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Lunedì, 03 Maggio 2021 07:57

Le penne porta brand, un gadget irrinunciabile

Al giorno d’oggi uno dei più importanti settori aziendali è quello del marketing e della comunicazione. Una strategia di marketing di lungo periodo prevede azioni improntate a far aumentare la brand awareness, obiettivo a cui viene generalmente destinata una discreta percentuale del budget aziendale.

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Le nuove esigenze del mondo del lavoro rivelano quanto sia importante per la crescita mantenere allenato il team aziendale effettuando costantemente attività esperienziali di team building.

Quando si lavora nel settore del marketing si pensa che solo impegnandosi per tantissime ore sia possibile ottenere dei risultati.

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E' in fase di avviamento il corso di formazione di qualifica professionale del "Tecnico del Marketing Turistico", realizzato dalla collaborazione tra Irecoop Parma e Agriform con il sostegno finanziario del FSE (Fondo Sociale Europeo tramite la Regione Emilia Romagna .

Per ulteriori e più approfonditi dettagli scaricare la documentazione in pdf allegata.

Progetto I dell’Operazione Rif. PA 2019-12799/RER OPERAZIONI A SUPPORTO DELLA STRATEGIA D’AREA DELL’APPENNINO PARMENSE approvato con DGR n. 1808 del 28/10/2019 dalla Regione Emilia Romagna PO 2014-2020 e co-finanziato dal Fondo Sociale Europeo. 

In occasione della presentazione del nuovo saggio di Guido Zaccarelli, in queste ore alla fiera modenese del libro “LibriaMOdena 2019”, che quest’anno festeggia la sua 67° edizione, riproponiamo l'incontro al Mega Store Feltrinelli di Parma, dal quale tutto prese origine.

La persona al centro dell'azienda. Zaccarelli: così crescono gli individui e le aziende. La circolazione delle idee è il fattore vincente per le imprese.

di LGC, Parma 3 giugno 2017 - "Dalla Piramide al Cerchio" è un saggio rivolto a tutti coloro che avvertono l'esigenza di approdare a un cambiamento nel delicato mondo delle relazioni umane.
E le imprese sono il luogo per eccellenza dove le relazioni efficaci possono quantificarsi e misurarsi in termini di profitti per le società e in felicità per i collaboratori.

L'impresa è un bene sociale al quale dedicare ogni energia affinché possa crescere e godere in futuro del lavoro del delle persone.

Il Valore delle imprese è nelle persone!

"Dalla Piramide al Cerchio" ha quindi lo scopo di creare luoghi di lavoro felicitanti in grado di rimuovere il malessere delle persone, che influenza in modo negativo la vita delle organizzazioni.
In una società che si evolve rapidamente occorre individuare nuovi modelli organizzativi in grado di adattarsi e anticipare il cambiamento.
Non si può quindi restare ancorati al passato, immobili a scrutare il futuro. Qualcosa occorre fare!

Occorre riprendere il cammino in attesa di incontrare altre persone che desiderano condividere il viaggio e con questo saggio di Zaccarelli si andranno a visitare le organizzazioni aziendali per conoscere l'ambiente dove le persone dedicano una parte importante e sostanziale della loro vita.

Il viaggio partirà da una azienda "Piramidale" dove il clima artico ha congelato la conoscenza delle persone; la meta sarà un "luogo felicitante" con l'obiettivo di creare una comunità che condivida con gioia un percorso di crescita verso un bene comune.

Una teoria interessante e originale, quella messa punto da Guido Zaccarelli, presentata con successo di pubblico e in live streaming, nei giorni scorsi al Megastore Feltrinelli di Parma (La Feltrinelli Parma). L'incontro è stato presentato e coordinato da Lamberto Colla, direttore della Gazzetta dell'Emilia con il supporto tecnico di Ferdinando Vighi e il team di Blog Digitale Live.

 

20170503-zaccarelli-guidoimage006Guido Zaccarelli è referente dl Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola. Laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie. Dal 2008 è docente di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016).

Video streaming - Blog digitale live - Feltrinelli - https://www.youtube.com/watch?v=gIt7fJWV7cE 

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Nella giungla di un mercato sempre più agguerrito potrebbe apparire difficile farsi riconoscere e valorizzare il proprio brand. Impresa artigiana, ristorante o struttura d'accoglienza che sia, senza escludere le migliaia di micro e piccole medie imprese che sono la spina dorsale della nostra economia, per tutti questi soggetti l'obiettivo è sempre il medesimo: risultare visibili a un costo assolutamente accessibile senza perdere in qualità.

Di LGC Parma 1 luglio 2019 - La stampa digitale on line assolve a questo compito e tra le aziende che offrono un eccellente servizio c'è senza ombra di dubbio Helloprint.it che può contare di oltre 400.000 clienti pienamente soddisfatti e una gamma di prodotti in grado id soddisfare qualsiasi esigenza.

Non si può "Non Comunicare"
"Non si può non comunicare" è, senza ombra di dubbio, l'assioma per eccellenza della scienza delle comunicazioni.
Ciò comporta che anche il "silenzio" qualcosa comunica ugualmente e molto spesso trasmette segnali di negatività.
Proprio seguendo questo principio è indispensabile che ogni impresa, anche in tempi di crisi, debba continuare a comunicare, con i propri clienti affezionati e con l'immenso mondo dei potenziali clienti che potrebbero non essere così lontani da voi.

Marketing di Massa: tra social e stampa
Per il marketing di massa a buon mercato esistono molte opzioni tra le quali scegliere. Certamente l'avvento dei social media ha portato a un notevole abbattimento dei costi della promozione aziendale ma per ottenere risultati economicamente vantaggiosi è necessario affidarsi a social media manager.Una figura professionale, interna o esterna all'azienda, che dedichi quotidianamente un certo monte ore a gestire i mezzi e soprattutto i contenuti, senza dei quali è impossibile catturare l'attenzione dei potenziali clienti. Una mansione che comunque assorbe tempo e risorse.

Può apparire strano e in controtendenza, ma nell'era del digitale spinto stanno evidenziandosi nuove tendenze di mercato che vedono il risveglio dei prodotti stampati. Quelli che sino a poco tempo fa erano considerati di vecchia scuola o di appartenere al marketing tradizionale, i prodotti stampati, sono invece ancora uno degli strumenti di marketing più efficaci e a buon mercato, capaci di catturare l'attenzione della gente e divulgare la vostra attività e i "plus" aziendali. Con la giusta strategia di distribuzione o di posizionamento si possono ottenere ottimi risultati e tanti nuovi clienti.

Verso quali prodotti orientarsi?
Certamente i volantini sono i prodotti di stampa più comunemente utilizzati. Economici e facili da riprodurre, se correttamente impostati rappresentano un ottimo veicolo per pubblicizzare i prodotti o informare di un prossimo evento. I volantini , ai quali per analogia ma con uno scopo diverso possiamo associare i "pieghevoli", non solo sono economici, ma anche altamente informativi e facilmente memorizzabili. A differenza dei social media o cartelloni pubblicitari, è più difficile ignorare un volantino e se poi venisse consegnato a mano può assumere un valore ancor maggiore, sempre che il "vettore "sia stato ben istruito sulle modalità di consegna.

Le più importanti imprese di stampa digitale online sono attrezzate per offrire una gamma vastissima di prodotti, dai più tradizionali biglietti da visita, volantini, pieghevoli e poster, per arrivare ai gadget brandizzati ma anche alle vele, gli striscioni, i cartelloni e quant'altro possa essere utile per operazioni in esterna.

Con un po' di creatività si può essere visibili e accattivanti anche negli esterni, in quelle manifestazioni outdoor che ogni villaggio organizza frequentemente.

Le bandiere, ad esempio, possono essere a forma di triangolo o a goccia mentre i pannelli possono essere tagliati in qualsiasi forma o dimensione. Duttili, pratici e economici, gli striscioni e i cartelli, seppure più piccoli dei cartelloni pubblicitari tradizionali, sono strumenti di marketing facili da montare e smontare e essere quindi utilizzati in diverse occasioni.

Insomma, concludendo, non è sempre detto che chi più spende meglio spende. Con la stampa digitale on line è certamente vero il contrario.

 

 

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di Guido Zaccarelli Mirandola 22 giugno 2019 - Illusione e delusione hanno la stessa radice nel gioco, la dimensione ludica nella quale spesso l'uomo si ritrova nel corso della propria vita. Il prefisso "il" ci porta all'interno del gioco mentre il prefisso "del" invita ad uscire. Il gioco diventa il terreno fertile per aspettare qualcosa, che dipende dagli altri, ai quali le persone spesso fanno ricadere le proprie responsabilità, nel caso di mancata adesione alle loro aspettative. Una mancata vincita al gioco, una partita di calcio persa all'ultimo secondo, un esame che non ha prodotto gli esiti sperati.

Momenti nei quali ognuno di noi si è certamente imbattuto nel corso della propria vita, come nel caso di una persona che afferma di essersi messa in gioco partecipando ad una prova, e non superandola, è rimasta profondamente delusa dal risultato. A questo punto si chiede il perché e afferma che le persone avanzano a forza di conoscenze e spintoni.

Come si nota, non c'è nessun riferimento al motivo che ha portato al mancato successo. La delusione è un sentimento negativo che le persone provano e attribuiscono spesso ad altri, liberandosi dal peso della responsabilità sperando che questo consenta di vivere più serenamente la quotidianità, perché si liberano del senso di colpa. Non è facile attribuire a se stessi il peso della sconfitta. L'analisi del testo riferito al caso sopra riportato, pone in evidenza come la persona si sia messa in gioco, (illusione) partecipando ad una prova e non avendola superata (non era preparata, non specifica) è uscita sconfitta (delusione), attribuendo ad altri il mancato superamento dell'esame. Il gioco è regolato da principi e da regole ben precise e per praticarlo occorrono conoscenze, competenze e saperi i quali opportunamente combinati sono in grado di accompagnare l'uomo verso il risultato finale.

Mettersi in gioco significa" mettersi alla prova", e come tale, essere sottoposti ad un giudizio altrui che per natura è frutto di coincidenze che spesso sfuggono al controllo soggettivo e ad una analisi reale della situazione, perché il gioco, qualsiasi esso sia, è sempre immerso nell'alveo della competizione, sia che si affronti nella dimensione ludica che professionale: una gara tra amici al bar, una competizione agonistica o partecipare ad un esame dove il risultato finale prevede l'accesso al mondo del lavoro.

È l'uomo che sceglie, in base al contesto, il valore associato al risultato finale, mescolando tra loro stati situazionali soggettivi e oggettivi che sono frutto del momento e della circostanza e non osservati con occhio critico. In ogni caso l'illusione e la delusione, in misura diversa, intervengono sempre nella fase in cui viene espresso il verdetto finale condizionando gli stati emotigeni della persona e lo spettro dell'aspettativa.

La parola aspettativa, nella sua etimologia latina, è formata dal prefisso ex, che significa fuori, e spectare che porta l'uomo a guardare fuori dal tempo presente, nel quale sta vivendo la realtà che lo circonda, proiettando l'immagine di sé in un'altra dimensione temporale, un mondo possibile, la cui esistenza è vera solo in presenza della condizione se: «se è vero, allora»: è vero che se partecipo al concorso lo vinco e posso accedere al lavoro?. È vero nel caso in cui è presente un mondo di cui le persone immaginano l'esistenza, dove ipotizzano che le cose possono accadere e nel quale riversano tutte le proprie speranze e aspettative. Se ottengo il lavoro tanto ambito ecco che l'illusione abbandona la strada del mondo reale per entrare nel mondo possibile, che a sua volta diventa reale per la presenza di luoghi e di persone che vivono il tempo di una nuova esistenza. Anche nel mondo possibile è presente l'illusione e la delusione perché è vissuta da uomini che decidono le regole del gioco. La delusione delle persone affiora anche quando non vengono rispettate le regole del gioco, modificando le aspettative dei partecipanti che vivono l'attesa come un momento di grande illusione, per accorgersi al termine che il risultato finale non corrisponde ai precetti iniziali.

Contesti diversi che prendono strade diverse e che portano entrambe a vivere la delusione. La delusione si vince con il coraggio del fare quotidiano, allontanandosi dall'illusione che limita l'azione dell'uomo e con la saggezza del fare popolare che offrono entrambi strumenti di grande opportunità per cambiare la strada intrapresa e aprire le porte a nuove aspettative, consapevoli dell'opportunità offerta dal momento e del fatto che la strada non è sempre in discesa, (illusione) ma anche in salita (delusione) e occorre affrontarla, perché una volta raggiunta la sommità, il panorama che si osserva è unico in ogni suo aspetto.

L'attesa invita l'uomo a dare l'opportunità al tempo di respirare, di prendere fiato, e donare all'aspettativa il valore che si aspetta di ricevere e di evitare di addossare agli altri il mancato raggiungimento della vetta perché è tutto nella mani dell'uomo. Per scalare la montagna bisogna attrezzarsi, come raggiungere le profondità delle acque marine. Aspettare l'aspettativa è vivere l'attesa per prepararsi al meglio ad affrontare il viaggio, e sarà un successo.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell'azienda, Franco Angeli Editore.

Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell'azienda, Franco Angeli Editore.
Maria Luisa Gatti, etimologia e Filosofia, Strategie comunicative del filosofo nel «Cratilo di Platone, 2006
Aristotele, Metafisica, Volume 3 a cura di Giovanni Reale, Vita e pensiero, 1993
Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 
http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaP/platonejhkldfvcmxxsw.htm 
https://www.soluzionidimpresa.it/Active_Learning/mod/resource/view.php?id=17 
http://www.filosofico.net/cratilo.htm 
https://www.studentville.it/appunti/vita-e-filosofia-di-cratilo/ 

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GUIDO ZACCARELLI

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

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Il divenire è un flusso temporale senza quiete in perenne movimento verso l'infinito

di Guido Zaccarelli Mirandola 16 giugno 2019 - Eraclito di Efeso, vissuto in età presocratica, è il filosofo del divenire continuamente soggetto a continui cambiamenti in ragione del naturale avanzare degli accadimenti nel tempo: le cose accadono. Questo nasce dal cosmo da cui tra origine il tempo che accompagna ogni giorno l'esistenza dell'uomo verso il futuro.

Il divenire è un flusso temporale senza quiete in perenne movimento verso l'infinito. L'immagine del fluire del tempo ci viene proposta da Eraclito dove un uomo non può immergersi due volte nello stesso punto del fiume, perché altra acqua è passata: «non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va. Fu invece il filosofo Cratilo, ad estremizzare il pensiero di Eraclito di Efeso, di cui fu discepolo, definendo il suo intendere il divenire panta rei, dove tutto scorre e dove diventa impossibile cogliere le essenze per la mancanza di quiete. L'uomo immerso nella sua realtà, fatica a vedere le sfumature perdendo il contatto con una parte del mondo che lo circonda. Occorre avere la capacità di alzare lo sguardo e osservare anche i contorni, alternando la vista in modo significativo, ora da una parte ora dall'altra, per cogliere tutte le sfumature del cambiamento avvenute negli intervalli di tempo che hanno segnato il passaggio da una situazione all'altra. L'ambiente è fatto di cose e di oggetti e per identificarli occorre chiamarli per nome.

L'apprendimento passa dal significato che l'uomo attribuisce alle parole che devono attingere la loro essenza dalla verità. Tutto questo però non è sufficiente. Occorre qualcosa d'altro per rappresentare il mondo, o una parte di esso. Socrate suggerisce a Cratilo che dove non arriva la parola deve essere presente l'immagine, che associata alla parola, favorisce l'apprendimento e la memoria (processo mnestico). Le cose devono essere apprese partendo da se stesse. L'apprendimento diventa centrale in questa analisi che vede protagonista Platone dove per il filosofo è molto importante comunicare bene il sapere e afferma che «non è possibile imparare e insegnare in fretta nessuna questione, nemmeno la massima delle massime, fino alla ricerca di un metodo con cui devono essere apprese le cose di cui ci si sta occupando».

Se per Platone è importante la comunicazione del sapere, il modo con il quale viene esercitata, mette in atto un'azione importante sulle persone, incidendo fortemente sulla capacità di diffondere la conoscenza e i suoi valori, continuamente messi in movimento attraverso la dialettica. Insegnare è un arte. Come il docente lascia un segno nella cultura di chi è in ascolto, allo stesso modo il pittore lascia un segno sulla tela facendola diventare nel tempo l'immagine testuale del suo pensiero. La parola costituisce lo sfondo nel quale le persone riflettono il loro desiderio di apprendere. In questo modo la conoscenza è in continuo divenire grazie all'azione messa in campo dalla parola anch'essa in continuo movimento. Se la conoscenza rimanesse ferma, in uno stato di quiete, non sarebbe quella con la quale ogni giorno le persone si confrontono.

Il bello e il bene dell'apprendere sta tutto nella verità che muta e si trasforma per accrescere il valore associato alla sua identità.

Il vortice d'incontri che le parole mettono in atto quando sono espresse, sono in grado di generare cambiamenti assoluti, e relativi, di prospettiva e generare ogni tipo di apprendimento: attivo o passivo? A tal proposito Socrate afferma che: «se la conoscenza non venisse continuamente sottoposta all'azione energizzante del movimento, nessun entrerebbe in contatto con il nuovo e tutto resterebbe fermo e immutato, in uno stato di quiete. Perché l'uomo possa apprendere deve essere presente il movimento. La quiete è la dimensione interiore dell'uomo nella quale egli si cala per dialogare con se stesso e fissare la realtà che in base al tempo è in continua trasformazione.

Cratilo si pone nella prospettiva di osservare la parola, e sostiene che l'azione prodotta dalla parola mentre è nominata appartiene a qualcosa d'altro, ad un tempo trascorso, rispetto al momento in cui è stata pronunciata, perché altro tempo è passato. L'apprendimento quindi segue le regole del tempo e questo non può prescindere dall'essere considerato un momento importante nella formazione e nella educazione, in questo caso scolastica, da dedicare al movimento e alla quiete.

L'apprendimento attivo è un metodo che viene impiegato nella didattica innovativa per mantenere vivo il movimento della parola che una dopo l'altra, è in grado di ampliare gli orizzonti di chi partecipa al contesto enunciativo, continuamente sottoposto al vaglio delle regole dinamiche che stanno alla base di una conversazione tra molti e dove i ruoli si alternano passando da insegnante a studente e viceversa.

L'apprendimento passivo è un metodo superato che perde il valore della comunicazione intesa come: trasmissione ereditaria della conoscenza che si muove in modo quasi esclusivo dall'insegnante verso gli studenti. La conoscenza necessita di trasformarsi per trasformare e subire continue forme rigenerative per essere al pari con i tempi e muoversi con un metodo che porti ad apprendere in modo attivo, un termine reso popolare da Charles C. Bonwell e James A. Eison che sostengono l'importanza del fare rispetto ad ascoltare: «gli studenti devono ambire a tre condizioni fondamentali: leggere, discutere e risolvere problemi e finalizzare l'apprendimento in tre settori importanti come le conoscenze, le abilità e le attitudini». L'apprendimento attivo offre agli studenti la possibilità di prendere l'iniziativa affinché possano gradualmente apprendere un nuovo metodo didattico che si allontani dalla formazione passiva per avvicinarsi alla formazione attiva in grado di costruire nel futuro ambienti di lavoro creativi e innovativi.

Gli studenti si prendono carico della loro istruzione diventando professori e i migliori professori imparano dai propri studenti active learning.

Serve stimolare la capacità critica degli studenti di pensare in modo critico critical thinking per fornire loro utili e preziosi strumenti di ricerca capaci di sostenerli in futuro nell'evoluzione dei saperi, specifici e trasversali alla professione d'indirizzo, e nella capacità di condividere in forma paritetica la conoscenza. Lo studente, già in possesso della necessaria conoscenza, comprensione e capacità applicativa si pone nella posizione di assumere un pensiero critico nei confronti di un argomento esposto dal collega il quale è in grado di rispondere direttamente o di farsi supportare dal gruppo di appartenenza portandolo a generare una nuova conoscenza. L'apprendimento attivo è ciò che chiede la realtà economica, sociale, culturale che ci circonda: essere in grado di leggere la realtà da più punti di vista, fare sintesi, prendere l'iniziativa, elaborare soluzioni e fare: do something. A tal proposito esiste anche una organizzazione globale senza scopo di lucro do something.org che motiva i giovani al fare cambiamenti positivi sia online che offline.

L'apprendimento attivo produce movimento alternando la quiete alla riflessione per dare vita a nuove conoscenze che disposte in ordine sono in grado di mettersi in movimento per dare forma a nuove relazioni globali.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell'azienda, Franco Angeli Editore.
Maria Luisa Gatti, etimologia e Filosofia, Strategie comunicative del filosofo nel «Cratilo di Platone, 2006
Aristotele, Metafisica, Volume 3 a cura di Giovanni Reale, Vita e pensiero, 1993
Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 
http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaP/platonejhkldfvcmxxsw.htm 
https://www.soluzionidimpresa.it/Active_Learning/mod/resource/view.php?id=17 
http://www.filosofico.net/cratilo.htm 
https://www.studentville.it/appunti/vita-e-filosofia-di-cratilo/ 

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GUIDO ZACCARELLI

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

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«È dalla cooperazione per ottenere un beneficio essenziale alla vita che nasce l'etica, la quale poi si evolve con regole sociali» Michael Tomasello

Di Guido Zaccarelli Mirandola 9 giugno 209 - Cos'è la tecnologia? L'arte di fare (impostare) un discorso.

Così l'etimologia riporta in noi il significato di tecnologia partendo dall'arte, intesa come invenzione, oratoria e scienza che ha condotto l'uomo al fare ordinato spingendolo a superare ogni giorno se stesso per dare un significato nuovo al proprio futuro e a quello di intere generazioni. Il tempo definisce la storia dell'uomo e il valore delle parole pronunciate in base al contesto capace di offrire sfumature, a volte, differenti dalle origini. Il contesto, in generale, svolge soprattutto la funzione di arricchire, completare il senso del discorso.

Determina la scelta di una data parola rispetto ad un'altra, precisandone il senso, cioè la direzione che l'interlocutore deve seguire per comprendere il significato. E tutto deve essere pertinente, inteso come l'insieme delle condizioni, delle opportunità e dei vincoli, spaziali, temporali e relazionali presenti in un qualsiasi scambio comunicativo. Il contesto si può ampliare, o restringere, secondo le esigenze presenti nell'interazione comunicativa.

L'arte ci porta ad impiegare la parola in modo ordinato sapendo che un uso improprio può modificare il contesto, la sensazione e la percezione del ricevente rispetto al significato attribuito dall'emittente nell'atto comunicativo. Ecco nascere un diverso modo d'intendere le cose che porta alla incomprensione e alla successiva diversità di vedute, il cambio di prospettiva, che anziché alimentare in senso positivo il dialogo si muove in una direzione opposta e spesso distorta.

La diversità nasce dall'incomprensione proveniente dalle origini delle singole esperienze che opportunamente ascoltate farebbero cadere le mura che la sostengono. La tecnologia è una scienza che nasce dall'arte e il suo fine è favorire il progresso scientifico del'uomo per il bene comune dell'intera umanità.

Lo sviluppo della tecnologia porta la società moderna a eliminare la diversità per unire ciò che prima era diviso. In questo caso mi riferisco alla nascita del DOS, (Disk Operating System ) che utilizzava l'interfaccia a caratteri per potere accedere alle periferiche presente nei primi computer. L'utilizzo era prevalentemente riservato ai programmatori, ricercatori, a persone in possesso di un elevate conoscenze e competenze in ambito informatico. Una tecnologia riservata a pochi eletti che agli occhi del mondo li rendeva diversi. La nascita di programmi con interfacce grafiche (icone) ha abbattuto le mura della diversità favorendo l'integrazione sociale e culturale e la relazione alla pari delle persone. Le moderne tecnologie dell'informazione e della comunicazione impiega dunque l'arte come mezzo per diffondere la conoscenza e abbattere le barriere della diversità.

Un altro esempio è relativo all'uso della tecnologia informatica applicata alla realtà aumentata per includere gli studenti in aula hanno un disagio certificato. Un uso proprio della tecnologia che viene impiegata in modo orizzontale per parificare tutti allo stesso livello, per unire le diversità delle persone che possono utilizzare uno strumento comune a valore aggiunto per identificarsi in un mondo dove la parola da sola (scritta o orale) non avrebbe mai raggiunto in modo capillare ogni singolo angolo remoto della terra. Scompare l'attenzione dell'individuo verso l'altro perché orientata verso l'insieme che fa propria la tecnologia come scienza per muoversi con fare ordinato nella direzione della solidarietà, dell'agire in solido, con quella concretezza che l'uomo fin dalle sue origini ha messo in pratica per il sostegno della propria comunità.

La tecnologia diventa il punto di contatto dell'agire in solido, dove la persona mette in pegno il valore aggiunto della relazione con l'altro diventando un nodo di rete digitale che si allarga fino a raggiungere la dimensione più sensibile del mondo finito di internet (la rete delle reti) che ha abbattuto le mura perimetrali della diversità, dando vita alla più grande manifestazione d'interesse sociale e culturale che anima lo spirito dalla condivisione dei saperi. Un modo per dirla come afferma lo psicologo evolutivo e comparativo americano Michael Tomasello per mano del Porf. Francesco Suman «si riconosce il passaggio dall'intenzionalità congiunta all'intenzionalità collettiva, dove i gruppi sociali si fanno sempre più ampi, e i comportamenti (cooperativi e comunicativi) delle generazioni precedenti vengono convenzionalizzati e trasmessi alle generazioni successive per un meccanismo di trasmissione culturale.

Queste strette interazioni con altri individui hanno un effetto rivoluzionario sulle nostre capacità cognitive: sviluppiamo una rappresentazione del mondo prospettica, ovvero iniziamo a immaginare come il nostro vicino vede le cose che anche noi vediamo, ci mettiamo nei panni del nostro vicino che condivide i nostri stessi fini di sopravvivenza. Questa comune finalità d'intenti ci porta a essere informativi nelle nostre interazioni comunicative e non più solo manipolativi: è più conveniente». La parola si aggrega ad altre parole formando una rete di parole che attraverso la tecnologia diventano esse stesse nodi di nuovi linguaggi di comunicazione in grado di superare la diversità attraverso la solidarietà per entrare di diritto nella storia dell'intera umanità.

Riferimenti bibliografici:
Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell'azienda, Franco Angeli Editore.
Paolo Rebecchi e Guido Zaccarelli, Finestre di casa nostra Immagini e racconti di un anno diverso. Uno sguardo oltre le cose
Riferimenti sitografici:
https://www.wikipedia.org/ 
https://www.avvenire.it/agora/pagine/morale-tomasello 
https://ilbolive.unipd.it/it/mettersi-nei-panni-dellaltro-radici-evolutive-pensiero-umano 

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GUIDO ZACCARELLI

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

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 «Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare » Auggie Pullman (Jacob Tremblay)

Di Guido Zaccarelli Mirandola 2 giugno 2019 - La vita ogni giorno ci pone nelle mani delle grandi opportunità, a volte si presentano con largo anticipo, altre volte invece sono in estremo ritardo sul cammino che stiamo compiendo. Non sempre abbiamo la lucidità e quella necessaria saggezza per valutarle nella loro pienezza. Anche l’animo deve essere pronto e predisposto ad accoglierle. Il sogno e la perseveranza sono le ante che danno forma alla finestra dell’uomo sul mondo. In qualsiasi momento possiamo decidere di tenerle spalancate, per ricevere tutta la luminosità e il calore che proviene dall’ambiente esterno, oppure stabilire di chiuderle senza fornire la necessaria luce alle opportunità di realizzare i nostri sogni, togliendo alla perseveranza la possibilità di sostenere gli smarrimenti che inevitabilmente si incontrano quando decidiamo di concretizzarli.

Le ante sono una grande occasione di crescita personale e professionale che viaggiano insieme per illuminare la nostra identità e rappresentano il valore aggiunto da destinare alla crescita personale e sociale. Tenere un’anta aperta e l’altra chiusa (o socchiusa) non consente di realizzare i propri sogni. È l’immagine del fallimento annunciato. Serve la necessaria determinazione e soprattutto il coraggio di tenerle saldamente aperte anche in presenza di correnti e forti perturbazioni che possono arrivare e colpire in modo brusco, e inaspettato, l’avanzare del sogno. La finestra è il modo che abbiamo di esprimere la nostra identità, le nostre emozioni e le nostre capacità che altrimenti rimarrebbero chiuse all’interno dell’uomo limitando la sua vera natura di intercettare il progresso al tempo presente. È il modo con il quale dimostriamo a noi stessi chi siamo e il contributo che possiamo dare alla crescita e allo sviluppo economico e sociale.

È l’impronta che lasciamo del nostro passaggio alla storia. Conoscerla, significa attribuire maggiore importanza alle azioni del presente per stare in equilibrio sulla strada verso il sogno. Osservare le finestre significa entrare in sintonia con un qualcosa di più intimo rispetto all’immagine esterna che l’uomo mostra al mondo. Per fare questo è necessario addentrarsi in prima istanza nella etimologia della parola compiendo lo stesso viaggio che viene effettuato per raggiungere la profondità della propria anima e scoprire che la strada che l’uomo deve percorrere per raggiungere la sorgente è lunga e spesso tortuosa, influenzata dal continuo vivere a stretto contatto con i luoghi che cambiano e l’intraprendenza dell’uomo che modifica i percorsi per adattarli al proprio vivere quotidiano. La finestra è una parola che conduce alla fiaccola, alla luce, allo splendere.

Quando l’uomo sogna, spalanca le ante della propria anima alla luce del sole per raccogliere tutta l’energia necessaria per renderli materici e visibili agli occhi del mondo. Anche Platone, per bocca di Socrate, nella V libro della Repubblica fornisce una guida per realizzare il sogno di una città ideale. In questo caso lo scopo del sogno è di raggiungere la verità e di elevarlo a nuovi sistemi di valori. L’uomo sogna e desidera di realizzare qualcosa per se stesso e nel medesimo tempo ricevere la luce dell’ambiente esterno che lo gratifichi per lo sforzo compiuto grazie alle sue virtù. Il sogno nasce da un desiderio, ma anche da un bi-sogno, da qualcosa che ponga l’uomo a vedere la realtà da una prospettiva differente e che in un preciso momento della vita gli consenta di cogliere l’attimo per proiettarlo in una dimensione completamente differente dalla precedente, lontano dal qui e ora, dalle cose più semplici alle situazioni più difficili.

Il tutto espresso in una chiave puramente soggettiva che può coinvolgere altri in un qualcosa di più grande e come affermava Platone, per bocca di Socrate, a mantenere le persone in uno stato di perenne allerta affinché per il sogno non si trasformi in sonno e scompaia all’aurora. I sogni tendono a disperdersi se non li appuntiamo al risveglio e perché non si disperdano nell’aria necessitano di perseveranza, la cui etimologia porta a l’uomo a intravedere un percorso rigoroso che solo l’azione quotidiana, e ripetuta nel tempo, è in grado di apportare. Ogni giorno è necessario compiere un’azione, il giorno successivo un’altra azione fino a raggiungere lo scopo e vedere trasformato il proprio sogno in realtà.

Il tempo è una variabile che spesso sembra ostacolare il cammino riducendo e allentando la presa con il sogno per le difficoltà intrinseche dell’uomo a tenere ben salda la presa sulla perseveranza spesso ostaggio della debolezza e della percezione che le cose vadano nella direzione opposta alla linea immaginata. È in quel preciso istante che l’uomo fa la differenza, compiendo un balzo in avanti nel dare una ulteriore spinta a ciò che fino a qualche istante prima sembrava perduto.

È il momento nel quale il sogno trova la luce e diventa realtà. Ogni persona ha dalla sua i propri sogni, piccoli o grandi che siano. Non possiamo bloccare i nostri ideali, perché i sogni fanno parte della nostra stessa esistenza, ci infondono la speranza del dopo. Sigmund Freud definiva il sogno come «la realizzazione di un desiderio. Il sogno, mentre ci rappresenta un desiderio come realizzato, ci porta verso il futuro». Si allarga per darci l’opportunità di vedere un mondo in cui c’è posto anche per qualcosa di nuovo, di inesplorato, lontano dalle pareti rigide di un ambiente che tende spesso a dissuadere anziché spronare. Randolph Frederick Pausch, professore di informatica e di interazione uomo-computer statunitense scomparso in giovane età, nella sua ultima lezione disse: «non impegnare la tua vita per inseguire i tuoi sogni, vivi la tua vita adeguatamente e i sogni verranno da te… saranno i risultati che verranno da te». 

Riferimenti bibliografici:

Guido Zaccarelli, La Conoscenza Condivisa, verso un nuovo modello di organizzazione aziendale e Dalla Piramide al Cerchio, la persona al centro dell’azienda, Franco Angeli Editore. 

Paolo Rebecchi e Guido Zaccarelli, Finestre di casa nostra Immagini e racconti di un anno diverso. Uno sguardo oltre le cose

Riferimenti sitografici: 

https://www.wikipedia.org/

https://mondodomani.org/dialegesthai/ldep01.htm

https://unaparolaalgiorno.it/significato/P/perseveranza

foto di Paolo Rebecchi, tratta da Finestre di casa nostra Immagini e racconti di un anno diverso. Uno sguardo oltre le cose

 

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GUIDO ZACCARELLI

CURRICULUM - Guido Zaccarelli, è docente di informatica, consulente aziendale, saggista e collaboratore redazionale di Gazzetta dell'Emilia. È laureato in Comunicazione e Marketing, ha conseguito un Master in Management per il coordinamento delle professioni sanitarie e frequentato la scuola di alta specializzazione per formatore e consulente d'impresa. È stato referente del Servizio Informativo dell'Azienda Sanitaria di Modena, presso il distretto di Mirandola e dal 2008 al 2018 docente a contratto di informatica presso l'Università di Modena Reggio.

Bibliografia: Informatica, insieme verso la conoscenza (2010) - La conoscenza condivisa, verso un nuovo modello organizzativo (2012) - Finestre di casa nostra (2013) - Dalla piramide al cerchio, la persona al centro della azienda (2016)

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