Residui di pesticidi nell’acqua Evian. Diversi ricercatori hanno trovato residui di clorotalonil nella famosa acqua elvetica. La concentrazione della sostanza è tuttavia di molto inferiore ai limiti legali e non è quindi nociva per la salute. Lo Sportello dei Diritti: “Scoperta preoccupante”

Australia, surfista 17enne ucciso da uno squalo. La tragedia in una spiaggia sulla costa nord del New South Wales. Il ragazzo è stato aggredito a una gamba

Sabato, 11 Luglio 2020 09:27

Incontro con gli squali mako! (Video)

Immersione da brividi con gli squali mako in Honduras: le riprese ravvicinate del campione di sub Michele Giurgola medaglia d’oro ai campionati del Mondo di apnea in “assetto costante con monopinna”. Il messaggio ecologista ai giovani.

Il 60% in più di piogge di giugno contengono la diminuzione delle portate ma secondo le stime tra tre settimane la scorta potrebbe esaurirsi senza ulteriori precipitazioni significative. La Romagna, il Delta e la parte alta delle Marche sono però ad un passo della soglia siccità.

Il progetto KilometroVerdeParma è stato il protagonista ieri sera del primo dei cinque incontri “I giardini di…Luglio - Conversazioni sul Verde” organizzati al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci per raccontare e indagare in modi sempre nuovi il sorprendente mondo delle piante, dei giardini e del paesaggio ma anche di sostenibilità ambientale e dell’importanza di prendersi cura di ciò che ci sta attorno.

È diventato virale il video di Ashley White, del Tennessee. mentre, al largo di Procida ha filmato dal suo appartamento al 17 ° piano, un uccello che sorvolava la spiaggia di Myrtle Beach, nella Carolina del Sud, tenendo un enorme pesce con gli artigli.

Al via il calendario estivo di escursioni guidate targato ‘La via dei monti’, con 80 appuntamenti tra Modena, Bologna, Pistoia e Reggio Emilia.

Sabato 4 e domenica 5 luglio 2020 i primi 5 appuntamenti a piedi. 

Un trekking musicale sulle note di un violino itinerante. Un’escursione notturna sotto la luna piena nella suggestiva conca del lago di Pratignana. Una camminata ai piedi del monte Cimone e una appena sotto i 2000 metri del monte Giovo. E un’escursione al castello di Sambuca Pistoiese.

Giovedì, 25 Giugno 2020 12:23

Villa, lavori per 1 milione contro le frane

Il presidente Giorgio Zanni ed il consigliere delegato alle Infrastrutture Nico Giberti hanno incontro sindaco Sassi e comunità per fare il punto sui cantieri. Visitati anche gli impianti di Febbio

La viabilità, ma anche le potenzialità turistiche, dell'Appennino al centro della visita che il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, ha effettuato l'altro giorno a Villa Minozzo. Accompagnato dal consigliere delegato e dal dirigente alle Infrastrutture, Nico Giberti e Valerio Bussei, il presidente Zanni ha incontrato il sindaco Elio Ivo Sassi, consiglieri e assessori comunali, i vertici locali di Carabinieri e Croce verde e i rappresentanti di varie associazioni.

Parma, 13 giugno 2020. I Carabinieri Forestali della Stazione di Corniglio hanno recuperato, purtroppo morto, un rarissimo esemplare di Ibis eremita in località Albazzano del comune di Tizzano. I primi accertamenti e il luogo di ritrovamento, ai piedi di un traliccio di un elettrodotto, indicano che la causa potrebbe essere la collisione con i cavi elettrici.

Parte ufficialmente nel weekend del 13 e 14 giugno la prima delle iniziative che porterà alla scoperta del lato “verde” della regione fino all’autunno, fra trekking, escursioni guidate a piedi, in MTB, nei castelli, nelle oasi. Senza dimenticare i buoni sapori e il benessere.

Avvistamento eccezionale di una migrazione di oltre 64mila tartarughe. Il video è stato girato lungo la Grande Barriera corallina. Una enorme colonia di esemplari mai vista fino ad ora è stata ripresa da un drone vicino Raine Island in Australia.

Come anticipato alcuni giorni fa, presso la caserma dei Carabinieri di Sorbolo sono stati installati alcuni nidi a uso e consumo delle rondini e dei rondoni.

L'iniziativa era stata promossa da un gruppo di naturalisti, appartenenti al gruppo di tutela di rondini e rondoni di Parma, accolta favorevolmente dalla stazione locale dei Carabinieri.

Nelle scorse ore si è pertanto proceduto alla installazione dei tre nidi grazie all'ausilio di una squadra di Vigili del Fuoco.

Nei mesi scorsi, nel periodo soggetto alle restrizioni governative conseguenti alla diffusione pandemica del virus Covid 19, l’Autorità Distrettuale del Fiume Po – Ministero dell’Ambiente ha avviato anzitempo una ricerca scientifica volta ad analizzare la qualità delle acque del Fiume Po alla luce del mutato impatto ambientale sulla risorsa idrica.

Mercoledì, 20 Maggio 2020 05:58

Le api blu credute estinte esistono ancora!

Gli scienziati fortunatamente si sbagliavano: le “api blu” (Osmia calaminthae) esistono ancora. Un rarissimo esemplare è stato avvistato lo scorso marzo in Florida

Dal Museo di storia naturale della Florida, giunge una meravigliosa notizia inerente il mondo della natura, e nello specifico quello degli insetti: le api blu, credute estinte, sono in realtà vive, vegete e più abbondanti di quanto gli scienziati potessero immaginare e sperare. In realtà, non si tratta propriamente di un’ape, ma di un insetto appartenente alla specie Osmia calaminthae.

Si torna a parlare di problema siccità, eppure siamo appena nel mese di maggio. Il nostro fiume PO a causa della mancanza di piogge negli ultimi mesi si è ritrovato con il livello idrometrico più basso degli ultimi 10 anni. Le ultime piogge sono state una manna dal cielo, ma fino a quando si potrà andare avanti con le poche risorse idriche che abbiamo? Un problema, quello della siccità, da non sottovalutare viste anche le ultime misurazioni dell'autorità di bacino che ha stimato un calo del 30-40% di acqua nel fiume PO.

Possono finalmente partire i lavori per il recupero del Teatro Nuovo di Mirandola. La consegna del cantiere è avvenuta oggi, giovedì 7 maggio 2020. Presenti per l’occasione in piazza Costituente di fronte a quello che uno dei simboli della città dei Pico, i rappresentanti delle imprese costituenti l'ATI (Associazione Temporanea di Imprese formata dall’affidataria Edilstrade Building, Kairos Restauri e Mei Tecnologie e Costruzioni), con i tecnici di cantiere; il direttore dei lavori, l’ArchItetto Henry Gallamini; il Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, l’Architetto Michele Maini; il collaudatore, l’Ingegner Mauro Cuoghi; il RUP dell'intervento, l’Architetto Michela Di Leva. In rappresentanza dell’Amministrazione comunale, il Vicesindaco e Assessore alla Qualità urbana, Ricostruzione e Sviluppo sostenibile, Letizia Budri, mentre per il consiglio del condominio dei palchettisti, la presidente: l’Avvocato Lucia Bocchi.

Dopo la formale stipula del contratto ai primi di marzo, vista la rapida evoluzione dell'emergenza sanitaria in atto da Covid-19, si era optato per posticipare la consegna. Scelta comunque rivelatasi azzeccata considerato anche stop che con il DPCM del 22 marzo, sarebbe stato comunque sancito di lì a poco – fa notare l’Assessore Budri - a seguito della riapertura delle attività di costruzione disposta a partire dal 4 maggio, oggi è stato finalmente sottoscritto il verbale di consegna. Un momento molto atteso a cui seguirà già nei prossimi giorni, l’avvio dei lavori le di accantieramento che, come concordato, garantiranno la continuità delle attività attualmente in essere in affaccio su piazza Costituente.

Le settimane appena trascorse – prosegue la Vicesindaco - hanno permesso di adeguare le procedure di cantiere ai protocolli per la salute e sicurezza dei lavoratori, in modo da consentire lo svolgimento delle opere nel rispetto delle stringenti misure previste. Le lavorazioni a seguito delle misure anti contagio Covid-19 risentiranno inevitabilmente di un rallentamento nella produzione, ma l'auspicio è quello di confermare un cronoprogramma che non vada di troppo oltre i 730 giorni preventivati. I lavori, finanziati con i fondi della ricostruzione post-sisma, sono stati aggiudicati per 2.976.637€, che insieme al 1.491.958,53€ a disposizione dell'Amministrazione, concorrono a quadro economico totale di 4.468.596,08€.

Slittano a Luglio e Agosto i contributi di Bonifica e Consorzio Fitosanitario per l’anno in corso

Parma, 30 Aprile 2020 – Il Consorzio della Bonifica Parmense svolge attività indispensabile per la gestione della risorsa idrica nel comprensorio, la propria funzione è ritenuta primaria e nonostante il protrarsi dell’emergenza Covid-19 l’ente mantiene inalterata la propria operatività per la difesa idraulica e idrogeologica del territorio e per garantire il necessario apporto irriguo per il comparto agricolo, agroalimentare e zootecnico.

La massima efficienza del Consorzio, tuttavia, è direttamente subordinata alla corresponsione del contributo stagionale dei propri consorziati al fine di poter svolgere il proprio compito. Oggi la governance del Consorzio, consapevole della gravità della situazione in cui tutti noi ci troviamo, ha deciso di posticipare il bollettino e la relativa quietanza ai prossimi mesi di Luglio e Agosto anziché quelli primaverili come da prassi consolidata nel tempo in modo da ridurre eventuali difficoltà. Le scadenze degli avvisi cosiddetti “bonari” sono stati dunque prorogati al 10 Luglio p.v. (prima ed unica rata) e 10 Agosto (seconda rata).

Per informazioni Numero Verde 800-012191 lunedì-venerdì 8-14 o all’indirizzo web https://portale.bonifica.pr.it per interagire direttamente con il Consorzio.

Per la quota/parte del Consorzio Fitosanitario ulteriori informazioni presso Consorzio Fitosanitario Provinciale di Parma: l’ufficio addetto alle variazioni è aperto dal lunedì al venerdì 8,30 alle 13 e solo il lunedì dalle 14,30 alle 16,30 – tel. 0521-292910.

Si ricorda che la Bonifica comprende 160 mila consorziati titolari di immobili, 325 mila ettari di territorio presidiato di cui 114 mila di pianura- 1500 km di rete di canalizzazioni, 10 impianti idrovori, 5 casse di espansione per la protezione dagli allagamenti, 22 impianti e pozzi per la pratica di irrigazione e 350 km di strade di Bonifica nel nostro Appennino.

 

I misteri dell'accelerazione degli elettroni radioemittenti sulla cresta di una colossale onda d'urto cosmica scoperta dalla rete di telescopi LOFAR.

C’è un giovane studente di dottorato dell'Università di Bologna (che collabora anche con l'Istituto Nazionale di Astrofisica, INAF) alla testa di un gruppo internazionale di astronomi che ha scoperto, nell’ammasso di galassie Abell 2249, uno degli shock intergalattici più estesi ed elusivi mai osservati nel cielo fino ad oggi. Gli esperti guidati da Nicola Locatelli lo hanno chiamato “Cornetto Relic”, il che rievoca la sua forma a mezzaluna.

Locatelli sta prendendo parte al progetto MAGCOW finanziato con i fondi europei Horizon 2020 per lo studio dei campi magnetici nelle regioni più vaste e rarefatte dell’Universo. I dati che hanno portato a questo risultato sono stati ottenuti durante una survey realizzata con il potente telescopio europeo Low Frequency Array (LOFAR), la più estesa rete per osservazioni radioastronomiche in bassa frequenza al mondo attualmente operativa. Lo studio è stato accettato sulla rivista MNRAS Letters.

Abell 2249 è un agglomerato di centinaia di galassie immerse in una “bolla” di decine di milioni di anni luce di gas rarefatto e caldissimo, costituito da protoni ed elettroni non legati tra di loro (cioè dal cosiddetto plasma). Come in altri grossi ammassi dell'Universo, il gas può essere talvolta solcato da gigantesche onde, sollevate ogni qual volta ammassi più piccoli si imbattono nel maggiore venendone attratti dalla forza di gravità.

Quando le onde generate dallo scontro viaggiano più veloci della velocità del suono del plasma (cioè a diverse migliaia di chilometri al secondo) formano degli shock, ovvero delle onde d'urto. Ciò che le rende particolari è il fatto che molti elettroni liberi del gas vengono accelerati fin quasi alla velocità della luce e che, grazie alla presenza di campi magnetici, emettono onde radio che possono essere catturate dai radiotelescopi sulla Terra.

In queste circostanze, uno shock intergalattico diventa un “relitto radio”, uno dei fenomeni complessivamente più potenti dell'Universo. In Abell 2249 non era però ancora nota l'esistenza di alcun relitto radio, nonostante questo ammasso fosse un candidato ideale per ospitarne uno. E proprio grazie a LOFAR è stato possibile scoprirlo e studiarlo.

L'accelerazione di elettroni da parte di onde d'urto astrofisiche è nota da decenni, a partire dallo studio dei resti di supernova, ed è spiegata da un meccanismo proposto per la prima volta da Enrico Fermi nel 1949”, ricorda Franco Vazza, Principal Investigator del progetto MAGCOW finanziato da Horizon 2020, nonché ricercatore presso l’Università di Bologna e associato INAF, “tuttavia, nel caso degli shock negli ammassi di galassie, un grosso problema energetico dà sempre filo da torcere agli astronomi: la potenza osservata in praticamente tutti i relitti radio è così elevata da richiedere che qualche ulteriore meccanismo, tuttora ignoto, abbia operato prima del passaggio dello shock, per pre-riscaldare gli elettroni, come nei warm-up sportivi”.

L’evocativo nome “Cornetto” è stato scelto perché è uno delle forme mancanti nel censimento di questi grandiosi oggetti astrofisici: il Cornetto Relic promette di essere il prototipo di una classe di giganteschi relitti radio fin qui passati inosservati da parte di tutti i telescopi radio, per motivi di sensibilità, che invece il LOFAR potrebbe aver iniziato a scoprire con regolarità.

Il primo autore dello studio, Locatelli, spiega: “La novità introdotta da questo lavoro è che il Cornetto Relic emette tutta la sua enorme potenza a partire da un’area abbastanza estesa nel cielo (circa mezza Luna), da apparire debole alle nostre antenne, ed essere in compenso facilmente spiegabile dal classico meccanismo à-la Fermi, senza richiedere nessun ingrediente aggiuntivo. La 'forza' del Cornetto starebbe quindi ironicamente nella sua ‘debolezza’”.

Proprio legandosi a questo concetto, Gianfranco Brunetti dell'INAF di Bologna, coordinatore del consorzio italiano LOFAR, precisa: “Il punto è capire quanto comuni siano questi relitti di bassa brillanza, in tal senso LOFAR apre una finestra di osservazione nuova che ci permette di testare i meccanismi di accelerazione di particelle negli ammassi. Il nostro studio ha permesso di porre vincoli molto più stringenti che in passato sui parametri fisici del relitto e sull'efficienza di accelerazione delle particelle".

LOFAR è un potente strumento di ultima generazione costituito dall’insieme di 25 mila antenne raggruppate in 51 stazioni radio sparse per mezza Europa, frutto di una grande collaborazione. Ricordiamo che l’INAF guida un consorzio nazionale e dal 2018 al 2022 ha pianificato di investire in LOFAR circa 2,5 milioni di euro partecipando con il suo personale anche allo sviluppo della nuova generazione di dispositivi elettronici allo stato dell’arte che equipaggeranno il radiotelescopio e al software che regola il funzionamento del telescopio. LOFAR è concepito per catturare le onde radio alle frequenze più basse captabili da Terra, 10-240 MHz (mega-Hertz). L'emissione radio prodotta dai relitti, non a caso, è tipicamente molto più intensa alle basse frequenze (poche centinaia di MHz), ovvero quelle per le quali LOFAR è stato progettato.

Lo studio di oggetti come il Cornetto richiede un notevole tempo di utilizzo dei telescopi e di calcolo, ed è necessario l'impiego di grandi team per l'analisi dei dati. Le antenne di LOFAR producono un’immensa quantità di dati e in questo caso l’elaborazione e l’analisi è stata eseguita utilizzando i nodi di calcolo italiani.

Con questo studio, gli autori sono convinti di aver dimostrato che l'accelerazione da shock “classica” possa operare efficacemente anche sull’enorme scala dei milioni di anni luce tra le galassie, e che sia questa in effetti la prima volta che possiamo osservare direttamente questo fenomeno, mentre accade.

L’articolo “Discovering the most elusive radio relic in the sky: Diffuse Shock Acceleration caught in the act?” di Nicola T. Locatelli (Università di Bologna, INAF – Istituto di Radioastronomia) et al. è stato accettato per la pubblicazione sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letters. Allo studio hanno contribuito anche K. Rajpurohit, D. Dallacasa, A. Bonafede, C. Stuardi ed E. Bonassieux (per l’Università di Bologna, tutti finanziati dal progetto Horizon 2020 DRANOEL), F. Gastaldello e M. Rossetti dello IASF di Milano.

Finora potevamo solo supporlo, ma adesso vi è la conferma: il cambiamento climatico fa male alla salute. A sancirlo è l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha radunato un team di climatologi nell'IPCC, il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico, che hanno analizzato lo scenario sulla base di dati ed evidenze.

L'aumento delle temperature gioca un ruolo fondamentale su molti aspetti della salute umana, impattando non solo sulla qualità della vita, ma anche sulla mortalità. I dati parlano chiaro: nella tremenda estate del 2003, una delle più calde della storia, si sono avuti circa 70mila decessi nei soli Paesi di Italia, Spagna e Francia. Nel 2010 non è andata meglio alla Russia, che ha contato circa 52mila morti.

Secondo l'OMS, entro la fine del secolo avremo ben 250 giorni di afa in Italia. Già oggi si segna un aumento della temperatura media terrestre di un grado centigrado rispetto al secolo scorso. Per far comprendere come un solo grado sia capace di influenzare fortemente la salute si è ricorso all'esempio della normale febbre e di quanto incida il fatto che la temperatura corporea salga anche di soli dieci decimi.

A livello di salute in senso stretto, tenderanno sempre più ad aumentare le malattie cardiovascolari e quelle respiratorie, con disturbi e patologie anche mentali e legate alla riproduzione. Ancora, cosa da non sottovalutare sebbene considerata un effetto secondario, la tropicalizzazione del clima tenderà a portare anche malattie e patogeni tropicali, come la febbre Degue e la Zika, diffusesi nel nostro Paese attraverso la temibile zanzara tigre.

Durante il Cop21 di Parigi, il meeting internazionale sulla crisi climatica, sono emersi tre possibili scenari da qui fino alla fine del secolo:
1. nessuna misura di contenimento adottata rispetto al presente, ed un aumento della temperatura terreste stimato fino a 6,4° entro la fine del secolo
2. una progressiva riduzione delle emissioni di CO2 e un aumento della temperatura di 2°
3. uno stop immediato alle emissioni di CO2,e un conseguente aumento della temperatura di solo 1°
Siamo di fronte a numeri e scenari decisamente preoccupanti, destinati a crescere in maniera esponenziale se non si cambia rotta e lo si fa in maniera compatta e decisa, globalmente.

Per fortuna, la sensibilità internazionale a livello politico, finanziario e professionale sta virando rotta verso un modello di crescita più sostenibile, così come affermano anche le ricerche di settore di ING Italia, la banca olandese che da sempre si fa promotrice di azioni mirate a contrastare il cambiamento climatico e ad adottare un modello di economia circolare.
Solo optando per un cambio radicale di mentalità si sarà certi di fare qualcosa per evitare un potenziale disastro ambientale, modificando le proprie abitudini e gli stili di vita, nell'ottica di un rinnovamento globale che coinvolge tutti.

Coldiretti, rischio idrogeologico su terreni aridi. In regione piogge regolari, a tratti intense, ma non dureranno.
Parma 20 aprile 2020 - Il maltempo è atteso nelle campagne per combattere il rischio siccità e non lasciare l’Italia a secco in un 2020 segnato fino a ora da precipitazioni dimezzate, ma la pioggia però per portare benefici deve cadere in modo costante e prolungato. Al momento in Emilia Romagna le precipitazioni sono per lo più regolari e a volte intense nelle zone di montagna, con una caduta media di pioggia di 20 mm.

Ma la pioggia durerà meno di una settimana e quindi non sarà, con ogni probabilità, sufficiente a garantire le campagne contro il rischio siccità. È quanto afferma Coldiretti in riferimento al ciclone che ha investito la Penisola con l’allerta della Protezione civile per il rischio meteo-idrogeologico ed idraulico.
 
Una situazione che mette in pericolo le forniture alimentari alle famiglie italiane in piena emergenza coronavirus – continua la Coldiretti – con laghi, fiumi e invasi a secco nel momento in cui le colture hanno bisogno di acqua per svilupparsi. Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – precisa la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.
 
Il cambiamento climatico si abbatte – conclude la Coldiretti – su un territorio reso fragile dal dissesto idrogeologico con 7275 i comuni complessivamente a rischio per frane o alluvioni (il 91,3% del totale) dove vivono 7 milioni gli italiani.
 

 

 

Una storia di collaborazione in massima sicurezza all’apparenza semplice ma che, in tempo di Coronavirus, diventa oltremodo straordinaria da divenire modello.

All’apparenza questo gigantesco tubo – indispensabile per il completamento e la successiva messa in funzione di un’opera idraulica strategica per il nostro territorio nel Comune di Reggio Emilia al confine con il Comune di Bagnolo in Piano – potrebbe non rappresentare un’eccezione strutturale per chi è abituato a realizzare questo tipo di interventi per il Consorzio di Bonifica.

Ma in tempo di virus Covid-19 le cose sono mutate rapidamente e anche un lavoro di questo tipo può diventare una vera e propria impresa da portare a termine per le maestranze. Le difficoltà tecniche operative però hanno consentito di individuare nuove soluzioni pragmatiche ed un modello di condivisione proprio con le aree più colpite della Lombardia dove i gravi effetti della pandemia in corso hanno bloccato la gran parte delle attività del settore.

Così lo staff tecnico dell’Emilia Centrale, unito nello spirito solidale agli operai della ditta bresciana A.M.G. Impianti, che avevano l’incarico della produzione di una grande ed indispensabile pompa idraulica presso l’impianto Rotte, nel Comune di Reggio Emilia e al confine con il Comune di Bagnolo ha trovato una nuova soluzione per ultimare l’opera in tempo utile.

Tre settimane fa, venuto a conoscenza che, proprio a causa dell’emergenza Covid-19, la ditta bresciana avrebbe preventivamente chiuso la produzione per tutelare la sicurezza sanitaria dei propri lavoratori, il Consorzio ha immediatamente fatto pervenire un carico di mascherine di protezione FFP2 direttamente dal magazzino dell’Emilia Centrale consentendo in questo modo alla ditta di riprendere la produzione.

Così, grazie ad un lavoro di squadra tra Consorzio, AMG Impianti, Elettromeccanica Manfredini di Soliera (MO) e Galvan Tubi di Modena è stato possibile trasportare due parti di tubo su tre da Brescia sino a Modena, nella sede di Galvan, unica azienda che poteva effettuare il trattamento protettivo di zincatura finale.

In un clima di garantita sicurezza del personale la sinergia collettiva e la solidarietà che si sono instaurate tra i lavoratori di tutte le aziende coinvolte e le maestranze consortili ha fatto sì che tutti i pezzi del gigantesco tubo fossero ritirati e consegnati presso l’impianto di Rotte per procedere all’assemblaggio grazie ad una delle squadre consortili.

Una storia all’apparenza semplice ma che, in tempo di Coronavirus, diventa oltremodo straordinaria da divenire modello.

Giovedì, 09 Aprile 2020 14:34

La Bonifica unisce l’Italia

Piacenza, aprile 2020 - La natura non si ferma con le sue ricchezze e criticità e la produzione alimentare deve continuare.
Per questo, anche oggi, il lavoro del Consorzio di Bonifica di Piacenza prosegue nel rispetto delle restrizioni imposte dal Governo per la gestione dell’emergenza sanitaria e con l’adozione dei criteri di tutela e prudenza.

A continuare sono il presidio del territorio, delle dighe e degli impianti - di difesa ed irrigui - e l’operatività dei cantieri prevalentemente con personale interno e mezzi propri.

Per quanto riguarda i distretti di pianura (Arda, Tidone, Trebbia-Nure) sono in corso la preparazione della rete dei canali irrigui con attività di sfalcio, spurgo e risagomatura e l'esecuzione dei lavori di costruzione delle prese irrigue stagionali in alveo.

Diversi i cantieri aperti tra cui: la ristrutturazione e manutenzione degli impianti irrigui di San Nazzaro (Monticelli d'Ongina) e Pievetta (Castel San Giovanni) entrambi posti sull'argine maestro del Po; la posa di oltre 800 metri lineari di condotte utili all'efficientamento della distribuzione dell’acqua; la sostituzione di una paratoia (Monticelli d'Ongina) strategica per l’irrigazione della bassa Val d'Arda.
Per tutto il territorio di pianura prosegue anche la manutenzione di opere, manufatti e del reticolo idraulico utili sia allo scolo che alla distribuzione.

Per quanto riguarda i distretti di montagna (Est e Ovest), dopo aver completato due importanti interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico in comune di Ferriere e di Coli (Ciregna, Grondone e Punta Tapparello le località), proseguono le progettazioni esecutive relative sia agli interventi in programma per l’anno in corso sia quelle relative ai 26 progetti finanziati dalla regione Emilia Romagna tramite il programma PSR il cui esito positivo è notizia dello scorso ottobre.

E’ il Presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, Fausto Zermani a concludere: “E’ praticamente con la nascita dell’uomo che è iniziata l’attività di bonifica dei territori ed è dall’epoca dei romani che sono state create le prime e vere grandi opere (canali, reti di fognature...). Da allora tante cose sono cambiate ma i valori sono rimasti gli stessi e il nostro compito è ancora quello di proteggere, conservare e custodire. Anche oggi, come ieri: la Bonifica unisce l’Italia”.

Australia, squalo uccide ranger nella Grande Barriera Corallina del Queensland. Un 23enne è stato sbranato e ucciso nel Queensland Parks. Questo è il quarto attacco di squali in Australia in tre mesi

"C'era un mare di sangue mentre quella bestia si accaniva su quel poveretto". Eccolo il racconto dell'orrore visto dagli altri colleghi. Dieci metri più avanti, uno squalo aveva appena finito di attaccare un giovane ferendo in modo grave." E' successo ieri vicino a North West Island, 75 chilometri a nord-est di Gladstone., in Australia. Un gruppo di ranger, incaricati alla conservazione della fauna selvatica che lavorano per il Queensland Parks and Wildlife Service decidono di farsi una nuotata dopo una giornata di lavoro. Vanno in barca e si tuffano in mare. All'improvviso si materializza uno squalo. Il pesce vede i nuotatori e attacca l'ultimo a salire in barca. Si accanisce contro un uomo, lo azzanna alle gambe e alle braccia e lo trascina per decine di metri. Poi lo lascia. Il giovane ranger di 23 anni muore per le gravi ferite riportate nell'attacco.

La Premier Annastacia Palaszczuk dello stato del Queensland ha dichiarato che la vittima di 23 anni ha lavorava per il Queensland Parks and Wildlife Service. "Ancora una volta una famiglia là fuori è in lutto per un giovane che ha tragicamente perso la vita in un orribile attacco di squalo", ha detto ai giornalisti.

La polizia ha riferito che l'uomo era in acqua e mentre tornava a una barca noleggiata dal servizio quando è stato attaccato vicino all'isola nord-occidentale, 75 chilometri a nord-est di Gladstone. Ha subito gravi ferite alla gamba e al braccio ed è morto in ospedale poche ore dopo. Il sergente maggiore Tony Anderson, detective, ha dichiarato che il ranger ha svolto lavori di manutenzione prima dell'attacco. La vittima è stata l'ultima persona fuori dall'acqua.

"Alla fine della giornata c'erano quattro persone che nuotavano sul retro di una barca, rinfrescandosi dopo una giornata di lavoro", ha detto ai giornalisti. Con la memoria si corre alla ricerca degli attacchi precedenti. Quello di oggi è il quarto attacco di squalo dall'inizio dell'anno in Australia, e il terzo nella regione nord-orientale del paese in tre mesi. Dal 2018, dopo un'ondata di incidenti con squali sulla Grande Barriera Corallina, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il governo di questo stato federato ha lanciato un progetto di "reti intelligenti" come misura del controllo non letale di questi animali marini in alcune regioni. Ecco il video: https://www.youtube.com/watch?v=3mN2uYE0AW8

(7 aprile 2020)

di redazione Parma 26 marzo 2020 - La finanza green coinvolge sempre più banche e investitori, così come confermato anche dall’ultima analisi di The Innovation Group, società di servizi di consulenza e di ricerca di mercato, che prende in considerazione i trend relativi ai mercati offrendoci un quadro più chiaro della situazione e delle prospettive future.

Ad oggi, l’interesse per tutto ciò che è green sembra crescere anche nel settore finanziario, anche se i numeri sono ancora ridotti rispetto a quelli degli investimenti tradizionali. Basta prendere in considerazione il comparto dei green bond che, seppur in crescita con un aumento del 45% nel 2019 rispetto all'anno precedente, risulta comunque poca cosa rispetto ai bond tradizionali. Certo, il paragone deve essere preso con le pinze, più che altro perché ci troviamo di fronte a un ambito nuovissimo che ancora non coinvolge appieno la totalità degli investitori, anche se ha dati e potenziale di crescita assai elevato.

In Italia il mercato dei green bond ha un discreto successo. Secondo il Sole 24 Ore, a novembre 2019 risultavano emessi green bond per un valore di 5,4 miliardi di euro, collocando il nostro Paese al sesto posto in Europa per le emissioni di titoli verdi dopo Francia, Germania, Olanda, Svezia e Spagna.

Secondo l'analisi di The Innovation Group, nello scenario attuale le banche e gli investitori puntano su aziende capaci di dimostrare la sostenibilità del proprio operato, caratterizzate da un social impact investing, ovvero un impatto sociale positivo. In tale frangente, meno interessanti divengono le realtà poco virtuose, mentre vengono escluse del tutto le situazioni catalogate come a zero impatto sociale, come il comparto della produzione di armi e di tabacco.

Nell'ottica di un'economia e una finanza sostenibili, alcune aziende come la banca ING, si sono dirette verso un cambio radicale dei modelli tradizionali. Nello specifico, ING si dimostra come una delle banche più attente all'eco-sostenibilità, promuovendo attivamente iniziative e ricerche di settore.

Sul campo, la banca olandese si è impegnata nel definire specifici obiettivi aziendali volti ad arginare e contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici. Uno di questi è il cosiddetto “Progetto Terra”, che prevede la cessione di finanziamenti solo a quelle aziende che si impegnano a sostenere un impatto sociale positivo, eliminando progressivamente i finanziamenti alle centrali termoelettriche a carbone entro il 2025.

Ancora, ING ha deciso di stanziare ben 100 milioni di euro per le scaleup, ovvero quelle startup ad alto tasso di innovazione che hanno già penetrato il mercato, ma puntano ad un'espansione più ampia ed hanno bisogno di maggiori capitali. Lo ha già fatto con l'olandese Black Bear Carbon, che ricicla pneumatici usati per ottenere il nero di carbone; e con la Milgro, una società di consulenza che aiuta i propri clienti ad avere una maggiore attenzione e cura della gestione delle risorse, a partire dagli sprechi d'acqua

Giù l'inquinamento in Cina a causa del coronavirus. Lo mostrano i dati pubblicati dalla Nasa.

Una decisa diminuzione dell'inquinamento in Cina è «parzialmente legata» al blocco delle attività causato dall'epidemia di coronavirus. Lo afferma la Nasa, che ha pubblicato i dati satellitari delle concentrazioni di biossido di azoto nell'atmosfera. La differenza nelle immagini scattate dagli apparecchi in orbita intorno la terra è impressionante: da vaste zone colorate di giallo o marrone, ovvero molto inquinate, si è passati alla quasi totalità del Paese in azzurro.

Fei Liu, ricercatrice del Goddard Space Flight Center dell'Agenzia spaziale statunitense e specializzata in qualità dell’aria, ha osservato: «È la prima volta che vedo questo effetto di ripulitura dell’aria in un’area così vasta». Qualcosa di simile era stato osservato ai tempi della crisi economica del 2008, ma l'impatto era stato sicuramente più contenuto. Il miglioramento è dovuto a un mix di fattori: le limitazioni alla circolazione dei veicoli dovute al blocco delle città, lo stop prolungato agli stabilimenti produttivi con l'estensione delle vacanze di Capodanno, e così via. Fei fa notare che la concentrazione di biossido di azoto cala di norma in questo periodo festivo, ma riprende al momento del normale rientro al lavoro.

Quest'anno non è stato così, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” perché molte città in tutta la nazione hanno preso provvedimenti per minimizzare la diffusione del virus.

(1 marzo 2020)

 

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L’autorità distrettuale di bacino convoca l’osservatorio siccità il 6 marzo. Livelli del Grande Fiume sotto la media stagionale, precipitazioni assenti e temperature in aumento: il Segretario Generale Meuccio Berselli organizzerà la prima seduta per monitorare la situazione. 

Parma, 19 febbraio 2020 – La totale assenza di precipitazioni nei mesi di gennaio e febbraio e la presenza di temperature più alte rispetto alla media stagionale hanno portato al peggioramento delle portate idrologiche dei corsi d’acqua. I livelli idrometrici del fiume Po sono sotto la media stagionale: la situazione della disponibilità di risorse idriche, anche in vista dell’inizio imminente inizio della stagione irrigua, va costantemente monitorata. Il Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale di Bacino del fiume Po Meuccio Berselli convocherà il prossimo 6 Marzo la prima riunione dell’Osservatorio sulle crisi idriche per ottimizzare la gestione delle risorse e predisporre le azioni necessarie per affrontare la situazione.

Il bollettino di portata – comunicato da Berselli a seguito del monitoraggio effettuato dal Dirigente Tecnico dell’AdbPo Silvano Pecora – fa registrare livelli idrometrici nelle cinque stazioni del fiume Po inferiori alla media stagionale (Piacenza: 0.22 metri; Cremona: -6.05 metri; Boretto: -1.85 metri; Borgoforte -0.92 metri; Pontelagoscuro: -4.65 metri). Anche se nel mese di gennaio i livelli erano superiori alla media, ora si stanno progressivamente riducendo: negli ultimi due mesi infatti il contributo delle precipitazioni è stato quasi totalmente assente. Nelle prossime settimane non si prevedono precipitazioni, se non di scarsa entità e comunque non da influenzare l’incremento della falda: potrebbero verificarsi ulteriori riduzioni dei livelli idrometrici, nell’ordine del 20%.

Anche i livelli dei grandi laghi sono sotto osservazione: il lago di Iseo ed il lago di Como sono infatti già al di sotto dei valori stagionali. Il contributo nivale è praticamente assente nelle zone appenniniche mentre quello alpino si ridurrà ulteriormente a causa dell’innalzamento delle temperature e dell’assenza di precipitazioni. Dopo una discesa momentanea, infatti, nei prossimi giorni sono previsti aumenti compresi tra i 5 e gli 8 gradi centigradi.

Durante la prima seduta dell’Osservatorio sulle crisi idriche dell’Autorità Distrettuale di Bacino del fiume Po verrà effettuata la verifica aggiornata dei livelli idrometrici, oltre all’esame analitico di tutti i dati tecnico-scientifici raccolti negli ultimi giorni nei vari bacini e sottobacini del territorio per prepararsi alla gestione delle risorse idriche nei prossimi mesi.

 (Foto copertina di Paolo Panni per ADPO)

In allegato il documento tecnico della situazione idrometrica

Carabinieri Forestali sequestrano una vasta zona collinare disseminata di carcasse di auto e rifiuti a Campora. Si ipotizza la realizzazione di una discarica abusiva.

Parma, 12 febbraio 2020. I Carabinieri Forestali della Stazione di Langhirano con il supporto del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale hanno sequestrato un vasto appezzamento con decine di rottami di auto e rifiuti a Campora in comune di Neviano degli Arduini.

Negli ultimi mesi i Carabinieri Forestali hanno avviato una campagna di controllo, negli ambienti naturali, per individuare abbandoni di rottami di auto e rilasci di rifiuti di grosse dimensioni.

Nel corso di verifiche svolte nel comune di Neviano degli Arduini, anche con la collaborazione della locale Stazione dell’Organizzazione territoriale, in località Campora è stata individuata una vasta area dove si è riscontrata la presenza di oltre una sessantina di automezzi, attrezzature agricole e rimorchi in completo stato di abbandono. Dispersi sul terreno, inoltre, sono state rinvenute parti smontate di automezzi e mezzi agricoli, cerchioni, mozzi, ammortizzatori, radiatori, parti di motori, parti di scocche e carrozzerie, parti elettriche, pneumatici esausti, rottami di varia natura e consistenza (parti di tubazioni, profilati, bancali, lamiere, cavi metallici ed elettrici, elettrodomestici in disuso).

Vista la situazione caratterizzata da un accumulo sistematico, non occasionale, di una ingente quantità di rifiuti eterogenei in un’area ben determinata, alla luce anche della definitività del loro abbandono e il forte degrado dello stato dei luoghi per effetto della presenza dei materiali in questione, i Carabinieri Forestali hanno ipotizzato la realizzazione di una “discarica non autorizzata”.

Si è proceduto al sequestro preventivo dell’intera area e dei rifiuti ivi collocati, tenuto anche conto che la norma prevede, in caso di sentenza di condanna, la confisca dell'area sulla quale è realizzata la discarica abusiva. I soggetti responsabili sono stati identificati e della notizia di reato è stata informata la Procura.

 
 

 

Presentazione oggi a Monticelli d’Ongina (PC) da parte dell’Autorità Distrettuale del fiume Po insieme ai partner di progetto Università di Roma “La Sapienza”, Arpae Emilia-Romagna – Struttura Oceanografica Daphne e Agenzia Interregionale per il fiume Po (in allegato la scheda tecnica)

Monticelli d’Ongina (PC), 12 Febbraio 2020 – La presenza delle più piccole particelle di materiale plastico (delle dimensioni di un millimetro fino a livello micrometrico) dette anche microplastiche – e la loro potenziale concentrazione nelle acque del Fiume Po saranno, da oggi, al centro di un focus di approfondimento scientifico che consentirà di poter contare su una ricerca ufficiale realizzata con campionamenti di prelievo eseguiti lungo il corso del fiume e non in un solo tratto. L’idea progettuale denominata “Manta River Project” nasce da un’esigenza molto concreta che tra i suoi principali obiettivi avrà quello di raccogliere dati essenziali per una successiva indagine mirata sui possibili effetti nella catena alimentare delle microplastiche su raccomandazione comunitaria.

Capofila dell’iniziativa è l’Autorità Distrettuale del Fiume Po - Ministero dell’Ambiente che nell’arco dei prossimi 4 mesi – insieme a partner di settore particolarmente qualificati quali Università La Sapienza di Roma, Arpae ER Struttura Daphne e Aipo – effettuerà periodici campionamenti di monitoraggio in punti strategici dell’alveo: Isola Serafini (PC), Boretto (RE), Pontelagoscuro (FE), e nel Delta Po di Goro.

Alla presenza del primo cittadino di Monticelli d’Ongina, nel Piacentino, Gimmi Distante – che ha salutato i presenti e introdotto l’incontro all’interno della Sala Biblioteca del Municipio – il Segretario Generale del Distretto del Po Meuccio Berselli ha approfondito l’esigenza oggi quanto mai imprescindibile di ottenere in tempi utili “ricerche attendibili che possano contare su collaborazioni di alto livello in grado di poter offrire alla comunità un panorama fedele alla realtà dei diversi contesti esaminati lungo il corso del fiume apportando così un sufficiente livello di chiarezza per non alimentare fuorvianti fake news”.

La squadra di ricercatori del Dipartimento Ingegneria Chimica Materiali Ambiente (DICMA) guidati dalla professoressa Silvia Serranti, ordinaria dell’Università di Roma La Sapienza, effettuerà le analisi con strumentazioni e metodologie tecnologicamente avanzate: “Avremo il compito di identificare e classificare le microplastiche campionate nei diversi siti sperimentando una tecnica innovativa che ha già fornito risultati promettenti: l'analisi d'immagine iperspettrale”.

La conferenza stampa di presentazione – coordinata nell’occasione dal responsabile delle Relazioni Istituzionali del Distretto del Po Andrea Gavazzoli – è proseguita con la relazione dello staff tecnico di Arpae ER con le ricercatrici Cristina Mazziotti e Margherita Benzi (Unità Coordinamento Tecnico Settore Marino Struttura Oceanografica Daphne - Laboratorio Mobile e Sensoristica) che hanno illustrato la modalità di campionamento della risorsa idrica effettuata nei vari luoghi individuati. Lo staff è coordinato dalla Dirigente Responsabile di Daphne Carla Rita Ferrari: “La Struttura Oceanografica Daphne di Arpae ha esperienza dei campionamenti delle microplastiche in mare alla luce dell'esperienza effettuata nel progetto internazionale DeFishGear e della Strategia Marina. Questo progetto è molto importante perché andiamo a rilevare le microplastiche in uno dei principali vettori dell'apporto della plastica in mare".

L’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) infine, intervenuta con il Dirigente Settore Navigazione Interna Ettore Alberani, ha garantito il supporto logistico e l’ausilio dei mezzi più idonei al complessivo monitoraggio.

 

Riceviamo e pubblichiamo le foto della Camminata della Candelora di ieri domenica 2 febbraio a Felino.

Di Nicola Comparato  Felino 2 gennaio 2020 -  L’evento è stato organizzato da “Associazione Natura e Vita Onlus”, con sede a Felino in via Caumont Caimi 1, che si occupa della salvaguardia dell’ambiente naturale, urbano e sociale, e del miglioramento della qualità della vita. L’iniziativa, alla sua terza edizione, è nata con lo scopo di far conoscere le case coloniche attraverso i sentieri sconosciuti del meraviglioso territorio felinese, ed ha visto partecipare un folto numero di persone. L’associazione ha già annunciato che ci saranno altre occasioni per scoprire i tesori naturali del territorio durante tutto l’anno 2020. 

Ecco il programma della giornata di ieri direttamente dall'organizzazione: 

“La camminata ci condurrà alla scoperta di luoghi caratteristici, ma poco conosciuti del territorio felinese, e si svolgerà in parte su strade asfaltate e in parte su strade bianche o su terreni erbosi. 
Programma: 
ore 8:45 ritrovo in Piazza Miodini a Felino 
ore 9:00 partenza 
ore 12:15 arrivo presso la sede dell’associazione (via Caimi 1 – Felino), in cui verrà offerto l’aperitivo della Candelora.” 

Per maggiori informazioni visitate la pagina Facebook “Associazione Natura e Vita Onlus” a questo link: 

https://www.facebook.com/associazionenaturaevita/ 

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