La richiesta di disponibilità arriva alle 16 di giovedì pomeriggio. Quattro ore dopo il rianimatore della 1ª Anestesia e Rianimazione del Maggiore Marco Di Lecce e l'infermiere esperto della Centrale Operativa 118 Emilia Ovest Mattia Pittigliani hanno già lo zaino in spalla. Ma quella partenza è stata possibile solo grazie a una complessa macchina organizzativa che, nel giro di poche ore, ha ripensato turni e sostituzioni per garantire la continuità dell'assistenza nei servizi di emergenza-urgenza della provincia, nonostante il periodo estivo e le ferie già programmate.
“Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento a Marco Di Lecce e Mattia Pittigliani per la disponibilità e la professionalità con cui hanno risposto alla richiesta di partecipare a una missione di soccorso così impegnativa – sottolinea il direttore generale delle Aziende sanitarie di Parma, Anselmo Campagna –. Ma il mio ringraziamento va con la stessa convinzione anche ai colleghi che sono rimasti in servizio. La loro partenza è stata possibile grazie a chi ha accettato di riorganizzare i turni e affrontare un carico di lavoro aggiuntivo per garantire la continuità dell'assistenza. È uno sforzo che racconta il senso di responsabilità, la preparazione e lo spirito di squadra dei professionisti del nostro sistema sanitario, sia di chi parte sia di chi resta”.
Destinazione Venezuela, dove i due professionisti sono stati attivati nell'ambito della missione di soccorso coordinata dalla Protezione civile e, per l'Emilia-Romagna, dal Centro di coordinamento regionale dell'emergenza 118 diretto da Antonio Pastori. Da Bologna hanno raggiunto Pratica di Mare, da dove un velivolo dell'Aeronautica Militare li ha portati verso Caracas, atterrando in uno degli aeroporti in grado di accogliere l'aereo.
Nello zaino c'è lo stretto indispensabile. Ogni grammo in più significa togliere spazio ai farmaci, ai dispositivi e alle attrezzature necessarie alla missione. Il velivolo è carico in ogni centimetro disponibile, con materiale sanitario, attrezzature logistiche e tutto ciò che serve per operare in autonomia sul campo. L'intera missione è stata preparata in poche ore, pesando ogni dotazione per rispettare i limiti di carico.
I due professionisti non conoscono ancora nei dettagli lo scenario che troveranno al loro arrivo. Sanno di poter contare sulla loro esperienza e formazione specifica per intervenire nelle grandi emergenze.
Mattia Pittigliani, per tutti "Pitti", è infermiere esperto della Centrale Operativa 118 Emilia Ovest. Alle spalle esperienza da alpino paracadutista, con missioni militari in aree di crisi. Lasciata la divisa ha scelto di indossare quella dell'emergenza sanitaria, che lo ha portato, tre anni fa, nella squadra del 118 di Parma. Infermiere di elisoccorso e di ambulanza, è formatore regionale nell'ambito delle maxi emergenze e ha seguito il percorso di preparazione per le squadre USAR (Urban Search and Rescue), destinate a intervenire nei grandi scenari di calamità. È anche istruttore e pilota di droni e ha contribuito a sviluppare, all'interno della Centrale 118, le competenze per il loro impiego nella ricerca di persone disperse e nel supporto alle operazioni di soccorso. "Pitti è una bella punta di una squadra da mondiale", raccontano i colleghi, che in questi giorni garantiranno anche la copertura dei suoi turni.
Marco Di Lecce è medico della 1a Anestesia e Rianimazione dell'Ospedale Maggiore di Parma. Si è formato all'Università di Parma ed è entrato nel reparto diretto da Sandra Rossi durante il periodo della pandemia da Covid. Ha poi completato parte della propria formazione con una clinical fellowship all'Università di Toronto. Anche lui ha seguito il percorso formativo USAR e ha già maturato esperienza in missioni umanitarie, partecipando come anestesista alle attività dell'associazione parmigiana "Operare per...", impegnata da oltre trent'anni in Bangladesh nella cura dei bambini con malformazioni congenite.
Per i due professionisti partiti ce ne sono altri quattro pronti a essere impiegati in caso di necessità. Alle loro spalle c'è una squadra di colleghi che, anche in un periodo complesso come quello estivo, ha riorganizzato turni e disponibilità per garantire senza interruzioni l'assistenza ai cittadini nei servizi di emergenza-urgenza della provincia.











































































