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Di Redazione Collecchio 7 settembre 2020 - Padre di due figli maschi, Francesco è nato a Santa Eufemia d’Aspromonte (RC). Nel 1969 Francesco Fedele si trasferisce a Collecchio in provincia di Parma con i suoi genitori ed un fratello.

Dopo la licenza media inizia subito a lavorare come magazziniere presso la farmacia “Donetti”, dove svolge la mansione per ben 42 anni. Verso la fine degli anni settanta si avvicina al Partito Socialista.

Francesco Fedele, che nel frattempo si appassiona alla politica, decide di candidarsi per il consiglio comunale nel 1995 con una lista civica con il candidato Sindaco Claudio Cesari, ma l'iniziativa non ha molto successo. Fedele riesce a farsi eleggere in seguito in consiglio comunale a Collecchio nell'anno 2002 all’opposizione. Successivamente si iscrive al PDL.

Negli anni a seguire continua a candidarsi con delle liste civiche, venendo sempre eletto ma all’opposizione.

L’ultima candidatura risale al 2018 con la lista civica “Cambiamo Collecchio“ con candidata sindaca Patrizia Caselli. La lista raggiunge il 46% dei voti. Francesco Fedele ottiene 254 preferenze, diventando consigliere comunale e Vice Presidente del Consiglio.

"Mi sono sempre battuto per il bene di Collecchio soprattutto per le politiche sociali. Oggi in pensione, mi occupo di assistenza agli anziani con partita iva. Continuo a fare il consigliere in un periodo difficile per la politica e per il paese in generale. In tutti questi anni mi sono occupato di volontariato. Assieme ad un gruppo di amici nel 1990 abbiamo fondato l'associazione "Amici della birra". Essendo Presidente, per 5 anni abbiamo organizzato la "Festa della birra" ed il ricavato è sempre stato totalmente devoluto in beneficienza. Da 2 anni sono entrato nel consiglio del "Circolo Il Colle", e tutte le manifestazioni organizzate sono sempre state a scopo benefico. Grazie per lo spazio che mi avete concesso". 

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Martedì, 01 Settembre 2020 15:08

Per un nuovo stile di vita

Oltre 50 Associazioni e Realtà del territorio diverse per storia e cultura ma unite da un unico obiettivo:

Venerdì, 12 Giugno 2020 14:36

Cliniche Dentix: al lavoro per riaprire

Lettera del fondatore e presidente di Dentix Angel Lorenzo Muriel. Obiettivi: tutelare i dipendenti, i pazienti e la continuità aziendale

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Il grazie dei Presidenti Mattarella e Conte alle Monache di Santa Rita. Apprezzato il dono della rosa benedetta il 22 maggio a Cascia

Lunedì, 08 Giugno 2020 10:59

Storie positive per una nuova speranza

Officine On/Off intervista Cristian Fracassi, l’ingegnere e maker nominato Cavaliere al Merito per aver trasformato la maschera da snorkeling in respiratore durante l’emergenza sanitaria
“Per essersi particolarmente distinto nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus, adattando a scopi sanitari una maschera da snorkeling”.

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Novella 2000 compie 100 anni. Un traguardo da festeggiare e di cui andare orgogliosi. 100 anni di storia d'Italia raccontati attraverso il gossip, quel sano pettegolezzo che rende la quotidianità un po' più leggera. E' perciò da ieri in libreria l'edizione del centenario. Da Luigi Pirandello a Enzo Biagi, da Mina a Chiara Ferragni, da Alcide De Gasperi a Luigi Di Maio. Il prodotto editoriale è ovviamente stato curato di Roberto Alessi  con le firme di Novella 2000 e la prefazione di Daniela Santanchè.

160 pp. - 19,50 euro - Fuori collana - in libreria dal 28 maggio

Lunedì, 25 Maggio 2020 16:42

Furgone perde la mucca per strada

Furgone perde la mucca per strada mentre corre in strada e il video inedito dell'assurdo incidente diventa virale.

Sul web è diventata virale una clip in cui un furgone perde la mucca mentre corre in strada. E' il conducente che segue il mezzo che inizia a riprendere l'erbivoro mentre sporge la testa dal lunotto posteriore e poi mentre le porte si aprono e il mammifero cade dal furgone in corsa, che si è fortunatamente fermato evitando l'anuimale steso sull’asfalto, riuscendo tempestivamente a fermare.

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Storie positive per una nuova speranza. Officine On/Off intervista Luca Foresti del Centro Medico Sant’Agostino e la startup Uniti Possiamo

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Di Redazione Parma 3 aprile 2020 - I cittadini di Parma devono dichiararsi antifascisti, devono ripudiare ideologie xenofobe e sessiste e ammettere di non partecipare a nessuna manifestazione di stampo nazifascista. Nulla di sbagliato infondo, se consideriamo di vivere in un paese libero e democratico che porta nel cuore la resistenza. Ma il problema è un altro. In piena emergenza Coronavirus, è questo ciò che si legge nel modulo del Comune di Parma per la richiesta dei buoni spesa da parte di chi si trova in difficoltà economiche. 

Dopo che il sindaco Pizzarotti aveva sentenziato che per ottenere il permesso del passo carraio dovevi dichiararti antifascista, ora è la volta dei buoni spesa. In un momento di profonda crisi e preoccupazione, è sconcertante apprendere una notizia di questo tipo. Uno choc per tutte le persone in difficoltà, ma ormai la città di Parma non si fa mancare proprio nulla. Una prima segnalazione è giunta sulla pagina Facebook di Priamo Bocchi, esponente di spicco della destra locale, dove un cittadino ha esposto il suo sdegno nei confronti di questa iniziativa, che tradotta in parole povere equivale a dire che se non sei antifascista non mangi. Bocchi, da sempre impegnato e schierato dalla parte dei cittadini, si è subito attivato segnalando l'accaduto ai parlamentari Foti, Bignami e al leader Giorgia Meloni.
Grande anche la rabbia di Domenico Muollo, Responsabile regionale Riva destra- FDI, che in una nota dichiara:

“Nemmeno nelle peggiori dittature succedevano cose simili. Tutto questo è molto grave. Un'azione del genere è imperdonabile. Non era il caso. Viviamo in una finta democrazia e la prova é proprio questa. Siamo tutti uguali? Abbiamo tutti gli stessi diritti oppure no? Mi auguro che il sindaco Pizzarotti sia pronto a scusarsi con i cittadini. Ma anche con tutti i volontari che ogni giorno sono in prima linea senza fare distinzioni di nessun genere. Perché il Coronavirus non guarda in faccia a nessuno. Non è il momento di fare inutile propaganda politica. Parma... Si, città d'arte e musica, ma a quanto pare anche di ingiustizie.” (N.C.)

 

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Lunedì, 16 Marzo 2020 08:34

Coronavirus: Lo sfogo di una nostra lettrice

Di Nicola Comparato Felino 15 marzo 2020 - Dalla provincia di Parma riceviamo e pubblichiamo la lettera di una nostra lettrice in merito all’emergenza Coronavirus. Donna, madre di due ragazzi e moglie, la signora ci racconta la sua esperienza personale e il suo punto di vista sulla situazione attuale, evidenziando quanto il problema sia stato sottovalutato da molti, e sottolineando l’importanza di rispettare le regole in questo delicato momento. Un messaggio triste, a volte disperato, ma anche di grande speranza. Andrà tutto bene.

Il testo della lettera:

“Sono una mamma di 38 anni, ho un figlio di 16 anni e uno di 8, ho timore per il Coronavirus, e sono contenta che le scuole siano state chiuse “in tempo”, perché le statistiche sul Coronavirus sono a dir poco impressionanti. Purtroppo si è capito tardi, in generale, che era molto importante l’uso delle mascherine e perché no, anche dei guanti monouso, nel momento in cui ognuno di noi si recava al supermercato o in farmacia. Vedo nei ragazzi ventenni, che c’è poco interesse nel rispettare le regole, c’è molta ribellione, oltretutto, si notano ancora troppe persone in giro. E purtroppo non si è ancora capita la vera gravità della cosa, ed è per questo secondo me che la situazione andrà per le lunghe. In famiglia purtroppo abbiamo un caso di Coronovirus, la persona interessata ha avuto dei disturbi apparentemente neurologici in precedenza. Un giorno solo di febbre, e nei giorni consecutivi non ha più avuto la temperatura al di sopra dei 37 °. Purtroppo parlo di mio suocero, il quale ha funzionante un solo polmone, in seguito a un problema in parte risolto anni fa. È stato sottoposto a esami del sangue, ad una TAC e a tutti i controlli possibili e immaginabili, però purtroppo non avendo sintomi di quel maledetto virus, non è stato sottoposto allo specifico tampone. Adesso lui si trova in seguito a un viaggio che aveva prenotato mesi prima, in Argentina, con questo virus addosso in terapia intensiva. È triste, perché si trova dall’altra parte del mondo senza la sua famiglia e senza i suoi nipoti. La colpa è di aver sottovalutato e ignorato il tampone per la mancanza di sintomi, e ora ci troviamo in questa situazione.
Ma io sono fiduciosa e sono sicura che mio suocero tornerà a casa una volta ristabilito e guarito totalmente. Il mio messaggio è quello di non sottovalutare mai nessun tipo di situazione, bisogna rispettare le regole, credo che sia giusto per noi e per gli altri mettere l’arroganza e la voglia di strafare da parte, e credo che l’unica via d’uscita sia quella di abbassare la testa e obbedire a tutto quello che ci viene imposto dalla legge, per far sì che questo brutto incubo finisca al più presto. Andrà tutto bene."

(Il disegno è stato realizzato dalla nostra lettrice insieme ai suoi due figli)

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