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Nel pomeriggio di giovedi, personale del Commissariato di P.S. di Mirandola ha dato esecuzione alla misura cautelare dell'obbligo di dimora, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di un cittadino italiano, di 47 anni, censurato.

A seguito di indagini condotte dal personale del Settore Anticrimine del Commissariato, l'uomo è stato individuato quale autore della rapina avvenuta ai danni di una donna durante la fiera di Mirandola, nella notte tra il 19 ed il 20 maggio scorsi.
Quella sera, la donna, dopo aver lasciato lo stand della Fondazione Onlus ANT Italia, comitato di Mirandola che si occupa di assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e prevenzione oncologica gratuite, che nell'occasione stava effettuando una raccolta fondi, si avviava verso la sede dell'ANT, in vicolo Bonatti.

Durante il tragitto la signora è stata aggredita alle spalle dal 47enne che le ha strappato la borsetta, sottraendole così, oltre a vari oggetti personali, la somma di 280,00 € nonché l'incasso della serata che ammontava a 72,00 €. A seguito dell'aggressione la donna aveva riportato ferite giudicate guaribili in 7 giorni.

Grazie a particolari acquisiti dalle telecamere di videosorveglianza disposte sul tragitto compiuto dall'individuo e da dettagli narrati dalla vittima, il personale del Commissariato riusciva ad individuare e riconoscere il soggetto, già noto per via dei suoi numerosi precedenti penali e di Polizia, quali rapina, furti, minaccia, procurato allarme, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, maltrattamenti contro familiari e ubriachezza molesta, nonché destinatario di avviso orale da parte del Questore di Modena.

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Gli uomini della Squadra Mobile e della Squadra Volante hanno tratto in arresto un cittadino albanese di anni 44, per il reato di porto e detenzione di arma clandestina e relativo munizionamento.

Nella notte del 13 luglio scorso, un tunisino di anni 48 si è presentato in Questura denunciando di essere stato vittima di una rapina da parte di un albanese a lui conosciuto, nei confronti del quale era debitore di una somma di denaro pari a 800 euro, prestatagli nel dicembre scorso. In particolare, mentre entrambi si trovano a bordo dell'auto di una sua amica - una smart grigio scuro - dopo avergli puntato una pistola alla gola, intimandogli di consegnargli 1000 euro altrimenti lo avrebbe "ammazzato", lo aveva obbligato, sempre dietro minaccia di morte, a scendere dal veicolo per poi allontanarsi con l'auto, facendo perdere le sue tracce.

Immediatamente la Squadra Mobile ha avviato serrate indagini per risalire all'identità del rapinatore al fine di riuscire a rintracciarlo. Cosa che è avvenuta nel primo pomeriggio di ieri, quando gli agenti della Mobile, unitamente ai colleghi delle Volanti, lo hanno bloccato mentre usciva dall'abitazione della compagna, sita in Modena.

A seguito di perquisizione sono stati rinvenuti sulla sua persona tre telefoni cellulari, la somma di 370 euro in contanti ed un mazzo di chiavi. Al posto della batteria in uno dei cellulari, l'albanese occultava 6 involucri in cellophane contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di 2,80 grammi. La perquisizione è stata estesa all'abitazione e alle sue pertinenze.

Proprio all'interno del garage, nascosta dietro alcune scatole di piastrelle, è stata trovata una borsa grigia contenente una pistola semiautomatica con il cane armato ed il caricatore inserito, oltre a 6 cartucce di varie dimensioni e calibro. Da successive verifiche, la pistola, di presumibile fabbricazione orientale, è risultata clandestina in quanto non censita in alcuna banca dati.

L'autovettura, oggetto della rapina, si trovava invece parcheggiata nelle immediate vicinanze dell'abitazione.
Il 44enne albanese, clandestino sul territorio nazionale, annovera numerosi precedenti penali e di Polizia per rapina, sequestro di persona, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, furto, violenza e minaccia a P.U., rissa e falsità materiale.

Nel febbraio del 2018 era stato accompagnato coattivamente alla frontiera da personale della Questura di Modena in esecuzione di una sentenza di condanna emessa Giudice di Pace di Modena.

L'albanese è stato anche denunciato in stato di libertà per i reati di rapina, detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e immigrazione clandestina.
Al termine degli accertamenti di rito, lo straniero è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale, come disposto dal Magistrato di turno, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

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Domenica, 20 Maggio 2018 06:48

Denunciato per tentata rapina in sala slot

Trentunenne italiano denunciato dalla Polizia di Stato per tentata rapina. Nella giornata di ieri personale della Squadra Volante ha denunciato in stato di libertà un italiano di anni 31 per tentata rapina.

Gli agenti sono intervenuti presso una sala slot, a seguito di chiamata al numero di emergenza 112 NUE, in quanto l'addetto all'accoglienza aveva riconosciuto l'uomo responsabile di una tentata rapina perpetrata ai danni dello stesso locale nel settembre scorso.

Il trentunenne aveva minacciato la barista con un coltello intimandole di consegnargli tutti i soldi che aveva perso durante il gioco, desistendo una volta che la donna, insieme all'addetto alla all'accoglienza, si erano allontanati dal locale.

L'uomo, da accertamenti più approfonditi, è risultato gravato da precedenti penali e di Polizia per reati in materia di stupefacenti e rissa.

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Tentata rapina a mano armata in piazzale Santa Croce. Le volanti della Polizia di Stato arrestano due moldavi. 

Il 13 maggio sono stati arrestati in flagranza di reato, dalle Volanti della Questura di Parma, due cittadini moldavi, classe 93, incensurati, resisi responsabili del delitto di TENTATA RAPINA AGGRAVATA IN CONCORSO perpetrata, alle ore 2:00, in Piazzale Santa Croce a Parma, ai danni di un cittadino tunisino.

Una Volante della Questura di Parma, durante il normale servizio di Controllo del Territorio, veniva fermata, in via d'Azeglio, da due persone di colore che, con fare concitato, riferivano che, pochi minuti prima, erano stati avvicinati da un'autovettura di colore nero, con a bordo due uomini dalla carnagione chiara, i quali avevano chiesto della droga ma, alla loro risposta negativa, l'uomo alla guida scendeva impugnando una pistola che puntava loro contro. I due malcapitati, impauriti, si mettevano in fuga mentre l'uomo con la pistola risaliva a bordo del veicolo e, insieme al complice, ripartiva in direzione piazzale Santa Croce.

Gli Operatori, quindi, dopo avere ricevuto la descrizione dei malviventi, si recavano velocemente verso piazzale Santa Croce, dove la loro attenzione veniva attirata da un altro uomo, tunisino, il quale riferiva di aver subito, qualche istante prima un tentativo di rapina da parte di due soggetti, di cui uno armato di pistola, coincidenti con la descrizione appena ricevuta, i quali si erano appena allontanati ed erano saliti a bordo di una automobile di colore nero.

I malviventi, riferiva il tunisino, lo avevano fermato e gli avevano chiesto dei soldi e, al suo rifiuto, uno dei due aveva impugnato una pistola mentre l'altro lo bloccava tenendolo per la maglietta. Alla vista della pistola, il malcapitato, impaurito, con una reazione improvvisa, si divincolava dalla presa con uno spintone e scappava. Mentre correva, per sottrarsi alla violenza dei due soggetti, l'uomo con l'arma esplodeva un colpo verso l'alto.
Gli Operatori, quindi, si avvicinarono all'auto in questione e precedevano ad identificare i due occupanti, corrispondenti alle descrizioni ricevute precedentemente, e procedevano ad effettuare la perquisizione personale e del veicolo.

A bordo del veicolo, sotto il sedile del conducente, veniva rinvenuta la pistola, che per peso, dimensione e fattura era identica ad un arma vera, anche se originariamente era una scacciacani. La stessa risultava modificata: nessun tappo rosso di sicurezza, nessuna ostruzione della canna, ma soprattutto all'interno aveva delle cartucce diverse da quelle in vendita. Queste ultime, infatti, erano a loro volta modificate poiché, diversamente dalle classiche cartucce "a salve" delle pistole scacciacani, presentavano un piombino di metallo incastonato all'interno. Una modifica fatta artigianalmente che le rendeva potenzialmente offensive.

All'interno del vano portaoggetti dell'auto, inoltre, vengono rinvenuti, oltre a diversi monili, in merito ai quali il conducente non era in grado di indicare la provenienza, anche la custodia dell'arma, una confezione di munizioni, vari petardi integri, usati, probabilmente, per prelevare la polvere da sparo al fine di caricare le cartucce modificate.

Per tali motivi i due Moldavi, venivano posti in stato di arresto per il reato di TENTATA RAPINA AGGRAVATA IN CONCORSO e, il conducente, veniva indagato, anche, per il reato di RICETTAZIONE e POSSESSO ABUSIVO DI ARMI.

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Tenta di appropriarsi dell'arma di una Guardia Particolare Giurata: arrestato, dalla Polizia di Stato, cittadino italiano.

Parma 6 aprile 2018 - Nel pomeriggio di ieri, personale del Nucleo Volanti della Questura di Parma, ha arrestato un cittadino italiano di 32 anni per tentata rapina e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Il giovane, che arbitrariamente si era allontanato dalla Comunità di recupero dove risultava collocato in virtù di un provvedimento di affidamento in prova ai servizi sociali, ha aggredito una guardia particolare giurata, mentre effettuava una perlustrazione all'interno del parcheggio sotterraneo di via Kennedy, e con diverse azioni aggressive ha tentato di impossessi dell'arma in dotazione.

Dopo una violenta colluttazione il soggetto, che si è servito anche di un estintore prelevato dal parcheggio stesso per attingere la guardia giurata, si è dato alla fuga.
La guardia giurata, dopo essersi divincolato, chiede l'intervento della Polizia di Stato che, dopo pochi istanti, giunge sul posto.

Gli Operatori delle Volanti, si sono immediatamente messi  all'inseguimento del fuggitivo, non senza difficoltà, riescono a bloccarlo all'interno del parco Ducale.
Il ragazzo, particolarmente agitato e violento anche nei confronti degli Operatori, veniva trasportato presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale Maggiore per gli accertamenti del caso.

La persona è stata trovata in possesso, tra le altre cose, di una ingente somma denaro e una siringa usata, il tutto posto sotto sequestro per ulteriori accertamenti.

Per i fatti accorsi, il cittadino italiano veniva posto in stato di arresto e messo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria in attesa del giudizio direttissimo. Considerato che, nel frattempo, il Tribunale di Sorveglianza aveva emesso un provvedimento di sospensione, in via cautelare, dell'affidamento in prova ai servizi sociali, lo stesso veniva tradotto presso l'area detenuti dello stesso Ospedale.

Pubblicato in Cronaca Parma

Discoteca Kyi: notificato dalla Polizia di Stato il provvedimento di avvio della procedura amministrativa per la sospensione delle licenze.

La Squadra Amministrativa ha notificato ieri mattina l'avvio del procedimento diretto alla sospensione della licenza nei confronti del gestore della discoteca Kyi.

L'iniziativa si è resa necessaria per fare piena luce sui fatti avvenuti nei giorni scorsi e legati a fenomeni di reati predatori all'interno del locale nonché in ragione dell'ennesimo caso di utilizzo di spray al peperoncino da parte dei clienti per suscitare il panico e commettere più agevolmente rapine con sottrazione di oggetti preziosi.

I chiarimenti richiesti vanno nel senso di una necessità di innalzare con urgenza i livelli di sicurezza delle discoteche e dei locali in genere a Modena e provincia.
Nel recente passato, per citare un caso ad esempio, la Questura ha avviato una collaborazione con il Vox di Nonantola, dove si erano verificati analoghi episodi di utilizzo di spray al peperoncino, i cui gestori hanno potenziato il sistema di security, in particolare la videosorveglianza interna e il numero di addetti, nonché introdotto modifiche al regolamento d'uso del locale informando i clienti della necessità di non indossare durante i concerti collane e preziosi in genere.

Tale sinergia ha prodotto come risultato l'immediata identificazione la settimana scorsa di alcuni ragazzi responsabili delle illegalità in questione.

Il Questore Santarelli sottolinea: "Non vogliamo reprimere il divertimento di nessuno, ma è fondamentale per ragazzi e famiglie che lo svago in discoteca avvenga in totale sicurezza. Per noi rimane nodale l'importanza di uno stretto collegamento tra le forze dell'ordine e i responsabili dei locali notturni per rendere effettive le politiche di sicurezza anche alla luce del Protocollo d'intesa in materia di sicurezza delle discoteche, firmato in Prefettura tra rappresentanti istituzionali, gli istituti di vigilanza e le associazioni di categoria del pubblico spettacolo".

Pubblicato in Cronaca Modena

Attimi di terrore ieri attorno alle 13 al supermercato di via da Torricella dove il malvivente, dopo essersi fatto consegnare 4mila euro ha anche legato i due commessi.

REGGIO EMILIA – Decisamente una brutta avventura quella capitata a due dipendenti del discount Di Più di via Daniela Da Torricella. Erano circa le 13 di ieri e il punto vendita si stava apprestando alla chiusura quando il personale si è accorto che un uomo si era deliberatamente nascosto all'interno del negozio.
Il suo abbigliamento, abiti scuri e volto coperto, hanno subito fatto intendere le sue intenzioni. Il malvivente ha infatti estratto una pistola e l'ha puntata contro i due dipendenti, costringendoli sotto minaccia a consegnargli la cassa, dove erano contenuti circa 4000 euro.
Ma la paura per i due dipendenti del discount non era ancora finito. Per guadagnarsi la fuga, il rapinatore li ha legati con delle fascette di plastica prima di allontanarsi e fare perdere le sue tracce.
I due dipendenti sono riusciti a liberarsi e ad avvertire la Polizia, che è arrivata attorno alle 14.30. Le indagini sono tutt'ora in corso e stanno cercando di capire se si è trattato di un bandito "solitario" o abbia pianificato il tutto con la collaborazione di un complice.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

Parma: alle ore 19,20,  personale del locale U.P.G.S.P. si recava presso la sede di un istituto di credito per la segnalazione di avvenuta rapina ai danni di una donna che stava prelevando al bancomat.

A.E. di anni 67 originaria della Romania dichiarava al personale della Squadra Volanti che poco prima, mentre si trovava all'interno della saletta ove sono collocati i due bancomat ed era intenta a prelevare la somma di 500 euro era stata aggredita alle spalle da uno sconosciuto che l'afferrava alla gola e la strattonava ripetutamente dicendole di dargli i soldi che stava prelevando.

La vittima riferiva di aver opposto resistenza al malvivente urlando e lo stesso la colpiva con alcuni pugni alla testa ed alla nuca per poi fuggire all'esterno dopo essersi verosimilmente impossessato del denaro e della tessera bancomat in quanto non era più nella feritoia del bancomat.
La donna descriveva il rapinatore come un giovane nord africano di circa 20 anni, corporatura esile carnagione olivastra alto m. 1,60/70 indossante una maglia a maniche corte di color rosso e pantaloni corti di colore scuro.

Le due volanti giunte sul posto perlustravano a lungo la zona al fine di rintracciare il rapinatore in argomento senza alcun esito.
Il giorno seguente, gli investigatori della Sezione Antirapine, appreso del grave episodio delittuoso subito acquisiva dall'Istituto di credito le immagini della telecamera installata all'interno della saletta ove sono collocati i due bancomat e nel frattempo telefonava alla vittima invitandola a recarsi in Questura per sporgere denuncia, ma questa rispondeva che "era tutto a posto" interrompendo la comunicazione.

Gli investigatori, sorpresi per l'atteggiamento della vittima analizzavano i filmati registrati dalle telecamere rimanendo sorpresi una seconda volta.

Infatti, gli investigatori, che già erano pronti a scandagliare il sottobosco di via d'Azeglio e zone limitrofe per cercare tra i volti della gente quello che avrebbero estrapolato dai fotogrammi... hanno guardato più volte i filmati, ma non vi era traccia di alcun rapinatore.

Nessuna scena violenza si è vista, nessuna aggressione è stata registrata... si è visto solamente A. E. che entrava e dopo aver tentato di effettuare una operazione, usciva all'esterno del locale e rimaneva nei pressi della banca in attesa dell'arrivo della Polizia.

In seguito rientrava nella saletta dei bancomat ove al Poliziotto della Volante descriveva, mimandola, la scena della rapina subita.
Accertato che nulla di quanto raccontato dalla donna corrispondeva al vero e che l'allarme lanciato al 113 era del tutto ingiustificato, A.E. è stata indagata in stato di libertà per i reati di simulazione di reato e procurato allarme.

Pubblicato in Cronaca Parma

Rapina alla stazione di Parma: dopo i primi due arresti preso anche il terzo rapinatore che si era reso irreperibile.

Parma, 10 ottobre 2017

La rapina si è consumata la sera del 1 aprile nei pressi della Stazione ferroviaria, verso le 2,00 di notte. La vittima stava accedendo al vano scala del parcheggio sotterraneo, quando è stato avvicinato da tre giovani, due dei quali a lui noti. Dopo alcuni minuti di chiacchere, uno di loro ha estratto un coltello a serramanico, puntandoglielo alla gola.
Sempre sotto la minaccia del coltello i malviventi gli hanno sfilato la giacca e preso il denaro nelle tasche di circa 80,00 euro. La vittima è stata poi costretta a rimanere sul posto mentre un componente del terzetto si allontanava per andare ad acquistare dello stupefacente coi soldi rapinati e a rimanere per circa un'ora mentre i tre assumevano la droga, fino a che non è riuscito a fuggire.

Dalla descrizione i tre individui erano due soggetti africani con la carnagione nera di anni 25/30 circa e un soggetto marocchino di circa 33 anni; tutti e tre vestiti di scuro e si esprimevano bene nella lingua italiana.

Gli investigatori della Sezione Antirapine, grazie alla notevole conoscenza dei "frequentatori" della stazione ferroviaria, sono riusciti subito a dare un nome a due dei tre rapinatori poiché più volte indagati. Tramite le registrazioni fornite dalla Polizia Ferroviaria, gli agenti hanno inoltre accertato la dinamica dei fatti esposti dalla vittima scoprendo le generalità di tutti e tre malviventi: C.M.C di 20 anni, K.H. di 33 anni e K.R.T.H di 17 anni.

Stante la molteplicità dei gravi indizi raccolti veniva trasmessa una informativa sia alla Procura della Repubblica di Parma che al Tribunale per i Minorenni di Bologna con la quale venivano indagati per i reati di Rapina aggravata in concorso, porto abusivo di oggetto atto ad offendere e sequestro di persona.

In considerazione della gravità dei reati commessi, tenuto conto del fatto che tutti e tre gli indagati erano pluripregiudicati, nullafacenti e senza fissa dimora, le A.G. interessate hanno emesso nei confronti degli indagati una ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Alla fine del mese di maggio scorso, gli investigatori della Sezione Antirapine sono riusciti a rintracciare e arrestate prima K.H. e dopo qualche giorno K.R.T.H. C.M.C., invece si era reso irreperibile rientrando nel suo paese d'origine ossia la Costa d'avorio. A quel punto, negli archivi delle Forze di Polizia, è stata inserita una nota di ricerca finalizzata al suo arresto, qualora fosse incappato in un qualsiasi posto di controllo.

Mercoledì scorso,  durante il controllo dei passeggeri atterrati all'aeroporto di Milano Malpensa proveniente da Tunisi, i poliziotti si sono trovati in mano il passaporto di C.M.C., ricercato per la rapina commessa a Parma.
Gli investigatori della Sezione Antirapine di Parma avvertiti dai colleghi di Milano, hanno subito trasmesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere a suo carico ed è stato arrestato ed associato al carcere di Busto Arsizio dove si ritrova tuttora ristretto.

Pubblicato in Cronaca Parma

Enzo Maselli, 82 anni, che vive in una casa isolata nelle campagne di Gaggio di Castelfranco Emilia, ha sentito dei rumori, ha aperto la porta e si è trovato faccia a faccia con il malvivente che lo ha colpito alla testa e alle gambe. Per fortuna senza gravi conseguenze.

CASTELFRANCO EMILIA (MO) – Vivere soli, a 82 anni, in una casa di campagna isolata di Gaggio, tra le campagne tra Castelfranco e Nonantola, non è certo una delle condizioni di maggiore sicurezza. Ma Enzo Maselli, classe 1935, è particolarmente sfortunato, dal momento che è stato rapinato due volte in tre anni. La prima, nel 2014, gli è costata solo un grande spavento, poiché la coppia di rapinatori, dopo aver forzato il vecchio portone di legno, se lo era trovato davanti spaventato e urlante e aveva pensato bene di puntargli in faccia il suo stesso fucile, appena rubato in casa. Maselli era poi stato fatto uscire, mentre i due rovistavano tra le sue poche cose. Prontamente, aveva chiamato i Carabinieri, ma quando questi erano arrivati, dei due malviventi non c'era più traccia.

Ieri mattina, invece, gli è andata peggio. Erano circa le sei e, nel buio, l'anziano ha udito dei rumori provenienti dalla porta di ingresso. È andato allora a controllare e ha scoperto un uomo con cattive intenzioni. Questi, infatti, ha afferrato un oggetto contundente e si è scagliato contro il padrone di casa, ferendolo alla testa e a una gamba. Si è poi dato alla fuga nei campi, insieme a 200 euro e a un cellulare, gli unici preziosi che era riuscito a rubare nella casa dell'anziano. Enzo Maselli è rimasto lucido e ha chiamato i Carabinieri di Castelfranco, che hanno preso atto di quanto accaduto e fatto partire le indagini per individuare il responsabile della rapina e dell'aggressione.

Sul posto si sono recati anche i sanitari del 118 che hanno trasportato il pensionato al Policlinico di Modena, dove ferite sono state giudicate guaribili in una decina di giorni. Le sue condizioni generali di salute sono state ritenute buone e l'uomo è già tornato in quella casa in cui, per due volte, ha rischiato la vita per colpa di qualche balordo.

Pubblicato in Cronaca Modena