di Peppe Raucci, Bologna, 30 Novembre
Il legame tra Pasolini e Bologna è senza il benchè minimo dubbio molto intenso. Il capoluogo felsineo oltre ad avergli dato i natali in via Borgonuovo numero 4, gli ha dedicato una piazzetta, una strada e nel corso degli anni frequenti iniziative a suo ricordo tra cui varie mostre, convegni, documentari e proiezioni di film. Il sottopasso di piazza Rè Enzo, gestito dalla Galleria Modernissimo è stato da anni recuperato alla collettività bolognese ed è stata sede di tantissime mostre, anche dedicate allo stesso poeta, scrittore, sceneggiatore e regista Pasolini.
Quella, attualmente in essere è denominata “ Pasolini - Anatomia di un omicidio “ è curata da Marco Antonio Bazzocchi, Andrea Speranzoni e Gian Luca Farinelli ed ha riscosso, in questo mese di apertura al pubblico, un significativo riscontro e interesse di visite.
La mostra del Pasolini, nonostante uno spazio non del tutto ampio, ha oggettivamente a livello cronologico e documentale un quadro generale dell’epoca ricco ed esaustivo che mette il visitatore nella migliore situazione conoscitiva e contesto di vita, generale, di uno dei maggiori intellettuali italiani dello scorso secolo perito a soli 53 anni.
“Anatomia di un omicidio” si presenta con una toccante e particolare installazione, manifesti e articoli di giornali dell’epoca oltre una vasta quantità di materiale audio - video che mettono bene in risalto tutta la notevolissima attività persecutoria subita dal Pasolini nel corso degli anni, oltre una mole impressionante di denunce e processi che ha dovuto subire nel corso della sua esistenza.
La mostra, certamente non ha lo scopo di fare luce o indagare su uno degli omicidi più opachi e controversi degli anni 70, ma intende mettere in risalto gli ultimi giorni del Pasolini prima della sua violenta e raccapricciante uccisione. Esiste, indubitabilmente, una verità giuridica che però è stata contornata sempre da forti dubbi e diversi ritrattamenti della stessa persona accusata e condannata per il delitto del Pasolini, ovvero Pino Pelosi appena 17 enne, all’epoca degli avvenimenti dell’idroscalo romano di Ostia.
L’esposizione, bolognese, attiva fino al prossimo febbraio è visitabile tutti i giorni (tranne il martedì) e risulta certamente un luogo di sicuro interesse per chi intende approfondire le proprie conoscenze sulla vita e morte di Pier Paolo Pasolini.

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