Nella Bassa, a Colorno, grazie all'impianto Foce Naviglio e l'utilizzo delle paratie il Consorzio sta aiutando nelle operazioni di allontanamento dei flussi

Parma – 12 Dicembre 2017 – Attività ininterrotta da ieri dei tecnici del Consorzio della Bonifica Parmense impegnati in tutto il comprensorio provinciale per mitigare le ripercussioni causate dall'ondata di maltempo che sta creando alla cittadinanza notevoli disagi in molte aree. Soprattutto in diverse zone montane uomini e mezzi consortili stanno operando al fianco della Protezione Civile e in stretta sinergia con le amministrazioni locali per intervenire sulla gran parte delle arterie viarie di collegamento che presentano criticità di transito veicolare. Sull'Appennino, dalla tarda serata fino all'alba, le temperature precipitano sotto lo zero e il fenomeno del vetro-ghiaccio sull'asfalto rende di difficile percorrenza le strade ed in particolare proprio quelle minori che consentono gli spostamenti dalle frazioni verso i centri urbani dei paesi o verso le provinciali.

Il ripristino delle condizioni di percorribilità delle carreggiate è dunque essenziale per il traffico e le forze del Consorzio della Bonifica, con il supporto costante di alcune imprese locali coinvolte nelle operazioni di messa in sicurezza, stanno svolgendo con continuità attività di rimozione di piante, arbusti e detriti che ostacolano il passaggio.

Molte le vie ancora chiuse ai mezzi nei comuni di Berceto, Solignano e Terenzo mentre la situazione è gradualmente migliorata in Val Taro.
Già dalle prime ore del mattino si è intervenuti a Berceto sulla strada di bonifica Pagazzano-Pietramogolana e sulla Scorza-Case Baccarini. A Terenzo sulla Cazzola-Viola-Il Monte e sulla Selva Castello-Pozzolo. Infine a Solignano sulla Oriano-Campo Moro-Tramonte.
In Val Ceno interventi in corso anche a Varsi, mentre nei restanti centri Bardi, Bore e Varano i problemi rimangono circoscritti.

Nella Bassa l'allerta rimane alta vista la piena che interessa i torrenti. I livelli dei flussi - grazie al telecontrollo idraulico e al personale esperto in loco - sono costantemente monitorati così come eventuali rigonfiamenti di alcuni canali nelle zone più colpite soprattutto a Colorno e aree limitrofe.

Da ieri sono attivi i due impianti di Foce Naviglio a Colorno e Foce Abbeveratoia per la difesa idraulica di una buona parte della città di Parma; e proprio grazie all'impianto idrovoro di foce Naviglio e mediante i movimenti sincronizzati delle paratie e chiaviche i tecnici del Consorzio di Bonifica – sotto le indicazioni del direttore generale Useri –allontanano parte delle acque alluvionali in eccesso contando proprio sulla fitta rete di canalizzazioni che permettono il deflusso. "Il Consorzio di Bonifica Parmense ha attivato già da ieri ogni sua singola competenza in termine di gestione delle acque sul territorio per intervenire nelle aree che ne hanno maggiore necessità in stretta collaborazione con i Sindaci e con la Protezione Civile e così faremo fino alla conclusioni dell'emergenza e delle operazioni di messa in sicurezza" ha commentato il presidente dell'ente Luigi Spinazzi.

Anche i sacchi di sabbia portati per i rinforzi della difesa spondale dell'abitato di Colorno sono stati forniti dal Consorzio.

20171212-001 Veduta dallimpianto-Foce-Naviglio

Nuovo servizio di sgombero neve, i numeri da contattare in caso di necessità

Dal 15 novembre scorso, data di affidamento del servizio, la responsabilità degli interventi di sgombero dalla neve e spargimento di sale antighiaccio è in carico al raggruppamento temporaneo tra le imprese Marino Costruzioni Srl di San Zenone al Lambro (Mi) e Ices Srl di Arena Po (Pv).

In caso di necessità, si può contattare il call center allo 02-83635001 o il numero verde – attualmente in fase di attivazione – 800955070: è prevista la gestione di almeno 300 chiamate al giorno, con una reperibilità 24 ore su 24, per tutta la durata dell'evento meteorologico e per le 72 ore successive.

Al via il reclutamento per le attività ai seggi. Da oggi ed entro il 20 dicembre dovranno pervenire le domande al Consorzio di Bonifica Emilia Centrale. Previste attività di formazione obbligatoria per l'allestimento e la gestione delle consultazioni con focus sul nuovo regolamento e la novità dei seggi itineranti.

Reggio Emilia - 24-11-2017 - Il Consorzio della Bonifica dell'Emilia Centrale, in vista delle prossime consultazioni elettorali consortili annunciate nei giorni scorsi per il Febbraio 2018, informa che darà il via - a partire da oggi ed entro la scadenza del 20 di Dicembre prossimo – alla ricerca di personale per l'attività ai seggi.

Attività che inizierà lunedì 12 e terminerà Domenica 18 Febbraio e che riguarderà 8 presidenti di seggio effettivi e 2 presidenti di seggio supplenti, 16 scrutatori Effettivi e n. 4 Scrutatori Supplenti.

Per i presidenti (sia Effettivi che Supplenti) e per gli scrutatori è necessaria l'iscrizione all'Albo Comunale delle persone idonee all'Ufficio di Presidente di Seggio Elettorale. I presidenti e gli scrutatori non dovranno essere dipendenti del Consorzio di bonifica, né candidati alle elezioni o anche parenti entro il terzo grado di candidati. Sono inoltre previste le attività di formazione con partecipazione obbligatoria, per circa 6 ore, e di allestimento dei Seggi Elettorali. I seggi naturalmente saranno allestiti nel comprensorio consortile.

Alcuni seggi (indicativamente 5) saranno fissi in una data località che sarà debitamente comunicata in tempo utile. Altri (indicativamente 3) saranno itineranti e si sposteranno, giorno per giorno, in diversi comuni del comprensorio di bonifica offrendo così al corpo elettorale una nuova opportunità più estesa, dinamica e "comoda" di esprimere la propria preferenza. Ai componenti dei Seggi itineranti saranno rimborsate le spese di viaggio documentate (rimborso chilometrico secondo le tariffe ACI dal primo seggio al seggio raggiunto nei giorni successivi).

Ai Presidenti di Seggio verrà riconosciuto un compenso forfettario di € 1.200 (€ 1.400 in caso di Seggio itinerante) al lordo delle ritenute di legge, corrispondente a € 150 per ogni giorno di attività (€ 175 in caso di Seggio itinerante).

Agli Scrutatori verrà riconosciuto un compenso forfettario di € 960 (€ 1.144 in caso di seggio itinerante) al lordo delle ritenute di legge, corrispondente a € 120 per ogni giorno di attività (€ 143 in caso di Seggio itinerante).

Ai Presidenti Supplenti verrà riconosciuto un compenso forfettario di € 270 al lordo delle ritenute di legge oltre ad un eventuale compenso di € 150 per ogni giorno di attività eventualmente svolto.

Agli Scrutatori Supplenti verrà riconosciuto un compenso forfettario di € 220 al lordo delle ritenute di legge oltre ad un eventuale compenso di € 120 per ogni giorno di attività eventualmente svolto. Coloro che fossero interessati a svolgere le attività di Presidente di Seggio o di Scrutatore e sono in possesso dei prescritti requisiti dovranno far pervenire entro la data del 20 dicembre 2017 la loro manifestazione di interesse al Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale, ad uno dei seguenti recapiti:

- Per posta o a mano – Presso la sede di Corso Garibaldi n. 42 a Reggio Emilia 42121;

- Per posta elettronica - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ;

- Via Fax - al n. 0522 443254 .

Le manifestazioni di interesse dovranno contenere i dati anagrafici dei richiedenti ed il recapito telefonico e di posta elettronica e dovranno essere corredate dalla certificazione dell'iscrizione all'Albo Comunale delle persone idonee all'Ufficio di Presidente/Scrutatore di Seggio Elettorale ovvero di apposita autocertificazione.

Ricevute le manifestazioni di interesse il Consorzio provvederà alla selezione dei candidati anche mediante colloqui individuali.

Per ogni informazione gli interessati potranno contattare il Consorzio all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  , al n. di fax 0522 443240 ovvero telefonicamente al responsabile Dott. Schiroli al contatto telefonico 0522 443261

Busseto e Soragna, cali di pressione sulla rete idrica tra il 21 e il 22/11. EmiliAmbiente comunica che dalle ore 22.00 di martedì 21 novembre 2017 alle ore 06.00 del giorno seguente nei Comuni di Soragna e Busseto si potranno verificare cali di pressione del servizio idrico, in particolare ai piani alti degli edifici, causati da opere necessarie per lavori di riparazione ad una condotta idrica. Per informazioni:

Pronto Intervento EmiliAmbiente SpA – Tel. 800 992739

Al via l'iter per le elezioni al Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale. Le elezioni si terranno dal 12 al 18 febbraio 2018

REGGIO EMILIA – 18-11-2017- Il Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale Franco Zambelli ha indetto per i giorni dal 12 al 18 Febbraio 2018 le elezioni per la nomina del Consiglio di Amministrazione del Consorzio che andranno a concludere i due anni circa di gestione Commissariale a seguito dell'annullamento delle elezioni di dicembre 2015.

Rispetto al passato il nuovo Regolamento Elettorale del Consorzio ha introdotto alcune importanti innovazioni che investono i consorziati che saranno chiamati a votare.

In primo luogo le elezioni non si terranno in un'unica giornata, ma nell'arco di un'intera settimana in cui il Consorzio predisporrà alcuni seggi fissi ed altri cd. itineranti che toccheranno vari comuni del comprensorio. In tal modo i consorziati saranno facilitati nell'espressione del voto.

In secondo luogo l'elenco dei consorziati ammessi al voto, in proprio o per delega, sarà predisposto con largo anticipo dagli uffici del Consorzio per garantire la massima speditezza dell'attività ai seggi.

Pertanto, ed è questa la novità che attualmente riveste maggior interesse, i consorziati hanno tempo fino alle ore 18.00 del 6 dicembre per far pervenire le deleghe al voto a favore di altri consorziati, o le nomine di comproprietari. Così pure entro tale termine società e associazioni dovranno indicare, anche per il tramite di professionisti di fiducia o delle associazioni di categoria a cui aderiscono, il nominativo dei loro legali rappresentanti, altrimenti non saranno ammesse al voto. Analogamente, coloro che non sono in regola con il pagamento dei contributi hanno la possibilità di sanare la loro posizione comunicandolo al Consorzio entro le ore 18.00 del 14 dicembre 2018.

Se non lo faranno non potranno partecipare alle elezioni. Scaduti tali termini non saranno ammesse ulteriori istanze ed il Consorzio approverà l'elenco definitivo dei votanti che andrà a definire con certezza la platea di coloro che potranno partecipare alle elezioni. Per qualsiasi informazione gli interessati possono consultare il sito del Consorzio – www.emiliacentrale.it  alla Sezione ELEZIONI 2018 – ove è possibile consultare un primo elenco provvisorio dei votanti - oppure chiamare il numero verde 800 235320. E' infine necessario precisare che è stato notificato al Consorzio un ricorso al TAR contro l'indizione delle elezioni. Pertanto l'effettivo svolgimento della consultazione elettorale resta subordinato all'esito di questo ricorso.

 

Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna, nell'ambito di un servizio finalizzato alla tutela dell'ambiente e della salute pubblica, hanno sequestrato nel territorio del comune di Faenza un'area adibita a deposito abusivo di rifiuti speciali.

Ravenna 25 ottobre 2017 - A seguito di alcuni servizi di perlustrazione condotti nel faentino, infatti, le Fiamme Gialle hanno individuato un'estesa superficie sulla quale erano stati collocati a cielo aperto centinaia di pneumatici nonché trattori agricoli in stato di evidente abbandono, per un totale di circa 40 tonnellate di peso complessivo.

Sullo stesso terreno erano stati depositati direttamente sul suolo anche migliaia di teloni in materiale plastico privi di protezione dagli agenti atmosferici ed in precario stato di conservazione, per un volume complessivo di circa 100 metri cubi e un peso stimato di circa 30 tonnellate.

Per questo motivo i Finanzieri della Compagnia di Faenza, rilevando il pericolo che poteva scaturire per l'ambiente circostante, sono intervenuti per rilevare la natura e la reale consistenza del deposito. Dall'esame diretto del sito, risultato essere di proprietà di un'azienda agricola, è stato possibile constatare il degrado dell'intera area, peraltro adiacente a campi coltivati.

In sintesi, è stata rilevata una vera e propria discarica abusiva di rifiuti speciali, in grado di determinare una situazione di concreta contaminazione e di inquinamento del terreno, tenuto anche conto che il materiale era appoggiato direttamente sul suolo, senza alcuna precauzione contro le infiltrazioni e dunque liberamente esposto ai fenomeni atmosferici.

I Finanzieri di Faenza hanno perciò provveduto a sequestrare l'area ed hanno segnalato alla Procura della Repubblica di Ravenna il responsabile dell'azienda agricola titolare del terreno per reati ambientali.

(Video in home page)

Scattano le misure antismog per quatto capoluoghi emiliani. Al momento resta esclusa Parma. Piacenza, Reggio Emilia, Modena e Ferrara le prime città a inaugurare la stagione dei blocchi al traffico.

Parma 17 ottobre 2017 - Il perdurare di un clima quasi estiva e l'assenza di precipitazioni piovose, ha determinato l'avvio delle procedure antismog i diverse città padane. La prima allerta stagionale per le polveri sottili, in conseguenza di quattro giorni consecutivi di sforamenti, ha fatto scattare i provvedimenti emergenziali che già da oggi coinvolgono Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Carpi, Castelfranco Emilia, Formigine, Sassuolo, Ferrara e Cento.

In queste località sono previsti il blocco della circolazione per i veicoli diesel fino all'euro 4 compreso, l'abbassamento del riscaldamento fino a un massimo di 19 gradi in case, uffici e negozi e 17 gradi nelle industrie.

Vietati anche falò e barbecue all'aperto e l'accensione di camini all'interno "con classe di prestazione energetica ed emissiva inferiore a 3 stelle", come precisa Arpae.

"Le misure - specifica la nota dell'APAE -  sono previste nel caso in cui si verificano sforamenti dei valori di PM10 per 4 giorni consecutivi antecedenti il giorno di controllo (lunedì 16 ottobre) e le previsioni confermino la tendenza, e riguardano il blocco della circolazione per i veicoli diesel fino all´euro 4 compreso (in aggiunta al blocco dei veicoli più inquinanti già in essere dal 1 ottobre) oltre ad altre misure specifiche (verifica sempre l´ordinanza del Comune di interesse per le informazioni puntuali)."

Per controllare le ordinanze del Comune di residenza e il dettaglio dettaglio delle misure previste - clicca QUI.

Presentato il rapporto sulla stagione irrigua 2017. 220 milioni di metri cubi di acqua derivata a favore dell'agricoltura di pregio. Stimati dal Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale oltre 55 milioni di euro di valore economico generato su 30mila ettari serviti.

di Lamberto Colla Reggio Nell'Emilia 16 ottobre 2017 - C'è una nota di soddisfazione nel discorso di apertura del Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale, Franco Zambelli, circa la campagna irrigua che si è da poco conclusa.
"E' stata una estate molto difficile, sottolinea Franco Zambelli, e ciononostante il 90% del nostro comprensorio è stato soddisfatto."

20171016-aree coperte-dai-consorzi-bonificaE-RUn bacino che ha risposto molto bene alle sollecitazioni di questo lungo periodo estivo, preceduto da un inverno molto mite. Anche l'area interessata dal Secchia, che peraltro è il secondo fiume dell'Emilia Romagna, ha risposto egregiamente alle richieste di servizio, mentre le problematiche maggiori derivano dal fiume Enza che, avendo un bacino molto piccolo, è il corso d'acqua che soffre pesantemente i frequenti periodi di siccità.

Ormai è giunto il momento, secondo il Commissario, di accelerare la ricerca di una soluzione e che il Tavolo tecnico, istituito dalla Regione, possa far scaturire in tempi brevi una "proposta pragmatica".

"Un'estate molto impegnativa, seconda solo a quella del 2003, rimarca Domenico Turazza, direttore generale del Consorzio. Il nostro sistema irriguo, che rapidamente vi riassumo, è una grande rete irrigua collettiva, che copre un comprensorio irriguo di circa 120.000 ettari sul quale si realizzano produzioni agricole di particolare pregio, Parmigiano Reggiano, Lambrusco e Pere ad esempio. E' una rete composta da circa 2500 km di canale, 70 impianti di sollevamento e una decina di pozzi. A tutto questo aggiungiamo il depuratore di Mancasale (depuratore al servizio della città di Reggio Emilia), progetto unico in Italia, che affina ulteriormente l'acqua e la rende compatibile con l'irrigazione. Tutto questo insieme di opere è gestito da 140 operai, 15 tecnici e 6 operatori di call center."

20171016-prelievi-monitorIl Consorzio di Bonifica dell'Emilia Centrale in pratica governa tutta la pianura reggiana, ad esclusione della piccola area di Fogliano, a differenza degli enti analoghi di Piacenza, Parma e Modena che servono aree irrigue molto meno significative. "La piovosità, prosegue Turazzi, come si vede dal grafico, nel corso del 2017 è rimasta per due - tre mesi nella media, mentre per i restanti mesi è scesa sotto la media, del periodo considerato 2011-2017."

Una criticità, come hanno più volte sottolineato i due dirigenti del Consorzio, seconda solo all'annata 2003 che ha comportato un maggior onere di spesa di circa 1 milione di euro, dei quali 750mila assorbiti dall'energia, 70.000 per la ripresa dei fontanili e 80.000 euro per interventi tecnici derivanti dagli 84 momenti di avaria degli impianti. Un impegno straordinario che ha visto derivare ben 228 milioni di metri cubi d'acqua necessari per irrigare i circa 30.000 ettari di terreno dando soddisfazione a ben 22.000 richieste di irrigazioni.
Ad esclusione della Val d'Enza, quindi, tutte le richieste irrigue sono state soddisfatte.

La Val d'Enza è perciò il punto di maggiore debolezza. "Quest'anno, continua Turazza, è l'anno del non ritorno per la Val D'Enza. Una carenza idrica senza precedenti in epoca recente, superiore anche al 2003".

20171016-Zanetti PaolaIl derivato dall'Enza, secondo i dati forniti dal Consorzio sono stati pari alla metà sulla media degli ultimi anni, al punto tale che una determina ARPE ha disposto la sospensione della derivazione, sin dal 24 giugno, per rispetto dmv (deflusso minimo vitale - per la sopravvivenza ittica ndr) e, prima volta in 70 anni, e la sospensione della derivazione il 30 luglio.
Una situazione che si trascina da molti anni e che impone la messa in cantiere di rimedi nel breve e nel medio-lungo periodo per il quale il Consorzio di Bonifica, in quanto organismo tecnico specializzato, si è fatto portavoce proponendo di realizzare piccoli invasi da 250.000 mc, entro il 2020, a San Polo e Canossa utilizzando i finanziamenti del Piano di Sviluppo rurale e di tre pozzi a San Polo, Montecchio e Cavriago entro il 2019.
Nel medio-lungo periodo invece è ormai indispensabile pensare a un "Invaso di dimensioni significative, conclude Turazzi, lungo il corso dell'Enza, i cui tempi di realizzazione, ragionevolmente non potranno risultare inferiori ai 10 anni".

In conclusione, all'ingegner Paola Zanetti, coadiuvata dal dottor Aronne Ruffini, il compito di entrare nel dettaglio dei dati e dei grafici elaborati dalla struttura tecnica del Consorzio.

In calce all'illustrazione, su sollecitazione di alcuni giornalisti, il Commissario Franco Zambelli, ha informato sui tempi e sulle modalità che porteranno alle elezioni degli organi e conseguentemente alla conclusione del periodo di commissariamento. "Questa estate - conclude il Commissario - ho provveduto a divulgare il nuovo regolamento elettivo; un regolamento molto severo, nel tentativo di non ripetere quelle smagliature evidenziate nel dicembre 2015 e, salvo che venga accordato dalla Regione un prolungamento del periodo di esercizio commissariale di ulteriori 45 giorni, ho indetto le elezioni tra l'8 e il 14 gennaio 2018, il primo periodo utile, compatibile con le procedure tecniche necessarie."

 

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Un geologo in ogni comune, percorsi di formazione del personale, strutturazione interna. All'Assemblea Nazionale ANCI di Vicenza, FABIO FECCI - Vice Presidente Vicario di ANCI Emilia-Romagna e Sindaco di Noceto (PR) – fa il punto su alcuni nodi delicati nel percorso di riordino della legge delega e su alcune proposte dell'associazione

Con la riforma degli assetti istituzionali contenuta nella Legge Delega 30/2017 di riordino in materia di Protezione civile, si stanno modificando compiti e responsabilità – civili, penali e amministrative - degli organi locali di governo del territorio, a partire dalla presa in carico degli allerta meteo da parte delle istituzioni locali.

Di fatto il riordino introduce, oltre ai Sindaci quali Autorità locali di protezione civile, altre tre autorità: quella nazionale del Presidente del Consiglio, quella regionale e quella territoriale. E' evidente come occorra estrema chiarezza e precisione nel definire i ruoli, compiti e relative responsabilità di ciascuna. E questa definizione è particolarmente rilevante per gran parte dei territori dell'Emilia-Romagna, caratterizzati da un'elevata vulnerabilità ad eventi catastrofici naturali (terremoti, frane, alluvioni, mareggiate) e interessati da una crescente frequenza di fenomeni metereologici estremi conseguente ai cambiamenti climatici in atto.

ANCI Emilia Romagna – segnala Fabio Fecci - ha contribuito attivamente al dibattito politico, tecnico e parlamentare sulla Legge Delega 30/2017 che finalmente ha posto le basi per la riforma della protezione civile. Adesso occorre massima attenzione e condivisione sui Decreti Legislativi attuativi, perché serve che l'intero sistema sia concorde e convinto dell'assetto e delle relative responsabilità che si andranno a definire. Su questo tema, ANCI Emilia Romagna ha predisposto un primo studio quale contributo alla riflessione già inviato al Nazionale e avviato un percorso di riflessione interno ai Comuni e Unioni dell'Emilia Romagna, i cui risultati metteremo a disposizione di Regione, volontariato, ANCI Nazionale e Dipartimento nei prossimi giorni.

Per questo motivo ANCI ER, mentre partecipa con particolare attenzione al percorso nazionale, ha avviato diverse azioni che mirano a rafforzare le competenze presenti sui territori comunali. Tra queste:
• una convenzione pluriennale con l'Agenzia regionale di Protezione Civile, che ha già consentito di migliorare il funzionamento del sistema regionale di Protezione Civile e di portare soccorso in altri territori nazionali colpiti da calamità. Tra gli obiettivi della convenzione: chiarire, valorizzare e rafforzare il ruolo del Sindaco e del Comune quali primo presidio territoriale. Compiti, responsabilità e risorse dovranno essere esplicitate in modo netto e inequivocabile. Infine: definire e valorizzare - nel contesto dell'Ordinamento degli Enti Locali e del sistema di protezione civile - lo status di "operatore di protezione civile" all'interno del personale dei Comuni e sviluppare un piano formativo permanente e omogeneo sul territorio nazionale per la formazione continua di tali figure professionali prevedendo anche modalità di reclutamento dedicate.
• un protocollo di intesa con l'Ordine dei Geologi: una professionalità ritenuta strategica per potenziare la fase di previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi. Quattro i punti principali del documento: prevedere la presenza di almeno un geologo in tutti i Comuni o Unioni comunali (il censimento è in corso in questi mesi), creare presidi geologici territoriali, formare i tecnici comunali e garantire un supporto per la predisposizione di bandi per incarichi professionali di tipo geologico.

Come ANCI Emilia-Romagna – sintetizza Fecci - abbiamo chiarissimo il livello di responsabilità dei sindaci nel campo della Protezione Civile, per le quali servono conoscenze adeguate e oggi – complice anche il cambiamento climatico - la percezione è alta come mai.
Abbiamo mandato diverse proposte al nazionale nell'ambito del percorso di formazione della nuova legge, e come associazione abbiamo fatto alcune scelte di 'strategia', investendo ad esempio sul ruolo del geologo come figura tecnica a supporto del sindaco e del personale dell'amministrazione locale, soprattutto in fase di prevenzione. Ieri (12/10 ndr) abbiamo presentato e consegnato il testo dell'Accordo quadro al Presidente di ANCI nazionale Decaro, e lo consegneremo al gruppo di lavoro dedicato alla Protezione Civile di ANCI, nel caso altre strutture regionali siano interessate a percorrere la stessa strada.

(In allegato il protocollo d'intesa tra ANCI ER e Ordine Geologi )

Si tratta di una giornata importante, istituita dall'ONU, per riflettere sulle strategie e sui comportamenti da adottare per mitigare il rischio di disastri ambientali.

Piacenza, 12 ottobre 2017 - Temi significativi per l'intera collettività e più che mai attuali: non è un caso che a ridosso di questa Giornata è in calendario, anche a Piacenza, per sabato 14 ottobre, l'iniziativa "Io non rischio" a cura di amministrazioni comunali e Protezione Civile.

Per il Consorzio di Bonifica di Piacenza quella del 13 ottobre è una data significativa dal momento che una parte rilevante delle nostre attività è proprio indirizzata al presidio idrogeologico. I nostri interventi in materia si declinano in modo differente a seconda della tipologia di territorio: in montagna operiamo nella lotta al dissesto idrogeologico (gestione e manutenzione di strade rurali, difese spondali, briglie, pulizia del reticolo di canali minori, ...) e in pianura nella riduzione del rischio idraulico (gestione e manutenzione dei canali di bonifica e degli impianti).

La manutenzione ordinaria
"La manutenzione ordinaria diventa di per sé un imprescindibile intervento di prevenzione", ricorda il nostro Presidente Fausto Zermani: "E' indispensabile, proprio quando parliamo di prevenzione, porre l'accento sulla manutenzione".
Il Consorzio di Bonifica di Piacenza destina alla manutenzione ordinaria di impianti, canali e opere di bonifica montana circa i due terzi di quanto chiesto annualmente alla contribuenza (9 milioni e mezzo circa).

Gli interventi straordinari
La manutenzione ordinaria però non è sufficiente a riparare popolazione e territorio dai disastri ambientali, come i fenomeni degli ultimi anni hanno dimostrato. Si è dovuti infatti ricorrere, dopo importanti alluvioni o frane, a finanziamenti straordinari per poter fronteggiare i danni. Si pensi che, solo dal 2015, ricorrendo a ordinanze di protezione civile e con finanziamenti della regione Emilia Romagna, il Consorzio di Bonifica di Piacenza sta gestendo 2.202.000 euro, suddivisi in 10 cantieri.

La prevenzione
"Il nostro Consorzio, in tema di prevenzione strutturale" -dice Pierangelo Carbone, Responsabile Ufficio Progettazione del Consorzio di Bonifica di Piacenza- "ha messo a punto diversi progetti e studi per la realizzazione di casse di espansione (a protezione di aree urbane), di impianti di sollevamento (a protezione delle aree depresse), di scolmatori, di canali diversivi e di opere di bonifica montana. Progetti che richiedono, per la loro attuazione, adeguati finanziamenti. Siamo in attesa che prenda corpo e fattività il Piano Nazionale che affronta in modo sistematico, e su scala nazionale, il problema della lotta al dissesto". Anche il Consorzio di Bonifica di Piacenza ha partecipato alla stesura del Piano con progetti importanti relativi al nostro territorio. "Attendiamo", prosegue Carbone "che dopo il finanziamento delle aree metropolitane il Piano possa dar corso al finanziamento degli altri progetti".

L'educazione
"Alla manutenzione ordinaria e alla prevenzione va affiancata l'educazione a causa della sempre più difficile prevedibilità dell'entità dei fenomeni" ci spiega Filippo Volpe, Direttore dell'Area Tecnica del Consorzio di Bonifica di Piacenza. "Occorre diffondere un'educazione al rischio in modo sistematico, soprattutto nelle aree più vulnerabili".

Le riflessioni delle autorità e degli esperti
Vista l'importanza per tutta la comunità di un dialogo fra Consorzio di Bonifica di Piacenza e istituzioni, su un tema così rilevante, abbiamo interpellato Regione, Provincia, Comune, Enti e Sindaci.

"Il tema del rischio di disastri naturali è purtroppo sempre attuale ma spesso viene sottovalutato o percepito come 'distante' da una larga fetta della popolazione" commenta Sandro Nanni di Arpae-SIMC (responsabile Centro Funzionale per il rischio idrogeologico-idraulico Regione Emilia Romagna).

L'assessore regionale Paola Gazzolo, Assessore alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna, ci ricorda gli interventi regionali: "Solo al territorio piacentino colpito dall'alluvione, in due anni sono stati destinati 31 milioni per 238 cantieri, oltre l'80% dei quali già chiusi. Nei prossimi mesi partirà un nuovo pacchetto di lavori per 3 milioni e mezzo di euro: comprende il consolidamento della frana dei Sassi Neri a Farini; la messa in sicurezza dell'abitato di Pecorara e gli interventi lungo i 20 chilometri dell'intera asta fluviale del torrente Arda. All'impegno nell'utilizzare in modo efficace e in tempi celeri le risorse, abbiamo unito l'istituzione dell'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile: mi piace definirla la prima Agenzia Resiliente del Paese, un'unica struttura che riunisce in sé l'intera filiera di prevenzione, protezione, previsione e intervento in caso di calamità. E ancora: abbiamo attivato un nuovo sistema di allertamento. A queste azioni serve comunque affiancare una vera alleanza per la sicurezza del territorio tra tutti i soggetti competenti. Insieme si può fare di più e meglio: in quest'ottica, i Consorzi di Bonifica costituiscono un elemento fondamentale. In collaborazione con Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), stiamo reinvestendo in montagna gli introiti della contribuenza di bonifica: solo a Piacenza, nel 2017, si avvieranno 40 cantieri in Appennino. Lo scorso luglio, con la L.R. 16/17, abbiamo inoltre tradotto in norma la sperimentazione di successo avviata in alcuni territori, dove ai Consorzi è stata affidata la gestione del reticolo idrografico minore: un modello virtuoso che mi auguro possa essere adottato anche alla nostra provincia".

Patrizia Calza, vice Presidente della Provincia di Piacenza, pone l'accento sul rapporto fra cambiamenti climatici, fragilità del nostro territorio e necessità di "attenzione particolare in termini di risorse finanziarie e di interventi di messa in sicurezza" sottolineando la necessità di "promuovere e sostenere iniziative volte a diffondere conoscenze e consapevolezza sull'importanza delle pratiche di prevenzione e mitigazione".

Da Fiorenzuola d'Arda arrivano le dichiarazioni del sindaco Romeo Gandolfi: "Ritengo sia fondamentale sensibilizzare l'intera popolazione." Il sindaco parla dell'importanza della periodica e costante pulizia di fiumi e torrenti. "Per quanto concerne invece il discorso dighe mi considero fortemente favorevole. Le dighe sono utili per mitigare il flusso dell'acqua e come risorsa idrica per il territorio. Fiorenzuola e la Val d'Arda devono ringraziare la diga di Mignano che ha evitato che succedesse il peggio durante l'alluvione del 2015 che al contrario purtroppo non ha lasciato scampo alla Val Nure".

Il sindaco di Caorso, Roberta Battaglia, ribadisce la necessità della manutenzione."Ritengo che sarebbe necessaria una maggior pulizia dei corsi. Indispensabile anche dragare i letti, perché non possiamo continuare ad alzare gli argini. Si dovrebbe mantenere una maggior pulizia dei canali. La sinergia fra enti e l'attenzione legata alla prevenzione risultano essere fondamentali".

"La fortuna di vivere dove scorrono corsi d'acqua" - dice Manuela Sogni sindaco di San Pietro in Cerro - "non è scontata e non va sprecata. Divulgare la buona pratica della tutela, salvaguardia e valorizzazione del territorio da parte di ogni cittadino, in sinergia con Enti e Istituzioni, è un obiettivo importante e noi lo perseguiamo".

Sergio Copelli, sindaco di Ponte dell'Olio e Presidente Unione Alta Valnure sul tema della riduzione dei rischi di disastri naturali richiama, fra gli interventi, il fatto di "aver dotato tutti i comuni di un piano di emergenza di Protezione Civile e ogni comune di un Centro Operativo Comunale, dotato di kit radio". Punta poi alla definizione dei vari strumenti per informare tempestivamente la popolazione in caso di rischio (pannelli stradali, Alert System e campagna di reclutamento di volontari per la Protezione Civile il comune di Ponte dell'Olio ha poi introdotto i Referenti di Frazione di Protezione Civile).

Ancora sull'importanza della pulizia (di cunette, fossi e canali) è l'intervento di Giovanni Malchiodi sindaco di Ferriere che ribadisce, nel concreto di questa stagione, la necessità, approfittando dell'assenza di piogge, di fare la prevenzione idraulica: "in tali condizioni si lavora al meglio e quindi si può esser pronti poi a contenere eventuali disastri causati da piogge abbondanti".

L'amministrazione comunale di Sarmato pone l'accento sulla numerosa popolazione faunistica (nutrie, istrici, tassi e volpi) che "sta provocando erosione e frane delle sponde e degli argini. E' intenzione dell'amministrazione sensibilizzare quei cittadini, in grado di farlo, ad aderire ai nuclei abilitati, e già operanti, allo scopo di contenimento della fauna e alla prevenzione dei rischi causati da quella presenza".

Una giornata, quella del 13 ottobre, destinata a far riflettere e a far agire.

20171012-Cassa di espansione zona Farnesiana PC 1

L'ingegner Fabrizio Useri nominato direttore del Consorzio di Bonifica Parmense. Subentra a Meuccio Berselli, incaricato dal Governo alla direzione del più grande distretto idrografico d'Italia.

di LGC - Parma 2 ottobre 2017 - Fabrizio Useri subentra a Meuccio Berselli alla direzione del Consorzio di Bonifica Parmense.
Meuccio Berselli, recentemente nominato dal Governo alla direzione del più grande distretto idrografico d'Italia aveva lasciato, notte tempo, vacante la posizione di vertice della Bonifica parmense.

"Come sapete, ha rimarcato rimarcato Luigi Spinazzi Presidente de Consorzio, Meuccio Berselli è stato chiamato a altro importante incarico e noi, come consiglio, nell'arco di un mese siamo riusciti a individuare e condividere, sul profilo molto valido di Fabrizio Useri, la nuova figura direttiva".

20171002-Fabrizio Userti-2Fabrizio Useri, 57 anni, nato a Bologna è ingegnere civile ed ha al suo attivo il coordinamento dell'attività generale del settore patrimonio dell'ASP Città di Bologna. Vanta, nel suo ricco curriculum vitae, esperienze nell'edilizia bio-ecologica, valutazioni della sostenibilità ambientale nel comparto edile, ingegneria sismica, sicurezza sul lavoro, domotica e risparmi energetici, nonché la gestione integrata dei contratti d'appalto o di opere delle pubbliche amministrazioni.

"Ho lavorato circa 10 anni in una impresa di costruzioni, si presenta Useri, facendo opere pubbliche. Ho intercettato in quel periodo anche il Consorzio di Bonifica Renana con il quale abbiamo fatto opere sui sistemi di sollevamento e sulle canalette. In questi 10 anni l'opera più importante, che ho seguito, come direttore tecnico, è l'organizzazione di Bologna Città di Cultura. Successivamente ho vinto il concorso pubblico all'ASP di Bologna, azienda del Comune di Bologna che ha come mission l'assistenza agli anziani. Diverse le case protette e i centri diurni per anziani che abbiamo realizzato,  oltre alla manutenzione del grande patrimonio di questa azienda che consiste in circa 2.000 ettari di terreno e 1300 unità immobiliari, utilizzando un sistema organizzativo che è molto simile a quello del Consorzio. Devo dire che una delle fatiche più grosse, che ho dovuto affrontare in questo ente, è stata la fusione delle tre ASP cittadine. Sono sicuro che il mix delle esperienze, sia nel campo delle costruzioni, sia di azienda pubblica, potrà dare un servizio ulteriore al consorzio".

"Diamo il benvenuto al nuovo dirigente - interviene Eugenio Zedda, Direttore di Confagricoltura di Parma e Vice Presidente del Consorzio - Anche noi abbiamo condiviso e apprezzato le esperienze e le caratteristiche tecnico professionali che pensiamo possano dare buoni risultati qui a Parma. Gli diamo sin da ora tutta la nostra collaborazione, per svolgere al meglio il suo lavoro, e saremo vigili perché tutto vada per il meglio. Un Augurio di buon lavoro." 20171002-Zedda-al centro

 

Luca Cotti, presidente di Coldiretti e Vice presidente consortile, si associa ai saluti di benvenuto all'ingegnere e sottolinea che "ci sembra la persona giusta per questo ente, ci sembra la persona giusta per i nostri problemi. E' evidente l'altissima importanza che riveste il consorzio di bonifica per le aziende agricole. Quindi nella persona dell'ingegnere riponiamo fiducia e offriremo tutta la collaborazione necessaria per ottenere il massimo del risultato ottenibile."

20171002-Cotti Tamani-ColdirettiInterviene nuovamente il Presidente Spinazzi auspicando che finalmente si passi dalla cultura dell'emergenza a quella della prevenzione. Il riferimento è ovviamente all'emergenza idrica e alla siccità che hanno contraddistinto il territorio in questi ultimi mesi. "Le precipitazioni, dichiara Luigi Spinazzi, quest'anno non sono state di molto inferiori agli anni precedenti, ma sono state molto più concentrate, meno distribuite, con evidenti maggiori complessità di gestione."

Il presidente ha quindi richiamato gli interventi di difesa attiva realizzati sul territorio in questi ultimi anni, ma anche i progetti presentati, per un valore complessivo di oltre 21 milioni di euro che, se verranno finanziati, consentiranno di sostituire le canalette obsolete e di cantierare il progetto di Bocca d'Enza.

"Stamattina, conclude il Presidente, abbiamo sottoscritto con il Comune di Parma e l'Ente Fiere l'accordo per una nuova cassa di espansione su Canale Galasso, mentre lo scorso anno avevamo realizzato il primo stralcio del Canale Burla. Sono risposte che pensiamo possano dare sollievo alla città".

20171002-CDA Consorzio Bonidifica-Parmense

La consigliera sollecita la Giunta a seguire l'esempio della Regione Lombardia, che ha emanato un bando per incentivare la diffusione di sistemi di accumulo di energia elettrica a servizio degli impianti solari fotovoltaici destinati alle utenze domestiche

Incentivare la diffusione dei sistemi di accumulo di energia elettrica a servizio degli impianti solari fotovoltaici. A chiederlo, in un'interrogazione rivolta alla Giunta, è Silvia Piccinini del Movimento 5 stelle. In particolare, la consigliera sollecita l'esecutivo regionale, ad "adoperarsi, considerati i risultati ottenuti nel 2016 dalla Regione Lombardia, per studiarne approfonditamente i costi e i benefici, sia in termini economici che ambientali, al fine di capire se queste tecnologie possano incentivare la diffusione degli impianti fotovoltaici stessi e quindi concorrere al raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano energetico regionale".

La Regione Lombardia, spiega la pentastellata, "nel 2016, al fine di promuovere l'autoconsumo dell'energia rinnovabile, ha emanato un bando di incentivi per la diffusione dei sistemi di accumulo di energia elettrica dagli impianti fotovoltaici".

Il bando, prosegue, "è stato replicato anche nel 2017, aumentando, visto il notevole successo, le risorse disponibili". L'incentivo, conclude Piccinini, "consiste in un contributo a fondo perduto, fino a un massimo di 3.000 euro, per l'acquisto e l'installazione di un sistema di accumulo a servizio di un impianto solare fotovoltaico di utenza domestica". (Cristian Casali)

(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell'Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa )

Venerdì, 15 Settembre 2017 11:34

Allerta gialla per temporali.

Allerta GIALLA per temporali per le province di PR, RE, MO, BO, RA, FE.  A partire dalla serata di oggi, venerdì 15 settembre, si prevedono precipitazioni tra l'appennino e il resto del territorio regionale, con possibili temporali locali, anche di forte intensità, più probabili sull'Appennino centrale e la pianura centro-orientale.

DESCRIZIONE METEO: A partire dalla serata di venerdì 15 sono previste precipitazioni sparse su tutta la regione, ad iniziare dall'Appennino, in estensione al resto del territorio.
Le precipitazioni potranno essere localmente a carattere temporalesco, di intensità anche forte, più probabile sull'Appennino centrale e aree di pianura c

Per approfondimenti sul contenuto del presente documento e la consultazione dei dati in tempo reale: https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it 

Per ulteriori informazioni di carattere meteorologico:
Centro Funzionale Regione Emilia Romagna – Arpae Servizio Idro-Meteo-Clima https://www.arpae.it/sim/
tel: 051 649 7600 (segreteria telefonica previsioni)
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. pec: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Per ulteriori informazioni di protezione civile:
Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile – Emilia Romagna http://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/ 
Centro Operativo Regionale lun. - sab. 08:00-20:00 - 051 527 4440/4200 Centralino Agenzia regionale attivo H24 - 051 527 4404
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Caselli: "Con le piogge di inizio mese superata la situazione di criticità per la fauna selvatica. Le norme dell'Emilia-Romagna sono già più restrittive di altre Regioni"

L'annuncio nel corso della seduta odierna della Commissione Politiche economiche dell'Assemblea legislativa.

Le limitazioni in vigore nelle prime due settimane di apertura per la fauna stanziale, quella migratoria e gli uccelli acquatici. Intensificata la vigilanza nelle zone interessate da incendi.

Bologna 13 settembre 2017 - Nessun rinvio dell'inizio della stagione di caccia 2017 in Emilia-Romagna, la cui apertura ufficiale è quindi confermata per domenica prossima 17 settembre dopo la pre-apertura dello scorso 2 settembre, e restano in vigore tutte le limitazioni stabilite dal calendario venatorio regionale nei Siti di interesse comunitario (Sic), nelle Zone di protezione speciale (Zps) e nelle aree percorse questa estate da incendi. Lo ha annunciato l'assessore regionale all'Agricoltura e Caccia, Simona Caselli, nel corso della seduta odierna della Commissione Politiche dell'Assemblea legislativa regionale".

"Non è vero– ha ribadito l'assessore- che siamo insensibili agli appelli lanciati nelle settimane scorse dalle associazioni ambientaliste, tanto è vero che come Giunta regionale stavamo seriamente valutando il possibile posticipo dell'apertura o, in alternativa, la riduzione dell'orario di caccia. Tuttavia dopo le piogge di inizio settembre e in considerazione delle previsioni meteo di medio periodo che parlano di ulteriori precitazioni in arrivo, riteniamo che non vi siano più le condizioni per adottare un simile provvedimento in quanto la situazione di criticità per la fauna selvatica dovuta alla siccità appare superata".

"Inoltre– ha aggiunto Caselli- ricordo che rispetto ad altre Regioni il nostro calendario venatorio stabilisce precise limitazioni nelle prime due settimane di avvio della stagione venatoria, con quattro giornate – 17, 21, 24 e 28 settembre – in cui la caccia alla fauna stanziale è consentita solo fino alle ore 13 e fino al tramonto esclusivamente per la fauna migratoria. Infine per l'avifauna acquatica il divieto di caccia antecedente il 1° ottobre è già in vigore in più del 95% delle zone umide del territorio regionale". L'assessore ha infine annunciato che sarà intensificata la vigilanza nelle zone interessate da incendi. (G. Ma.)

"Tinello Letterario" - Tre mesi di incontri per conoscere il mondo del lavoro e l'impatto ambientale. Gli approfondimenti di professionisti e professioniste modenesi e dell'università di Modena e Reggio Emilia.

Modena, 12 Settembre 2017 – Prosegue il ricco calendario di incontri presso GALLERIA EUROPA SALA RENZO IMBENI, Piazza Grande, Modena, GIOVEDI' 14 SETTEMBRE 2017 ore 18.15 sino ore 20.30 che vede in primo piano il tema legato all'"AMBIENTE" in particolare, dopo il saluto del Presidente del CUP di Modena Avv. Daniela Dondi e della Coordinatrice CPO CUP Avv. Prof. Mirella Guicciardi,

inizierà Pierangela Schiatti Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali CPO CUP sul tema La biodiversità a protezione dell'agricoltura e dell'ambiente.

A seguire l'Ordine degli Agronomi e dei Dottori Forestali di Modena presenteranno le pubblicazioni patrocinate dallo stesso Ordine nel 2016 CON RICONOSCIMENTO DEI CREDITI FORMATIVI

Incontro con gli Autori:
Andrea Di Paolo Dottore Agronomo
Villa Sorra. Storia di un luogo straordinario tra Modena e Bologna

Vincenzo Tedeschini Dottore Agronomo
Il torrente Muzza

Alessandra Canali presenta il libro di Piercarlo Cintori Dottore Agronomo
Il disegno del territorio del Ducato Estense attraverso la cartografia storica

La tavola rotonda sarà anche coordinata con il saluto istituzionale di Giulio Guerzoni Assessore Sport, Ambiente, Energia e sicurezza del territorio, Servizi civili, Protezione civile e volontariato.

I Giovedì del "Tinello Letterario: lavoro e impatto ambientale", questo il titolo degli eventi che vede il contributo di Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali, Collegio Agrotecnici ed Agrotecnici laureati, Ordine Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Ordine Avvocati, Ordine Chimici, Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Ordine Farmacisti, Ordine Giornalisti dell'Emilia Romagna, Ordine Ingegneri, Ordine Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Consiglio Notai, Collegio Periti Agrari e Periti agrari laureati, Collegio Periti Industriali, Ordine Medici Veterinari, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Ordine degli Psicologi, Albo Consulenti Finanziari abilitati all'Offerta fuori sede, Associazione Grafologia Italiana, Consigliera di parità della Provincia di Modena.

Si terranno ogni giovedì sino al 09 novembre 2017 dalle ore 18.15 alle ore 20.30 presso GALLERIA EUROPA SALA RENZO IMBENI, Piazza Grande, Modena, grazie all'invito ed alla collaborazione dell'Amministrazione comunale di Modena.

(in allegato il programma di tutto il ciclo)

Maltempo. 7 squadre dall'Emilia-Romagna a Livorno. Bonaccini: "Siamo vicini alle persone e alle istituzioni toscane"

Incontro in Regione con i volontari, Gazzolo: "Protezione civile, entro l'anno la nuova legge"

foto intervento 3 2Bologna – Sette squadre di volontari (11 operatori da Reggio Emilia e 10 da Parma) sono partite questa mattina (11 settembre ndr) all'alba per Livorno, d'intesa con il Dipartimento nazionale della Protezione civile, per portare soccorso ai territori colpiti dal violento nubifragio di ieri.

"Come accade ogni volta che c'è bisogno, l'Emilia-Romagna c'è", afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, esprimendo la "vicinanza alle persone e alle istituzioni toscane".

I volontari sono partiti attrezzati con mezzi per aiutare nella rimozione del fango. Sono già al lavoro per ripulire due scuole.

Il punto sull'intervento in Toscana è stato fatto nel corso di un incontro in Regione tra il presidente Bonaccini, l'assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, il direttore dell'Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Mainetti, e una delegazione in rappresentanza delle 361 associazioni di volontariato di Protezione civile dell'Emilia-Romagna, guidate dal presidente del comitato di coordinamento, Volmer Bonini.

Una riunione per proseguire i lavori degli Stati generali di protezione civile, che hanno coinvolto gli oltre 16.400 volontari della regione, impegnati in una serie di incontri finalizzati a raccogliere proposte per la revisione della legge 1/2005 sul sistema di Protezione civile dell'Emilia-Romagna.

"Se in Italia non ci fosse il volontariato di protezione civile sarebbe molto più complicato dare risposte alle grandi emergenze", ha sottolineato Bonaccini. "Per questo stiamo lavorando per aggiornare e semplificare la legge che garantisce il funzionamento di tutto il sistema regionale e faremo uno sforzo ulteriore per assicurare risorse e investimenti per la prevenzione e la sicurezza del territorio".

Con l'assestamento di bilancio, a luglio è stato stanziato 800 mila euro per le attività del volontariato di protezione civile e per il funzionamento dei Centri unificati provinciali; in autunno sarà approvato un nuovo piano da 1,5 milioni di euro per il potenziamento delle strutture di protezione civile.

"Entro l'anno arriveremo alla nuova legge continuando il percorso comune avviato insieme ai volontari e alle associazioni", ha aggiunto Gazzolo esprimendo anche la "grande soddisfazione per la gestione della campagna antincendi boschivi, appena conclusa", che ha registrato oltre 720 incendi e impegnato 1.780 volontari. "E' un sistema che si muove e si è mosso con un'ottima capacità di gestione e coordinamento e che vogliamo continuare a sostenere confermando anche quest'anno un adeguato investimento finanziario".

20170911-ER a Livorno-foto intervento 2 2

Domenica, 10 Settembre 2017 15:39

Crescita felice, si può!

Langhirano ha ospitato la sesta tappa del "Festival della Crescita". In concomitanza con il Festival del Prosciutto gli invitati al "Laboratorio Itinerante" si sono confrontati in merito al territorio "alimentare" come laboratorio di eccellenza, ma anche di come mettere a valore il territorio tra natura e cultura, accogliendo e rilanciando tutti i talenti locali.

di Lamberto Colla Torrechiara (PR) 10 settembre 2017 -

Crescita felice e sostenibile, si può! Questo è l'obiettivo che si prefigge il Laboratorio Itinerante, ideato dal sociologo Francesco Morace autore di una trentina di saggi, e dalla sua creatura Future Concept Lab.

20170909-salone-IMG 5953Sesta tappa di questa seconda edizione del "Festival della Crescita" è stata Langhirano. Nell'ambito del Festival del Prosciutto, tra gli eventi collaterali, al riparo delle possenti mura medievali del Castello di Torrechiara, illustri personaggi della scienza, dell'economia e delle istituzioni si sono confrontati sui nuovi modelli di sviluppo, proponendo esperienze che diverranno il manifesto della "Crescita Felice e sostenibile", la sintesi delle otto tappe di cui il "Festival della Crescita" si compone e che chiuderà i suoi battenti nella 4 giorni di Milano dal 19 al 22 ottobre.

"Siamo particolarmente lieti - ha dichiarato il Sindaco di Langhirano Giordano Bricoli in occasione della presentazione del "Festival", di ospitare a Langhirano nel prestigioso e suggestivo Castello di Torrechiara un appuntamento del Festival della Crescita. Ringraziamo per questa opportunità Francesco Morace e Future Concept Lab. Un'occasione straordinaria per riflettere sull'economia, sullo sviluppo sostenibile e sul futuro della 'food valley' secondo il principio della crescita felice e condivisa. La sfida di oggi, infatti, non è solo comprendere i punti di forza e le debolezze del modello di sviluppo che stiamo attuando, ma la nostra capacità di intuire le potenzialità inespresse del nostro territorio e metterle a sistema al fine di renderlo competitivo nella sfida globale e generatore di ricchezza per chi vuole continuare ad investirci ed a viverci" .

E la tappa parmense del Festival della Crescita non ha certamente deluso le aspettative del primo cittadino di Langhirano.

"La RiConoscenza del Territorio", questo il titolo della "tappa", suddiviso in quattro momenti di riflessione (Dialogo e Convivi come è il format del festival) del "festival", ha ospitato le testimonianze, le riflessioni e, come è peculiarità di ogni laboratorio che si rispetti, nuove idee che andranno a arricchire il bagaglio collettivo delle esperienze e soprattutto il manifesto finale.

In sintesi, il "territorio" è uno straordinario strumento di valorizzazione economica sul quale è indispensabile innescare adeguate strategie di "Marketing territoriale", facendo leva sulla storia originale del prodotto che quello specifico luogo ha generato grazie alla sapienza tramandata dalle generazioni che si sono succedute.

Il turista "moderno" oggi è alla ricerca di "esperienze originali" e il "Marketing Esperienziale" è un'efficace strumento per soddisfare le aspettative. "Mangiare Italiano" e "assimilare la storia" (del prodotto, del luogo e dell'artigiano) è ciò di cui va più ghiotto il turista o "gastronauta" che dir si voglia.

Si parte dal vantaggio che è ormai certificato che la "Dieta Mediterranea" è quella che ha il minor impatto ambientale e la più equilibrata dal punto di vista nutrizionale.

Quindi, Cibo, Salute e Business possono felicemente andare d'accordo e le innovazioni tecnologiche, guidate dalle conoscenze ancestrali, potranno perfettamente armonizzarsi diventando il nuovo motore dello sviluppo territoriale.

Come ha perfettamente riassunto il professor Carlo Alberto Pratesi (Università 3 di Roma) "La tecnologia può salvarci" aggiungendo infine l'altro indispensabile elemento di propulsione che è l'"Entusiasmo".

Una sintesi condivisa da tutti seppure l'Innovazione, come ha sottolineato il prof. Edoardo Sabbadin dell'Università di Parma, è la frontiera di diverse scienze per cui necessita di un progetto interdisciplinare non sempre facile da condividere ma che può essere la forza dell'Ateneo Parmense.

Per il futuro, Elena Dogliotti della Fondazione Umberto Veronesi, occorrerà uscire dalla moda del "SENZA" per andare a indagare su COSA c'è in quell'alimento, quindi educare i bambini e tornare a mettere "le persone al Centro".

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I MOMENTI PRINCIPALI DEL FESTIVAL

DIALOGO
Mettere a valore il territorio tra natura e cultura. UNESCO, incontro tra città e territorio.La Riserva MaB UNESCO dell'Appennino Tosco-Emiliano. con Filippo Lenzerini (Punto 3 srl) e Giuseppe Vignali (Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano) Parma, città creativa per la gastronomia UNESCO con Cristiano Casa (Comune di Parma)


PRIMO CONVIVIO
Il territorio "alimentare" come laboratorio con Elena Dogliotti (Fondazione Umberto Veronesi) Carlo Alberto Pratesi (Università Roma Tre) ed Edoardo Sabbadin (Università di Parma) modera Francesco Morace (Future Concept Lab)


SECONDO CONVIVIO
Imprenditorialità e generatività. Il caso "Parma, io ci sto!" con Davide Bollati (Davines) Alessandro Chiesi (Chiesi Group) e Andrea Pontremoli (Dallara) modera Francesco Morace (Future Concept Lab)

TERZO CONVIVIO
Retail Innovation. Tra consorzi e gusto del territorio con Guido Cristini (Università di Parma)Carlo Galloni (Galloni): Il caso "Fratelli Galloni Prosciutto di Parma"Mario Gasbarrino (Unes): Il caso "Il Viaggiator Goloso" e Irene Rizzoli (Delicius Rizzoli SpA): Il caso "Delicius"modera Cristina Lazzati (Mark Up)

Partner del Festival di Langhirano, realizzato con il Comune di Langhirano, sono Herno, Intesa Sanpaolo e Moleskine. Media Partner Mark Up e Affari&Finanza/La Repubblica, con una sezione dedicata al Festival all'interno della rubrica Osserva Italia.
La collaborazione vede anche il contributo di Egea (sistema editoriale e libreria dell'Università Bocconi), il Polo Museale Emilia Romagna - MIBACT e UNC-Unione Nazionale Consumatori, e il Patrocinio di Fondazione Umberto Veronesi, Riserva MaB-Unesco Appennino Tosco Emiliano, Parco Nazionale Appennino Tosco- Emiliano, Associazione "Parma io ci sto!".

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Sabato, 09 Settembre 2017 07:30

Allerta per Vento e Temporali

Allerta GIALLA per temporali per le province di PC, PR, per vento per le province di PC, PR, RE, MO, BO, FC, RN, per stato del mare per le province di FE, RA, FC, RN

Dal tardo pomeriggio di oggi 9 settembre previsto un peggioramento delle condizioni meteorologiche con temporali di moderata forte intesità sul settore occidentale in estensione nel corso della notte sul resto del territorio. Dal pomeriggio mare molto mosso al largo con altezza dell'onda tra 1,8 e 2,5 metri. Nella serata venti di moderata forte intensità sui rilievi fino 75km/h circa.

Descrizione meteo: Si prevede un peggioramento delle condizioni meteorologiche dal pomeriggio-sera con temporali di moderata-forte intensità sul settore occidentale (macroaree G,H), in estensione nel corso della notte sul resto del territorio. Dal pomeriggio mare molto mosso al largo con altezza dell'onda tra 1,8 e 2,5 metri. I venti saranno di moderata forte intensità sui rilievi nella serata, fino a 40 nodi sui rilievi (circa 75 km/h).

Per approfondimenti sul contenuto del presente documento e la consultazione dei dati in tempo reale: https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it 

Piacenza - 8 Settembre 2017 - "L'urgenza e la tempestività di azione che gli effetti nefasti causati dalle più gravi emergenze ambientali come il terremoto impongono alle istituzioni richiedono sforzi, concretezza, competenze, capacità di sintesi e continua dedizione alla causa. E' proprio per questo motivo – ha sottolineato il presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza Fausto Zermani – che riteniamo strategica e opportuna la recente nomina della Sottosegretaria all'Economia Paola De Micheli – nel ruolo di nuovo commissario alla ricostruzione post sisma nel Centro Italia.

In prima linea nella più recente e distruttiva emergenza alluvionale piacentina del 2015 l'Onorevole De Micheli si è dimostrata non solo attenta conoscitrice delle singole realtà territoriali locali, ma ha saputo tener fede agli impegni presi facendo seguire alle parole fatti concreti e portando sul territorio risorse quanto mai indispensabili. Proprio pochi mesi fa a Piacenza, in occasione della presentazione alla cittadinanza della strategica Cassa di espansione della Farnesiana a protezione di buona parte del perimetro cittadino, Paola De Micheli ha rimarcato come: "sia fondamentale credere in un paese nel quale chi si sacrifica e lavora duro deve avere più opportunità di crescere e realizzarsi"; crediamo pertanto – ha concluso Zermani - che questa sia davvero una grande opportunità per concretizzare questa verità espressa dalla De Micheli, una verità che in questo caso specifico diventa necessità primaria per chi ha subito incolpevolmente.

Il perdurare di condizioni meteo climatiche sfavorevoli con assenza di precipitazioni e temperature elevate mantiene alto il livello di emergenza nei territori serviti da Montagna 2000 S.p.A; la riduzione della fruizione turistica soprattutto nelle frazioni ha permesso di sospendere il turno notturno di approvvigionamento con le autocisterne mentre sono ancora numerose le cisterne impiegate durante le ore del giorno e nei weekend.

La società ha completato quasi tutti gli affidamenti necessari per il cantieramento dei lavori previsti dai fondi stanziati dall'ordinanza del capo del dipartimento di protezione civile numero OCDPC468/2017. La natura pubblica della società impone il rispetto dei disposti del c.d. Codice degli Appalti e solo il forte impegno del personale ha permesso la redazione di tutti i progetti necessari ai bandi di gara che sono stati portati a termine a tempi di record nel corso del mese di agosto.

Lunedì 28 agosto verranno cantierati i primi lavori che sono stati individuati come prioritari ed attinenti il potenziamento di stazioni di sollevamento e rilancio, la ricerca d'acqua per nuovi pozzi al fine di diminuire la dipendenza da condizioni climatiche che sono certamente eccezionali ma all'interno di un mutato (in peggio) scenario climatico.

I fondi di cui all'ordinanza di protezione civile sono sufficienti a gestire il periodo della vera e propria emergenza stabilita in un ordine temporale di 90 giorni e che andranno, in grande parte, a finanziare i viaggi delle autocisterne ed i primi interventi di emergenza. Attraverso il POI (piano operativo degli interventi) finanziato dalla tariffa e, soprattutto, con fondi straordinari dovranno essere individuate quelle azioni, interventi, misure che permettano di affrontare la prossima estate con maggiore serenità.

Non sempre e non ovunque è stato compresa dagli utenti l'entità della grave emergenza idrica e sono stati registrati sul territorio comportamenti scorrenti in violazione delle ordinanze (a volte troppo light): irrigazione di orti, giardini e campi sportivi, riempimento di piscine, ecc. L'assenza di controlli strutturati da parte delle autorità delegate ha favorito questi comportamenti che sono andati in danno della collettività.

Ondata di caldo africano Sull'Italia. Le condizioni meteo di domenica - secondo il sito meteo.it - saranno dominate dall'alta pressione che garantirà una giornata in generale soleggiata e spingerà ulteriormente verso l'alto le temperature.

Allerta GIALLA per temperature estreme per le province di PC, PR, RE, MO, BO, FE, RA, FC, RN. Per la giornata di domani 27 agosto persistenza di alta pressione sull'Italia con aria calda di origine africana determinerà debole disagio bioclimatico sulle pianure interne più intenso nelle aree urbane.

Descrizione meteo: Persistenza di alta pressione sull'Italia con aria calda di origine africana determinano debole disagio bioclimatico sulle pianure interne della nostra regione. Tale disagio sarà più intenso ed avvertibile nei centri urbani della suddetta pianura.

Per approfondimenti sul contenuto del presente documento e la consultazione dei dati in tempo reale: https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it 

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20170826-Meteo.it-domenica-prevDa Meteo.it - Ondata di caldo africano Sull'Italia. Le condizioni meteo di domenica - secondo il sito meteo.it - saranno dominate dall'alta pressione che garantirà una giornata in generale soleggiata e spingerà ulteriormente verso l'alto le temperature, con valori ben al di sopra della media stagionale (in media registreremo 5-6 gradi in più rispetto ai valori tipici dell'ultima decade di agosto). In molte località, specie in Emilia, al Centrosud e in Sardegna, il termometro segnerà valori attorno ai 35 gradi, con punte anche di 36-37 gradi.

La situazione non vedrà cambiamenti sostanziali neppure la prossima settimana, quando sul mediterraneo insisterà l'alta pressione: fino alla fine del mese quindi le giornate rimarranno in prevalenza soleggiate e continuerà l'assenza di piogge di degne di nota, mentre le temperature, pur con una lieve flessione, rimarranno ovunque al di sopra dei valori medi stagionali.

Politiche sull'acqua nel Nord Italia: Meuccio Berselli nominato dal Governo alla guida del nuovo distretto che accorpa le vecchie autorità di bacino e ne unisce le funzioni.

La nomina è arrivata dalla Presidenza del Consiglio su proposta del Ministro dell'Ambiente Galletti. La sede del nuovo Distretto resterà a Parma. Il saluto del Consorzio di Bonifica Parmense del presidente Spinazzi.

Parma – 23 Agosto 2017 - E' un emiliano e arriva dal mondo dei Consorzi di bonifica la nuova guida del più ampio Distretto idrografico italiano, quello padano, che con i suoi 71 mila km quadrati di estensione, è stato varato dal Governo nel dicembre 2016 dopo l'accorpamento delle diverse Autorità di bacino e che sovrintende e coordina le politiche dell'acqua nei territori sottesi all'influenza del fiume Po in numerose regioni italiane.

Il nome del nuovo Segretario Generale del Distretto è quello di Meuccio Berselli, 56enne, nato a Sorbolo nel parmense e residente proprio sulle rive del Po a Mezzani paese di cui è stato anche sindaco per due legislature dal 1999 al 2009. Geologo di professione, fino ad oggi è stato impegnato nella direzione del Consorzio di Bonifica Parmense associato ad ANBI Emilia Romagna.

Laureato in Scienze Geologiche all'Università di Parma, Berselli è esperto di idrologia, geologia applicata, geotecnica, bonifica, bonifica dei siti inquinati e recentemente ha ideato e poi realizzato alcuni importanti progetti ispirati alla salvaguardia del territorio e alla mitigazione del progressivo fenomeno del dissesto idrogeologico (SOS Bonifica e Difesa Attiva Appennino). Scelto tra numerose professionalità di alto livello del settore delle politiche ambientali il suo nome è stato proposto alla Presidenza del Consiglio dal Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e il Governo ha poi controfirmato l'atto ufficiale per la sua nomina come primo Segretario Generale del nuovo distretto padano.

L'ufficialità del nuovo rilevante incarico - che proietta un parmigiano in una funzione di prestigio e soprattutto strategica e fondamentale per la gestione degli equilibri territoriali del Nord del paese (soprattutto alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici in atto) è arrivata proprio nei giorni scorsi e la sua attività inizierà subito a partire dal suo insediamento negli uffici della sede generale del Distretto che - pur allargando notevolmente la prospettiva di azione territoriale - manterrà la propria sede a Parma in Via Garibaldi avvalendosi di uffici periferici. L'ultimo Collegato Ambientale 2016 – voluto con decisione dal Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - ha attuato infatti una riforma che può tranquillamente definirsi "storica" per la gestione delle acque e per le Autorità di bacino italiane : incrementando l'influenza dei nuovi Distretti, accorpando funzioni con particolare attenzione alla spesa: da 37 Autorità si è passati infatti a 7 distretti.

La dichiarazione di Meuccio Berselli " Voglio ringraziare il Ministro Galletti, sono onorato dell'incarico e mi metterò da subito al lavoro per rendere operative le linee guida e le aspettative che il Governo ha per una migliore attenzione alla cura del territorio e delle acque. Ho tante persone da ringraziare a partire dal mondo delle bonifiche e da quello del comparto agricolo, il presidente del Consorzio di Parma Luigi Spinazzi e tutto lo staff dell'ente che mi hanno consentito di lavorare al meglio per il nostro territorio così bisognoso di salvaguardia e attenzione costante".

La dichiarazione di Luigi Spinazzi presidente del Consorzio di Bonifica Parmense "Il ruolo dei Consorzi di Bonifica ha avuto una crescente importanza negli ultimi anni nella gestione capillare del territorio. Grazie all'operatività tecnica che forniamo quotidianamente a supporto e sostegno di molte amministrazioni locali per la sicurezza idraulica e la mitigazione del dissesto abbiamo valorizzato notevolmente la nostra funzione: ringrazio Berselli per la professionalità dimostrata e per questi 6 anni di intensa e sinergica attività i cui risultati concreti a beneficio del nostro comprensorio sono sotto gli occhi di tutti e hanno guadagnato unanimi riscontri positivi".

A un anno dal sisma dell'Italia centrale riviviamo di nuovo il dramma del terremoto, che stavolta ha colpito l'isola d'Ischia, con epicentro a mare, al largo di Forio d'Ischia, epicentro a 5 km di profondità e magnitudo 3.6 (poi ricalcolata di magnitudo 4).

Lascia perplesso come un terremoto di tale magnitudo possa provocare danni e vittime nel nostro Paese, è possibile che la magnitudo possa essere stata leggermente sottostimata ma, ripeto, è francamente allucinante che si continui a morire per terremoti di questa entità.

Il nostro Paese si conferma estremamente vulnerabile, non ci facciamo mancare niente dal punto di vista dei rischi geologici, non solo rischio sismico, ma anche vulcanico e idrogeologico. Ora sarebbe facile parlare dei ritardi della ricostruzione in Italia centrale, della necessità di accelerare interventi e azioni, ma quello che lascia più interdetti è la mancanza di atti concreti per la prevenzione. Si è parlato di tante cose, dall'informativa alle popolazioni alle lezioni nelle scuole, dal fascicolo del fabbricato alle assicurazioni sui fabbricati, dal rifinanziamento della carta geologica a quello per la microzonazione sismica fino alla necessità di abbattere le case abusive, come ribadito ieri anche dal Ministro Delrio.

Tante chiacchiere, ma un anno dopo non è stato fatto quasi nulla. Il governo e il parlamento si assumano la responsabilità di decidere in proposito senza farsi distogliere da interessi e lobby varie, come a proposito del fascicolo del fabbricato: ma veramente qualcuno crede ancora alla favola dei tecnici che si arricchirebbero con il fascicolo del fabbricato? Far conoscere lo stato sicurezza delle case dove un cittadino abita o lavora è un fatto di etica innanzitutto, un principio morale prima ancora che una misura di salvaguardia e di prevenzione civile.

Le misure per la prevenzione non possono non essere al centro dell'agenda del prossimo governo.

Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi

Al Telegiornale di Rai 3 il docente del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell'Università di Parma

Parma, 8 agosto 2017 - Roberto Francese, docente del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell'Università di Parma, membro del Comitato Glaciologico Italiano ed esperto di geofisica in ghiaccio, è stato intervistato da Rai 3 nell'ambito di un approfondimento legato al tema della siccità.

Nel corso del servizio, andato in onda nei giorni scorsi sul TG3 nazionale e realizzato sul ghiacciaio della Marmolada, Francese si è soffermato sulla forte tendenza alla regressione dei ghiacciai che si registra a partire dal 2000. L'intervista si è svolta in un punto della Marmolada privo di ghiaccio ma in cui – ha precisato Francese – nei primi anni '80 il ghiaccio era ancora presente. Il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai, secondo Francese, riguarderà sempre più la vita dell'uomo nei prossimi anni e il problema non potrà essere affrontato con politiche locali ma dovrà essere affrontato con politiche globali e di cooperazione tra gli Stati.

I ghiacciai alpini da sempre rappresentano una risorsa naturale di enorme valore che ha un impatto diretto su innumerevoli attività umane. I ghiacciai, infatti, sono uno dei principali agenti di ricarica delle falde acquifere in quanto durante il periodo estivo, per la parziale fusione, alimentano con continuità torrenti e fiumi che nel loro corso dalle Alpi al mare disperdono l'acqua in profondità. Il ridottissimo apporto di neve durante l'ultima stagione invernale e le alte temperature estive che hanno portato lo zero termico a 5000 metri di quota sono la causa dell'accelerazione nel ritiro dei ghiacciai alpini, che quest'anno potrebbe essere superiore al 2003, anno in cui l'Europa fu colpita da una massiccia ondata di calore.

Il ritiro dei ghiacciai, iniziato nella seconda metà dell'Ottocento, ha subìto un notevole incremento negli ultimi anni, con arretramenti delle "lingue glaciali" di centinaia di metri e riduzioni di spessore tali da comportare in un secolo una riduzione che supera il 70% delle superfici glacializzate originarie. Questa situazione contribuisce al depauperamento delle risorse idriche del nostro paese, rallentando – come detto - l'alimentazione delle falde acquifere.

La superficie glacializzata alpina (dati della Società Meteorologica Italiana) è passata da 250 km2 nel 1850 a circa 150 km2 nel 1970 e a poco più di 80 km2 nel 2010. Seguendo questa tendenza, nel 2020 la superficie glacializzata potrebbe oscillare tra i 65 ed i 70 km2.

Il Comitato Glaciologico Italiano cura da più di 100 anni il monitoraggio dei ghiacciai italiani, coadiuvato oggi dai Servizi Glaciologici Regionali e Provinciali. Comunica al World Glacier Monitoring Service i risultati della Campagna Glaciologica che ogni anno si tiene a settembre ad opera di rilevatori volontari che misurano la distanza del fronte da segnali fissi. Il Comitato cura un catasto dei ghiacciai italiani, che è stato aggiornato più volte nel corso del tempo. Oggi l'ultimo censimento rivela che molti dei ghiacciai sono estinti e molti altri si sono frammentati in lembi di ghiaccio separati. Dalla Piccola Età Glaciale (terminata intorno al 1850) i ghiacciai sono in ritiro, con alcune brevi pulsazioni positive: l'ultima è stata tra la metà degli anni '60 e la metà degli anni '80. A partire dal 2000 il ritiro ha mostrato un'accelerazione.

La scomparsa del ghiaccio ha portato a far affiorare nuovi resti della Grande Guerra nella Marmolada e nei principali ghiacciai alpini prossimi al fronte della Prima Guerra Mondiale.

Domenica, 23 Luglio 2017 10:50

A tutta elettricità


Di Paolo Errani  - L'auto elettrica è sempre più di moda, non solo nei discorsi da bar o nei garage dei vip.

Se adottati su larga scala, i veicoli elettrici potrebbero mantenere la promessa di ridurre drasticamente le emissioni dei gas c.d. clima-alteranti che derivano dal trasporto su gomma. Hanno, dunque, iniziato a costituire un elemento importante delle strategie energetiche nazionali di diversi Paesi (in primis quelli c.d. sviluppati) per il conseguimento degli obiettivi vincolanti stabiliti nei vari accordi internazionali in tema di "lotta ai cambiamenti climatici".

Non ci stupisce trovarli citati nel documento di consultazione della Strategia Energetica Nazionale (SEN) pubblicato lo scorso 12 giugno 2017.

MiSE e MATTM attendono di ricevere attenzione e commenti da tutti i portatori di interessi, dal più grande al più piccolo. E a leggere sembra che anche nel nostro Paese i veicoli elettrici siano destinati ad avere un ruolo sempre più importante dal punto di vista economico e politico. L'occasione ci appare dunque più che mai propizia per elaborare alcune riflessioni sul tema.

Innanzitutto va sottolineato che per ottenere un impatto notevole e positivo sulla decarbonizzazione dei consumi energetici, i veicoli elettrici devono diventare l'opzione principale per la maggior parte degli automobilisti. È dunque necessario per i Paesi interessati orientare chiaramente la propria politica energetica verso lo sviluppo prioritario di norme, standard, protocolli ed infrastrutture per un uso diffuso dei veicoli elettrici. Altrimenti, il loro impatto sarà limitato, poco significativo, o peggio negativo. Nel lungo periodo potrebbe anche essere gravemente compromessa la capacità di raggiungere gli obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni, con extra-costi sostenuti a fronte di risultati scarsi o nulli per la salvaguardia dell'ambiente.

Va evidenziato, infatti, che mentre l'industria manifatturiera automobilistica sembra pronta ad affrontare la sfida dello sviluppo di veicoli elettrici per il mercato di massa, non sono ancora visibili progressi sia nello sviluppo di un'infrastruttura efficiente per la ricarica dei veicoli elettrici su larga scala, sia nell'implementazione dei relativi standard e protocolli. Mancano inoltre all'appello norme funzionali per la tariffazione in bolletta domestica o alla colonnina di ricarica. Tutti questi elementi sono essenziali al fine di rendere convincente la proposta dell'elettrificazione del trasporto su gomma agli occhi degli automobilisti proprietari ed eventualmente anche agli occhi di potenziali "clienti" interessati a nuovi modelli di proprietà/utilizzo/condivisione dei veicoli di trasporto personale.

In particolare, l'eventuale costruzione di un'infrastruttura di ricarica per i veicoli elettrici richiederà una collaborazione attiva di molte parti in un campo di gioco particolarmente complesso. Il Governo, il gestore della rete elettrica, varie autorità ed organi nazionali e locali, le società che producono e distribuiscono l'energia elettrica, ma anche le aziende esperte in IT, gli stessi fornitori di punti di ricarica (che, per esempio, potrebbero non coincidere necessariamente solo con gli attuali fornitori di carburante al dettaglio), e così via fino agli utilizzatori finali, tutti dovranno unire i loro sforzi e farli confluire nella realizzazione di una rete "intelligente" (quella famosa "smart grid" di cui si sente sempre più spesso parlare) – un'impresa enorme sia in termini di ingegneria di progetto che di gestione politica.
In secondo luogo va ricordato che, una volta costruite e messe su strada, le auto elettriche possono essere "verdi" solo quanto lo è l'elettricità utilizzata per caricare le loro batterie. Indubbiamente esistono vantaggi immediati in termini di riduzione dell'inquinamento, ma se vogliamo utilizzare le auto elettriche anche per decarbonizzare il nostro sistema energetico, dobbiamo spostare lo sguardo dalla marmitta (che non c'è) alla ciminiera della centrale elettrica (che c'è anche se non si vede).

Tenuto conto dell'intero ciclo di vita, tutte le fonti energetiche ed i relativi impianti utilizzati per la generazione di elettricità emettono nell'ambiente una certa quantità di gas-serra per chilowattora di energia prodotta. Le fonti rinnovabili moderne ed il nucleare sono quelle che producono elettricità con il più basso tenore di carbonio. Tra le fonti fossili, ovvero ad alto tenore di carbonio, il gas naturale è quella che comporta emissioni un po' più basse, ma comunque con livelli di un ordine di grandezza superiore a nucleare e rinnovabili.

Se consideriamo solo le emissioni associate al loro utilizzo, i risultati più recenti dei test sulle auto elettriche (pure) mostrano valori nella forchetta 20-120 gCO2eq/km (grammi di anidride carbonica equivalente emessi nell'ambiente per chilometro percorso) per i Paesi dell'Unione Europea più industrializzati e popolosi. In Italia si stimano circa 100 gCO2eq/km. Tali valori comprendono nel computo le emissioni dirette ed indirette associate alla generazione, trasmissione e distribuzione dell'elettricità. E come si può intuire variano molto a seconda del diverso mix di fonti ed impianti utilizzati per la produzione dell'elettricità, che può essere più o meno sbilanciato verso un alto tenore di carbonio. Per esempio il valore di 20 gCO2eq/km si riferisce all'utilizzo di veicoli elettrici in Francia, che è attualmente uno dei Paesi leader a livello mondiale nella decarbonizzazione del settore elettrico grazie al contributo preponderante della produzione elettronucleare (75%), associato ad una percentuale "sostenibile" di produzione da fonti rinnovabili (sostenibile in termini di gestione ottimale della rete elettrica).

Per confronto possiamo guardare alla forchetta 100-200 gCO2eq/km per i valori medi delle auto a benzina, e alla forchetta 80-160 gCO2eq/km per quelle diesel.
Non dobbiamo però dimenticare che, in termini di emissioni, mediamente i costi della fabbricazione degli autoveicoli sono pari a 40 e 35 gCO2eq/km per quelli alimentati a benzina e diesel rispettivamente. Per quanto riguarda invece la produzione di veicoli elettrici esistono allo stato dell'arte almeno tre scenari con valori compresi tra 50 e 90 gCO2eq/km. E questi scenari non tengono conto del tenore di carbonio associato alla produzione e smaltimento, ossia di un'analisi accurata dell'intero ciclo di vita (come si suol dire "dalla culla alla tomba" – con eventuale riciclo) delle batterie.
Volendo considerare un solo valore di riferimento tra quelli sopra esposti, è opportuno scegliere quello delle nuove generazioni di veicoli turbo diesel: nel medio termine infatti la "sfida automobilistica" più importante in termini di riduzione delle emissioni è quella tra elettricità e gasolio. Per le automobili alimentate a diesel più moderne le valutazioni delle emissioni si attestano attorno ai 90 gCO2eq/km; è quindi davvero difficile sostenere che le auto elettriche alimentate dall'attuale sistema elettrico italiano siano notevolmente migliori.

Bisogna fare di più e meglio.

L'attuale contributo della generazione elettrica rinnovabile e a basso tenore di carbonio all'approvvigionamento energetico del nostro Paese è uno dei più alti in Europa. Tuttavia, se l'Italia vuole soddisfare i propri obiettivi di decarbonizzazione anche attraverso l'utilizzo diffuso di auto elettriche, deve assicurare a queste una "alimentazione più verde" in modo costante. In altre parole, da una parte occorre aumentare la produzione e/o l'importazione dell'elettricità, dall'altra occorre fare in modo che la fornitura elettrica a basso tenore di carbonio sia costante nelle fasce orarie in cui la maggior parte dei veicoli elettrici sono in ricarica.

Il problema va affrontato con ragionamenti sul breve, sul medio e sul lungo periodo.

Inizialmente, i nuovi utilizzatori potranno essere ospitati con un piccolo impatto; ma, all'aumentare dei numeri, già nel medio termine diverrà sempre più concreta la possibilità di mettere in crisi le reti trasmissione e distribuzione dell'elettricità. Successivamente, con un'impennata della popolarità delle auto elettriche, i cambiamenti significativi nel tempo e nella dimensione dei picchi di domanda dell'elettricità potrebbero rendere inevitabile un maggiore utilizzo di generazione elettrica ad alto tenore di carbonio. Infatti, se il sistema di generazione elettrica non verrà rinnovato opportunamente ed in tempo, per soddisfare la richiesta massiccia di elettricità dei nuovi veicoli sarà inevitabile attivare o mantenere attive centrali termoelettriche a carbone o gas, ed usarle in finestre temporali in cui di norma sarebbe prevista una copertura quasi esclusiva dei consumi elettrici da parte delle fonti rinnovabili. Un aiuto potrebbe arrivare dalle importazioni. Oggi come oggi, però, considerato lo stato attuale dell'interconnessione delle reti elettriche europee e le strategie energetiche dei nostri vicini, è davvero difficile, se non azzardato, stimare un contributo efficace e risolutivo di un'eventuale importazione ad hoc dell'elettricità necessaria da Paesi produttori con mix fortemente sbilanciato verso rinnovabili e/o nucleare.

Dunque, se da una parte è vero che, in termini di consumo energetico annuo, teoricamente i requisiti di potenza aggiuntivi causati da un utilizzo su larga scala di veicoli elettrici sono gestibili; dall'altra è anche vero che fornire una sufficiente potenza elettrica a basso tenore di carbonio in momenti di picco di domanda sarà impresa assai più difficile. Si tratta infatti di adattare una domanda e dei requisiti di carica molto diversi e variabili nel tempo ad una offerta fluttuante ed imprevedibile; dato che la generazione elettrica integrata in Italia è già ora non facilmente controllabile e una buona percentuale della produzione a basso tenore di carbonio proviene da fonti rinnovabili aleatorie.

Ma attenzione, perché è su questo che si gioca il tutto: qualora non fosse possibile ottenere questo tipo di fornitura, nella realtà dei fatti verrà mancato del tutto l'obiettivo di riduzione delle emissioni tramite l'elettrificazione del trasporto su gomma, ovvero si otterrà solo un contributo minimo – per non dire irrilevante – a fronte di costi enormi, economici e politici.
L'inevitabile osservazione finale è che per avere un effetto importante, l'introduzione delle auto elettriche in Italia oltre che sui grandi numeri deve essere basata su di una decarbonizzazione pressoché totale dell'approvvigionamento elettrico. Questo significa attuare l'implementazione graduale e ben pianificata di un nuovo sistema energetico, ossia un enorme programma di cambiamento economico, supportato da una volontà politica salda.

Fonti principali consultate:
The Royal Accademy of Engineering - report "Electric vehicles: charged with potential", 2010
IPCC - special report "Renewable Energy Sources and Climate Change Mitigation", 2012
L. Wilson, Shrink That Footprint - report "Shades of Green: Electric Cars' Carbon Emissions Around the Globe", 2013
M. Noori et al., "Electric vehicle cost, emissions, and water footprint in the United States: Development of a regional optimization model" https://doi.org/10.1016/j.energy.2015.05.152 
N. C. Onat et al., "Conventional, hybrid, plug-in hybrid or electric vehicles? State-based comparative carbon and energy footprint analysis in the United States" https://doi.org/10.1016/j.apenergy.2015.04.001 

(Ekoclub International - sezione Energia)

Domenica, 18 Giugno 2017 09:02

Acqua, è stato d'emergenza in agricoltura

Assenza di precipitazioni - Temperature decisamente sopra la media stagionale stanno provocando una situazione di vera e propria severità idrica in tutta la Regione Emilia Romagna.

Le verifiche effettuate in questi giorni dai Consorzi di Bonifica dell'Emilia Romagna ci consegnano un dato allarmante: i terreni agricoli hanno raggiunto il limite per la sopravvivenza delle coltivazioni agricole, al punto che l'acqua presente nel suolo è addirittura al di sotto dei livelli del dicembre 2016.

Bologna – 15 - 6 -2017 - L'Italia ha sete e l'Emilia Romagna purtroppo si trova in cima a questa speciale classifica e se il clima di questi ultimi sei mesi non lascerà immediatamente spazio a significative precipitazioni che il servizio meteo-clima purtroppo non prevede (se non a carattere temporalesco violento e oltremodo distruttivo come nel caso di ieri sera sull'Emilia Occidentale) nelle prossime due settimane quella che oggi è già una situazione di emergenza supportata da dati inequivocabili potrebbe trasformarsi, in poche settimane, in una emergenza catastrofica, scatenando conflitti per l'acqua tra i territori e danni colossali per l'intero agroalimentare regionale.

L'ANBI Emilia Romagna, forte degli ultimi rilievi registrati direttamente nelle locali falde acquifere superficiali dai suoi esperti (operanti nei Consorzi di Bonifica), aggiunge una ulteriore prova che l'iniziativa del Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini di chiedere lo Stato di Emergenza per tutta la regione non è stato allarmismo preventivo bensì un dato di fatto già conclamato. I dati rilevati in campo negli ultimi giorni ci dicono chiaramente che a livello regionale le falde sono completamente scariche e che i livelli raggiunti sono, in quasi tutti i territori della Regione, al di sotto di quelli registrati durante l'inverno.

A questo punto la situazione inizia ad essere davvero preoccupante: quantità di acqua nelle falde praticamente nulla, riserve negli invasi quasi azzerate e a differenza delle annate maggiormente siccitose 2011-2012 si aggiunge che tale stato di crisi è arrivata a giugno quando l'agricoltura ha bisogno di massimo apporto di acqua che si protrarrà fino a tutto il mese di agosto. I Consorzi di bonifica che trasportano la risorsa a quasi tutti l'agricoltura regionale lanciano l'allarme richiamando tutti i portatori d'interesse a "fare sistema" mettendo al centro delle loro scelte questa priorità, in caso contrario i prodotti tipici alla base del Made in Italy agroalimentare dell'Emilia Romagna quest'anno potrebbero venire colpiti duramente, provocando perdite enormi. Sotto il profilo della gestione dell'emergenza idrica i Consorzi di bonifica emiliano romagnoli, che approvvigionano di acqua un territorio a sud del Po e quindi chiaramente penalizzato se comparato alle pianure delle regioni più a monte, hanno maturato in questi anni una lunga esperienza elaborando sistemi di monitoraggio, maturato riconosciute competenze sull'utilizzo virtuoso della risorsa, praticato il risparmio idrico tramite la messa in punto di sistemi intelligenti come IRRINET-IRRIFRAME. Certo è che una situazione grave come quella che si è venuta a creare in questo inizio estate 2017 non offre spunti di particolare ottimismo e a questo si aggiunge il timore che le piogge , se arriveranno, siano più distruttive che rigeneranti per l'agricoltura.

Il presidente dell'ANBI ER Massimiliano Pederzoli non ha dubbi "Le falde scariche come mai prima dimostrano che la situazione è di emergenza reale e rischia anche di generare, oltre a danni colossali, anche situazioni di tensione tra i territori se non si metteranno a punto da subito, precise e condivise norme di comportamento in situazioni di tale gravità" .

Anche i grandi invasi presenti nella parte occidentale della regione, per la precisione le dighe piacentine di Molato e Mignano, sono ai minimi storici di capacità d'invaso.

In questo momento solo il Canale Emiliano Romagnolo (CER) conserva disponibilità di acqua ed è in grado di essere anticiclico, finchè gli sarà possibile il prelievo dal fiume Po che nelle ultime ore ha anch'esso registrato comunque un calo rilevante di quasi mezzo metro. Non và infine dimenticato che l'acqua del CER oltre ad essere fondamentale per l'agricoltura di 5 Province approvvigiona anche tre potabilizzatori in Romagna: quello di Ravenna-Bassette, Ravenna-Standiana e Forlimpopoli-Selbagnone. In cifre una fornitura che supera i 1300 litri al secondo (110.000 metri cubi di acqua al giorno) per soddisfare le esigenze di consumo di oltre 500 mila abitanti.

20170613-Livello-Falda-Superficiale

 

Mercoledì, 31 Maggio 2017 18:04

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Sabato, 27 Maggio 2017 16:04

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Martedì, 23 Maggio 2017 11:33

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Occupazione in crescita e nuovi progetti di green-economy: se ne è parlato agli Stati generali ieri a Bologna. Ecco alcuni dati significativi che riguardano l'Emilia-Romagna.

Bologna, 3 maggio 2017

Sono oltre 33mila le imprese dell'Emilia-Romagna che hanno investito, fra il 2010 e il 2015, nella green economy.
In percentuale, si tratta di un 27,7% che sarà ulteriormente implementato nei prossimi mesi. Perché sono sempre di più le aziende che progettano di puntare a al settore del 'verde'.

Il vantaggio di queste scelte riguarda prima di tutto l'occupazione.
Significativamente, sul totale dello scorso anno, le assunzioni nel comparto sono state l'11,3%.
Sono questi alcuni fra i dati incoraggianti che si riferiscono alle politiche "verdi" in Emilia-Romagna emersi durante gli Stati generali della green economy che si sono svolti ieri all'Opificio Golinelli a Bologna.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e gli assessori Palma Costi (Attività produttive, piano energetico, economia verde), Paola Gazzolo (Ambiente), Simona Caselli (Agricoltura) e Raffaele Donini (Trasporti, reti, infrastrutture) hanno illustrato le azioni per un modello di crescita sostenibile. Le stesse che costituiscono la spina dorsale del programma di governo della Giunta. Un programma che punta a un nuovo sistema produttivo in cui la sostenibilità ambientale è connaturata alla sostenibilità sociale (con al centro il Patto per il Lavoro), all'attrattività degli insediamenti produttivi per una sempre maggiore competitività delle aziende, senza tralasciare la messa in sicurezza del territorio e la valorizzazione delle risorse naturali. Ricerca, innovazione ed efficienza energetica, economia circolare e qualificazione ambientale, eco-innovazione in agricoltura e produzioni bio; mobilità sostenibile, sono i pilastri dell'azione regionale a sostegno della green economy.

La crescita in regione è testimoniata da alcuni dati. Ad esempio, con il 10,79% l'Emilia-Romagna ha un percentuale maggiore di brevetti verdi rispetto all'Italia (6,01%). Un forte impulso arriverà dall'approvazione del Piano energetico regionale (Per) che ha l'obiettivo della riduzione delle emissioni del 20% al 2020 e del 40% al 2030 rispetto ai livelli del 1990; l'incremento al 20% nel 2020 e al 27% nel 2030 della quota di copertura dei consumi attraverso l'impiego delle fonti rinnovabili; l'aumento dell'efficienza energetica al 20% nel 2020 e al 27% nel 2030.

Su questo punto, le parti sociali intervenute (Confindustria Emilia-Romagna, Tavolo permanente per l'economa, Cnr Bologna e organizzazioni sindacali) hanno sottolineato in modo unanime l'importanza del percorso partecipativo che la Regione ha messo in atto sul Per come modello di confronto sulla green economy. 

A.K.