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Mercoledì 23 Gennaio 2019 -

Si sono conosciuti e reciprocamente apprezzati. Poi Giuseppe Fiorini, collezionista-contadino (come ama definirsi) li ha eletti suoi artisti prediletti. Luigi Pastori, maestro d’arte di grande esperienza, se n’è andato qualche anno fa, lasciando un‘eredità imponente in termini di qualità e quantità di opere, mentre Dario Rossi di Canneto sull’Oglio prosegue il suo percorso di pittura travolgente e tutt’uno con la sua vita, inscindibile da essa. Dopo essersi lasciato sedurre dai grandi maestri Van Gogh, Soutine, Kiefer, ha creato un linguaggio inconfondibile, fatto di spessori, d’esorbitanti sovrapposizioni di cose e colore, dove tutto diventa altro per turbare e confondere, per prendere per i capelli il mondo con le sue viltà, le sue violenze, l’assurda banalità del male. E scuoterlo, mostrandone le contraddizioni e la sua bellezza senza pace.

Siamo di fronte a due espressionisti diversi, come li potevano essere De Vlaminck  e Van Gogh. Ma tra i contorni marcati, le linee essenziali di Pastori e la straripante materia di Rossi, tra la quiete bucolica dell’uno e la furia magmatica dell’altro, tra la terra e il cielo c’è un denominatore comune: l’uomo. E’ l’uomo inquieto, straziato, disarticolato, eccessivo nelle forme, condannato ad esistere di Dario Rossi, ma è anche l’uomo ritrovato nell’armonia con la natura, rasserenato nell’abbraccio affettuoso, che ha superato il dolore e coltiva la speranza come mostra Pastori. E ancora questa speranza è un figlio, un sentimento, un seme deposto per l’uno, mentre è uno squarcio di sole, di luna, il bagliore che vibra tra i flutti di un’ondata di fango, l’alba che insinua l’orizzonte cupo per l’altro.

Il colore in entrambi è preponderante e innaturale. Più simbolico in Pastori, esasperato e ridondante in Rossi. La loro pittura è un fatto emozionale, sentito intimamente in ogni pennellata, un percorso dentro e fuori di sé per trovare risposta, il grido che si placa, ma infine lascia lo stesso la domanda sospesa, malinconica o ironica, assertiva o provocatoria. Allora il punto interrogativo tra terra e cielo si può sciogliere in un cerchio di tenerezza, come nelle due maternità scelte per la mostra. Qui è dunque la soluzione, la verità. E’ questo che porta il profondo silenzio del vento, in paesaggi dove le ombre non ci sono più. Perché sono dentro. Di noi. In loro invece è ormai solo la luce.

Come dice il titolo del quadro di Rossi: Dalla pietà all’amore.

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Mercoledì, 21 Novembre 2018 09:58

“Il Ristorante degli Chef”: in premio un corso ALMA

Prima puntata del nuovo talent di Rai 2 "Il Ristornate degli Chef": tra i concorrenti la parmigiana Ilaria Bertinelli. Il premio finale: un Corso Tecniche di Cucina presso ALMA.

Di CM -

21 Novembre 2018 -

Rai 2 ha lanciato il suo nuovo talent culinario "Il Ristorante degli Chef" e ieri sera è andata in onda la prima puntata. Tra i concorrenti in gara anche la parmigiana Ilaria Bertinelli, appassionata di cucina e autrice del libro "Uno Chef per Gaia" focalizzato su preparazioni gourmet per celiaci e diabetici.

Dopo le selezioni iniziali, saranno 10 gli aspiranti chef a sfidarsi sotto gli occhi attenti di tre giudici stellati d'eccezione: la giovanissima Isabella Potì e gli chef Andrea Berton e Philippe Léveillé.

L'obiettivo è quello di diventare professionisti. Per questa ragione, a essere valutate saranno, oltre alla qualità delle proposte gastronomiche, anche la capacità di costruire un menu equilibrato, di gestire una brigata in cucina e di occuparsi delle spese.

ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana sarà il prestigioso premio del vincitore, ovvero la possibilità di frequentare il Corso Tecniche di Cucina: un percorso  intensivo, della durata di nove settimane, che rappresenta la scelta ideale per chi vuole iniziare la propria carriera in cucina. Il programma del Corso è studiato per permettere di acquisire nozioni e capacità di base per entrare in una brigata professionale di cucina: i focus spaziano dai tagli dei vegetali alla conoscenza delle materie prime, dalla preparazione di paste fresche e fino alla lavorazioni di carni e pesci.

È lo chef Matteo Berti, Direttore Didattico di ALMA, a spiegare perché ALMA abbia deciso di sposare il progetto di Rai2: «Questo format ha destato il nostro interesse poiché le prove si svolgono all’interno di un ristorante, con i ragazzi impegnati a servire la clientela, di fatto un’affinità importante è rappresentata dal fine professionalizzante: la nostra Scuola nasce per formare professionisti in tutti gli ambiti dell’ospitalità, in grado di affrontare con successo il mondo del lavoro. Siamo poi contenti che alla guida del programma ci siano tre chef come Potì, Leveillè e Berton che collaborano con ALMA da diverso tempo come visiting professor, giurie e con i loro ristoranti come sedi di stage".

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Giovedì, 15 Novembre 2018 13:37

Parma Alimentare a Zurigo per Slow Food Market

La manifestazione svizzera, promossa da Slow Food, è fortemente caratterizzata in termini di eccellenza e la presenza parmense è importante perché la Svizzera rappresenta il sesto Paese di destinazione dell’export alimentare provinciale.

Parma 15 Novembre 2018 -

Dal 16 al 18 novembre, Parma Alimentare fa tappa a Zurigo in occasione di Messe Zürich: la mostra mercato promossa da Slow Food che, nel 2017, ha visto la partecipazione di 246 espositori in rappresentanza di 11 Paesi e ha richiamato nella città svizzera quasi 12.000 visitatori. Tra i presenti a Zurigo, le aziende del nostro territorio 50 Bio e Nuova Pasticceria Lady.

Come spiega Alessandra Foppiano, Executive Manager di Parma Alimentare, «Il Salone del Buon Gusto di Zurigo si configura come un enorme mercato, dove produttori e coltivatori presentano una ricca offerta di specialità regionali, selezionate per l’eccellente qualità e perché frutto di una produzione sostenibile e naturale. Si tratta di una manifestazione ancora di nicchia, sebbene in crescita di anno in anno: aspetto importante, nel 2017 il 93% dei visitatori - parliamo di un pubblico qualificato, composto da gourmand, proprietari di deli store, ristoratori e hotelier - ha effettuato acquisti, per una spesa media di poco superiore agli 80 franchi svizzeri. Per realtà del settore food di piccole dimensioni, Slow Food Market Zurich rappresenta quindi un’ottima vetrina sia in termini di business sia per fare cultura su produzioni d’eccellenza, evidenziando il legame con il territorio di Parma, che ha acquisito un nuovo appeal dopo la conquista del titolo di Città Creativa UNESCO della Gastronomia».

Per Parma Alimentare, la presenza a Zurigo è strategica anche perché la Svizzera è il sesto Paese di destinazione dell’export provinciale per il settore alimentare. Nel 2017, le esportazioni di alimenti made-in-Parma in Svizzera hanno raggiunto il valore di 56,2 milioni di euro, in crescita del 2,8% rispetto al 2016. Se si considera l’arco temporale 2006-2017, l’export alimentare verso il Paese d’Oltralpe è più che raddoppiato a valore; nel 2017 le esportazioni verso la Svizzera hanno rappresentato il 3,6% sul totale dei prodotti alimentari parmensi esportati. I settori con la maggiore incidenza sono quello dei prodotti da forno e farinacei (36% sul totale dell’export food verso la Svizzera), quello delle conserve animali (18%), le conserve vegetali (10%) e il lattiero caseario (5%).

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Una serata dedicata al made in Italy culinario: pesce, bollicine e olio italiano in un menù firmato dallo chef Mariano Chiarelli

Di Chiara Marando –

12 Novembre 2018 -

Una serata tra bollicine e bontà ittiche, un binomio di gusto che diventa protagonista dell’appuntamento “Crudi Effervescenti: Fish&Friends”, organizzato da Bubble's Italia Magazine alla Trattoria I Du Matt di Parma. Il 14 novembre, dalle 20.30, il pescato siciliano Blu Ocean incontrerà il Metodo Classico italiano per un evento dal sapore unico, dedicato interamente al pesce dei nostri mari e impreziosito da bollicine italiane delle cantine: Ferrari, Tenute Nanfro, Felsina, Cantina di Quistello, Pico Maccario, Produttori di Cormòns, Casina Bric.

Sarà lo chef Mariano Chiarelli, padrone di casa, a firmare la cena, ulteriormente arricchita da una particolare selezione di oli, curata da Antonietta Mazzeo, tecnico ed esperto degli oli di oliva vergini ed extravergini.

Il menù Fish&Friends:


Divagazioni delle Tenute Nanfro - Frappato – Caltagirone
Entrèe di Bottarga di tonno semi stagionata e Tonno confezionato a modo nostro
Battuta di Tonno

Felsina Rosè Brut Millesimato Magnum
Carpaccio di Pesce spada

Cantine di Cormòns – Cormorano Rosè Brut Metodo Italiano
Tartare di ricciola marinata agli agrumi

Cantina di Quistello – Metodo Classico 1.6
Confronto fra il gambero rosso di Porticello e il gambero del Canale di Sicilia

Pico Maccario Rosato Brut – Metodo Italiano
Spaghetto alle acciughe, pane croccante e dadolata di pesce spada

Casina Bric Metodo Classico Orrigo- Ginis Brut millesimato 2014
Acciughe fritte con maionese all’arancia
Filetto di lampuga con caponata di verdure

Ferrari Maximun Rosè TRENTODOC
Gelato al frutto della passione

 

Per info dettagliate e prenotazioni: TRATTORIA I DU MATT, Tel. 0521 251407 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.idumatt.it

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Venerdì, 09 Novembre 2018 13:57

Michelin svela i nomi dei ristoranti Bib Gourmand

In anteprima sul lancio della 64a edizione della Guida Michelin Italia, che si terrà a Parma il 16 novembre, Michelin svela i nomi dei ristoranti Bib Gourmand.

Di Chiara Marando –

09 Novembre 2018 -

La Guida Michelin, che verrà presentata a Parma il 16 novembre prossimo, lancia un’anteprima e svela i nomi dei ristoranti con i Bib Gourmand, la faccia sorridente dell’Omino Michelin che indica quelle realtà segnalate in quanto proposte di una piacevole esperienza gastronomica, con un menu completo a meno di 32 € (35 € nelle città capoluogo e nelle località turistiche importanti). 

Nell’edizione 2019 della “Rossa” sono 21 i nuovi Bib Gourmand, per un totale di 257 ristoranti.  E proprio in occasione della conferenza di presentazione, a uno tra questi verrà consegnato un premio speciale. 

Non solo simbolo grafico, ma vera e propria icona di qualità che quest’anno festeggia i suoi 120 anni con un riconoscimento speciale: lo scorso 1° ottobre, a Times Square, New York, è stato eletto “Icona del Millennio” da Advertising Week, leader globale USA nel campo degli eventi per i professionisti di marketing, brand, advertising e technology.

“Il rapporto qualità-prezzo è certamente un elemento importantissimo di selezione, ma lo è ancora di più la passione per la tavola che si respira nei ristoranti Bib Gourmand, in cui si gustano ricette spesso tradizionali, proposte fedelmente, completamente rivisitate o con leggere personalizzazioni. Sono ristoranti in cui anche la selezione di vini denota grande attenzione verso i produttori che maggiormente valorizzano la cucina dello chef, creando un momento di piacere davvero unico e a buon prezzo!”

Sergio Lovrinovich, Direttore della Guida MICHELIN Italia

Queste le regioni con più Bib Gourmand:

Emilia Romagna 33

Piemonte 29

Lombardia 28

Toscana 27

Veneto 24

Ed ecco la novità nel Parmense: la Trattoria Ceriati, a Salsomaggiore Terme, dove la giovane titolare propone gustosi piatti locali, quali il guancialino di vitello brasato, e piacevoli incursioni nella cucina piacentina o mantovana, con i pisarei e la sbrisolona.

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Sabato alle 18 al Fidenza Village si esibirà la compagnia Le invasioni Lunari, eccellenza del teatro di strada. Nello show saranno accese 900 mila luci led. Madrina sarà la top model e influencer Paola Turani

09 Novembre 2018 -

La straordinaria compagnia di artisti Le invasioni Lunari, guidata dalla performer e direttrice artistica italo croata Francesca Krnjak che crea i suoi spettacoli tra Modena, Cape Town e Berlino, si esibirà sabato 10 novembre al Fidenza Village in un grande show gratuito che celebra il quindicesimo anniversario del villaggio e che creerà una suggestiva atmosfera natalizia con l’accensione di 900 mila luci led.

Alle ore 18, la compagnia di trampolieri animerà la via principale in uno spettacolo evocativo che trasporterà gli ospiti in una dimensione da sogno con musica, danza e giochi di luce.Gli artisti porteranno con sé una sfera luminosa che, una volta consegnata a Paola Turani, madrina d’eccezione, accenderà il Natale creando un’atmosfera magica.

Il gruppo di danzatori-attori suggerisce infatti l’idea di uno spazio “altro”, di una gravità diversa da quella terrestre, il senso di un mondo lontano, popolato da esseri immaginari che si avventurano in luoghi inesplorati. Lo show è un invito alla fuga dal mondo reale e un tuffo nella magia del mistero grazie a seduzioni visuali, in cui affascinanti oggetti cosmici, tutti inventati, guizzano e fluttuano nel metafisico mare lunare.

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Martedì, 23 Ottobre 2018 19:38

Alma presenta il suo XV Anno Accademico

Cerimonia di Apertura del XV Anno Accademico di Alma, tra testimonianze, ringraziamenti, nuovi progetti e il ricordo del grande Maestro Gualtiero Marchesi. Ospite d’onore, lo chef tre tristellato Michel Troisgros.

Di Chiara Marando –

23 Ottobre 2018 -

Erano tante le emozioni che questa mattina hanno riempito l’aria di un Auditorium Paganini palpitante di speranze, fiducia, paura e voglia di mettersi in gioco. Sensazioni che si potevano leggere negli occhi delle decine di giovani pronti a intraprendere il percorso di studi all’interno di una delle Scuole di formazione gastronomica più famose a livello nazionale. Perché la giornata di apertura dell’Anno Accademico di Alma, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana è questo, un palpitare di curiosità, gioia, timori e coraggio. È l’inizio di una nuova e coinvolgente avventura, ma non solo per gli alunni, anche per i docenti.

E questo è stato il benvenuto ufficiale al 15esimo anno accademico. Un benvenuto, presentato da Francesca Romana Barberini, che ha visto riunito il corpo docenti, il comitato scientifico, il presidente Enzo Malanca, il direttore generale Andrea Sinigaglia e il responsabile didattico Matteo Berti. Ospite d’onore, lo chef tristellato Michel Troisgros.

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Il primo anno senza il grande Maestro Gualtiero Marchesi, i cui insegnamenti sono stati ricordati dalle poetiche parole del regista Pietro Arrigoni, in un omaggio recitato tratto da una lettera che proprio il grande chef, o meglio cuoco (come preferiva farsi chiamare lui), aveva voluto dedicare agli alunni della Scuola.

“La cucina a cui ho sempre aspirato è quella della forma e della materia – scriveva Gualtiero Marchesila cucina intesa come cultura, come linguaggio per esprimere il meglio di sé. Non basta la padronanza della tecnica, occorre una sensibilità per le cose belle e per la curiosità del mondo e vi auguro di conquistare quella per affermarvi attraverso le altre due”.

Il Presidente Enzo Malanca, dopo i ringraziamenti verso tutti coloro che ogni giorno si impegnano per rendere Alma un punto di riferimento nel campo della formazione, ha voluto aggiungere il suo personale pensiero nei confronti del Maestro: “E’ il primo anno senza il nostro Rettore, ma ci manca soprattutto l’uomo, il suo estro e la sua fantasia, i suoi stimoli e la sua amicizia. L’eredità di pensiero che ha lasciato a tutti noi è un bene prezioso che Alma custodisce e intende trasmettere ai futuri allievi”.

“Ciò che si cerca di fare oggi è un bilancio – ha sottolineato Andrea Sinigaglia, Direttore Generale Alma – quella che vedete dopo 15 anni è l’Alma degli oltre mille studenti e cinquemila visitatori all’anno, dei laboratori, dei professionisti, delle partnership internazionali, che ospita allievi da oltre 60 Paesi del mondo. Il primo elemento che colpisce di Alma è l’ospitalità che poi si declina nel saper fare all’interno dei diversi ambiti. Se ci guardiamo indietro vediamo più di cinquemila persone diplomate, un riconoscimento che vale a livello mondiale. Possiamo dire che 1 diplomato su 3 viene assunto dal locale dove va a fare lo stage”

Poi la parola è andata allo chef e docente Matteo Berti, che vive i ragazzi e le ragazze ogni giorno, ne respira i dubbi, i desideri e i pensieri quotidiani. “Dal primo momento in cui un allievo entra in Alma il suo obiettivo è quello di imparare, poi inizia a pensare a ciò che sarà il futuro e il primo obiettivo diventa lo stage. Il nostro obiettivo, invece, è realizzarli attraverso quello stage, far vivere loro un’esperienza formativa completa e importante. Perché in Alma il domani è molto veloce”.

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Infine, ecco il momento del grande Michel Troisgros, che in un lungo intervento ha voluto raccontare i tre mesi di stage che Gualtiero Marchesi visse nel ristorante della sua famiglia dove ha “imparato il lavoro esatto dietro la cottura”, ma anche soffermarsi sull’importanza del ruolo materno per la sua formazione e per il ristorante. Nel farlo ricorda aneddoti, immagini poetiche di ragazzo che cresce, profumi e colori. E poi l’attività, 4 generazioni accumunate dalla stessa passione per una realtà che dal 1968 detiene ininterrottamente le tre stelle Michelin. Un esempio di preparazione, visione creativa, equilibrio e senso critico.

Tre le novità annunciate: un nuovo sito web completamente aggiornato e ricco di contenuti, mobile friendly e finestra di dialogo sul mondo Alma; la collaborazione con l’Hub di Identità Golose Milano per dare vita a progetti innovativi, a incontri professionali e di formazione; infine, l’uscita del volume “Next Generation Chef, distillato di un percorso iniziato nel 2015, con 90 differenti prospettive e spunti per i professionisti della ristorazione.

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Cena firmata CHIC, Charming Italian Chef, al Ristorante Antichi Sapori di Parma gli chef Andrea Incerti Vezzani, Enrico Bergonzi e Davide Censi insieme per “L’Emilia…e il mare”.

Foto e articolo di Chiara Marando –

Venerdì 19 Ottobre 2018

“L’Emilia…e il mare”, un incontro di tradizioni, prodotti, tecniche e sapori capace di stimolare la creatività mentale e gustativa. Un incontro che ha visto collaborare tre chef diversi fra loro, ma accumunati dalla passione per la buona cucina, al fine di dare vita ad una cena originale, delicata ed equilibrata. Loro erano lo stellato Andrea Incerti Vezzani, del ristorante Cà Matilde (Quattro Castella), Enrico Bergonzi del Vèdel (Colorno) e Davide Censi, del ristorante Antichi Sapori (Parma), location dell’evento.

Una serata firmata CHIC, Charming Italian Chef, associazione nata nel 2009 che riunisce un centinaio di professionisti del mondo della ristorazione che propongono una cucina creativa, nel rispetto delle materie tipiche dell’Italia.

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Tre interpretazioni culinarie diverse, tre modi di intendere la cultura del territorio, tre espressioni armonicamente unite in piatti a base di profumi di mare e terra emiliana.

L’inizio ha la mano di Andrea Incerti Vezzani con il suo Kingfish, carote, cavolfiore, cardamomo e capperi in un gioco di dolce/acidulato che accarezza e poi si fissa nel palato con note volutamente stridenti e calcolate.

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Il primo piatto è l’Emilia che abbraccia il mare di Enrico Bergonzi: Barchette di sfoglia ripiene di scorfano, con bisque e panarea al limone e zenzero. Il giusto mix di corpo, struttura e delicatezza.

Ed ecco che gli ultimi due piatti sono del padrone di casa Davide Censi: Trancio di morone, funghi e basilico e poi il dolce, Cremoso di nocciole e gelato al fior di latte.

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Ogni portata ha avuto il giusto accompagnamento con vini in grado di esaltarne le caratteristiche sensoriali e mangerecce: Athesis Brut Az. Agricola Kettmeir per l’antipasto, Sauvignon Castello di Spessa per il primo, Pinot Nero 2015 Az. Kettmeir, infine Cartizze Docg. Az. Agricola Agostinetto.

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Serata degustazione organizzata da Bubble’s, rivista e movimento che si pone come obiettivo la promozione proprio delle bollicine italiane, e Podere Cadassa, realtà storica di Colorno della famiglia Bergonzi

Foto e articolo di Chiara Marando –

14 Ottobre 2018 -

Bollicine italiane e delizie di maiale nero di Parma, questo è stato il binomio della serata degustazione organizzata da Bubble’s Italia, rivista e movimento che si pone come obiettivo la promozione del Metodo Classico Italiano, e Podere Cadassa, realtà storica di Colorno della famiglia Bergonzi, la cui cantina di stagionatura rappresenta un unicum della zona parmense.

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Ed è stata proprio la cantina, scrigno di tesori dall’atmosfera sospesa e magicamente ovattata di profumi, il luogo che ha dato il benvenuto con un aperitivo a base di salumi e finger di maiale nero di Parma, direttamente prodotti dall’azienda. Una eccellenza spiegata dalle mani esperte del norcino Luciano che ha dato dimostrazione di una lavorazione artigiana e rigorosa. Il budello è completamente naturale, la legatura sapiente e attenta a formare la giusta trama che ne permette respirazione e riposo. Sono otto i giri di corda che tengono in piedi il culatello, poi buchi sulla superficie, sale marino e il giusto sonno in un luogo freddo e umido.  E pazienza, quell’attesa lunga che fa pregustare l’eccellenza. Perché se ne producono 4 al mese in azienda, il resto è maiale rosa tradizionale.

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Il vero fascino, poi, risiede proprio nelle parole e nei gesti del norcino Luciano, nella sua memoria storica che ripercorre gli anni come fossero un racconto. Genuinità pura e contagiosa, quella semplicità che diventa l’ingrediente fondamentale per un prodotto che rispecchia l’amore per le tradizioni contadine e per la propria terra. Solo partendo da qui si può arrivare ad ottenere la vera qualità, la ricercatezza da tramandare e conservare.  Non a caso, i bassi corridoi che si susseguono nella cantina del Podere Cadassa sono il forziere di questa ricercatezza, di un metodo, di una passione, di una storia.

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Abbinamenti diversi per piatti corposi e saporiti hanno accompagnato la cena nelle sale de “Al Vèdel”, il ristorante che la famiglia Bergonzi ha voluto creare per dare corpo ad una personale ed elegante idea di tradizione parmigiana. Ecco quindi il Risotto con pasta di salame fresca servito con Ribolla Gialla Metodo Classico Puiatti;

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Costine di nero sbruciacchiate, Filetto di maiale con salsa al latte e caviale, Coppa di Maiale nero cotta a bassa temperatura con verdure croccanti, il tutto esaltato da Rosè DOC Metodo Classico Magnum Arunda.

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Infine, la Teod-Lova (rivisitazione della torta Pav-lova) con fondo di mandorle, meringa e frutta fresca, accompagnata da Dolce Moscato Fior di Arancio.

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Primo appuntamento con le serate organizzate dal Bureau du Champagne. La Trattoria i Du Matt è stato il teatro di una degustazione sensoriale: quattro cuvée per altrettante interpretazioni gastronomiche.

Articolo e foto Di Chiara Marando –

04 Ottobre 2018 -

Storie, tradizioni, artigianalità e territori che si incontrano. La prima delle due serate organizzate dal Bureau du Champagne Lab è stata questo: il contatto tra culture lontane nella tipologia dei prodotti che le identificano come unicum nel campo dell’enogastronomia, ma vicine nella ricerca dell’eccellenza. La Trattoria i Du Matt ha ospitato l’appuntamento di degustazione che ha visto lo Champagne e le specialità della Food Valley arricchirsi vicendevolmente di gusto e sentori.

Il racconto è passato attraverso le parole di Chiara Giovoni, Ambasciatrice italiana dello Champagne 2012, che ha spiegato in modo dettagliato le caratteristiche dello Champagne, e della giornalista enogastronomica Jessica Bordoni, voce narrante delle tipicità nostrane.

Chiara Giovoni si è soffermata su aspetti tecnici ma anche emozionali e sensoriali dello Champagne, sulle peculiarità dei vitigni e del terroir, elementi fondamentali per l’ottima riuscita delle diverse annate. Perché è proprio la biodiversità dei paesaggi e dei terreni a definirne le caratteristiche organolettiche e gustative.

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E poi l’artigianalità della lavorazione, denominatore comune con i prodotti della Food Valley. Perché è dalla tutela e dalla valorizzazione delle materie prime, proprie di ogni Regione, che si possono ottenere e preservare quei prodotti che costituiscono un patrimonio dell’enogastronomia a livello mondiale.

Chiacchiere di confronto, spiegazione e analisi, meravigliosamente completate dalla degustazione di quattro cuvée per altrettante interpretazioni gastronomiche ad opera dello chef Mariano Chiarelli.

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L’inizio con un gustoso assaggio di salumi tipici, in tutta la loro invitante purezza: Prosciutto di Parma Dop, Culatello di Zibello Dop, Salame di Felino Igp e Coppa di Parma Igp, abbinati al Delamotte Brut che ha accompagnato anche la seconda portata, il delizioso gambero avvolto in un vestito di Prosciutto Crudo.

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Note intese nella tartare di scampo e Culatello di Zibello addolcita dal Joseph Perrier Blanc de Blancs Brut Royale, dai toni spiccatamente freschi. Poi la sfiziosa alice fritta completata da qualche goccia di aceto balsamico tradizionale, magistralmente esaltata dal un calice di fruttato Devaux Blanc de Noirs.

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Infine, una foglia di pera caramellata con fois gras e Prosciutto di Parma dove dolcezza e sapidità hanno trovato la giusta valorizzazione grazie al Fresnet-Juillet Rosé Grand Cru.

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