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“Ogni incontro lascia sempre un segno e il segno è un gesto che comunica”. È l’alba di un nuovo giorno.

Di Guido Zaccarelli Mirandola, 6 ottobre 2019 - La nave è pronta per salpare per dirigersi verso il mare infinito della reciprocità. I marinai hanno imbarcato doni e regali da distribuire lungo il viaggio nella speranza di distribuirli durante tutta la traversata e quando ormeggeranno, al sicuro, una volta raggiunti il porto di destinazione.

Un viaggio che esige di essere fatto in compagnia di altre persone che condividono il valore, e il senso etico, che sta alla base della relazione tra le persone. Una luce che sorprende per l’energia radiosa che scaturisce da ogni pensiero, o singola parola o gesto, capace di aprire squarci di riflessione nella vita quotidiana degli individui e condurli insieme ad approdare nel porto sicuro della reciprocità. Nel corso della navigazione l’equipaggio potrebbe incontrare imbarcazioni che hanno perso la rotta, altre che hanno subito danni e squarci che le stanno portando alla deriva, o altre ancora che sfrecciano a forte velocità senza batter ciglio.

“Del resto, se riflettiamo, sono poche sono le occasioni nelle quali incontriamo imbarcazioni che si affiancano e che donano il proprio tempo al reciproco ascolto”. Quelle sono le uniche barche che remano con te. Perché tutte le altre hanno fretta di navigare verso il loro orizzonte indistinto.

“Ogni incontro lascia sempre un segno e il segno è un gesto che comunica”. Un gesto è un segno semiotico e la semiotica è la disciplina che studia il linguaggio dei segni in un’ottica di significazione: «è tutto ciò che rimanda a qualcos’altro che non c’è: il fischio del capostazione che segnala la partenza di un treno, l’imbarcazione che sta raggiungendo il porto e lancia dei segnali sonori che facilitano la comunicazione con altre navi e la pilotina utilizzata per accompagnare le navi al suo ormeggio, il segnale lampeggiante di un semaforo, il testo presente in un libro, qualsiasi frase contenuta in una bottiglia lanciata in mare e ritrovata a distanza di anni» La significazione è la relazione che lega il semaforo (qualcosa) a qualcosa altro che non c’è, l’auto, un pedone, un treno. I marinai lo sanno e per questo sono pronti a sfidare l’avventura, consapevoli che durante la navigazione potrebbero incontrare mondi diversi, troppo lontani dai loro, e dai quali sarebbe meglio prendere le distanze. Sono consapevoli che le parole sarebbero capaci di trovare vana la disponibilità all’ascolto, ed essere trasportate con il vento verso un destino indistinto.

Ma il lavoro prevede di lasciare un segno per condurre l’altro a riflettere sulle opportunità di condividere il viaggio. Ogni cosa che noi vediamo, tocchiamo, pensiamo o proviamo è un segno semiotico che genera un processo di comunicazione verbale, e non verbale, che si riflette in ambito sociale e si muove attraverso l’interazione di persone. Il regalo e il dono sono segni semiotici che vengono impiegati nei differenti contesti dove le persone intendono esprimere il valore associato al gesto.

Rappresentano le azioni visibili e invisibili che l’uomo mette in atto in un qualsiasi scambio comunicativo, rappresentano le dimensioni tangibili e intangibili della relazione interpersonale con il quale il gesto trova la sua identità quando è posto in relazione con altri gesti e incontra mani che si stringono.

“Il regalo e il dono sono gesti che contengono significati valoriali di differente natura: il primo valorizza l’oggetto della relazione, il secondo il valore della relazione”. Una persona regala un oggetto ad un’altra persona e una madre dona l’amore al figlio. Due prospettive differenti cha hanno origini differenti per il risultato che la loro azione determina una volta conclusa l’azione del segno. Il regalo spesso condiziona la relazione tra le persone, ponendo chi riceve nella condizione di sdebitarsi, di ricompensare il gesto in altri modi per ristabilire la condizione di equilibrio della relazione. Qui nasce spesso l’aspettativa, l’attendere di essere ricambiati nel gesto, per le difficoltà presenti nell’uomo nell’interpretare le condizioni di verità che stanno all’origine dell’azione compiuta, fino a quando non è stato determinato con precisione il significato che nel contesto di riferimento hanno avuto i comportamenti. La madre non si aspetta di essere ricambiata dal figlio con lo stesso dono d’amore che lei stessa ha profuso nella vita.

Donare il proprio tempo agli altri senza attendere di essere ricambiati con la stessa moneta in caso di avversità. L’aiuto, il volontariato, la generosità che esprime la natura buona nobile del cuore, sono gesti naturali che provengono dal di dentro, dal desiderio di fare qualcosa e non dal bisogno di fare qualcosa, per compensare una mancanza. Il contesto è in grado di stabilire il gesto nella sua espressione autentica, quella della verità: è un dare senza perdere e un prendere senza togliere. E’ forte il desiderio di immergere le persone che incontri nel mare della reciprocità per fare assaporare il valore dell’esempio che caratterizza il gesto più importante in assoluto per apprendere i comportamenti. Bisogna alleviare il disagio che ogni giorno incombe nelle persone quale frutto del malessere degli altri, affinché si diffonda nell’aria il profumo di un benessere collettivo. Un momento del tempo da destinare al reciproco ascolto, dove fare emergere il valore di una nuova consapevolezza sociale: il dono.

La nave ha raggiunto il porto di destinazione, ormai vuota di doni e regali ma piena di significati per il valore aggiunto che i gesti hanno prodotto nel lungo viaggio che i marinai hanno compiuto per raggiungere il mare infinito della reciprocità.

  

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.
Alberto Voltolini, e Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università di Modena e Reggio Emilia, lo sfondo del problema: cenni di semiotica e pragmatica

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 

 

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Economia Emilia

Editoriale:  - Tutti in fregola per la sorpresa di Conte - Lattiero caseario. Contrazione latte, scende la crema e il Parmigiano Reggiano -Cereali e dintorni. Mercati stazionari verso il basso. Euro indebolito - EIMA 2020: in due giorni prenotato più di un terzo dell’intero spazi - Parmigiano Reggiano, il commento sui dazi di Trump - Si chiama AZZURRA, si legge efficienza -

SOMMARIOcibus-39-29set19-COP.jpg
Anno 18 - n° 39 29 settembre 2019
1.1 editoriale
Tutti in fregola per la sorpresa di Conte!
2.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Contrazione latte, scende la crema e il Parmigiano Reggiano
2.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Mercati stazionari verso il basso. Euro indebolito
4.1 cereali e dintorni tendenze.
6.1 bonifiche Canale Emiliano Romagnolo: 60 anni all’insegna di innovazione e sostegno all’agricoltura.
6.2 FIERE - EIMA e SIMA EIMA 2020: in due giorni prenotato più di un terzo dell’intero spazi
7.1 Grano Duro Campagna grano duro, incontro in Regione con scienziati, produttori e rappresentanti di categoria.
7.2 logistica cooperativa Si chiama AZZURRA, si legge efficienza
9.1 USA e i dazi di trump Parmigiano Reggiano, il commento sui dazi di Trump
9.2 cooperative I primi 40 anni della Casearia Agrinascente PARMA 2064
10.1 fiume PO Fiume PO, protocollo d’intesa tra Università e Autorità distrettuale
11.1promozioni “vino” e partners
12.1 promozioni “birra” e partners

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«Ho solo tolto il marmo in eccesso». La Pietà vaticana realizzata da Michelangelo nel 1497 e terminata due anni dopo nel 1499, è stata seguita nel 1501 dalla statua del re David, un’opera di rara bellezza collocata definitivamente al centro della piazza della Signoria, quale crocevia delle relazioni economiche e sociali della città di Firenze.


Di Guido Zaccarelli Mirandola, 29 settembre 2019 - Di giovane età, Michelangelo era molto ambizioso e amava le sfide, non scoraggiandosi innanzi agli ostacoli, come nel caso della scarsa qualità del marmo che era stato scelto per realizzare la statua del re David. Non per questo abbandonò l’incarico, sul quale aveva riposto il futuro della sua identità valoriale di artista straordinario, stupendo gli osservatori del tempo anche con risposte che rimasero alla storia: «ho solo tolto il marmo in eccesso», perché il marmo conteneva la forma della statua. “La materia è una sostanza viva tenuta in vita dal respiro della sua anima che si rivela in tutta la sua maestosità quando l’uomo s’appresta a scostare il velo trasparente che l’avvolge.


L’abilità dell’artista è immaginare la forma dell’anima oltre l’intreccio di fili bianchi che adorna la materia”. La materia prende forma per sottrazione, come l’arte del vasaio che riesce con la mani a dare forma ad un blocco di terra, togliendo tutto ciò che è in eccesso. Il cosmo ha dato origine alla scomposizione della materia dando forma alla vita delle persone. Lo stesso demiurgo platonico (il divino artigiano) che lo stesso Platone ha definito per plasmare la materia sul modello delle idee. L’artista è un divino artigiano, che contempla nella stessa figura l’arte manuale dell’artigiano, che modella la materia in base alle proprie conoscenze e competenze, ciò che ha in testa, e il guardare oltre nel mondo delle idee, dalle quali trarre la linfa per imprimere alla materia nuove forme di energia.


La materia non prende solo forma per sottrazione, al pari dell’uomo quando si toglie la maschera per illuminare se stesso con la luce dell’esistenza, dispiegata al momento per favorire la relazione di fiducia con gli altri. La materia prende forma anche aggiungendo, come la terra si è formata negli anni attraverso continue stratificazioni, che nei millenni hanno permesso di raggiungere la forma attuale, come la conoscenza che avanza ogni giorno, attraverso un processo di continuo apporto e consolidamento quotidiano, frutto dell’interazione sociale e dell’approccio sistemico verso la cultura e la scienza.


Nell’era del terzo millennio la stampa 3D consente di dare forma alla materia grazie al continuo contributo di materiale che si dispone orizzontale su livelli successivi, finemente disposti uno sopra l’altro, fino ad ottenere l’oggetto progettato. Una tecnologia evoluta che ha mosso i primi passi nel 1982 grazie al suo inventore, l’ingegnere e imprenditore americano Chuck Hull che ha inventato la stereolitografia, una tecnica che consente di realizzare prodotti tridimensionali, gli assi cartesiani x,y,z,, leggendo i dati digitali presenti in un sistema informatico tipicamente CAD/CAM, Computer-Aided Design/Computer-Aided Manufacturing, (progettazione assistita dall'elaboratore/produzione assistita da computer).

L’arte, finemente a se stessa, è l’espressione autentica del valore dell’uomo che si apre al mondo grazie all’apporto sinergico della scienza e della tecnologia che consentono di aggiungere in ogni circostanza contesti utili a migliorare gli stili di vita delle persone e ammirare il mondo nella sua grandiosità. Da una prospettiva puramente economica, tutto questo comporta un profondo capovolgimento di fronte rispetto alle consuetudini pregresse, e di come la produzione ha mosso i propri passi. Aggiungere in questo caso, soddisfa la possibilità di realizzare una varietà elevata di prodotti in breve tempo, di osservarli nella loro realizzazione finale, con notevoli risparmi economici per le aziende e per le persone che devono accedere all’acquisto e al consumo.

Togliere il marmo in eccesso, o aggiungere polvere per dare forma alla materia, sono azioni tra loro complementari impiegate dall’uomo, in alternativa l’una all’altra, per osservare la realtà da punti di vista differenti, entrambi coinvolti nel raggiungere l’essenza dell’anima, illuminata a festa dalla luce dello Spirito, l’unico luogo deputato ad accompagnare le persone verso il loro destino per sostenerne l’azione a stretto contatto con l’arte della vita.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 
https://www.objectsmag.it/storia-completa-della-stampa-3d/ 
http://www.filosofico.net/demiurgo.html 

 

 Pietà Michelangelo.jpg

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Economia Emilia

Un drone, a volo di colomba, simbolo di purezza e di speranza, ha accompagnato sabato 21 settembre 2019, l’apertura del Duomo di Santa Maria Maggiore in Mirandola. Riprese fatte dall’alto del Duomo e della Città in festa, sono state proiettate sul maxischermo posizionato per l’occasione nella piazza antistante il tempio, per offrire ai cittadini la possibilità di condividere la bellezza dei luoghi e l’emozione per una giornata che rimarrà nella storia della comunità mirandolese, e di quanti hanno vissuto il dramma del sisma del 2012.

di Guido Zaccarelli Mirandola, 22 settembre 2019 - Il Duomo è tornato al suo antico splendore, grazie al lavoro sinergico delle istituzioni, delle persone che con saggezza, competenza e passione hanno dedicato tutte le loro energie per ottenere un risultato che illumina gli sguardi delle persone accorse all’evento. La grande attesa è terminata e tra i presenti si respirava il profumo della nostalgia, e di una grande emozione, dopo sette lunghi anni trascorsi nell’attesa del compimento da vivere con gioia, da quando il 22 e il 29 maggio l’Emilia è stata colpita dal terremoto che ha visto spazzare via aziende, scuole e i luoghi del culto, che ha tentato invano di affossare la cultura e di piegare la schiena degli uomini. La rinascita è fonte di vita, simbolo della ripartenza e della speranza che rende l’uomo mai domo innanzi alle avversità che si ergono innanzi all’improvviso e ai quali corre l’urgenza di dare una risposta ferma e risoluta. L’occasione giunge propizia, come il volo di una colomba, durante la visita del Santo Padre Papa Francesco in visita nei luoghi del sisma. In quel preciso istante il Vescovo Emerito S.E. Mons. Francesco Cavina ha espresso la volontà di ridare alla città di Mirandola il Duomo, posando la pietra sulla terra ferma che contraddistingue l’identità delle gente, che ha permesso, oggi, di vedere brillare gli occhi di tutta la comunità innanzi alla luce del Duomo illuminato a festa.

L’arcivescovo di Modena e Amministratore Apostolico della Diocesi di Carpi, S.E. Mons. Don Erio Castellucci ha inviato un messaggio ben augurante a tutta la comunità mirandolese, e anche a coloro che non potendo partecipare seguivano in collegamento televisione l’evento, ringraziando Mons. Francesco Cavina per il lavoro svolto e l’impegno per restituire alla città di Mirandola il suo Duomo. Non sono mancati i ringraziamenti ai sacerdoti, alle maestranze e alle istituzioni che hanno condiviso l’ambito progetto di ricostruzione: «è arrivata d'Alba della Resurrezione e la chiesa è restituita al popolo di Dio nel suo splendore».

La cerimonia è stata particolarmente toccante quando l’ing. Marco Soglia della Diocesi di Carpi ha consegnato le chiavi del tempio al Vescovo emerito, S.E. Mons. Francesco Cavina che ha posto successivamente nelle mani del parroco Don Flavio Segalina come simbolo del passaggio verso il nuovo che avanza. Un gesto simbolico che unisce il desiderio di vedere la grandezza dell’uomo espressa nell’arte del fare a stretto contatto con l’armonia, e il silenzio, della propria anima. Presenti le istituzioni che hanno espresso vivo apprezzamento per il lavoro svolto per raggiungere questo importante traguardo. Il sindaco di Mirandola, avv. Alberto Greco ha messo in evidenza il lavoro compiuto da tutte le persone coinvolte nel progetto di ricostruzione e ha donato un quadro fiammingo di una scuola modenese raffigurante la Spoliazione di Gesù. Il Presidente della Regione Emilia Romagna e commissario straordinario alla ricostruzione e terremoto Stefano Bonacini, ha ringraziato e ricordato che il terremoto dell’Emilia ha colpito l’economia, le scuole, le chiese ma non ha piegato l’azione dell’uomo, dando prova del valore della gente che hanno immediatamente capito che bisognava ripartire.

Lo scopo era di portare le persone a lavorare vivere e studiare a pregare esattamente nei luoghi dove lo facevano prima di fronte ad una tragedia, ed eccoci ora qui ad osservare la bellezza del Duomo di Mirandola. Per i mirandolesi l’attesa è terminata e a detta di molti non è stato invano: è stato speso per dare continuità alla comunità di Mirandola e alla cultura che è l’energia che spinge l’uomo ad avanzare nel suo cammino di vita quotidiano.

 

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, giornalista, saggista, consulente aziendale e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)


Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Cronaca Modena

Editoriale:  - Altro che bipolarismo o forse sì, se inteso come “disturbo” - Lattiero caseario. Latte ancora in trend positivo, ok crema, formaggi di nuovo stabili - Cereali e dintorni. Gli attacchi ai sauditi spingono i prezzi al rialzo. - Concorso Nocino e torte di noci, presentata la 36esima edizione-

cibus_38-22set19-COP.jpgSOMMARIO
Anno 18 - n° 38 22 settembre 2019
1.1 editoriale
Altro che bipolarismo o forse sì, se inteso come “disturbo”
2.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Latte ancora in trend positivo, ok crema, formaggi di nuovo stabili
2.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Gli attacchi ai sauditi spingono i prezzi al rialzo.
4.1 cereali e dintorni tendenze.
6.1 raccolta funghi Crescono i funghi - intensificati i controlli da parte dei Carabinieri Forestali.
6.2 eventi gastronomici Parmigiano Reggiano Night
7.1 parmigiano reggiano Il Parmigiano Reggiano è Official Partner di CHEESE
7.2 Life agricolture LIFE AGRICOLTURE: progetto al via per regalare nuovo sviluppo e tutela all’appennino emiliano 
9.1 Piacenza e dissesto idrogeologico Amministrazioni e Consorzio insieme per la lotta al dissesto idrogeologico
9.2 eventi Noci e nocino Concorso Nocino e torte di noci, presentata la 36esima edizione
10.1 fungo IGP Borgotaro Borgotaro: prosegue, anche nel prossimo fine settimana, la kermesse dedicata al fungo IGP
12.1promozioni “vino” e partners
13.1 promozioni “birra” e partners

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Editoriale:  -Due Conti alla corte di Bruxelles - Lattiero caseario. Novità nel listino Parmigiano Reggiano: prezzi in tenue contrazione - Cereali e dintorni. Impennata di prezzi dopo l’uscita dei dati USDA. - "Quando i valori della cooperazione attraversano i settori" e la solidarietà crea lavoro e dignità sociale - Summit al Distretto del Po:mitigazione del rischio e vulnerabilità dell’area nord tra Parma e Colorno -


SOMMARIO Ancibus-37-15set19-COP.jpgno 18 - n° 37 15 settembre 2019

1.1 editoriale Due Conti alla corte di Bruxelles
2.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Novità nel listino Parmigiano Reggiano: prezzi in tenue contrazione
2.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Fiammata rialzista
4.1 cereali e dintorni tendenze.
5.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Impennata di prezzi dopo l’uscita dei dati USDA.
6.1 eventi gastronomici "Quando i valori della cooperazione attraversano i settori" e la solidarietà crea lavoro e dignità sociale.
8.1 parmigiano reggiano Il Parmigiano Reggiano Kasher Parma2064 alla Giornata della Cultura Ebraica
8.2 CHEESE 2019 - BRA CHEESE 2019, il Parmigiano Reggiano è Official Partner
9.1 rischio idraulico Summit al Distretto del Po:mitigazione del rischio e vulnerabilità dell’area nord tra Parma e Colorno
10.1 11 settembre 2001 - terrorismo 11 Settembre 2001: Attacco all'America e al mondo occidentale
10.2 eventi funghi Fungo porcino di Borgotaro IGP in festa - il video promo di “Io parlo parmigiano”
11.1 bonifica Parma Consorzio Della Bonifica Parmense e Solidarietà: Al via due tirocini formativi
12.1promozioni “vino” e partners
13.1 promozioni “birra” e partners
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La tecnologia 4.0 punta sull’utilizzo crescente della intelligenza artificiale volta a simulare ogni aspetto dell’apprendimento dell’uomo, con lo scopo di elaborare in modo rapido i dati e predire stati situazionali nei quali la tecnologia è in grado di intervenire al pari dell’uomo.

Di Guido Zaccarelli Mirandola 15 settembre 2019 - Scienza o fantascienza, oggi la ricerca scientifica è impegnata nel dotare, ogni tipo di macchina, di programmi evoluti il cui comportamento sia prossimo all’agire dell’essere umano, cercando di prevedere gli eventi e confezionare soluzioni in grado di risolvere problemi.

Per raggiungere questo importante traguardo, le persone devono possedere un sapere evoluto in grado di modificare in modo dinamico i punti di osservazione con i quali guardano la realtà, per migliorare gli stili di vita e il benessere delle persone nel mondo del lavoro e in ogni ambito della società civile. Le mani sono nate per misurare, per preparare, per costruire e ogni risultato ottenuto è frutto delle abilità, dell’intelligenza dell’uomo e della padronanza riposta nel sapere fare bene il proprio mestiere. Grazie alle mani sono state realizzate opere d’arti straordinarie e il progresso tecnologico, scientifico e sociale, è nelle mani dell’uomo e nel suo sapere fare cogliendo nella etimologia della parola “arte” il senso profondo del fare ordinato della vita e della sua stessa esistenza che inizia dal cosmo: il cosmo è “fatto ad arte” in ogni suo aspetto, corpo, sostanza e potenza capace di esprimere l’insieme coordinato di ogni forma di energia che si dispone per raggiungere il bene comune.

L’uomo diventa un artista disponendo di strumenti che uniti all’ideazione, alla creatività e alla messa in opera, definiscono l’identità dell’uomo e della sua capacità di sapere essere. Il passaggio dal mondo analogico, l’arte del fare manuale al mondo digitale, l’arte di usare il computer, ha dato uno scossone importante alle arti manuali deponendo a favore di una manualità digitale che opera ad arte per sviluppare sistemi digitali intelligenti. Le mani passano da un “utilizzo manuale intelligente ad un utilizzo digitale intelligente” che necessitano di nuove abilità esposte alle influenze globali con le quali devono interagire alla pari per soddisfare i bisogni crescenti dell’intera umanità. Il sapere fare migra all’interno di una sapere digitale dove cammina insieme ai bit e condivide la strada verso l’intelligenza artificiale. Lascia dietro di sé la polvere della bottega e gli strumenti da banco dell’arte antica del fare manuale, per traslocare nella moderna bottega digitale in simbiosi con i computer, ai quali fornisce istruzioni per realizzare macchine che lavorano da sole e realizzano prodotti ad elevato contenuto tecnologico, con una maggiore rapidità e perfezione. In entrambi i casi la passione governa l’azione dell’uomo dove mette l’Anima per realizzare i propri sogni.

L’intelligenza artificiale necessita della presenza costante dell’uomo e non può prescindere dall’essere costantemente osservata perché è comunque espressione della razionalità limitata dell’uomo, definita tale dal pioniere dell’intelligenza artificiale Herbert Alexander Simon: «l’uomo decide in base a scelte economicamente più vantaggiose non disponendo nello stesso istante di tutte le condizioni per compiere la scelta in assoluto migliore».

L’intelligenza artificiale consente di elaborare più velocemente i dati e di accedere ad un patrimonio digitale molto vasto ma sempre in termini di razionalità limitata, e non assoluti. La ricerca scientifica avanza ma sono ancora lontani i tempi nei quali potrà raggiungere l’Assoluto. Occorre investire nel capitale umano, non solo da un punto di vista professionale, ma anche morale, per il significativo contributo che può portare allo sviluppo di una società che impiega una tecnologia eticamente sostenibile, fondata sui valori e sui principi che governano e presiedono l’educazione civica.

Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’, ricorda che il rischio, se l’uomo prende il largo, è quello di una progressiva erosione del «capitale sociale ossia di quell’insieme di relazioni di fiducia, di affidabilità e di rispetto delle regole indispensabili ad ogni convivenza civile». Gary Baker, premio Nobel 1982, afferma che «il capitale umano riveste un ruolo centrale nello sviluppo del sistema economico di ogni paese». I governi devono porre massima attenzione allo sviluppo della intelligenza artificiale, che diventa il miglior modo per impostare un nuovo paradigma dell’etica, per dare un nuovo volto all’umanità. In questa direzione si è mossa la Comunità Europea che nel 2019 ha elaborato una serie di adempimenti ai quali si devono conformare le aziende che progettano sistemi di Intelligenza Artificiale affinché siano orientati al bene comune: la persona al centro del’ecosistema organizzativo.

Non basta quindi investire e disporre della migliore tecnologia, occorre saperla progettare e impiegare al meglio. E il modo migliore per farlo è investire sulle persone e sulle loro conoscenze, facendo in modo che queste risorse si dispieghino etiche in forma circolare, a vantaggio dell’organizzazione e della società futura.

Grazie al Dr. Alberto Nicolini per aver suggerito l’unione di “mani intelligenti”, utili per ideare e scrivere l’articolo.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 

  

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Economia Emilia

Editoriale:  -I predestinati.- Latte, crema e panna in trend positivo, Parmigiano Reggiano in leggera fluttuazione - Cereali e dintorni. Al momento nessuno scossone prevedibile - Al via il settembre gastronomico - Tacchino vegetale al 100% e molto altro, i prodotti dell’estro di Enzo Marascio -

cibus-36-8set19-COP.jpg
SOMMARIO Anno 18 - n° 36 8 settembre 2019
1.1 editoriale
I predestinati.
2.1 lattiero caseario Lattiero caseario. Latte, crema e panna in trend positivo, Parmigiano Reggiano in leggera fluttuazione
2.1 Bis lattiero caseario Lattiero caseari. tendenza
3.1 cereali e dintorni Cereali e dintorni. Al momento nessuno scossone prevedibile.
4.1 cereali e dintorni tendenze.
6.1 eventi gastronomici Al via il settembre gastronomico
7.1 eventi DOP Festival del Prosciutto Di Parma 2019
7.2 mangimistica EMILCAP, avviato l'iter per la nuova certificazione per una filiera garantita
8.2 governo Conte Bis, al giuramento
9.1 politica gastronomica Dalla Pastasciutta Antifascista al Tortellone Sovranista. La politica a tarallucci e vino?
9.2 bonifiche Ripristinata la funzionalità idraulica del Rio Grande a Borgonovo
10.1 vegan - novita’ Tacchino vegetale al 100% e molto altro, i prodotti dell’estro di Enzo Marascio
10.2 sicurezza alimentare Escherichia Coli fuori dai limiti, il Ministero richiama il "ghiaccio"
11.1 bonifica Piacenza Terminati i lavori di regimazione idraulica a Lugagnano
12.1promozioni “vino” e partners
13.1 promozioni “birra” e partners

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Grazie, è una parola che sembra scomparsa dal vocabolario della lingua italiana. Grazie evoca la reciprocità, il “vivere” grato la piacevolezza dell’incontro con l’altro senza “vivere” l’attesa dell’aspettativa, dove il beneficio reciproco si muove in forma circolare, ricorrente e senza fine: «grazie per il tempo che mi hai donato, per avermi pensato, per l’attenzione riservata».

Di Guido Zaccarelli Mirandola, 8 settembre 2019 - Grazie è una parola che trova la sua natura nella dimensione autopoietica impiegata in ogni circostanza senza indugio, o timore, di essere abusata nell’utilizzo. Sembra che la parola abbia smarrito il senso di appartenenza e diventata un sopramobile al quale togliere la polvere al mutare delle stagioni, che si dispiegano innanzi agli albori di questo terzo millennio, dove i bit corrono veloci, uno di seguito all’altro, senza sosta.
Scriverla, o pronunciarla, ha un significato enorme per l’energia luminosa che è in grado di infondere nell’uomo e il beneficio che è capace di trasmettere negli altri, quale espressione autentica della virtù che adorna e nobilita l’essere Persona immerso nell’alveo della gratitudine.

L’essere grato conduce l’uomo a riconoscere il gesto come l’espressione autentica del sentimento emotivo che va oltre la ragione e la pura razionalità. I benefici che ne derivano si ritrovano nella sua etimologia che esprime il piacere di “fare del bene” che conduce l’anima in uno stato di gioviale serenità. Grazie è l’espressione autentica di rara bellezza eufonica, e visiva, che rientra nell’immagine comune dei comportamenti legati all’eleganza dei costumi e dei comportamenti, “grazie ai quali” la persona esprime la sua identità.

La parola riporta alla semplicità per mostrare il volto di “chi sei” spesso tenuto in ombra dalla maschera velata della quotidianità. È talmente semplice ringraziare che la quotidianità l’ha persa per strada ritenendola ridondante rispetto alla sua forza energizzante che è in grado di esprimere. La velocità degli scambi comunicativi digitali toglie tutto ciò che adorna qualsiasi corpo testuale, o vocale, (buongiorno, cordiali saluti), facendolo rimanere solo con se stesso all’interno di un contesto enunciativo arido e freddo, “senza grazia”.

Il quotidiano è legato alla scansione del tempo dove le abitudini fanno parte della vita delle persone che si ripetono al momento e nelle circostanze in cui si trovano. Non ripetere la parola grazie significa, come afferma lo psicologo e filosofo tedesco Hermann Ebbinghaus , che identificò la curva dell’apprendimento e la curva dell’oblio, dimenticare. Il ricordo perde la traccia e gradualmente non ringraziare rientra nelle abitudini quotidiane. Ma grazie, possiede dentro di sé il carisma e l’autorevolezza proveniente dal latino charis che conduce a vedere l’altro come caro che infonde sentimenti di tenerezza.

Grazie, fin dalle sue origini, porta con sé il desiderio di coinvolgere emotivamente gli altri agendo sul fascino che l’autorevolezza è in grado di esprimere per accompagnare le persone a vivere uno “stato di grazia” dove abbracciare il sentimento della felicità. Grazie e felicità hanno qualcosa che le lega, il dono e la reciprocità, che trovano nel “dare senza perdere e prendere senza togliere” la vera natura della loro esistenza.
Qui si aprono le vie respiratorie verso il benessere che conduce ad armonizzare l’anima in ogni sua parte che inizia con “l’ascolto interiore” per approdare “all’ascolto esteriore” in un continuo andirivieni per ricordare all’uomo che grazie fa parte della vita quotidiana e deve essere ricordata per il bene che è in grado di esprimere, evitando di non ritrovarla quando viene ricercata nel vocabolario della lingua italiana. Grazie.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Lunedì, 02 Settembre 2019 12:08

Mirandola in festa sulle ali del volontariato

Mirandola in festa grazie all’azione messa in campo dai volontari che con impegno e dedizione hanno voluto donare alla propria Città due giornate dedicate alla spensieratezza ma anche alla riflessione mostrando le attività, che spesso sono nell’ombra, ma che sono fondamentali per il benessere di tutta la comunità mirandolese.

Di Guido Zaccarelli Mirandola 2 settembre 2019 - La solidarietà si riferisce all'agire in solidus, in modo concreto, per il benessere della persona. È un impegno etico e sociale che si svolge alla pari a favore di altri. Da non confondere con l'elemosina, che esprime un rapporto di disparità tra gli individui. Due giornate (il 31 Agosto e il 1° Settembre 2019) dove i cittadini hanno potuto incontrare le associazioni presenti nel territorio e i volontari, che donano il loro tempo alla vita sociale della città di Mirandola, e “misurare la solidarietà” come riporta il titolo della manifestazione. Misurare la solidarietà porta con se l’immagine del tempo assegnato al fare quotidiano per raggiungere insieme il bene comune.


L’incontro con Fabio Busi è di quelli che lasciano il segno pensando alla misura dell’impegno con il quale ha realizzato un roulette da destinare alla Protezione Civile per il coordinamento modenese:
«Il sisma del 2012 che ha colpito i territori dell’Emilia Romagna ha portato alla luce una rete di solidarietà umana senza precedenti dimostrando che le persone nel momento del bisogno sono presenti e si dispongono all’aiuto reciproco. La mia abitazione ha subito danni e una famiglia di Costa Volpino sul lago d’Iseo ha regalato alla mia famiglia una roulette. Ritornato nella mia abitazione, ho pensato che era giusto ricambiare questo gesto donando la roulette alla protezione civile. Lo stato di conservazione era tale da giustificare un intervento sostanziale tale da essere impiegata per il Centro Coordinamento del Soccorso. Il lavoro è stato lungo e molto difficoltoso, ma alla fine l’energia della solidarietà ha contribuito a superare gli ostacoli che incontravo, grazie anche alle persone che ho incontrato durante il cammino e che mi hanno aiutato anche finanziariamente per completare il progetto da destinare nei percorsi di emergenza o nelle manifestazioni nelle piazze.


Progetti futuri?:
«il progetto prevede di realizzare una roulotte per alleviare il disagio di una persona disabile con problemi motori, o di deambulazione, da mettere al coperto e al caldo, o al fresco, in base alle stagioni.
Cosa significa essere volontario?:
«Donare il proprio tempo e volontà a costo zero e guadagno zero. Significa mettere in campo le proprie forze, in base a quello che una persona può dare, e il benessere che si prova stimola al fare perché smuove l’energia dell’utilità verso il prossimo».

Italo Calvino, nelle Città invisibili narra: Marco Polo descrive un ponte pietra per pietra. Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? chiede Kublai Khan. Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra – risponde Marco – ma dalla linea dell'arco che formano. Kublai Khan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa. Polo risponde: Senza pietre non c'è arco.

 

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.
Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

 

 

Pubblicato in Lavoro Emilia
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