Mercoledì, 03 Giugno 2026 04:57

Carcere: un mondo a sé senza cielo In evidenza

Scritto da

Di Raffaele Crispo Parma, 3 giugno 2026 - Il carcere è senza cielo e il colore azzurro di cui sono dipinte le pareti di molti corridoi fan venire la nostalgia per il mondo che c’è fuori.

Il carcere è e deve fare parte integrante della città, perché le persone recluse non solo meritano di essere trattate con umanità e dignità, ma bisogna tenere presente che dopo avere espiato la propria pena, ogni detenuto ritorna in società e spesso e volentieri resta nella città del carcere che lo ha ospitato perché ormai non ha più contatti con la famiglia d’origine o perché “si vergogna” di ritornare al paese natio.

Spesso in carcere il detenuto non si sente in alcun modo considerato, talvolta è poco più di un numero, un corpo che riempie un altro letto a castello tra le grigie pareti di cemento.

Alcuni detenuti hanno quasi paura della libertà perché dopo tanti anni di reclusione non ricordano più il suo sapore e il suo odore e non ricordano più nemmeno il cielo senza grate.

Anche per questo “oblio” il ruolo del volontario è fondamentale ed ancora più importante è l’attenzione e l’ascolto che deve avere per tutto ciò che dice e non dice la persona che gli è di fronte.

Il detenuto ha voglia di sentire ma ha più bisogno di essere ascoltato, perché ha necessità di fare presente tutte le sue ansie e i suoi timori come quello di ricadere nella tentazione dello sbaglio e di ritornare a delinquere.

Pertanto, è un bravo volontario colui che entra in carcere per prestare braccia ma soprattutto per offrire orecchie e far si che il detenuto non “appassisca” e che continui ad avere speranze e prospettive.

Qualcuno considera il carcere un concentrato di disperazione e frustrazioni, un vero e proprio cimitero di “morti viventi” ma sono in pochissimi coloro che offrono il proprio tempo per fare visita ed ascoltare le persone recluse.

Il distacco che c’è tra la nostra città ed il carcere di via Burla è palpabile quotidianamente e questi miei articoli vogliono stimolare le coscienze dei parmigiani affinché tale distacco venga colmato.

La prossima volta continueremo questo nostro lungo viaggio nei meandri del carcere cercando di riassumere tutte le considerazioni e le riflessioni che sono sorte nei precedenti articoli.

(Foto :Teatro in carcere 2022 – Francesca Bocchia)

È GRATIS! Clicca qui sotto e compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna quotidiana.



"Gazzetta dell'Emilia & Dintorni non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio e a conservare la nostra indipendenza, con una piccola donazione. GRAZIE"