Regione Emilia-Romagna

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Regione Emilia Romagna

Sito Ufficiale: http://www.regione.emilia-romagna.it/

Formazione: alte competenze per le professioni dello spettacolo, con 3 milioni di euro la Regione finanzia su tutto il territorio 38 percorsi rivolti a 680 destinatari. Presentata oggi in conferenza stampa l'offerta formativa 2019 per il settore dello spettacolo dal vivo. L'assessore Patrizio Bianchi: "Continuiamo ad investire nella formazione, fattore chiave per rafforzare e innovare le realtà di produzione artistica e offrire maggiori possibilità di occupazione sul territorio". Oltre 20 milioni investiti da inizio legislatura.

Bologna - 

Percorsi formativi per fornire alte competenze a chi opera o vuole operare nel mondo dello spettacolo, dalla musica alla danza, dal teatro all’opera.
Finanziati dalla Regione con quasi 3 milioni di euro del Fondo sociale europeo, sono pronti a partire in Emilia-Romagna 38 progetti rivolti a 680 destinatari: si tratta di percorsi di alta formazione (300/1.000 ore) a sostegno dell’innovazione del sistema regionale dello spettacolo; percorsi di formazione professionalizzanti (240/600 ore) per conseguire un certificato di competenze o una qualifica professionale, e percorsi di formazione permanente (50/150 ore) per acquisire competenze tecniche, professionali e trasversali.


Contenuti e finalità dell’offerta formativa sono stati illustrati oggi alla stampa in viale Aldo Moro dall’assessore alla Formazione e Lavoro, Patrizio Bianchi. Messi a punto dagli organismi di formazione assieme alle istituzioni e alle realtà di produzione artistica che costituiscono il sistema dello spettacolo regionale, i progetti rispondono alle esigenze tipiche del settore soprattutto sul versante artistico, dell’esibizione teatrale, canora e musicale, oltre che alle tipologie di lavoro più tecniche funzionali alla produzione di uno spettacolo (come luci e suono).
“Continuiamo a promuovere una grande azione formativa in un settore chiave per lo sviluppo ma anche per l’identità dell’intero Paese- sottolinea l’assessore Patrizio Bianchi-. Investiamo in maniera massiccia su chi produce cultura, musica dal vivo, teatro, danza e sulle professionalità tecniche che servono per rappresentare, tutelare e ampliare il patrimonio culturale italiano ed europeo. Anche quest’anno destiniamo 3 milioni di euro del Fondo sociale europeo per creare lavoro e intelligenza collettiva”.   

Oltre 20 milioni investiti da inizio legislatura nella filiera formativa della musica e dello spettacolo
Sono circa 5 milioni di euro le risorse utilizzate da inizio legislatura per finanziare corsi di canto corale, di musica strumentale d’insieme e laboratori di propedeutica musicale realizzati dalle scuole di musica accreditate, in collaborazione con le istituzioni scolastiche del territorio. Un’azione che ha come obiettivo quello di educare alla musica, promuovere la socializzazione e contrastare le discriminazioni, oltre che integrare gli alunni con disabilità.
Attraverso 14 avvisi pubblici sono stati investi oltre 15 milioni di euro per sostenerne la crescita e l’internazionalizzazione dell’industria culturale e creativa e fornire ai giovani competenze altamente specializzate per inserirsi in questo settore dell’economia regionale sempre più ad alto potenziale di sviluppo. In particolare, nell’ambito dell’industria cinematografica e dell’audiovisivo, con risorse pari a 6,5 milioni di euro sono stati finanziati 160 percorsi formativi rivolti a 2.300 partecipanti. Nell’ambito dello spettacolo dal vivosonostati finanziati 119 progetti, rivolti a 1.900 persone, per un investimento complessivo di oltre 9 milioni di euro.

Scuola d’alta formazione musicale per strumentisti solisti SOLO 
Il possesso di una sicura e forte professionalità è oggi un requisito fondamentale per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, in qualunque ambito di riferimento. In quello musicale, e specificamente strumentale, è sempre più importante mettere i giovani musicisti nelle condizioni di confrontarsi con sicura professionalità e adeguata specializzazione con la pratica reale del mondo del lavoro musicale, in particolare in ambito solistico.
Per questi motivi con la direzione artistica di Andrea Griminelli nasce SOLO, il corso di alta formazione musicale per strumentisti solisti che sostiene nella carriera musicale giovani dotati d’eccellente talento, forti di una formazione ad hoc assicurata dai migliori solisti del panorama nazionale e internazionale e capace di condurre percorsi paralleli e integrati sia degli aspetti storici, esegetici, analitici, sia strumentali dei diversi repertori affrontati.
Il corso di alta formazione per strumentisti solisti, riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, è rivolto ai seguenti strumenti: violino, violoncello, flauto traverso, oboe, clarinetto. artenariato: Università di Bologna - Dipartimento delle Arti; Regia Accademia Filarmonica di Bologna; Fondazione scuola di musica Carlo Guglielmo Andreoli.

Il sistema emiliano-romagnolo dello spettacolo dal vivo 
Nel panorama nazionale il sistema emiliano-romagnolo dello spettacolo dal vivo è tra i più articolati e dinamici: la regione occupa infatti una posizione di primo piano nei diversi comparti della domanda, offerta, occupazione e attrazione di finanziamenti statali. In Emilia-Romagna sono 377 le sedi attive di spettacolo dal vivo, di cui 251 con programmazione continuativa. Il sistema conta 95 teatri storici.
Il sistema regionale dello spettacolo dal vivo sviluppa esperienze di eccellenza in tutti i settori. La presenza di numerosi enti, istituzioni e manifestazioni di rilievo internazionale, di corsi universitari e formativi, oltre a determinare l'alto livello qualitativo di artisti, tecnici e personale organizzativo di imprese e istituzioni, contribuisce a creare un terreno fertile per l’innovazione e la sperimentazione sia dal punto di vista artistico, sia organizzativo e finanziario. /BM

In allegato il pdf con i corsi

Vaccini, la Regione fa il punto. Decadenza dall'iscrizione per la fascia 0-6 anni per chi non ha adempiuto agli obblighi. Ma decidono i Dirigenti scolastici o i Responsabili servizi educativi. Ribaditi i principi della Legge 31 luglio 2017, n. 119. In Emilia-Romagna, da zero ai due anni d'età, la percentuale dei vaccinati ha superato la soglia del 95% per la maggior parte delle vaccinazioni obbligatorie.

Bologna -

Conto alla rovescia per la riapertura del nuovo anno scolastico e la Regione fa il punto sugli obblighi di vaccinazione, sulla base di ciò che prevede la Legge n. 119/2017.

La legge nazionale, ricorda la Regione, ha imposto l’obbligo di 10 vaccinazioni - poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella - per i bambini e i ragazzi da zero a 16 anni.

La norma prevede sanzioni amministrative a carico delle famiglie dei minori nella fascia compresa tra 0 e 16 anni non in regola con il percorso vaccinale.  Inoltre, per quanto riguarda i bambini da 0 a 6 anni, non in regola con le vaccinazioni, scatta l’impossibilità di frequenza ai nidi e alle scuole per l’infanzia.

La Regione, quindi, chiarisce che per accedere agli asili nido e alle scuole per l’infanzia è necessario ed indispensabile il regolare certificato che attesta l’avvenuta vaccinazione. Per chi non ha ancora completato il percorso, è possibile accedere direttamente agli ambulatori vaccinali delle Aziende Usl presso i quali potranno essere effettuate le vaccinazioni, senza necessità di prenotazione.

Resta chiaro, infine, che l’eventuale procedura di decadenza dall’iscrizione è di competenza dei Dirigenti scolastici o dei Responsabili servizi educativi.

In Emilia-Romagna, prima regione in Italia ad aver introdotto l’obbligo vaccinale che garantisce la cosiddetta “immunità di gregge”, a tutela della salute pubblica e dei piccoli più esposti, per i bimbi da zero ai due anni d’età, la percentuale dei vaccinati ha superato la soglia del 95% per la maggior parte delle vaccinazioni obbligatorie. / Ti.Ga.

Domani un incontro internazionale con esperti e consorzi dedicato alle eccellenze europee a qualità garantita. L'assessore Caselli: "I 44 prodotti Dop e Igp dell'Emilia-Romagna fondamentali per dare forza alla catena del valore e alle dinamiche del commercio internazionale per un sistema che vale oltre 20 miliardi di euro e continua a crescere". Appuntamento a Fico per la rassegna-mercato dedicata ai prodotti certificati. Dal 30 agosto al 1° settembre in mostra le specialità Dop e Igp dell'Emilia-Romagna e del mondo.

Bologna -

Il meglio dell’agroalimentare di qualità è in mostra dal 30 agosto al 1^ settembre a Fico Eataly World di Bologna, il parco tematico dedicato al cibo più grande del mondo.  Si comincia domani, venerdì 30 agosto ore 10, con il convegno internazionale su “Dop e Igp tra catena del valore, innovazione e sviluppo locale” per fare il punto su strategie commerciali, innovazione, sviluppo sostenibile dei territori di produzione e conoscere cosa c’è dietro i prodotti certificati in termini di qualità e sicurezza. L’evento che vedrà la presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, oltre a   esponenti dei consorzi di produzione, delle filiere e delle istituzioni, darà il via a “Identità d’origine: Dop e Igp dall’Italia e dall’Europa” la tre giorni aperta a tutti dedicata alle eccellenze agroalimentari,  che si tiene proprio nella regione con il record mondiale delle certificazioni grazie a prodotti conosciuti in tutto il mondo: dal Parmigiano reggiano al Grana padano, dal Prosciutto di Parma all’Aceto balsamico.

La rassegna-mercato - organizzata in collaborazione tra Regione Emilia-Romagna, Fondazioni Fico, Origin Italia e Fondazione Qualivita - prevede numerose iniziative di promozione con degustazioni e assaggi delle eccellenze alimentari dall’Italia e dal mondo, vendita diretta dei prodotti e incontri pubblici con produttori e Consorzi per raccontare il legame e le tradizioni che legano produzione e territori.  Inoltre, grazie alla presenza di numerose importanti realtà europee ed italiane, si potrà allargare il confronto su questi argomenti anche in vista della prossima programmazione della Politica agricola comune. 

“Abbiamo collaborato attivamente a questa manifestazione che ci permette di mettere ancora una volta l’accento sui prodotti agroalimentari a indicazione geografica e di qualità che rappresentano il carattere distintivo della nostra agricoltura e sono alla base delle politiche di sviluppo del territorio e del sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna- afferma l’assessore Caselli-. I 44 prodotti Dop e Igp, un record in Europa e nel mondo, si stanno dimostrando fondamentali per dare forza alla catena del valore e alle dinamiche del commercio internazionale. Un primato che si riflette nei numeri per un sistema che vale oltre 20 miliardi di euro e continua crescere.
Quando si parla di Dop e Igp- prosegue l’assessore- si parla di prodotti di grande qualità che permettono di affermarsi sui mercati attraverso un principio di identità con il proprio territorio che va a vantaggio e tutela dei consumatori e che al tempo stesso permette di mantenere vivo il tessuto produttivo locale  contrastando quei fenomeni di delocalizzazione produttiva e standardizzazione che troppo spesso hanno caratterizzato le eccellenze dell’agroalimentare italiano”.

 

Dop e Igp dell’Emilia-Romagna  

È Parma la provincia al primo posto per la produzione con 1.415 milioni (28%), davanti a Modena (583 milioni), mentre Reggio Emilia è al quarto posto (circa 410 milioni).
Per quanto riguarda i prodotti Dop sempre al primo posto il Parmigiano Reggiano, con un valore all’origine di 1,34 miliardi (+19,5%), seguito da Grana Padano (1,29 miliardi) e Prosciutto di Parma (850 milioni, +4,1%). Primo prodotto per valore dell’export: l’Aceto Balsamico di Modena Igp con 897 milioni (+2,5%).

La Regione per sostenere lpromozione sul mercato europeo dei prodotti certificati e bio ha messo a disposizione 3,8 milioni di euro grazie al Psr per sostenere 24 progetti presentati da Consorzi di tutela e associazioni nel biennio 2017-2018, altri 3 milioni hanno finanziato 20 progetti per il biennio 2019-2020. A questo si aggiunge in media un milione all’anno per iniziative di promozione dei prodotti agricoli, agroalimentari e vitivinicoli.
Il sistema agroalimentare regionale vale oltre 20 miliardi di euro e continua crescere in tutto il mondo: + 3,5% le esportazioni a fine 2018 pari a circa 6,5 miliardi. Un trend confermato nel primo trimestre del 2019: le esportazioni di prodotti agroalimentari dell’Emilia-Romagna hanno superato quelle di Lombardia e Veneto, collocando la regione al vertice della graduatoria nazionale./Eli.Co.


In allegato il programma

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