Di Erika Ferrari Bologna, 30 novembre 2025 - Nell’ultimo weekend di novembre il PalaDozza di Bologna ha ospitato i Campionati Mondiali UNA – United Nations of Aerials, un appuntamento ormai tradizionale e sempre più atteso dagli appassionati di danza aerea. Un evento spettacolare che riunisce atleti di altissimo livello provenienti da tutto il mondo, impegnati nelle diverse discipline dell’aerial dance: cerchio aereo, pole dance, tessuti, attrezzi misti e categorie Paralimpiche.
Tre minuti per coreografia, tre minuti per raccontare una storia.
Danza, acrobatica, arte, tecnica e creatività si fondono in un’unica esibizione che diventa linguaggio espressivo e strumento narrativo.
Da diverse edizioni il PalaDozza accoglie questo campionato, dedicato a uno sport considerato ancora “minore”, ma che coinvolge un numero crescente di praticanti: sale e palestre affollate da corsi amatoriali fino a programmazioni dedicate agli agonisti.
L’evento UNA riguarda il circuito artistico della danza aerea, ma in generale questo mondo si articola in tre tipologie di competizione:
- Sport – regolamento con punteggi dettagliati e valore tecnico attribuito a ogni figura, simile alla ginnastica artistica.
- Technique – massima attenzione alla precisione tecnica, alla pulizia delle figure e delle transizioni.
- Artistico – pieno spazio alla creatività: l’attrezzo diventa uno strumento narrativo, non necessariamente protagonista.
Questi circuiti convivono sia all’interno della stessa organizzazione (come Pole&Aerial), sia attraverso altri enti e federazioni. Sul fronte federale grazie all’impegno della federazione italiana danza sportiva e sport musicali e alla lungimiranza della presidente Laura Lunetta presto queste discipline avranno un riconoscimento ufficiale e il mondo dell’aerea sarà eternamente grato a queste persone visionarie che da oltre 3 lustri si sono appassionate di queste discipline.
Il Mondiale UNA dedicato all’artistico porta in scena costumi, scenografie, oggetti di scena, video fondali, trucco, parrucco, comparse. In quattro giorni sono stati presentati quasi mille personaggi, mille temi diversi: una vera maratona creativa che ha visto esibirsi in media 250 atleti al giorno. Numeri che raccontano l’impatto e il valore culturale di questa disciplina.
Punto di riferimento del movimento italiano e internazionale rimangono Erika Esposito, Cristiana Bembo e Danilo Mattellini: organizzatori, formatori, produttori di attrezzature e creatori di palchi di gara sicuri e professionali. Tre figure che da anni alimentano lo sviluppo e la credibilità del settore.
Una competizione non è solo una gara: è un sistema complesso che coinvolge una moltitudine di professionisti. Rigger, costruttori, tecnici audio-luci, ingegneri del suono, medici e paramedici, truccatori, parrucchieri, scenografi, coreografi, preparatori atletici, insegnanti, psicologi sportivi, sarte… la lista è infinita.
Dietro i tre minuti di performance di un atleta—anche di un bambino di 8 anni—c’è un team che lavora senza sosta per costruire un personaggio, un concept, un mondo.
E non è solo cultura sportiva: è cultura generale. Gli ufficiali di gara spesso si trovano a confrontarsi con riferimenti storici, tradizioni locali e tematiche di ogni tipo, alimentando un dialogo continuo tra arte e conoscenza.
Alla fine di ogni giornata, tra sorrisi ed emozioni, vengono premiate le categorie in gara: dai più piccoli agli over 70, agli atleti Paralimpici. Atleti suddivisi in tre fasce di abilità: Rookies, Rising Stars, Stars.
Il pubblico lascia il palazzetto e, quando le luci si spengono, il service—primo ad arrivare e ultimo ad andare via—smonta il palco che anche quest’anno ha riunito il mondo in “UNA” grande famiglia danzante…che ha osato sognare di vivere facendo quel che piace












































































