Secondo l’Osservatorio Restworld sulle retribuzioni nel settore della ristorazione, in Emilia-Romagna le retribuzioni offerte nella ristorazione sono complessivamente in linea con la mediana italiana e, nell’ultimo anno, hanno continuato a crescere, con stipendi netti equivalenti da 27.500 euro.
È quanto emerge dall’indagine di Restworld, piattaforma e agenzia per il lavoro specializzata nella ristorazione. L’analisi considera le offerte pubblicate nella regione da aprile 2024 a oggi.
Gli stipendi salgono: +4,5% rispetto allo scorso anno
Nel confronto tra la scorsa estate e questa, la retribuzione offerta è passata da 1.786 a 1.867 euro netti al mese: una crescita del 4,5% in un anno, pari a circa 81 euro mensili. Nello stesso periodo gli stipendi a livello nazionale sono rimasti sostanzialmente stabili.
“In Emilia-Romagna vediamo una crescita graduale ma concreta delle retribuzioni, all’interno di un mercato che per stagionalità e organizzazione del lavoro resta vicino alla mediana italiana. La competizione si concentra soprattutto sui ruoli qualificati, dove competenze tecniche e responsabilità continuano a fare la differenza”, commenta Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.
I ruoli più retribuiti e quelli più difficili da trovare
La figura meglio retribuita è il responsabile di cucina, con una mediana di 2.316 euro netti al mese. Seguono i responsabili di sala e i cuochi capo partita, entrambi a 2.000 euro, gli chef de rang a 1.867 euro, gli aiuto cuochi a 1.700 euro, i camerieri a 1.633 euro e gli addetti alla cucina a 1.604 euro. Tra il ruolo più pagato e quello con la retribuzione più bassa tra i principali il divario è di circa 712 euro mensili. Anche in Emilia-Romagna la difficoltà nel reperire figure qualificate si concentra sui mestieri specializzati in cucina: il cuoco capo partita e le altre figure di brigata sono i profili più complessi da coprire.
Un mercato vicino alla mediana nazionale
Nell’ultimo trimestre il 23% delle offerte include l’alloggio, meno rispetto al 34% della mediana nazionale, mentre il 29% delle posizioni è stagionale, sostanzialmente in linea con il 31% italiano. I pasti sono inclusi nel 77% degli annunci. Il 20% richiede la conoscenza dell’inglese e il 64% prevede una settimana lavorativa di sei giorni, un valore inferiore al 65% nazionale.
Le offerte arrivano soprattutto da Bologna, Rimini, Cattolica, Piacenza, Riccione, Parma e Modena. La domanda si distribuisce quindi tra grandi centri urbani e località della riviera, combinando attività continuative e fabbisogni legati alla stagione turistica.
Il quadro nazionale, più trasparenza e meno turni spezzati
Il focus regionale si inserisce nel quadro delineato dall’Osservatorio Restworld, basato su oltre 6.100 offerte di lavoro pubblicate fino a giugno 2026. A livello nazionale, la retribuzione mediana si attesta a 1.700 euro netti equivalenti al mese; il 40% delle offerte full time supera i 30.000 euro di RAL e il 98% propone una retribuzione superiore a 1.300 euro netti equivalenti mensili.
L’osservatorio rileva inoltre che la quota di annunci che indica lo stipendio lordo è passata dal 7% al 53% tra aprile e giugno 2026. Solo il 23% delle offerte prevede ancora il turno spezzato, mentre il 68% delle aziende propone un contratto a termine con prospettiva di stabilizzazione.
“Le imprese non competono più soltanto sullo stipendio, ma anche sulla qualità del lavoro che riescono a offrire: turni più sostenibili, maggiore trasparenza, benefit e prospettive di crescita stanno diventando strumenti sempre più importanti per attrarre e trattenere collaboratori qualificati. La direzione è quella giusta, anche se il percorso è ancora lungo”, conclude Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.











































































