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Domenica, 10 Maggio 2020 07:29

Il Falco presidia il mercato di Felino

Grande prova della Protezione Civile Gruppo Il Falco con sede a Poggio di Sant'Ilario Baganza frazione del comune di Felino in provincia di Parma.

Di Redazione Felino 9 maggio 2020 - Nella mattinata di sabato 9 maggio, la Protezione Civile Gruppo Il Falco, coordinata dal Sindaco Elisa Leoni e dall'amministrazione comunale, ha svolto l'importante compito di presidiare Piazza Miodini durante il mercato a Felino, per garantire lo svolgimento delle attività in massima sicurezza. I volontari hanno dimostrato grande competenza e ottime capacità organizzative, e sono

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Mercoledì, 25 Marzo 2020 19:32

A domicilio i prodotti del mercato "La Corte"

Parma, 25 marzo 2020. Anche il mercato degli agricoltori "La Corte" di piazza Lubiana e di via Imbriani, come tutti i mercati, è stato sospeso dall'ordinanza per il contrasto e il contenimento del Coronavirus.
L’attività dei produttori del consorzio "La Corte" non si ferma però, alcuni di loro hanno infatti dato la propria disponibilità ad effettuare la consegna a domicilio per i clienti abituali e per chi vorrà apprezzare le eccellenze arrivate direttamente dai loro campi: un servizio in più per la cittadinanza che potrà ricevere a casa, in piena sicurezza e nel rispetto delle norme, i prodotti genuini a chilometro zero tanto apprezzati settimanalmente.

In allegato (scaricabile in pdf) l’elenco degli agricoltori disponibili ad effettuare il servizio e i relativi riferimenti per il contatto.

“Siamo molto contenti che anche i produttori del mercato "La Corte" siano disponibili ad effettuare le consegne a domicilio e come Amministrazione Comunale siamo ovviamente contenti di poter promuovere questo servizio – commenta l’assessore alle Attività produttive Cristiano Casa – Si tratta di una attività importante per chi lavora, che può così dare continuità alla sua produzione, ed è molto utile per i clienti parmigiani che possono continuare ad acquistare prodotti a km 0 di grande qualità”.

 

AZIENDE DISPONIBILI A CONSEGNE A DOMICILIO
AZ. AGR. GIAROLI STEFANO
prodotti orticoli freschi
3336324520

L’ ORTO SOTTO CASA
prodotti orticoli freschi
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IL GELSO DI PAOLA VAGNOTTI
prodotti frutticoli freschi
3487764105 Pagina FB

SOC. AGR. SALICETO
formaggi latticini vari
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-3773259069

SOC. COOP. IL BATTISTERO
formaggi latticini vari
www.caseificioilbattistero.it

DALL’ AGLIO SS
formaggi latticini vari
3472390591

ARALDI PIETRO E LUIGI SS
formaggi latticini vari
www.agricolaaraldi.it 0521806162

CAMPANA VALENTINO
carne bovina
3403172721

SOC. AGR. S. PAOLO SS
carne bovina e suina
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3333967895

LA GACCIOLA
formaggi caprini
3463951130

AZ. AGR. LA STREGA ROSSA DI SARTI T.
miele
3396775485

AZ. VIGNE DEI CAVALLI
vino
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3479738670

AZ. AGR. LEONI GUIDO
prodotti frutticoli freschi
Fb Agricola Leoni

EREDITA’ DAL PASSATO
pane e farine
3356070640 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
APP EREDITA’ DAL PASSATO

Pubblicato in Costume e Società Parma
Martedì, 10 Marzo 2020 11:46

Reggio Emilia, sospensione dei mercati

 I Sindaci della Provincia di Reggio Emilia, unitamente al Sindaco del capoluogo ed il Presidente della Provincia si sono riuniti nuovamente questa mattina in video conferenza.

Con l'intento di continuare a porre in essere ogni azione, comportamento ed atto utile alla tutela della salute dei propri concittadini e delle rispettive comunità in questo particolare momento, tra le varie misure provincialmente condivise, hanno espresso unanime volontà di sospendere momentaneamente tutte le attività mercatali ordinarie e straordinarie in tutto il territorio provinciale.

Sabato 7 marzo stop integrale al mercato del centro storico e della Besurica

A seguito dei chiarimenti interpretativi ricevuti dai tecnici ministeriali sul Decreto della Presidenza del Consiglio del 1° marzo scorso, il Comune di Piacenza comunica che sabato 7 marzo non potranno svolgersi né il mercato di piazza Duomo e piazza Cavalli, né il mercato della Besurica.

Si prevede, infatti, la chiusura integrale dei mercati all’aperto nelle giornate del sabato e della domenica, incluso il settore alimentare.
Regolare attività, nella giornata di venerdì 6 – così come, stamani, per le bancarelle in piazza Paolo VI alla Farnesiana – per il mercato contadino di piazza Duomo.

Presentato il rapporto di The European House – Ambrosetti. Nella ripartizione degli utili la quota maggiore va all’Industria. La dichiarazione congiunta delle associazioni della Grande Distribuzione.

(Roma, 5 novembre 2019) – Quali sono i veri rapporti all’interno della filiera agroalimentare italiana tra Agricoltura, Industria, Intermediazione, Distribuzione e Ristorazione? The European House – Ambrosetti ha presentato ieri il rapporto “La creazione di valore lungo la filiera agroalimentare estesa in Italia” nel corso di una conferenza stampa realizzata con Federdistribuzione, ANCC Coop, ANCD Conad e in collaborazione con ADM – Associazione Distribuzione Moderna. Il rapporto analizza la ripartizione degli utili tra tutti gli attori della filiera ed evidenzia come la quota della Distribuzione sia poco più di un quarto di quella dell’Industria di trasformazione e quella dell’Agricoltura sia poco meno della metà.

“La filiera agroalimentare estesa (Agricoltura, Industria di Trasformazione, Intermediazione, Distribuzione e Ristorazione) è il 1˚ settore economico del Paese – dichiara Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House – Ambrosetti - Genera un fatturato totale di 538,2 miliardi di Euro (pari alla somma del PIL di Norvegia e Danimarca), un Valore Aggiunto di 119,1 miliardi di Euro (4,3 volte le filiere estese automotive e arredo e 3,8 volte la filiera dell’abbigliamento estesa) e sostiene 3,6 milioni di occupati (pari al 18% del totale degli occupati in Italia), con 2,1 milioni di imprese.”

Partendo dai consumi alimentari, il rapporto ricostruisce l’utile di filiera: ogni 100 Euro di consumi alimentari degli italiani, il 32,8% remunera i fornitori di logistica, packaging e utenze, il 31,6% il personale della filiera, il 19,9% le casse dello Stato, l’8,3% i fornitori di macchinari e immobili, l’1,2% le banche, l’1,1% le importazioni nette e solo il 5,1% gli operatori di tutta la filiera agroalimentare estesa.

I 5,1 euro di utile per ogni 100 euro di consumi alimentari si ripartiscono nelle seguenti proporzioni: l’Industria di trasformazione alimentare ottiene la quota maggiore, pari al 43,1%; il 19,6% va all’Intermediazione (grossisti e intermediari in ambito di agricoltura, industria e commercio); il 17,7% all’Agricoltura; l’11,8% alla Distribuzione e il 7,8% alla Ristorazione.

Il dato relativo alla Distribuzione smentisce le fake news sull’argomento, tanto più se si considera che il trend degli ultimi 6 anni vede la quota di utile di filiera della Distribuzione ridursi del 9,9%, al contrario della quota dell’Industria che cresce del + 4,9%.

Il rapporto, infine, sottolinea anche che, all’interno dell’Industria di trasformazione alimentare, la ripartizione dell’utile è altamente concentrata: le aziende leader con una quota di mercato superiore al 40% nei propri mercati di riferimento (57 aziende su 56.757) catturano il 31,1% dell’utile di tutta l’Industria alimentare e il 13,4% dell’utile dell’intera filiera.

Le associazioni della Grande Distribuzione (Federdistribuzione, ANCC Coop, ANCD Conad, ADM – Associazione Distribuzione Moderna) hanno partecipato unitariamente alla conferenza stampa con i loro leader: Claudio Gradara, Presidente di Federdistribuzione; Marco Pedroni, Presidente di Coop Italia; Francesco Pugliese, Amministratore Delegato di Conad; Giorgio Santambrogio, Presidente di ADM. E hanno rilasciato una dichiarazione comune, seguendo una prassi inconsueta, a dimostrazione della determinazione di voler offrire un quadro veritiero sulla Distribuzione: “L’analisi di The European House – Ambrosetti pone in luce una situazione inequivocabile: la filiera agroalimentare in Italia produce poco utile per i suoi azionisti diretti e la ripartizione di questo utile è dominata dall’Industria di Trasformazione, con una quota in crescita significativa negli ultimi 6 anni e un estremo livello di concentrazione, considerando che solo 57 grandi imprese industriali, in gran parte multinazionali, assorbono un utile complessivo superiore a quello dell’intera Distribuzione.
Un quadro di squilibrio che dura da anni e che si è accentuato nel tempo, lasciando alle altre componenti della filiera la ripartizione di un utile sempre minore. La quota di utile ottenuta dalla Distribuzione è infatti poco più di un quarto di quella dell’Industria ed è in diminuzione, come lo è anche quella dell’agricoltura. Il fatto che solo l’1 per mille delle imprese industriali assorba un utile di filiera così elevato pone un serio problema di equilibrio: questi pochi gruppi si pongono di fronte alle altre componenti di filiera, a monte e a valle, in una posizione di grande forza, capace di superare ogni confronto e di imporre le proprie condizioni in tutte le forme di negoziazione e trattativa”.

“Questo studio – prosegue la dichiarazione delle associazioni della Grande Distribuzione - offre dunque chiarezza e accende la luce su una realtà spesso dominata da informazioni distorte che però rischiano di guidare scelte importanti che possono influenzare gli assetti competitivi e strategici e i pesi tra i diversi operatori”.

La dichiarazione delle quattro associazioni della Grande Distribuzione si conclude con un appello alle istituzioni ed al mondo politico:
“La filiera agroalimentare italiana è un patrimonio che dobbiamo coltivare e sviluppare, non solo per il valore che ha di per sé ma anche per la sua capacità di attivare indotto e crescita dei territori. E’ necessario che il mondo delle istituzioni favorisca questa dinamica positiva, creando le condizioni per ridare slancio ai consumi e agli investimenti delle imprese, ponendo in questo modo le basi per aumentare il valore complessivo creato nella filiera. Occorrono decisioni che partano da un’analisi corretta e oggettiva della situazione e che favoriscano la collaborazione tra tutti gli stakeholders coinvolti, pubblici e privati, contribuendo così ad aumentare la capacità complessiva della filiera agroalimentare di produrre sviluppo per sé e per l’intera collettività, rendendola in questo modo ancor più protagonista della ripresa del Paese”.

Nota: Il rapporto di The European House – Ambrosetti è disponibile alla stampa in forma di abstract. Per analizzare il valore generato dalla filiera agroalimentare estesa, The European House – Ambrosetti ha ricostruito una base dati estensiva: sono stati analizzati circa 90.000 bilanci di imprese su un orizzonte temporale di 7 anni per 40 Key Performance Indicator, per un totale di 25 milioni di osservazioni.

 

Pubblicato in Economia Emilia