Venerdì, 14 Novembre 2025 07:37

Giuseppe Greci in mostra fino al 16 novembre

Scritto da Erika Ferrari

Di Erika Ferrari Noceto, 13 novembre 2025 - Chi l’avrebbe mai detto che quel ragazzo dalla folta chioma di ricci rossi sarebbe diventato un artista di fama internazionale? Eppure è proprio così: Giuseppe Greci, classe 1974, nocetano doc, ha saputo trasformare il suo estro e la sua passione in una carriera straordinaria, capace di unire rigore architettonico e creatività pittorica.

Forse l’amore per l’estero e per l’arte che oltrepassa i confini lo ha ereditato dalla madre Esterina insieme a quel segno distintivo, quella folta criniera di riccioli rossi, è diventata la sua inconfondibile firma. Una sigla che ha impresso anche sulle dediche del volume Ritratti nocetani, edito dalla Pro Loco di Noceto e andato letteralmente a ruba nel weekend dell’8 e 9 novembre.

Ex rugbista e orgoglio nocetano, Beppe — come lo chiamano affettuosamente amici e concittadini — scopre presto la sua vocazione artistica. Alle scuole medie manifesta già un talento innato per il disegno e decide di proseguire gli studi all’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma, dove si diploma nel 1993. Da lì inizia la sua avventura professionale presso lo studio Bontempi Architettura & Disegno Urbano, di cui oggi è disegnatore e progettista di punta, con un ruolo di rilievo anche nella sede parigina di Bontempi Architecture.

Tra estro e perfette simmetrie, Giuseppe ha saputo dare forma a un’eleganza architettonica che oggi veste la capitale francese e che ne riflette l’anima più armoniosa e senza tempo.

Da bravo boy scout, ha sempre saputo che nella vita non basta ricevere: bisogna anche dare. Così, oltre all’attività artistica e professionale, è da sempre attivo nel sociale e un punto di riferimento per amici, colleghi e per la sua amata famiglia.

Non mancano le iniziative benefiche: tra le più note, alcune opere donate alla comunità dei “Pellerossa nocetani”, e il volume Pinocchio, scritto interamente in dialetto nocetano, che due anni fa, insieme agli altri coautori, gli valse il plauso unanime dei suoi concittadini.

L’idea dei Ritratti nocetani nasce quasi per gioco, nel luglio 2024, quando realizza una caricatura per festeggiare i cinquant’anni dell’amico di sempre, Simone Granelli, compagno di merende e di marachelle fin dai tempi delle elementari. Quel primo bozzetto si trasforma presto in un vero e proprio progetto artistico: un mosaico umano composto da 83 volti di nocetani, ciascuno reso vivo da dettagli unici e da una straordinaria sensibilità espressiva.

Con la sua matita e i suoi acquerelli, Giuseppe riesce a catturare l’essenza di ogni soggetto, tra sorrisi, smorfie e ricordi condivisi, dando vita a un’inedita galleria di anime e di storie locali.

Uno dopo l’altro, gli 83 ritratti sono stati consegnati ai protagonisti in un rituale quasi teatrale, tra stupore, risate e commozione. E ogni consegna ha saputo accendere l’orgoglio e l’affetto dell’intera comunità, che ha visto nel progetto un omaggio sincero alla propria identità.

Il culmine è arrivato sabato 8 novembre, alle 17, nel parco della Rocca di Noceto, antistante la sala Milli, dove si è tenuta la presentazione ufficiale del volume Ritratti nocetani. A condurre l’evento, lo scrittore e giornalista Pietro Furlotti, che con parole appassionate ha celebrato il genio creativo di Greci. A rendere omaggio all’artista, anche l’assessore alla cultura, dott. Antonio Verderi, e il sindaco, dott. Fabio Fecci, che hanno riconosciuto il valore umano e culturale del progetto.

L’organizzazione, impeccabile e curata in ogni dettagli, è stata impreziosita da un brindisi e da un buffet offerto ai concittadini presenti, in un clima di festa e di gratitudine condivisa.

Nella grande umiltà che da sempre lo contraddistingue, Giuseppe Greci ha accolto con timidezza i numerosi complimenti, ringraziando tutti coloro che lo hanno accompagnato in questo percorso artistico e umano. Ritratti nocetani non è soltanto una mostra: è un atto d’amore verso Noceto e la sua gente, un racconto visivo che rimarrà impresso nella memoria collettiva.

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