La recente sentenza del Consiglio di Stato è intervenuta con una posizione che, se da un lato conferma il divieto di accesso tramite cassette porta-chiavi o “key box”, dall’altro apre in modo significativo all’uso delle tecnologie digitali per il riconoscimento a distanza. Una scelta destinata ad incidere profondamente sulle modalità operative di chi gestisce locazioni turistiche, offrendo una nuova interpretazione del concetto di sicurezza in un mondo sempre più digitale.
I giudici hanno infatti stabilito che l’identificazione “de visu” resta obbligatoria, ma hanno precisato che questa non deve essere necessariamente analogica. Può avvenire anche attraverso un collegamento video in tempo reale, tramite videocitofoni, app dedicate o dispositivi installati all’ingresso dell’immobile, a condizione che siano in grado di verificare la corrispondenza tra il volto della persona e il documento di identità esibito. Si tratta di un passaggio cruciale, perché introduce nella normativa un principio di modernizzazione che fino a oggi era interpretato in modo molto più rigido, dando nuova linfa a un settore che vive proprio sulla capacità di coniugare flessibilità e rispetto delle regole. Non è un caso che molte associazioni di categoria abbiano accolto con favore la sentenza: l’obiettivo non è penalizzare i gestori, ma garantire un meccanismo di controllo che rispetti gli obblighi di legge con strumenti più adeguati all’era digitale.
La questione si inserisce in un momento già particolarmente vivace sul piano politico e fiscale. Con la prossima legge di Bilancio, il Governo sta valutando una revisione della cedolare secca per gli affitti brevi, con l’ipotesi di riportarla al 21% solo per chi gestisce fino a tre immobili, mentre per gli altri l’aliquota potrebbe stabilizzarsi al 26%.
Al centro del dibattito c’è anche la definizione del limite oltre il quale scatta l’attività d’impresa: oggi è fissato a cinque immobili, ma l’orientamento sembra andare verso una riduzione a tre, allineando di fatto la disciplina fiscale a quella operativa. Tutti questi elementi convergono verso un’evidente tendenza: il mercato si sta strutturando, e chi vuole rimanere competitivo dovrà investire in tecnologie, qualità del servizio e trasparenza gestionale.
Oggi, dopo la decisione del Consiglio di Stato, i proprietari ed i gestori possono contare su un quadro più chiaro. Non potranno più consegnare le chiavi lasciandole in cassette metalliche, ma potranno adottare sistemi di smart check-in che utilizzano la video-identificazione, come già accade negli aeroporti, nelle banche e in diversi servizi pubblici. La tecnologia non viene quindi bandita, bensì disciplinata: gli strumenti devono essere in grado di garantire l’effettiva identificazione dell’ospite, tutelando sia la sicurezza pubblica sia gli interessi dei gestori che, fino a oggi, si sono spesso trovati tra l’incudine della burocrazia ed il martello delle esigenze operative. È un equilibrio nuovo, che consente allo stesso tempo controllo ed innovazione.
La sensazione è che questa sentenza, unita ai possibili ritocchi fiscali in arrivo, possa contribuire a un’evoluzione del settore. Non tutti resteranno sul mercato: la tendenza è verso una maggiore selezione, dove i gestori più professionali, organizzati e pronti ad investire in tecnologie adeguate avranno un vantaggio competitivo rispetto a chi ha operato finora in modo più improvvisato. Le piattaforme tecnologiche sono già disponibili, le soluzioni di video-riconoscimento sono mature ed i costi sono diventati accessibili. Il vero cambiamento sarà culturale: passare dall’idea di ospitalità “casalinga” a un modello più strutturato, trasparente e compatibile con le richieste di sicurezza che il legislatore ed il Viminale hanno posto sin dall’inizio.
La direzione è tracciata: più regole, più tecnologia, più tutela per tutti. E per i gestori più preparati questo non è un limite, ma un’opportunità.
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La Bussola d'Impresa - Mario Vacca
“Mi presento, sono nato a Capri nel 1973, la mia carriera è iniziata nell’impresa di famiglia, dove ho acquisito la cultura aziendale ed ho potuto specializzarmi nel management dell’impresa e contestualmente ho maturato esperienza in Ascom Confcommercio per 12 anni ricoprendo diverse attività sino al ruolo di vice presidente.
Per migliorare la mia conoscenza e professionalità ho accettato di fare esperienza in un gruppo finanziario inglese e, provatane l’efficacia ne ho voluta fare una anche in Svizzera.
Le competenze acquisite mi hanno portato a collaborare con diversi studi di consulenza in qualità di Manager al servizio delle aziende per pianificare crescite aziendali o per risolvere crisi aziendali e riorganizzare gli assetti societari efficientando il controllo di gestione e la finanza d’impresa.
Un iter professionale che mi ha consentito di sviluppare negli anni competenze in vari ambiti, dalla sfera Finanziaria, Amministrativa e Gestionale, alle dinamiche fiscali, passando attraverso esperienze di "start-up", M&A e Turnaround, con un occhio vigile e sempre attento alla prevenzione del rischio d’impresa.
Un percorso arricchito da anni di esperienza nella gestione di Risorse Umane e Finanziarie, nella Contrattualistica, nella gestione dei rapporti diretti con Clienti e Fornitori, nella gestione delle dinamiche di Gruppo con soci e loro consulenti.
Nel corso degli anni le esperienze aziendali unite alle attitudini personali mi hanno permesso di sviluppare la capacità di anticipare e nel contempo essere un buon risolutore dei problemi ordinari e straordinari delle attività.
Il mio agire è sempre stato caratterizzato da entusiasmo e passione in tutto quello che ho fatto e continuo a fare sia in ambito professionale che extra-professionale, sempre alla ricerca dell'innovazione e della differenziazione come caratteristica vincente.
La passione per la cultura mi ha portato ad iscrivermi all’Ordine dei Giornalisti ed a scrivere articoli di economia pubblicati nella rubrica “La Bussola d’Impresa” edita dalla Gazzetta dell’Emilia ed a collaborare saltuariamente con altre testate.
La stessa passione mi porta a pianificare ed organizzare eventi non profit volti al raggiungimento di obiettivi filantropici legati alla carità ed alla fratellanza anche attraverso club ed associazioni locali.
Mi piace lavorare in squadra, mi piace curare le pubbliche relazioni e, sono convinto che l’unione delle professionalità tra due singoli, non le somma ma, le moltiplica.
Il mio impegno è lavorare sodo con etica, lealtà ed armonia.”
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