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Uno stile di vita sostenibile e attento alla natura: è questo il buon proposito della nuova linea di prodotti studiata dall'azienda MartiniSPA di Sorbolo (PR) per prendersi cura della propria casa senza pesare sull'ambiente.

di redazione Parma 26 marzo 2020 - La finanza green coinvolge sempre più banche e investitori, così come confermato anche dall’ultima analisi di The Innovation Group, società di servizi di consulenza e di ricerca di mercato, che prende in considerazione i trend relativi ai mercati offrendoci un quadro più chiaro della situazione e delle prospettive future.

Ad oggi, l’interesse per tutto ciò che è green sembra crescere anche nel settore finanziario, anche se i numeri sono ancora ridotti rispetto a quelli degli investimenti tradizionali. Basta prendere in considerazione il comparto dei green bond che, seppur in crescita con un aumento del 45% nel 2019 rispetto all'anno precedente, risulta comunque poca cosa rispetto ai bond tradizionali. Certo, il paragone deve essere preso con le pinze, più che altro perché ci troviamo di fronte a un ambito nuovissimo che ancora non coinvolge appieno la totalità degli investitori, anche se ha dati e potenziale di crescita assai elevato.

In Italia il mercato dei green bond ha un discreto successo. Secondo il Sole 24 Ore, a novembre 2019 risultavano emessi green bond per un valore di 5,4 miliardi di euro, collocando il nostro Paese al sesto posto in Europa per le emissioni di titoli verdi dopo Francia, Germania, Olanda, Svezia e Spagna.

Secondo l'analisi di The Innovation Group, nello scenario attuale le banche e gli investitori puntano su aziende capaci di dimostrare la sostenibilità del proprio operato, caratterizzate da un social impact investing, ovvero un impatto sociale positivo. In tale frangente, meno interessanti divengono le realtà poco virtuose, mentre vengono escluse del tutto le situazioni catalogate come a zero impatto sociale, come il comparto della produzione di armi e di tabacco.

Nell'ottica di un'economia e una finanza sostenibili, alcune aziende come la banca ING, si sono dirette verso un cambio radicale dei modelli tradizionali. Nello specifico, ING si dimostra come una delle banche più attente all'eco-sostenibilità, promuovendo attivamente iniziative e ricerche di settore.

Sul campo, la banca olandese si è impegnata nel definire specifici obiettivi aziendali volti ad arginare e contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici. Uno di questi è il cosiddetto “Progetto Terra”, che prevede la cessione di finanziamenti solo a quelle aziende che si impegnano a sostenere un impatto sociale positivo, eliminando progressivamente i finanziamenti alle centrali termoelettriche a carbone entro il 2025.

Ancora, ING ha deciso di stanziare ben 100 milioni di euro per le scaleup, ovvero quelle startup ad alto tasso di innovazione che hanno già penetrato il mercato, ma puntano ad un'espansione più ampia ed hanno bisogno di maggiori capitali. Lo ha già fatto con l'olandese Black Bear Carbon, che ricicla pneumatici usati per ottenere il nero di carbone; e con la Milgro, una società di consulenza che aiuta i propri clienti ad avere una maggiore attenzione e cura della gestione delle risorse, a partire dagli sprechi d'acqua

Pubblicato in Ambiente Emilia

Sabato 29 Febbraio 2020 ore 18:00 l’evento: CONOSCERE IL VERDE #verdeecittà (per capire come gestire gli alberi in ambiente urbano pensando al futuro)

Dopo aver trattato del cibo e della cultura con Brunch in the Office e con Week End Letterari Fest 2019, da questo studio professionale parte l’idea di parlare del verde, affrontandolo con un esperto arbicoltore Stefano Lorenzi.

A moderare l’incontro l’avv. Isabella Grassi, relatore Stefano Lorenzi, arbicoltore professionista dal 1994, (FitoConsult di Varese), utilizza la tecnica del Tree Climbing, ha collaborato con climber e professionisti di fama internazionale. Già organizzatore di vari workshop in giro per l'Italia con tema principale l’abbattimento controllato (Tree Rigging). Porta avanti le idee di corretta arboricoltura urbana, per la cura degli alberi dei nostri parchi e delle nostre città.

Il suo intervento, dopo una breve introduzione e una descrizione della situazione attuale in alcune città d’Italia, parlerà di quella di Parma, soffermandosi su cosa dovrebbe contenere un buon regolamento del verde, sulla responsabilità dei Comuni ma anche dei cittadini per una corretta cultura del verde, consigliando le azioni pratiche buone e giuste da intraprendere e cercando di illustrare come si prospetta il futuro.

L’incontro vuole vedere coinvolte sia le amministrazioni locali che le associazioni e cooperative di settore ma vuole essere aperto e coinvolgere anche i cittadini per avviare al meglio un dialogo vista la candidatura di Parma a città green ottenendo così una collaborazione e migliorare l’immagine anche sui social.

Link evento fb: https://www.facebook.com/events/2799294506803113/

Con possibilità di interagire e mandare domande anche prima dell’evento.

 

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Pubblicato in Dove andiamo? Parma

Agricoltura. Produrre energia "verde" da scarti agricoli. La Regione ci crede e investe 6,8 milioni. L'assessore Caselli: "Un'occasione di crescita per il settore, nella direzione di un'agricoltura che riduce le proprie emissioni e punta a divenire sempre più autonoma sul piano energetico"

Saranno finanziati impianti per produrre energie rinnovabili da sottoprodotti o scarti agricoli oltre a impianti eolici, solari ed idroelettrici. Domande entro il 29 novembre
Bologna – Nuove opportunità di crescita per le aziende agricole e benefici per l’ambiente con l’energia verde generata da risorse naturali come acqua, sole, aria o dai sottoprodotti e scarti delle produzioni agricole e agroalimentari.
E’ l’occasione offerta alle imprese agricole dell’Emilia-Romagna con il bando regionale, il secondo previsto dal Psr 2014-2020, che mette a disposizione oltre 6,8 milioni di euro.
Obiettivo del bando è diversificare le attività agricole, con un’attenzione forte all’agricoltura sostenibile e alla riduzione del consumo di combustibili fossili: i finanziamenti andranno infatti a beneficio di aziende agricole che si impegnano a realizzare impianti per la produzione, la distribuzione e la vendita di energia e/o calore.  


Per quanto riguarda le bioenergie, non potranno essere utilizzate colture dedicate ma solo scarti e sottoprodotti agricoli in un’ottica di economica circolare.
“Con questo bando abbiamo messo a disposizione nuove risorse per diversificare le attività delle imprese agricole attraverso la produzione e la vendita di energia pulita e rinnovabile - ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli -. Vogliamo dare anche ad altre aziende dell’Emilia-Romagna l’opportunità di integrare il proprio reddito aziendale così come è avvenuto nel 2016 con il primo di questi  bandi che ha reso possibile l’attivazione di  56 interventi a fronte di circa 4,2 milioni di euro di contributi concessi.  Un’occasione di crescita per gli agricoltori che va nella direzione di un’agricoltura che riduce le proprie emissioni e punta a divenire sempre più autonoma sul piano energetico”.
 
Cosa prevede il bando 


Tra i diversi interventi è previsto il finanziamento di caldaie alimentate a biomassa legnosa, sotto forma di cippato o pellets; impianti per produzione di biogas dai quali ricavare energia termica e elettrica o biometano; impianti che sfruttano altre fonti di energia rinnovabile come quella eolica, solare, idro-elettrica.
Inoltre, è possibile realizzare impianti per ricavare pellets e combustibili da materiale vegetale proveniente da scarti e sottoprodotti agricoli e forestali, piccole reti per la distribuzione dell'energia e impianti “intelligenti” per lo stoccaggio dell’energia al servizio delle centrali o dei microimpianti realizzati. Sono esclusi dal finanziamento gli impianti fotovoltaici realizzati a terra.

Indipendentemente dal tipo di produzione, gli impianti dovranno avere potenze pari ad un massimo di 1 Mega watt elettrico o 3 Mega watt termici. Dovranno inoltre essere dimensionati per produrre energia elettrica o calorica in quantità superiore ai consumi aziendali così da poter essere venduta o ceduta a terzi.

La materia prima che alimenterà le strutture, dovrà provenire dall’azienda stessa o da altre del territorio unite da un accordo di filiera, entro una distanza massima di 70 chilometri.

Le imprese possono presentare progetti di spesa a partire da 20mila euro e senza limiti: il contributo massimo sarà comunque calcolato nel rispetto del regime “de minimis”  e non potrà quindi superare i 200mila euro.

Il contributo sarà in conto capitale modulabile tra il 20 e il 50%  della spesa ammessa, nel rispetto dei limiti di cumulabilità con altri incentivi pubblici per le energia da fonti alternative.  E’ possibile chiedere un anticipo del 50% dell’importo assegnato
Nelle graduatorie sono previsti punteggi aggiuntivi, a parità di requisiti, per le aziende agricole di montagna e per i giovani agricoltori che abbiano usufruito nei precedenti cinque anni di un contributo per l’avvio di una nuova azienda.


Le domande, che devono essere presentate entro il 29 novembre, vanno presentate utilizzando il sistema Informativo Agrea (sIAG), secondo le procedure indicate da Agrea. Tutte le informazioni e moduli sono online sul portale regionale Agricoltura e pesca./Eli.Co.

 

Incontro bilaterale col Governo kazako e apertura dell'Italy national day. La delegazione istituzionale e imprenditoriale emiliano-romagnola impegnata nel Italian-Kazakhstan business forum. Il 5 e 6 settembre incontri tematici su offshore e mobilità sostenibile. Ieri si è tenuto all'Opera Theatre un concerto-tributo a Luciano Pavarotti

Bologna – L'apertura dell'Italy national day, incontri bilaterali col Governo kazako e la giornata dell'Italian-Kazakhstan business forum on smart energy and green technology. Con questi appuntamenti entra nel vivo la missione istituzionale e imprenditoriale emiliano-romagnola all'Expo 2017 Future Energy di Astana, in Kazakistan.

Ieri mattina l'assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi, ha partecipato a un bilaterale col Governo kazako insieme alla delegazione del Governo italiano: il confronto con Roman Sklyar, vice ministro per gli Investimenti, Gani Sadibekov, vice ministro per l'Energia e Aibatyr Zhumaglov, vice ministro dell'Economia. L'Italia è un partner strategico per il Kazakistan.

Expo Astana 2 1Nel 2016 l'export ammontava a 842 milioni di euro, in aumento del 8,2% rispetto al 2015, prevalentemente prodotti dell'abbigliamento, macchinari di impiego generale, tubi condotti, profilati cavi e relativi accessori. Il 10% dell'export italiano proviene dall'Emilia-Romagna.

Si tratta di un mercato potenziale di circa 500 milioni di abitanti, che comprende il Kazakistan stesso e parte dei Paesi confinanti.

"L'export dall'Emilia-Romagna verso il Kazakistan- ha evidenziato l'assessore regionale Costi- è diffuso su vari prodotti con preponderanza sui macchinari e nel comparto moda, mentre si potrebbero registrare le possibili maggiori prospettive di sviluppo in particolare macchine agricole e motori elettrici, strumentazione per le estrazioni e poi anche tecnologie catena del freddo. Negli incontri col Governo kazako abbiamo verificato la solidità delle relazioni e la conferma del radicamento delle nostre imprese in questo Paese. Inoltre ci sono nuovi spazi per continuare ad ampliare relazioni importanti dal punto di vista commerciale ma anche per la ricerca e l'innovazione. Molto significativo, inoltre, il fatto che alcune imprese del nostro territorio presenti autonomamente a Expo abbiano deciso di aggregarsi alla delegazione regionale, potendo così contare su un più vasto e organizzato sistema di relazioni, determinante per lavorare insieme".

Al Business forum on smart energy and green technology - organizzato da Confindustria, Agenzia-Ice, Ministeri degli Affari esteri e Cooperazione internazionale e dello Sviluppo economico in collaborazione con Federazione Anie – sono state presentate le esperienze regionali imprenditoriali, di ricerca e di innovazione tecnologica virtuose nel campo della chiusura dei cicli produttivi, della trasformazione verso l'energia a basso impatto puntando su fonti rinnovabili e un utilizzo efficiente di combustibili fossili, della mobilità sostenibile e delle 'smart cities'. Durante l'incontro, inoltre, sono state presentate le eccellenze emiliano-romagnole nell'ambito della ricerca e produzione industriale, green, dell'economia circolare e del recupero delle materie, le soluzioni e le tecnologie all'avanguardia nel campo della sostenibilità e del risparmio energetico, con un focus particolare sulla 'low carbon economy'.

Tra le aziende che prendono parte alla missione emiliano-romagnola di Expo Astana 2017 ci sono Rosetti Marino Spa, Bonatti Spa, Certi Mac , la cooperativa sociale La Città verde, Associazione italiana compostaggio e biogas Cic, Herambiente, Idro Meccanica Srl, Roca di Ravenna, Villa società agricola, la Fiera di Rimini (Italian exhibition Group), Tper oltre a imprese a carattere nazionale presenti in Emilia-Romagna come Eni ed Enel. Queste insieme a Università Bologna, Università Ferrara, Enea, Nomisma Energia, Clust-ER energia e Aster.
L'appuntamento di Astana, con una settimana dedicata all'Emilia-Romagna all'interno di Padiglione Italia coincidente con l'Italy National Day, è la prosecuzione della positiva presenza a Expo Milano 2015, dove sono state fatte conoscere le eccellenze regionali, dai prodotti alle imprese al sistema pubblico.

La missione proseguirà, nei prossimi due giorni, con diversi appuntamenti dedicati ai diversi aspetti dei temi energetici "made in Emilia-Romagna" come le soluzioni, tecnologie ed esperienze offshore e rinnovabili nonché le tecnologie e le applicazioni per la sostenibilità energetica tramite il recupero delle materie nell'economia circolare (martedì 5 settembre) e le energie per muoversi, ovvero i sistemi di mobilità sostenibile (mercoledì 6 settembre).

Ieri si è tenuto all'Opera Theatre di Astana, un concerto tributo a Luciano Pavarotti, coprodotto insieme all'omonima Fondazione e ad Ater. Mentre, sempre nella mattina di ieri, si è tenuto il primo forum tematico sul tema "transizione verso una low carbon economy: scenari e tecnologie" col contributo di Regione, Università di Bologna, Italian Exhibition Group (Fiera di Rimini), Nomisma Energia, Enea e Clust-ER Energia e sviluppo.

In allegato: immagini della giornata a Expo Astana

Occupazione in crescita e nuovi progetti di green-economy: se ne è parlato agli Stati generali ieri a Bologna. Ecco alcuni dati significativi che riguardano l'Emilia-Romagna.

Bologna, 3 maggio 2017

Sono oltre 33mila le imprese dell'Emilia-Romagna che hanno investito, fra il 2010 e il 2015, nella green economy.
In percentuale, si tratta di un 27,7% che sarà ulteriormente implementato nei prossimi mesi. Perché sono sempre di più le aziende che progettano di puntare a al settore del 'verde'.

Il vantaggio di queste scelte riguarda prima di tutto l'occupazione.
Significativamente, sul totale dello scorso anno, le assunzioni nel comparto sono state l'11,3%.
Sono questi alcuni fra i dati incoraggianti che si riferiscono alle politiche "verdi" in Emilia-Romagna emersi durante gli Stati generali della green economy che si sono svolti ieri all'Opificio Golinelli a Bologna.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e gli assessori Palma Costi (Attività produttive, piano energetico, economia verde), Paola Gazzolo (Ambiente), Simona Caselli (Agricoltura) e Raffaele Donini (Trasporti, reti, infrastrutture) hanno illustrato le azioni per un modello di crescita sostenibile. Le stesse che costituiscono la spina dorsale del programma di governo della Giunta. Un programma che punta a un nuovo sistema produttivo in cui la sostenibilità ambientale è connaturata alla sostenibilità sociale (con al centro il Patto per il Lavoro), all'attrattività degli insediamenti produttivi per una sempre maggiore competitività delle aziende, senza tralasciare la messa in sicurezza del territorio e la valorizzazione delle risorse naturali. Ricerca, innovazione ed efficienza energetica, economia circolare e qualificazione ambientale, eco-innovazione in agricoltura e produzioni bio; mobilità sostenibile, sono i pilastri dell'azione regionale a sostegno della green economy.

La crescita in regione è testimoniata da alcuni dati. Ad esempio, con il 10,79% l'Emilia-Romagna ha un percentuale maggiore di brevetti verdi rispetto all'Italia (6,01%). Un forte impulso arriverà dall'approvazione del Piano energetico regionale (Per) che ha l'obiettivo della riduzione delle emissioni del 20% al 2020 e del 40% al 2030 rispetto ai livelli del 1990; l'incremento al 20% nel 2020 e al 27% nel 2030 della quota di copertura dei consumi attraverso l'impiego delle fonti rinnovabili; l'aumento dell'efficienza energetica al 20% nel 2020 e al 27% nel 2030.

Su questo punto, le parti sociali intervenute (Confindustria Emilia-Romagna, Tavolo permanente per l'economa, Cnr Bologna e organizzazioni sindacali) hanno sottolineato in modo unanime l'importanza del percorso partecipativo che la Regione ha messo in atto sul Per come modello di confronto sulla green economy. 

A.K.

Pubblicato in Ambiente Emilia