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In occasione della ricorrenza delle vittime della Shoà, questa mattina è stata ricordata l’eroica figura di Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume e Medaglia d'Oro al Valore Civile.
Palatucci, nacque a Montella (Avellino) il 29 maggio 1909, venne trasferito alla Questura di Fiume nel 1937, dove si adoperò per salvare migliaia di ebrei. Il 22 ottobre 1944 venne trasferito nel campo di sterminio di Dachau, dove morì di stenti e privazioni, a soli 36 anni, il 10 febbraio 1945. Nel 1990 lo Yad Vashem lo ha giudicato "Giusto tra le Nazioni".
In suo onore, il Questore di Modena Maurizio Agricola, unitamente al Prefetto Pierluigi Faloni, al Sindaco Giancarlo Muzzarelli e al Presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, ha deposto una corona presso la stele a lui dedicata nel piazzale antistante la Questura.
Tra le autorità presenti anche la consigliera della Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia Carmen Tassoni e il Sostituto Commissario della Polizia di Stato Davide Rioli, referente della “Associazione Giovanni Palatucci”.

 

Pubblicato in Cronaca Modena
Sabato, 25 Gennaio 2020 16:36

Il giorno della memoria, ma qualcuno non ricorda

Juden hier, qui abita un ebreo: una scritta infame sulla porta di una casa a Cuneo, a pochi giorni dal "Giorno della memoria", giornata internazionale istituita il 1 novembre 2005 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per ricordare tutte le vittime dell'Olocausto.

Di Nicola Comparato Felino 25 gennaio 2020 - 

Il 27 gennaio sarà il "Giorno della memoria", una memoria corta per qualcuno a giudicare dal gesto vergognoso successo a Cuneo, dove sulla porta di un'abitazione, come ai tempi del nazismo, è comparsa la scritta "Juden hier", qui abita un ebreo, insieme alla Stella di David.

Nella casa in questione vive Adolfo Rolfi, figlio della staffetta partigiana deportata a Ravensbruck Lidia Beccaria Rolfi. Lidia ha scritto diversi libri sulla deportazione con lo storico Bruno Maida, e suo figlio Aldo anche se non di origine ebraica, che da anni porta avanti il messaggio tramandatogli da sua madre, ha persino scritto su un giornale locale una riflessione sull'antisemitismo. Lidia Beccaria Rolfi nel 1978 scrisse il primo libro sulla deportazione femminile nella Germania nazista dal titolo "Le donne di Ravensbruck". Un altro volume con la prefazione di "Primo Levi" intitolato "Il futuro spezzato" uscì postumo nel 1997. Lidia lavorò per l’Associazione nazionale ex deportati e per l’Istituto Storico per la Resistenza di Cuneo. Aldo Rolfi ha esposto la denuncia contro ignoti ai carabinieri e il caso è seguito anche dalla Digos di Cuneo.

Pubblicato in Cronaca Emilia

"La seconda generazione" di Michel Kichka inaugura al Museo ebraico di Bologna le celebrazioni in ricordo delle vittime della Shoah. In prima assoluta la mostra di uno dei più grandi caricaturisti e illustratori israeliani. Il presidente della Regione Bonaccini: "Sanare la frattura dell'Olocausto attraverso la memoria e il riconoscimento per non sottrarsi alla responsabilità del male".

Bologna, 23 gennaio 2017

La Shoah raccontata attraverso gli occhi dei figli dei sopravvissuti e trasformata in tavole grafiche in bianco e nero. Un lavoro che ha occupato per dieci anni Michel Kichka, celebre illustratore e caricaturista israeliano, professore di Belle arti a Gerusalemme e membro di Cartooning for peace (la fondazione svizzera creata nel 2006 dall'allora segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, per sostenere i vignettisti della carta stampata nel loro lavoro in difesa dei diritti umani, della libertà d'espressione e della tolleranza).
Ora, al Museo ebraico di Bologna, in prima assoluta, è possibile ripercorrere la storia del maggiore di due figli maschi di un padre sopravvissuto alla Shoah: un'esperienza che permea tutta la famiglia, un trauma 'indiretto' che invade però totalmente silenzi, racconti e vissuti. La mostra "La seconda generazione" di Kichka, è stata inaugurata ieri alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e della Comunità ebraica bolognese. L'appuntamento apre la serie di eventi previsti nel capoluogo regionale e in tutta l'Emilia-Romagna per il Giorno della Memoria in ricordo delle vittime dello sterminio nazista, fissato il 27 gennaio di ogni anno, la data che nel 1945 vide la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.

 

Pubblicato in Cultura Emilia