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Pistoia 10 luglio 2020 - smantellata un’organizzazione italo-albanese responsabile dello spaccio di cocaina in Pistoia e Prato ma con addentellati in tutto il centro-nord Italia. In Emilia Romagna coinvolgimenti a  Forlì e Modena

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Un 31enne rumeno è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: custodiva più di 1 chilo di cocaina nella presa d’aria del vano motore dell’autovettura e, all’interno della propria abitazione, materiale verosimilmente utilizzato per il confezionamento della droga, oltre a quasi 1500 euro nascosti nell’anta di un armadio.


La cattura è avvenuta lo scorso lunedì, a seguito di un attento servizio di appostamento messo in atto dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Verona che ha operato insieme a personale della Polizia Stradale di Modena in servizio presso la Sottosezione di Modena Nord.


Durante l’attività di indagine, i poliziotti sono riusciti ad individuare i movimenti dell’uomo che è stato intercettato a bordo di una BMW sulla carreggiata sud della A/22 MODENA BRENNERO; avendo il sospetto che il 31enne si fosse, nel frattempo, rifornito di un considerevole quantitativo di cocaina, gli uomini della squadra mobile scaligera hanno chiesto la collaborazione di alcune pattuglie della Polizia Autostradale di Modena Nord che, dopo aver fermato l’uomo, hanno effettuato gli accertamenti anche sull’autovettura.


A seguito di approfonditi controlli, hanno rinvenuto, occultato in un incavo appositamente predisposto nel vano motore del veicolo, oltre 1 chilo di cocaina, 4 telefoni cellulari e due targhe di autovetture verosimilmente false.
Le circostanze accertate hanno indotto, poi, i poliziotti della sezione antidroga ad estendere la perquisizione nell’abitazione del 31enne, in provincia di Mantova; ciò ha permesso di sequestrare anche la somma di 1500 euro circa, rinvenuta all’interno di un’anta di un mobile, e un macchinario per il sottovuoto, corredato da involucri in cellophane.


Tali macchinari sono verosimilmente riconducibili all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, in considerazione anche del fatto che il soggetto in parola non risulta svolgere alcuna attività lavorativa.


Il rumeno è stato arrestato e condotto presso la casa circondariale di Modena “Sant’Anna”, in attesa della convalida del provvedimento.
Nella tarda mattinata di mercoledi, il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

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I Carabinieri del Norm di Parma hanno dato esecuzione ad un'ordinanza del Gip di Parma del 05.09.2019 di applicazione della misura cautelare della custodia nei confronti di un soggetto nigeriano:
- Boniface Kennedy, nato in Nigeria il 13.03.1986, domiciliato in Parma
gravemente indiziato del reato di cessione continuata di cocaina, venduta ad una pluralità di soggetti in un arco temporale che va dal gennaio 2018 sino a maggio 2019.
In particolare, le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma (PM Arienti), hanno permesso di accertare una mole di spaccio pari a circa 575 dosi di cocaina per un valore economico stimato in circa 28.000,00 euro.


Lo spunto investigativo che ha dato avvio all’indagine trae origine dai servizi di controllo del territorio che avevano fatto constatare un’intensa attività di spaccio nei pressi del “Barilla Center” ad opera di un cittadino nigeriano.
L’attività investigativa ha permesso di identificare 10 assuntori, soggetti per lo più giovani, i quali hanno riferito, nel dettaglio, i tempi e i modi con cui, nel corso degli anni, avevano acquistato la droga, indicando periodi, quantità e somme pagate per le illecite vendite ed altresì riconoscevano il loro pusher, soprannominato “Tyson” tra le fotografie che sono state loro mostrate.


Le dichiarazione rese dagli acquirenti dello stupefacente sono state ritenute credibili in primo luogo, in quanto tutte connotate da precisione nella descrizione delle modalità degli accordi, della consegna dello stupefacente, dell’entità del prezzo pagato e del quantitativo ceduto nelle diverse occasioni. Le dichiarazioni accusatorie sono state rese da soggetti privi di legami tra loro, nonché privi di ragioni di astio, o, comunque di contrasto con l’indagato ed anche per tale ragione sono state ritenute quindi attendibili dal GIP che ha emesso la misura.


In particolare, condividendo in pieno l’impostazione della Procura di Parma, il Giudice ha ritenuto che nella fattispecie, pur a fronte di singole cessioni per piccoli quantitativi di droga, il modus operandi dimostrasse che l’indagato avesse a disposizione quantitativi molto consistenti, come dimostrato dalla ricostruzione effettuata in base alle testimonianze degli acquirenti escussi.
La ripetitività delle cessioni di stupefacenti, il numero consistente di clienti, le modalità di svolgimento dell’attività illecita, sono tutti elementi che denotano una costante disponibilità di quantitativi rilevanti di droga tali da risultare idonei allo spaccio di cocaina su vasta scala, mediante la movimentazione costante dello stupefacente per importi rilevanti. E’ stato altresì considerata la circostanza che l’indagato non svolga alcuna attività lavorativa, per cui la cessione di sostanza stupefacente risulta essere l’unica forma di sostentamento dello stesso.


Ciò ha consentito di ritenere sussistenti, a carico dell’indagato, sia i gravi indizi di colpevolezza sia l'attualità delle esigenza cautelare.
Anche questa indagine –portata pazientemente avanti dai CC su delega della Procura- testimonia dell’impegno costante dell’apparato inquirente teso a fronteggiare l’attività di spaccio effettuata nel territorio di Parma.

 

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In esecuzione di ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal GIP di Parma, i Carabinieri Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Parma hanno tratto in arresto tre soggetti nigeriani, ovvero:
• OGBEBOR Ikhide, classe 1997;
• UDOJBA Akhere, classe 1985;
• ENEBHOFOH Stanley, classe 1992
gravitanti su Parma in relazione ad un traffico illecito di cocaina, ceduta ad una pluralità di soggetti in un arco temporale che va dal 2015 sino al marzo 2019.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno permesso di accertare una mole di spaccio pari ad oltre 2.600 dosi per un valore economico stimato in oltre 105.000,00 euro.
L'arresto in flagranza di OGBEBOR Ikhide ad opera dei Carabinieri del N.O.R. di Parma avvenuto in data 21.01.2019 per resistenza a pubblico ufficiale aveva evidenziato, anche durante la permanenza del prevenuto negli uffici della P.G., il quantitativo di telefonate e/o sms ricevuti da assuntori per l'acquisto d sostanza stupefacente. Del resto anche in data 13.02.2019, in sede di esecuzione della misura cautelare della custodia in carcere disposta in aggravamento delle violazioni alla misura di dimora nel comune di Parma, il predetto veniva trovato in possesso di sostanza stupefacente di tipo cocaina.

In data 04.03.2019, in sede di controllo nei confronti di UDOJBA Akhere, ristretto in regime di arresti domiciliari per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio di cocaina commessi in data 05.11.2018, i Carabinieri del N.O.R. di Parma, presso l'appartamento del predetto, trovavano ENEBHOFOH Stanley in possesso di un involucro termosaldato contenente cocaina; in tal modo si acquisivano elementi per ritenere che quest'ultimo fosse il c.d. "cavallino" di UDOJBA Akhere.
Mediante le indagini avviate prontamente sono stati identificati oltre 30 assuntori, soggetti per lo più giovani, in alcuni casi anche minorenni, dalle cui dichiarazioni è stato possibile rilevare i dettagli, i tempi e i modi con cui, nel corso degli anni, avevano acquistato la droga, nonché le quantità e le correlate somme pagate per la droga oggetto di compravendita; con tale percorso investigativo sono stati pertanto acquisiti ulteriori elementi a carico dei venditori, odierni indagati.

E' emerso pertanto un grave quadro indiziario a carico dei tre suddetti soggetti in relazione a cessioni che, benchè in quantitativi di volta in volta non rilevanti, sono stati caratterizzati da una estensione temporale abbastanza lunga e reiterata dal punto di vista numerico.
Le modalità di smercio hanno consentito dunque di configurare i prevenuti come dediti allo spaccio "su strada", limitato a zone ben definite del territorio parmigiano, denotando un'organizzazione rudimentale e la mancanza di mezzi sofisticati per la perpetrazione delle condotte illecite.

Si tratta dell'ennesima indagine che non si è fermata alla mera attività di sequestro occasionale, ma che ha impegnato la Polizia giudiziaria nel tentativo di ricostruire in maniera più capillare e scientifica possibile l'attività di spaccio effettuata nel territorio di Parma.

 

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Carabinieri Parma: importavano cocaina dal Peru'. Arrestati per traffico di stupefacenti.

I Carabinieri di Parma hanno tratto in arresto, nelle prime ore di questa mattina, sei individui, italiani e stranieri (Colombia, Tunisia e Romania i Paesi di origine), ritenuti responsabili di traffico di stupefacenti: cocaina, eroina, hashish e marijuana.

I militari hanno eseguito il provvedimento in Parma, Milano, Riccione e Vicenza. La cocaina veniva spedita in Italia celata in plichi postali.

I particolari dell'operazione saranno resi noti in mattinata nel corso di una conferenza stampa, presso la Procura della Repubblica di Parma.

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I Carabinieri del N.O.R. di Parma hanno dato esecuzione ad un'ordinanza del Gip di Parma del 26.02.2019 di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di due fratelli di origine dominicana, Garda Guerrero David William e Garda Guerrero John William David, in relazione ad un traffico illecito di cocaina, ceduta ad una pluralità di soggetti in un arco temporale che va dal 2009 sino al gennaio 2019.

In particolare, le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno preso le mosse da un controllo su strada effettuato in data 12.11.2018 e volto all'identificazione dell'indagato Garda Guerrero David William, il quale, percorrendo in bicicletta via Grola, alla vista dei Carabinieri si era dato alla fuga, durante la quale si era disfatto di un involucro poi risultato contenere sostanza stupefacente del tipo cocaina di grammi 5,90.

Nella circostanza, per guadagnare la fuga, l'indagato aveva scagliato la sua bicicletta contro l'auto di servizio e veniva trovato in possesso anche di pochi grammi di marijuana.
Le indagini sono poi proseguite con l'analisi dei tabulati telefonici dell'utenza trovata in possesso dell'uomo.

I numerosi intestatari delle utenze con le quali lo stesso era entrato in contatto sono stati escussi a sommarie informazioni.
Si tratta di venti soggetti, per lo più giovani (dai 18 ai 50 anni, tutti residenti a Parma), i quali tutti hanno riferito i dettagli, i tempi e i modi con cui avevano, nel corso degli anni acquistato la droga, indicando periodi, quantità e somme pagate per le illecite vendite, ed altresì riconoscendo anche i loro pusher tra le fotografie che sono state loro mostrate.
Ciò ha consentito di ritenere sussistenti, a carico dei due odierni indagati, sia i gravi indizi di colpevolezza sia l'attualità delle esigenze cautelari (posto che l'attività illecita era ancora pienamente in atto), necessari per l'adozione della misura cautelare.

In particolare, condividendo in pieno l'impostazione della Procura di Parma, il Giudice ha ritenuto che nella fattispecie, pur a fronte di singole cessioni per piccoli quantitativi di droga, non fosse applicabile il disposto di cui al quinto comma dell'art. 73 DPR 309/90 (fatto di lieve entità), in quanto, per la continuità dell'attività, la durata nel tempo (le ultime cessioni sarebbero state effettuate a gennaio 2019), ed il numero delle cessioni fatte a ciascuno degli acquirenti (anche 150- 200 cessioni allo stesso acquirente) il fatto fosse connotato da intrinseca gravità, tanto da indurre il GIP a parlare di "svolgimento di attività di detenzione e cessione di stupefacenti di quantitativi complessivamente rilevanti, in modo sostanzialmente professionale, con notevoli guadagni ed elevata disponibilità di droga da parte degli indagati (evidentemente dotati di sicura fonte di approvvigionamento)".

La mole di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina documentata dai Carabinieri del N.O.R. di Parma dal 2016 al gennaio 2019 è pari ad oltre 1800 dosi, per un valore economico stimato in circa 74.000,00 euro.

I due fratelli erano già noti alle forze dell'ordine per i numerosi precedenti di polizia a loro carico; in particolare Garda Guerrero David William dal 2004 al 2018 era stato coinvolto in episodi di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, resistenza e furto; mentre Garda Guerrero John William David dal 2004 al 2013 era stato coinvolto in episodi di ricettazione, guida sotto l'effetto di sostanza stupefacente, lesioni ed era stato altresi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

Si tratta dell'ennesima indagine che non si è fermata alla mera attività di sequestro occasionale, ma che ha impegnato la Polizia giudiziaria nel tentativo di ricostruire in maniera più capillare e scientifica possibile l'attività di spaccio effettuata nel territorio di Parma.

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Nel pomeriggio di ieri, personale della Sottosezione di Polizia Stradale di Modena Nord ha tratto in arresto due uomini, un italiano di 31 anni ed un cittadino marocchino di 37 anni, per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Durante il servizio di vigilanza autostradale, all'altezza del km 153 direzione Sud dell'A1, gli agenti hanno notato, fra i numerosi veicoli in transito, una BMW Serie 5 con a bordo i due uomini. Decidendo di sottoporli a controllo di iniziativa, gli operatori gli hanno intimato l'alt, invitandoli a seguirli all'interno dell'area di parcheggio denominata "Calvetro".

L'uomo alla guida ha rallentato bruscamente la marcia nel tentativo di prendere tempo per riuscire a disfarsi di un pacco, lanciandolo dal finestrino lato passeggero.
Gli agenti hanno subito richiesto l'ausilio di altre due pattuglie che sono state fatte convergere sulla zona dove era stato lanciato il pacchetto. Dopo meticolose ricerche, battendo palmo a palmo alcune centinaia di metri della scarpata che costeggia la carreggiata sud, gli operatori hanno rinvenuto l'involucro "incriminato" che si presentava come un classico panetto di sostanza solida di colore bianco, avvolto in della pellicola trasparente.

I due soggetti sono stati accompagnati presso gli Uffici della Sottosezione di Modena Nord per le verifiche del caso. A seguito di accertamenti effettuati dal Gabinetto di Polizia Scientifica della Questura, il panetto è risultato essere sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso di 516,00 grammi.

Entrambi i soggetti sono stati trattenuti all'interno delle celle di sicurezza della Sottosezione Autostradale, in attesa di processo con rito direttissimo fissato in data odierna. Il cittadino marocchino, con precedenti specifici in materia di stupefacenti, è stato altresì deferito all'A.G. per inosservanza alle norme sugli stranieri, essendo irregolare sul territorio dello Stato.

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Nel primo pomeriggio di ieri, personale della Sottosezione di Polizia Stradale "Modena Nord", ha tratto in arresto un cittadino albanese di 38 anni per possesso di sostanza stupefacente.

Durante il servizio di vigilanza autostradale, nei pressi dell'uscita di Campogalliano, gli operatori di polizia hanno notato una Volkswagen Golf, targa italiana, procedere ad alta velocità nonostante le condizioni di traffico intenso.

Da una prima ispezione del veicolo gli agenti hanno notato strani aloni di sporco in corrispondenza della plafoniera delle luci interne dei sedili posteriori e insospettiti, hanno proceduto allo smontaggio della stessa, scoprendo un'intercapedine tra la lamiera del tettuccio e il rivestimento interno, ove era stato occultato un grosso involucro che poi è risultato contenere della sostanza stupefacente del tipo cocaina per un quantitativo pari a 1,184 kg lordi.

L'albanese, con precedenti di polizia per uso di atto falso, è stato arrestato per detenzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti ed associato alla locale casa circondariale in attesa di convalida dell'arresto.

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La Polizia di Stato ha proceduto all'arresto in flagranza di un cittadino albanese, di anni 46, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Una pattuglia della Polizia Stradale appartenente alla Sottosezione di Modena Nord, durante un normale servizio di pattugliamento, sulla Autostrada A1, ha notato transitare un'autovettura Fiat Bravo, di non recente immatricolazione ed in pessime condizioni generali.

Gli agenti, pertanto, hanno proceduto al controllo ammnistrativo del veicolo per verificarne la regolarità di circolazione.
Il veicolo era gravato da provvedimento di fermo per motivi fiscali, richiesto da Equitalia nell'anno 2016.

Durante la fase di ispezione dell'autovettura è stato rinvenuto, adagiato sotto la ruota di scorta, un parallelepipedo termosaldato che, una volta aperto, è risultato contenere circa 1 chilogrammo di "cocaina" purissima del valore stimato sul mercato illegale di circa 200.000 euro.

L'albanese, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, al termine degli accertamenti di rito, è stato associato alla locale Casa Circondariale a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

Il veicolo e la sostanza stupefacente sono stati sottoposti a sequestro

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Una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di San Giovanni in Persiceto che si trovava a transitare per le strade di Cento, ha notato un uomo davanti a un bar che stava consegnando un oggetto a una ragazza. L'atteggiamento dei due soggetti ha insospettito i militari che si sono avvicinati per un controllo.

La ragazza, ventiseienne italiana, ammetteva di essere stata forzata ad acquistare della cocaina dall'uomo che di recente le aveva preso il suo smartphone, come garanzia per costringerla a continuare a comprare la droga da lui.

Lo spacciatore è stato identificato in un trentatreenne marocchino, disoccupato, senza fissa dimora, clandestino e con una marea di precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, la persona e le norme sulla condizione dello straniero in materia d'immigrazione. Dallo scorso novembre, infatti, lo spacciatore è stato inserito nella lista dei soggetti da allontanare dal territorio italiano.

Oltre a una decina di grammi di cocaina, una bilancina di precisione e un centinaio di euro in contanti, l'uomo è stato trovato in possesso dello smartphone che aveva preso alla ragazza. Il cellulare è stato restituito alla giovane.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Ferrara, l'uomo è stato rinchiuso in camera di sicurezza, in attesa del giudizio direttissimo, previsto per la mattina odierna presso le aule giudiziarie del Tribunale di Ferrara.

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