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Maxi sequestro della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza a Parma, Riccione, Isola d’Elba, Crotone.

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Parma: la Guardia di Finanza intensifica l’impegno nella lotta ai fenomeni di illegalità nella spesa pubblica

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Il Luogotenente c.s. Roberto LUZI è il nuovo Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Fidenza. Subentra al Luogotenente c.s. Gabriele NOBIS, che, dopo aver retto il comando del Reparto per sette anni, è stato traferito alla Tenenza di Fiorenzuola d’Arda (PC), quale Comandante. Durante la permanenza al Comando della Tenenza, il Luogotenente Nobis si è distinto per un’azione di comando equilibrata e incisiva, grazie alla quale ha saputo conquistare la stima delle Autorità e dei cittadini, ottenendo brillanti risultati di servizio, in particolare nel contrasto alle frodi fiscali.

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I finanzieri del Comando Provinciale di Parma hanno eseguito nei giorni scorsi un provvedimento di confisca di oltre 1,4 milioni di euro nei confronti di due imprenditori arrestati per frode fiscale dalle Fiamme Gialle di Parma nel 2018, dopo una breve latitanza in Svizzera.

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Il tenore di vita di un settantaduenne reggiano, residente a Sassuolo, non corrispondeva ai redditi dichiarati, al limite della soglia di povertà. Sequestrati cinque appartamenti, polizze e beni di lusso, tra cui Rolex e quadri di De Chirico.

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Si è insediato il nuovo Comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Parma, Tenente Colonnello t.SPEF Fernando Capezzuto. L’Ufficiale subentra al Colonnello Andrea Magliozzi, che andrà a ricoprire l’importante incarico di Comandante del “II Gruppo” di Bologna, avendo recentemente acquisito il grado di Colonnello.

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Operazione “bluff”. Guardia di Finanza e Carabinieri di Bologna intercettano un articolato sistema di frode: otto soggetti interdetti dall’esercizio dell’attività professionali e imprenditoriali

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Nella serata di domenica scorsa, la Polizia di Stato di Mirandola, unitamente a uomini della Tenenza della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, ha effettuato un controllo presso un locale ubicato nel comune di Camposanto (MO). 250 persone identificate, accertamenti  in corso sui 18 lavoratori presenti.

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Nel corso di un intervento d’iniziativa volto al contrasto dell’abusivismo commerciale, i finanzieri della Tenenza di Fidenza (PR) hanno individuato, nel comune di Salsomaggiore Terme, una donna trentenne che svolgeva l’attività di estetista all’interno della propria abitazione, senza alcuna qualifica professionale e/o licenza ad operare.

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All’imprenditore edile di origine campana sono stati sequestrati anche partecipazioni societarie e rapporti bancari a lui riconducibili. L’uomo intratteneva rapporti con soggetti vicini alla criminalità organizzata campana e calabrese e aveva un tenore di vita superiore a quanto dichiarato.

di Claudia Fiori Modena 6 febbraio 2020 - Undici immobili, tre partecipazioni societarie e rapporti bancari per un valore superiore a un milione di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a un imprenditore edile di origine campana, D.G. da tempo residente nel modenese e vicino a soggetti contigui alla criminalità organizzata campana e calabrese.

Gli immobili, dislocati nei comuni di Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro, nel modenese, e a Crevalcore, nel bolognese “sono stati acquisiti definitivamente al patrimonio dello Stato”, come si legge in una nota diffusa dalla Guardia di Finanza. Potranno quindi essere gestiti dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, che ne curerà la destinazione e il riutilizzo a fini sociali.Il provvedimento di confisca è l’atto finale delle indagini svolte dal Nucleo di Polizia economico-finanziari di Bologna, sotto la direzione del pm Claudia Ferretti, con delega alla Procura di Modena, ai sensi del Codice Antimafia.

Nel 2017, il Tribunale di Modena aveva già accolto e disposto il sequestro dei beni ora confiscati, il cui valore era risultato sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dall’imprenditore e dal suo nucleo familiare.
Le indagini compiute dal Gico (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata), in particolare, hanno evidenziato la ciclica costituzione di nuove società, l’istituzione di sedi societarie fittizie e la sparizione di documenti. Elementi che dimostrano come l’imprenditore fosse un evasore seriale, oltre ad aver commesso reiterati e sistematici delitti in ambito economico-finanziario. Le indagini hanno consentito anche di ricostruire i rapporti di D.G. a cosche della ‘ndrangheta e clan camorristici.

 

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