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È l'unica cooperativa sociale di Finale Emilia. Nel 2015 ha fatturato 442 mila euro ma soprattutto è divenuta, attraverso il Consorzio EcoBi, assegnataria di parte dei servizi pubblici ambientali erogati da Geovest, la società mista pubblico-privata con sede a Crevalcore che offre servizi ambientali in otto Comuni bolognesi e tre modenesi.

Modena, 9 giugno 2016

Continua la crescita di Albatros, l'unica cooperativa sociale attiva a Finale Emilia. Nata nel 1999, è specializzata nell'inserimento lavorativo di persone svantaggiate attraverso la gestione di servizi ambientali nell'Area Nord. Nel 2015 ha fatturato 442 mila euro (+10 per cento rispetto al 2014), ma soprattutto è divenuta, attraverso il Consorzio EcoBi, assegnataria di parte dei servizi pubblici ambientali erogati da Geovest, la società mista pubblico-privata con sede a Crevalcore che offre servizi ambientali in otto Comuni bolognesi e tre modenesi (Finale Emilia, Nonantola e Ravarino).

NICOLA BUSI 3 rid

«L'ingresso nella compagine azionaria di Geovest è la diretta conseguenza dell'aggiudicazione della gara indetta dal Comune di Crevalcore, che ha comportato per la nostra cooperativa un investimento di oltre 200 mila euro – spiega il presidente di Albastros Nicola Busi – Si è trattato di un grosso sforzo sia finanziario che organizzativo, grazie al quale, però, potremo gestire per i prossimi 15 anni una parte dei servizi ambientali erogati da Geovest. Questa commessa ci consente di consolidare il nostro scopo sociale, cioè offrire opportunità lavorative ai nostri soci e lavoratori, con particolare attenzione alle persone svantaggiate.
Tra gli investimenti – continua Busi – una tappa fondamentale dell'esercizio 2015 è stato il conseguimento della certificazione di conformità alle norme ISO 9001:2008 e OHSAS 18001:2007 per la raccolta e trasporto di rifiuti urbani e assimilati, gestione centri di raccolta, manutenzione verde pubblico, servizio di pulizia caditoie e ambienti civili».

Oltre a questi ambiti, Albatros si occupa della manutenzione del verde per clienti pubblici e privati.
L'anno scorso la cooperativa sociale finalese ha trasformato a tempo indeterminato il contratto di due giovani e avviato due progetti di inserimento lavorativo. Il primo ha visto la cooperativa impiegare tre persone nei servizi di decoro e micro riqualificazione urbana presso il Comune di Finale Emilia, piccola manutenzione edile e aggiustaggio presso il Comune di Concordia, supporto alla lotta alla zanzara presso tutti i Comuni dell'Area Nord; il secondo progetto vede un operatore impegnato in un'azienda meccanica di Concordia.

«L'attuale compagine sociale è composta da quindici soci, di cui undici soci cooperatori e quattro soci volontari. Il coinvolgimento degli operatori, per complessivi quindici lavoratori, è frutto di un costante rapporto con le istituzioni del territorio a testimonianza – conclude Busi - del radicamento della cooperativa e del capitale umano che mette in gioco con successo».
Per questo Busi ringrazia gli enti con cui Albatros ha rapporti associativi e di partnership: da Geovest ad Aimag, da Confcooperative Modena al Consorzio di Solidarietà Sociale di Modena e al Consorzio EcoBi di Pieve di Cento.

(Fonte: ufficio stampa Confcoop MO)

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena
Giovedì, 05 Maggio 2016 16:53

Sabato i funerali di Monsignor Benito Cocchi

Monsignor Cocchi ha guidato la diocesi di Modena – Nonantola dal 1996 al 2009. Le esequie sono previste alle ore 10 nella Cattedrale di Modena. Lunedì sera è prevista una veglia di preghiera anche nel Duomo di Parma. 

di Manuela Fiorini

Modena, 5 maggio 2016

Si svolgeranno sabato 7 maggio, alle ore 10, i funerali di Monsignor Benito Cocchi, arcivescovo emerito di Modena-Nonantola, scomparso questa mattina presso la Casa del Clero di Bologna, dove viveva dopo il suo ritiro, all'età di 81 anni.
Monsignor Cocchi ha guidato la diocesi di Modena – Nonantola dal 1996 al 2009. In precedenza, dal 1982 al 1996 era stato anche vescovo di Parma. Lunedì 9 maggio è prevista una veglia di preghiera nel Duomo di Parma, presieduta da Mons. Enrico Solmi, vescovo della diocesi parmense, modenese di origine e ordinato proprio da Monsignor Cocchi nel marzo del 2008.

Pubblicato in Cronaca Modena

Si è spento a Bologna a 81 anni, dove viveva nella Casa del Clero dopo aver lasciato la Diocesi nel 2010 per raggiunti limiti di età. Era nato a Minerbio il 5 novembre 1934. Nel 1982 era stato nominato Vescovo di Parma e nel 1996 arcivescovo abate di Modena-Nonantola.

Di Manuela Fiorini

BOLOGNA - E' tornato alla Casa del Padre, all'età di 81 anni, Monsignor Benito Cocchi, arcivescovo emerito di Modena-Nonantola. Lo ha annunciato con una nota l'agenzia Sir ale 11.47. Poco dopo le 12, anche le campane della Ghirlandina, la torre campanaria di Modena, hanno dato l'annuncio della scomparsa di Monsignor Cocchi alla città.

Era nato a San Giovanni Triariom nel Comune di Minerbio, nel bolognese, il 5 novembre 1934. Compie gli studi religiosi prima nel Seminario Arcivescovile poi al Seminario Regionale di Bologna. Dopo la laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense viene ordinato sacerdote a Bologna il 14 marzo 1959. Comincia a esercitare il suo ministro nel 1963 prima presso le parrocchie dei SS Francesco Saverio e Mamolo di Bologna e di San Severino di Corticello, dove si occupa della Casa della Carità. In quell'anno diventa anche assistente diocesano della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana); dal 1965 al 1970 è assistente delle Guide Italiane e docente del Seminario Regionale. Si dedica poi, in particolare, alle problematiche della famiglia come consulente del Consultorio Matrimoniale.

Viene ordinato vescovo il 6 gennaio 1975 dal Cardinale Antonio Poma, a Bologna. Il 22 maggio 1982 viene nominato vescovo di Parma. Dal dicembre 1994 al settembre 1995 ricopre anche il ruolo di amministratore apostolico di Piacenza –Bobbio. Nel giugno del 1995 entra nella presidenza della Caritas Italiana, di cui diventa presidente il 12 dicembre 1996 fino al maggio del 2003.
Il 12 aprile 1996 viene nominato da Giovanni Paolo II arcivescovo abate di Modena-Nonantola e fa il suo ingresso in diocesi il 9 giugno 1996, subentrando a Monsignor Bartolomeo Sant Quadri. Dell'espiscopato modenese si ricorda la visita pastorale alle parrocchie (1997-2002) e quella alle Unità Pastorali (2003-2005), il Convegno della Montagna (2002-2003) e il terzo Convegno della Chiesa di Modena-Nonantola (2007). Nel 2007, l'8 settembre, celebra in Duomo i funerali del tenore Luciano Pavarotti, mentre, nel 2009, a Parma, quelli del suo successore in quella diocesi, Silvio Cesare Bonicelli.

Il 27 gennaio 2010, papa Benedetto XVI accetta la sua rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi per raggiunti limiti di età. Gli succede Antonio Lanfranchi, poi deceduto il 17 febbraio 2015.
Nel suo saluto alla città, Monsignor Cocchi ha sottolineato i valori importanti come la famiglia, la formazione nella fede e l'attenzione al tema del lavoro, soprattutto in tempi di crisi. "Tutti i cittadini di Modena sono splendidi, sempre capaci di essere aperti a tutti, capaci di accogliere quello che incontrano nel mondo". Si ritira a vivere presso la Casa del Clero di Bologna, dove è venuto a mancare questa mattina. La data delle esequie non è ancora stata resa nota.

Pubblicato in Cronaca Modena

Addobbi, piccoli doni e biglietti augurali allietano i luoghi di assistenza e cura di tutta la provincia di Modena. Semplici gesti che aiutano adulti e piccoli ad alimentare la cultura della donazione e far riflettere su temi delicati come quelli di malattia e disabilità. -

Modena, 17 dicembre 2015 -

Il clima natalizio arriva negli ospedali e nelle strutture per anziani della provincia di Modena grazie alla solidarietà dei bambini che porteranno a pazienti, ospiti e personale delle strutture sanitarie l'allegria delle iniziative di "Natale a colori". Dalle scuole d'infanzia alle primarie, i bambini allieteranno chi trascorre il periodo delle feste, o quello che le precede, lontano dalla propria casa e dai propri affetti. Addobbi natalizi, presepi, doni e biglietti di auguri preparati in classe per regalare un momento di felicità a utenti e pazienti. Semplici gesti che aiutano adulti e piccoli ad alimentare la cultura della donazione e far riflettere su temi delicati come quelli della malattia e della disabilità.

"Natale a colori" è promosso dalle Aziende sanitarie di Modena, dall'Ufficio Scolastico e dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della provincia di Modena e rientra nel Programma "Promozione della salute" e conta anche sul coinvolgimento di diversi Comuni, soggetti privati e associazioni di volontariato.

Le iniziative

Tantissime le iniziative in programma, che arriveranno a toccare tutti i confini della provincia di Modena. I prossimi appuntamenti sono in programma il 18 dicembre a Carpi con uno spettacolo realizzato dalla scuola "M. Saltini" durante il quale i volontari AVIS consegneranno doni ai bambini. Lo stesso giorno i bambini faranno visita ai degenti dell'Ospedale di Mirandola. Il 21 dicembre ci sarà uno scambio di doni, addobbi natalizi e auguri con gli alunni della Scuola dell'Infanzia di Riolunato presso la Casa Protetta per anziani "Casa Carani" di Pievepelago. Il 18 dicembre il Centro Diurno Nonantola ospiterà la classe prima della scuola secondaria di primo grado "Dante Alighieri" di Nonantola per uno scambio di auguri natalizi e doni agli anziani. Gli ospiti della Casa residenza per anziani "Carlo Alberto dalla Chiesa" di Ravarino si recheranno presso la Scuola dell'Infanzia "S. Caiumi" di Bomporto per raccontare il Natale di una volta ai bambini. Presso il Centro socio-aggregativo "I Saggi" di San Cesario sul Panaro ci sarà uno scambio di auguri con gli anziani della struttura. Presso la Casa Protetta "Coccapani" di Fiorano è in programma una merenda e la consegna di lavoretti a cura degli alunni della Scuola Primaria "E.Ferrari" Fiorano.

Per il programma completo degli appuntamenti di "Natale a colori" 2015 è possibile visitare l'indirizzo internet: www.ppsmodena.it 

In allegato la locandina dell'iniziativa scaricabile

(Fonte: ufficio stampa Ausl MO)

Modena con il supporto della Regione Emilia Romagna ha lanciato Discover Ferrari & Pavarotti Land: un passaporto valido 48 ore per visitare i due Musei Ferrari di Maranello e Modena, quello Pavarotti e le eccellenze turistiche del territorio grazie a comode navette. Per i residenti in Emilia-Romagna in promozione a metà prezzo. Il 5 e 6 settembre, inoltre, chi arriverà al Museo di Maranello con la navetta potrà partecipare anche a una prova cambio gomme su una monoposto di F1. -

Modena, 4 settembre 2015 -

Una formula turistica innovativa, che vede protagonista il territorio modenese con le sue svariate eccellenze e coinvolge maggiormente i residenti della nostra Regione, grazie ad una speciale promozione. La nuova iniziativa propone una speciale card, in formato carta di credito - Passaporto Discover Ferrari & Pavarotti Land - acquistabile anche online, con validità di 48 ore, che permette di viaggiare su confortevoli navette che collegano ogni giorno i due Musei Ferrari di Maranello e Modena alle eccellenze dell'area che va da Modena a Nonantola, da Sassuolo e Maranello. Tutte le eccellenze del territorio unite in un'unica formula e facilmente accessibili: oltre a musei ed aziende, si può sostare nel centro storico di Modena scoprendone le tante magie, il tutto con un'unica card, che comprende le comode navette con cui spostarsi. Accesso libero ai due Musei Ferrari, alla casa museo del Maestro Pavarotti e ad aziende di prodotti tipici come Parmigiano Reggiano, Aceto Balsamico Tradizionale, Salumi e cantine del Lambrusco.

Alla scoperta del territorio Modenese

Fra le varie tappe c'è anche Sassuolo, con opportunità legate non solo alla famosa Reggia, ma anche al distretto delle Ceramica.
La navetta raggiunge anche Nonantola con la sua magnifica Abbazia. Passa naturalmente anche nel centro di Maranello dove, nell'Auditorium è allestita una mostra che lega Città e Ferrari in modo spettacolare ed emozionante. Il visitatore può così scoprire i tanti volti di una terra, quella di Modena, definita anche con l'appellativo slow food, fast cars.
I bus osservano la modalità hop on e hop off. In altre parole, pur essendo il capolinea nei due Musei Ferrari, il viaggiatore può salire e scendere da qualsiasi tappa.

Chi si trova a Bologna può partire con la navetta Discover (orari 9.30 e 10.30) dalla stazione in piazza Medaglie d'oro. Allo stesso modo si può cominciare il tour anche da Reggio Emilia alla stazione Mediopadana con partenza alle 9,20 e rientro in serata come per Bologna.
Si avranno così, per 48 ore anche non successive, le navette a disposizione e tutti gli accessi, inclusi quelli delle aziende che sono organizzate con visite guidate e degustazioni. Fanno parte del tour Discover Ferrari&Pavarotti land le Acetaie, Malpighi a San Damaso e Giusti a Lesignana, la Consorteria del Balsamico a Spilamberto, il Museo dei Salumi dell'azienda Villani a Castelnuovo Rangone. Ci sono inoltre due caseifici: il 4 Madonne a Lesignana e quello dei fratelli Panini, nell'azienda agricola biologica Hombre. Qui è presente anche una sorprendente collezione di auto d'epoca con una trentina di Maserati da pista e da strada. Infine due celebri cantine di Lambrusco la Cleto Chiarli a Castelvetro e la Giacobazzi a Nonantola con un piccolo museo dove sono esposte anche le Formula Uno di Villeneuve e di Senna.

Un Pit Stop da Formula1 con Discover Ferrari & Pavarotti Land

Per gli appassionati di Formula una prova cambio gomme su una monoposto. Un' occasione speciale: il 5 e 6 settembre chi arriverà al Museo di Maranello con la navetta potrà partecipare a una prova cambio gomme su una monoposto di F1.

Prezzo promozionale per i residenti dell' Emilia Romagna

Il passaporto potrà essere acquistato dai residenti in Emilia Romagna al prezzo promozionale di 30 euro, quindi con uno sconto del 50 per cento, equivalente alla tariffa applicata ai ragazzi, sia on line ( www.ferraripavarottiland.it  o www.museiferrari.com ) che direttamente al Museo Enzo Ferrari di Modena (MEF) o a quello di Maranello o in qualsiasi tappa intermedia.

Contatti ed info: tel. 059 7132208 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.ferraripavarottiland.it 

Mercoledì, 03 Giugno 2015 16:50

Modena - Il saluto di De Vinco a mons. Castellucci

Confcooperative Modena rivolge un caloroso saluto di benvenuto al nuovo Arcivescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci. -

Modena, 3 giugno 2015

Confcooperative Modena rivolge un caloroso saluto di benvenuto al nuovo Arcivescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci. «Conoscendo l'azione pastorale svolta a Forlì, siamo certi che, come i suoi predecessori, anche mons. Castellucci mostrerà attenzione e sensibilità per i temi economici, sociali e del lavoro – afferma Gaetano De Vinco, presidente di Confcooperative Modena e coordinatore provinciale dell'Alleanza delle Cooperative Italiane – Per parte nostra confermiamo la piena disponibilità a proseguire e rafforzare la collaborazione con la Chiesa modenese».

(fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)

Il 31 maggio in occasione di "Cantine Aperte", Gavioli Antica Cantina (Nonantola – MO) invita a trascorrere una giornata all'insegna del buon vino e dei sapori emiliani: in degustazione Lambrusco e i salumi della tradizione. Non mancherà l'intrattenimento per i più piccoli, che apprezzeranno anche la presenza del carretto dei gelati della gelateria Slurp di Modena. -

Nonantola (MO), 30 maggio 2015 -

Gavioli Antica Cantina, azienda storica nel panorama vitivinicolo nazionale, domenica 31 maggio parteciperà a "Cantine Aperte", evento che attira ogni anno centinaia di curiosi ed enoappassionati. Si potrà degustare e acquistare il meglio della produzione della casa vinicola, insieme a gnocco, tigelle e salumi della tradizione. Faranno da corollario il carretto dei gelati della gelateria Slurp di Modena, tanti giochi e una truccatrice per i bambini, per trascorrere una giornata in famiglia all'insegna del buon vino e dei sapori emiliani.

"Cantine Aperte" sarà l'occasione ideale per scoprire il "Museo del Vino e della Civiltà Contadina", un percorso espositivo di oggetti e strumenti legati al mondo agricolo ed enologico fra i più ricchi d'Italia, teso a valorizzare l'appartenenza a un territorio a cui la famiglia Giacobazzi si è sempre sentita legata e in cui tutt'ora si identifica.

"Il progetto del museo è frutto della lungimiranza della nostra famiglia (mio padre in particolare e prima di lui mio nonno) nel preservare gli strumenti che abbiamo utilizzato nell'arco della nostra storia e collezionare manufatti e macchinari legati al lavoro nei campi, provenienti da tutta Europa." – spiega Giovanni Giacobazzi, Presidente ed Export manager dell'azienda modenese – "La mostra ha richiesto un notevole lavoro di recupero: la maggior parte dei pezzi sono antichi, alcuni dei quali hanno oltre 350 anni. Anche la disposizione è frutto di uno studio accurato, che ripercorre l'intero ciclo della produzione vinicola".
Sarà interessante, soprattutto per i visitatori più giovani, avere l'opportunità di poter confrontare le antiche tecniche di produzione del vino con le tecnologie avanzate della cantina contemporanea: la scelta di posizionare il museo accanto al wine shop e all'interno del complesso produttivo di Gavioli Antica Cantina esprime il desiderio di far dialogare il passato col presente, l'antico e il moderno.

All'interno del museo trova spazio anche un'interessante collezione di cimeli sportivi che testimoniano le collaborazioni sportive storiche e ancora attuali, in particolare relative alla Formula 1 e al ciclismo degli anni d'oro. Accanto alle varie scocche delle auto guidate da alcuni piloti che hanno corso per la Ferrari, Clay Regazzoni e Niki Lauda, sono esposte la Ferrari di Formula 1 di Gilles Villeneuve e la Williams guidata da Ayrton Senna. Tra i cimeli legati al ciclismo è esposta la bicicletta di Marco Pantani insieme ad alcune delle sue maglie risalenti ai suoi primi anni nel mondo delle due ruote.

Il "Museo del Vino e della Civiltà Contadina" è tappa del tour "Discover Ferrari & Pavarotti Land", che per tutto il periodo dell'EXPO 2015 condurrà i partecipanti alla scoperta delle eccellenze anche enogastronomiche della terra del Cavallino Rampante. A poche settimane dall'inizio dell'iniziativa, sono molti i turisti stranieri (provenienti in particolare dal Sud America, Stati Uniti, Giappone, Nuova Zelanda e Germania) ad aver visitato la Cantina e apprezzato il Lambrusco firmato Gavioli Antica Cantina.

(fonte: ufficio stampa Gavioli Antica Cantina)

Pubblicato in Dove andiamo? Modena
Venerdì, 27 Marzo 2015 13:38

Ecco come ti trasformo lo spumante.

L'Emilia è diventata terra di spumanti ad alto impatto gusto-olfattivo. Grazie a particolari sperimentazioni non ha nulla da invidiare alle più note cantine italiane e francesi. -

Modena, 27 marzo 2015 - 

Nasce il Lambrusco spumante 2011 metodo classico 30 mesi nelle versioni Brut e Pas Dosé.
Il riscontro continua ad essere incoraggiante anche per il lambrusco a rifermentazione Ancestrale 2012, un omaggio alla tradizione enologica.
Queste etichette, prodotto della sperimentazione e della ricerca dell'eccellenza da parte della famiglia Giacobazzi, sono disponibili in degustazione presso il Wine Shop e il "Museo del Vino e della Civiltà Contadina" a Nonantola (MO), una delle tappe del tour "Discover Ferrari & Pavarotti Land" organizzato dal Casa del Cavallino Rampante nel periodo dell'EXPO 2015.

Le due novità sono state presentate nei giorni scorsi a Verona, al Vinitaly e hanno incontrato sia il gusto di chi è legato ai vini della tradizione sia quello di chi cerca nuove esperienze gusto-olfattive. Il Lambrusco Spumante 2011 Metodo Classico 30 mesi nelle versioni Brut e Pas Dosé hanno infatti declinato ognuno a proprio modo i sapori e i profumi di una terra da sempre vocata alla produzione di eccellenze. Uve Sorbara in purezza vinificate in bianco e rifermentate naturalmente in bottiglia secondo il Metodo Classico per le due versioni dello Spumante vendemmia 2011. Due produzioni a tiratura limitata, che escono sul mercato dopo aver riposato sui loro lieviti per 30 mesi durante i quali hanno sviluppato caratteristiche uniche.

Ottimo riscontro anche per il Lambrusco a rifermentazione Ancestrale 2012 che, ottenuto seguendo l'antica tecnica di spumantizzazione con rifermentazione naturale in bottiglia grazie ai propri zuccheri residui, si presenta come un omaggio alla storia enologica della sua terra.

Metodo-Classico-30-mesi pas-dose brut-e-Ancestrale rid interna

Le tre etichette, prodotto della sperimentazione e della ricerca dell'eccellenza da parte della famiglia Giacobazzi, sono disponibili in degustazione e in vendita presso il Wine Shop e il "Museo del Vino e della Civiltà Contadina" a Nonantola (MO). Proprio per la capacità di produrre vini straordinari e per il suo impegno a mantenere viva la memoria della tradizione, Gavioli Antica Cantina è stata scelta dalla Ferrari tra le realtà di eccellenza nel panorama modenese per il "Discover Ferrari & Pavarotti Land".

Il tour per tutto il periodo dell'EXPO 2015 condurrà i partecipanti alla scoperta del cuore della terra del Cavallino Rampante: terra del mito del Made in Italy e del gusto, di auto leggendarie e di una indiscussa tradizione eno-gastronomica, di cui il Lambrusco è tra i protagonisti assoluti.

Pubblicato in Agroalimentare Modena

Il 28enne alla guida aveva un tasso alcolico tre volte oltre il limite. Fermato dalla Municipale ha ammesso di aver sottratto gli arredi nel locale -

Modena, 23 marzo 2015 -

Domenica notte, dopo aver prelevato due sgabelli dal porticato di un noto locale sui viali di Modena, ubriaco si è messo alla guida.
La pattuglia della Polizia municipale in servizio notturno, transitando su viale Martiri verso le 2.30, ha notato gli sgabelli accanto a un'auto in sosta. Tornando subito sul posto per capire meglio la situazione, gli agenti hanno visto l'auto, una Kia nera, allontanarsi in fretta.

Il conducente, un 28 enne residente a Nonantola, è stato fermato e accompagnato presso la Polizia stradale per gli accertamenti etilometrici ed è risultato avere un tasso alcolico nel sangue pari a 1,74 per litro, ossia più di tre volte il limite consentito per guidare, che è dello 0,5. Denunciato per guida in stato di ebbrezza, gli è stata inoltre ritirata la patente di guida e posta sotto sequestro l'automobile, all'interno della quale sono stati rinvenuti i due sgabelli che il 28enne ha ammesso di aver prelevato dal locale. Gli arredi sono ora custoditi al Comando di via Galilei in attesa che il legittimo proprietario presenti querela.

Tornando al Comando, gli agenti in servizio hanno anche sistemato il panettone stradale giallo che ignoti avevano collocato in mezzo alla carreggiata creando un evidente pericolo per la circolazione all'incrocio tra via Giardini e viale Barozzi e la cui presenza era stata prontamente segnalata alla Sala operativa dalla telefonata di una residente.

Pubblicato in Cronaca Modena

Si terranno giovedì 19, alle 15, nella cattedrale i funerali di Mons. Antonio Lanfranchi, Arcivescovo di Modena-Nonantola scomparso ieri a 68 anni. La camera ardente è stata allestita nella cripta. I fedeli potranno rendergli omaggio oggi fino alle 21 e domani dalle 7 alle 15. Tanti i messaggi di cordoglio giunti dal mondo della politica, dell'economia, ma anche da parte di semplici cittadini -

Modena, 18 febbraio 2015 -

Saranno celebrati domani, giovedì 19 febbraio, alle ore 15, nel Duomo di Modena i funerali di mons. Antonio Lanfranchi, Arcivescovo di Modena-Nonantola, scomparso ieri mattina a 68 anni, dopo una lunga battaglia contro la leucemia. La liturgia funebre sarà presieduta dal cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo Metropolita di Bologna.

La camera ardente di mons. Lanfranchi è stata allestita nella Cripta della Cattedrale e rimarrà aperta oggi, fino alle 21, quando si terrà una veglia di preghiera guidata da don Stefano Violi, con la partecipazione dei giovani della diocesi. Domani, invece, i fedeli potranno dare l'ultimo saluto al vescovo a partire dalle 7 di mattina, fino alle 15, quando inizierà la cerimonia di commiato.

Tanti i messaggi di cordoglio da parte della comunità modenese.

"Con la scomparsa dell'arcivescovo Antonio Lanfranchi, - ha affermato il sindaco Giancarlo Muzzarelli - Modena perde un pastore che in questi anni difficili ha saputo sempre porsi a fianco della comunità modenese, in particolare dei più deboli, rappresentando un prezioso elemento di coesione. Abbiamo perso un uomo di grande umanità, generosità e forza della fede, che in questi anni nei suoi messaggi alla città ha spesso richiamato tutti noi alla responsabilità personale e all'attenzione per il bene comune. Lo ha fatto riflettendo in più occasioni sugli effetti della crisi, sulla disoccupazione che colpisce soprattutto i giovani, sul rischio di una riduzione dei servizi fondamentali andando a penalizzare i più deboli, sull'importanza di continuare a garantire il sostegno alle famiglie e alla dignità della vita. Come cittadini e come amministratori pubblici, abbiamo apprezzato il suo appello ad attivare la passione per contrastare gli effetti della crisi, a mettersi in gioco per far sì che i valori diventino scelte concrete, capaci di rispondere ai bisogni delle persone".

"Non solo la Chiesa modenese ma la Città intera è resa orfana dalla scomparsa del nostro vescovo che è sempre stato per la comunità un punto di riferimento saldo e importante". Così la presidente del Consiglio comunale di Modena Francesca Maletti esprime il cordoglio personale e di tutti i gruppi consiliari per la scomparsa dell'arcivescovo di Modena e Nonantola. "Già durante l'ultimo anno, quando la malattia lo ha tenuto spesso lontano dalle attività pubbliche – continua Maletti - abbiamo sentito la mancanza dei suoi messaggi pieni di speranza e improntati alla coesione sociale, delle lettere aperte alla città ispirate a una visione non solo spirituale, ma concreta e fattiva della vita quotidiana e dei rapporti tra le persone. Come abbiamo sentito la mancanza della sua presenza in occasione delle celebrazioni per il Santo Patrono, una festività in grado di unire tutti i cittadini modenesi, religiosi e non, attorno ai valori tradizionali della nostra comunità. Tra gli insegnamenti che ci lascia, la sollecitazione a un impegno sociale e politico, in particolare verso gli ultimi e i più deboli, un impegno preannunciato fin dal primo saluto alla città con la citazione della lettera "a Diogneto", che ha mantenuto nel corso degli anni non facendo mai mancare il sostegno alle iniziative dedicate a questi temi, con la discrezione e la sobrietà che lo hanno contraddistinto".

«La sua guida mancherà alla comunità religiosa modenese e la sua voce a quanti abbiano apprezzato il suo impegno per la formazione e la crescita delle giovani generazioni, che in lui hanno trovato un prezioso punto di riferimento» - ha detto, invece Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, nel suo messaggio di cordoglio.

"Abbiamo appreso della notizia della prematura scomparsa di S.E. Arcivescovo di Modena e Nonantola Mons. Lanfranchi. – scrive invece il Rettore dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Angelo Oreste Andrisano - A nome mio personale e dell'intero Ateneo desidero rivolgere agli esponenti della Curia Arcivescovile e all'intera comunità cattolica modenese il senso di profonda vicinanza in questo momento di dolore Con la scomparsa di Mons. Lanfranchi Modena perde un sicuro ed illuminato riferimento morale ed etico che ha saputo in questi anni difficili essere vicino alle difficoltà della popolazione. Se ne va un uomo buono e di cultura ed un prezioso interlocutore".

Messaggi di cordoglio arrivano anche dal mondo dell'economia, dell'associazionismo e della cooperazione.

Ricorda Gaetano de Vinco, presidente di Confcooperative: «Al nostro congresso provinciale di tre anni mons Lanfranchi esortò le cooperative a essere "laboratorio di speranza". Ci spronò a essere coerenti con la nostra vocazione di imprese-comunità solidali che pongono sempre al centro la persona e la sua dignità. Siamo grati a mons. Lanfranchi non solo per l'attenzione dedicata alla cooperazione, ma soprattutto per essere stato un punto di riferimento prezioso sia per la Chiesa che per l'intera società modenese».

"Ci stringiamo al dolore della comunità diocesana di Modena-Nonantola per la scomparsa dell'arcivescovo, mons. Antonio Lanfranchi. Con la scomparsa di mons. Lanfranchi siamo tutti un po' più poveri, ci mancheranno la sua capacità di mettersi in dialogo con tutti e la sua grande umanità". Così Erio Luigi Munari e Carlo Alberto Rossi, presidente e segretario di Lapam Confartigianato, che aggiungono: "Lo ricordiamo con grande affetto e, in particolare, ricordiamo la grande sensibilità nei confronti del mondo del lavoro e dell'imprenditoria. Al nostro congresso si mise subito in sintonia con gli imprenditori presenti, mettendo al centro la capacità dell'uomo di partecipare alla creazione. Mons. Lanfranchi ha saputo offrire alla nostra realtà un contributo originale. Con lui se ne va un grande protagonista di questi anni".

"Ne ricordiamo il magistero, la dignità e la semplicità di vita nell'interpretare la sua missione secondo lo spirito dei tempi – è il messaggio che arriva da Confesercenti Modena - Come non dimentichiamo il sostegno e l'impegno nei confronti dei temi del lavoro e l'attenzione particolare riservata in più di un'occasione anche alle categorie imprenditoriali rappresentate dalla nostra Associazione".

"Ho appreso con dolore la notizia della morte di mons. Lanfranchi – ha scritto invece nel suo messaggio di cordoglio Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Modena – e a nome di Confagricoltura Modena esprimo il cordoglio di tutti gli agricoltori. In un momento di crisi della nostra comunità, mons. Lanfranchi rappresentava una figura importante. Ricordo ancora l'ultima volta in cui ci siamo incontrati, in occasione della Giornata del Ringraziamento di novembre. Quel giorno, nonostante la malattia, il vescovo Antonio ha voluto essere presente, testimoniando ancora una volta quanto tenesse al mondo dell'agricoltura, un mondo che conosceva e che amava".

Pubblicato in Cronaca Modena
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