Martedì, 02 Giugno 2026 15:35

Lettere al direttore. In Italia troppe fragilità. In evidenza

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Da Rino Basili Parma, 1 giugno 2026 -

Egregio Direttore,

il nostro è un Paese con fragilità sociali diffuse, e con nodi che, se non sciolti, rischiano di stringerci in una morsa irreversibile, tra lo spopolamento legato alla bassa natalità e alla fuga dei giovani all'estero e con una crescente sfiducia nel futuro.

Sembra che tra i dati più significativi spicchi il giudizio negativo sull'andamento dei prezzi, le categorie con i rincari più pesanti sono i generi alimentari, carburanti, pasti fuori casa, viaggi e vacanze, poi l'acquisto della casa o il pagamento dell'affitto che mette in difficoltà quasi il 50% delle famiglie, seguono le utenze, il mutuo e le spese mediche. Ne consegue una quota molto elevata di famiglie che arriva a fine mese con difficoltà e un terzo deve usare i risparmi accumulati.

Le rinunce più difficili sono quelle relative alle cure per la salute, molte le cause: sottofinanziamento del nostro Sistema Sanitario con lunghe liste d’attesa, chiusura di reparti per mancanza di personale, emigrazione di infermieri e medici verso altri Paesi, in quanto lì vengono pagati di più.

La stagnazione dei salari nel mercato del lavoro italiano continua a essere uno dei nodi più difficili da sciogliere, negli ultimi trent’anni invece sono aumentati fino a raddoppiare in molti paesi Europei. Le cause sono molteplici e strutturali, come la bassa produttività, il costo dell’energia, le inefficienze burocratiche. 

Quindi bisogna agire sul cuneo fiscale perché è troppo alto, rinnovare i tanti contratti scaduti rendendo il sistema più veloce, aiutare le aziende ad essere più produttive e puntare sulla formazione dei lavoratori per dare loro più competenze al fine di guadagnare di più.

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