Nel 2023, secondo i dati UE, il mix energetico italiano è consistito per il 38% di greggio e altri prodotti petroliferi, e per il 35,1% di gas naturale. Il nostro paese è ancora profondamente legato all’energia fossile, a dispetto dello sviluppo delle rinnovabili, e tale vulnerabilità è amplificata dalla natura molto energivora del manifatturiero italiano, a partire da pilastri del Made in Italy come il metalmeccanico, le costruzioni, la chimica.
«Gli shock energetici hanno sempre rappresentato una minaccia per il manifatturiero italiano, dallo shock del 1973 sino a quelli, più recenti, causati dall’invasione statunitense dell’Iraq nel 2003 e dall’aggressione russa all’Ucraina nel 2022» dichiara Gabriele Catania, cofondatore della società di analisi e formazione Bericus, e autore del saggio geopolitico Petrolio Shock (Castelvecchi, 2009), dedicato proprio alle conseguenze economiche dei rincari energetici provocati dall’invasione dell’Iraq e ai gravi rischi collegati a un attacco di Washington a Teheran. «Attualmente il grande sconfitto geopolitico è l’Iran, ma anche l’Europa dal punto di vista economico, dato che il nostro continente importa dagli Stati Uniti e altri paesi GNL e prodotti petroliferi».
In Italia poi, rispetto ad altri grandi paesi europei come la Germania e la Francia, il tessuto produttivo è caratterizzato da una maggiore presenza di PMI, le più vulnerabili al caro-energia. E se la transizione energetica è sempre più urgente, non solo per motivi geopolitici ed economici ma anche ambientali, sociali e umanitari, essa avrà bisogno di tempo; ecco perché oggi sono cruciali tecnologie all’avanguardia in grado di contribuire alla difesa delle aziende dagli shock energetici. Tecnologie come quelle dell’emiliana Astreo.
Tech company con quartier generale a Bologna (presso il Bi-Rex) e ufficio a San Benedetto del Tronto (AP), Astreo opera in tutta Italia, e di recente è sbarcata anche in Svizzera. Specializzata proprio nel monitoraggio e nell’ottimizzazione dell’energia in ambito industriale (specie a vantaggio delle PMI) Astreo ha sviluppato innovative soluzioni IoT plug & play, in grado di ridurre i consumi energetici delle aziende tra il 10% e il 30%.
«Il tallone d’Achille del nostro manifatturiero d’eccellenza è proprio l’alto costo dell’energia – spiega l’ingegner Alberto Marri, CEO e socio cofondatore della tech company –. In tempi complessi come quelli che stiamo vivendo, segnati da continue crisi e tensioni geopolitiche che contribuiscono al rincaro delle bollette, la tecnologia è la prima soluzione. Non per cancellare le crisi, ma per attutire i colpi, e sostenere le imprese manifatturiere italiane, che d’altra parte mostrano una resilienza e una tenacia mirabili».
Continua Marri: «Con le nostre soluzioni digitalizziamo, e rendiamo controllabile da remoto, ogni stabilimento, che diventa così più sostenibile sia a livello economico che ambientale. Infatti i nostri sensori estraggono i dati dai macchinari e la nostra energy dashboard li rende fruibili al management, consentendo di monitorare la linea produttiva in tempo reale». Monitoraggio e ottimizzazione sono legati a doppio filo. Quando uno stabilimento produttivo è digitalizzato e i dati sono disponibili (e facilmente fruibili), si possono intraprendere azioni concrete in tempo reale per abbassare l’impatto energetico e ambientale, con benefici economici tangibili. Oggi più che mai necessari.
Bericus srl è una società di analisi e formazione che con la sua attività supporta le PMI, le startup e le scaleup tech nella costruzione di ecosistemi.
Per ulteriori informazioni su Astreo si visiti il sito: https://www.astreotech.com/it











































































