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È online www.trovaunregalo.it, il nuovo portale per trovare il regalo adatto alla persona più cara: un modo facile e veloce per cercare il regalo perfetto.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia
Sabato, 05 Settembre 2020 16:04

PropTech: cos'è e quali vantaggi offre

La forte digitalizzazione che sta caratterizzando i nostri tempi, in particolar modo dopo il difficile periodo segnato dal picco della pandemia

Pubblicato in Economia Emilia
Martedì, 18 Agosto 2020 14:06

La rete a banda larga scarseggia a Reggio Emilia

Benché la regione Emilia-Romagna sia fra le più virtuose in Italia in quanto ad infrastrutture, c'è ancora molto da fare sulle nuove tecnologie.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia

Alla vigilia della solennità del Santo Patrono. Evento a partecipazione gratuita

Pubblicato in Dove andiamo? Piacenza

Pagamenti alla Provincia di Parma, dal 1° luglio solo con pagoPA. pagoPA è la piattaforma digitale che consente ai cittadini di pagare in modo semplice, veloce e sicuro ed evita alle amministrazioni i costi e i ritardi dei metodi di incasso tradizionali.

Parma, 11 giugno 2020 – Dal prossimo 1° luglio 2020 i cittadini e le imprese che devono effettuare pagamenti a favore della Provincia di Parma devono utilizzare esclusivamente il sistema pagoPa, all’indirizzo https://www.pagopa.gov.it/

Pubblicato in Nuove Tecnologie Parma

Spesso da adulti non si trova né il tempo né la voglia di imparare qualcosa di nuovo, o di migliorare le proprie competenze in un dato argomento.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia

“In una crisi internazionale, l'intervento top-down del governo è il "Piano A” e la mobilitazione delle imprese è il "Piano B”: entrambi sono partiti, ma potrebbero non essere sufficienti per rispondere a una sfida esponenziale come quella del Coronavirus. Dopodiché c’è il "Piano C": gruppi di produttori indipendenti, imprenditori e innovatori che si stanno organizzando online per fornire soluzioni alternative”
Dale Dougherty - Fondatore di Maker Faire

Anche Parma ha il suo “Piano C”. “Makers4Parma” dà il nome alla rete auto-organizzata formata da cittadini, professionisti, artigiani digitali (makers, appunto) e aziende di Parma e Provincia attivatasi online e in meno di 24h per rispondere alla richiesta del Reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Parma, diretto dalla Dott.ssa Rossi e la Prof.ssa Bignami con la fondamentale intermediazione dell’anestesista Dott. Luciano Bortone.

Una semplice chat di whatsapp che in poche ore ha riunito più di 40 persone che hanno subito messo a disposizione i loro attrezzi del mestiere: filamento di PLA, la loro stampante 3D e la loro passione.

Il risultato del primo round di stampa sono state novantacinque valvole “Charlotte”, prodotte in sole 48h (dal 25 marzo al 27 marzo), veri e propri adattatori progettati per trasformare le maschere full face da snorkeling della Decathlon in Cpap, dispositivi di ventilazione meccanica a pressione continua, in grado di aiutare i pazienti affetti da polmonite a respirare meglio, alleggerendo le terapie intensive.

La rete dei “makers” è stata coordinata dal team di 3DPR (che ha adattato il file di stampa messo a disposizione in opensource dagli inventori di Isinnova) e dal FabLab Parma, che grazie al supporto del Comune di Parma ha funzionato da punto di raccolta dei materiali e snodo logistico. Le valvole, una volta stampate, sono state ritirate presso le abitazioni dai volontari della Protezione Civile di Langhirano, che ha provveduto anche al reperimento delle maschere da snorkeling da donatori privati e alla consegna finale del raccolto al Reparto Rianimazione il 28 marzo scorso.

I respiratori autoprodotti (formati appunto dalle valvole-raccordo inserite nella maschera da snorkeling) sono attualmente in fase di test su due pazienti presso il Padiglione Barbieri.

Nel frattempo, l’esercito del do it yourself non si è ancora fermato. L’emergenza si è spostata sulla tutela e la protezione del personale sanitario, soprattutto quello volontario, quotidianamente a contatto con persone potenzialmente contagiate dal coronavirus.

Venerdì 3 aprile è partito quindi un secondo round di produzione di “face shield”, visiere protettive composte da un archetto di sostegno stampato in 3D agganciato a una pellicola in materiale plastico trasparente destinate ai volontari dell’Assistenza Pubblica e i lavoratori delle Residenze per Anziani. Il file di stampa è stato adattato da quello elaborato dal team svedese 3dVerkstan.
Una prima parte delle visiere, composte da 290 archetti e altrettante pellicole protettive, appositamente prodotti da due aziende del territorio, consegnati dalla Protezione Civile di Langhirano all’Assistenza Pubblica di Collecchio venerdì 10 aprile.

Altrettante saranno stampate e assemblate nella prossima settimana, per essere destinate alle Assistenze Pubbliche della Provincia.

Una vera e propria operazione di “intelligenza collettiva” per la comunità, che merita di essere citata con il proprio nome. Anzi, i propri nomi. In ordine alfabetico si ringrazia:

3DPR, Amenta Andrea, Artiglio Italia, Assitek Srl, Baroncini Paolo, Bellingeri Michele, Benassi Diego, Bigliardi Giulio, Boraschi Marika, Bortone “Doc” Luciano, Campari Enrico, Casalini Michele, Ceccherini Veronica, Cerve Spa, C.F.E. Fustelle, Comune di Parma, Costa Dave, Csplast srl, D’Ovidio Luigi, e-FEM srl, Engage It Services, Flytech Srl, Fochi Andrea, Gruppo Scuola Coop. Soc, Jullen Marco, Leccabue Fabio, Leonardi Davide, Maccarini Michael, MaCh3D srl, MATE srl, MFLabs, On/Off APS, POWERGRID srl, Protezione Civile di Langhirano, Rimondi Cristiano, Tecnoform srl, Violi Marco.

Makers4Parma.jpg

 

La gestione condominiale è materia complessa e lo sarà sempre più in funzione delle innovazioni del settore, anche e soprattutto in relazione all'ambito legislativo e fiscale.

In un processo di continua evoluzione abbinato alla dematerializzazione e digitalizzazione in corso nel nostro Paese, è ovvio pensare che gli amministratori di condominio professionisti debbano mettersi al passo coi tempi e usare degli strumenti adeguati.

Tra i software condominio in cloud, Danea ha lanciato sul mercato Domustudio Cloud la soluzione che consente all'amministratore di condominio di semplificare il lavoro, dalla gestione della contabilità e della fiscalità, fino ad arrivare a quella meramente operativa, lavorando in cloud.
Infatti, la necessità del professionista, specie di quello che ha a che fare con la gestione di più edifici, è quella di riuscire ad avere tutto l’occorrente sempre con sé, così da poter lavorare in maniera sicura e veloce. Ciò non è sempre possibile quando si opera fuori dal proprio ufficio. Ed ecco perché Danea ha sviluppato Domustudio Cloud, così da avere accesso alle medesime funzionalità ed interfaccia della normale versione per pc di Domustudio, semplicemente avendo una connessione internet ed installando il client gratuito Danea Cloud Connector.
La possibilità di lavorare in cloud ad alte prestazioni è impagabile, considerata la mobilità che questo lavoro richiede: basta un notebook oppure un tablet Android o iOS per essere sempre operativi, come se si fosse in ufficio.

Di impareggiabile comodità sono tutte le funzioni legate alla gestione dell'assemblea offline e di archiviazione. Nel primo caso, infatti, è noto che non sempre le assemblee di condominio si tengano in luoghi serviti da connessione internet, ma grazie ad un piccolo applicativo gratuito si possono tranquillamente gestire tutte le varie fasi dell'assemblea offline, compresa la redazione del verbale. Non appena sarà disponibile la connessione, il sistema sincronizzerà tutti i dati con il cloud, velocemente e senza intoppi.

Un momento molto delicato, dove non si può assolutamente incorrere in errori, è l'archiviazione dei dati sensibili. Domustudio Cloud di Danea è pensato proprio per consentire la gestione del condominio e dei dati in piena sicurezza, poiché si avvale delle migliori soluzioni aziendali Amazon Web Services per garantire server sempre protetti e dati integri ed inaccessibili a terzi non autorizzati, così come a virus o software dannosi. Inoltre, tutti i dati archiviati sono compatibili con le varie versioni di Domustudio, dunque si può scegliere di passare comodamente da una versione all'altra senza avere problemi di sorta.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia
Lunedì, 06 Gennaio 2020 11:22

5G e privacy a rischio

Dati personali a rischio con la nuova tecnologia 5G. Preoccupazione anche di Salvini e Meloni.

Il 5G è il nuovo standard per le comunicazioni, nato con lo scopo di garantire una connessione sempre più veloce e alla portata di tutti, o almeno così viene promosso questo repentino e considerato urgente, cambio di connettività.
Sebbene l'ultima tecnologia 4G LTE non sia mai stata utilizzata dagli utenti (anzi la maggior parte di essi non ha mai avuto la possibilità di farlo), si è deciso di diffondere fin da subito, comunque il 5G. Tecnologia quella del 5G su cui girano miliardi, e dove ogni produttore di smartphone cerca di far da "padrone" o di guadagnarsi una bella fetta di mercato. Cosa che stanno provando a fare i cinesi dell'azienda Huawei, società cinese nata nel 1987 con sede in Shenzen, nonostante le opposizioni di Donald Trump, timoroso per la sicurezza dei dati informatici americani e non solo. Un problema quest'ultimo non riconducibile soltanto a Huawei ma proprio alla nuova tecnologia di quinta generazione.

Un report universitario di Roma è stato emesso nell'estate del 2019, con il titolo: “Il 5G: tra intelligence economica e security”. L'indagine svolta ha evidenziato come il 5G porterà nuove minacce, amplificando lo spazio d’azione di attacchi informatici già esistenti agendo sull’impatto dei rischi che possono concretizzarsi. Praticamente, il report afferma che aumentando la rapidità di circolazione dei dati si aumenterà di certo il numero dei dati che possono essere violati, rubati e modificati a parità di tempo. Un problema notevole che i più esperti nel campo potrebbero vedere come infondato. Se dovessimo pensarla così, si fermerebbe il progresso e si smetterebbe di rendere sempre più veloce la connessione internet, tuttavia non possiamo non accettare questo risultato universitario, ammettendo che è molto più semplice introdursi in reti di tipo wireless, che via cavo. Certo dipende anche dal tipo di protezione che i dispositivi anno (firewall, antivirus, etc...), ma una connessione via cavo è di solito maggiormente gestibile e facile da proteggere. Per ricevere il segnale 5G serviranno celle e antenne diverse dalle ordinarie, quando la sicurezza dello standard dipende ancora da elementi risalenti all'epoca del 2G. Si parla del Signaling System No 7. Un protocollo che consente agli operatori di telefonia, da oltre 40 anni di gestire telefonate e sms sulle reti PSNT, ossia le Public Switched Telephone Network. Secondo studi e analisi degli ultimi mesi, il sistema cosìdetto SS7 è vulnerabile ad attacchi, tanto da permettere intercettazioni complete di chiamate e messaggi, senza che gli utenti possano saperlo, tenendo ben conto che la crittografia è praticamente inutilizzata dagli operatori di telefonia globale. L'SS7 è stato lentamente potenziato con un'implementazione partita con il rollout del 4G. Un sistema in grado di supportare protocolli TLS, DTLS (rispettivamente per TCP e SCTP) e L'IPsec che permettono una maggiore sicurezza di comunicazione tra sorgente e destinatario. Implementazione che diverrà nuovamente del tutto nulla con la diffusione del 5G.

Altro problema non di poco conto è che la realizzazione dell'infrastruttura per il 5G dovrà passare necessariamente dalla Cina, e le aziende che operano in questo paese vengono obbligate ad una "stretta collaborazione" con i loro servizi di spionaggio. Insomma molto controproducente per gli U.S.A, ma anche per l'Italia e tutti gli altri paesi del mondo. Un rapporto presentato in parlamento dal Copasir (Comitato per la sicurezza) ritiene fondata la preoccupazione dell'ingresso di Huawei e Zte nella realizzazione delle nuove reti. Sottolinea il Comitato che il Governo e gli organi competenti in materia dovrebbero considerare molto seriamente, anche sulla base di quanto prevede la recente disciplina dettata dal decreto - legge n. 105/2019, la possibilità di limitare i rischi per le nostre infrastrutture di rete, anche attraverso provvedimenti nei confronti di operatori i cui legami, più o meno indiretti, con gli organi di governo del loro Paese appaiono evidenti. A tali organi potrebbero infatti potenzialmente essere veicolate informazioni e dati sensibili riconducibili a cittadini, enti e aziende italiani”.

Preoccupazione che non è sfuggita anche a due leader politici, Meloni e Salvini. Secondo Meloni, il Copasir è stato chiaro sui rischi della nostra sicurezza informatica, collegata all'ingresso nella realizzazione dell'infrastruttura per il 5G, di aziende cinesi. Stessa linea sostiene il leghista Matteo Salvini, sostenendo che "troppe cose non tornano". Troppe cose non tornano in effetti, come la mancanza di certezze atte a garantire che il 5G non nuocerà alla nostra salute, visto l'incremento di onde elettromagnetiche che saremo costretti a subire; come la mancanza di certezza che non saremo costretti a cambiare ancora una volta i nostri smartphone e pc per una tecnologia rischiosa per i nostri dati sensibili, e non veloce come prospettato, in attesa di passare al 6G, al 7G, all'8G etc...

Visti gli elementi analizzati, le prospettive non sono esattamente delle migliori e farebbero bene Fratelli d'Italia, Lega e il governo italiano tutto, a fermare lo sviluppo del 5G, almeno fino a quando non sarà chiarito ogni dubbio, fino a quando non si sarà sviluppato un nuovo e valido programma di reale sicurezza informatica e non si sarà fatta chiarezza sulla salute degli italiani.

A tal proposito il gruppo “Amo la vita - No 5G”, sodalizio di cittadini della provincia di Parma, nato per contrastare tutto questo, ha indetto una petizione che è possibile firmare in diverse attività commerciali della città nei seguenti punti di raccolta:

Cartoleria "Cartavoglio di Largo Luca Ganzi n. 9, Libreria "Fiaccadori di strada del Duomo n. 8/A. Alimentari Biologici "La dispensa del
gelso" di via Lisoni n. 8. Alimentari biologici "Il punto verde" di via Costituente n. 36. Erboristeria e benessere "Ile de guam" presso
il centro commerciale Eurotorri. Libreria "Futurino" di via Monte Grappa n. 2. Negozio di giocattoli "Toyland" di via Lanfranco n. 4.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Parma

Oggi stiamo assistendo ad una crescita del mercato delle slot online senza precedenti, pari forse solo a quando le slot machine sbarcarono nei bar, che ha fatto molto discutere e sulle quali si è dovuta porre molta attenzione sotto al punto dio vista umano e sociale, ma vediamo meglio come si caratterizza il fenomeno slot machine online in Italia.


Quando è iniziato il fenomeno delle slot machine online in Italia?
Prima dell'avvento delle slot online per poter giocare alle slot machine bisognava recarsi o a un casino oppure in una delle tante sale giochi o bar dislocati sul territorio nazionale. Con l'avvento delle slot online il mondo del gamning, soprattutto per gli appassionati di giochi da casino, è cambiato radicalmente come un po' tutti i settori che gravitano a stretto contatto con internet e la rete che negli ultimi anni sta modificando gli usi e costumi della società moderna. Le prime slot online apparse in rete erano presenti su siti di gioco stranieri in quanto in Italia non esisteva ancora una regolamentazione del settore e quindi erano proibite, ma grazie alla grande libertà di manovra che concede la rete le slot machine online arrivarono comunque nel bel paese. Visto che il fenomeno iniziava a prendere sempre più piede intorno al 2011 si rese necessaria una regolamentazione e all'apertura ufficiale di questo fiorente mercato anche in Italia. Ovviamente per poter operare come casino online bisognava ieri come oggi ottenere una regolare licenza rilasciata dai Monopoli di Stato che ne certifica la regolarità sia delle slot online che di qualsiasi altro gioco. Possiamo quindi affermare che il fenomeno delle slot machine online è relativamente recente, ma in neanche dieci anni i suoi fatturati sono più che triplicati facendo sempre registrare un segno più rispetto all'anno precedente solitamente a due cifre. Scopriamo ora perchè sono più apprezzate le slot online di quelle tradizionali.


Perchè le slot online vanno per la maggiore tra gli appassionati?
Come anticipato prima le slot online sono le più apprezzate tanto da mandare addirittura in difficoltà i veri casino che oggi non stanno passando momenti felici tanto che in alcuni casi ora propongono anche spettacoli teatrali o esibizioni canore per attirare nuovi clienti. I vantaggi che hanno introdotto le slot online sono indiscutibili, ma quello più importante è che i casino della rete hanno portato le slot machine online direttamente nelle case di tutti appassionati e non. Oggi infatti grazie ad una tecnologia sempre più all'avanguardia è possibile giocare sulla propria slot preferita sul proprio smartphone o tablet. Questo ha sconvolto inizialmente il mondo del gioco che ha visto spostare buona parte del fatturato dai casino e bar alle slot online ed ha spinto gli operatori di gioco a puntare i loro maggiori investimenti su questa nuova branchia del settore. Gli indugi iniziali che hanno un po' frenato in partenza l'ascesa delle slot online era la scarsa cultura per quel che riguarda la sicurezza informatica, argomento oggi molto sentito e dibattuto, ma con il passare degli anni ed una sempre maggiore consapevolezza nell'usare internet e la rete anche questo scoglio è stato superato ed il successo delle slot machine online è diventato inarrestabile. Ultimo aspetto, ma non di minore importanza, riguarda l'offerta di gioco che online è diventata senza eguali neanche io migliori casino riescono ad offrire un numero di slot così alto e facilmente raggiungibili con un semplice click senza dover cercare la propria macchina preferita tra le tante di una vera sala da gioco.
Questi sono alcuni degli aspetti più importanti per il quale le slot online sono diventate così popolari, vedremo in futuri se sostituiranno del tutto quelle tradizionali.

Pubblicato in Elettronica
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