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Sabato, 01 Agosto 2020 14:38

Caso Dentix: Adiconsum diffida Deutsche Bank

"Devono essere i pazienti a scegliere da chi ricevere gli interventi necessari a completare le cure dentali lasciate in sospeso da Dentix. Per questo non possiamo accettare che alcune finanziarie si stiano 'prodigando' a studiare la possibilità di proseguimento delle cure interrotte e a contattare gli utenti, peraltro bypassando l'Associazione consumatori, per proporre strutture alternative (e, come ovvio, con loro convenzionate)".

Pubblicato in Cronaca Emilia

Adiconsum, boom di pratiche anche in lockdown: modenese recupera 4 mila euro da Poste Italiane

Si stanno rivolgendo numerosi ad Adiconsum Cisl Emilia Centrale i pazienti, anche reggiani, di Dentix Italia, celebre catena di centri odontoiatrici che ha presentato in tribunale istanza pre-fallimentare.

Mercato libero dell’energia: mercoledì 13 novembre a Modena incontro Adiconsum.
Modena -

Prospettive, pericoli e tutele del mercato libero dell’energia, che scatterà a metà 2020. Se ne parla dopodomani – mercoledì 13 novembre – a Modena in un incontro organizzato dall’Adiconsum Emilia Centrale (associazione consumatori della Cisl). L’iniziativa si svolge alle 9 all’auditorium “Romano Artioli” (palazzo Europa, lato via Rainusso). 
 
Intervengono il segretario Cisl Emilia Centrale Domenico Chiatto, la responsabile Adiconsum Emilia Centrale Adele Chiara Cangini, l’operatore Adiconsum Emilia Centrale Massimo Rancati e il segretario generale della Flaei Cisl Emilia-Romagna (sindacato lavoratori elettrici) Roberto Petri. 
Secondo una legge approvata nel 2017, dal 1° luglio 2020 il mercato di tutela per l'energia elettrica e il gas sarà sostituito dal mercato libero: ciò significa che i consumatori potranno scegliere a quale azienda affidarsi per i contratti di luce e gas.
Nel corso dell’incontro vengono presentati i risultati dell’indagine “Conosci il mercato libero?” realizzata dall’Adiconsum nell’ambito del progetto regionale denominato “Formiamo consumAutori del futuro”.
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Terremoto e alluvione: Adiconsum assiste aventi diritto contributo Regione per maggiori interessi maturati a seguito sospensione mutui. Alcuni esempi

A una coppia di San Martino in Rio la Banca Credem ha richiesto 522 euro per un periodo di sospensione di 6 mesi; a un pensionato di Guastalla, Emilbanca - credito cooperativo, ha richiesto 1313 euro per 6 mesi di sospensione; a una coppia di Boretto, sempre il Credito Cooperativo ha richiesto 4.110 euro per 6 mesi di sospensione.

Sono alcuni casi di cittadini aventi diritto alla concessione dei contributi della Regione Emilia-Romagna per il pagamento dei maggiori interessi maturati entro il 31 dicembre 2018 in conseguenza della sospensione delle rate dei mutui e finanziamenti a seguito dei terremoti del 20 e 29 maggio 2012, delle alluvioni e altri eventi atmosferici del 2014.

La Regione rimborsa l'85% entro 60 giorni dalla presentazione della domanda e il residuo 15% entro il 31 maggio 2020. Per ottenere il contributo occorre presentare una domanda e allegare il conteggio degli interessi effettuato dalla propria banca. In collaborazione con Adiconsum (associazione consumatori della Cisl), la Cisl Emilia Centrale ha attivato un servizio per gestire le domande di contributo, che vanno inviate entro il 31 ottobre 2019.

«In questi giorni numerosi cittadini si rivolgono ai nostri uffici per chiederci assistenza nella compilazione e trasmissione della domanda di contributo alla Regione Emilia-Romagna – spiega Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Cisl Emilia Centrale - Per poter inoltrare la domanda, gli aventi diritto devono presentarsi nei nostri uffici con la dichiarazione della banca presso la quale hanno acceso il mutuo che certifica l’ammontare dei contributi pagati. La nostra assistenza consiste nel compilare il modulo telematico e inviarlo all’indirizzo Pec della Regione unitamente alla certificazione bancaria».

A Reggio Emilia il servizio è curato da Massimo Rancati, operatore Adiconsum. Per Guastalla, Poviglio, Bassa Reggiana, se ne occupa Aziz Sadid, responsabile Cisl di zona. Il servizio è gratuito per gli iscritti alla Cisl.

Adiconsum conclude spiegando che al momento si stanno presentando le richieste di contributo per gli interessi maturati al 31 dicembre 2018, ma analoga domanda potrà essere presentata entro il 30 marzo 2020 per gli interessi maturati al 31 dicembre 2019.

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Da alcuni giorni Fidenza è al centro dell’attenzione mediatica per quello che ormai viene chiamato “Il caso Lambri”. Lei è Antonella Lambri, consulente finanziaria di San Paolo Invest molto nota a stimata, che gestiva – nel suo ufficio di Piazza Duomo, ora chiuso – i portafogli di oltre 800 clienti. 

di LGC Parma 1 agosto 2019 -Madrina de "Il Salotto Finanziario" di fronte al Duomo di Fidenza, e autrice dell'autobiografia "Passione Finanza", Antonella Lambri dava l'impressione fino ai primi di luglio del modello ideale di consulente finanziario cui tendere. Prima consulente di Sanpaolo Invest e premiata con l' "Eccellenza della consulenza finanziaria in Italia" nel 2008, grazie ai suoi record di portafoglio e costante raccolta, Antonella Lambri era solita raccontare che "Tra le caratteristiche che mi hanno consentito di diventare la consulente finanziaria numero uno per il gruppo Sanpaolo Invest in Italia ci sono senz’altro la tenacia e la resistenza".

Poi l'inchiesta e la chiusura dell'ufficio, del sito web e dei profili social e conseguentemente il panico si scatena tra i risparmiatori (circa 800) che alla consulente si erano affidati.

La SanPaolo Invest ha contattato, nei giorni scorsi, i risparmiatori per effettuare una verifica delle posizioni patrimoniali: alcuni affermavano di aver riscontrato mancanze di denato, ma tutto è ancora in fase di verifica da parte dell’azienda e delle autorità competenti.

Intesa San Paolo Invest sta ora inviando informative scritte ai clienti, comunicando che la Lambri non lavora più per loro, che il negozio finanziario di Fidenza è stato chiuso e che saranno contattati dal personale dell’agenzia loro più vicina, per verificare le singole posizioni. Il caso non è infatti confinato alla provincia di Parma: la Lambri gestiva centinaia di posizioni, con clienti anche su Reggio Emilia, Modena, Piacenza e Mantova.

"Qualora si rilevino mancanze sui propri risparmi affidati alla consulente finanziaria, è possibile rivolgersi alla propria sede di Adiconsum Emilia Romagna, sia per valutare eventuali proposte di risoluzione bonaria avanzate da San Paolo Invest, sia qualora, diversamente, si faccia leva sul fatto che si tratta di una consulente esterna e non di una dipendente per escludere la responsabilità in solido della Banca per i danni arrecati ai clienti."

 

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Una guida, un numero di telefono e una mail dedicata. Sono gli strumenti messi a disposizione dei consumatori coinvolti nel fallimento della Mercatone Uno. L’iniziativa è di Adiconsum, l’associazione consumatori della Cisl che ha lanciato una campagna per stilare un elenco dei crediti vantati da sottoporre al governo alla ricerca di possibili soluzioni.

«A fronte delle numerose richieste di assistenza giunte alle nostre sedi territoriali, ci siamo attrezzati per venire incontro ai consumatori colpiti dalla vicenda Mercatone Uno – spiega la responsabile Adiconsum Emilia Centrale Adele Chiara Cangini – A livello nazionale Adiconsum ha lanciato una campagna, realizzato una guida dedicata, attivato un servizio telefonico e una mail. Questo perché le tutele per i consumatori sono diverse e variano in base alle modalità di pagamento effettuate».

La guida di Adiconsum è la prima realizzata ad hoc per gestire il caso di un’azienda che ha arrecato danni a una collettività di consumatori. Nella guida il consumatore trova tutte le istruzioni a seconda del proprio caso: pagamento con finanziamento; pagamento con carta di credito; domanda di insinuazione al passivo.

Adiconsum ha lanciato, inoltre, una campagna con l’obiettivo di stilare un elenco dei crediti che le verranno segnalati e sottoporlo all’attenzione del governo, per trovare le soluzioni possibili. Tutte le strutture territoriali Adiconsum sono pronte a fornire l’assistenza necessaria.
I consumatori sono invitati a recarsi presso la sede Adiconsum più vicina, portando con sé tutte le carte relative all’ordinazione della merce.
Per saperne di più, i consumatori possono telefonare dal lunedì al venerdì allo 0522357412, oppure scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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La modalità è sempre la stessa: suonano alla porta di casa, insistono per entrare, mostrano un catalogo di prodotti per la casa e si fanno firmare una "specie" di ricevuta.

Invece è un contratto di acquisto, spesso del valore di alcune migliaia di euro (fino a 10 mila).

La famigerata "truffa del catalogo" non passa mai di moda. Negli ultimi giorni una ventina di cittadini modenesi ha segnalato ad Adiconsum Emilia Centrale (l'associazione consumatori della Cisl) di esserne rimasta vittima.

«Si tratta di una pratica ingannevole messa in atto da diverse aziende che cambiano continuamente ragione sociale – racconta l'operatrice Adiconsum Emilia Centrale Patrizia Barletta – I commerciali incaricati operano "porta a porta", prendendo preferibilmente di mira anziani e persone sole in casa. Una volta entrati nell'abitazione, con pressioni più o meno insistenti, chiedono quella che pare essere un'innocua firma per ricevuta di un catalogo di offerte di mobili, materassi e arredi. Solo in seguito il malcapitato si accorge di aver sottoscritto un vero e proprio contratto, con impegno ad acquistare merce per migliaia di euro per più anni, spesso persino con un oneroso finanziamento accessorio».

L'associazione consumatori della Cisl spiega che la via d'uscita dipende soprattutto dall'atteggiamento del venditore, una volta ottenuta la firma. Se la copia del contratto viene immediatamente consegnata all'ignaro acquirente, è sufficiente esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni, come di prassi per i contratti conclusi fuori dai locali commerciali.
Se, invece, il raggiro viene scoperto solo dopo la scadenza di questo termine, le cose si fanno più complicate, specie se si cede al versamento di una quota a titolo di caparra sotto la promessa di "uscire dal circuito" con un unico acquisto. Ecco perché è opportuno seguire alcuni consigli, utili per difendersi anche in via preventiva.

«Innanzitutto occorre prestare sempre la massima attenzione a cosa si firma, specie quando si tratta, come in questo caso, di documenti su carta copiativa – spiega Barletta -
Se si è firmato, il consiglio è non consegnare alcuna somma di denaro, soprattutto contanti, nemmeno sotto la minaccia di azioni legali da parte dell'azienda venditrice. Siamo di fronte, infatti, a una pratica commerciale scorretta e il vincolo contrattuale è comunque nullo perché affetto da vizio del consenso.
Se si è ricevuta merce a casa, siano campioni pubblicitari o propriamente mobili d'arredo, - continua l'operatrice Adiconsum - è consigliabile lasciarla imballata, immacolata e pronta a essere restituita, anche perché spesso si tratta di vere e proprie "patacche", o comunque di merce di valore di molto inferiore al prezzo di vendita richiesto.
Bisogna ricordarsi che un eventuale finanziamento sottoscritto assieme al contratto di vendita si qualifica come "accessorio" a quello principale: se quest'ultimo decade, ad esempio perché si è esercitato il diritto di recesso, anche il primo resta privo di effetti».

Chi rimane vittima di questi raggiri può rivolgersi ad Adiconsum Emilia Centrale (per Modena telefonare allo 059 890897) non solo per ricevere assistenza e far decadere ogni vincolo contrattuale, ma anche per segnalare questi casi – e dunque queste aziende – all'Agcm (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

 

 

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