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Mercoledì, 02 Ottobre 2019 14:45

Taglierè a Palazzo. Caffè e bistrò.

Venerdì 4 ottobre apre alla città il nuovo Caffè Bistrò a Palazzo Magnani. L’apertura dopo l’inaugurazione di venerdì 27 alla presenza di autorità, amici e appassionati d’arte. La gestione è firmata dagli imprenditori Simone Ferrari e Dario Donelli.

Reggio Emilia -

Il centro storico di Reggio Emilia si arricchisce di un nuovo spazio dedicato alla buona cucina e all’arte: dopo un completo e accurato restyling, apre al pubblico la nuova caffetteria di Palazzo Magnani, Taglierè a Palazzo. Caffè e bistrò. Un luogo unico che offrirà ai visitatori delle esposizioni reggiane un’esperienza ancora più ricca e variegata, in cui arte, passione e buona cucina si fondono insieme.

A gestirlo saranno Simone Ferrari e Dario Donelli, sapienti gestori del vicino ristorante Taglierè, già segnalato sulla rivista del Gambero Rosso, i quali vedono in questo nuovo progetto una sfida da affrontare con particolare impegno. “Sentiamo la responsabilità di doverci affiancare a un ente come la Fondazione Palazzo Magnani - commenta l’imprenditore Simone Ferrari,- che da anni organizza mostre d’arte di altissimo livello, divenuto ormai punto di riferimento della cultura cittadina anche a in ambito nazionale. Servire i reggiani e insieme i turisti che vi gravitano intorno sarà per noi un’opportunità per proporre e valorizzare i prodotti del territorio in un contesto di ispirazione internazionale”. “La sfida – prosegue il socio Dario Donelli – sarà quella di creare, oltre ad un ristorante, una location per eventi in pieno centro storico destinata ad aziende private, associazioni, professionisti e chiunque scelga di vivere un’esperienza conviviale insolita dove l’arte e la buona cucina saranno gli ingredienti essenziali”.

Con una serata di gala riservata ad autorità, amici e appassionati d’arte, venerdì scorso lo staff del nuovo Bistrot, coordinato dallo chef Mario Comitale, ha fatto il suo “debutto in società”, annunciando quale sarà la vocazione del locale. Aperto 6 giorni su 7 dalle 10 alle 22, offrirà colazioni continentali, spuntini, brunch, pranzi, aperitivi e cene con piatti in cui protagoniste assolute saranno le materie prime, genuine e di grande qualità, in un assemblaggio tipicamente gastronomico.  

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Il locale è stato completamente rinnovato dagli architetti Sonia Valente e Vanessa Passalacqua (Studio Korma, Parma). “Struttura, design e arredi sono ispirati a sobria eleganza e carattere conviviale insieme - affermano gli architetti - una sequenza di spazi in cui si entra in contatto con l’estetica del progetto ovvero luoghi che, nel bel mezzo del cuore frenetico della città, fanno ritrovare la tranquillità e riscoprire il valore del tempo. Una dimora intima, coinvolgente, sottolineata da arredi disegnati e dal calore dei materiali e celebrata dai piatti dello chef Mario Comitale”. 

Moltissime le attività che saranno progettate in sinergia con la vicina Fondazione: verranno proposte merende in occasione dei laboratori per bambini e famiglie, previste convenzioni e sconti per i visitatori, studiati piatti ispirati a opere in mostra, inoltre eventi esclusivi organizzati a seguito di visite guidate o conferenze e presentazioni di libri. Il tutto in uno spazio di grande eleganza in cui è possibile anche leggere e ascoltare musica, gustando un buon piatto o sorseggiando un ottimo vino, per uscire dalla routine cittadina e godersi un momento di totale relax multisensoriale. Davide Zanichelli, presidente della Fondazione Palazzo Magnani crede molto in questo progetto e dichiara “ la collaborazione con Taglierè evidenzia come l'imprenditoria e la cultura possano costruire insieme progetti di sviluppo economico e qualità dell'offerta. Siamo convinti che arte e buona cucina possano rappresentare un'ottima proposta in grado di posizionare la città per i prossimi anni.

 

La vera Pizza Napoletana Verace si trova appena fuori Sarzana: “Officine del Cibo” è la filosofia di una cucina che guarda alle materie prime, a pochi piatti estremamente curati, ma soprattutto alla preparazione di una Pizza fatta come tradizione partenopea vuole.

Di Chiara Marando -

La pizza è una esperienza che racchiude in sé il gusto di un pasto estremamente piacevole e godereccio, la semplicità di un morso veloce e la possibilità di assaporare una proposta gourmet.

Il vero segreto si trova nella ricetta, nei gesti che stendono l’impasto, nel condimento e nella cottura. È un’arte, quella irresistibile sensazione di pienezza del gusto che invade a ogni morso, quando cade la goccia di sugo, quando si percepisce distintamente il sapore di un olio extravergine scelto con cura, e quando la mozzarella filante rilascia la giusta dose di latte.

Questo è il pensiero che pervade ogni qualvolta al tavolo viene servita una pizza verace fumante, una di quelle che bandiscono la compostezza per preferire la genuinità di una fetta mangiata con le mani. E perché no, magari leccandosi le dita per catturare ogni stilla di sapore.

Così l’hanno pensata Giacomo Devoto, giovane ed estroverso sarzanese innamorato della cucina, e Giuseppe Messina, napoletano DOC ed esperto pizzaiolo. Il loro incontro è stato casuale ma ha portato alla nascita di una alchimia che continua e cresce.

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“Officine del Cibo”, appena fuori Sarzana, è il risultato di questa chimica professionale spinta nella stessa direzione: quella di offrire un prodotto da ricordare, la vera Pizza Verace napoletana, realizzata con ingredienti di altissima qualità e creata secondo fantasia in originali e gustose varianti. Non a caso annovera riconoscimenti come i tre spicchi del Gambero Rosso e una posizione di prestigio nella classifica "50Top Pizza”

Si tratta di una vera e propria filosofia che ha scelto di seguire la strada meno comoda, fatta di lavoro, passione, valorizzazione delle materie prime del territorio ligure ma non solo. La cosiddetta “piccola cucina” propone piatti di terra e mare come Gnocchi con bisque di crostacei oppure Ombrina con crema di patate, ma anche una succulenta Tagliata di Scottona; poi spazia su quelle specialità “ruffiane” che tanto piacciono quando si attende la portata principale. Parlo di farinata, focaccia di Recco, panizze e frittelle di baccalà, ovvero il perfetto intermezzo goloso che non spezza la fame, piuttosto la accresce e fa salire la salivazione.

Ed ecco lei, la Pizza. Sono tante le varianti, ma il denominatore comune è rappresentato dall’impasto: soffice, leggero, saporito e notevolmente digeribile. La ricerca di Giacomo e Giuseppe fa capolino qui, nel completare questa base perfetta con materie prime tanto particolari quanto eccellenti: pomodorino giallo, acciughe di Monterosso, capperi di Salina, peperoncino rosso di Calabria, salame di Napoli e carciofi di Castellamare ne sono solo alcuni esempi, giusto per stimolare l’appetito. Il resto lo fanno gli abbinamenti, studiati alla perfezione per regalare morsi di “godimento” secondo precise peculiarità.

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L’ideale sarebbe il poter cedere alla tentazione di una ricca degustazione, in modo da assaporare diverse tipologie di proposte: La pizza "al cerchio" è la buona opzione per non eccedere: tre gusti distribuiti su sei spicchi. Ma come si fa a non provare la “Mastunicola” preparata con una antica ricetta del 1750, fiordilatte, pomodorino del Piennolo, cipolla di Alife, lardo di Colonnata, basilico e parmigiano reggiano; “Officine”, la pizza a otto punte ripiene con ricotta, Fiordilatte, pomodorini datterini, funghi, salsiccia di Armando, basilico e pomodoro San Marzano; “Monterosso” con provola, mozzarella di bufala campana DOP, acciughe di Monterosso (quando la stagione lo permette), limone, maggiorana e timo.

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Il tutto da innaffiare con una vasta scelta di birre artigianali, perfetto pairing per rendere il pasto gourmet.

Il prezzo? Non vi aspettate i costi della classica pizzeria, le materie prime e la ricerca hanno un valore che va premiato, ma il conto sarà comunque più che democratico.

 

Officine del Cibo

Via Brigata Partigiana Ugo Muccini, 181, 19038 Sarzana SP

Tel. 393 958 4694

www.officinedelcibosarzana.it

 

[Credits Photo Stefano Caffarri]

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Inaugurazione a San Giorgio di Piano con FoodAddiction in Store

DOVE Scavolini Store San Giorgio di Piano Via 2 Agosto 1980, 39/1 40016 – San Giorgio di Piano (BO)
QUANDO Sabato 28 settembre – dalle 16:00 alle 17:30
IDEALE PER Chi ama improvvisare

Prosegue il tour di FoodAddiction in Store: tanti eventi dedicati alle bontà gastronomiche del bel paese, organizzato da iFood e Dissapore in collaborazione con Scavolini, che riapre le porte dei suoi showroom per accogliere tutti gli amanti della buona cucina. Show-cooking e degustazioni per esperienze culinarie indimenticabili, perfezionate dalle sapienti mani di food blogger, food coach e artigiani del cibo, per conoscere e apprendere tutti i segreti della cucina.

L’appuntamento
Creatività e grinta in cucina per l’inaugurazione del nuovo Scavolini Store San Giorgio di Piano sabato 28 settembre. La Chef Antonella Iannone darà vita a due piatti semplici da preparare e gustosi da assaporare: un cappuccino di piselli in bicchiere e una morbida focaccia di zucca e rosmarino. Dalle ore 16.00 il pubblico avrà la possibilità di partecipare ad uno show-cooking gratuito e vivere un’esperienza culinaria a 360°. Dopo aver aiutato Antonella nella realizzazione dei piatti, gli ospiti potranno stuzzicare le prelibatezze preparate.

Cappuccio di Piselli-ElettraPR-Iannone.jpgL’ospite speciale
Nata e vissuta in Trentino, ma cresciuta con i profumi e i sapori del sud! Antonella Iannone si è appassionata alla cucina alla ‘veneranda’ età di 33 anni, passando prima dall’informatica bancaria per poi capire che doveva seguire il suo cuore e verso i fornelli! Solare, estroversa, intraprendente, emotiva, tante sfumature ma un’unica grande passione: la cucina. Fin da piccola raccoglieva in un quaderno le ricette di nonne e zie per poi provare a replicarle. La passione ha aiutato Antonella a scoprire nuovi ingredienti e nuovi sapori, ampliando così le sue conoscenze nel mondo culinario. Per lei la cucina è un continuo stimolo di idee da mettere sia nel piatto che nella vita. Nei piatti cerca di trasmettere anche la passione per tutto ciò che trova originale, creando piatti belli da vedere ma soprattutto buoni da mangiare!

Il tema e la ricetta
A volte le ricette nascono all’improvviso, in base a un’esigenza, a ciò che c’è in frigo o dalla voglia di sperimentare un nuovo ingrediente. In occasione dello show-cooking, la Chef Antonella Iannone porterà in tavola due ricette semplici, alla portata di tutti e con ingredienti facili da reperire. Dei piselli saltati in padella e frullati daranno vita a un cremoso cappuccino verde servito in una tazzina di vetro e decorato con una spuma al formaggio. Dopo questa entré Antonella si sporcherà le mani preparando un soffice impasto mescolando farina, acqua tiepida e olio a del rosmarino e della zucca resa a purea. Trascorso il tempo di lievitazione e quello della cottura in forno, sarà pronta per essere servita e mangiata ancora calda. Detto, fatto: ecco due ricette semplicemente facili e deliziose!

 

La location
L’evento si svolge presso lo Scavolini Store San Giorgio di Piano che si trova in via 2 Agosto 1980; al suo interno si possono scoprire le collezioni per l'arredo cucina e living tra cui le due nuovissima cucine Delinea e Mia By Carlo Cracco e ancora: Carattere, Diesel Social Kitchen, LiberaMente, che sono solo alcune delle proposte dal sapore moderno. Sono inoltre esposti vari modelli per l'arredo bagno, tra cui nuovissimo modello Juno e l’estroso Diesel Open Workshop Bathroom. La professionalità dello staff, con un personale altamente qualificato, rende lo Store una vera "boutique" della moda per l’arredamento della casa, in grado di soddisfare i desideri di gusto e progettuali della clientela più esigente.

 

Scavolini
Scavolini nasce a Pesaro nel 1961 grazie all’intraprendenza dei fratelli Valter ed Elvino Scavolini e in pochi anni si trasforma da piccola azienda per la produzione artigianale di cucine in una delle più importanti realtà industriali italiane. In poco tempo, ha raggiunto dimensioni considerevoli e oggi dispone di un insediamento industriale che, a livello di Gruppo, raggiunge i 240.000 mq (di cui 110.000 coperti) dove lavorano oltre 660 dipendenti. Il risultato dell’impegno aziendale è dimostrato dal fatturato di Gruppo, che ha raggiunto nel 2018 i 225 milioni di euro. Inoltre, l’indotto costituito dai fornitori di parti componibili, che negli anni è cresciuto attorno all’Azienda, è oggi una realtà importante per il territorio locale.

iFood.it - Quando i blogger ci mettono la faccia e si sporcano il grembiule
iFood.it è la nuova realtà editoriale nativa del Web, che raccoglie in un unico sito con oltre 200 food-blogger. La passione dei blogger, unita all’esperienza nell’editoria digitale di Netaddiction, attivo nel settore da oltre 15 anni, ha dato vita al nuovo portale e a un network che racconta il cibo come un’esperienza che si condivide attraverso la fotografia, il viaggio e i libri. Trasformare l’infinito amore per il cibo di chi cucina per passione in contenuti editoriali di eccellenza è la sua mission. iFood.it raggiunge ogni mese più di 1 milioni di utenti unici e oltre un milione di utenti attraverso i social network.

 

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Appuntamento a Parma per venerdì 27 settembre, con tappe prima al Chiostro delle Maestre Luigine e poi al Convitto Maria Luigia. Protagoniste della serata saranno le proposte gourmet di Parma Quality Restaurants e la musica del Teatro Regio di Parma - Verdi Off. Il FAI curerà invece le visite guidate e l’animazione culturale

25 Settembre 2019 -

Con l’arrivo dell’autunno, si chiude l’edizione 2019 di “Giardini Gourmet”. L’evento, che è inserito nel calendario di “Settembre Gastronomico” e fa registrare anche in questa occasione il sold out, mira a promuovere una Parma ancora poco conosciuta, puntando sul fascino del fattore green: la città ducale, infatti, è costellata di numerosi giardini, molti dei quali normalmente non accessibili. Preziosi alleati nella sfida lanciata dagli organizzatori sono l’alta cucina, perché Parma, con le sue eccellenze DOP e IGP e le sue filiere, è la capitale della Food Valley e Città Creativa UNESCO della Gastronomia, e la musica, a maggior ragione nel periodo del Festival Verdi e di Verdi Off. Il format di “Giardini Gourmet” nasce da un’idea della paesaggista ed esperta di botanica Angela Zaffignani, sostenuta da Comune di Parma e Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy. La regia dell’evento è curata da Parma Alimentare e “Parma, io ci sto!”. A contribuire al successo dell’appuntamento saranno il FAI - Fondo Ambiente Italiano, responsabile dell’animazione culturale, Parma Quality Restaurants e Teatro Regio di Parma - Verdi Off rispettivamente per la parte gastronomica e musicale.

La serata “Giardini Gourmet” di venerdì 27 settembre, prevede due tappe.

Il via sarà alle h 19:00 al Chiostro delle Maestre Luigine, un piccolo gioiello di architettura rinascimentale. Nel corso della serata i volontari del FAI di Parma accompagneranno gli ospiti in un tour alla scoperta del Chiostro, della Sala di Comunità, del Refettorio e della Cappella, con il Cristo dell’artista parmense Carlo Mattioli. Negli spazi del Chiostro delle Maestre Luigine, Parma Quality Restaurants offrirà a tutti i presenti un aperitivo a buffet, con degustazione di Parmigiano Reggiano DOP e finger food come il “Crostone lievitato naturalmente al burro di montagna, con crema di alici” e “Mezze maniche ripiene con ricotta, pomodorini secchi e alici”.

A curare il menu saranno chef Enrico Bergonzi, Ristorante “Al Vedel”, e Simone Berzolla, Ristorante “Giorgione’s”. La selezione musicale sarà invece affidata, in rappresentanza del Teatro Regio di Parma - Verdi Off, al duo clarinetto e fagotto composto da Matteo Vaccari e Matteo Maggini, che eseguiranno brani di Beethoven, Handel e Poulenc.

La serata “Giardini Gourmet” proseguirà poi al Convitto di Maria Luigia, con il suo Cortile delle Magnolie, che ospiterà il light dinner con proposte selezionate da Parma Quality Restaurants:Fusilli al finto cacio e pepe”, “Petto d’anatra cotto a bassa temperatura”, “Insalata di frutta fresca” e “Budino al cioccolato, con composta di pesche e amaretti”.  Spazio anche alla musica, in collaborazione con il Teatro Regio di Parma - Verdi Off. Al Convitto Maria Luigia, il duo clarinetto e fagotto composto da Matteo Vaccari e Matteo Maggini proporrà un repertorio tutto ispirato al XX secolo, con musiche di Ennio Morricone, Nino Rota e Astor Pantaleón Piazzolla.

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Venerdì, 20 Settembre 2019 15:29

Vademecum su come conservare il Parmigiano Reggiano

La formaggiera è morta? Vizi e virtù di un oggetto carico di mistero. Il Consorzio Parmigiano Reggiano propone un vademecum per la conservazione del Parmigiano Reggiano e consiglia ai consumatori di prestare attenzione al ristorante: se chiedi Parmigiano Reggiano è un tuo diritto avere l’autentico Re dei Formaggi!

 

A Cheese, il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha riflettuto sul ruolo che il mondo ho.re.ca. può avere nella promozione e nella comunicazione del valore del Re dei Formaggi e, più in generale, dei prodotti DOP.  

I dati - che erano stati anticipati a Terra Madre Salone del Gusto l’anno scorso - sono stati rielaborati ed approfonditi, fino a creare un vero e proprio “vademecum della formaggiera” che può essere utile a ristoratori e addetti ai lavori, ma anche ai consumatori che non sanno quale sia il modo migliore per gustare e conservare il prodotto grattugiato

In Italia, il canale ho.re.ca. incide per il 6-7% del mercato del Parmigiano Reggiano, pari complessivamente a 90.000 tonnellate. Secondo i dati forniti dagli organismi di vigilanza del Consorzio, riferiti a 620 visite - effettuate dagli ispettori del consorzio stesso - il 26% delle strutture ristorative dichiara l’utilizzo di Parmigiano Reggiano nel proprio esercizio. Al contempo, secondo una recente indagine Ipsos  (campione di 1.000 interviste), il 60% dei clienti di ristoranti chiede di poter avere al proprio tavolo Parmigiano Reggiano.

«Proprio dal confronto tra i dati emerge quello che noi abbiamo definito il ‘dilemma della formaggiera’ - afferma il Presidente Nicola Bertinelli -. A fronte di una richiesta di Parmigiano Reggiano nel caso del 60% dei clienti, solo il 26% dei ristoranti dichiara di averlo in carta. Questo significa che almeno 2 formaggiere su 3 non contengono Parmigiano Reggiano: bisognerebbe poi verificare se il formaggio dichiarato come Parmigiano Reggiano dai ristoratori sia effettivamente il Re dei Formaggi».

Eugenio Signoroni, curatore della Guida “Osterie d’Italia” edita da Slow Food, ha una posizione ben definita sul tema: «La formaggiera è un modo certamente comodo per portare il formaggio grattugiato a tavola, ma è il modo peggiore se lo si vuole valorizzare e se si vuole fare un servizio al cliente. Un ristorante attento e realmente interessato a proporre al suo cliente il meglio, dovrebbe portare al suo ospite un pezzo di formaggio a tavola con una grattugia e poi, o dovrebbe occuparsi di grattare direttamente il formaggio sul piatto, o dovrebbe trovare un modo per lasciarlo fare a lui. Solo così si ha la certezza di ciò che viene servito e si è sicuri della freschezza del prodotto. Infine, solo così si riesce a limitare lo spreco. Questa giusta battaglia mi ricorda molto quella contro la presenza di oliere rabboccabili in tavola che, pur vietate dalla legge, sono troppo spesso presenti nei ristoranti italiani». 

Dietro il “dilemma della formaggiera” si nasconde quindi il tema della trasparenza e della corrispondenza tra quanto i ristoratori dichiarano nel menu e quanto viene effettivamente usato in cucina come ingrediente o portato in tavola per arricchire di gusto i piatti. 

Per il Consorzio, la soluzione passa attraverso tre azioni. La prima è rappresentata da un maggior numero di controlli sulle attività ristorative: i Consorzi devono essere affiancati e sostenuti in questo dalle Istituzioni, perché da soli non hanno le risorse, per via delle dimensioni del settore, per svolgere in modo esclusivo questa attività di vigilanza. La seconda strada è rappresentata da un’attività di sensibilizzazione e formazione focalizzata sulle imprese ristorative. Il terzo cardine suggerito dal Consorzio del Parmigiano Reggiano è rappresentato dal consumatore: «È il nostro primo e più forte alleato: dobbiamo coinvolgerlo nell’azione di controllo, sensibilizzandolo a esigere che il formaggio che gli viene servito a tavola sia effettivamente il Parmigiano Reggiano che ha richiesto» conclude il Presidente Nicola Bertinelli.

 

IL VADEMECUM DELLA FORMAGGIERA

 

  1. Parmigiano NON è un nome generico. L’unico “parmigiano” è il Parmigiano Reggiano. 

Vi porto il parmigiano?” Molte volte dietro a questa semplice richiesta si cela un malinteso. Sovente nella dialettica comune il termine “parmigiano” è associato, a torto, a qualsiasi formaggio atto a essere grattugiato e utilizzato come ingrediente, soprattutto sulla pasta. Per tale ragione il cliente di un ristorante può chiedere al gestore se si tratta realmente di Parmigiano Reggiano e ha la facoltà (a norma di legge) di farsi mostrare la confezione del prodotto. Questo nel rispetto delle regole, ma soprattutto del cliente. Ciò vale anche per il termine “parmesan” che si trova nella traduzione dei menu. Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2008, nel territorio dell’Unione Europea, l’unico formaggio che può essere denominato parmesan è infatti l’autentico Parmigiano Reggiano. 

 

  1. Parmigiano Reggiano grattugiato: dai 24 mesi esprime la completezza sensoriale che lo rende unico.

Per ottenere il meglio dal punto di vista sensoriale è importante che il Parmigiano Reggiano scelto per essere grattugiato sia almeno di 24 mesi. È dopo due anni di stagionatura che inizia ad esprimere a pieno le sue caratteristiche di complessità aromatica ma soprattutto di solubilità. È infatti questa peculiarità che lo rende un ingrediente unico. I processi di maturazione legati alla lunga stagionatura rendono tra l’altro il Parmigiano Reggiano più digeribile oltre che più solubile. 

 

  1. I tre nemici del grattugiato: aria, luce, calore

Sono tre i fattori che deteriorano i parametri sensoriali del Parmigiano Reggiano grattugiato: l’aria, la luce e la temperatura eccessiva. Per tale ragione è fondamentale che la cura del Parmigiano Reggiano contenuto nella formaggiera sia massima. Un grattugiato, anche di buona qualità, che sosta troppo tempo all’interno della formaggiera tenderà a perdere aroma, asciugarsi, ossidarsi, irrancidirsi e a fornire quindi un’esperienza gustativa non ottimale, se non addirittura negativa.

 

  1. Le buone norme per un grattugiato sempre al top

Grazie alla sua struttura e al basso contenuto di acqua, il Parmigiano Reggiano è uno fra i migliori formaggi destinati alla lunga conservazione. La sua capacità di durare nel tempo è una caratteristica peculiare che ha contribuito alla sua fama nei secoli. Il Parmigiano Reggiano (grattugiato o a pezzi), deve essere conservato in frigorifero a una temperatura che va circa dai 4 agli 8 gradi. Il Parmigiano Reggiano mantiene intatte le sue caratteristiche organolettiche se conservato ad un livello di umidità ottimale (in un refrigeratore ventilato il formaggio tende a seccare) e lontano da altri cibi (la parte grassa del formaggio tende ad assorbire gli altri odori presenti nel frigorifero). È consigliato quindi l’utilizzo di contenitori in vetro o in plastica. Un’altra soluzione pratica consiste nell’avvolgere il Parmigiano Reggiano in pellicole ad uso alimentare. In questo modo il Parmigiano Reggiano può essere conservato a lungo ricordando di controllare periodicamente che non si alterino le condizioni di mantenimento. Si consiglia di non congelare mai il formaggio.

 

  1. C’è solo una cosa migliore del Parmigiano Reggiano grattugiato: il Parmigiano Reggiano da grattugiare fresco 

Se sono rispettati gli accorgimenti al punto precedente, il Parmigiano Reggiano grattugiato permetterà di arricchire di gusto e sapori ogni pietanza. Ma è indubbio che una grattugiata fresca al momento ci permette di coglierne a pieno tutta la gamma aromatica, specie per quanto concerne i sentori più volatili. La grattugiata “al momento" permette anche e soprattutto di minimizzare, se non azzerare, gli sprechi poiché non si grattugia più di quanto strettamente necessario. In termini economici e temporali l’adozione della grattugiata diretta potrebbe quindi rivelarsi una scelta vincente, che denota una qualità del servizio di altissimo livello e che conferisce la giusta dignità al Parmigiano Reggiano.  A pensarci bene, accetteremmo che ci fosse portato in tavola un vino d’annata già aperto e versato nei bicchieri, oppure che un tartufo ci fosse servito già affettato?

 

 

 

 

 

L’appuntamento con i walking tour che abbinano l’alta cucina e la buona musica alla scoperta degli angoli verdi di Parma è per venerdì 13 settembre: si parte da Palazzo Bossi Bocchi, con tappe a Palazzo Soragna e Palazzo Pallavicino. Nel corso della serata previste la visita al Museo della Fondazione Cariparma e tour guidati a cura dei volontari del FAI di Parma. Parma Quality Restaurants e Teatro Regio di Parma - Verdi Off avranno la curatela gastronomica e musicale dell’evento.

12 Settembre 2019 -

Si apre venerdì 13 settembre, alle h 19:00, una nuova edizione di “Giardini Gourmet”: il progetto di valorizzazione del verde cittadino in chiave culturale, che coniuga alta cucina e musica d’autore. Nato da un’idea della paesaggista ed esperta di botanica Angela Zaffignani, “Giardini Gourmet” si inserisce armoniosamente nel programma di “Settembre Gastronomico”, sotto l’egida di Comune di Parma e Fondazione Parma UNESCO Creative City of Gastronomy, con la regia di Parma Alimentare e “Parma, io ci sto!”.

Per “Giardini Gourmet” è un ritorno alle origini, alla formula del walking tour: la opening night di venerdì - che è già sold out - toccherà infatti tre distinti giardini, il giardino di Palazzo Bossi Bocchi, il giardino di Palazzo Soragna e il Cortile d’Onore di Palazzo Pallavicino. Una novità importante è rappresentata, invece, dalla collaborazione con il FAI - Fondo Ambiente Italiano di Parma, che con gli organizzatori di “Giardini Gourmet” condivide la missione di tutelare e valorizzare il patrimonio d'arte e natura italiano. Un altro elemento di continuità, nonché garanzia di successo della formula di “Giardini Gourmet”, è la curatela gastronomica di Parma Quality Restaurants: il menu della serata, articolato in aperitivo, primo e secondo piatto, dessert, sarà un omaggio alle filiere della Food Valley parmense, con un focus particolare su Prosciutto di Parma DOP, Parmigiano Reggiano DOP, pomodoro e pasta. Le proposte culinarie oscilleranno tra tradizione e ispirazione contemporanea.

La serata di “Giardini Gourmet” di venerdì 13 settembre muoverà alle h 19:00 da Palazzo Bossi Bocchi, dimora prima legata al nome dei Ferrari - la famiglia di personalità illustri come Francesco Antonio, barone e consigliere intimo di Maria Luigia, e Andrea, generale costretto alla fuga dai rivoltosi nel 1831, durante i moti carbonari -, poi ai Meli Lupi, infine ai Bocchi, con Carlo che sposò Claudia Bossi: di qui il nome del palazzo. Palazzo Bossi Bocchi ospita oggi la Fondazione Cariparma, con il suo Museo che custodisce importanti testimonianze dell’attività artistica parmigiana dal Seicento al Novecento. Agli ospiti di “Giardini Gourmet” verrà offerta l’opportunità di visitare proprio il Museo della Fondazione.

La serata “Giardini Gourmet” proseguirà poi a Palazzo Soragna, in passato rifugio cittadino del principe Guido IV Meli Lupi e oggi sede dell’Unione Parmense degli Industriali: nello spazio verde del giardino spiccano un olmo dalla chioma principesca, un prorompente gelsomino, abeti, mirti, oleandri e, nella stagione della fioritura, splendide rose rosse. I volontari del FAI di Parma accompagneranno gli ospiti in un tour alla scoperta di Palazzo Soragna. Spazio anche alla musica, in collaborazione con il Teatro Regio di Parma - Verdi Off: la sosta gourmet a Palazzo Soragna sarà allietata dal duo violino e violoncello Valeria Francia e Sabrina Giovanardi, che eseguirà musiche di Bach, Vivaldi e Corelli.

La serata vivrà la sua tappa conclusiva a Palazzo Pallavicino, fiorito in tutta la sua bellezza - dalle finestre diseguali ai soffitti lignei, passando per le stanze ornate di stucchi e il salottino decorato a cineseria - nel Seicento, ad opera di Alfonso Pallavicino. Secondo la leggenda, proprio il cortile barocco vide risolversi pacificamente - con un brindisi offerto alla folla dalla marchesa Leopoldina - un tentativo di rivolta antiborbonica. Grazie alla gentile concessione della Marchesa Gabriella Pallavicino, foodie e turisti in visita a Parma per “Giardini Gourmet” avranno l’opportunità unica di ammirare il Cortile d’Onore e il notevole scalone a tre rampe, arricchito da statue, nicchie e affreschi sulla volta, che dà accesso al Piano Nobile. La visita sarà curata da volontari del FAI di Parma. Dalle h 21:30 è previsto un momento di intrattenimento musicale, a cura di Teatro Regio di Parma - Verdi Off, con musiche di Piovani, Ortolani e Bernstein.

La firma gastronomico sulla serata “Giardini Gourmet” sarà, in rappresentanza di Parma Quality Restaurants, degli chef Mauro Rossi e Michele Buia, Trattoria il Cortile, e di chef Andrea Nizzi, Ristorante 12 Monaci.

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Martedì 3 settembre è andata in scena la tanto attesa “Cena dei Mille”. Tra gusto, collaborazione e condivisione, l’evento ha incantato ancora una volta i presenti e portato a termine il suo obiettivo: 20.000 euro donati all’Emporio Solidale di Parma.

Articolo e Foto di Chiara Marando –

04 Settembre 2019 -

Un lavoro corale, un gioco di squadra portato avanti per realizzare e rendere concreta la cena che si può considerare da record: una tavolata di 500 metri lungo Via della Repubblica, nel centro di Parma, con 1000 persone a sedere.

La Cena dei Mille è stata protagonista in una splendida serata di fine estate. Un evento tanto atteso che non ha deluso le aspettative proprio perché frutto di volontà, passione e collaborazione. Un appuntamento che è riuscito a coniugare il fascino di un contesto storico/cittadino con il gusto e la solidarietà. Già, perché il ricavato, un totale di 20.000 euro, è stato donato in favore dell’Emporio Solidale di Parma, solida realtà dell’associazionismo parmense che nel 2018, attraverso lo strumento della spesa gratuita, ha aiutato 1.070 nuclei familiari, per un totale di oltre 3.000 persone.

“Questa serata ha fatto bene due volte – ha spiegato l’Assessore Cristiano Casafa bene al territorio, perché l’obiettivo era quello di valorizzare il tanto che di buono ed eccellente abbiamo dal punto di vista gastronomico, ma fa bene anche e soprattutto per ciò che riguarda la solidarietà e il raggiungere questo traguardo insieme”.

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Tutti insieme quindi, istituzioni, aziende del territorio e chef.

Sì, i cuochi, veri artefici di questa “impresa” culinaria. A loro, e a chi si è occupato di servizio e accoglienza, va un vero e proprio applauso.

Più in dettaglio, giusto per dare qualche numero e rendere maggiormente l’idea del movimento tra cucina e tavolata, la “Cena dei Mille” ha visto impegnati 60 chef, in rappresentanza di Parma Quality Restaurants e ChefToChef Emilia-Romagna Cuochi, 60 addetti al servizio e 33 sommelier AIS. Guest star d’eccezione, responsabile del golosissimo e profumato dolce servito al termine della cena, il tristellato Norbert Niederkofler. Insieme a loro, altri grandi interpreti dell’alta cucina italiana quali Andrea Incerti Vezzani, Isa Mazzocchi, Daniele Repetti e Massimo Spigaroli.

Ecco quindi i piatti che hanno reso ancora più piacevole questa gustosa esperienza.

L’antipasto, firmato da ChefToChef Emilia-Romagna Cuochi: “Millefoglie di Pisarei, Cremoso di Parmigiano Reggiano DOP, Perle di Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP", un racconto del gusto tra le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

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Primo e secondo piatto hanno celebrato Parma: “Novecento”, ovvero Gnocco di patata impreziosito da ragù di fiume, crema di latte con erbe dell’orto e piccole verdure alle alici e cereali; “Tornando a Parma”, Filetto di maiale accompagnato da biete e anolini in cromie di pomodoro, spinaci e zucca.

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Infine il dolce, l’interpretazione che lo chef Niederkofler ha voluto dare al classico “Buchteln”, arricchito con spuma di albicocca e scenografici pop corn di yogurt. Una vera delizia.

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“Questa serata non rappresenta solo una fantastica iniziativa, ma il risultato di un grande lavoro svolto tutti insieme e un omaggio alla Food Valley nella sua eccellenza – ha commentato Norbert NiederkoflerParma per me vuol dire pelle d’oca perché mi ricorda un grande momento, è qui che ho ricevuto la terza stella Michelin ed è qui che ho vissuto questa emozione unica. Per noi è stato un modo di portare un messaggio ai giovani, quello che anche con la cucina del territorio si può arrivare al massimo. La nostra filosofia “Cook the mountain” vuole fare proprio ciò – e conclude - Questa sera per me è un piacere altrettanto grande poter essere qui e prendere parte a un evento così unico”.

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E proprio a Norbert Niederkofler la città di Parma ha voluto donare un premio, il riconoscimento “Parma UNESCO Creative City of Gastronomy”. Questa la motivazione: “Abbiamo deciso di assegnare a Norbert Niederkofler il riconoscimento Parma Città Creativa UNESCO della Gastronomia perché lo consideriamo l'emblema del cuoco moderno, inteso come cuoco pensante: una figura che, al talento e alla maestria in cucina, abbini l'etica del lavoro, il rispetto per un territorio, le sue tradizioni, e l'ambiente. Nel caso di chef Niederkofler, estetica, etica e gastronomia trovano una mirabile sintesi nel principio "Cook The Mountain": perché solo rispettando la cultura, le tradizioni e l'ambiente che ci circondano, è possibile fare alta cucina. Un messaggio di attualità e dalla grande valenza per i giovani che si affacciano ora alla professione di cuoco”.

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Sabato 7 e domenica 8 settembre 2019, per il sesto anno consecutivo, a Rivalta di Lesignano de’ Bagni (Parma) si rinnoverà l’appuntamento che riunisce gli agricoltori e gli allevatori custodi di antiche cultivar vegetali e razze animali diffuse in Emilia Romagna, Toscana e Liguria. Il Festival sarà arricchito quest’anno dalla quarta edizione della mostra-mercato dell’antico pomodoro Riccio di Parma, presentata insieme agli agricoltori custodi che lo coltivano e raccolgono ancora come una volta. Ingresso gratuito

Parma -

Il Rural Festival è ormai alle porte. Un intero weekend - sabato 7 e domenica 8 settembre 2019 - all’Agricola Rosa dell’Angelo, a Rivalta di Lesignano De’ Bagni (Parma), dedicato alla biodiversità agricola di Emilia Romagna, Toscana e Liguria. Una grande festa all’aria aperta che si trasforma annualmente in un’occasione imperdibile per grandi e piccini, che hanno l’occasione di toccare con mano la “biodiversità agricola”. E’ qui che per il sesto anno consecutivo si raduneranno gli agricoltori e allevatori custodi delle tre regioni coinvolte nel progetto Rural per far conoscere il frutto del proprio operato, silenzioso e paziente, guidato da tanta passione. Passeggiare al Rural Festival significa incontrare la biodiversità nei loro volti e nelle loro storie, riscoprendone e assaporandone il gusto autentico. Si tratta di piccole realtà che hanno scelto di produrre meno e meglio, rispettando i ritmi della natura, per salvare e valorizzare le tante identità territoriali in nome della biodiversità, nell’ottica di scelte consapevoli per noi e per l’ambiente. Facendosi portavoce del motto “tornare indietro per andare avanti e guardare al futuro”.

Siamo nel cuore della Food Valley parmense, in un territorio collinare caratterizzato da verde, boschi di querce, calanchi e vulcanelli di fango, eletto a riserva MaB Unesco. Ed è qui, in occasione del Festival, che verrà ospitata la quarta edizione della mostra-mercato del pomodoro Riccio di Parma, un’antica varietà coltivata fino agli anni Cinquanta nelle terre rosse della Pedemontana parmense, poi sostituita da pomodori più adatti alla lavorazione industriale, relegando così il Riccio agli orti privati per il suo consumo fresco o per la conserva casalinga. Ma che grazie agli agricoltori custodi del pomodoro Riccio, è salvo: sono quattro oggi le aziende agricole che lo seminano, coltivano e raccolgono a mano come una volta in regime di agricoltura biologica: la Centrale della Frutta di Traversetolo, Colla di Corcagnano, La Torre di Pilastro di Langhirano e Zavabio di Mamiano, a disposizione per spiegare e raccontare tante curiosità. 

I produttori presenti al Festival– alcuni per la prima volta - sono una quarantina e negli stand gastronomici presenteranno materie prime e prodotti di biodiversità, come prosciutto di maiale Nero, arrosticini di pecora Cornigliese, carne fresca di Cinta Senese e Chianina, pane di grano del Miracolo e Marocca di Casola, polenta Formenton Ottofile Garfagnana, testaroli della Lunigiana al farro, pomodoro Riccio di Parma, pasta fresca emiliana con uova di gallina Romagnola, Tortél Dóls con mostarda di frutti antichi, torta di patata Quarantina Bianca, fungo di Borgotaro, zucca violina, erbe selvatiche, ortaggi liguri, cipolla Borettana e di Treschietto, fagiolo Zolfino al coccio, marroni di Campora, olio di Olivastra Seggianese, latte fresco di asina e di vacca Grigia dell’Appennino, formaggi unici di razze bovine e ovine, marmellata di prugna Zucchella, caffè di orzo Leonessa, miele biologico, sidro di mele di montagna, uve e vini da rari e antichi vitigni e tanto altro. 

Non mancheranno gli animali di antiche razze, tanto amate dai bambini: dal maiale Nero alla pecora Cornigliese, dall’asino Romagnolo al cavallo Bardigiano, dal vitello di bovina Grigia d’Appennino, Bardigiana e Bianca, al tacchino di Parma e Piacenza. E ancora gallina, oca e anatra Romagnole e colombo Occhialone di Parma.

Tutt’attorno cultivar di varietà rare, messe a dimora per arricchire il patrimonio vegetale già presente, come gli ulivi, "figli" di quello secolare di Mulazzano, o la vigna-catalogo di antiche cultivar del territorio. Ci saranno inoltre un’esposizione di frutti antichi realizzata dall’esperto di biodiversità Enzo Melegari e una dedicata al baco da seta

Il ritorno al passato è rappresentato anche da una particolarità: il canapaio di canapa Sativa. Una coltura fondamentale nei tempi passati, resistente, ecologica ed eterna, dagli innumerevoli utilizzi sia in campo tessile che in campo alimentare. Quest’anno si potrà conoscere il processo produttivo della canapa attraverso i racconti e i manufatti realizzati dalla signora Franca e dalla signora Ebe che con il suo piccolo telaio mostrerà la tessitura della canapa. Entrambe racconteranno aneddoti e ricordi. Ci sarà poi la possibilità di conoscere l’olio di canapa, ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi, ottenuto da un’azienda agricola piacentina che coltiva e produce i propri prodotti.

Vicino al canapaio quest’anno ci sarà anche una sorta di labirinto dedicato al mais: frutto di un progetto in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza. Sono state recuperate una trentina di varietà antiche, coltivate fino alla seconda guerra mondiale in Emilia Romagna. Prima dell’avvento degli ibridi americani, si adattavano ai diversi contesti ambientali, fino alla collina e alla montagna, non come oggi che il mais lo si coltiva solo in pianura. Qualche esempio del parmense? Il Turco di Borgo Val di Taro, il Ferragostano di Albareto, il Piacentino o Nostrano di Salsomaggiore e Nostrano emiliano di Talignano di Sala. Diverse varietà del forlivese, altre da Reggio Emilia, Piacenza, Modena e Ravenna.

Protagonisti della campagna rurale e del Festival sono poi i modelli di trattori d’epoca Landini e Lamborghini prodotti tra gli anni Trenta e Cinquanta sapientemente restaurati, che verranno messi in moto da esperti motoristi per la gioia dei più piccoli ma anche di adulti appassionati.

Entrambi i giorni saranno arricchiti da appuntamenti dedicati all’approfondimento della biodiversità con esperti e guide escursionistiche.

Gli ingredienti per trascorrere due giorni festosi nel segno della biodiversità agricola e della convivialità, passeggiando e perdendosi tra i grandi spazi del parco protetto, ci sono tutti. Appuntamento quindi a Rivalta di Lesignano de’ Bagni, anche in caso di maltempo (i banchi espositivi e tante postazioni sono al coperto), per incontrare volti, storie e prodotti protagonisti del progetto Rural. Una mostra-mercato ma soprattutto un'esperienza da vivere unica, di cultura gastronomica e rurale, negli spazi della riserva naturale del parco protetto, dove uomo e natura convivono naturalmente. Orario: dalle 10 alle 21, ingresso gratuito. 

 

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Parma trionfa a Capurso nella settima edizione di "Sindaci ai fornelli"! Il Sindaco Pizzarotti ha vinto la sfida tra primi cittadini ai fornelli con "Miseria e Nobiltà" primo piatto con la fantasia della città creativa Unesco per la gastronomia.

Parma, 3 settembre 2019

A poche ore dall'avvio del Settembre Gastronomico e in vista della Cena dei Mille, Federico Pizzarotti, ha raccolto il guanto di sfida di Capurso, comune pugliese che da 7 anni promuove "Sindaci ai fornelli".

Nella singolare gara di cucina Pizzarotti e Antonello Denuzzo (primo cittadino di Francavilla Fontana) hanno trionfato con un primo piatto a base di capunti, polpettine, peperoni, pesto di pomodoro piccante, feta e chips di patata dolce, ingredienti trovati in una mistery box ed assemblati al momento cui è stato dato il titolo di "Miseria e Nobiltà".

La singolare gara di cucina è ideata e diretta dal giornalista e gastronomo Sandro Romano e organizzata dal Comune di Capurso e da Rp Consulting, agenzia di mar-keting, comunicazione ed eventi, con il patrocinio della Città Metropolitana di Bari e dell’Anci e con il sostegno della Camera di Commercio di Bari, sotto l’egida del network Mordi la Puglia e dell’Accademia Italiana Gastronomia e Gastrosofia.      

La ricca pasta preparata dai sindaci di Parma e Francavilla ha conquistato la giuria, composta da personalità di alto profilo del mondo imprenditoriale e gastronomico pugliese.  

Alla fine, applausi per tutti i sindaci e a  tutti gli chef che hanno fatto da tutor ai cuochi con la fascia tricolore.

"Il nostro obiettivo è quello di promuovere i prodotti della nostra terra e l’enogastronomia di qualità, di cui la Puglia è grande protagonista nel panorama nazionale”, ha sottolineato il direttore artistico dell’evento, Sandro Romano. “I sindaci sono i più fieri rappresentanti del territorio e chi meglio di loro, dunque, può lanciare questo messaggio”.

“Ringrazio i colleghi Sindaci per aver accettato il nostro invito”, aggiunge il sindaco di Capurso, Francesco Crudele. “Un sentito ringraziamento va a Federico Pizzarotti e Giovanni Bontempi, i due colleghi arrivati da fuori regione, che si sono messi simpaticamente in gioco dietro i fornelli. Questa è una manifestazione ludica, ma ha alla base un messaggio forte di promozione del nostro territorio attraverso l’enogastronomia. Il turismo non può prescindere dalla cucina, che è un segno distintivo della nostra Puglia e dell'Italia intera”.

Il Sindaco Pizzarotti ha fatto quindi ritorno a Parma con l'ambito Sindaco/Cuoco di terracotta trofeo della manifestazione pronto a sedersi, stasera, capotavola della suggestiva Cena dei Mille che porterà nel cuore di Parma la creatività della brigata di cuochi nostrani di Parma Quality Restaurants e il dolce preparato dallo chef stellato Norbert Niederkofler.

La capitale della Food Valley si prepara ad accogliere la terza edizione del Pastaria Festival il 27 settembre, dedicato alla pasta e ai produttori: l’occasione per immergersi nel mondo di spaghetti e affini imparando a tirare la pasta, a preparare i tortelli e gli anolini, a creare sughi perfetti con i prodotti locali, tra cooking class con chef di Parma, esplorazioni del territorio, visite al Museo della Pasta. 

Parma 7 agosto 2019

Lunga o corta, liscia o rigata, all’uovo o secca, industriale o artigianale: la pasta è nel dna degli italiani. Se il culto dello spaghetto fosse la nostra religione nazionale – e in un certo senso, laicamente, lo è – San Pietro si troverebbe a Parma. Sono tanti i luoghi che rivendicano un legame speciale con la pasta, ma è lei, la capitale della Food Valley e Città creativa Unesco per la Gastronomia, il vero baricentro della produzione.

Una visita a Parma e dintorni permette di addentrarsi in un territorio votato alla pasta in tutte le sue forme, misure, particolarità. Soprattutto se si sceglie l’inizio dell’autunno: venerdì 27 settembre la città ospiterà il Pastaria Festival 2019, l’evento gratuito dedicato all’aggiornamento professionale nel ramo della pasta organizzato dalla rivista Pastaria in collaborazione con associazioni, università, ordini professionali, aziende ed esperti. Tra convegni, workshop, laboratori e presentazioni, il festival è un vero punto di riferimento per tutto il settore.

Un pellegrinaggio nella terra della pasta parte dal Museo ad essa dedicato, a Collecchio, nel cuore del parmense. Bontà e bellezza vanno decisamente d’accordo, perché per raccontare la regina della tavola italiana è stato scelto un luogo come la Corte di Giarola, splendido complesso monastico sulle sponde del Taro, punto di passaggio della via Francigena. I visitatori viaggiano nel tempo, dalla preistoria ai giorni nostri, fino a scoprire le tecnologie produttive più moderne. Il Museo della Pasta condivide la location con il Museo del Pomodoro: una scelta molto saggia, se si pensa all’alchimia speciale che si crea tra questi due prodotti. Già nel 1913 Antonio Bizzozero, pioniere della modernizzazione dell’agricoltura parmense, dichiarava: «state pur certi che i maccheroni al sugo con pomidoro, col relativo condimento di burro di pura panna e Parmigiano stravecchio, diverranno due istituzioni mondiali». Panna a parte, la profezia si è avverata.

La pasta è di casa a Parma, ma appartiene a tutti coloro che la amano, italiani e non. È una tradizione fatta di gesti antichi che si tramandano ancora – imparare a tirare la pasta è un must – e di ricette legate a doppio filo al territorio. Per scoprire questo patrimonio è il caso di “mettere le mani in pasta” e imparare dai maestri legati a Parma City of Gastronomy.

Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 16 alle 18, si entra in cucina per apprendere i segreti della pasta con Tasty Cook di Maestro Travel Experience. Uno chef locale anima una lezione di gruppo – da 1 a 12 persone – in italiano e inglese, preparando ricette tipiche del territorio come i tortelli d’erbetta, la pasta ripiena con ricotta e bietole, le tagliatelle fresche. Prima si cucina insieme, poi si cuoce, si mette in tavola e infine si degusta, accompagnando i piatti con ottimo vino locale. Si torna a casa con un ricordo meraviglioso, tante ricette da riproporre agli amici e un grembiule in omaggio.

Tra le esperienze che si possono vivere a Parma anche un’immersione nel regno della pasta senza glutine e dei prodotti adatti a diete particolari: ci pensa una food blogger come Ilaria Bertinelli, vera autorità in materia. Cresciuta in una famiglia di imprenditori e produttori di formaggio Parmigiano Reggiano, è impegnata in prima persona nella diffusione di corsi di cucina gluten free e nell’elaborazione di menù bilanciati realizzati con materie prime locali e dop con l’azienda di servizi Interconsul. Ogni giorno, su prenotazione, può organizzare cooking class in italiano e inglese per piccoli gruppi, da 1 a 6 persone, modulabili per quanto riguarda la durata. La lezione termina con una bella cena in compagnia.

A Parma il legame tra prodotti, artigiani del cibo e territorio è più forte che mai. Stefania Bertaccini, guida ambientale escursionistica, propone un’esperienza speciale dal punto di vista dell’incontro: apre la porta di casa sua e invita a cucinare con lei, creando un menù a scelta che sicuramente include la pasta fatta in casa. Segue la cena, il momento di condividere con la famiglia i frutti del proprio lavoro, assaporando l’atmosfera conviviale e calorosa di una casa parmigiana. Stefania Bertaccini inoltre propone un programma di esplorazioni del territorio, un viaggio nel gusto e nei prodotti, tra le filiere e i musei del cibo.

Infine, vale sicuramente la pena di bussare alle porte della Commanderia del Gusto, sui colli di Fidenza, B&B dove si organizzano degustazioni ed eventi, per seguire un corso di cucina. Dietro i fornelli, nei panni dell’insegnante, Ivana Brambilla, chef appassionata e narratrice, che tra una ricetta e l’altra racconta aneddoti, storie, curiosità e personaggi di Parma e provincia, trasformando ogni cooking class in un’esperienza davvero memorabile. Un’immersione nella “parmigianità” che segue il fil rouge di un menù particolare – ne sono proposti 3, legati alla storia del territorio, alla tradizione locale o alle specialità di stagione – ma si possono scegliere altri temi, con ricette vegetariane, menù di soli dolci e così via. Il tutto abbinabile a una degustazione di vini. L’esperienza si conclude, naturalmente, con una cena.

 

Per info: www.parmacityofgastronomy.it 

 

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