CNA E FOTOGRAFIA EUROPEA 2014: GIOVANNI GASTEL SI RACCONTA IN UN’INTERVISTA ESCLUSIVA A MICHELE SMARGIASSI

Domenica 11 maggio alle 10 l’Aula Magna dell’Università ospita la lectio magistralis del celebre fotografo di moda

 

Reggio Emilia, 8 maggio 2014. “La Fotografia: arte applicata” è il titolo dell’iniziativa che CNA Reggio Emilia e CNA Emilia Romagna in collaborazione con AFIP, l’Associazione Fotografi Italiani Professionisti, promuovono nell'ambito di Fotografia Europea 2014. Domenica 11 maggio dalle 10 alle 13, presso l’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio in viale Allegri 9, il celebre fotografo di moda e Presidente onorario dell’AFIP Giovanni Gastel dialoga con il giornalista Michele Smargiassi, giornalista di Repubblica e blogger di Fotocrazia.

 

Una lectio magistralis in cui il fotografo milanese ripercorre le tappe della sua sfolgorante carriera, dagli anni della gavetta all’esperienza delle riviste Vogue Italia e Mondo Uomo e Donna con Flavio Lucchini e Gisella Borioli. Da questo momento, la sua attività professionale s’intensifica e inizia a collaborare con le più prestigiose testate di moda sia in Italia che all’estero, soprattutto a Parigi. La consacrazione artistica avviene nel 1997, quando la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale, curata dallo storico d’arte contemporanea, Germano Celant. 

 

Un percorso emozionante che potrà essere fonte di ispirazione per i giovani che vogliono avvicinarsi al mondo della fotografia e ai quali Giovanni Gastel darà dei consigli nella parte finale della sua intervista.

 

Secondo Giuliano Ferrari, Presidente provinciale di CNA Comunicazione e Terziario Avanzato: “È un evento straordinario che permette di conoscere più da vicino un personaggio di indiscutibile pregio apprezzato non solo dagli “addetti ai lavori”. Il suo modo di pensare fuori dagli schemi e il suo impegno attivo nel promuovere l’inserimento nel mondo professionale di giovani fotografi, sia cresciuti nel suo studio, che incontrati durante numerosi workshop, lo rendono un esempio importante da seguire per i professionisti del domani”.

 

Per ulteriori informazioni e prenotazioni rivolgersi a Teresa Salvino, tel. 0522-356395, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

 

 

 

 

 

L’opera è di bronzo e pesa circa 25 kg. Dopo le celebrazioni per il ventennale della scomparsa del campione brasiliano, sarà esposto in maniera permanente nel nuovo museo situato all’interno dell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” . 

Modena, 4 maggio 2014 ---- Di Manuela Fiorini - 

C’è anche un busto di bronzo dello scultore modenese Alessandro Rasponi al nuovo museo “Checco Costa” di Imola, insieme ad altri cimeli di Ayrton Senna, l’indimenticabile pilota di Formula 1 di cui, quest’anno, ricorre il ventennale della morte, avvenuta durante il Gran Premio di San Marino, il 1° maggio 1994. Proprio per ricordare il campione brasiliano e il collega austriaco Roland Ratzenberger, anch’egli perito durante le prove di qualificazione, il 30 aprile di quel tragico 1994, fino al 4 maggio, l’Autodromo “Enzo e Dino Ferrari” ospita l’”Ayrton Senna tribute 1994-2014”,  promosso da Formula Passion.it con il sostegno della Fondazione Senna, e apre le sue porte per accogliere appassionati e curiosi con un ricco calendario di eventi e una mostra in cui si possono ammirare i veicoli che Ayrton Senna ha guidato nel corso della sua carriera, dai kart alle monoposto, oltre ad altri memorabilia, tra cui sei tute originali, guanti, indumenti e 12 caschi. 

In questo ambito si inserisce anche il busto di bronzo che raffigura Ayrton Senna, dal peso di circa 25 kg, opera di Alessandro Rasponi, 35 anni, scultore e pittore modenese. 

Per realizzare il busto – racconta Rasponi – mi sono ispirato a una fotografia che ritrae Ayrton Senna sul podio, dopo aver vinto il Gran Premio del Brasile, nel 1993 con la McLaren. L’opera sarà esposta al museo in maniera permanente e questo non può che riempirmi di orgoglio”.

Una passione che viene da lontano, quella di Alessandro, che ha coniugato il suo amore per l’arte con quella per la Formula 1, trasmessagli dal padre. Durante il servizio civile, Alessandro entra in contatto con Don Sergio Mantovani, cappellano dei Piloti di Formula 1 e conosce diverse personalità del mondo dei motori, che gli danno l’impulso per realizzare una serie di dipinti e busti che raffigurano i grandi campioni. 

Il busto di Imola ha una storia curiosa, che a tratti si tinge di giallo. 

L’opera originale è del 2003 e, attualmente, si trova nella sala riunioni dell’Autodromo di Modena. Nel 2004, in occasione del decennale della morte di Ayrton Senna, è stata presentata la prima copia in bronzo, poi collocata al Parco Enzo Ferrari di Modena, dove Rasponi aveva realizzato altri busti di celebri piloti. Nel febbraio del 2012, vengono rubati cinque busti raffiguranti Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, Gilles Villeneuve, Eugenio Castellotti e Vittorio Stanguellini. Si salvano i ritratti bronzei di Giulio Cabianca, Luigi Musso, Alberto Ascari, Luigi Villoresi e Walter Villa. Si pensa a un furto su commissione, non quindi legato al materiale, il bronzo, quanto ai piloti ritratti, i più celebri, i cui busti sono stati letteralmente staccati dai basamenti di pietra serena. Gli stessi basamenti che, a tutt’oggi, rimangono ancora orfani dei loro campioni, poiché le statue non sono state ancora ripristinate. Il busto di Imola è, quindi, la seconda fusione dall’originale.

Alessandro Rasponi ricorda con emozione la giornata inaugurale del tributo a Senna e, in particolare, l’incontro con Paula Lalli, nipote di Ayrton, venuta in Italia per rappresentare la famiglia e la fondazione che porta il nome del pilota.

“La presenza di Ayrton si sentiva nell’aria – ricorda Alessandro – Sono passati 20 anni, ma l’amore per questo campione è ancora vivo. Più di 20.000 persone erano lì a ricordarlo. C’erano tanti campioni di ieri di oggi, come Fernando Alonso e Kimi Raikkonen, Riccardo Patrese e Andrea De Cesaris e personalità del mondo della F1, come Giancarlo Minardi e Mauro Forghieri. Il momento più emozionante, tuttavia, è stato incontrare i genitori di Roland Ratzenberger, a cui ho promesso in dono un ritratto del figlio”. 

 

Incontri, mostre, musica e l’inaugurazione del Palazzo dei Musei: tutti gli appuntamenti della seconda giornata inaugurale di Fotografia Europea

Reggio Emilia 3 Maggio 2014 -- --

Sabato 3 maggio il festival offre la possibilità di partecipare a visite guidate di alcune delle mostre più significative. Non solo conferenze con ospiti illustri, ma una giornata ricca di incontri e spettacoli, tra il concerto dei “Marta sui Tubi” e l’inaugurazione del Palazzo dei Musei. 

 

Fotografia Europea entra nel vivo, e per sabato 3 maggio propone un cartellone di eventi che punta ad accontentare tutti, spaziando dalle conferenze ai workshop, dalle visite guidate alle mostre e agli spettacoli. Dopo la pausa pranzo, gli appuntamenti riprenderanno alle 14 con la visita guidata alla mostra “Senza meta. Il libro come pensiero fotografico”, presso i Chiostri di San Pietro e alla presenza del curatore Elio Grazioli. Alle 15, sempre ai Chiostri di San Pietro, sarà possibile partecipare alla visita guidata dedicata alla mostra “Luigi Ghirri. Pensare per immagini. Icone Paesaggi Architetture” alla presenza delle curatrici Francesca Fabiani e Laura Gasparini.

Figura di spicco della scena artistica contemporanea, Sarah Moon ha inventato una scrittura visiva unica che segue sempre un filo narrativo e trasforma la fotografia in storie, dove il confine tra realtà e finzione scivola dal quotidiano al fantastico: la fotografa sarà protagonista anche della conferenza “Alchimie. Il mondo parallelo di Sarah Moon” alle 16 al teatro Cavallerizza durante la quale dialogherà con la curatrice Laura Serani e con la giornalista e photo editor Giovanna Calvenzi. 

Da segnalare, sempre nel pomeriggio di oggi, la conferenza “Una divina violenza” alle 18 al teatro Cavallerizza: il curatore Walter Guadagnini dialogherà con l’artista Oliver Chanarin assieme a Adam Broomber intorno al loro ultimo progetto realizzato in prima mondiale per Fotografia Europea, “Divine Violence”. 

Ma se il pomeriggio sarà intenso, non sarà da meno la serata: alle 21 il teatro Valli ospiterà la Magnum Night, anteprima italiana della mostra video Community (17’), con i fotografi Abbas, Jonas Bendiksen, David Alan Harvey, Patrick Zachmann, Olivia Arthur, Alex Majoli, Moises Saman, Peter Marlow e con François Hebel - Les Rencontres d’Arles. Alle 22.30 spazio alla proiezione dei lavori prodotti durante le Magnum Masterclass, in collaborazione con aBcM e Magnum Photos nell’ambito del progetto Host. 

Musica - in collaborazione con Mundus Festival - al Palazzetto dello Sport “Bigi” in via Guasco con il quintetto rock alternativo “Marta sui Tubi”. Ancora spettacoli alle 23 con la performance di danza di “Agora Coaching Project” con coreografie di Stefan Ferry (Israele). Altri due importanti appuntamenti chiuderanno la giornata: alle ore 24 l’inaugurazione del nuovo Palazzo dei Musei (via Spallanzani 1) con visite, musiche e animazioni che proseguiranno fino all’alba; sempre alle 24, all’Officina delle Arti, l’aftershow “#Offselfie” con atelier aperti, mostre, performance di danza e di teatro e dj-set. 

Ivan Rocchi

 

 

A partire dall’anno scorso è stato avviato il progetto “Sconvolgimenti – arte sull’arte” dal Comune di Sorbolo, grazie alla collaborazione dell’artista Andrea Valenti, vincitore del concorso di live painting “Muri Liberi” edizione 2012, promosso dal Comune di Sorbolo. 

 

Parma, 2 maggio 2014 -

L’iniziativa, avviata in collaborazione con il Centro Giovani di Sorbolo, gestito dalla cooperativa Terra dei Colori, si configura come una sperimentazione artistica di carattere educativo, che mira ad avvicinare i giovani al mondo dell’arte, stimolandoli ad individuare un proprio linguaggio espressivo, in relazione a quello prettamente artistico.

L’artista ha messo a disposizione sette acrilici della serie ‘Bengala’, esposti a ottobre scorso nella sala consigliare del Comune, su cui i ragazzi frequentanti il Centro Giovani di Sorbolo, hanno avuto la libertà di intervenire direttamente: sono dunque stati aggiunti segni astratti ed elementi  come occhi, bocche e persino fumetti. I ragazzi si sono lasciati trasportare gradualmente dal racconto e dalle loro immagini interiori:  “A me il quadro sembra un mostro – afferma Omar, uno dei ragazzi coinvolti - la rappresentazione della malvagità presente nella guerra” e aggiunge all’opera simboli “universali” del male come una svastica. Interpretazione simile a quella di Mariachiara che sovrappone, ad un'altra opera, alcune sbarre con i colori della bandiera della pace perché “solo garantendo la pace si tiene il mostro in gabbia”. Ad alcuni ragazzi i quadri appaiono invece freddi e incompleti e quindi li arricchiscono con colori e segni caldi, “qualcosa che dia allegria, calore” come dicono Federica e Sara, altre due ragazze coinvolte nel progetto.

I ragazzi hanno dunque lasciato una traccia della propria creatività e del proprio sentire, scoprendo un nuovo rapporto con l’arte, che scardina alcuni luoghi comuni in merito al modo in cui artista e fruitore si rapportano all’opera d’arte.

La sperimentazione condotta, con il duplice obiettivo di 'coinvolgere' e 'sconvolgere', ha infatti permesso ai ragazzi di interagire con le opere di un'artista modificandole ed arricchendole di significati altri, e all’artista di cogliere nuovi codici espressivi, fatti di segni, immagini e idee, generati dall’incontro dei giovani con le sue opere.

Si tratta dunque di un dialogo fecondo tra due generazioni, tra artista e fruitore, che resta indelebilmente scritto sull’opera.

 

Le opere sono visibili nella sala Ulisse Adorni del Centro Civico fino a sabato 10 maggio nei seguenti orari:
il mattino solo su appuntamento (tel. Ufficio Scuola 0521669647),
il pomeriggio dalle 16 alle 19 durante l'apertura del Centro. 


Il progetto è stato realizzato dall'Ufficio Scuola e dall'équipe educativa del Comune di Sorbolo - Assessorato ai Servizi Educativi e Scolastici, in collaborazione con l'artista Andrea Valenti.

 

 

 

(Fonte: ufficio stampa Comune di Sorbolo - Unione Bassa Est Parmense)

 

 

Le opere del pittore saranno esposte nella Sala del Consiglio del Municipio da domenica 20 aprile. L'iniziativa fa parte degli eventi della Fiera di Primavera 2014 che entra nel vivo questo fine settimana con le tante iniziative in programma  -

 

Reggio Emilia, 19 aprile 2014 -

 

Una mostra per festeggiare la creatività povigliese: si svolgerà domenica 20 aprile, alle 11.45 presso la Sala del Consiglio del Municipio di Poviglio, il vernissage dell'esposizione "Linee d’orizzonte (opere della serie “Città del mondo”)" del pittore Mario Paterlini. L’iniziativa fa parte degli eventi della Fiera di Primavera 2014, organizzata dal Comune di Poviglio - Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive - in collaborazione con Poviglio Fiera, le associazioni, la Parrocchia, i commercianti e gli artigiani di Poviglio.

 

Un omaggio all’estro dell’artista, nato a Sant’Ilario ma povigliese da sempre e alla sua produzione raffinata e discreta, che nasce nel 1999. La pittura di Paterlini, sviluppata da autodidatta, si ispira soprattutto agli astrattisti Russi, da cui riprende la scelta cromatica, luminosa e calda, la purezza del tratto, la vitalità e l'energia delle linee. A questa fonte di ispirazione aggiunge un bioformismo sanguigno e vivace, in cui la purezza e la semplicità delle linee contrastano con il cerebralismo delle forme naturalistiche, troppo ovvie. 

Della sua arte afferma il critico Carla Mori: “Come tanti è partito dal figurativo, corpi umani separati dallo spazio con poche linee di contorno, per approdare all'astrattismo e poi ad un vitale bioformismo pieno di energia. Come? Non ha importanza. Sono forme scaturite dal profondo come una sorgente dalla roccia: è un fenomeno misterioso,ma naturale per l'artista. Perché? Dice che dipingere è felicità, armonia, guardarsi dentro, ritrovarsi, l'approdo ad un equilibrio tra lui e il mondo. E quando i suoi paesaggi dell'anima sono compiuti, poco importa la percezione e la valutazione degli altri. Perché? Perché esistono, hanno preso forma, e lo scopo è raggiunto”.       

 

La mostra è a ingresso gratuito e sarà visitabile fino al 1 maggio.

Orari

Tutte le mattine dalle 9 alle 13; Giovedì pomeriggio dalle 15 alle 17.30; Venerdì 25 aprile / Giovedì 1 maggio su appuntamento

 

Per info:

Biblioteca Comunale / O522.960426 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mario Paterlini / 340.2708767 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

(Fonte: ufficio stampa Comune di Poviglio)

 

 


Una settimana interamente dedicata allo stile, questo è il Milano Design Week, l'evento internazionale legato al mondo del design che animerà la città di Milano fino al 14 Aprile.

In questa occasione lo store di Bormioli Rocco in corso Garibaldi 3, ha aperto le sue porte al pubblico per mostrare l'eccellenza del suo design. Un vero e proprio percorso allestito per regalare una panoramica affascinante sulla storia dell'azienda, ed in particolare sugli ultimi quattro anni di attività, in un susseguirsi di straordinarie collezioni e prestigiose collaborazioni con affermati designer: da Cometa di Antonio Cos, Hya di Gumdesign, Perseo di Maurizio Maiorana, Giove e Cassiopea di Gabriele Cossu, infine Arches e Naos di Alberto Sanchez.

Ultima nata in casa Bormioli Rocco è la grande novità 2014, la raffinata collezione di calici in Alto firmata Aldo Cibic, uno dei designer italiani più conosciuti a livello mondiale, che ne ha seguito meticolosamente ogni fase di sviluppo. Una linea realizzata per ristoranti ed hotel di prestigio che per la sua eleganza ed innovazione dei materiali è stata scelta dal più giovane chef stellato Michelin d'Italia Lorenzo Cogo.

Il design firmato Bormioli Rocco arricchisce anche altri punti di grande interesse:
- Stand Ernesto Meda (pad.11, stand A15/B16)
- Showroom Misura (via Larga, 13)
- Stand Siloma (pad. 8, stand C21/D20)
- Stand Schiffini (pad.11, stand C21/D20)
- Superstudio Più (via Tortona, 27 – area Lounge)

Venerdì 11 Aprile dalle 17:00 alle 20:00, Bormioli Rocco vi aspetta per un aperitivo all'insegna del gusto e del benessere in collaborazione con Zenzero Juice Bar. Per gli ospiti è stato preparato in omaggio uno dei prodotti icona dell'azienda.

L'azienda Bormioli Rocco, che vanta alle sue spalle quasi duecento anni di tradizione nel settore vetrario, ha saputo conquistarsi un ruolo da leader a livello internazionale grazie alla qualità dei suoi prodotti. La costante innovazione tecnologica, l'impiego di materie prime selezionate e la passione per il design Made in Italy fanno della Bormioli Rocco il punto di riferimento per i consumatori di oltre cento paesi del mondo alla ricerca di oggetti in vetro per la casa e la cucina di alta gamma.

Chiara Marando
Ufficio Stampa Digitale Bormioli Rocco
Zenzero Comunicazione
Via F.S Nitti 14, 43126 Parma
Tel. 0521 969489
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Rimarrà aperta fino al 30 marzo "Woman is life and colors", la doppia personale delle pittrici Elisabetta Manghi e Francesca Basinghi.

Correggio, 19 marzo 2014 -

È aperta da ieri, martedì 18 marzo, a Correggio, "Woman is life and colors", la doppia personale delle pittrici Elisabetta Manghi e Francesca Basinghi. L'esposizione è ospitata nella sala espositiva di Palazzo Contarelli nell'ambito del calendario di mostre ed eventi organizzato da "Angolo Arte - Circolo degli Artisti di Correggio" e patrocinato dal Comune di Correggio.
La mostra rimarrà aperta fino a domenica 30 marzo e avrà un'inaugurazione ufficiale sabato 22 marzo, alle ore 17,30, con la partecipazione della scrittrice Marzia Schenetti.
Gli orari: dal martedì alla domenica, 10-12,30 e 16-19,30. Chiuso il lunedì.
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.– 333.2073387/333.4472671.

(Fonte: Ufficio stampa Comune di Correggio)

 

Tante le superfici urbane individuate per la street art ancora disponibili rivolgendosi all'Ufficio Politiche Giovanili -

Piacenza, 21 gennaio 2014 -

Si chiama "Evoluzione della vita" e misura tre metri in larghezza per due in altezza, il graffito realizzato nei giorni scorsi dal giovane artista Matteo Fralli sulla parete del sottopasso di via XXI Aprile, una delle superfici destinate alla libera espressione della creatività nell'ambito del progetto "Mi piace graffiare", approvato dall'Amministrazione comunale nel marzo 2010.
In accordo con l'Ufficio Politiche Giovanili – cui tutti i ragazzi interessati a simili iniziative possono rivolgersi, contattando lo 0523/492579 – Matteo ha disegnato la sua opera utilizzando bombolette spray, stencil e pennello. Diplomato al liceo artistico Cassinari e quindi specializzatosi in pittura all'Accademia di Belle Arti di Bologna, si è trasferito a Valencia dove ha frequentato il Master di "Produccion Artistica" della locale Universidad Politecnica. "Qui – spiega – il mio interesse ha iniziato a incentrarsi più sulla Land Art e sulla Street Art. Anche nel caso del graffito appena concluso a Piacenza, come in altri miei progetti, l'obiettivo è quello di richiamare e sensibilizzare un pubblico che non sia quello selezionato delle gallerie, ovvero un pubblico che non sia immerso in un'esperienza artistica pilotata bensì, colto lungo la strada, concentrato sui propri pensieri e problemi quotidiani. Di qui l'idea di creare in spazi aperti a tutti, intervenendo in particolare su tematiche sociali".
Le superfici urbane individuate per la street art ancora disponibili, oltre al sottopasso che da via XXI Aprile porta al Genio Pontieri (esclusivamente dal lato della pista ciclabile) sono il muro di cinta dello stadio di rugby "Beltrametti", il muro antistante gli uffici dell'Anagrafe nella sede comunale di viale Beverora, il sottopasso di via dei Pisoni e alcuni spazi all'interno del giardino di padre Gherardo.
I giovani writers che fossero interessati ad ottenere lo spazio da "graffiare" potranno farlo rivolgendosi all'Ufficio Politiche Giovanili al numero sopraccitato o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per essere autorizzati.

(fonte: ufficio stampa Comune di PIacenza)

 

Lunedì, 06 Gennaio 2014 09:04

Parma, finissage di Giovanni Garruba

 

Prolungata sino a sabato 11 gennaio l’esposizione dei quadri dell’autore. La mostra si concluderà con un evento di  Finissage Creativo 

Parma 06 Gennaio 2014 - -

La mostra del pittore Giovanni Garrubba in corso al Caffè Farini in via Farini 64 viene prolungata fino a sabato 11 gennaio e sarà conclusa con un evento originale e insolito.

A partire dalle ore 18.00 infatti l’artista regalerà alcuni ritratti che disegnerà dal vivo scegliendo i soggetti tra le persone presenti che lo gradiranno.

“Non essendo possibile iniziare e concludere un’opera ad olio in poche ore – spiega l’artista - ho scelto di disegnare con carboncino e matita. Questo mi darà la possibilità di ritrarre più persone. È un’iniziativa originale chiudere con un finissage creativo e spero piacerà come le mie opere su tela.”

“Per essere la mia prima mostra a Parma – aggiunge Garrubba - non mi aspettavo questo interesse e poter omaggiare alcuni presenti con un ritratto mi sembra il modo migliore per ringraziare degli apprezzamenti finora ricevuti.”

I diciotto dipinti esposti, tutti olio su tela, sono soprattutto paesaggi e scorci del suo paese di origine Melissa, ma non mancano i ritratti e alcune opere dedicate a Parma, a cui l’autore dedicherà la sua prossima mostra.

Un pittore emergente Garrubba che ha iniziato a ottenere un riscontro significativo e si sta facendo conoscere anche come ritrattista: “Spesso mi chiedono di dipingere figli, parenti o coppie di sposi, a cui gli amici vogliono fare un regalo diverso dal solito e anche perché un quadro in casa non è solo un ricordo, ma un elemento di arredo.”

 Presso lo Studio Bibliografico “La Darsena” di Modena, inaugurazione domani sabato 7 dicembre alle ore 17.00, 30 incisioni inedite dell’artista reggiano e un Cretto nero del pittore umbro -

 Modena, 6 dicembre 2013 -

 Un accostamento inedito tra il pittore e incisore reggiano Antonio Fontanesi, uno degli artisti di punta dell’Ottocento, e il grande pittore italiano Alberto Burri, uno dei Maestri dell’arte del Novecento.

E’ quello che propone lo Studio Bibliografico “La Darsena” di Modena da domani 7 Dicembre 2013 (inaugurazione ore 17.00 con aperitivo di benevenuto) al 26 Gennaio 2014 con la mostra dal titolo “Antonio Fontanesi - Prove di stampa”, che presenta una trentina di incisioni inedite di Antonio Fontanesi (Reggio Emilia 1818 – Torino 1882).

Il paesaggio, nelle incisioni come nella pittura e nel disegno, è l'oggetto dell'indagine creativa dell'artista reggiano. Nella ricerca artistica, così come nella vita, si intuisce l'emotivo - inappagato desiderio di infinito dell'autore. I paesaggi raffigurati sono reali, osservati dal vero, ma nelle carte come nelle tele si elevano a campagne ideali, in questo eterne, non finite e infinite.

La mostra è il frutto della ricerca appassionata di alcuni mercanti e collezionisti privati che, qui dopo anni, propongono al pubblico il frutto di piccole ma significative scoperte. Si presenta il lavoro inciso di Antonio Fontanesi, quello più raro e infrequente. Non i fogli più noti, spesso presenti sul mercato perché pubblicati nelle importanti riviste dell'epoca che hanno contribuito ad alimentare fino ad oggi l'interesse collezionistico, ma rare prove di stampa per lo più note in pochi esemplari.

In mostra, oltre a qualche esempio dei primi lavori in litografia che per gusto e soggetto risentono del clima e della cultura ginevrina, si trovano le acqueforti che rappresentano la produzione più impegnata e significativa di Fontanesi. In particolare si segnala uno stato inedito di Idillio, una bella prova di Il becchime e una prova avanti lettera del celebrato La pesca. Una vera curiosità è il foglio sul quale sono state stampate le quattro lastre di Autoritratto, Cortile ligure, Paese boschivo e Al pascolo.

Inedito è inoltre l'accostamento in mostra con un “Cretto nero” di Alberto Burri (Città di Castello 1915 – Nizza 1995).

I due artisti, in epoche e con linguaggi differenti, hanno condotto la medesima ricerca di valori luministici lavorando su un fondo nero; entrambi sono mossi dal pensiero di raffigurare l'infinito.

Negli ultimi anni – sottolinea Siro Leonelli de “La Darsena” - l’opera di Fontanesi pare essersi ridotta ad un interesse locale, sia per quanto riguarda la pittura che l’incisione. Questo contrariamente alla dimensione nazionale ed internazionale del suo operato in vita, quando le Accademie d’Arte si contendevano una cattedra diretta dal maestro reggiano. Per quanto riguarda le acqueforti, bisogna dire che al di là della fama di alcuni fogli come La pesca, Ranocchi o Il lavoro, opere che ebbero larga diffusione perché inserite in Album al culmine della rinascita dell’arte incisoria in Italia, o le litografie di ambito vedutistico di Ginevra e Londra, il restante lavoro su lastra di Fontanesi è sempre circolato in maniera circoscritta. Si tratta sempre di opere che ebbero una tiratura limitata, non destinata al commercio ma più ad una ricerca personale sull’uso della luce che solo il bianco e nero di una buona morsura riusciva a soddisfare. E’ proprio questa ricerca chiaroscurale, tramite una lavorazione “materica” della lastra, che ci ha fatto accostare  un Cretto nero di Alberto Burri , sicuramente uno degli artisti contemporanei più attenti allo studio della luce”.

Speriamo che la mostra, e la presenza di tanti fogli in tirature di prova – conclude Leonelli - possa dunque risvegliare l’interesse di studiosi e collezionisti su questo importante interprete dell’Arte dell’Ottocento italiano”.

Antonio Fontanesi

Più sensibile ai contrasti di luce-ombra che al vivace colorito, alle atmosfere notturne e nebulose tipiche di una certa tradizione lombarda, è un vero incisore che utilizza il mezzo per le sue effettive potenzialità e non come mero esercizio riproduttivo. Il risultato è un continuo modificarsi degli effetti luministici, è il consumare della materia. Le prove che Fontanesi ha tratto dai rami sono ognuna differente dall'altra e, nonostante il confronto con gli esemplari già presenti nelle collezioni di Reggio Emilia, Piacenza, Torino e Ginevra, è oggi difficile ricostruire con certezza il processo creativo. Certo è che, di norma, Fontanesi parte da una morsura leggera spesso coperta da una leggera velatura di acquatinta per poi rimordere o aggiungere interventi a puntasecca, acquaforte o brunitoio fino a cavare da fondi opachi risalti chiaroscurali. Il suo lavoro è coerente con la sensibilità romantica e naturalistica dell'epoca ma l'equilibrio delle composizioni, solenni e scenografiche, è sconvolto dal segno nervoso e continuamente ripensato. Riflette in questo la sua biografia inquieta: Fontanesi, dopo una prima formazione a Reggio Emilia dove si dedica alla scenografia e alla veduta, parte volontario con Garibaldi nel 1848, rifugiandosi poi a Ginevra dove esegue le prime litografie (1854) suggeritegli da importanti commissioni locali. Da Ginevra viaggia spesso: a Firenze nel 1861 e nel 1866 dove espone e frequenta i macchiaioli; a Parigi per esporre; a Londra nel 1865 dove esegue litografie ed eliografie. Nel 1868 è chiamato ad insegnare a Lucca e dal 1869 a Torino dove viene per lui istituita la cattedra di “paesaggio” presso l'Accademia Albertina. Nel 1875, causa l'atteggiamento ostile nei suoi confronti, accetta di trasferirsi a Tokyo dove insegna per tre anni. Al suo ritorno, ormai minato da una malattia contratta proprio in Giappone, riprende il suo impegno nell’insegnamento all’Accademia Albertina, si dedica alla sua pittura di paesaggio, tralasciando un po’ l’incisione. Morirà nel 1882.

Luogo e orari 

Studio Bibliografico “La Darsena” - Via Saragozza, 85 - Modena

Tel. 059 219942 – Mobile 3382140738 Dal 7 dicembre 2013 al 26 gennaio 2014 - Dal Lunedì al Sabato ore 9.00 – 12.30 / 15.30 -19.30; Domenica su appuntamento E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

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