Domenica, 28 Giugno 2026 07:45

Una rata non pagata basta per finire nella Centrale Rischi? La Cassazione risponde di no. In evidenza

Scritto da

Di Mario Vacca Parma, 28 giugno 2026 - Immaginate di essere un imprenditore. Un cliente ritarda alcuni pagamenti. Anche voi attraversate un momento di tensione finanziaria e decidete di rinviare qualche rata del leasing. Nulla di drammatico, pensate. Può capitare a molte aziende.

Qualche settimana dopo, però, scoprite di essere stati segnalati «a sofferenza» nella Centrale Rischi della Banca d’Italia. Da quel momento ottenere un nuovo finanziamento diventa improvvisamente più difficile. Alcune banche iniziano a guardare la vostra impresa con maggiore prudenza.

La domanda è semplice: può davvero bastare una rata non pagata perché accada tutto questo? Secondo la Corte di Cassazione, la risposta è no.

La Centrale Rischi della Banca d'Italia è una grande banca dati utilizzata dagli intermediari per conoscere l'esposizione debitoria di imprese e privati. Non è una lista di cattivi pagatori, dovrebbe rappresentare in modo fedele l'affidabilità finanziaria del soggetto censito. Per questo motivo una segnalazione a sofferenza è la classificazione più grave e può incidere sulla possibilità di ottenere nuovi affidamenti, sulla continuità aziendale e persino sui rapporti con clienti e fornitori.

La recente ordinanza della Corte di Cassazione del 12 marzo 2026 ha ricordato un principio fondamentale, ovvero che  il semplice ritardo nel pagamento non basta per giustificare una segnalazione a sofferenza. Prima di procedere la banca deve valutare la situazione patrimoniale e finanziaria complessiva del debitore.

Una difficoltà temporanea non è sinonimo di insolvenza. È questa la vera chiave della decisione.

Pensiamo, ad esempio, ad un'impresa che aspetta l'incasso di importanti fatture e, nel frattempo, ritarda alcune rate di un leasing. È davvero insolvente? Probabilmente no. Sta vivendo un problema di liquidità che, da solo, non giustifica la classificazione più penalizzante.

Nel caso deciso dalla Suprema Corte, la Corte d'Appello aveva ritenuto sufficiente il mancato pagamento di alcuni canoni di leasing. La Cassazione ha censurato questa impostazione, ricordando che la normativa e le Istruzioni della Banca d'Italia impongono un'autonoma verifica della reale solvibilità del cliente.

Esiste poi una garanzia che molti imprenditori non conoscono. Prima della segnalazione negativa, il cliente deve essere preventivamente informato. Non si tratta di una semplice formalità, il preavviso serve a consentire al debitore di chiarire la propria posizione, contestare eventuali errori o regolarizzare il rapporto prima che la segnalazione produca effetti.

Molti tendono a confondere la Centrale Rischi della Banca d'Italia con i sistemi privati di informazioni creditizie, come CRIF, Experian o CTC. Si tratta di strumenti diversi, ma accomunati dall'esigenza che le informazioni siano corrette, aggiornate e raccolte nel rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento.

Quando riceve una comunicazione di segnalazione o scopre di essere stato censito, è opportuno verificare le ragioni della classificazione, richiedere la documentazione alla banca e valutare, con il supporto di un professionista, se siano stati rispettati i presupposti sostanziali e procedurali previsti dalla legge.

La sentenza non afferma che chi non paga abbia sempre ragione. Dice qualcosa di diverso e, forse, di ancora più importante ovvero che  ogni impresa ha diritto ad essere valutata per quello che realmente è, e non per una fotografia scattata in un momento di difficoltà.

Una rata pagata in ritardo può rappresentare un incidente di percorso. L'insolvenza è un'altra cosa. Confondere le due situazioni significa mettere a rischio il futuro di un'azienda e compromettere l'affidabilità dell'intero sistema del credito.

Le imprese non falliscono per una rata pagata in ritardo. Possono invece subire conseguenze gravissime se una fotografia momentanea viene scambiata per un giudizio definitivo. La Cassazione ricorda alle banche che dietro ogni numero c'è un'azienda, con la sua storia, i suoi clienti, i suoi dipendenti e il suo futuro. Ed è proprio quel futuro che una segnalazione deve rappresentare con equilibrio, prudenza e responsabilità.

La Bussola d'Impresa - Mario Vacca

“Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito la cultura aziendale ed ho potuto specializzarmi nel management dell’impresa e contestualmente ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni ricoprendo diverse attività sino al ruolo di vice presidente.

Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho accettato di fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.

Le competenze acquisite mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza in qualità di Manager al servizio delle aziende per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari efficientando il controllo di gestione e la finanza d’impresa.

Un iter professionale che mi ha consentito di sviluppare negli anni competenze in vari ambiti, dalla sfera Finanziaria, Amministrativa e Gestionale, alle dinamiche fiscali, passando attraverso esperienze di "start-up", M&A e Turnaround, con un occhio vigile e sempre attento alla prevenzione del rischio d’impresa.

Un percorso arricchito da anni di esperienza nella gestione di Risorse Umane e Finanziarie, nella Contrattualistica, nella gestione dei rapporti diretti con Clienti e Fornitori, nella gestione delle dinamiche di Gruppo con soci e loro consulenti. 

Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di anticipare e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari delle attività.

Il mio agire è sempre stato caratterizzato da entusiasmo e passione in tutto quello che ho fatto e continuo a fare sia in ambito professionale che extra-professionale, sempre alla ricerca dell'innovazione e della differenziazione come caratteristica vincente.

La passione per la cultura mi ha portato ad iscrivermi all’Ordine dei Giornalisti ed a  scrivere articoli di economia pubblicati nella rubrica “La Bussola d’Impresa” edita dalla Gazzetta dell’Emilia ed a collaborare saltuariamente con altre testate.

La stessa passione mi porta a pianificare ed organizzare eventi non profit volti al raggiungimento di obiettivi filantropici legati  alla carità ed alla fratellanza anche attraverso  club ed associazioni locali. 

Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.

Il mio impegno è lavorare sodo con etica, lealtà ed armonia.”

Contatto Personale: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Profilo Professionale: https://www.gazzettadellemilia.it/economia/itemlist/user/981-la-bussola-soluzioni-d-impresa.html

 

È GRATIS! Clicca qui sotto e compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna quotidiana.



"Gazzetta dell'Emilia & Dintorni non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio e a conservare la nostra indipendenza, con una piccola donazione. GRAZIE"