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Lunedì, 03 Febbraio 2020 07:53

Millennial e GenZ: il lavoro che cambia

Nomadismo digitale, smart working, lavoro Agile, welfare aziendale e flessibilità, per chi è nato prima del 1981 questi termini potrebbero sembrare distanti dal mondo del lavoro sinora conosciuto. Per le nuove generazioni sono invece le colonne portanti della vita lavorativa, o forse della vita in generale.

Millennial

Continuamente citati dai media, chi sono i millennial o Generazione Y?

Si indicano così le persone nate tra il 1981 e il 1996: si tratta di una generazione nativa digitale, ossia che ha imparato durante gli anni dell’infanzia a utilizzare le nuove tecnologie, assistendo al suo veloce sviluppo.

La loro caratteristica principale è quella di essere nati in un momento di prosperità economica, in cui è stato insegnato loro chesarebbero riusciti a ottenere qualsiasi cosa, se lo avessero voluto abbastanza, ma di essere diventati adulti in un momento di profonda crisi, che ha in parte demolito le loro certezze.

È proprio per questo motivo che i Millennial hanno dovuto ingegnarsi per costruire il proprio futuro e vedono l’unica possibilità di successo nella flessibilità: concetto chiave nel mondo del lavoro e nella vita di tutti i giorni.

I Millennial cercano dal lavoro prima di tutto gratificazione ed equilibrio con la vita privata: la maggior parte di loro infatti preferisce avere benefit e smart working piuttosto che uno stipendio più alto.

Secondo uno studio della Bentley University, il 77% delle persone di questa generazione crede che con orari di lavoro più flessibili la produttività aumenterebbe.

La situazione di precariato nel lavoro ha aguzzato l’ingegno della Generazione Y, che presenta spiccate abilità di problem solving, oltre alla capacità di multitasking, ossia di occuparsi di più cose nello stesso momento.

Generazione Z

Appartiene a tutta un’altra categoria invece la generazione successiva, la Generazione Z.

A differenza dei Millennial, i GenZ sono nati con l’uso degli smartphone, non hanno assistito alla crescita della tecnologia e di internet, ma vi sono stati immersi da subito.

Parte delle caratteristiche che differenziano la Generazione Z dai Millennial è l’aver assistito ad alcuni dei cambiamenti epocali della nostra storia contemporanea, come l’attacco alle Torri Gemelle, il primo presidente USA nero, il primo iPhone.

Se i Millennial hanno conosciuto il mondo prima e dopo questi eventi, i GenZ conoscono il mondo per come è attualmente: quei cambiamenti sono già dati di fatto.

Questa generazione è caratterizzata da una sfiducia generalizzata: se i Millennial sono stati piccoli in un’epoca di prosperità, con grandi speranze per il futuro, i GenZ sono nati con la crisi, senza l’illusione di un futuro roseo.

È un segno distintivo la propensione a considerare la diversità come un valore aggiunto, invece che come una caratteristica da cui essere spaventati e diffidenti.

La grande sfida della GenZ è migliorare il mondo: non si tratta di una generazione di idealisti, ma invece di un gruppo molto realista che vuole lavorare duro per costruire un mondo migliore di quello in cui è nato.

Sono inoltre molto più pragmatici dei Millennial, e già da giovanissimi iniziano a programmare il loro futuro finanziario.

Da un ambiente di lavoro cercano prima di tutto stimoli e valorizzazione, svolgendo una occupazione che li appassioni e permetta loro di crescere e fare carriera.

Cercano più dell’equilibrio: una vera e propria integrazione tra lavoro e passioni, portando così a casa le soddisfazioni lavorative e sul lavoro il proprio valore aggiunto.

È la routine il nemico giurato di una generazione che vive nell’assoluta mancanza di noia, sottoposta a continue stimolazioni da moltissime fonti diverse.

Il futuro delle nuove generazioni

“Il mondo sta cambiando” non è un semplice modo di dire ma la presa di coscienza che tutto è in divenire, soprattutto nel mondo del lavoro. Le nuove generazioni cercano il proprio posto nel mondo, abbattendo confini e investendo nelle proprie competenze alla ricerca di una posizione che unisca passioni e interessi. 

A questo link è disponibile il video in cui i millennials di Coopservice si raccontano e raccontano la loro esperienza nel mondo del lavoro. Quali sono i loro valori? Quali le loro aspettative? Qual è la loro idea di futuro? 

Lo sguardo è rivolto verso la formazione alla quale le aziende dovrebbero offrire il giusto spazio, essendo un fattore imprescindibile per la meritocrazia, valore al quale le nuove generazioni rivolgono speranze, tempo e denaro.

Di   16 Ottobre 2019

 

Pubblicato in Lavoro Emilia
Giovedì, 31 Ottobre 2019 05:52

Coopservice a Ecomondo: uniti per un mondo migliore

Di Coopservice 30 Ottobre 2019 - Dal 5 all’8 novembre vi aspettiamo a Ecomondo, la fiera che vuole favorire lo sviluppo di un ecosistema imprenditoriale innovativo e sostenibile, presidiando tutta la filiera dell’economia circolare e favorendo il networking internazionale.

Il XXI secolo è stato definito il “secolo dell’ambiente”. I governi, così come i singoli cittadini, non possono più presumere che le sfide sociali come l’inquinamento, il calo delle risorse naturali e il cambiamento climatico possano essere riservate alle generazioni future.

Attraverso politica, ricerca, istruzione, incentivi e relazioni lungimiranti con l’industria, il governo può svolgere un ruolo centrale nella costruzione di un futuro verde.

Le prospettive di successo non sono mai state così grandi. Un’era nascente di creatività e innovazione nella “tecnologia verde” (nota anche come “tecnologia pulita”) sta portando la promessa di un pianeta più sano, così come la prospettiva di imprese in crescita che possano sostenerne la salute. Il fermento che si sta formando attorno a questo settore ricorda i primi anni della rivoluzione informatica.

La speranza è che questo campo possa portare innovazione e cambiamenti nella vita quotidiana con lo stesso impatto dei personal computer e di internet.

Gli obiettivi della green industry


Gli obiettivi di questa industry in rapida crescita includono:

Sostenibilità: soddisfare le esigenze della società con modalità che evitino di danneggiare o esaurire le risorse naturali. In breve, soddisfare le esigenze attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie.
Design “Cradle to cradle” (ovvero “dalla culla alla culla): creare prodotti utilizzando materiali che possano essere completamente recuperati o riutilizzati.
Riduzione di sprechi e inquinamento modificando i modelli di produzione e consumo.
Innovazione: sviluppo di alternative alle tecnologie tradizionali, che siano combustibili fossili o agricoltura ad alta intensità chimica, che hanno dimostrato di danneggiare la salute e l’ambiente.
Sostenibilità economica: creare un centro di attività economica attorno a tecnologie e prodotti a beneficio dell’ambiente, accelerandone l’implementazione e creando nuove carriere che proteggano veramente il pianeta.
Aree di applicazione della green industry
I principi della ecosostenibilità si applicano ormai in un grande numero di industry. Vediamo qualche esempio di come si stanno sviluppando i settori dell’economia più colpiti da questa rivoluzione.

Energia
Forse il problema più urgente per la tecnologia verde, il settore dell’energia mira allo sviluppo di combustibili alternativi, di nuovi mezzi per generare energia ed efficienza energetica senza inquinare.

Bioedilizia
La bioedilizia comprende tutto, dalla scelta dei materiali di costruzione a quella dell’ubicazione delle nuove costruzioni. L’architettura e l’urbanistica si evolvono per avere un impatto meno devastante sull’ambiente.

Chimica
L’invenzione, la progettazione e l’applicazione di prodotti e processi chimici per ridurre o eliminare l’uso di sostanze pericolose per l’ambiente.

Nanotecnologia
La nanotecnologia prevede la manipolazione di materiali su scala nanometrica, un miliardesimo di metro. Alcuni scienziati ritengono che sia in arrivo la padronanza di questo settore che potrebbe trasformare radicalmente il modo in cui produciamo materiali e prodotti. La “nanotecnologia verde” è l’applicazione della chimica green e dei principi di ingegneria green in questo campo.

Ecomondo: la fiera della green technology
Ecomondo è una fiera internazionale che, a Rimini, unisce in un’unica piattaforma tutti i settori dell’economia circolare: dal recupero di materia ed energia allo sviluppo sostenibile.

Vengono presentate le nuove priorità normative/regolatorie, di ricerca e formazione sul fronte dell’economia circolare, i nuovi processi, anche 4.0 e prodotti annessi alla sua adozione a livello industriale, nelle città e nei territori, con un ampio programma di incontri internazionali che vedono la partecipazione di imprese innovative e ricercatori conosciuti in tutto il mondo per fare il punto dell’innovazione e divulgare le best practice.

Anche quest’anno Coopservice sarà presente con un proprio spazio espositivo per presentare i nostri servizi all’insegna dell’innovazione sostenibile. Dal 5 all’8 novembre, potrai trovarci allo Stand 019 del Padiglione B4.

(Think Magazine 28 ottobre 2019)

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Nella lettera annuale alle aziende il CEO di BlackRock, Larry Fink, evidenzia come le politiche ambientali, sociali e di governance siano decisive nelle strategie di crescita a lungo termine delle aziende. Ed è proprio la capacità di generare redditività sostenibile ad attrarre i nuovi investitori.

Al grido di “un capitalismo migliore per un mondo migliore” una nuova coscienza aziendale si sta formando. Oggi, infatti, le aziende sono chiamate a dare un contributo positivo alla società. Se fino a poco tempo fa per un’azienda essenzialmente solo l’aumento degli utili era di fondamentale importanza, oggi il paradigma è cambiato per far spazio all’idea che solo grazie a una crescita sostenibile è possibile continuare a prosperare. Questa nuova coscienza non mette da parte i profitti ma lascia intendere che questi ultimi saranno favorevoli solo se legati a una visione strategica di lungo periodo.

“Il mondo ha bisogno di voi – afferma Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock – Le società devono dimostrare il proprio impegno nei confronti delle nazioni, delle regioni e delle comunità in cui operano, in particolare sulle questioni essenziali per la prosperità futura del mondo intero. Il mondo imprenditoriale non può certo risolvere tutte le questioni di importanza pubblica, ma ce ne sono molte, dalle pensioni alle infrastrutture, fino alla formazione per i lavori del futuro, che non possono essere risolte senza la leadership aziendale”.

Una questione importante è appunto la responsabilità verso i millennials, che oggi rappresentano il 35 percento della forza lavoro. La cosiddetta generazione Y, ossia i nati tra gli anni Ottanta e Novanta, ha una nuova consapevolezza e grandi aspettative nei confronti delle società, delle quali non sono solo dipendenti ma spesso acquirenti o addirittura azionisti.

Il nuovo profilo degli investitori millennial
Non a caso Fink cita nella propria lettera una recente indagine di Deloitte che ha chiesto ai lavoratori millennial quale dovrebbe essere lo scopo primario di una società: rispetto alla risposta “generare profitto”, “migliorare la società” ha riscosso il 63 percento di consensi in più. Proprio i lavoratori millennial saranno gli investitori di domani, visto che è in corso un gigantesco trasferimento di risorse (24.000 miliardi di dollari, il più grande della storia) dai baby boomer del dopoguerra ai millennial della generazione Y. Da ciò la crescente importanza e strategicità per attrarre investitori e creare ricchezza di lunga durata di fattori quali le questioni ambientali, le politiche sociali e di risorse umane, le decisioni di governance aziendale. Indicatori che diventeranno sempre più centrali nel lavoro di valutazione delle società degli analisti di BlackRock.

Chi è BlackRock
BlackRock è una delle principali società di gestione del risparmio a livello mondiale e tra i primi fornitori di servizi di gestione degli investimenti, del rischio e di consulenza rivolti a investitori privati, istituzionali e agli intermediari finanziari. Con 6mila miliardi di dollari investiti, è il fondo americano più grande del pianeta. Per il New York Times è addirittura “la comunità finanziaria in persona”.

I megatrend guidano il mondo
I cambiamenti sociali riguardano diversi fattori che incidono sul modo di fare impresa, come possono affrontarli le aziende? Secondo BlackRock, delle forze dirompenti chiamate megatrend sono in grado di influire sulle decisioni di investimento. Queste evoluzioni sono per lo più cicliche e di breve-medio termine. Tuttavia, occasionalmente, cambiamenti strutturali di lungo periodo hanno conseguenze irreversibili per il mondo.

I cinque megatrend che stanno plasmando il nostro modo di pensare gli investimenti sono:

- cambiamento degli equilibri economici,
- rivoluzione tecnologica,
- cambiamento climatico e scarsità delle risorse,
- andamento demografico e cambiamenti sociali,
- rapida urbanizzazione.
Conoscere i megatrend offrirebbe, secondo BlackRock, un reale vantaggio informativo nei processi d’investimento aiutando ad individuare opportunità d’investimento con profili di rischio e rendimento potenzialmente interessanti.

Le domande del futuro
Secondo BlackRock, dunque, le aziende per restare sul mercato non possono più evitare domande quali: “Che ruolo gioco nella comunità? Come stiamo gestendo il nostro impatto sull’ambiente? Ci stiamo adattando ai cambiamenti tecnologici? Stiamo riqualificando i nostri dipendenti per far fronte a un mondo sempre più automatizzato?”

Non è possibile sapere cosa accadrà in futuro, né se le aziende saranno in grado di affrontare i cambiamenti nel modo giusto. Ma attraverso la conoscenza dei cambiamenti globali economici, culturali e sociali possiamo interpretare al meglio la possibile evoluzione del panorama imprenditoriale, per essere pronti alle opportunità e alle sfide che il futuro ha in serbo per le aziende.

Coopservice e la crescita sostenibile
Con l’intento di una crescita sostenibile e generatrice di sviluppo duraturo, Coopservice impiega capitale finanziario per sostenere investimenti in tecnologie e impianti che consentono di sviluppare il business, ridurre l’impatto sull’ambiente, generare nuovi posti di lavoro, migliorare la qualità delle condizioni di lavoro e soddisfare pienamente le esigenze dei clienti. Il rafforzamento patrimoniale è un obiettivo che Coopservice ha costantemente perseguito nel tempo, consapevole dell’importanza di mantenere un adeguato equilibrio tra il capitale proprio e il capitale di debito. Oltre che condizione preliminare irrinunciabile per le politiche di investimento che, prima del semplice profitto, sono finalizzate alla creazione di valore per tutti i suoi portatori di interesse.

(di Coopservice 31 luglio 2019 - ThinkMagazine)

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