Presentatisi come baluardi della "resistenza costituzionale" contro quello che definivano "totalitarismo sanitario", questi gruppi hanno convogliato il malcontento popolare in contenitori spesso frammentati e disorganizzati, finendo per eclissarsi o trasformarsi una volta spenti i riflettori delle elezioni politiche del 2022.
Il culto del leader e la struttura autoritaria
L'analisi degli atti costitutivi rivela una centralità quasi assoluta dei fondatori, che in molti casi hanno gestito i movimenti come feudi personali. Lo statuto di UCDL (Unione per le Cure, i Diritti e le Libertà), ad esempio, conferisce al Presidente poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione "senza obbligo di dover giustificare i propri poteri" verso terzi. Analogamente, Forza del Popolo ha basato la propria struttura sulla figura dell'Avv. Lillo Massimiliano Musso, indicato esplicitamente come "capo politico". Questa personalizzazione estrema ha trasformato i leader in figure messianiche, capaci di promettere "Nuove Norimberga" e risarcimenti milionari, ma spesso rivelatisi incapaci di costruire una rete democratica solida.
La galassia eclissata: dai simboli alle ceneri
Molte delle sigle che hanno animato le piazze sono oggi scomparse o irriconoscibili:
- Italia Sovrana e Popolare (ISP): nata nel 2022 come lista elettorale che riuniva forze eterogenee, tra cui il Partito Comunista di Marco Rizzo e Azione Civile di Antonio Ingroia, non riuscì a superare la soglia di sbarramento alle elezioni politiche. Dopo lo scioglimento dell'alleanza, una parte dei suoi promotori, guidata da Marco Rizzo e Francesco Toscano, diede vita a Democrazia Sovrana Popolare (DSP), costituitasi come partito politico autonomo. Tuttavia, nel corso del 2026 anche DSP è stata attraversata da profonde tensioni interne, culminate con l'uscita di Marco Rizzo dalla formazione da lui stesso cofondata. Alla base della rottura vi sarebbero divergenze strategiche e politiche, in particolare sull'ipotesi di un'intesa con il generale Roberto Vannacci in vista delle future competizioni elettorali. Secondo numerose ricostruzioni giornalistiche, Rizzo avrebbe sostenuto la necessità di un dialogo con l'area rappresentata da Vannacci, mentre la maggioranza del partito, guidata da Francesco Toscano, avrebbe rivendicato la volontà di mantenere un percorso politico autonomo. La frattura ha segnato la fine del sodalizio tra i due fondatori e l'avvio di un nuovo progetto politico da parte di Rizzo.
- Alternativa per l'Italia: nata nel 2022 come lista elettorale che riuniva realtà politiche molto diverse, tra cui il Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi e il movimento guidato da Simone Di Stefano, si presentò come espressione dell'area contraria al governo Draghi, al Green Pass e all'obbligo vaccinale. Il progetto non riuscì a ottenere rappresentanza parlamentare e, nei mesi successivi, si dissolse rapidamente. I principali protagonisti hanno intrapreso percorsi politici distinti: Mario Adinolfi ha proseguito l'attività del Popolo della Famiglia, mentre Simone Di Stefano si è progressivamente allontanato dall'esperienza di Alternativa per l'Italia, promuovendo nuove iniziative politiche e civiche senza riuscire a ricostruire un soggetto unitario di rilievo nazionale. Nell'estate del 2026, la figura di Adinolfi è stata inoltre investita da una vicenda giudiziaria di forte impatto mediatico, la Procura di Roma lo ha iscritto nel registro degli indagati e sottoposto agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta relativa a un presunto sistema di raccolta di denaro collegato alle cosiddette "scommesse collettive". I reati contestati comprendono, a vario titolo, truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi. Adinolfi ha respinto ogni accusa, dichiarandosi completamente estraneo ai fatti contestati e confidando di poter dimostrare la propria innocenza nel corso del procedimento.
- Vita: la lista guidata da Sara Cunial, nata con l'obiettivo di riunire diversi movimenti antisistema e fortemente critica nei confronti delle politiche sanitarie adottate durante la pandemia, non è riuscita a ottenere rappresentanza parlamentare alle elezioni del 2022, rimanendo confinata a una dimensione extraparlamentare. Negli anni successivi il progetto ha progressivamente perso visibilità e capacità aggregativa, con il venir meno dell'unità tra le diverse anime che lo componevano e la fuoriuscita di numerosi esponenti. Sara Cunial ha proseguito la propria attività politica e associativa, mantenendo le proprie posizioni critiche su temi quali sovranità nazionale, libertà individuali, politiche sanitarie e globalizzazione, ma il movimento non è riuscito a trasformarsi in una forza politica di rilievo nazionale né a consolidare una presenza significativa sul piano elettorale. L'esperienza di Vita rappresenta così uno dei numerosi tentativi di aggregazione dell'area del dissenso emersa durante la pandemia che, esaurita la fase emergenziale, non ha trovato una stabile traduzione in consenso politico organizzato. Promesse infrante e militanti abbandonati.
- Italexit: fondato da Gianluigi Paragone con l'ambizione di rappresentare l'area euroscettica, sovranista e del dissenso maturato durante la pandemia, il movimento non riuscì a superare la soglia di sbarramento alle elezioni politiche del 2022. Negli anni successivi la formazione ha attraversato una profonda crisi organizzativa e politica, culminata con l'uscita dello stesso Paragone, che ha preso le distanze dal partito da lui fondato per avviare un nuovo percorso politico. La separazione ha lasciato Italexit priva della figura che ne aveva incarnato l'identità e la visibilità pubblica, accelerandone il ridimensionamento. Tra abbandoni, difficoltà organizzative e una crescente frammentazione dell'area del dissenso, il movimento ha progressivamente perso rilevanza nel panorama nazionale, senza riuscire a consolidarsi come forza politica stabile né a rappresentare il punto di riferimento di quell'elettorato che, negli anni dell'emergenza pandemica, aveva visto in Italexit una possibile alternativa ai partiti tradizionali.
- Movimento 3V (Vaccini Vogliamo Verità): nato durante la pandemia come formazione fortemente critica nei confronti delle campagne vaccinali e delle restrizioni sanitarie, il movimento aveva l'ambizione di trasformare il consenso maturato nelle piazze in una presenza stabile nelle istituzioni. Tuttavia, i risultati elettorali sono rimasti marginali e, con il progressivo venir meno dell'emergenza sanitaria, anche la sua capacità di mobilitazione si è ridotta sensibilmente. Negli anni successivi il movimento ha attraversato una fase di progressivo ridimensionamento, caratterizzata da defezioni, divisioni interne e dalla dispersione di dirigenti e militanti verso altri progetti politici del cosiddetto fronte del dissenso. Pur continuando formalmente la propria attività e mantenendo una presenza sui canali di comunicazione e nelle iniziative pubbliche, il Movimento 3V non è riuscito a consolidarsi come forza politica nazionale né a ottenere una rappresentanza istituzionale significativa, diventando uno dei numerosi esempi di come il consenso nato durante la pandemia non sia riuscito a tradursi in un progetto politico duraturo.
Mentre i leader del dissenso cercavano di consolidare la propria visibilità politica e mediatica, migliaia di cittadini venivano alimentati da promesse di svolte giudiziarie epocali. Si annunciavano l'annullamento delle sanzioni amministrative, il reintegro dei lavoratori sospesi con consistenti risarcimenti e ricorsi collettivi destinati a ribaltare le misure adottate durante la pandemia.
La realtà si è rivelata ben diversa. Molte di quelle iniziative non hanno prodotto i risultati prospettati e numerosi cittadini si sono ritrovati ad affrontare da soli lunghi contenziosi, spese legali e conseguenze economiche, senza quel sostegno collettivo più volte promesso durante la mobilitazione.
Anche sul piano politico il fronte del dissenso si è rapidamente frammentato. Scissioni, rivalità personali e la continua nascita di nuove formazioni hanno progressivamente disperso il consenso accumulato negli anni dell'emergenza, privilegiando spesso le ambizioni dei singoli rispetto alla costruzione di un progetto comune.
La parabola di questi movimenti evidenzia come il dissenso, pur partendo da istanze reali e condivise da una parte della popolazione, non sia riuscito a tradursi in una forza politica stabile, lasciando molti sostenitori con aspettative rimaste in larga parte disattese.
Foto copertina: immagine generata dall’AI











































































