarne delle bufale via social in grado di diffondersi pericolosamente come un virus andando a infettare le convinzioni dei consumatori.

Il contenuto, con qualche variante, è sempre lo stesso e fa leva su due elementi emozionalmente coinvolgenti: la proprietà non più italiana e, quel che è peggio, la pericolosità dei prodotti per inquinamento da micotessine e OGM. Elementi questi ben conditi da incomplete e fuorvianti informazioni di natura tecnica e falsamente firmate da una ipotetica docente universitaria piemontese, la quale poi ha smentito e controfirmato un comunicato congiunto con Barilla.

Post viralizzato2

Il piatto è pronto per i boccaloni del web pronti a bersi ogni cosa, ancor più se ben romanzata, impazienti di viralizzarla fieri di avere fatto una "scoperta omessa" dai grandi media convenzionali (quotidiani e TV).

La questione era già stata "sbufalata" nel 2012 e poi ancora una volta nel 2014 ma ora torna a galla nella medesima forma e con analoghi contenuti.

Comunicato-congiunto-barilla-icardi 20121116

Non mi dilungherò a illustrare la sequenza di errori e di falsità contenuti nel post che potrete invece, e lo consiglio vivamente, apprendere collegandovi al sito di "Bufale un tanto al chilo" ma portando la mia diretta testimonianza sulla serietà e attenzione alla sicurezza alimentare di "Barilla".

Premetto che non ho interessi personali seppure, come è ovvio essendo parmigiano, abbia diversi amici che lavorano per l'azienda ma, avendo lavorato ai vertici di una grande impresa che cedeva il grano duro dei propri associati alla Barilla, ho potuto verificare di persona la struttura e l'impostazione tecnica atta a garantire la qualità e la sicurezza delle materie prime in entrata e dei prodotti finiti in uscita.
Sistemi tecnici all'avanguardia, procedure rigorose e alto tasso di professionalità degli operatori addetti al complesso processo di lavorazione rappresentano la vera garanzia per i consumatori.

Credo che la sua leadership Barilla l'abbia conquistata non solo per le sue memorabili campagne pubblicitarie ma soprattutto per la qualità dei prodotti.

La pasta può piacere o non piacere, ma questo non è un buon motivo per infangare un'impresa e mettere a rischio migliaia di lavoratrici e lavoratori fieri e fedeli di appartenere a un Gruppo importante, guidato da una famiglia che, a partire dal compianto Pietro, ha sempre tenuto al centro delle proprie attenzioni i propri dipendenti, ovvero il capitale umano indispensabile per ottenere il successo.

Ragioni queste che valgono per Barilla e per tutte le altre imprese e che dovrebbero essere prese in considerazione da tutti gli internauti prima di schiacciare il tasto "condividi" diventando, di fatto, complici di una campagna denigratoria.

Non tutto quello che è presente su WEB è vero. Basterebbe spendere qualche minuto in più, proseguire nella navigazione, acquisire altre informazioni e forse ci si potrà avvicinare alla verità spesso frantumata in tanti e celati anfratti dell'immenso e democratico mondo del web.

 

Pubblicato in Agroalimentare Emilia

Dopo 8 mesi anche i possessori di Iphone potranno utilizzare l'applicativo di messaggistica istantanea WahatsApp anche da web. Una peculiarità riservata ai sistemi Android, Windows Phone, e Blackberry e Nokia S60, sin dal lancio del servizio, così rinnovato nella versione desktop lo scorso gennaio, che finalmente approda al mondo Apple.

di LGC Parma 22 agosto 2015 - 
Si sentivano orfani di un servizio i Fan dell'Apple e finalmente la possibilità di messaggiare anche da PC per i possessori del device "cult" per eccellenza, l'Iphone per l'appunto, è diventata realtà.

Come fare
E' doverosa una premessa. Non ancora tutti potranno accedere in quanto è indispensabile possedere l'ultima versione dell'applicazione e perciò, prima di tentare di avviare le procedure è bene verificare se nella lista delle applicazioni di "impostazioni" avete disponibile la WhatsApp Web.
A questo punto occorre cliccare sull'icona WhatsApp web sul cellulare, dopo avere anche collegato il computer al sito ufficiale. Sulla schermata del PC iniziale vedrete un grande Qr code. Inquadratelo con la fotocamera dell'iPhone e fotografatelo.

WhatsUp QR Code

Il gioco è fatto, la vostra App riconoscerà il QR Code e il PC diventerà lo specchio del vostro melafonino secondo il principio del "mirroring", come i dotti informatici intendono questo specifico sistema di replicazione o ridondanza tra smartphone e computer.
A questo punto, buon divertimento!

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia
Mercoledì, 13 Agosto 2014 19:40

La spiaggia nella Parma. E perché no?


Un'idea per l'estate a Parma ed è subito un gran scatenarsi sui social media.

Parma 13 agosto 2014 --
Ferragosto al mare, in montagna, ai laghi o in città.
Considerato il sempre maggiore numero di concittadini che, per diverse ragioni, si trattiene in città perché  non condividere l'idea del gruppo, che spontaneamente si è costituito su facebook pochi giorni fa e che sta rapidamente accumulando consensi e numeri, "Vogliamo la spiaggia nella Parma".

"Il centro muore? - recita il post inaugurale del gruppo facebook- D'estate a Parma c'è ben poco da fare ? Vogliamo uscire dal nostro provincialismo con idee d'avanguardia ? Vogliamo creare spazi dove giovani e meno giovani possono convivere ? Vogliamo ridare vita ad un greto non curato ? Una semplice idea già proposta con successo da altre città renderebbe la nostra città molto più viva e vivibile. Di giorno la spiaggia e di notte una movida tropicale alternativa lontano dalle abitazioni. Un progetto che speriamo attiri l'attenzione di molti parmigiani (inviate i vostri fotomontaggi o disegni)."

L'idea è sicuramente affascinante e, almeno alle apparenze, non complessa da realizzare.
Se l'interesse fosse diffuso perchè allora non indagare compiutamente l'ipotesi di fattibilità?
Anche se non andasse in porto questa idea, la provocazione è lanciata, e chissà che da questa altre idee potranno fiorire.
L'importante è tornare a pensare proiettandosi verso il futuro per uscire da questo insopportabile torpore.


Se volete alimentare il dibattito condividete la pagina "Vogliamo la spiaggia nella Parma".

 

Martedì, 11 Febbraio 2014 10:33

Poviglio, incontro sui giovani e i social network

Due le serate organizzate dall'Oratorio San Filippo Neri di Poviglio per giovedì 13 e 20 febbraio -

Poviglio, 11 febbraio 2014 -

Un duplice incontro per parlare di social network, giovani ed educazione. Si intitola "Social generation" l'iniziativa organizzata dall'Oratorio San Filippo Neri di Poviglio con il patrocinio dell'Amministrazione comunale per promuovere un uso responsabile dei nuovi mezzi di comunicazione su internet.
L'uso dei social network, soprattutto facebook, è oggi sempre più diffuso tra le nuove generazioni: gli adulti, genitori e insegnanti, non sempre sono in grado di comprendere questa dimensione comunicativa e relazionale. Obiettivo delle due serate, in programma per giovedì 13 e 20 febbraio, è proprio quello di indagare questa dimensione e fornire gli strumenti necessari per accompagnare i giovani a un uso consapevole della rete.
Titolo del primo incontro di giovedì 13 febbraio è "Social network e autostima in età evolutiva": "Essere tecnologici equivale ad essere connessi? Le sfide educative" sarà invece il tema portante del secondo appuntamento di giovedì 20 febbraio.
Le due serate si svolgeranno presso i locali dell'Oratorio San Filippo Neri, in Piazza Umberto I, e avranno inizio alle ore 20.45.

 

(Fonte: ufficio stampa kaiti expanzion)

Come approcciarsi alla navigazione su internet, come difendersi dal cyberbullismo, come utilizzare le opportunità della rete sia come opportunità per ricerche scolastiche sia come risorsa ludico-creativa sono stati i temi principali dei due laboratori, svolti nei giorni scorsi in biblioteca comunale, sulla "Sicurezza in rete" organizzati dai volontari del telefono Azzurro – sezione educativa e rivolti alle classi seconde, terze dell'Istituto Lelio Orsi di Novellara.

Novellara, 4 febbraio 2014 -


Internet infatti non è solo uno strumento da demonizzare, ma come tutti gli strumenti va utilizzato in maniera consapevole, in modo che possa rimanere fonte di divertimento e apprendimento.

Francesca, una volontaria di Telefono Azzurro con formazione da criminologa, ha spiegato ai ragazzi che devono tutelarsi, non caricando fotografie di cui in futuro potrebbero pentirsi (perché una foto caricata sul web rimane visibile per sempre), proteggendo i propri dati personali come ad esempio il numero di cellulare o l'indirizzo di casa e ponendo una certa cura nella scelta delle password. Il consiglio lasciato ai ragazzi è di scegliere password non troppo scontate, di inserire numeri e lettere maiuscole o minuscole e di non permettere mai a nessun sito di memorizzare la propria password. Meglio fare uno sforzo di memoria che affidare ad altri i nostri segreti...

Tra i ragazzi è infatti oggi molto di moda scambiarsi la password come atto di fiducia e di amicizia, ma durante l'incontro Francesca ha spiegato che affidare la propria password a qualcuno che non siano i propri genitori può essere una grande leggerezza, di cui in futuro ci si può pentire.
Sono sempre molto frequenti i casi di cyberbullismo, che comportano gravi danni all'immagine e alla reputazione dei ragazzi e anche durante l'incontro qualche ragazzo presente in sala ha portato la sua esperienza personale.
Il cyberbullismo è infatti un nuovo fenomeno giovanile, che mira deliberatamente a fare del male e a danneggiare qualcuno; è un'azione persistente che può durare anche anni e da cui è difficilissimo difendersi, soprattutto per un ragazzo che non si confronta con i genitori.
Si è parlato allora di educazione e di rispetto, che non devono mancare solo perché si è nel mondo virtuale e si è ragionato insieme ai ragazzi sull'opportunità di non lasciare solo il compagno bersagliato dai cyber bulli, perché in fondo anche chi tace o minimizza l'accaduto è complice.
Per quanto riguarda l'uso chat e ai social network, il è stato di essere diffidente nei confronti di chi vuole sapere troppe informazioni private, e di non fidarsi di foto o immagini inviate perché potrebbero essere state contraffate, per nascondere la vera identità dell'adescatore, solitamente adulto e in malafede. Molto spesso infatti i ragazzi hanno la tendenza a non verificare mai le informazioni trovate in rete, dandole sempre per certe e inconfutabili.

Ai ragazzi è stato inoltre consigliato di non attivare la webcam con sconosciuti, bloccare o eliminare senza sensi di colpa i contatti che infastidiscono o caricano materiale che potrebbe turbarci, non incontrare da soli persone conosciute in chat, non cliccare su sito vietati a minori e non entrare mai in siti a pagamento che richiedano carte di credito senza un adulto.


(fonte: ufficio Comune di Novellara (RE))

 

Mercoledì, 13 Novembre 2013 09:10

Protezione Civile e Social Media.



Se ne discuterà venerdì 15 novembre 2013 dalle 09:30 alle 13:30 a Roma presso il Dipartimento della Protezione Civile.
Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia


Alla Libreria Feltrinelli, martedì 22 Ottobre 2013 dalle ore 18:00. Via Farini 17, Parma (PR)

Parma, 17 ottobre 2013 -

Roberto Marmo presenta il manuale, scritto con Gioia Feliziani, per la creazione e gestione di un negozio (fisico o virtuale) secondo le logiche del social commerce, utile anche al consumatore interessato a comprendere le nuove strategie di vendita. Che si tratti di migliorare un progetto già realizzato o di attuarne uno completamente nuovo, il volume insegna come migliorare l'esperienza di acquisto per il cliente e massimizzare l'effetto delle azioni di marketing del venditore. Vengono discusse soluzioni come l'uso dei classici social network da soli o integrati con il sito per e-commerce, piattaforme per la vendita ispirate ai social network, realizzazione di un social network interno a un sito e-commerce. Esempi, checklist, test di autovalutazione consentono di individuare le soluzioni adatte.

Questo libro intende aiutare il venditore nella creazione e gestione del negozio, fisico o virtuale, secondo le logiche del social commerce, per migliorare un progetto già realizzato o per partire da zero.

La lettura è utile anche all'acquirente che vuole conoscere i nuovi meccanismi di vendita.

Interviene Ferdinando Vighi.
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