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Domenica, 06 Settembre 2020 19:59

F1, Gp d'Italia: il miracolo di Faenza In evidenza

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F1, Gp d'Italia: il miracolo di Faenza Fotografia "F1" Facebook page

Pierre Gasly vince un incredibile Gp d'Italia al volante della faentina AlphaTauri. Dodici anni dopo il miracolo di Vettel, con l'allora Toro Rosso, ecco quello compiuto dal francese. Secondo Sainz, terzo Stroll. Weekend amarissimo per la Ferrari che tocca il fondo.

di Matteo Landi

Svuotata la bottiglia di champagne, Gasly si è seduto. Gli occhi persi nel vuoto, felice, esausto, incredulo. Era dal Gp di Monaco del 1996, quando Oliver Panis vinse un'altra gara rocambolesca, ancor più di quella odierna, che un francese non trionfava in F1. Allora si trattò di un successo tutto d'oltralpe, l'ultimo del team Ligier, oggi il miracolo è avvenuto grazie ad una stupenda joint venture italo-franca. Sul circuito monzese si è sentito di nuovo l'inno italiano: alla vittoria della Ferrari dello scorso anno ha fatto seguito l'incredibile trionfo di AlphaTauri, squadra faentina che fino al termine del 2005 fu Minardi, prima di divenire Toro Rosso e dal 2020, appunto, AlphaTauri, prendendo il nome dalla casa di moda della galassia che fa capo a Dietrich Mateschitz. Una vittoria meritata quella del pilota francese, che ha saputo sfruttare a suo favore tutte le vicende di gara che hanno allontanato dal vertice i piloti Mercedes: dalla partenza disastrosa di Bottas alla penalità ricevuta da Hamilton, quest'ultimo colpevole, in concerto con il suo team, di un grave errore di valutazione. A fine gara Sainz, futuro pilota Ferrari che spera di trovare nel 2021 una squadra diversa da quella vista oggi, ha fiatato sul collo di Gasly, ma al pilota nato a Rouen, e milanese d'adozione, non è sfuggita la prima vittoria in carriera. Un successo che rappresenta anche un importante rivincita nei confronti di Helmut Marko, colui che lo scorso anno decise di retrocederlo in Toro Rosso additandogli della scarsa competitività. Sarebbe bastata un pò di pazienza nei confronti di un ragazzo, classe 1996, bisognoso di crescere senza eccessive pressioni. Alla vittoria di Pierre oggi ha fatto da contraltare il 15esimo posto di Albon, il pilota anglo-thailandese a cui Marko assegnò il sedile di colui che a Monza ha appena fatto saltare il banco. Il destino a volte sa essere giusto e beffardo.

Ferrari: peggio di così non può andare

A fronte di un Italia che vince ce n'è un'altra che vive un incubo. Sulla pista che lo scorso anno consacrò il talento di Charles Leclerc, abile a prevalere su Hamilton, la squadra di Maranello ha toccato il fondo. Facendo persino peggio della gara belga della scorsa settimana. Ad una qualifica deludente, che ha relegato Leclerc alla 13esima posizione in griglia e Vettel alla 17esima, ha fatto seguito una gara drammatica. Una domenica in cui non è mancata solo la prestazione ma anche l'affidabilità. La Ferrari si è dimostrata una vettura persino pericolosa: al sesto giro Vettel è rimasto senza freni, concludendo mestamente la sua ultima Monza al volante di una Rossa. Leclerc ha arrancato, poi dopo la safety car entrata per permettere ai commissari di rimuovere la Haas di Magnussen, ammutolita a bordo pista, il pilota monegasco si è ritrovato incredibilmente sesto. A quel punto Charles ha sfoderato tutta la sua grinta, compiendo un meraviglioso doppio sorpasso ed issandosi in quarta posizione. La scarsa velocità della Ferrari forse non gli avrebbe consentito di raggiungere il podio. Non lo sapremo mai con certezza comunque, perchè il pilota n°16, in piena trance agonistica, è andato oltre le possibiltà della sua vettura, sbattendo violentemente alla parabolica. Il giovane pilota è uscito con le sue gambe dai rottami della Ferrari incidentata, unica importante nota positiva del suo fine settimana. Resterà impressa la sua voglia di lottare, di non arrendersi ai limiti di una situazione che Binotto non può non chiamare crisi. Fra una settimana la F1 sbarcherà al Mugello per la millesima gara Ferrari. La storia merita di essere onorata!

Mercedes: bagno d'umiltà

Fra le grandi in difficoltà, con tutti i distinguo del caso, oggi bisogna inserire anche Mercedes. I rivali speravano di vedere gli anglo-teutonici in affanno, dopo l'abolizione del "party mode" e l'obbligo di utilizzo di una sola mappatura motore. Non è andata così in qualifica, con le vetture nere meno imprendibili ma comunque dominanti. Discorso diverso invece in gara, viste le difficoltà incontrate da Bottas e Hamilton in fase di sorpasso. Il finlandese è scattato male dalla prima fila dello schieramento e non è riuscito ad andare oltre alla quinta piazza finale. Hamilton avrebbe trionfato agevolmente ma, per una volta, lui ed il suo box hanno compiuto un grave errore di valutazione: al momento dell'ingresso della safety car la pit-lane era chiusa per permettere ai commissari di rimuovere la vettura di Magnussen stallata all'ingresso della corsia box ma il campione del mondo è comunque rientrato ai box. La penalità, formalizzata in uno stop & go, cioè l'obbligo a percorrere la corsia box con sosta di 10 secondi, è stata comunicata nel periodo di sospensione della gara, bloccata per consentire la rimozione della vettura incidentata di Leclerc. Sanzione che ha ricevuto anche Giovinazzi. Il pilota italiano ha incassato quanto deciso dai commissari senza batter ciglio, consapevole dell'errore compiuto dal box Alfa Romeo, Hamilton, invece, ha reagito diversamente. Il teatrino che lo visto correre sul suo monopattino prima verso i suoi ingegneri e poi direttamente dai commissari di gara era qualcosa che ci saremmo evitati volentieri. La giusta sanzione ha rappresentato un necessario bagno di umiltà che probabilmente rafforzerà ancor di più Hamilton. L'inglese è poi risalito fino al settimo posto finale, non senza difficoltà, evidenziando quanto significasse per la performance Mercedes attingere da una gamma di mappature motore più estesa.

L'ultima gara di Claire e Sir Frank

Monza 2020, gara delle prime volte ed anche delle ultime. Lo è stata per Claire e Sir Frank Williams. Prima del weekend brianzolo è arrivata la notizia della cessione della squadra agli americani di Dorilton Capital. Il team non cambierà nome ed i posti di lavoro, per il momento, sono salvi. Il video messaggio con cui Claire ha salutato i tifosi di una delle squadre più titolate della storia della massima formula è stato toccante: le sue aspirazioni, la sua volontà di proseguire il percorso del padre si sono infrante contro insormontabili problematiche finanziarie. Si chiude così un capitolo importante dello sport automobilistico. La storia Williams, però, non è giunta al termine. La squadra si trasformerà e vivrà nuova linfa alla ricerca di quei successi che le mancano da troppo tempo. Fra una settimana, al Mugello, in occasione della millesima gara Ferrari avremo il primo weekend agonistico della nuova Williams.

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