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Con i rialzi congiunturali di settembre (+2,1%), prosegue moderata la ripresa dei prezzi, ma i livelli restano sempre inferiori a quelli del 2015 ( -8,6%). 
L'indice core segnala una deflazione di fondo meno marcata (-7,1%).

I contenuti rialzi riscontrati nei prezzi agricoli nella seconda metà dell'anno proseguono anche nel mese di settembre. L'analisi dell'Indice dei prezzi agricoli Ismea, che si è attestato nel mese in esame a 111,8 (base 2010=100), ha infatti evidenziato un dato congiunturale di crescita moderata dei listini (+2,1% rispetto ad agosto).

Tuttavia il confronto su base annua mostra ancora un calo significativo (-8,6%): infatti a settembre 2015 l'indice aveva registrato un picco dei prezzi agricoli e di conseguenza il confronto risulta sfavorevole. La dinamica ribassista è stata più marcata per i prodotti delle coltivazioni (-13,0%), mentre i prezzi dei prodotti zootecnici hanno mostrato una migliore tenuta (-3,6%).

L'andamento ribassista appare meno marcato secondo l'Indice core (-7,1%). Questo indicatore, elaborato dall'Ismea escludendo le componenti più stagionali e con quotazioni più variabili, quali frutta e ortaggi, ha infatti il vantaggio di cogliere la tendenza di fondo dei prezzi agricoli, smussando eventuali picchi positivi e negativi.

Resta comunque evidente il prosieguo della tendenza deflativa nonostante i rialzi congiunturali del secondo semestre dell'anno.
La flessione dei prezzi all'origine si riflette sui prezzi al consumo di beni alimentari e bevande (inclusi alcolici): si è arrestata la crescita propulsiva dei prezzi degli alimentari non lavorati, ora pari allo 0,4%, mentre i prezzi della componente dei prodotti lavorati hanno riportato una variazione deflativa (-0,1%) (dati provvisori Istat settembre, indice FOODXT).

Tornando ai prezzi all'origine, Il dato tendenziale per i prezzi delle coltivazioni riflette dinamiche eterogenee dei vari segmenti produttivi. Continuano i forti cali nelle quotazioni dei cereali (-18,5%). Andamento ribassista anche per olii e grassi vegetali (-25,0%), con il prezzo dell'olio extra vergine d'oliva che perde 28,3 punti percentuali.

Tra i prodotti più stagionali, calano gli ortivi, per quasi tutte le tipologie di prodotto (melanzane, pomodori, insalate, legumi, patate, radici) ad eccezione delle zucchine (+8,0%).
Positivo invece il confronto annuo per le colture industriali (+8,0%, di riflesso alla risalita del prezzo dei tabacchi), e per i semi oleosi (le quotazioni della soia crescono del 5,6% su base annua).
Relativamente alla frutta (+11,1% annuo), spiccano a settembre per rialzi nelle quotazioni i limoni, il cui prezzo è più che raddoppiato rispetto all'anno scorso (+157%), e la frutta a guscio (+14,9%).

L'analisi congiunturale indica che le variazioni più significative si registrano nei listini dei prodotti frutticoli (+6,4%), dei semi oleosi (-5,1%), e dei cereali (-4,6%).
Per il comparto zootecnico la tendenza risulta meno deflativa, beneficiando di una congiuntura relativamente favorevole al settore (+3,3% rispetto ad agosto). Scende il prezzo del bestiame vivo (-2,2%) per effetto di un generalizzato calo nelle quotazioni di bovini, cunicoli, ovi-caprini e volatili; il suino è l'unico allevamento a distinguersi per una crescita tendenziale del prezzo dell'animale (+13,0%). Relativamente ai prodotti lattiero-caseari, il calo delle quotazioni di 3,2 punti percentuali su base annua traduce i ribassi dei prezzi del latte (-9,0%) e dei formaggi molli, semiduri e fusi, non appieno compensati dalla risalita delle quotazioni del burro (+41,2% la variazione annua, sospinta da un rialzo congiunturale del +21,9%). I prezzi delle uova, anche a settembre, restano stabili su livelli inferiori di circa 20 punti percentuali rispetto a quelli del 2015.

La ripresa congiunturale fa sì che migliori la variazione acquisita dei prezzi agricoli per l'intero 2016: il confronto con il dato medio del 2015 passa dal -7,1% registrato nel mese di agosto al -6,4% di settembre. Migliora leggermente anche la variazione acquisita calcolata per l'Indice "core", passata al -6,8%, dal -7,4% di agosto.

(Fonte Ismea 10 ottobre 2016)

Pubblicato in Agroalimentare Emilia
Domenica, 04 Settembre 2016 15:17

c.a.s.e.a.SOMMARIO Anno 15 - n° 35 04 settembre 2016

Editoriale: Polvere di stelle e Raggi di luna."Lactalis il peggior pagatore in Italia. Cereali e dintorni, dalla Francia notizie non positive. Grandi vignaioli per ogni stagione. Agricoltura settore trainante ma... Pomodoro, il punto a metà campagna. Emilia Romagna: 11 milioni di euro per l'energia verde.

SOMMARIO Anno 15 - n° 35 04 settembre 2016 (allegato il formato scaricabile pdf)
1.1 editoriale Polvere di stelle e Raggi di luna
2.1 Lattiero Caseario Gran rimbalzo del latte e dei derivati.
3.1 mais e soia Mais & Soia: Record delle rese dei terreni negli USA
4.1 latte Informatore agrario: "Lactalis in Italia peggior pagatore non c'é" ma i loro prodotti made in Italy sono venduti al doppio rispetto agli altri
4.2 turismo digitale Turismo digitale: sei viaggiatori su dieci interagiscono coi social
5.1 prezzi Agosto. La dinamica congiunturale dei prezzi rilevati a Piacenza
6.1 cereali Cereali e dintorni. Si ritorna ai fondamentali.
7.1 cereali Cereali e dintorni. Dalla Francia notizie non positive per il grano.
8.1 vendemmia 2016 Grandi vignaioli per ogni stagione.
10,1 agricoltura Agricoltura settore trainante dell'economia, ma gli agricoltori non guadagnano
10.2 cooperazione agricola Confcooperative, «Nuovo contratto nazionale sostiene reddito lavoratori»
11.1 pomodoro Pomodoro Nord Italia. Il punto a metà campagna.
12,1 energia verde Emilia Romagna: 11 milioni di euro per l'energia verde.
13.1 promozioni "vino" e partners
14.1 promozioni "birra" e partners

Cibus-35-4set16-COP

 

L'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), calcolato nel mese di agosto 2016 registra una variazione pari al -0,2% su base tendenziale e 0,3% su base congiunturale. Dati provvisori.

La dinamica congiunturale

Dati-mese-PC

I dati del mese con riferimento a ciascun capitolo e le variazioni più significative per divisioni di spesa:
1 - Prodotti alimentari e bevande analcoliche La divisione di spesa registra una variazione mensile pari a 0,6%.
Risultano in aumento:
Frutta +5,1% / Acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta e verdura +0,6% / Zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolciumi +0,5% / Vegetali +0,4% / Pesci e prodotti ittici +0,2% /
Latte, formaggi e uova +0,2% / Carni +0,2%
Risultano in diminuzione:
Oli e grassi -0,3% / Caffè, tè e cacao -0,3% / Pane e cereali -0,1%
2 – Bevande alcoliche e tabacchi La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a 0,0%
Risultano in aumento
Birre +0,4%
Risultano in diminuzione
Alcolici -0,3%
3 – Abbigliamento e calzature La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a -0,3%
Risultano in aumento
(nessuno)
Risultano in diminuzione
Scarpe ed altre calzature -1,4% / Indumenti -0,1%
4 – Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a 0,1%
Risultano in aumento
Raccolta acque di scarico +1,6% / Fornitura acqua +1,6% / Altri servizi per l'abitazione n.a.c. +0,2%
Risultano in diminuzione
Gasolio per riscaldamento -3,3%
5 – Mobili, articoli e servizi per la casa La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a -0,2%
Risultano in aumento
Piccoli elettrodomestici +0,2% / Piccoli utensili ed accessori vari +0,1% / Cristalleria, stoviglie e utensili
domestici +0,1% / Beni non durevoli per la casa +0,1%
Risultano in diminuzione
Grandi apparecchi domestici elettrici e non -2,3%
6 – Servizi sanitari e spese per la salute La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a 0,0%
Risultano in aumento
Attrezzature ed apparecchi terapeutici +0,1%
Risultano in diminuzione
Altri prodotti medicali -0,3% / Prodotti farmaceutici -0,1%
7 – Trasporti La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a 1,0%
Risultano in aumento
Trasporto aereo passeggeri +19,7% / Trasporto marittimo e per vie d'acqua interne +16,0% / Trasporto
passeggeri su rotaia +1,0%
Risultano in diminuzione
Carburanti e lubrificanti per mezzi di trasporto privati -1,7% / Biciclette -1,2% / Automobili -0,1%
8 – Comunicazioni La Divisione di spesa ha registrato una variazione mensili pari a -0,1%
Risultano in aumento
(Nessuno)
Risultano in diminuzione
Apparecchi telefonici e telefax -0,1%
9 – Ricreazione, Spettacolo, Cultura La Divisione di spesa ha registrato una variazione mensile pari a 1,1%
Risultano in aumento
Pacchetti vacanza +10,3% / Servizi ricreativi e sportivi +0,9% / Animali domestici e relativi prodotti
+0,5% / Libri +0,2%
Risultano in diminuzione
Supporti di registrazione -9,9% / Giochi, giocattoli e hobby -2,8% / Articoli sportivi, per campeggio e
attività ricreative all'aperto -0,6% / Apparecchi di ricezione, registrazione e riproduzione di suoni e
immagini -0,3% / Apparecchi fotografici e cinematografici e strumenti ottici -0,2% / Apparecchi per il trattamento dell'informazione -0,1%
10 – Istruzione La Divisione di spesa ha registrato una variazione mensile pari a 0,0%
11 – Servizi ricettivi e di ristorazione La Divisione di spesa ha registrato una variazione mensile pari a 0,1%
Risultano in aumento
Servizi di alloggio +0,9%
Risultano in diminuzione
Ristoranti, bar e simili -0,1%
12 – Altri beni e servizi La Divisione di spesa ha registrato un variazione mensile pari a -0,1%
Risultano in aumento
Apparecchi elettrici per la cura della persona +0,2% / Altri servizi finanziari n.a.c. +0,1%
Risultano in diminuzione
Altri apparecchi non elettrici, articoli e prodotti per la cura della persona -0,8%

I dati e i comunicati relativi ai mesi precedenti sono consultabili sul sito:
 http://web2.comune.piacenza.it/commercio-artigianato/osservatorio-prezzi/  

In allegato il documento completo della CCIAA di Piacenza

 

Pubblicato in Economia Piacenza

L'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), calcolato nel mese di agosto 2016 registra una variazione pari al -0,2% su base tendenziale e 0,3% su base congiunturale. Dati provvisori.

La dinamica congiunturale

I dati del mese con riferimento a ciascun capitolo e le variazioni più significative per divisioni di spesa:

Dati-mese-PC

1 - Prodotti alimentari e bevande analcoliche La divisione di spesa registra una variazione mensile pari a 0,6%.

Risultano in aumento:

Frutta +5,1% / Acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta e verdura +0,6% / Zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolciumi +0,5% / Vegetali +0,4% / Pesci e prodotti ittici +0,2% /
Latte, formaggi e uova +0,2% / Carni +0,2%

Risultano in diminuzione:

Oli e grassi -0,3% / Caffè, tè e cacao -0,3% / Pane e cereali -0,1%


2 – Bevande alcoliche e tabacchi La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a 0,0%

Risultano in aumento

Birre +0,4%

Risultano in diminuzione

Alcolici -0,3%

 

3 – Abbigliamento e calzature La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a -0,3%

Risultano in aumento

(nessuno)

Risultano in diminuzione

Scarpe ed altre calzature -1,4% / Indumenti -0,1%

4 – Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a 0,1%

Risultano in aumento
Raccolta acque di scarico +1,6% / Fornitura acqua +1,6% / Altri servizi per l'abitazione n.a.c. +0,2%


Risultano in diminuzione
Gasolio per riscaldamento -3,3%

5 – Mobili, articoli e servizi per la casa La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a -0,2%

Risultano in aumento
Piccoli elettrodomestici +0,2% / Piccoli utensili ed accessori vari +0,1% / Cristalleria, stoviglie e utensili
domestici +0,1% / Beni non durevoli per la casa +0,1%

Risultano in diminuzione
Grandi apparecchi domestici elettrici e non -2,3%

6 – Servizi sanitari e spese per la salute La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a 0,0%

Risultano in aumento
Attrezzature ed apparecchi terapeutici +0,1%


Risultano in diminuzione
Altri prodotti medicali -0,3% / Prodotti farmaceutici -0,1%

7 – Trasporti La Divisione di spesa registra una variazione mensile pari a 1,0%

Risultano in aumento
Trasporto aereo passeggeri +19,7% / Trasporto marittimo e per vie d'acqua interne +16,0% / Trasporto
passeggeri su rotaia +1,0%

Risultano in diminuzione
Carburanti e lubrificanti per mezzi di trasporto privati -1,7% / Biciclette -1,2% / Automobili -0,1%

8 – Comunicazioni La Divisione di spesa ha registrato una variazione mensili pari a -0,1%

Risultano in aumento

(Nessuno)

Risultano in diminuzione
Apparecchi telefonici e telefax -0,1%

9 – Ricreazione, Spettacolo, Cultura La Divisione di spesa ha registrato una variazione mensile pari a 1,1%

Risultano in aumento
Pacchetti vacanza +10,3% / Servizi ricreativi e sportivi +0,9% / Animali domestici e relativi prodotti
+0,5% / Libri +0,2%

Risultano in diminuzione
Supporti di registrazione -9,9% / Giochi, giocattoli e hobby -2,8% / Articoli sportivi, per campeggio e
attività ricreative all'aperto -0,6% / Apparecchi di ricezione, registrazione e riproduzione di suoni e
immagini -0,3% / Apparecchi fotografici e cinematografici e strumenti ottici -0,2% / Apparecchi per
il trattamento dell'informazione -0,1%

10 – Istruzione
La Divisione di spesa ha registrato una variazione mensile pari a 0,0%

11 – Servizi ricettivi e di ristorazione La Divisione di spesa ha registrato una variazione mensile pari a 0,1%

Risultano in aumento
Servizi di alloggio +0,9%

Risultano in diminuzione

 

Ristoranti, bar e simili -0,1%


12 – Altri beni e servizi La Divisione di spesa ha registrato un variazione mensile pari a -0,1%

Risultano in aumento
Apparecchi elettrici per la cura della persona +0,2% / Altri servizi finanziari n.a.c. +0,1%

Risultano in diminuzione
Altri apparecchi non elettrici, articoli e prodotti per la cura della persona -0,8%

I dati e i comunicati relativi ai mesi precedenti sono consultabili sul sito:
http://web2.comune.piacenza.it/commercio-artigianato/osservatorio-prezzi/ 

In allegato il documento completo della CCIAA di Piacenza

 

Pubblicato in Economia Piacenza

Tra vulnerabilità, instabilità sociale e realtà distorta. Cereali e dintorni, mercati nervosi. Pomodoro, i nuovi vertici dell'OI Pomodoro. Zika e i casi in Svizzera. Ekoclub International. Emilia Romagna e Argentina sempre più vicine. Prezzi Agricoli e deflazione accentuata.

SOMMARIO Anno 15 - n° 29 24 luglio 2016 (allegato file scaricabile in pdf)
1.1 editoriale Tra vulnerabilità, instabilità sociale e realtà distorta
2.1 Cereali Cereali e dintorni. Mercati nervosi e i fondi vanno all'incasso
3.1 Lattiero Caseario Formaggi DOP stabili.
4.1 pomodoro OI Pomodoro da industria. Alla guida i tre vicepresidenti.
4.2 cereali Cereali, Mercuri: soddisfazione per le risorse presentate al tavolo di filiera
5.1 clima e ttip Clima, si predica bene ma si razzola male
5.2 salute Zika, è allarme in Svizzera e non solo
7.1 ambiente Palazzolo, il workcamp quest'anno sarà coordinato dall'Ekoclub International
8.1 emilia romagna Agricoltura. Si rafforza la collaborazione tra Emilia-Romagna ed Argentina
8.2 latte crisi Calzolari. pacchetto anticrisi UE novità importante a disposizione del ministro Martina
9.1 prezzi agricoli Ismea, continua la discesa dei prezzi agricoli a giugno
10.1 promozioni "vino" e partners
11.1 promozioni "birra" e partners

Cibus-29-24lug16-COP

I listini agricoli rimangono su livelli inferiori rispetto a quelli del 2015 (-3,7% su base annua), risentendo anche di una congiuntura sfavorevole (-2,1% rispetto a maggio).
 La tendenza deflattiva è più accentuata secondo l'indice core (-6%).

Roma, 19 luglio 2016 - Il mese di giugno chiude con un ulteriore ribasso dei prezzi in campagna, dopo il timido segnale di ripresa evidenziato a maggio. È quanto rende noto l'Ismea, sulla base dell'indice dei prezzi agricoli, che si è attestato, nel mese in esame, a 105,8 (base 2010=100), registrando una flessione del 2,1% su base mensile e del 3,7% su giugno di un anno fa.

Ancora più marcata la tendenza deflativa che emerge dall'analisi dell'indicatore "core" - elaborato dall'Ismea escludendo le componenti più stagionali e quindi suscettibili di forti oscillazioni de prezzi quali: "ortaggi" e"frutta fresca". Tale indicatore, che ha il pregio di cogliere la dinamica di fondo dei prezzi agricoli, mostra una sostanziale stabilità congiunturale (+0,9 % rispetto a maggio) a fronte di una significativa riduzione su base annua ( -6%), di riflesso al deprezzamento di frumento, olio d'oliva, latte e avicoli.

Con il dato di giugno, quindi, la variazione acquisita dei prezzi agricoli per l'intero 2016 scende ulteriormente in territorio negativo: dal -7,3% registrato nel mese di maggio il confronto con il dato medio 2015 si porta al -8,5%. Resta grossomodo stabile, invece, la variazione acquisita calcolata per l'Indice "core", che passa dal -7,3% di maggio al -6,8% di giugno.

Andando più nel dettaglio, il comparto vegetale evidenzia nel complesso una congiuntura negativa (-6% rispetto a maggio) associata a una tendenza deflativa (-2,7% rispetto a giugno 2015). Secondo le elaborazioni Ismea, il calo annuo riflette le riduzioni dei cereali (-4%, per lo più determinato da ribassi di frumento e riso), degli oli e grassi vegetali (-29,6%), mitigate dalla lieve crescita dei prezzi delle altre coltivazioni. In particolare, i listini della soia e delle altre oleaginose segnano una crescita del 9,2% su base annua. Il dato di giugno, come per i precedenti mesi, è positivo anche per le colture industriali, che registrano una crescita di 8 punti percentuali rispetto a giugno 2015, soprattutto per la crescita del prezzo del tabacco (+11%).

L'analisi congiunturale indica prezzi sostanzialmente stabili nel segmento dei vini, oli, colture industriali e i cereali (nell'ambito dei quali va evidenziato l'effetto compensatorio tra le variazioni positive del mais e quelle negative del frumento). Variazioni negative, si evidenziano invece, per i prodotti frutticoli e, soprattutto, orticoli, mentre i semi oleosi spuntano un più 4,3% su maggio.
Nel comparto zootecnico, la tendenza è deflativa (-4,6%) nonostante il dato congiunturale positivo (+1,4%). Il dato tendenziale riflette il deprezzamento di tutti i prodotti e in particolare di latte e derivati (-7,2%, dovuto al calo dei prezzi del burro e dei formaggi molli e semiduri) e delle uova (-14,7% rispetto a giugno 2015).

In termini di prezzi al consumo, i dati diffusi dall'Istat indicano una tendenza generale ancora deflativa (l'indice NIC segna un calo dello 0,4% rispetto a giugno 2015), mentre risultano in lieve rialzo i prezzi dei beni alimentari.
Il loro livello, monitorato dall'indice FOODXT, registra un timido + 0,2% su base annua: in particolare è in ripresa la componente relativa ai beni alimentari non lavorati, il cui indice segna un avanzamento dello 0,4% rispetto a maggio e dello 0,7% su base annua.
(Fonte Ismea Roma 19 luglio 2016)

Roma, 15 giugno 2016 - Risultano in ripresa, a maggio, i listini agricoli dopo il picco negativo registrato ad aprile.
Lo rileva l'Ismea sulla base dell'indice dei prezzi agricoli alla produzione che si è attestato, nel mese in esame, a 108,3 (base 2010=100), registrando un incremento del 4,1% su base congiunturale. Tale crescita, sottolinea l'Istituto, ha attenuato la tendenza deflativa dell'indice riducendo a -4,6% il gap negativo con maggio 2015.

Sul fronte dei prezzi al consumo, nonostante il dato negativo diffuso dall'ISTAT sul livello generale dei prezzi (il NIC segna un calo del -0,3% su base annua), l'indice relativo ai beni alimentari registra un avanzamento dello 0,4% rispetto ad aprile e dello 0,2% su base annua. Una ripresa trainata dalla crescita dei prezzi al consumo dei beni alimentari non lavorati, che a maggio aumentano dello 0,4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente e dell'1,1% rispetto ad aprile.

L'Indice "core" - elaborato dall'Ismea escludendo i gruppi di prodotti "ortaggi" e "frutta fresca" - scende invece a quota 107,1 (2010=100), registrando una sostanziale stabilità rispetto ad aprile (-0,3%) e una contrazione del -6,7% su maggio dell'anno scorso, più accentuata quindi di quella evidenziata dall'indice generale. La versione "core" dell'indice, essendo depurata dalle dinamiche dei prodotti maggiormente influenzati da fattori stagionali e quindi caratterizzati da forti oscillazioni nei prezzi, ha il pregio di cogliere la tendenza di fondo dei prezzi agricoli.

Guardando ai singoli comparti, i dati di maggio mostrano una congiuntura positiva per le coltivazioni (+9,7% rispetto ad aprile) a fronte di una moderata situazione deflativa su base annua (-3,8%). Il calo tendenziale riflette la flessione dei prezzi della frutta (-14% su base annua, determinata da cali significativi nelle quotazioni di agrumi e frutta a guscio), ma soprattutto il calo generalizzato dei prezzi degli olii e grassi vegetali (-30,9%) e in particolare dell'olio extravergine di oliva (-37,7%).

Negativo il confronto con maggio 2015, seppure in misura più contenuta, anche per i prezzi dei cereali (-3,8%), mentre segnano una variazione annua positiva le colture industriali (barbabietole, tabacchi) e gli ortaggi (rispettivamente 8% e 11,8% su base annua). Per quanto riguarda la dinamica congiunturale, tutte le coltivazioni riportano variazioni nulle, ad eccezione di frutta e ortaggi che registrano una crescita significativa rispetto ad aprile (23,7% e 12,2%).

Anche per il comparto zootecnico, la tendenza resta deflativa (-5,3%) a fronte di un dato congiunturale di relativa stabilità (-0,6% rispetto ad aprile). La flessione tendenziale è sintesi dei segni meno registrati dal bestiame vivo (-3,1%), latte (-6,8%) e uova, che segnano un -15,4% rispetto a maggio 2015.

Roma 26 maggio 2016 - Le vendite al dettaglio per i prodotti alimentari aumentano su base annua in tutte le forme distributive dai discount (+4,6%) alle piccole botteghe (+2,8%), ma anche negli ipermercati (+1,9%) e supermercati (+3,5%).

È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati sul commercio al dettaglio dell'Istat relativi a marzo 2016 rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

L'alimentare - sottolinea la Coldiretti - cresce complessivamente ad un tasso del 3,7% su base annua anche se la variazione congiunturale è negativa dell'1,2%. L'aumento della spesa alimentare su base annua è un segnale positivo poiché si tratta - precisa la Coldiretti - la seconda voce del budget familiare dopo l'abitazione.

L'auspicio è che ora gli aumenti di spesa nella distribuzione alimentare si trasferiscano anche al settore agricolo che - continua la Coldiretti – si trova in piena deflazione con i compensi riconosciti per molti prodotti che non coprono neanche i costi di produzione, dal latte alla carne fino alla frutta e verdura.

I prezzi nelle campagne italiane - conclude la Coldiretti - sono crollati dal -24 % per il grano duro al - 57% per i peperoni ma si riducono le quotazioni del 34% per il latte, del 48% per i pomodori e del 54% per le arance ad aprile rispetto allo scorso anno.


(Fonte coldiretti 26 maggio 2016)

Latte: accordo su sistema di indicizzazione del prezzo e firmato decreto per ripartizione dei 25 milioni di euro Ue agli allevatori. Il meccanismo di indicizzazione del prezzo del latte.

Roma - Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è svolta a Roma la prima riunione del Comitato consultivo previsto dall'accordo di filiera per il sostegno al comparto lattiero caseario siglato al Ministero a novembre. All'incontro hanno partecipato i rappresentanti delle organizzazioni agricole, dell'industria, delle cooperative e della grande distribuzione.

È stato definito il sistema base di indicizzazione del prezzo del latte, attraverso un meccanismo oggettivo che tiene conto dei costi di produzione e dell'andamento dei prezzi del latte e dei formaggi sul mercato interno ed estero. L'industria lattiera ha confermato l'impegno a definire un modello di contratto standard e di promuovere tra i propri associati l'utilizzo degli indici elaborati sul sistema base nei contratti che verranno stipulati per l'acquisto di latte.

Per quanto riguarda i 25 milioni di euro previsti per il settore zootecnico dall'intervento straordinario europeo, il Ministro Maurizio Martina ha firmato il decreto per la ripartizione degli aiuti diretti alle imprese di allevamento per il latte prodotto e commercializzato nei mesi di dicembre 2015, gennaio e febbraio 2016. L'impatto stimato della misura è di 1 centesimo per litro di latte venduto alla stalla. Il decreto è stato già trasmesso ad Agea per l'erogazione dei contributi a circa 36 mila allevatori.

Al tavolo la Grande distribuzione ha presentato un programma delle attività di promozione straordinaria dei prodotti lattiero caseari italiani, che sarà caratterizzata dall'utilizzo di un marchio che consenta di individuare in maniera chiara e omogenea i prodotti lattiero caseari di origine 100% italiana sugli scaffali.

"Continuiamo a lavorare concretamente - ha detto il Ministro Maurizio Martina - per sostenere tutto il sistema lattiero caseario italiano. Dopo l'accordo di novembre, siamo passati alla fase operativa, mantenendo gli impegni presi per interventi strutturali, a partire dalla definizione del meccanismo di indicizzazione del prezzo. Un punto centrale, atteso da anni, per tutelare meglio il reddito dei nostri allevatori, tenendo in considerazione parametri reali come i costi di produzione. La collaborazione tra le componenti della filiera va avanti e può diventare un fattore determinante per la ripresa del settore. Ora sarà importante applicare le decisioni prese e rispettare la durata minima dei contratti che deve essere di almeno un anno. Sul fronte degli aiuti europei, ho firmato il decreto di ripartizione dei 25 milioni di euro che Agea provvederà a erogare già dalle prossime giornate. C'è tanto da fare, ma stiamo gettando le basi per rendere più competitivo questo comparto strategico. Al primo posto viene la giusta remunerazione del lavoro dei nostri allevatori".

IL MECCANISMO DI INDICIZZAZIONE DEL PREZZO DEL LATTE

Il sistema base elaborato da Ismea prende in considerazione 4 gruppi di riferimento selezionati:
1- prodotti a medio-bassa stagionatura (Provolone Val Padana fresco e maturo, Mozzarella, Gorgonzola, Italico)
2- prodotti a elevata stagionatura (Parmigiano Reggiano e Grana Padano in vari gradi di stagionatura)
3- prodotti esteri (Latte scremato in polvere Francia, Oceania e Germania, Edamer Germania, Latte intero in polvere Germania)
4- input di produzione (mais, farina di soia, sorgo, crusche, farinacci).
All'interno delle 4 componenti sono stati scelti i primi 5 prodotti con il coefficiente più alto, per un totale di 20 prodotti. L'ampiezza dei panieri e la loro articolazione rappresenta un elemento importante in termini di stabilità dell'indicatore in quanto evita che fluttuazioni impreviste o indotte di singoli componenti possano determinare variazioni consistenti. Il sistema individuato è:
- oggettivo, in quanto elaborato attraverso l'applicazione di tecniche statistiche che escludono ogni criterio di soggettività nella scelta dei parametri di ponderazione e dei prodotti che compongono i singoli componenti;
- affidabile, perché costruito attraverso l'individuazione di fonti non influenzabili dalle parti in causa; con un aggiornamento dei dati immediato (il mese successivo a quello di riferimento) e continuativo;
- articolato, in modo da comprendere tutte le variabili in grado di influire su costi di produzione del latte e i suoi derivati e sufficientemente complesso da non subire "shock" da parte di fluttuazioni repentine e improvvise di prezzi puntuali.
- neutrale, in quanto elaborato e implementato da una parte terza al sistema di contrattazione;
- trasparente, in termini di disponibilità dei dati di partenza, delle elaborazioni e dell'indice stesso.

(Mipaaf - Ufficio Stampa Roma, 28 gennaio 2016)

Domenica, 01 Novembre 2015 10:12

Stabilito il prezzo a riferimento del latte

Prezzo a riferimento del latte industriale per la campagna casearia 2014 II quadrimestre. Presso la Camera di Commercio di Reggio Emilia, in conformità a quanto previsto dal regolamento e dagli accordi interprofessionali tra le Associazioni dei produttori assistiti dalle Organizzazioni professionali agricole da una parte, gli industriali ed artigiani trasformatori dall'altra, si è pervenuti alla determinazione - a valere per tutta la provincia di Reggio Emilia - del prezzo "a riferimento" del latte ad uso industriale conferito ai caseifici nel periodo 1/5-31/08/2014 nella misura di:

€ 42,90 il q.le, IVA compresa e franco stalla

Il pagamento del latte sarà corrisposto: 60 giorni dalla pubblicazione (30/10/ 2015)

(La quotazione del precedente quadrimestre era superiore di 1,85 euro al quintale)

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