Un aumento che si somma all’incremento delle accise sui carburanti e che certifica, una volta per tutte, il totale fallimento delle politiche del Governo e del Ministro Salvini nei confronti dell’autotrasporto.
Dopo mesi di propaganda, promesse solenni e dichiarazioni pubbliche contro le accise e contro l’aumento dei costi per chi lavora, la realtà è sotto gli occhi di tutti: pedaggi più cari, gasolio più caro, costi in aumento. È l’esatto contrario di quanto annunciato in campagna elettorale e ribadito più volte dal Governo.
Non siamo di fronte a un errore o a una fatalità tecnica: siamo di fronte a una scelta politica precisa, che scarica sistematicamente sulle spalle delle piccole imprese dell’autotrasporto il peso dell’incapacità di governare. Prima le accise, ora i pedaggi: il messaggio è chiaro, chi lavora su strada deve pagare sempre di più.
È semplicemente inaccettabile che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti oggi si nasconda dietro decisioni di Autorità e Corte Costituzionale, sostenendo di “non avere margini di intervento”. I margini c’erano prima, quando si facevano promesse. Ora restano solo scuse.
Per le piccole imprese dell’autotrasporto questi aumenti non sono numeri su un foglio: sono chilometri lavorati in perdita, sono contratti che diventano insostenibili, sono aziende che rischiano di chiudere. Tutto questo mentre si continua a parlare di competitività, logistica strategica e Made in Italy, senza affrontare il nodo centrale: chi trasporta le merci non può essere strangolato fiscalmente.
Il principio del 'pay per use' è una beffa quando si paga di più per viaggiare su autostrade congestionate, con cantieri infiniti, tempi di percorrenza imprevedibili e standard di servizio che non giustificano in alcun modo nuovi rincari. Si chiede di pagare di più per avere meno, come ormai accade da anni.
La Presidente nazionale di Ruote Libere, Cinzia Franchini, dichiara: «Questo Governo ha tradito l’autotrasporto senza più alcun alibi. Prima le accise, ora i pedaggi: un doppio colpo che colpisce direttamente le piccole imprese. Salvini prometteva di difendere chi lavora, oggi è il ministro sotto il quale i costi esplodono. Non si governa contro chi tiene in piedi l’economia del Paese.»
Ruote Libere chiede l’immediato stop agli aumenti dei pedaggi, una revisione delle politiche fiscali sui carburanti e l’apertura urgente di un tavolo allargato anche alle rappresentanze che non siedono all'Albo, di confronto vero, non propagandistico, con le piccole imprese dell’autotrasporto. Se il Governo continuerà a ignorare il settore, se ne assumerà tutte le responsabilità economiche e sociali. L’autotrasporto non è un bancomat. È lavoro, è impresa, è economia reale.
Ruote Libere - L'Autotrasporto
Associazione autonoma di imprenditori del trasporto merci in conto terzi
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