Parma 17 Marzo 2019 - Il Cap, ovverosia Committees of Advertising Practice, il garante di annunci e spot pubblicitari nel Regno Unito, ha lanciato un annuncio importantissimo per le sorti del settore: è in fase di attuazione la nuova normativa che contiene le buone pratiche obbligatorie per tutti gli inserzionisti che desiderano promuovere prodotti da gioco e relative attività. Tra i nuovi provvedimenti anche il divieto tassativo alle celebrità o agli atleti di intervenire o comparire in spot pubblicitari. Oltretutto la pubblicità online sarà segmentata per preferenze di navigazione.

I punti del provvedimento, per la precisione sono otto, qui di seguito elencati: i nuovi standard sulla pubblicità del gioco online proibiranno, tra le altre cose, gli annunci online destinati ad un pubblico minore di diciotto anni tramite banner. Tradotto significa restrizione pubblicitaria su siti, piattaforme come Youtube e finanche Social Network di facile accesso per i minori. Gli annunci, inoltre, non potranno contenere nessun tipo di messaggio che possa minimamente attirare l’attenzione di utenti minori d’età. I provvedimenti vanno oltre e riguardano nello specifico la proibizione totale per prodotti di gioco online che hanno un pubblico minore di diciotto anni. Gli operatori di gioco dovranno utilizzare strumenti disponibili su siti internet e social per impedire la divulgazione di annunci ai minori di diciotto anni.

Sono stati poi elencati alcuni tipi di contenuti considerati inaccettabili, in particolar modo quelli inerenti a relazioni con personaggi di cartoni animati, film, Serie Tv, atleti e celebrità che potrebbero attrarre un pubblico di minori. Verrà vietata inoltre la comparsa di personalità legate al mondo del calcio, o celebri comunque al di sotto di venti cinque anni. Occorrerà, inoltre, per gli operatori, adattarsi alle linee guida esistenti sull’orientamento responsabile degli annunci che riguardano tutti i media, compresi social network ed altre piattaforme online. Ovviamente anche la localizzazione degli annunci ha un suo peso che gli operatori dovrebbero gestire, collocando appunto i banner in parti meno “scoperte” per i minori di 18 anni.

Giochi simili all’azzardo, anche giochi di simulazione, particolarmente popolari tra i giovani, non potranno essere utilizzati per la promozione di gioco d’azzardo. Subiscono restrizioni anche gli influencer, che saranno di volta in volta verificati onde evitare che i rispettivi annunci possano finire alla vista di minorenni. Per quel che riguarda la responsabilità essa spetta agli operatori di gioco che, nel garantire che questi o terze parti agiscano per loro conto, pubblicano e diffondono pubblicità conforme alle regole pubblicitarie.

Tutti questi provvedimenti sono stati intrapresi nel Regno Unito ma potrebbero presto costituire un modello in un paese come l’Italia, dove gli operatori AAMS, in questo momento storico, sono completamente bloccati dal Decreto Dignità. In Inghilterra le linee guida adottate dal governo hanno rappresentato finora uno strumento efficace per la regolamentazione della pubblicità sui media digitali e sui canali tradizionali, oltre a garantire protezione ad una delle fasce più deboli e storicamente maggiormente vittima al gioco patologico.

Sappiamo bene che, oggi come oggi, la tecnologia e internet stanno prendendo sempre più piede nelle nostre vite. Lo si nota anche semplicemente riflettendo sul fatto che ormai tutti hanno uno smartphone sempre connesso alla rete, ai social network e così via.

Il mondo di internet, quindi, è sempre più vicino a quello reale ed è proprio per questo modo che, quando si devono effettuare delle ricerche, si fa sempre più uso di Google e dei vari motori di ricerca.

A tal proposito, ci si domanda spesso quali siano i siti più in voga al momento. Capire quali sono le tendenze da questo punto di vista può anche aiutare chi desidera avviare un proprio progetto online. Conoscendo i gusti del pubblico è più semplice, infatti, andare a individuare un segmento di mercato nel quale inserirsi.

I siti che vanno per la maggiore in Italia

Cosa cercando gli italiani quando sono connessi a internet tramite il proprio pc, il proprio smartphone, un tablet e così via? Questa è la domanda che ci si deve porre e alla quale bisogna trovare una risposta.

Sono tanti i siti che vanno per la maggiore nel nostro paese e tra questi spuntano, soprattutto, i siti multi-argomento. Si tratta, quindi, di risorse molto utili per trovare dritte e consigli in merito a tecnologia, ma anche salute, benessere, moda e molto altro ancora. Un valido esempio può essere il sito Interrogati, che racchiude in sé una serie di sezioni, tutte molto importanti, all'interno delle quali è possibile trovare esattamente il consiglio che si cerca. Si possono, quindi, trovare le risposte a diverse domande di cultura, medicina, sport, si possono trovare consigli utili e molto altro ancora. Una risorsa da tenere sempre a mente.

Accanto a questa tipologia di siti, ci sono anche quelli dei vari giornali. Oggi come oggi, infatti, si tende a informarsi leggendo quelle che sono le versioni online dei quotidiani e questo soprattutto grazie, anche, alle condivisioni sui social network delle varie notizie. Anche questa tipologia di sito, quindi, è apprezzata dagli italiani, che tendono sempre più a informarsi in questo modo.

Naturalmente, anche i blog di moda e fashion vanno per la maggiore e fanno il pari con la diffusione di Instagram, altro social network che, al pari di Facebook, è sempre più diffuso e utilizzato, non solo dai giovanissimi.

Molto bene anche i siti che parlano di cucina. Del resto il nostro paese rimane sempre molto attaccato alla tradizione gastronomica e si è sempre alla ricerca di nuove e interessanti idee. Questa tipologia di sito, quindi, oltre a essere molto cliccata e anche decisamente molto amata dal pubblico di frequentatori di internet.

Altri siti che vanno forte in Italia

Quali sono gli altri siti che vanno forte nel nostro paese? Senza dubbio quelli che cercano di rispondere alle domande che ciascuno si pone. Per questo motivo, i siti e i blog di viaggi sono ancora molto apprezzati, perché riescono a dare delle dritte a chi deve partire e perché fanno viaggiare con la mente coloro i quali, invece, non possono farlo nell'immediato.

Bene anche i siti di sport, specialmente quelli che si occupano di calcio, lo sport nazionale e quello più amato. Anche i siti che parlano di musica sono apprezzati, sebbene non più come una volta.

 

 

Arriva una nuova truffa virale: prelievi non autorizzati e uscite anomale dal proprio conto corrente mediante R.I.D. di pochi euro. Lo "Sportello dei Diritti": controllare frequentemente la lista movimenti del proprio conto corrente. L'allerta anche sul sito della Polizia Postale e la pagina Facebook "Commissariato di PS On Line"

Una truffa che sta assumendo contorni preoccupanti è stata segnalata con un post sulla pagina Facebook "Commissariato di PS On Line – Italia" che rimanda al suo sito istituzionale. E per lo "Sportello dei Diritti", da anni impegnato anche nella tutela dei cittadini dalla miriadi di nuove frodi che si registrano con sempre maggior frequenza, è opportuno rilanciare questo vero e proprio allarme determinato dalle modalità di questo tipo di truffa che potrebbe passare quasi inosservato se non prestiamo la dovuta attenzione ai nostri conti correnti.

«Negli ultimi giorni – comincia così il testo dell'allerta - stanno giungendo numerose segnalazioni relative ad una 'nuova' truffa che sta colpendo ignari titolari di conti correnti mediante disposizioni SEPA, ovvero un addebito a seguito di una domiciliazione bancaria con R.I.D., apparentemente richiesta dal titolare del conto medesimo, ma in realtà autorizzata con dati personali carpiti con metodi truffaldini.Il R.I.D. (richiesta di addebito diretto) è lo strumento più comodo per i pagamenti da effettuarsi periodicamente a fronte della prestazione dei servizi più comuni (ad es. bollette del gas, dell'acqua, dell'utenza telefonica ecc..).L'importo addebitato fraudolentemente senza l'autorizzazione dell'utente è esiguo, e potrebbe sfuggire ad un occhio non attento. Si tratta infatti di una somma in uscita dal c/c pari a 19,90 Euro.Gli esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni del Compartimento di Venezia consigliano, per evitare di incorrere in questo tipo di frode, di controllare frequentemente la lista movimenti del proprio conto corrente, operazione adesso molto più agevole grazie anche ai servizi di home banking, e, in caso di anomalie, di avvisare immediatamente il proprio istituto di credito dell'accaduto, richiedendo il richiamo della somma illecitamente sottratta e la revoca del R.I.D.».

Insomma, per Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", ancora una volta il modo migliore per difendersi, è quello di prevenire e non abbassare mai la soglia della propria attenzione sui movimenti del nostro conto corrente. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

(16 febbraio 2019)

102 miliardi di euro di raccolta nel 2017, giocatori (inclusi quelli occasionali) giunti a superare i 17 milioni e comparto mobile capace di incrementare il suo giro di affari del 50% negli ultimi 12 mesi: sono questi i numeri che dipingono l'industria italiana dell'azzardo.

Scommesse sportive, slot machine, tornei di poker e casinò game vari, ovvero i tipici intrattenimenti con puntate e premi in denaro, attraggono un pubblico sempre più numeroso, generando un giro di affari in costante crescita, nonché generose entrate per le casse dello Stato e, a onor del vero, anche numeri non trascurabili sul fronte dell'occupazione.

Eppure, il tema del gioco d'azzardo continua a dividere, contrapponendo sostenitori e oppositori, soprattutto in relazione al dilagare delle ludopatie, ovvero le varie forme di dipendenza dal gioco, aumentate in modo ragguardevole anche a causa del boom della disoccupazione e delle difficoltà economiche durante gli anni della recessione.

I dati del Cnr sul gioco in Italia

A maggio del 2018, l'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa pubblicava un report esaustivo relativo allo stato dell'industria del gioco italiana. Oltre al già citato aumento della raccolta e dei giocatori, lo studio indicava come passatempi più diffusi e apprezzati i tradizionali Gratta&Vinci, Lotto e Superenalotto (sebbene leggermente in flessione rispetto al passato), sottolineando una spesa mensile pro capite pari, mediamente, a 10 euro. Ben diversa la situazione dei giocatori problematici, cresciuti soprattutto nelle regioni del Meridione, che in quasi il 15% dei casi spendono più di 200 euro al mese.

Positivi, anche se naturalmente sempre in chiaroscuro, i dati relativi al rapporto dei più giovani con l'azzardo: nel 2017 il numero degli under 18 dediti, anche occasionalmente, all'azzardo, si attestava all'incirca sul milione, comunque in contrazione rispetto agli 1,4 milioni del 2010. Tra i ragazzi, diminuiscono anche quelli affetti da ludopatie (8,7% nel 2009 contro l'attuale 7,1%), tranne che al sud, dove invece si registra la tendenza opposta.

I dati del Politecnico di Milano sul comparto online

Il settore dell'online è quello caratterizzato dalla maggiore vitalità nell'ambito dell'industria dell'azzardo: l'Osservatorio sul Gioco Online del Politecnico di Milano, in un recente studio relativo al 2017, riportava come il numero degli appassionati di betting e gambling online in Italia avesse raggiunto i 2,2 milioni di utenti, per una raccolta parti ad oltre 1,38 miliardi di euro (con un incremento sull'annata precedente pari al 34%). Più nello specifico, è il gioco mobile, ovvero quello che avviene tramite smartphone e tablet e grazie ad apposite app, a registrare il successo maggiore, con un incremento della quota di mercato pari addirittura al 50% nei 12 mesi considerati.

Il risultati raggiunti dal gioco online nella tutela del consumatore

Paradossalmente, nonostante la relativa semplicità di accesso, il mondo dell'azzardo online negli ultimi anni è riuscito ad adottare soluzioni sempre più complete ed efficaci per la tutela dei consumatori e la prevenzione dei comportamenti a rischio, attraverso un percorso portato avanti dall'ADM (l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), congiuntamente con i big player del settore.

L'incremento della sicurezza

L'offerta online è in primis sicura: la vigilanza dell'ADM e delle forze dell'ordine e la compliance dei gestori autorizzati favorisce lo sviluppo di un'offerta legale, che rispetta le normative vigenti in Italia offrendo ai giocatori intrattenimenti equi e basati totalmente sul caso.

Il contrasto ai portali di gioco irregolari, da un lato, e l'incremento dei requisiti di sicurezza e di trasparenza (a livello di regolamenti, possibilità di vincita, validità dei bonus, ecc.) richiesti per il rilascio della concessione sono solo due dei principali fattori che garantiscono la possibilità di divertirsi e sfidare la sorte sul web senza temere di incappare in truffe o furti di dati (avendo l'accortezza di scegliere solo operatori con logo ADM).

Lo sviluppo dell'offerta

Notevoli i passi in avanti compiuti dai gestori regolari nella valorizzazione dell'offerta legale: portali di betting sportivo e casinò online offrono un ventaglio di eventi e di possibilità di intrattenimento davvero per tutti i gusti, proponendo formule di gioco innovative, come quella delle scommesse o del casinò live (cioè in diretta), ma anche ricchissime selezioni di passatempi a tema, come accade nel caso delle slot declinate in stile fantasy, movie, avventura, animali, horror, ecc..

I meccanismi di autoregolazione

Le piattaforme dedicate al gioco online certificate ADM predispongono un'ampia serie di valide strategie per la promozione del gioco responsabile e la prevenzione di quello patologico. Gli utenti hanno infatti accesso a guide, servizi di assistenza e persino test di autovalutazione del rapporto con il gioco.

In più, tutti i gestori impongono l'obbligo di fissare un limite massimo di versamento settimanale, da specificare in fase di registrazione, pena l'impossibilità di attivare il proprio conto gioco e di accedere a scommesse o casinò game con puntate in denaro. A questo strumento, definito di autolimitazione, se ne aggiunge un altro, altrettanto utile, detto di autoesclusione. In sostanza, in qualsiasi momento è possibile chiedere la sospensione del proprio conto gioco e account, optando per uno stop temporaneo oppure definitivo.

Grazie all'integrazione del database dell'ACG (cioè l'Anagrafe Centralizzata dei Conti Gioco) con il RUA (il Registro Unico degli Autoesclusi), lanciato proprio nei primi mesi del 2018, inoltrando la richiesta di autoesclusione presso un gestore, automaticamente questa viene estesa a tutti i conti gioco collegati al soggetto, che in più non potrà attivarne di nuovi presso ulteriori operatori.

La prevenzione del gioco d'azzardo minorile

Il gioco online è riuscito efficacemente a contrapporsi anche al problema dell'accesso al gioco da parte dei minori. L'apertura del conto gioco è riservata esclusivamente ai maggiorenni e per completare la registrazione è obbligatoriamente richiesto l'invio della scansione di un documento di identità. Quindi, all'operatore spetta il compito di effettuare le verifiche del caso, incrociando i dati anche con quelli registrati presso l'ACG e, eventualmente, bloccare l'account qualora emergessero false dichiarazioni.

Concludendo

Il comparto del gioco online sta delineando la strada per un nuovo approccio all'azzardo, da un lato offrendo una vasta gamma di intrattenimenti sempre più stimolanti e coinvolgenti, ma dall'altro mettendo appunto validi meccanismi di difesa e autoregolazione del consumatore.

In uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del vivere quotidiano, l'impegno della Polizia Postale e delle Comunicazioni nell'anno 2018 è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale, con particolare riferimento ai reati di precipua competenza di questa Specialità.

Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O)
Nell'ambito del contrasto alla pedopornografia online sono stati eseguiti 43 arresti e denunciate 532 persone; tra le operazioni più significative, coordinate dal Centro Nazionale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, si segnala l'operazione "Ontario" che ha consentito l'esecuzione di 22 perquisizioni, 4 persone tratte in arresto e 18 persone denunciate in stato di libertà; nell'ambito dell'operazione "Safe Friend" sono state eseguite 15 perquisizioni che hanno consentito di arrestare 2 persone e denunciarne 13.
Le indagini svolte anche in modalità sotto copertura nell'Operazione "Good Fellas" hanno consentito di eseguire 14 perquisizioni, portando all'arresto di 4 persone, nonché di denunciare in stato di libertà altri 10 indagati. L'Operazione denominata "Showcase" si è conclusa con l'esecuzione di 15 perquisizioni, la denuncia di 14 persone e l'arresto di un altro indagato.
Dalle complesse attività di prevenzione, è scaturita una assidua attività di monitoraggio della rete che ha riguardato 33086 siti internet, di cui 2182 inseriti in black list.
Le indagini relative al fenomeno dell'adescamento di minori online hanno portato all'arresto di 3 persone e alla denuncia di 136 indagati.
Fondamentale importanza assume la collaborazione con organismi internazionali dalla quale prendono avvio importanti attività investigative tra le quali alcune iniziate negli ultimi mesi con approfondimenti tuttora in corso.
Il Centro rivolge massima attenzione al contrasto di fenomeni emergenti che scaturiscono dalla fragilità psico-emotiva dei minori tra i quali emergono episodi di istigazione all'autolesionismo e al suicidio, strutturati anche in modalità di sfida o di gioco. In particolare, dal 2017, il Centro ha avviato un'attività di monitoraggio della rete finalizzata a contrastare il fenomeno noto come "Blue Whale", attività rivolta a individuare le vittime e i "curatori" e che ha fatto registrare circa 700 segnalazioni, delle quali 270 confluite in comunicazioni di notizie di reato alle Procure. Nell'ambito dei reati contro la persona perpetrati sul web, il ricatto on line è un fenomeno in continua crescita con 940 casi trattati dall'inizio dell'anno, atteso che il dato emerso è parziale e fortemente ridotto rispetto alla reale entità del fenomeno. Sono 20 le persone denunciate e 2 le persone arrestate in Italia nel 2018. Anche grazie a una complessa attività condotta in ambito internazionale in collaborazione con la Gendarmerie Royale del Marocco, tramite gli organi di coordinamento istituzionali, sono stati arrestati 23 cittadini marocchini destinatari delle transazioni finanziarie provento di estorsioni a sfondo sessuale. Dal mese di gennaio ad oggi, sono state denunciate 955 persone e 8 persone sono state tratte in arresto, per aver commesso estorsioni a sfondo sessuale, stalking, molestie sui social network, minacce e trattamento illecito di dati personali. Tra i reati contro la persona, in costante aumento sono le diffamazioni on line, soprattutto ai danni di persone che ricoprono incarichi istituzionali o che sono note. In questo ambito, nel 2018, sono state denunciate 685 persone. Si registra inoltre una continua evoluzione nella tipologia dei reati commessi. L'ultima modalità della violenza sulle donne è il fenomeno dei c.d. stupri virtuali: all'interno di gruppi chiusi i partecipanti di sesso maschile condividono foto, ricercate sui social o copiate da contatti whatsapp, di donne ignare, ritratte nella loro vita quotidiana, dando poi sfogo a fantasie violente e comportamenti offensivi.

L'aumento del numero degli adolescenti presenti sul web ha determinato una crescita esponenziale del numero di minorenni vittime di reati contro la persona: dai 104 casi registrati nel 2016 si è passati a 177 nel 2017 e 202 casi trattati nel 2018, le vittime hanno tutte un'età compresa tra i 14 e i 17 anni.
Di rilievo è l'attività condotta dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni nel contrasto ai reati d'incitamento all'odio, svolgendo il prezioso ruolo di punto di contatto nazionale per il contrasto all'hate speech on line. Sono oltre 5000 gli spazi virtuali monitorati nel 2018 per condotte discriminatorie di genere, antisemite, xenofobe e di estrema destra.
Le truffe on line sono in continua crescita: nel 2018 la Specialità ha denunciato 3355 persone, ne ha arrestato 39, ha sequestrato 22.687 spazi virtuali, ha ricevuto e trattato circa 160.000 segnalazioni di truffe o tentate truffe. Significativa l'attività svolta sulle cosiddette frodi delle assicurazioni. Questa tipologia di truffa viene commessa attraverso la commercializzazione di polizze assicurative mediante la creazione di portali, in taluni casi con riproduzioni di pagine web di compagnie note, sulle quali sono promosse polizze assicurative temporanee false, esercitando in tal modo l'attività di intermediazione assicurativa in difetto di iscrizione al registro degli intermediari assicurativi.

CNAIPIC
Di evidente incremento è l'attività di contrasto alla minaccia cyber svolta dal Centro Nazionale Anticrimine per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.), attestata dal rilevante aumento del numero di alert diramati alle infrastrutture critiche nazionali che, rispetto al 2017, è quasi raddoppiato sino a raggiungere 55843 segnalazioni di sicurezza.
La tempestiva condivisione dei c.d. "indicatori di compromissione" dei sistemi informatici con le più importanti infrastrutture critiche ha consentito di rafforzare gli strumenti volti alla protezione della sicurezza informatica, garantita anche dalla costate attività di monitoraggio informativo in ambienti di interesse investigativo.
Inoltre in particolare la Sala Operativa del Centro ha gestito:
• 442 attacchi informatici nei confronti di servizi internet relativi a siti istituzionali e infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale;
• 97 richieste di cooperazione nell'ambito del circuito "High Tech Crime Emergency".
Tra le attività investigative condotte, in tale ambito, si segnalano 68 indagini avviate nel 2018 per un complessivo di 15 persone deferite in stato di arresto ovvero in stato di libertà alle competenti AA.GG .
Tra le attività più significative si segnala un'operazione, frutto di una proficua attività di collaborazione internazionale intrapresa con la polizia olandese, che ha ricevuto il supporto di Europol per il tramite dell'European Cyber Crime Centre della Joint Cybercrime Action Taskforce. Il Centro, con l'ausilio della Sezione Polizia Postale di Cosenza ed il supporto logistico della Stazione dei Carabinieri di San Giorgio Albanese (CS) ha eseguito una perquisizione locale e personale nei confronti di un ventottenne italiano residente nella provincia di Cosenza resosi responsabile del reato di "intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche" (Art. 617 quater C.P.).
Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati computer e supporti informatici utilizzati per portare a compimento l'attività illecita.
Nell'ottica di un'efficace condivisione operativa, il Centro ha proseguito la stipula di specifici protocolli a tutela delle infrastrutture critiche nazionali: al riguardo, nel 2018 sono state sottoscritte 8 nuove convenzioni con le società WindTre, Sky Italia, Fincantieri, MM S.p.A., Monte dei Paschi di Siena, Consip S.p.A., Nexi S.p.A. e BT Italia, oltre al rinnovo delle convenzioni in essere con Sogei, ATM, ENI, RAI, ENAV e TERNA.
Si rappresenta, altresì, che analoghe forme di collaborazione sono state avviate dagli uffici territoriali della Specialità con strutture sensibili di rilevanza territoriale, sia pubbliche che private, al fine di garantire un sistema di sicurezza informatica capillare e coordinato.

SEZIONE FINANCIAL CYBERCRIME
Con riferimento al financial cybercrime, le sempre più evolute tecniche di hackeraggio, attraverso l'utilizzo di malware inoculati mediante tecniche di phishing, ampliano a dismisura i soggetti attaccati, soprattutto nell'ambito dei rapporti commerciali, anche per l'utilizzo di particolari tecniche di social engineering e di cyber profiling. Infatti lo scopo delle organizzazioni criminali è quello di intromettersi nei rapporti commerciali tra aziende, attraverso le informazioni acquisite, dirottando asset finanziari verso conti correnti nella disponibilità dei malviventi. Il BEC (business e-mail compromise) o CEO (Chief Exeutive Officer) fraud sono la moderna applicazione della tecnica di attacco al sistema economico nazionale denominata "man in the middle".
Nonostante la difficoltà operativa di bloccare e recuperare le somme frodate, soprattutto perché inviate verso paesi extraeuropei (Cina, Taiwan, Hong Kong), grazie alla versatilità della piattaforma OF2CEN (On line Fraud Cyber Centre and Expert Network) per l'analisi e il contrasto avanzato delle frodi del settore, nell'anno 2018, la Specialità a fronte di una movimentazione in frode denunciata di 38.400.000,00 € ha potuto già recuperare e restituire circa 9 milioni mentre sono in corso attività di cooperazione internazionale finalizzate al recupero delle restanti somme. La piattaforma in questione frutto di specifiche convenzioni intercorse mediante ABI con gran parte del mondo bancario, consente di intervenire in tempo reale sulla segnalazione bloccando la somma prima che venga polverizzata in vari rivoli di prestanome.
Nell'ambito della Cooperazione Internazionale appare opportuno segnalare la recente operazione di respiro internazionale denominata "Emma4", coordinata dal Servizio Polizia Postale con la collaborazione di 30 Paesi Europei e di Europol, volta a identificare i c.d. "money mules", riciclatori primi destinatari delle somme provenienti da attacchi informatici e campagne di phishing, che offrono la propria identità per l'apertura di conti correnti e/o carte di credito sui quali vengono poi accreditate le somme illecitamente carpite.
L'operazione ha consentito sul territorio nazionale di identificare 101 money mules di cui ben 50 tratti in arresto e 13 denunciati in stato di libertà.
Le transazioni fraudolente sono state 320, per un totale di circa 34 milioni di euro, di cui 20 milioni di euro sono stati bloccati e/o recuperati grazie alla piattaforma per la condivisione delle informazioni denominata "OF2CEN", realizzata appositamente al fine di prevenire e contrastare le aggressioni al sistema economico finanziario.
Anche in ambito nazionale il settore per il contrasto al Financial Cyber Crime ha prodotto notevoli risultati operativi ed in particolare nel marzo dell'anno in riferimento è stata condotta un'articolata operazione di Polizia giudiziaria denominata "Bruno" condotta dalla Specialità in collaborazione con le Autorità rumene, che ha consentito di denunciare complessivamente 133 soggetti, 14 sottoposti a ordinanza di custodia cautelare 3 dei quali in territorio rumeno, per associazione a delinquere transnazionale dedita ad attacchi e frodi informatiche su larga scala e riciclaggio. Da questa operazione per la prima volta sono emersi elementi dell'interessamento da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso verso il settore del Financial Cyber Crime.
Nel luglio si è conclusa l'Operazione denominata "Sim Swap" che prende il nome dalla particolare tecnica utilizzata dai malviventi, che rappresenta una modalità innovativa di attacco ai sistemi di home banking, che prevede la sostituzione, attraverso dealers compiacenti, delle sim telefoniche attraverso le quali giungono ai titolari dei conti attaccati le OTP (one time password) per effettuare le disposizioni di trasferimento di denaro. L'operazione si è conclusa con l'esecuzione di 14 ordinanze di custodia cautelare.

Nel novembre si è conclusa l'Operazione denominata "Travellers" nella quale la Specialità ha eseguito 6 ordinanze di custodia cautelare, verso un gruppo criminale definito dall'AG. "itinerante" in quanto operante indistintamente su tutto il territorio nazionale. L'associazione disponeva di un proprio "apparato tecnico-finanziario" che si occupava di dotare gli associati di conti correnti (intestati a società inesistenti o appositamente create), apparati POS portatili (anche operativi su circuiti internazionali) abilitati a transazioni con carte di credito e carte prepagate con funzioni on-line, attraverso i quali riciclare i proventi delittuosi.

SEZIONE CYBER TERRORISMO
La recente direttiva del Sig. Ministro dell'Interno sui comparti di specialità ha confermato in capo alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, sia a livello centrale che territoriale, le competenze in materia di contrasto al fenomeno del terrorismo di matrice jihadista in rete, con particolare riferimento al monitoraggio del web, quale principale strumento di strategia mediatica del Daesh, già espletato da personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, affiancato da un qualificato, supporto di mediazione linguistica e culturale.
Tale rinnovato, rafforzato, impegno della Polizia Postale e delle Comunicazioni in tale ambito ha reso necessario implementare le attività in argomento, ampliando il coinvolgimento di un maggior numero di Compartimenti nel summenzionato monitoraggio, nonché un potenziamento del numero dei mediatori linguistici e culturali, il cui prezioso apporto, per la peculiarità della materia e dei relativi contenuti multimediali presenti nella rete, risulta assolutamente indispensabile.
Nell'ambito della prevenzione e contrasto al terrorismo internazionale di matrice jihadista e, in particolare, ai fenomeni di radicalizzazione, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha svolto attività sia di iniziativa, che su specifica segnalazione, al fine di individuare i contenuti di eventuale rilevanza penale all'interno degli spazi e servizi di comunicazione on line, siti o spazi web, weblog, forum, portali di social network e i cosiddetti "gruppi chiusi", anche a seguito di informazioni pervenute dai cittadini tramite il Commissariato di P.S. Online.
L'attività, funzionale a contrastare il proselitismo e prevenire fenomeni di radicalizzazione, ha portato a monitorare circa 36.000 spazi web e alla rimozione di diversi contenuti (250).
Nel corso di tale attività di monitoraggio, si è inoltre riscontrato un effettivo incremento dell'azione da parte dei maggiori fornitori di servizi Internet (Facebook, Google, Twitter, etc.) volta alla rimozione di contenuti illeciti presenti sulle proprie piattaforme, grazie anche alla richiesta di maggiore collaborazione elaborata in numerose sedi istituzionali nell'ambito di progetti internazionali (es. EU Internet Forum), ai quali ha preso parte la Specialità.
A seguito di tale strategia, si è rilevato un repentino passaggio dei fenomeni di diffusione e divulgazione dei contenuti riconducibili al radicalismo islamico su piattaforme di comunicazione social ritenute più sicure (Telegram, WhatsApp), in quanto garantiscono maggiore riservatezza. Inoltre, fornendo ai propri utenti un grado di anonimato più elevato, come da policies aziendali, di fatto finiscono per attrarre la quasi totalità delle attività di diffusione di contenuti illeciti, o comunque di propaganda, poste in essere da soggetti contigui ad ambienti filo-jihadisti e agli stessi membri delle organizzazioni terroristiche.
Nell'ultimo anno, in concomitanza con le recenti perdite territoriali da parte del c.d. Stato Islamico, si è riscontrato un significativo decremento dell'attività mediatica del Daesh, in particolare per quanto concerne la diffusione di nuovi contenuti di proselitismo nel web, sia in termini quantitativi, che qualitativi. Infatti, si è notato che i pochi filmati e le info-grafiche emanati hanno standard qualitativi palesemente inferiori a quelli precedenti, segno, verosimilmente, che il Califfato è in fase di riorganizzazione/trasformazione e sta ristrutturando il suo network interno e ridelineando la propria strategia. In particolare, si sta passando da forme di comunicazione di massa, ben strutturate, alla diffusione di materiale autoprodotto attraverso l'utilizzo di mezzi più semplici, quali smartphones, ma che comunque trovano diffusione attraverso canali sommersi e forme di comunicazione compartimentate.
L'attività preventiva e informativa della Polizia Postale e delle Comunicazioni ha visto, inoltre, momenti di collaborazione con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e le locali Digos, anche per la collaborazione specialistica in caso di necessari approfondimenti tecnici in relazione a posizioni emergenti o monitorate sul territorio nazionale.
Infatti, la Polizia Postale e delle Comunicazioni concorre con altri organi di Polizia e di intelligence alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di proselitismo on line e di radicalizzazione, sia a livello nazionale che internazionale, posti in essere attraverso l'utilizzo di strumenti informatici e di comunicazione telematica. La sinergia tra i diversi comparti in tale ambito è divenuta sempre più incisiva, sia nell'ambito del raccordo info-investigativo che di quello tecnico-operativo.
Per quanto concerne, invece, l'attività di contrasto, la Polizia Postale e delle Comunicazioni si avvale di profili sotto copertura creati ad hoc e gestiti dagli operatori, con l'affiancamento dei mediatori linguistici e culturali. L'utilizzo di uno di tali account fittizi, nel tempo fatto "maturare" dagli investigatori nel corso delle diverse, quotidiane, attività di monitoraggio informativo e, dunque, accreditato all'interno dei canali e gruppi frequentati dagli internauti sostenitori dello Stato Islamico, ha permesso di condurre diverse, complesse, attività tecnico-investigative.
A titolo esemplificativo, si evidenziano, in particolare, due significativi risultati investigativi.
Il primo risultato investigativo (Operazione ANSAR) ha portato all'individuazione di un minore italiano, di seconda generazione, di origine algerina, il quale, attraverso la rete, svolgeva un'intensa campagna di proselitismo di matrice jihadista su Telegram, istigando altri utenti a commettere delitti di terrorismo, fatti aggravati in quanto le azioni venivano compiute attraverso strumenti informatici e telematici. All'interno del canale Telegram, frequentato da circa 200 utenti e considerato tra i principali veicoli della narrativa dell'IS, venivano pubblicati messaggi testuali, immagini, video, infografiche e audio di propaganda del Daesh, tradotti in lingua italiana e rivolti in particolare ai c.d. "lupi solitari" presenti sul territorio nazionale.
Considerata l'impossibilità di acquisire elementi investigativi utili all'identificazione dell'amministratore del canale attraverso vie ufficiali dirette, il Servizio Polizia Postale ha attivato una mirata attività tecnico-investigativa che ha permesso di orientare le indagini finalizzate a individuarne l'amministratore, la cui identificazione è risultata complicata, in quanto il minore si è dimostrato particolarmente abile e competente a livello informatico, poiché utilizzava tecniche di anonimizzazione evolute (connessioni attraverso servizi di VPN e nodi TOR).
È stato possibile raggiungere il risultato sperato soltanto a seguito di una difficile e articolata attività tecnica svolta da personale del Servizio Polizia Postale anche attraverso l'utilizzo di software sviluppati ad hoc e rivelatisi di particolare efficacia. Le successive attività d'indagine, svolte attraverso l'attivazione di servizi di intercettazione delle comunicazioni telematiche, telefoniche e ambientali, nonché riscontrate da servizi di diretta osservazione, hanno consentito di acquisire concreti elementi di prova a carico di un cittadino italiano minorenne di "seconda generazione", nato in Italia da genitori di origine algerina, che è stato indagato per aver compiuto attività di proselitismo a favore dell'IS mediante diffusione e traduzione di contenuti di propaganda on line. Nonostante la giovane età, il minore risultava in possesso di elevate capacità tecnico-informatiche, padronanza linguistica non comune e approfondita conoscenza dei principali testi sacri dell'Islam, proponendosi quale punto di riferimento per tutti coloro che intendevano contribuire attivamente alla causa jihadista.
L'attività investigativa ha consentito di riscontrare e raccogliere elementi in ordine al percorso di autoradicalizzazione del minore, intrapreso esclusivamente in rete e sfociato in una successiva diffusione on line del proselitismo di matrice jihadista. Infatti, nella vita reale il ragazzo non frequentava la moschea, né ambienti contigui all'estremismo islamico. Anche il contesto familiare, sebbene musulmano, risultava di impostazione musulmana, ma non integralista.
Oltre ai risultati operativi conseguiti, tale indagine ha presentato anche profili di rilevanza giudiziaria e sociale, in quanto è stata riconosciuta la pericolosità reale delle iniziative adottate dell'indagato, le quali, lungi da esaurire i propri effetti nella "dimensione virtuale", sono risultate concretamente rilevanti. Il puntuale intervento della Procura dei minori e della Polizia di Stato ha consentito di superare la mera fase accertativa della responsabilità penale del minore, avviando un dedicato percorso di recupero e deradicalizzazione, reso possibile dallo "scollegamento" del giovane dalla rete della c.d. "cyber jihad". Come noto, infatti, ormai il web assurge a un ruolo fondamentale quale strumento strategico di propaganda dell'ideologia del Daesh, di reclutamento di nuovi combattenti, di finanziamento, di scambio di comunicazioni riservate nella pianificazione degli attentati e di rivendicazione degli stessi.
Infine, la seconda Operazione, denominata "Lupi del deserto" si è conclusa nell'arresto di un cittadino egiziano di 22 anni, irregolare sul territorio nazionale, per associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia per delitti di terrorismo.
Le indagini, avviate nel 2017 con intercettazioni telefoniche, ambientali, telematiche e specifici servizi di osservazione e pedinamento h24. Il giovane arrestato è un appartenente all'ISIS, indottrinatosi con il materiale di propaganda di DAESH reperito on line. Gli elementi raccolti hanno evidenziato che il predetto ascoltava in continuazione, in una sorta di "brain washing", files audio di Imam radicali e della rivista "Dabiq" inneggianti all'odio per l'occidente, alla jihad e a sostegno degli atti di martirio. Dalle intercettazioni telematiche e accertamenti tecnici svolti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, è emerso che il giovane è altresì organico anche alla macchina della propaganda del sedicente stato islamico. Infatti, gestiva gruppi e canali chiusi su Telegram, nei quali venivano diffuse le notizie delle attività dello Stato Islamico, tramite le agenzie mediatiche del Califfato. In particolare, era in assiduo contatto con due connazionali, anch'essi radicalizzati, con i quali scambiava video e audio Jihadisti e inneggianti l'Islam radicale.
Nei loro confronti il Ministro dell'Interno ha emesso un decreto di espulsione dal territorio italiano.
Trattandosi di un fenomeno a carattere transnazionale, sia per la natura internazionale del fenomeno, che per la stessa connaturata struttura della rete, risulta imprescindibile l'attivazione efficiente degli strumenti della cooperazione sovranazionale, sia ordinari che "nuovi", soprattutto per la condivisione di informazioni che, collegate a situazioni peculiari interne, riescono ad apportare indiscusso valore aggiunto alle attività di prevenzione messe in atto dalle diverse forze di polizia nazionali.
In ambito europeo, il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni è il punto di contatto nazionale dell'Internet Referral Unit (IRU) di Europol, Unità preposta a ricevere dai Paesi Membri le segnalazioni relative ai contenuti di propaganda jihadista diffusi in rete e di orientarne l'attività. Lo scambio delle informazioni tra Paesi Membri viene effettuato attraverso l'utilizzo di specifiche piattaforme tecnologiche, tra cui Check-the-Web (CTW) e SIRIUS, appositamente create in ambito IRU a supporto del monitoraggio e delle indagini nell'ambito di terrorismo in Internet.
Parallelamente all'incremento dell'uso di strumenti telematici, sono cresciute le aspettative di sicurezza da parte del cittadino.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni è impegnata, ormai da diversi anni, in campagne di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi e pericoli connessi all'utilizzo della rete internet, rivolte soprattutto alle giovani generazioni.
Nello specifico si evidenzia la campagna itinerante della Polizia Postale e delle Comunicazioni "Una Vita da Social", grazie alla quale sino ad oggi sono stati incontrati oltre 1 milione e 700 mila studenti, 180.000 genitori, 100.000 insegnanti per un totale di 15.000 Istituti scolastici e 250 città italiane.
Un progetto dinamico, innovativo e decisamente al passo con i tempi, che si avvicina alle nuove generazioni evidenziando sia le opportunità del web che i rischi di cadere nelle tante trappole dei predatori della rete, confezionando un vero e proprio "manuale d'uso", finalizzato ad evitare il dilagante fenomeno del cyberbullismo e tutte quelle forme di uso distorto della rete in generale e dei social network.
A disposizione degli utenti è presente la pagina facebook e twitter di "Una vita da social", gestita direttamente dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, dove vengono pubblicati gli appuntamenti, le attività, i contributi e dove i giovani internauti possono "postare" direttamente le loro impressioni ad ogni appuntamento.
Grande consenso ha riscosso la campagna #cuoriconnessi, che ha coinvolto 30.000 studenti, attraverso la proiezione di un docufilm e le testimonianze dirette dei minori vittime di prevaricazioni, vessazioni e violenze online.

Inoltre nel corso dell'anno sono stati realizzati incontri educativi su tutto il territorio nazionale raggiungendo oltre 300 mila studenti e circa 3000 Istituti scolastici per i quali è stata messa a disposizione anche un'email dedicata: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Il portale del Commissariato di P.S. online è divenuto il punto di riferimento specializzato per chi cerca informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, o vuole scaricare modulistica e presentare denunce.
Uno strumento agevole che consente al cittadino, da casa, dal posto di lavoro o da qualsiasi luogo si desideri, di entrare nel portale ed usufruire dei medesimi servizi di segnalazione, informazione e collaborazione che la Polizia Postale e delle Comunicazioni quotidianamente ed ininterrottamente offre agli utenti del web.
Di particolare importanza le denunce e le segnalazioni giunte anche sul sito del Commissariato di P.S. on-line per i reati di cyberbullismo, perpetrati soprattutto in ambito scolastico da parte di studenti nei confronti di compagni e perpetrati attraverso i social media, con atti denigratori e diffamatori nei confronti delle giovani vittime. Alcune attività sono sfociate nell'emissione da parte dei Questori di provvedimenti di ammonimento anche al fine di responsabilizzare minori autori del reato.

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QUALCHE DATO RELATIVO ALL'EMILIA ROMAGNA.

Nel corso del 2018 il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni per l'Emilia Romagna, nell'ambito del contrasto dei crimini informatici, ha improntato la propria attività operando non soltanto sulla repressione dei reati: nella consapevolezza delle continue evoluzioni del fenomeno - in una società in cui le tecnologia ha permeato ogni ambito della vita quotidiana - il Reparto con sede nel capoluogo felsineo ha deciso di potenziare la sua azione sul fronte della prevenzione, puntando trasversalmente su formazione e informazione.

Quest'ottica ha portato innanzitutto alla sottoscrizione di Protocolli con le aziende cd. "a rischio", volti alla condivisione delle informazioni sulle nuove tecniche utilizzate in materia di attacchi informatici (nel 2018 521 diramati alert): una collaborazione che consente, dal lato imprenditoriale, di acquisire gli "indici di compromissione" filtrati dal C.N.A.I.P.I.C. per identificare, in tempo reale, possibili vulnerabilità dei sistemi informatici; dal lato investigativo, di raccogliere e monitorare tipologie e dimensioni del fenomeno.
L'accordo quadro recentemente siglato con Confindustria Emilia ha rappresentato un'evoluzione in tale ambito: aprendosi alla successiva adesione da parte delle aziende consociate, consente infatti di allargare il numero delle imprese interessate in quanto potenziali vittime, sensibilizzandole su una tematica ancora poco percepita e pertanto sottovalutata. In proposito, esemplificativo delle dimensioni del fenomeno appare il numero delle transazioni segnalate relative al finalcial cyber crime: 430 nel solo 2018 (contro le 61 del 2017), a riprova dell'aumento esponenziale del rischio. Parimenti, la tempestività delle segnalazioni da parte delle aziende colpite ha consentito a questo Reparto di recuperare/bloccare circa 1.500.000,00 Euro che sarebbero altrimenti entrati irrimediabilmente nella disponibilità di sodalizi criminali operanti a livello transnazionale.

La collaborazione con enti esterni ha altresì ispirato l'azione del Compartimento sul piano della tutela delle fasce deboli (e nello specifico dei minori), giungendo alla sottoscrizione di un protocollo, unico nel suo genere, con l'Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna – Policlinico S. Orsola. Tale convenzione prevede la creazione di un "punto di ascolto" volto ad "intercettare" il disagio o il malessere derivante dall'uso inopportuno e/o illecito dei mezzi di socializzazione da parte di giovani ospiti in un luogo di permanenza quale il Reparto di Pediatria, rientrando pertanto - e pienamente - nelle prerogative della Specialità, impegnata in prima linea nella lotta ai rati di prevaricazione nei confronti dei minori.
In quest'ambito appare doveroso fare riferimento al fenomeno del cyber bullismo, dove l'attività di prevenzione ha portato ad un sensibile calo delle fattispecie criminose ad esso riconducibili: rispetto al 2017 (in cui si erano registrate 33 denunce), nel 2018 sono scese a 2, con una riduzione di oltre il 90%. Particolarmente eloquente appare il numero delle segnalazioni informali (18) pervenute a questo Reparto tramite contatti telefonici e/o mail: un dato che comprova innanzitutto consapevolezza e sensibilità sul tema, maturata anche grazie ad una capillare opera di formazione/informazione nelle scuole (e non solo), rivolta tanto ai ragazzi quanto a genitori ed insegnati; allo stesso tempo, testimonia come la corretta ed immediata gestione, da parte dei personale specializzato, dei casi rappresentati consenta di impedire derive dannose del fenomeno prima di attivare il "circuito" giudiziario.

Con specifico riferimento, infine, alla pedopornografia on line, di esclusiva competenza di questa specialità, l'attività di prevenzione e di monitoraggio dei siti web dedicati (saliti a 225 nel 2018 rispetto ai 119 dell'anno precedente) ha portato all'inserimento nella black list di 42 siti, con un incremento del 40%.
In crescita i risultati anche sul fronte della attività investigativa vera e propria, ove nel 2018 si registra un aumento delle persone arrestate (6) e denunciate all'A.G. (41).

QUALCHE CONSIGLIO IN PILLOLE DA CHI "LAVORA PER LA SICUREZZA IN RETE"

- Resistere al "fascino seduttivo" del monitor; non tutto quello che viene proposto on-line è corretto, non tutto quello che può essere visto è vero. Accade che vengano presentate offerte (occasioni imperdibili!) che tali non sono, anzi sono vere e proprie truffe. Possono proporsi persone con profili accattivanti, ma che non gli appartengono; dietro quei profili possono celarsi abili truffatori o persone con interessi morbosi.
Per gli acquisti on-line i più noti siti di e-commerce offrono servizi a tutela degli acquirenti (alert, utilizzo di metodi di pagamento che prevedono la possibilità di annullare l'ordine con recupero delle somme versate, gestione delle controversie tra utenti ecc.). É quindi più sicuro privilegiare quelle piattaforme internet, evitando di "contrattare" con il venditore al di fuori di quei siti; occorre inoltre fare attenzione a leggere attentamente gli indirizzi internet (URL) sui quali si sta navigando, per evitare di essere ingannati da loghi e impaginazioni grafiche che appaiono identici a quelli dei più noti spazi di e-commerce ma che, in realtà, riconducono a siti appositamente creati per acquisire credenziali di accesso (userid e password) e truffare gli internauti.
Ai più giovani va sempre rammentato che non può mai sapersi chi si celi dietro ad un profilo anche particolarmente accattivante; probabilamente un coetaneo, ma nessuno può escludere vi sia un adulto con un'insana deriva sessuale.

- Non demonizzare il web: con le necessarie precauzioni, rimane uno strumento di straordinaria importanza (specie per i più giovani); abbatte qualsiasi barriera, riduce ogni distanza, agevola lo studio e la ricerca, consente interazioni sociali che nessun altro mezzo consente. Proprio perché si tratta di uno strumento potentissimo, deve essere utilizzato con la necessaria attenzione e prudenza. Navigare "responsabilmente".

- Pur nella consapevolezza che i principali social network sono nati proprio con lo spirito di "condividere" informazioni, l'evoluzione dei modelli comportamentali insegna come sia buona norma immettere dati od immagini personali in rete con grandissima prudenza. Fotografie od informazioni intime, ma anche solo confidenze o giudizi, una volta in rete escono dalla disponibilità di chi li ha immessi e ben difficilmente potranno essere recuperati. Per lo stesso motivo anche l'invio di dati od immagini personali (specie se a sfondo sessuale) ad altre persone rappresenta un rischio elevatissimo che se ne possa perdere il controllo e che divengano "virali" in rete.

- Provvedere puntualmente agli aggiornamenti dei sistemi operativi e degli antivirus, installando le patch di sicurezza dei software che periodicamente vengono rese disponibili dai produttori, realizzare backup frequenti dei contenuti importanti (meglio se calendarizzati con procedure automatiche) ed isolandoli successivamente dalla rete per evitare che tali copie di sicurezza vengano "infettate" da malware ma, soprattutto, non affidarsi ciecamente alla tecnologia ed utilizzare, anche in rete, la prudenza (la "diffidenza") che si adotta nella vita reale, soprattutto quando ci si relaziona con persone sconosciute.

- Chi rimane vittima di un reato deve denunciare sempre l'accaduto; il comprensibile pudore nel riferire particolari intimi o nell'ammettere di essersi comportati ingenuamente non deve prevalere sul legittimo diritto ad essere tutelati ed a veder perseguito l'autore di comportamenti illegali. Il personale della Polizia di Stato è tenuto per legge al massimo riserbo ed è anche preparato all'ascolto di vicende "intime" ed in grado di prestare assistenza adeguata.

- La sicurezza in rete non è un problema solo del singolo, ma ha riflessi sulla collettività e va presa con grande attenzione. La "leggerezza" con cui sovente si approccia il tema della sicurezza informatica personale rappresenta, infatti, terreno fertile per coloro che, sfruttando le vulnerabilità dei dispositivi ed approfittando della libera disponibilità di punti di accesso alla rete internet privi di sistemi di accreditamento, acquisiscono arbitrariamente non solo i dati della vittima ma anche di tutti quelli a cui la stessa è in qualche modo collegata, potendo peraltro prendere il totale controllo del device ed utilizzarlo per commettere azioni digitali illecite.

La Polizia di Stato scende in campo per la salvaguardia dello shopping natalizio online. Dall'esperienza acquisita nella tutela dai rischi di truffe nasce una guida pratica con consigli pratici e suggerimenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni per acquistare in rete in sicurezza

E' ormai iniziata la corsa agli ultimi acquisti dei regali di Natale! Quale migliore occasione per fornire consigli utili ed evitare che il piacere dello shopping per l'acquisto di doni per le persone care, ci faccia incorrere in potenziali truffe, complice anche la ricerca di offerte convenienti e i tempi ormai ristrettissimi.

Grazie all'esperienza acquisita nella tutela dai rischi di truffe on line, la Polizia Postale e delle Comunicazioni mette a disposizione una serie di informazioni per garantire la sicurezza in rete, la tutela dei dati personali, la protezione da frodi e rischi negli acquisti: temi caldi e particolarmente sentiti da chi utilizza Internet.

Il numero delle segnalazioni e denunce ricevute nell'anno corrente ha raggiunto quota 1600 per la Regione Emilia Romagna - 157 sulla sola provincia di Parma, con danni che raggiungono i 87 mila Euro di importo con 93 denunciati.

Il dato, sommato a quello delle persone arrestate e denunciate, ha richiamato l'attenzione della Polizia Postale e delle Comunicazioni che, alla luce di un sensibile aumento delle vittime rientranti nelle "fasce deboli" (minorenni e over 65), ha potenziato ogni utile strumento per indirizzare l'utenza ad un uso consapevole della rete e dei pagamenti online e contrastare nel contempo le truffe messe in atto sul web, anche attraverso la chiusura degli spazi virtuali.
Si tratta di consigli particolarmente utili all'avvicinarsi del Natale e del Capodanno quando il fenomeno delle truffe sembra acutizzarsi, complice anche la ricerca di offerte a bassissimo costo per i regali e in particolare per le case vacanza.

"Il risparmio e la comodità sono indubbiamente le chiavi del successo degli acquisti on line, soprattutto nel periodo natalizio" afferma il Dirigente del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni per l'Emilia Romagna, Geo Ceccaroli. "Ma è proprio dietro alle offerte irrinunciabili che si insinuano le truffe più diffuse".
"Spesso – continua - è solo il semplice buon senso che può aiutare ad evitare le trappole della rete: il buon senso, ad esempio, che porta a diffidare di quelle proposte troppo convenienti per essere vere, con prezzi troppo competitivi per essere credibili. O di coloro – conclude - che propongono di continuare la trattativa al di fuori di siti specializzati"
La Polizia Postale e delle Comunicazioni scende quindi in campo con un opuscolo che offre alcuni utili e pratici consigli, suggerimenti per muoversi tra i negozi online. Il vademecum sarà disponibile sul sito della Polizia di Stato, sul portale del Commissariato di P.S. on line e sulle relative pagine facebook e twitter.

GUIDA SICURA PER GLI ACQUISTI ON LINE

1. Utilizzare software e browser completi ed aggiornati
Potrà sembrare banale, ma il primo passo per acquistare in sicurezza è avere sempre un buon antivirus aggiornato all'ultima versione sul proprio dispositivo informatico. Gli ultimi sistemi antivirus (gratuiti o a pagamento) danno protezione anche nella scelta degli acquisti su Internet. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all'ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare perché ogni giorno nuove minacce possono renderlo vulnerabile.

2. Dare la preferenza a siti certificati o ufficiali
E' consigliabile dare la preferenza a negozi online di grandi catene già note perché oltre ad offrire sicurezza in termini di pagamento sono affidabili anche per quanto riguarda l'assistenza e la garanzia sul prodotto acquistato e sulla spedizione dello stesso.
In caso di siti poco conosciuti si può controllare la presenza di certificati di sicurezza quali TRUST e VERIFIED / VeriSign Trusted che permettono di validare l'affidabilità del sito web.

3. Un sito deve avere gli stessi riferimenti di un vero negozio!
Prima di completare l'acquisto verificare che il sito sia fornito di riferimenti quali un numero di Partiva IVA, un numero di telefono fisso, un indirizzo fisico e ulteriori dati per contattare l'azienda. Un sito privo di tali dati probabilmente non vuole essere rintracciabile e potrebbe avere qualcosa da nascondere. I dati fiscali sono facilmente verificabili sul sito istituzionale dell'Agenzia delle Entrate.

4. Leggere sempre i commenti e i feedback di altri acquirenti
Prima di passare all'acquisto del prodotto scelto è buona norma leggere i "feedback" pubblicati dagli altri utenti sul sito che lo mette in vendita. Anche le informazioni sull'attendibilità del sito attraverso i motori di ricerca, sui forum o sui social sono utilissime...
Le "voci" su un sito truffaldino circolano velocemente online!

5. Su smartphone o tablet utilizzare le app ufficiali dei negozi online
Se si sceglie di acquistare da grandi negozi online, il consiglio è quello di utilizzare le App ufficiali dei relativi negozi per completare l'acquisto. Questo semplice accorgimento permette di evitare i rischi di "passare" o "essere indirizzati" su siti truffaldini o siti clone che potrebbero catturare i dati finanziari e personali inseriti per completare l'acquisto.

6. Utilizzare soprattutto carte di credito ricaricabili
Per completare una transazione d'acquisto sono indispensabili pochi dati come numero di carta, data di scadenza della carta ed indirizzo per la spedizione della merce.
Se un venditore chiede ulteriori dati probabilmente vuole assumere informazioni personali (numero del conto, PIN o password) che, in quanto tali, dovete custodire gelosamente e non divulgare.
Al momento di concludere l'acquisto, la presenza del lucchetto chiuso in fondo alla pagina o di "https" nella barra degli indirizzi sono ulteriori conferme sulla riservatezza dei dati inseriti nel sito e della presenza di un protocollo di tutela dell'utente, ovvero i dati sono criptati e non condivisi.

7. Non cadere nella rete del phishing e/o dello smishing.
...ovvero nella rete di quei truffatori che attraverso mail o sms contraffatti, richiedono di cliccare su un link al fine di raggiungere una pagina web trappola e sfruttando meccanismi psicologici come l'urgenza o l'ottenimento di un vantaggio personale, riusciranno a rubare informazioni personali quali password e numeri di carte di credito per scopi illegali.
L'indirizzo Internet a cui tali link rimandano differisce sempre, anche se di poco, da quello originale.

8. Un annuncio ben strutturato è più affidabile!
Leggi attentamente l'annuncio prima di rispondere: se ti sembra troppo breve o fornisce poche informazioni, non esitare a chiederne altre al venditore. Chiedi più informazioni al venditore sull'oggetto che vuoi acquistare e se le foto pubblicate sembrano troppo belle per essere vere, cerca in rete e scopri se sono state copiate da altri siti!

9. Non sempre.... è sempre un buon affare.
Diffida di un oggetto messo in vendita a un prezzo irrisorio, non sempre è un affare: accertati che non ci sia troppa differenza tra i prezzi proposti e quelli di mercato!

10. Non fidarsi....
Dubita di chi chiede di esser contattato al di fuori della piattaforma di annunci con e-mail ambigue ma anche di chi ha troppa fretta di concludere l'affare.

Piacenza, 13 ottobre 2018 - Il Water Lab, laboratorio creativo del Consorzio di Bonifica di Piacenza, si trasferisce all'e-Qbo dal 15 al 19 ottobre per presentare le azioni che ha sviluppato nell'ambito del progetto "Urban Hub industrie Creative Innovative Piacenza".

Water Lab è un laboratorio di idee e creazione di nuove professionalità innovative e multidisciplinari coinvolte nello sviluppo di servizi, sistemi e tecnologie intelligenti finalizzati alla "valorizzazione del ciclo dell'acqua".
L'e-Qbo è la struttura cubica realizzata dall'architetto piacentino Romolo Stanco e sviluppato dalla start up innovativa T-red con la supervisione scientifica di Rse (Ricerca Sistema Energetico) in grado di accumulare e restituire energia per funzioni interne a servizio della città e di tutti i cittadini.

Water Lab in questi due anni di attività ha realizzato quattro progetti principali:

1) DRONE
La progettazione e la realizzazione di un Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto (drone professionale) per il monitoraggio che possa aiutare nella salvaguardia del territorio, nell'integrazione di metodologie di rilevamento esistenti e nel potenziamento di altre applicazioni riguardanti l'ambito dei rilievi topografici di dettaglio.
Tra le particolarità del drone, la presenza di componentistica accessoria realizzata con stampanti 3D della Maker Room insediata all'interno di Urban Hub e la possibilità di avere un'evoluzione nel tempo con l'aggancio di altre strumentazioni come termo-camere ecc.

2) WEB GIS
Il Web Gis è un portale cartografico interattivo dal quale è possibile ricavare informazioni sul territorio esaminando: geomorfologia, idrologia, uso del suolo, umidità.
All'interno del Water Lab, il Web Gis è stato migliorato e velocizzato e reso quindi uno strumento più flessibile e utile tanto alla ricerca, quanto alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio territoriale.
Al progetto hanno collaborato attivamente, nelle fasi di Web design e Web development, otto studenti del Liceo G.M Colombini di Piacenza nel percorso di alternanza scuola lavoro 2017.
Ecco il link: http://www.cbpiacenza.it 

3) WATER DOMINATION
Sempre all'interno del Water Lab è stata realizzata una applicazione informatica formativa ludico-interattiva quale strumento divulgativo e comunicativo rivolto principalmente a studenti e finalizzato a valorizzare il patrimonio culturale e ambientale della bonifica, con le sue strutture (dighe, impianti idrovori e di sollevamento, casse d'espansione, canali, acquedotti rurali) presenti su tutto il territorio piacentino, unendo la promozione con l'innovazione.
Il risultato è stato un simulatore on line con finalità didattica.
Nella realizzazione hanno collaborato attivamente dodici studenti del Liceo G.M Colombini di Piacenza in alternanza scuola lavoro 2017.
Ecco il link: http://waterdomination.cbpiacenza.it 

IN EQUILIBRIO CON L'ACQUA
Il progetto è nato dalla collaborazione tra Water Lab, Music Lab (laboratorio di musica elettronica del Conservatorio "Giuseppe Nicolini" di Piacenza, insediato all'interno di Urban Hub) e Liceo Artistico "Bruno Cassinari" di Piacenza.
E' stato chiesto alle nuove generazioni di dare una visione artistica all'intreccio composto da acque, uomo, territorio e macchine e ne è nato il percorso didattico "In equilibrio con l'acqua" con esposizione finale il 19 maggio 2018 all'impianto idrovoro Finarda.
Il risultato è stato: un'installazione sonora, un'installazione audiovisiva, un concerto e una serie di incisioni ottenute con tecniche diverse. Il tutto ha avuto il tema dell'acqua come filo conduttore.

Oltre a questi progetti, tanti sono stati gli eventi e le collaborazioni con altri laboratori creativi e realtà locali e nazionali, ecco i principali:
- 21 marzo 2017 – "Quota 100 – piccoli passi per grandi risultati": evento di presentazione di modelli di azioni virtuose per una montagna viva e sostenibile;
- 22 marzo 2017 – "Progetto Innetworking": evento organizzato con Aster Emilia Romagna per mettere in relazione le scuole con l'innovazione;
- 19 maggio 2017 - "Acqua e territorio" con Coldiretti Piacenza e Ausl: manifestazione di fine anno scolastico con 1600 studenti da tutta la provincia;
- 19 e 20 ottobre 2017 – "Digital & Bim": evento fieristico dedicato all'innovazione con contesto internazionale;
- 27 e 28 ottobre 2017 – "Climathon Trento": convegno maratona svoltosi in 17 città italiane e in 20 nel mondo per condividere competenze, idee, progetti, professionalità e esperienze per affrontare i cambiamenti climatici;
- 18 maggio 2018 – "Attiva il tuo cuore" con Coldiretti Piacenza e Ausl: manifestazione di fine anno scolastico con 1500 studenti da tutta la provincia.

La permanenza del Consorzio di Bonifica, all' e-Qbo, sarà anche l'occasione per presentare l'attività di progettazione dell'Ente al fine di reperire nuove professionalità.
Vi aspettiamo quindi dal 15 al 19 ottobre dalle ore 9.30 alle ore 12.30 presso il CUBO (e-Qbo) di fronte alla stazione ferroviaria di Piacenza.

La Polizia Scientifica partecipa alla "notte dei ricercatori", facendo conoscere le proprie attività forensi e mostrando il nuovo Pick Up Fiat Full Back, targato Polizia Scientifica

Il 28 settembre 2018, dalle ore 16:00 alle ore 21:00, presso il Plesso Chimico del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientali dell'Università di Parma si terrà "La notte dei ricercatori", un evento promosso dalla Commissione Europea il cui l'obiettivo è quello di stimolare il confronto tra ricercatori e cittadini al fine di diffondere la cultura scientifica.

L'iniziativa vedrà la partecipazione di personale dei Gabinetti di Polizia Scientifica della Questure di Parma e Bologna che illustreranno le attività di indagine utilizzate nel corso dei sopralluoghi ed effettueranno alcune dimostrazioni con l'utilizzo di luci forensi per la ricerca di tracce biologiche e di polveri per la ricerca dattiloscopica .
Nell'occasione verrà mostrato il nuovo mezzo in uso alla Polizia Scientifica per l'esecuzione dei sopralluoghi, si tratta del Pick Up Fiat Full Back raffigurato in immagine.

Il Full Back è dotato di alloggiamenti per il trasporto delle attrezzature e dei materiali necessari ai rilievi biologici, fisici, chimici e dattiloscopici e un contenitore frigo per garantire la catena di custodia dei reperti, è dotato, inoltre, del sistema Mercurio per la consultazione delle banche dati e della tecnologia LTE per la trasmissione delle immagini in sala operativa.

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Parma, 27 Settembre 2018
Ufficio Stampa e Relazioni Esterne
Questura di Parma

 

 

 

Sì unanime alla richiesta di portare la banda ultra larga anche nelle zone periferiche del territorio. Montalti (Pd): "la Regione punta anche all'alfabetizzazione digitale". Tagliaferri (Fdi), Taruffi (Si) e Piccinini (M5s): "attenzione ai territori montani"

L'Assemblea legislativa ha approvato all'unanimità una risoluzione presentata da Michele Facci(Misto-Mns) nella quale si chiede "la copertura digitale di tutto il territorio regionale, con particolare attenzione alle zone periferiche e marginali, dando piena attuazione dell'agenda digitale, che si pone l'obiettivo di superare il divario digitale fra le varie aree entro il 2021".

Accolto all'unanimità anche un emendamento presentato da Silvia Piccinini (M5s) finalizzato a inserire nell'atto d'indirizzo un riferimento specifico ai territori montani quali aree soggette a digital divide.
La Regione, ha spiegato Facci, "ritiene di fondamentale importanza il cosiddetto 'diritto di cittadinanza digitale', che vede nell'accesso alla rete la piena realizzazione dell'obbiettivo dell'agenda digitale: un territorio con 'zero differenze' al fine di garantire a tutti, cittadini e imprese, un ecosistema digitale adeguato".

Fra le priorità dell'agenda digitale, ha proseguito il consigliere, "c'è l'infrastrutturazione della banda ultra larga, anche con riferimento, oltre che alle aree produttive, alle zone rurali". Sono ancora numerose, però, ha concluso l'esponente sovranista, le zone sprovviste di connessione internet a banda larga, fra le quali ha ricordato in particolare la frazione Marano di Castenaso, nel bolognese.

Lia Montalti (Pd), esprimendo condivisione per le finalità della risoluzione, ha richiamato una serie di dati per evidenziare come la digitalizzazione del territorio regionale "sia molto soddisfacente". Inoltre, ha ricordato come per la copertura digitale delle cosiddette 'aree bianche', cioè a fallimento di mercato, in quanto i privati non hanno convenienza a effettuare investimenti infrastrutturali, la Regione abbia stanziato risorse finanziarie ingenti. Infine, la consigliera dem ha menzionato i principali progetti avviati dall'Ente "per diffondere l'accesso a internet (ad esempio, il progetto Rete Emilia-Romagna wi-fi per consentire la connessione libera e la navigazione veloce)" e, al contempo, "promuovere l'alfabetizzazione digitale fra la popolazione (il progetto Pane e internet, che ha visto la partecipazione di oltre 12mila persone, e il progetto per avvicinare le ragazze ai corsi di studi universitari a indirizzo digitale)".

L'assessore alle Infrastrutture, Raffaele Donini, ha parlato di "lavoro in corso epocale per eliminare il digital divide in Emilia-Romagna, tanto che la nostra regione è la più digitalizzata d'Italia", per il quale "sono necessari 250 milioni, dei quali 75 stanziati dalla Regione". Le dorsali digitali – ha precisato – sono state realizzate e tra il 2020 e il 2021 tutto il territorio regionale sarà cablato.
Giancarlo Tagliaferri (Fdi), Igor Taruffi (Si) e Silvia Piccinini (M5s) sono intervenuti per annunciare il voto favorevole dei rispettivi gruppi, invitando la Giunta "a porre particolare attenzione alla copertura digitale dei territori montani".
(Luca Govoni)

Il primato italiano dei "wearable" (i dispositivi elettronici indossabili) riguarda ... le vacche! Il settore lattiero-caseario si conferma come uno dei campi di maggiore sviluppo dell'Internet of Things. Non solo nell'agrifood.

Cremona, 19 settembre 2018 - Se pensate che tecnologia indossabile significhi anzitutto smartwatch, siete fuori strada. Già, perché una delle declinazioni più interessanti e al tempo stesso rivoluzionarie dello sviluppo dell'Internet of Things  (Iot) si sta registrando nel comparto agrifood e, segnatamente, nel settore lattiero-caseario.

E' qui, nelle stalle, che l'Iot ha visto una diffusione tutt'altro che marginale negli ultimi dieci anni, che la inserisce al primo posto (forse in modo inconsapevole) nel processo di digital innovation, grazie allo sviluppo dei wearable, i dispositivi "indossabili". Collari, etichette, pedometri in grado di monitorare il bestiame, rilevarne gli spostamenti, riportarne i parametri vitali, facendo sì che l'allevatore possa intervenire tempestivamente, aumentando la produttività e, al tempo stesso, il benessere degli animali.

Un dato su tutti: soltanto in Italia sono oltre un milione i dispositivi wearable attualmente utilizzati per il monitoraggio del bestiame e non a caso il tema dell'Iot nel settore lattiero-caseario è oggetto di grande attenzione da parte degli istituti di ricerca. Tra questi, l'Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano.

A questo proposito, il direttore dell'Osservatorio, Filippo Renga, osserva: "Il Lattiero Caseario, come il Vitivinicolo, è tra i settori più innovativi in ambito Smart AgriFood. La sfida attuale è riuscire ad implementare soluzioni di filiera efficaci, in ottica Europea".

In un recente articolo, una testata USA del settore Iot titolava: "Le tecnologie intelligenti e connesse nell'industria casearia sono la chiave per nutrire le popolazioni future".

In particolare, Maeve Cowley, vice presidente IDA Irlanda, agenzia governativa con la responsabilità di assicurare nuovi investimenti dall'estero nei settori manifatturiero e dei servizi commerciali internazionali, ricorda che secondo una recente ricerca pubblicata sul Journal of Dairy Science si prevede un incremento significativo del consumo di latte entro il 2067. Le mandrie del mondo, in sostanza, dovranno produrre qualcosa come 600 miliardi di chilogrammi di latte in più.

Come arrivare a simili incrementi, nel rispetto della sostenibilità, se non ricorrendo alle nuove tecnologie? Ed è qui che entrano in gioco le startup che in tutto il mondo stanno proponendo e implementando wearable devices al servizio degli allevatori.

Il ventaglio comincia a mostrare prospettive fino a qualche anno fa inimmaginabili: sensori applicabili alla caviglia, alla coda o all'orecchio dell'animale e in grado di monitorarne lo stato di salute in tempo reale, rilevare la temperatura corporea, capire quando la mucca è in calore, quando partorirà, quanto si muove e quanto mangia. Tutti questi dati sono trasmessi online agli allevatori, che possono così avere a disposizione una massa di informazioni fondamentali per la loro attività.
Non solo: ci sono anche sensori in grado di rilevare tempestivamente patologie come la mastite (l'infiammazione delle mammelle delle vacche) e la zoppìa, permettendo agli allevatori di intervenire rapidamente e a "colpo sicuro".

Infine, non mancano le startup che concentrano i loro sforzi con lo scopo di affinare sensori di rilevamento della posizione dell'animale, consentendo così la creazione di veri e propri recinti virtuali entro i quali le vacche possono liberamente pascolare.

Al tempo stesso, gli allevatori possono controllare gli spostamenti del bestiame, contenendo eventuali allontanamenti mediante leggere scosse o stimoli di avvertimento che i sensori stessi possono trasmettere all'animale in caso di superamento di un determinato perimetro.

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