Per i bambini del nuovo millennio pensare di realizzare una idea è semplice: vivono in un mondo dove la tecnologia è accessibile, dove l’industria è globale, dove l’orizzonte sembra sempre aperto.
Ma non era così alla fine dell’Ottocento, quando in una piccola città dell’allora Impero austro-ungarico due amici, Klement e Laurin Václav, decisero di trasformare un’officina di biciclette in qualcosa di più grande…e non potendo acquistare le automobili dal costoso mercato europeo trasformarono quella piccola officina iniziando a produrre automobili per il loro mercato domestico.
Idea azzeccata! E nel tempo vengono rilevati dapprima dal signor Škoda, poi, dopo la fine della guerra fredda, l’acquisizione da parte del gruppo Volkswagen.
Una storia che attraversa monarchie, conflitti mondiali, regime socialista e capitalismo globale.
La freccia alata, simbolo scelto nel 1926, non è solo un logo, è quel sogno che si è man mano affinato, prendendo consapevolezza circa la direzione da prendere.
Il logo è stato rinnovato, non si tratta solo di grafica, rappresenta maturità e consapevolezza.
Secondo i dati di settore, nel 2025 il marchio si colloca stabilmente tra i primi tre brand europei nonostante un contesto competitivo complesso. Un risultato che non è soltanto industriale, ma culturale: la capacità di evolversi restando coerenti.
E per celebrare questo traguardo mercoledì 25 febbraio si è tenuta a Parma la festa di inaugurazione del nuovo autosalone: oltre 300 partecipanti accolti con musica, buffet, curiosità tecniche. Non una celebrazione commerciale in senso stretto, ma un’occasione per riflettere su come un marchio nato in un’epoca segnata dalle difficoltà geopolitiche sia riuscito a trasformare la difficoltà in opportunità.
Non solo convivialità, ma anche coinvolgimento in altre iniziative, come le giornate dedicate a prove su strada, organizzate tra centro storico e colline parmensi, un percorso pensato per mettere alla prova non solo le vetture ma anche la relazione tra tecnologia e territorio. Un modo concreto per uscire dallo showroom e riportare l’automobile alla sua dimensione originaria: il viaggio. E al contempo si trasforma in un momento per socializzare, stare insieme e condividere momenti diversi con cui avere nuovi stimoli.
Ciò che colpisce non è soltanto la crescita di un marchio, ma l’idea che anche in tempi difficili, ieri come oggi, si possa trasformare un sogno in progetto concreto.
Da una bicicletta a leader in campo automobilistico.
E come ha dichiarato Alessandro Bettinoni, direttore generale di Eurocar sede di Parma, forse è proprio questo il messaggio più interessante emerso a Parma: prima dei numeri, prima delle strategie di mercato, vengono le visioni. E alcune, quando trovano la giusta direzione, sanno ancora volare!












































































