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Mercoledì, 20 Ottobre 2021 15:56

A Carpi torna l’evento più dolce della città

Appuntamento da venerdì 22 a domenica 24 novembre sul rialzato di Piazza Martiri
Tutto pronto per la 12° edizione di Cioccolato in Piazza: artigiani e maestri cioccolatieri proporranno praline, croccanti, tavolette e sculture.

Pubblicato in Agroalimentare Modena
Giovedì, 14 Gennaio 2021 08:44

Dolci tipici di Pasqua: quali sono?

Il bello della cucina italiana riguarda la possibilità, a seconda del periodo dell’anno e delle varie occasioni, di parlare di delizie diverse, preparazioni speciali che raccontano la meraviglia delle eccellenze del nostro Paese.

Tutta la bontà del cioccolato per una ricetta golosa e senza sensi di colpa: ecco come preparare la Torta pere e cioccolato, perfetta per vegani ma anche per intolleranti a uova e lattosio

Di Chiara Marando -

Mercoledì 14 Febbraio 2018 -

Il giorno di San valentino è arrivato e lo sappiamo che si tratta di una festa commerciale. Sappiamo anche che l’amore andrebbe festeggiato tutti i giorni e che questa, come altre ricorrenze, è nata per assecondare lo spirito consumistico della nostra società. Ecco, fatta questa premessa ormai noiosa, la mia risposta è che non c’è mai abbastanza romanticismo, ma soprattutto che ogni scusa diventa buona per preparare una torta al cioccolato.

Quindi, guardiamo il lato goloso della festa e approfittiamone per cimentarci in qualcosa di godereccio da gustare in coppia ma anche da soli. Insomma, un dolce per tutto l’anno.

Quella che vi propongo è una Torta di cioccolato e pere ma senza uova, latte e burro. Insomma, ad ogni fetta qualche senso di colpa in meno. E poi è adatta anche per chi ha intolleranze al lattosio.

Ecco come prepararla!

Ingredienti:

150g di zucchero

220g di farina

50g di cacao amaro

1 bustina di lievito per dolci

250g di acqua

50g di olio di semi

1 cucchiaio di miele

70g di gocce di cioccolato

2 pere

1 limone

1 cucchiaio di zucchero

Preparazione:

Per prima cosa dovete sbucciare le pere e tagliarle a pezzi grossolanamente; mettetele in una ciotola, irroratele con il succo del limone e cospargete con il cucchiaio di zucchero; mescolate e lasciate riposare.

Nella planetaria, o in una terrina, versate farina, lievito, cacao amaro, zucchero e amalgamate il tutto brevemente. Unite il cucchiaio di miele, l’acqua, l’olio e mescolate gli ingredienti. Infine, aggiungete le gocce di cioccolato e le pere sgocciolate – è importante eliminare il liquido – continuando a mescolare per poco tempo.

Rivestite uno stampo con carta da forno, oppure usate uno di quelli in silicone (per chi non teme latticini o derivati, si può anche imburrare e infarinare) e versatevi l’impasto.

Infornate a 170° in forno statico per 40 minuti. La torta dovrà risultare leggermente umida, quindi attenzione alla cottura.

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Giovedì, 21 Dicembre 2017 14:44

BSweet: tra Cupcakes, pasta di zucchero e bontà

Nel centro storico di Parma un angolo di dolcezza: BSweet è il caffè/pasticceria tutto al femminile dove poter ammirare e gustare delle piccole opere d'arte per veri golosi.

Articolo di Chiara Marando, Foto di Francesca Bocchia 

Profumo di zucchero, pasta frolla e bontà  appena sfornate che si spandono riempiendo l'aria di questo angolo dall'atmosfera fiabesca, nascosto tra i borghi del centro storico di Parma. Con i suoi tavolini in metallo, i mobili in legno e le alzate in vetro che richiamano lo stile shabby chic, reinterpretato in chiave personale, "BSweet" rappresenta la pausa golosa da concedersi per un momento fatto di dolcezza e fantasia.

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Entrando si viene subito avvolti dai sentori di delizie dalle forme e colori irresistibili, piccole opere d'arte di pasticceria che sembra quasi un peccato rovinare. Qui fanno da padrone i Cupcakes, non meno di 13 tipologie sempre pronte per appagare occhi e palato. Ci si trova con il naso incollato alla vetrina, incantati da quei riccioli di crema al burro che ne decorano la sommità, dal desiderio di provarli tutti.
Poi ci sono le torte: le Cheesecake arricchite da frutti di bosco, pistacchi e cioccolato; la Carrot Cake a base di carote e cannella; e la famosa Red Velvet che riprende l'impasto del noto CupCake, uno degli best of che non devono mai mancare.

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Il laboratorio è a vista, inutile negare che lo sguardo cade curioso oltre la vetrata per tentare di osservare le numerose lavorazioni create dalle mani esperte di chi questo lavoro lo fa per passione, trasmettendo in ogni più piccola preparazione tutta quella voglia di realizzare qualcosa di buono, di regalare un'esperienza da ricordare.

Sono Sara e Francesca a raccontarci del loro sodalizio, di quando hanno deciso di portare avanti l'attività iniziata da "Francy", figlia d'arte di ristoratori e grande appassionata di cake design. Lo fanno mentre decorano con cura minuziosa teglie di biscotti che si animano di espressioni e particolari. Difficile non osservarle e ancora più difficile riuscire a carpirne i segreti.

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Ad aiutarle c'è Katia, che parla senza distogliere l'attenzione dai suoi fiocchi di neve in pasta di zucchero, elementi che andranno a rendere perfetta la decorazione natalizia dei panettoni artigianali che riempiono la vetrina, catturando la curiosità dei passanti.

BSweet è l'esempio dell'imprenditoria al femminile, della piacevolezza di far crescere una realtà che si ama, della capacità di aprire un luogo che a Parma mancava. Si cucina con la musica, cantando, con quella allegria che nasce dalla possibilità di riuscire a svolgere un lavoro che piace, anche se a volte la fatica si fa sentire. Ed effettivamente, è anche grazie a questa atmosfera che tutto risulta ancora più buono, che la sosta per scegliere un peccato di gola si fa più lunga e che, la maggior parte delle volte, lo "sgarro" non rimane mai uno solo.

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BSweet
Via Giosuè Carducci, 30
43121 Parma PR
www.bsweet.it 

 

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Il 16 e 17 settembre Milano profumerà di bontà: al Palazzo delle Stelline torna Sweety of Milano, la manifestazione dedicata alla migliore pasticceria italiana. Due giorni tra degustazioni, masterclass e incontri con veri e propri maestri dell'arte dolciaria.

Di Chiara Marando -

Giovedì 14 Settembre 2017 -

Dolcezza, tanta dolcezza, di quella invitante e profumata che invita al peccato di gola. Poco conta se fino ad ora siamo stati attenti alla linea, qui lo strappo è d’obbligo e scientemente reiterato. Ed è Milano a diventare la capitale della delizia d’autore il 16 e 17 settembre quando Sweety of Milano invaderà il Palazzo delle Stelline con la migliore pasticceria italiana. Arrivata alla sua terza edizione, questa manifestazione, organizzata da Italian Gourmet, vanta la presenza dei migliori Pastry Chef nazionali, ognuno con un suo stand, pronti a deliziare i palati e inebriare i sensi con sentori ricercati e avvolgenti di creazioni tanto personali quanto uniche.

Due giorni durante i quali sarà possibile degustare, conoscere i maestri pasticceri ma anche impararne le tecniche partecipando alle Masterclass, momenti congressuali che offriranno un’occasione unica per trovarsi davanti ai migliori artisti patissier per apprenderne i segreti ed osservarne i gesti in cucina.

Ospiti illustri come Iginio Massari, Davide Comaschi, Gino Fabbri, Luigi Biasetto, Luca Montersino, Claudio Gatti, insomma veri e propri pasticceri top di gamma della scena nazionale e non solo.

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Curiosi di sapere cosa potrete assaporare? Va bene, qualche piccola anticipazione non può che far crescere l’acquolina.

Luigi Biasetto preparerà i Macaron e la sua Barretta di cereali e cioccolato;

Roberto Cantolacqua si presenterà con Babà Sfuso, Sablet al cioccolato e sale, Crema in pagnotta e Profumo di Sicilia;

Salvatore De Riso addolcirà i presenti con Caprese, PastieraeDelizia al limone;

Francesco Favorito sceglie miscele gluten free per Biscotti Fiori di Granturco, Pizza Margherita e Millefrolle;

Claudio Gatti arriverà con la sua immancabile Focaccia ai grani antichi, i Dolci della via Francigenae quelli delle Terre Verdiane.

 Ma questi sono solo alcuni esempi perché i Pastry Chef presenti sono oltre 30, ognuno dei quali con almeno tre proposte culinarie a cui è impossibile resistere.

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Sweety of Milano sarà anche l’occasione per partecipare ai casting dell’edizione 2018 di The Sweetman, il format in onda su SkyUno con il maestro Iginio Massari, padrone di casa ma soprattutto attento osservatore e giudice degli aspiranti pasticceri. Quindi, per chi si sente un talento coraggioso che vuole sbocciare, ecco tutti i dettagli per partecipare.

Sweety of Milano
16-17 settembre 2017
Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 61 - 20123 Milano
Orari: 10.00-18.00
Biglietti: 6,00 euro. Ingresso gratuito sotto i 12 e sopra i 75 anni.
http://sweety.italiangourmet.it

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Successo per la terza edizione della “Notte dei Maestri del Lievito Madre” che ha deliziato i palati dei numerosi avventori presenti sotto i portici del Grano a Parma: 30 Maestri pasticceri per oltre 60 proposte golose.

Foto e Testo di Chiara Marando –

Parma 25 Luglio 2017 -

Profumo, e che profumo! Quello che ha deliziato la città di Parma lunedì 24 Luglio in occasione della terza edizione della “Notte dei Maestri del Lievito Madre” è stato il sentore fragrante di golosi impasti lievitati artigianali. Protagonista della serata il Panettone, presentato dai 30 migliori Maestri Pasticceri italiani in oltre 60 varianti una più irresistibile dell’altra. Un modo diverso di interpretarlo, fuori dagli schemi tradizionali che lo vogliono sulle tavole solo a Natale, desideroso di rivisitarlo in una chiave “4 stagioni”.

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I portici del Grano si sono trasformati in un angolo di dolcezza a cielo aperto, ospitando questo appuntamento dal successo riconfermato. A presentare l’evento Andrea Grignaffini, uno tra i più noti critici enogastronomici italiani, e Carla Icardi, direttore di Italian Gourmet. Ospite d’eccezione il maestro spagnolo Paco Torreblanco al quale è stato consegnato il premio alla carriera come “miglior panettone fuori dall’Italia”, un riconoscimento che ne sancisce la grande capacità innovativa a livello mondiale. Proprio in merito all’innovazione, è lui a sottolineare quanto quest’ultima sia utile ma indissolubilmente legata alla tradizione quale pietra portante della cultura culinaria.

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Dopo i saluti iniziali del Sindaco Federico Pizzarotti, anche Cristiano Casa, Assessore al commercio, attività produttive e turismo del Comune di Parma, ha sottolineando quanto queste iniziative contribuiscano a supportare l’attenzione verso la qualità delle materie prime e dei prodotti italiani.

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E poi spazio alle degustazioni, al tour gastronomico tra i banchi dei vari pasticceri generosi di porzioni e bontà: dal Panettone con farina di grani antichi, a quello con pistacchio e frutti rossi, fino alle proposte salate, oppure in modalità cassata siciliana, con le spezie e arricchiti da cioccolato…tanto cioccolato. Soffici, irresistibili bocconi di morbida dolcezza, rigorosamente artigianale, per una “Notte” unica.

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Ci sono ricordi che diventano dei piccoli rituali di gusto. Come le meravigliose torte della Pasticceria Kofler, un regno goloso nel cuore delle Dolomiti dove perdersi tra irresistibili dolcezze.

Di Chiara Marando –

Sabato 22 Luglio 2017 -

Ci sono esperienze o luoghi che consideriamo dei tesori da custodire gelosamente, segreti che sembrano solo nostri e ci fa quasi paura condividere. Il timore è quello di rovinare qualcosa che vorremmo rimanesse esclusivo. Ecco, per me è un po’ così, mi animo dell’entusiasmo di una bambina quando rivivo le tradizioni di un tempo, ma vorrei tenerle strette e non lasciarmele scappare.

Parlo di rituali che si ripetono ogni anno, parlo del gusto goloso di torte che risultano irresistibili già ad una prima occhiata, parlo della Pasticceria Kofler, o meglio “konditorei”. Siamo a Moso, nella splendida e incantata Val Pusteria, un paesino che rimane immobile nel tempo in una rassicurante aura di tranquillità e benessere. Qui, nascosto tra le casette in legno che si susseguono lungo il limite del bosco, si cela questo regno goloso, un piccolo spazio la cui presenza si percepisce solo dai profumi invitanti di delizie appena sfornate.

E’ stato mio padre a scoprirlo per la prima volta, ormai circa 35 anni fa, quando ancora era solo un minuscolo passaggio di ristoro, quando ancora nessuno lo conosceva, quando ancora poteva essere un segreto da custodire.

Ad accoglierti lei, la “Signora Kofler”, con il suo sorriso bonario, i modi un po’ ruvidi tipici degli altoatesini di una volta che si ammorbidiscono con il passare degli incontri. E poi la vetrina colma di torte il cui peso specifico e consistenza mi risultano ancora oggi di difficile comprensione. Insomma, ogni fetta rappresenta un pasto completo. Diverse tipologie, che negli anni sono state aggiornate, e un sapore avvolgente che si imprime nella memoria e diventa parte di quella sicurezze a cui non si può rinunciare.

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In tutto questo tempo non sono mai riuscita a farmi svelare una ricetta, è diventata una sfida personale tentare di scovare gli ingredienti boccone dopo boccone. Difficile fare una graduatoria precisa ma, tra le preferite – che consiglio caldamente – ci sono senza ombra di dubbio la Crostata con le prugne, presente anche nella variante con pesche, ovvero una pasta frolla che incontra le nocciole e si sposa con la morbidezza della frutta appena glassata e lasciata a pezzi molto grossi; la Torta di ricotta e mele, un soffice e spumoso impasto che racchiude praticamente i frutti interi tagliati a fettine sottili; la sempre ottima Sacher Torte e quella con i frutti di bosco.

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A prepararle ogni giorno sono “papà Kofler” e, da qualche anno, il figlio. Un team affiatato che non sbaglia un colpo. La maestria dei due pasticceri è indiscutibile ma, ad aiutarli, sono sicuramente gli ingredienti di prima qualità che il territorio ha da offrire: il latte e il burro che raccontano la genuina natura del luogo, le uova e la frutta matura al punto giusto.

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L’abitudine è quella di ordinare, senza dimenticare di chiedere l’aggiunta di panna montata - perché qui anche la panna ha un gusto pieno e corposo – e di sedersi sulla terrazza che guarda i monti, sorseggiando cafè lungo o tisana e godendo del silenzio rigenerante che caratterizza questo angolo di paradiso.

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State già immaginando? Vi avevo avvisato, è un rito da consumare con parsimonia e senza fretta, assaporando attimo dopo attimo, forchettata dopo forchettata, percezione dopo percezione.

 

Pasticceria Kofler

Via Heideck, 15

39030 Moos, Sesto BZ

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Venerdì, 14 Aprile 2017 12:10

Aria di festa con i cupcake decorati

Aria di festa con l'arrivo della Pasqua e perché non dilettarci con la preparazione di qualche allegro dolcetto che fa per l'appunto subito "Festa"? Ilaria Bertinelli, meravigliosa maestra di ricette appetitose e di facile esecuzione, ci propone il cupcake per gli amanti delle decorazioni e della sua inseparabile pasta di zucchero!

 

A volte per creare un dolce sorprendente o un regalo speciale non servono tempo e particolari doti culinarie, ma semplicemente un'idea.

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Così sono nati questi cupcake: da una domenica pomeriggio a casa con i miei figli e qualche residuo di pasta di zucchero in frigorifero.

Con mia grande sorpresa, i miei figli avevano un'abilità straordinaria nel maneggiare la pasta di zucchero perché è assolutamente paragonabile alla plastilina!

pasta di zucchero

Quindi in pochi minuti, abbiamo arrotolato striscette di pasta di zucchero per formare dei boccioli di rosa e usato un taglia biscotti per ottenere delle sorte di ellissi che con l'aiuto di uno stuzzicadenti si sono presto trasformate in belle foglie piene di venature.

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Regalare un dolcetto come questo, magari per le festività pasquali, sarà davvero un dono speciale perché mostra, senza ombra di dubbio, la dedizione che abbiamo dedicato alla sua preparazione.

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Ingredienti per 8 persone

160 g burro
160 g farina**
1 buccia di limone grattugiata
3 uova
1 bustina vanillina*
3 g lievito per dolci* (circa un cucchiaino)
1 pizzico sale
160 g zucchero
q.b. pasta di zucchero colorata, cioccolato fondente e panna

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PREPARAZIONE

Mescolare il burro a temperatura ambiente con uno degli zuccheri fino a quando sarà ben spumoso
Continuando a mescolare, aggiungere un uovo alla volta, il sale, la vanillina, la scorza grattugiata del limone e infine la farina e il lievito setacciati.
Distribuire l'impasto in stampini da muffin in silicone oppure in pirottini di carta inseriti in stampi di metallo.
Cuocere in forno statico preriscaldato a 160°C per circa 25-30 minuti.

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Questi cupcake sono squisiti al naturale, ma per decorarli come nella foto è sufficiente:

Cupcake decorati

Sciogliere un po' di cioccolato fondente con qualche cucchiaio di panna fresca
Ricoprire la superficie del dolcetto e decorare quest'ultima con roselline fatte di pasta di zucchero oppure fiorellini di zucchero acquistati già pronti.

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Le Sinfonie di Agugiaro&Figna Molini presentano Auxilium, Mora e V-Egg, tre nuovi prodotti per l'arte dolciaria in esclusiva a Sigep padiglione B5 stand 34, presso il quale i Maestri Pasticceri proporranno un laboratorio interattivo, animato dalle applicazioni dolciarie dei nuovi prodotti e relative degustazione. 

Parma, 19 gennaio 2017 

Quest'anno le ricerche scientifiche dell'azienda vertono sulla caratterizzazione e l'individuazione nelle farine di eventuali aspetti nutrizionali lavorando su applicazioni innovative e migliorando caratteristiche già presenti nei cereali.
Le Sinfonie è la linea interamente dedicata alla produzione artigianale di pasticceria. Ad oggi si articola in sette referenze di frumento delle migliori qualità e sei varianti di semilavorati per soddisfare al meglio qualsiasi tipo di lavorazione che l'arte dolciaria prevede.
Il 2017 per Agugiaro & Figna e le sue SINFONIE si presenta come un anno di svolta: nuove referenze integrano con un'offerta innovativa e contemporanea l'intera gamma.

AUXILIUM un integratore multivitaminico per pasta madre viva, un complesso in miscela con farina di frumento; MORA una farina integrale da macinazione extravergine che mantiene il germe vitale e le frazioni esterne più nobili e vitali del chicco di grano e V-EGG una speciale miscela per produzioni vegane, un complesso di ingredienti selezionati e miscelati, a base di lecitina di girasole e farina di ceci. Questi i nuovi prodotti, frutto del costante impegno e degli investimenti in ricerca a tutela della tradizione e la sua aderenza ai nuovi stili alimentari di produzione e consumo.

artedolciaria sigep nuove farine artedolciaria farina novita vegana

Con un'esperienza nell'arte molitoria secolare, oggi come allora l'azienda Agugiaro&Figna punta all'eccellenza sia nelle materie prime utilizzate sia in tutta la filiera del processo produttivo. Solo grani pregiati provenienti dalle migliori coltivazioni di tutto il mondo. Dopo una sapiente miscelazione dei grani si procede ad un'attenta macinazione per aver cura di non danneggiare le caratteristiche organolettiche.

AUXILIUM, MORA E V-EGG saranno presentatI a Sigep all'interno del padiglione B5 stand 04 presso il quale i Maestri Pasticceri del Mulino di Agugiaro&Figna proporranno un laboratorio interattivo, animato dalle applicazioni dolciarie dei nuovi prodotti e relative degustazione.


#lesinfonie #storiedifarina

SIGEP 21-25 gennaio Stand Agugiaro& Figna

Di seguito il programma completo delle attività previste:
Ore 10.00-11.00: Alla scoperta della colazione buona e salutare - Degustazione di croissant vegani e croissant rustici.
Ore 11.00: Il rinfresco della salute al lievito madre. Come rinfrescare e mantenere sano il proprio lievito madre. Gli interessati riceveranno una porzione di lievito madre e una dose di Auxilium, il nuovo integratore vitaminico firmato Agugiaro & Figna in collaborazione con l'Università di Parma.
Ore 12.00-14.00: Gusto, leggerezza e salute a pranzo – Degustazione di pane e focaccia con Mora, la nuova farina integrale a macinazione extra vergine Agugiaro & Figna.
Ore 15.00 : Il rinfresco della salute al lievito madre. Come rinfrescare e mantenere sano il proprio lievito madre. Gli interessati riceveranno una porzione di lievito madre e una dose di Auxilium, il nuovo integratore vitaminico firmato Agugiaro & Figna in collaborazione con l'Università di Parma.
Ore 16.00: La Pasqua vegana e la Pasqua integrale – Degustazione di lievitati di pasticceria a base V.egg e Mora, i nuovi prodotti 2017 Agugiaro & Figna secondo gli stili alimentari contemporanei.
Tutto il giorno: Gallette dolci e biscotti da caffè vegani, buoni e rispettosi per la vita sotto ogni punti di vista.

Ricette da far venire l'acquolina. Un itinerario virtuale lungo lo Stivale alla scoperta delle squisitezze più antiche. Basta trovare la ricetta che vi ispira per fare una Pasqua, gustativamente parlando, diversa...

Di Alexa Kuhne

Parma, 26 marzo 2016

La Pasqua è anche la festa dei golosi. E forse nessuna ricorrenza come quella di questi giorni si accompagna a una enorme varietà di dolci della tradizione che assumono caratteristiche particolari in base al territorio in cui vengono prodotti.
Vogliamo proporre una carrellata delle squisitezze della cultura gastronomica italiana per indurvi a sperimentare e provare nuove esperienze per il palato. Con la curiosità e la voglia di assaggiare si possono fare viaggi gastronomici davvero appaganti, basta trovare la ricetta che vi ispira per fare una Pasqua, gustativamente parlando, diversa...

La bella Mantova, per esempio, ha una vera e propria venerazione per il Bussolano. E' una morbida ciambella che nasce dalla tradizione popolare lombarda. La sua consistenza è data dalla mancanza di lievito. La caratteristica di questo dolce è che è adatto a essere inzuppato direttamente nel vino lambrusco

bussolano dolce pasqua tradizione

Il cugino del bussolano mantovano è il Bensone modenese. Le due ricette sono davvero molto somiglianti, con la differenza che quella gonzaghesca è più ricca di grassi. L'antenato comune pare sia nato a metà strada diffondendosi in tutte le campagne circostanti, seppure cambiando nome ad ogni sosta. Che parliamo di bensone, di bussolano o di pinza, sempre di un pane dolce a base di uova, farina e grasso si tratta, anche se le proporzioni variano.

bensone modenese dolce pasqua tradizione

Non c'è Pasqua, al Sud, senza Casatiello, una 'torta' sontuosa e sapida, ricca di simbolismi. A Napoli si dice di una persona noiosa e pesante 'I che casatiello!'. E questo proverbio la dice lunga sulla pesantezza, direttamente proporzionale alla bontà, di questa particolarissima torta salata. L' impasto è una quantità massiccia di farina, lievito, acqua, sale, pepe, sugna (in italiano strutto), uova sode, salame, formaggio e ciccoli (ciccioli) di maiale. Il termine casatiello deriva da "caso", che in dialetto napoletano vuol dire formaggio, e allude alla cospicua presenza al suo interno di formaggio pecorino. Il pane di cui è composto è il simbolo del corpo di Cristo, le uova incastonate al suo interno rappresentano la rinascita...

casatiello dolce pasqua tradizione

In Meridione, ancora più giù, nella meravigliosa Sicilia, le vetrine delle pasticcerie sono un tripudio di colori. E' tempo della Cassata (dall'arabo qas'at, "bacinella" o dal latino caseum, "formaggio"). La torta è a base di ricotta zuccherata di pecora, pan di spagna, pasta reale e frutta candita..
Inizialmente la cassata era un prodotto della grande tradizione dolciaria delle monache siciliane. Un proverbio siciliano recita "Tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri Pasqua" ("Meschino chi non mangia cassata la mattina di Pasqua"). La decorazione caratteristica della cassata siciliana con la zuccata fu introdotta solo nel 1873.
Le radici della cassata risalgono alla dominazione araba in Sicilia quando vennero introdotti a Palermo la canna da zucchero, il limone, il cedro, l'arancia amara, il mandarino, la mandorla. Insieme alla ricotta di pecora, che si produceva in Sicilia da tempi preistorici, erano così riuniti tutti gli ingredienti base della cassata, che all'inizio non era che un involucro di pasta frolla farcito di ricotta zuccherata e poi infornato.

Nel periodo normanno, a Palermo, presso il convento della Martorana, fu creata la pasta reale o Martorana, un impasto di farina di mandorle e zucchero, che, colorato di verde con estratti di erbe, sostituì la pasta frolla come involucro. Si passò così dalla cassata al forno a quella composta a freddo.
Gli spagnoli introdussero in Sicilia il cioccolato e il pan di Spagna. Durante il barocco si aggiungono infine i canditi. L'introduzione della glassa di zucchero coperta di frutta candita che avvolge tutto il dolce come un vetro opaco potrebbe ricondurre il nome all'inglese glass, vetro da cui glassata - classata -cassata.

E poi c'è la Pastiera, la regina delle torte napoletane. Va confezionata con un certo anticipo, non oltre il giovedì o il venerdì santo, per dare agio a tutti gli aromi di cui è intrisa di bene amalgamarsi in un unico e inconfondibile sapore. Appositi "ruoti" di ferro stagnato sono destinati a contenere la pastiera, che in essi viene venduta e anche servita, poiché è assai fragile e a sformarla si rischia di spappolarla irrimediabilmente. La ricetta tradizionale dice di mescolare alla ricotta semplici uova sbattute; una seconda versione, decisamente innovatrice, raccomanda di unirvi una densa crema pasticciera che la rende più leggera e morbida, innovazione dovuta al dolciere-lattaio Starace con bottega in un angolo della Piazza Municipio non più esistente. Per il resto non è pastiera se non c'è estratto di fiori d'arancio e grano cotto, oltre a canditi.

pastiera dolce pasqua tradizione

Si racconta che Maria Cristina di Savoia, consorte del re Ferdinando II° di Borbone, soprannominata dai soldati "la Regina che non sorride mai", cedendo alle insistenze del marito buontempone, accondiscese ad assaggiare una fetta di Pastiera e non poté far a meno di sorridere. Pare che a questo punto il re esclamasse: "Per far sorridere mia moglie ci voleva la Pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo". La pastiera, forse, sia pure in forma rudimentale, accompagnò le feste pagane celebranti il ritorno della primavera, durante le quali le sacerdotesse di Cerere portavano in processione l'uovo, simbolo di vita nascente. Per il grano o il farro, misto alla morbida crema di ricotta, potrebbe derivare dal pane di farro delle nozze romane, dette appunto "confarratio". Un'altra ipotesi la fa risalire alle focacce rituali che si diffusero all'epoca di Costantino il Grande, derivate dall'offerta di latte e miele, che i catecumeni ricevevano nella sacra notte di Pasqua al termine della cerimonia battesimale. Nell'attuale versione, fu inventata probabilmente nella pace segreta di un monastero dimenticato napoletano. Un'ignota suora volle che in quel dolce, simbologia della Resurrezione, si unisse il profumo dei fiori dell'arancio del giardino conventuale. Alla bianca ricotta mescolò una manciata di grano, che, sepolto nella bruna terra, germoglia e risorge splendente come oro, aggiunse poi le uova, simbolo di nuova vita, l'acqua di mille fiori odorosa come la prima vera, il cedro e le aromatiche spezie venute dall'Asia. È certo che le suore dell'antichissimo convento di San Gregorio Armeno erano reputate maestre nella complessa manipolazione della pastiera, e nel periodo pasquale ne confezionavano in gran numero per le mense delle dimore patrizie e della ricca borghesia.

Arrivando molto più a nord si scopre la Gubana che è un tipico dolce delle valli del Natisone (Udine), a base di pasta dolce lievitata con un ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, grappa, scorza grattugiata di limone, dalla forma a chiocciola, dal diametro di circa 20 cm e cotto al forno. Viene servito irrorato da slivovitz, un liquore ricavato dalla distillazione delle prugne. Il dolce è noto fin dal 1409 quando fu servito in un banchetto preparato in occasione della visita di papa Gregorio XII a Cividale del Friuli. Facendo riferimento alla forma della gubana, la derivazione del nome è probabile che sia la sloveno guba, che significa piega.

gubana dolce pasqua tradizione

Spostandoci in Emilia, troviamo la colomba di Pavullo, che non ha molto a che vedere con la colomba pasquale che tutti conoscono, è infatti una focaccia dolce farcita di savor, marsala e frutta secca.

colomba di pavullo dolce pasqua tradizione

Le pardulas o casadinas sono un tipico dolce pasquale della tradizione sarda. Sono piccole tortine con ripieno di ricotta o di formaggio, molto delicate e gustose. A seconda della zona si possono vedere in una versione dolce o salata, all'aroma di arancia o limone e, più rara, una versione con l'uvetta. Nonostante la preparazione identica, il gusto tra le pardulas di ricotta, delicatissime, e quelle di formaggio (formaggio fresco), che hanno un sapore più deciso, è molto diverso.

pardulas dolce pasqua tradizione

La Resta, il cui profumo si avverte durante il periodo pasquale per le vie di Como, è un pane zuccherino. E' il dolce legato alla celebrazione della domenica delle Palme per via di un gesto simbolico: al suo interno viene infilato (nella pasta prima della cottura) un ramoscello di ulivo, mentre sul dorso viene inciso un disegno che ricorda la spiga detta anche "lisca o resca", simboli associati alla rinascita primaverile da cui prende poi il nome questo dolce. Anche questa prelibatezza deve sostenere ben tre lievitazioni.

resta dolce pasqua tradizione

Sul Salame del papa bisogna fare subito una precisazione: non è da confondere con il noto "salame di cioccolato". Si tratta di una ricetta molto antica, tramandata per lungo tempo oralmente e di cui, proprio per questo poco si conosce; esaminando tuttavia gli ingredienti troviamo la presenza di nocciole che fanno pensare quasi tutti all'unisono che il "salam dal papa" sia nato in Piemonte. Questo dolce in origine era prettamente legato al periodo quaresimale e pasquale; ciò perché in questo particolare periodo dell'anno la religione cattolica proibisce (salvo particolari casi) di mangiare carne e dolci.

salame del papa dolce pasqua tradizione

Tra queste bontà non può non mancare una specialità toscana: la Schiaccia, che viene preparata principalmente nelle province di Pisa e Livorno. Dolce povero della tradizione contadina, prevede una lunga lievitazione che si sviluppa in quattro fasi. E' ricco di anice e non è troppo dolce ed è ideale inzuppato in un bicchierino di Vinsanto o accompagnato con un pezzetto di cioccolata.

Un dolce povero ma particolarmente apprezzato è la Miascia o Turta di paisan. E' facile trovarla sulle tavole della Brianza e dintorni. Numerose sono le varianti in cui la si può apprezzare, modifiche dovute al fatto che questo dolce non è radicato e tipico di un unico paese bensì si estende quasi e ben oltre la provincia. E' una torta casalinga fatta di pane raffermo. Tra le tantissime ricette c'è chi la prepara con cacao in polvere e fichi secchi e chi con amaretti sbriciolati e scorze di limone e pinoli.
 Il nome torta paesana deriva dal fatto che un tempo veniva preparata durante il giorno della festa del paese e anticamente veniva cotta in forni comunitari utilizzando il pane che fino a prima della preparazione era conservato nella tradizionale "panadura".

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La lista potrebbe essere molto lunga. Sta ai veri golosi uscire dagli schemi delle proprie abitudini e 'tuffarsi' in altre tradizioni dolciarie. L'esperienza può essere davvero sorprendente perché, parlando di dolci, li si associa immediatamente allo zucchero e invece, dalle antiche ricette, si scoprirà che questi sono poveri di ingredienti, visto che lo zucchero era riservato alle tavole dei ricchi e, per sostituirlo, si utilizzavano frutta secca e fresca.

Pubblicato in Cultura Emilia
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