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Castelfranco Emilia (MO): Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale restituisce alla Parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo di Panzano in Castelfranco Emilia (MO) il dipinto olio su tela, ovale, raffigurante "San Luigi Gonzaga", risalente alla metà del XVIII secolo, trafugato prima del 2001.

Il 5 maggio 2019, alle ore 18.30, in Castelfranco Emilia (MO), presso la Chiesa Parrocchiale di Panzano, alla presenza del Vicario Generale della Curia Arcivescovile di Bologna, Monsignor Giovanni Silvagni, il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, Maggiore Giuseppe De Gori, ha riconsegnato al Parroco di Panzano, Don Claudio Casiello, il dipinto olio su tela, raffigurante "San Luigi Gonzaga", risalente alla metà del XVIII secolo, trafugato in epoca imprecisata e comunque nel periodo compreso tra il 1971 e il 2001, dall'interno dello stesso luogo di culto.

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-Olio su tela, cm. 89 x 68, raffigurante "San Luigi Gonzaga", ambito emiliano metà del XVIII secolo-

L'eccezionale recupero scaturisce dall'esito di un accurato controllo sui siti e-commerce effettuato dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in particolare dal Nucleo di Udine, mediante la comparazione dell'immagine del dipinto messo in vendita presso un sito internet, con quella inserita nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, la più grande banca dati di opere d'arte rubate al mondo, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, ed i minuziosi approfondimenti investigativi dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, condotti con l'attivo contributo fornito dai responsabili dell'Ufficio Beni Culturali della Curia Arcivescovile di Bologna, permettevano di confermare con assoluta certezza che il pregevole dipinto posto in vendita, pur essendo stato oggetto di intervento di restauro successivamente al furto, era proprio quello trafugato a Castelfranco Emilia da almeno 18 anni, tanto da permetterne il sequestro.

L'opera, che mostra San Luigi Gonzaga con Gesù Bambino benedicente insieme agli angeli, dopo la cerimonia ufficiale di riconsegna, sarà ricollocata nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo di Panzano e restituita così alla comunità cristiana, in occasione dei Vespri per la festa patronale.

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Indagine lampo – la Polizia di Stato individua un rapinatore, borseggiatore seriale e lo espelle con accompagnamento al cpr di Potenza. Sequestrato un telefonino,  huawei, modello p8 lite, colore nero, in attesa del legittimo proprietario (Foto in calce).

Nella giornata di Venerdì 22.02 u.s. un cittadino straniero si è reso responsabile di una rapina, commessa all'interno della locale stazione ferroviaria, a danno di una viaggiatrice. La condotta è consistita in una spinta nei confronti della donna, violenza finalizzata poi ad asportare dall'interno dello zainetto il suo telefono cellulare.
Immediate indagini svolte da parte di personale della Polfer di Parma, hanno permesso di individuare il criminale, il quale in quella circostanza, prima di darsi alla fuga, si era, in modo sospetto, recato prima all'interno del Bar Europa.

Il soggetto, grazie all'acume investigativo degli operatori è stato identificato sin dall'inizio con nome e cognome e con tanto di volto. Infatti, il reo, è un soggetto noto a questi uffici come borseggiatore seriale e come autore di diversi furti aggravati.

Nella giornata di domenica, durante lo svolgimento del servizio di o.p. in occasione di Parma- Napoli, personale Polfer ha individuato il soggetto in stazione, lo ha immediatamente bloccato e compiutamente identificato.

Non solo, l'attività degli agenti, grazie all'ausilio dei sistemi di video sorveglianza, è proseguito, notando che il reo, quella stessa domenica, prima di entrare in stazione, proprio come lo scorso venerdì, era entrato all'interno del bar Europa. Questo elemento ha portato gli operanti a richiedere la visione delle immagini di videosorveglianza del Bar Europa, dalle quali è emerso che il senegalese, il precedente venerdì, si era recato all'interno del bar con in mano il cellulare sottratto alla donna poco prima e lo aveva ceduto ad un barista in cambio di alcune banconote.

Il barista, presente sul posto veniva invitato a riconsegnare il cellulare, cosa che veniva fatta e conseguentemente lo smartphone veniva restituito alla legittima proprietaria.
Nell'occasione, il barista è stato denunciato a piede libero per il reato di ricettazione, mentre il senegalese, classe 72 è stato denunciato per il reato di rapina e, poiché quella Domenica il senegalese è stato trovato in possesso di un altro cellulare, di cui non era in grado di giustificare il possesso, è stato denunciato altresì per il reato di ricettazione.

Inoltre, grazie alla grande collaborazione e scambio di informazioni tra la Questura e le specialità della Polizia di Stato, il soggetto, poiché irregolare sul territorio nazionale è stato fatto oggetto, il giorno successivo, di un provvedimento di espulsione per pericolosità sociale.

Detta espulsione è stata eseguita mediante accompagnamento, da parte di personale della Questura, al c.p.r. di Potenza, ove a seguito di ulteriori accertamenti verrà rimpatriato in Senegal.
Il telefono sequestrato per ricettazione è un huawei, modello p8 lite, colore nero, di cui si allega fotografia di modo che il legittimo proprietario lo possa reclamare.

 

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Arriva una nuova truffa virale: prelievi non autorizzati e uscite anomale dal proprio conto corrente mediante R.I.D. di pochi euro. Lo "Sportello dei Diritti": controllare frequentemente la lista movimenti del proprio conto corrente. L'allerta anche sul sito della Polizia Postale e la pagina Facebook "Commissariato di PS On Line"

Una truffa che sta assumendo contorni preoccupanti è stata segnalata con un post sulla pagina Facebook "Commissariato di PS On Line – Italia" che rimanda al suo sito istituzionale. E per lo "Sportello dei Diritti", da anni impegnato anche nella tutela dei cittadini dalla miriadi di nuove frodi che si registrano con sempre maggior frequenza, è opportuno rilanciare questo vero e proprio allarme determinato dalle modalità di questo tipo di truffa che potrebbe passare quasi inosservato se non prestiamo la dovuta attenzione ai nostri conti correnti.

«Negli ultimi giorni – comincia così il testo dell'allerta - stanno giungendo numerose segnalazioni relative ad una 'nuova' truffa che sta colpendo ignari titolari di conti correnti mediante disposizioni SEPA, ovvero un addebito a seguito di una domiciliazione bancaria con R.I.D., apparentemente richiesta dal titolare del conto medesimo, ma in realtà autorizzata con dati personali carpiti con metodi truffaldini.Il R.I.D. (richiesta di addebito diretto) è lo strumento più comodo per i pagamenti da effettuarsi periodicamente a fronte della prestazione dei servizi più comuni (ad es. bollette del gas, dell'acqua, dell'utenza telefonica ecc..).L'importo addebitato fraudolentemente senza l'autorizzazione dell'utente è esiguo, e potrebbe sfuggire ad un occhio non attento. Si tratta infatti di una somma in uscita dal c/c pari a 19,90 Euro.Gli esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni del Compartimento di Venezia consigliano, per evitare di incorrere in questo tipo di frode, di controllare frequentemente la lista movimenti del proprio conto corrente, operazione adesso molto più agevole grazie anche ai servizi di home banking, e, in caso di anomalie, di avvisare immediatamente il proprio istituto di credito dell'accaduto, richiedendo il richiamo della somma illecitamente sottratta e la revoca del R.I.D.».

Insomma, per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", ancora una volta il modo migliore per difendersi, è quello di prevenire e non abbassare mai la soglia della propria attenzione sui movimenti del nostro conto corrente. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

(16 febbraio 2019)

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Di Redazione Sala Baganza 11 febbraio 2019 - A Sala Baganza e zone limitrofe continuano a giungere segnalazioni di furti con "malloppi" più o meno ricchi ma con danni sempre piuttosto rilevanti.

Nel fine settimana è stata la volta di un furto ai danni di un commerciante di Sala Baganza. Secondo quanto riportato da residenti del luogo, i ladri avrebbero agito sabato notte del tutto indisturbati ai danni di un negozio di elettronica in via Martiri della libertà. Domenica invece, sarebbe stata scassinata la portiera di una vettura in via "Maria Luigia", recuperando solo pochi euro ma lasciando al proprietario un danno considerevole.

Il nervosismo tra i cittadini accresce di pari passo alla loro sensazione di insicurezza, l'allarme sociale si espande a macchia d'olio e la domanda che più frequentemente si rincorre è "Quanti altri furti ed atti vandalici dovremo ancora subire, prima che vengano presi provvedimenti, da nuovi addetti alla sicurezza locale a una rete di video-sorveglianza?"

Al momento la risposta più pronta al contrasto della "micro criminalità", quella più a contatto con la società civile, si basa sul "controllo di vicinato" per il momento attivato nella località di Maiatico ed al quale ha deciso di aderire Davide Adorni, detto "il guerriero" per le sue abilità nel combattimento, nella speranza di riuscire a coinvolgere un numero considerevole di cittadini pronti a occuparsi di sicurezza e non solo all'interno del "quartiere". Una sorveglianza privata che risponde a ben precise regole, non sostituendosi alle forze dell'ordine, dove i cittadini, organizzati per quartiere, hanno il compito di tutelare in modo efficace il territorio, non solo con riferimento alla sicurezza generale ma anche alla tutela dell'ambiente e del decoro urbano.

"La sicurezza viene prima di ogni cosa, commenta Davide Adorni , non è la prima volta che a Sala e nella Val Baganza succedono cose di questo genere. Bisogna fare qualcosa. La portiera scassinata è dell'automobile della mia compagna e mi sento coinvolto in prima persona. Mi sto già muovendo per il controllo di vicinato, e spero di dare la spinta a partecipare anche ad altri cittadini. A breve dovrebbe essere tutto pronto per cominciare. Tutti insieme possiamo vincere contro la criminalità. Personalmente voglio essere d'esempio per gli altri concittadini, ma soprattutto voglio essere un esempio per i miei figli. Non voglio che loro crescano in un ambiente poco sicuro. Non lo permetterò!"

Ma in cosa consiste il controllo di vicinato? Dal sito del comune di Sala Baganza leggiamo:

"L'obiettivo del progetto è di aumentare il senso civile, indispensabile a contrastare la criminalità, rammentando che ogni atto criminale deve essere sempre seguito da una regolare denuncia agli organi di polizia. Le Forze dell'Ordine, insieme ai cittadini, beneficeranno di questa attività attraverso l'instaurazione di un dialogo continuo, unito alla sorveglianza del proprio quartiere."

Per saperne di più consigliamo di visitare il sito del comune di Sala Baganza http://www.comune.sala-baganza.pr.it/servizi/menu/dinamica.aspx?ID=92568&bo=true , mentre a questo link è possibile rileggere l'articolo che era stato dedicato al "personaggio" di Sala Baganza Davide Adorni https://www.gazzettadellemilia.it/cronaca/costume-e-societa/item/21957-il-personaggio-davide-adorni-il-guerriero-di-sala-baganza.html 

Ricordiamo che per le  segnalazioni dei lettori è possibile contattare la redazione della Gazzetta dell'Emilia all'indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  inviando foto e descrizione e soprattutto i recapiti per essere contattati. (NiCo)

 

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(Davide Adorni - Il Guerriero)

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Furti in negozio e merce recuperata, italiano infrange il divieto di avvicinamento alla ex, marocchino arrestato per furto e aggressione.

Rubano merce per 5000 euro in un negozio a Mirandola: la Polizia di Stato risale ai responsabili e recupera l'intera refurtiva.
Nella giornata di ieri, personale del Commissariato di P.S. di Mirandola ha denunciato in stato di libertà due cittadini marocchini di anni 33 e 41 anni, per il reato di furto aggravato in concorso.
A seguito di una tempestiva attività di indagine, gli agenti sono riusciti a risalire ai responsabili del furto perpetrato, nella notte del 7 febbraio scorso, ai danni dell'esercizio commerciale "Fruttieri Calzature" di Mirandola.
Grazie all'analisi dei fotogrammi di alcune telecamere di videosorveglianza, collocate nelle immediate vicinanze dell'esercizio commerciale, si è potuto accertare che il furto era stato commesso tra la mezzanotte e le tre del mattino ed è stato possibile riconoscere il volto del 41enne, soggetto noto alle Forze dell'ordine per i suoi trascorsi, pregiudicato per reati contro il patrimonio, resistenza a Pubblico Ufficiale, ricettazione, evasione, minaccia e spaccio di sostanze stupefacenti.
Gli agenti, che hanno perlustrato a fondo la zona, hanno anche rinvenuto gli arnesi da scasso utilizzati per perpetrare il reato.
I due complici sono stati rintracciati ieri mattina a Mirandola con ancora una parte della refurtiva. La restante merce (scarpe e borse), per un valore complessivo di oltre 5000 euro, è stata recuperata presso il domicilio del 41enne e riconsegnata al legittimo proprietario.
Quest'ultimo era già stato deferito all'Autorità Giudiziaria, non meno di un mese fa, per lo stesso reato consumato ai danni di un'altra rivendita di scarpe di Mirandola.
Nella circostanza, il malvivente aveva agito in pieno giorno, rubando un paio di scarpe e una borsa, per un valore totale di 230 euro, che erano esposte nella vetrina adiacente l'ingresso del negozio.
Grazie alla minuziosa descrizione del soggetto da parte di una dipendente dell'esercizio, gli agenti intervenuti nell'immediatezza erano riusciti ad individuare il responsabile e a denunciarlo a piede libero.

Viola ripetutamente il Divieto di Avvicinamento alla ex fidanzata: 31enne agli arresti domiciliari
Nella giornata di ieri, personale della Squadra Mobile ha dato esecuzione all'Ordinanza di Custodia Cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Modena nei confronti di un cittadino italiano di 31 anni.
L'uomo, indagato per il reato di maltrattamenti in famiglia, era già sottoposto alla misura coercitiva del Divieto di Avvicinamento alla ex fidanzata, emessa sempre dal G.I.P. del Tribunale di Modena nel novembre scorso, misura reiteratamente violata dal 31enne.

La Polizia di Stato arresta su ordine di carcerazione un giovane rapinatore marocchino
Nelle prime ore di questa mattina, personale della locale Squadra Mobile, in collaborazione con l'omologo Ufficio di Reggio Emilia, ha dato esecuzione all'Ordinanza di Custodia Cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Modena l'8 febbraio u.s., nei confronti di un cittadino marocchino di 20 anni, residente a Reggio Emilia, responsabile di due rapine.
Il primo reato era stato commesso la notte dell'8 gennaio scorso ai danni di una persona dedita al meretricio, alla quale lo straniero aveva rubato la borsa contenente denaro ed effetti personali; la seconda rapina, a distanza di qualche ora, all'interno di un esercizio commerciale del centro storico, dove il 20enne - dopo aver asportato alcuni capi di abbigliamento - aveva ingaggiato una colluttazione con il personale addetto alla vigilanza, colpendolo alla schiena per guadagnare la fuga.

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Venerdì, 01 Febbraio 2019 16:13

Modena, "Operazione Flipper"

"Operazione Flipper" è il nome della nuova attività investigativa posta in essere dalla Polizia di Stato, dietro allo stretto coordinamento della Procura della Repubblica di Modena, nella persona del PM titolare delle indagini dott.ssa Graziano.

Sono tre i soggetti finiti in carcere a seguito dell'attività investigativa che ha permesso di acquisire elementi probatori nei confronti degli autori di 8 rapine, commesse nei confronti spesso di vittime casuali. Elementi probatori ritenuti idonei dal GIP del Tribunale di Modena per emettere le misure cautelari e dal Pubblico Ministero Graziano per l'emissione di un fermo.

Gli investigatori della Polizia di Stato sono riusciti a fermare da poco più di 48 ore i tre marocchini, protagonisti in negativo della vicenda.

I tre stranieri, sono stanziali in Italia da vari anni e sono noti alle forze dell'ordine per i loro precedenti, anche specifici. Due di loro sono clandestini mentre il terzo ha un permesso di soggiorno per motivi familiari.
In sede di conferenza stampa verrà spiegato che l'attività di indagine ha avuto sviluppi positivi grazie ad un'impronta digitale su una delle macchine provento di rapina e, si è conclusa positivamente grazie al tempestivo intervento della Procura della Repubblica di Modena, che ha immediatamente favorito l'attività investigativa chiedendo ed ottenendolo subito le intercettazioni dal Gip Dottor Romito.
Prima di finire nella casa circondariale modenese, però, i tre, a volte insieme, a volte singolarmente, si erano resi già autori di 8 rapine, anche a mano armata (con l'utilizzo di un coltello), ai danni di prostitute locali o di gente comune che hanno avuto la sfortuna di incontrarli per caso nel loro cammino.

Questo l'elenco delle rapine che verranno spiegate nel dettaglio nella conferenza stampa che si terrà nella sala conferenze della Questura alle ore 11:
1-) rapina in data 28.11.2018, alle ore 01.25, in via Emilia Ovest a Modena, commessa ai danni di una albanese del 1999;
2-) tentata rapina in data 30.11.2018, alle ore 3.30, in via Giardini località Baggiovara (MO), commessa ai danni di due marocchini con lesioni gravi (40 giorni di prognosi);
3-) rapina in data 01.12.2018, alle ore 2.30 in via Emilia Est, commessa ai danni di una cittadina albanese del 1989;
4-) rapina in data 02.12.2018, alle ore 00.40, in via Jacopo da Porto località Baggiovara (MO), commessa ai danni di un modenese del 1998;
5-) rapina in data 02.12.2018, alle ore 2,40 in Via Emilia Est, commessa ai danni di una cittadina albanese nata nel 1996;
6-) rapina in data 27.12.2018, alle ore 00.45 in strada Formigina, commessa ai danni di un italiano del 1975.
7-) rapina in data 16.01.2019 alle ore 8 in via Santa Caterina ai danni di un italiano del 1991;
8-) rapina avvenuta ad Anzola dell'Emilia (BO) località "Ponte Samoggia", in data 27.01.2019, ai danni di un italiano del 1977.

 

 

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https://youtu.be/ZMDfdsq786E 

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Mercoledì, 05 Dicembre 2018 06:21

Arrestati due "topi d'appartamento"

Sventato furto in una abitazione: la Polizia di Stato arresta due topi d'appartamento. Personale della Squadra Volante ha tratto in arresto due cittadini stranieri, un rumeno ed un nigeriano, rispettivamente di anni 24 e 22, responsabili del reato di tentato furto in abitazione aggravato in concorso.

Modena 4 dicembre 2018 - Gli agenti sono intervenuti in stradello San Giuliano a seguito di chiamata al 112 NUE da parte del proprietario di un appartamento che segnalava la presenza di due soggetti sospetti, vestiti di scuro e con un cappello di lana sul capo.

Sul posto, provenendo da diverse direzione al fine di bloccare una eventuale fuga, sono arrivate due Volanti le quali hanno sorpreso e bloccato il nigeriano che fungeva chiaramente "da palo" e si trovava all'esterno dell'abitazione in contatto telefonico con il rumeno, e immediatamente dopo il complice che ancora all'interno del cortile, stava cercando di scappare.
Da un controllo dell'edificio gli operatori hanno riscontrato evidenti segni di effrazione sugli scuri di legno della finestra di un appartamento.

I due soggetti sono stati trovati in possesso di una bomboletta spray al peperoncino "urticante" e di una chiave di accensione di un motorino di dubbia provenienza.

Il tutto è stato sottoposto a sequestro, comprese due biciclette nella loro disponibilità, la cui provenienza non è stata adeguatamente giustificata dai due malfattori.
Il nigeriano, trovato in possesso di 0,5 grammi di marijuana, è stato segnalato alla Prefettura quale assuntore di sostanza stupefacente.
Accompagnati in Questura, è emerso che il rumeno, con numerosi precedenti di Polizia e condanne, era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Al termine degli accertamenti di rito, i due stranieri sono stati trattenuti presso le celle di sicurezza della locale Questura, come disposto dal Magistrato di turno, in attesa del processo con rito direttissimo.

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Sabato, 01 Dicembre 2018 08:06

Lega: Ma cosa succede a Castelfranco Emilia?

Furti a raffica, auto a fuoco e c'è chi non vede nulla: ma cosa succede a Castelfranco Emilia?

I furti negli appartamenti, a qualsiasi ora del giorno, nel Capoluogo e nelle Frazioni, purtroppo sono divenuti una "normalità".

Anche gli episodi di auto incendiate ormai si verificano con una certa frequenza, come accaduto ieri sera di fronte ai giardini pubblici che da tempo sono segnalati dai Cittadini anche sui social network, soprattutto da coloro che in quella zona risiedono, come luogo di aggregazione di soggetti per lo più stranieri e zona di degrado e pericolosa.

Sempre più spesso viene segnalata la paura a passare in quel giardino "pubblico" soprattutto nelle ore serali e soprattutto per le donne. Non ci stiamo a far finta di nulla, a girarci dall'altra parte. Basta! Servono più controlli e presidio del territorio e questo prima che la situazione precipiti.

Che l'Amministrazione "batta un colpo" anziché tacere e far finta di nulla, che si usino i poteri conferiti ai Sindaci dalla "Legge Salvini" anziché protestare e indossare maschere da buonisti.

Una Città sicura garantisce una vita migliore, per tutti.

Castél - Castelfranco Emilia (Mòdna-Modena), 30/11/2018
Cristina Girotti Zirotti
Capogruppo Lega

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Personale del Commissariato di P.S. di Mirandola ha denunciato in stato di libertà un cittadino rumeno di 39 anni, in Italia senza fissa dimora ma di fatto domiciliato nel veronese, resosi responsabile del reato di ricettazione.

Nel corso del servizio di controllo del territorio, gli agenti hanno notato e sottoposto a verifiche una autovettura Fiat di colore nero, a bordo della quale, in qualità di conducente, si trovava il 39enne.
Gli operatori hanno notato lo stato di agitazione manifestato dall'uomo che aveva posizionato un giubbino sul sedile posteriore, quasi a voler coprire qualcosa.

Da un accertamento più accurato, gli operatori della Volante hanno rinvenuto all'interno dell'autovettura diversi prodotti: numerose confezioni di lametta da barba e di pasta adesiva per dentiere, bottiglie di alcoolici e superalcoolici, per un valore complessivo di 1.145,80 €.

La merce, di cui il cittadino rumeno non è riuscito a dimostrare la provenienza, era nascosta in parte dentro a borse adagiate sul sedile posteriore coperte dal giubbino, in parte dietro al sedile. All'interno del portaoggetti posto sotto al volante sono stati invece rinvenuti e sequestrati un magnete di forma circolare e un distaccatore di antitaccheggio.

Mediante una verifica effettuata anche attraverso i codici a barre identificativi della merce stessa, gli agenti sono riusciti a risalire alla provenienza degli articoli, risultati essere provento di alcuni furti perpetrati in diversi punti vendita di una catena di supermercati della zona.

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Spaccio di droga: la Polizia di Stato arresta quattro cittadini albanesi.

Nel pomeriggio di martedi, personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto quattro cittadini di nazionalità albanese, tra i 21 e i 33 anni, due dei quali gravati da precedenti di polizia, resisi responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
A seguito di un'indagine mirata, effettuata anche attraverso specifici servizi di osservazione, gli agenti hanno notato un andirivieni sospetto in un'abitazione ubicata a Savignano sul Panaro, che gli ha portati a ritenere che vi fosse un'attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso del servizio, gli operatori hanno fermato uno dei quattro albanesi mentre usciva dall'abitazione in questione e lo hanno sottoposto ad un controllo. Lo straniero è stato trovato in possesso di una somma di denaro pari a 360,00 euro e di un mazzo di chiavi, con le quali hanno potuto accedere all'interno dell'appartamento, ove si trovavano gli altri tre soggetti.
La perquisizione ha dato esito positivo in quanto sono stati rinvenuti nascosti in varie stanze complessivi 33,5 grammi di cocaina, diverse confezioni di mannitolo per un peso totale di 18,5 grammi, materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente, due bilancini di precisione e materiale atto allo scasso.
È stato altresì sequestrato un involucro termosaldato in plastica azzurra contenente 6,7 grammi di cocaina e 49 cartucce marca Fiocchi calibro 9 corto con palla di piombo arrotondata, il tutto rinvenuto all'interno di un'autovettura in uso ad uno dei quattro albanesi, il quale è stato deferito all'A.G. per il reato di detenzione abusiva di armi.
Accompagnati in Questura per accertamenti più approfonditi, i quattro albanesi sono stati trattenuti presso le locali celle di sicurezza, come disposto dal Magistrato di turno, in attesa del processo con rito direttissimo.

Ruba una bicicletta: arrestato dalla Polizia di Stato per rapina impropria.

Nella tarda mattinata di martedi, personale della Squadra Volante ha tratto in arresto un cittadino tunisino di anni 28, responsabile in concorso con un altro straniero, datosi alla fuga, del reato di rapina impropria.

Gli agenti sono intervenuti in via Vaccari dove era in atto una colluttazione tra il tunisino che aveva rubato una bicicletta e il proprietario del mezzo che, accortasi del furto, nel tentativo di bloccare la fuga del ladro, era stato aggredito con violenza. Il complice, invece, era riuscito a scappare a bordo del velocipede.

Grazie all'intervento della Volante, il ladro è stato definitivamente bloccato ed accompagnato in Questura, ove a seguito di accertamenti, è emerso essere clandestino e pluripregiudicato per reati contro il patrimonio.

Il tunisino, come disposto dal Magistrato di turno, è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

 

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