Giovedì, 16 Luglio 2026 11:59

Tutela del bosco, della fauna e dell'ambiente: raffica di controlli dei Carabinieri Forestali nel Parmense. Elevate sanzioni per oltre 13.000 euro In evidenza

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Comando Unità Forestali Ambientali Agroalimentari Carabinieri

Gruppo Carabinieri Forestali di Parma

Prosegue senza sosta l’attività di presidio del territorio e di tutela del patrimonio agro-forestale, faunistico e ambientale da parte dei militari del Gruppo Carabinieri Forestali di Parma.

Nelle ultime settimane, diverse operazioni condotte dai Nuclei dislocati sul territorio provinciale hanno permesso di far luce su presunte condotte illecite ai danni degli ecosistemi locali, portando alla notifica di pesanti sanzioni amministrative.

L'attività di controllo si è sviluppata nel corso delle ultime settimane interessando diverse vallate del Parmense.

Verso la fine del mese di maggio, i militari del Nucleo Carabinieri Forestali di Salsomaggiore Terme sono intervenuti in località Tabiano per verificare la regolarità di alcune operazioni di taglio boschivo. Dagli accertamenti è emerso che un 60enne residente fuori regione, legale rappresentante di un'impresa, avrebbe effettuato un ingente taglio di piante (nello specifico delle specie Robinia e Pioppo). Secondo quanto ricostruito, l'uomo avrebbe dichiarato l'intervento sotto la voce di "autoconsumo", un regime agevolato che consente ai privati di prelevare modeste quantità di legna per uso strettamente personale. Tuttavia, in base alle verifiche dei militari, la quantità di legname effettivamente abbattuta avrebbe ampiamente ecceduto il limite massimo consentito di 25 tonnellate annue. Questo superamento trasformerebbe di fatto l'operazione in un taglio di tipo commerciale non autorizzato, configurando una grave irregolarità a danno del nostro patrimonio boschivo. Per tale presunta violazione è stata notificata una sanzione di oltre 10.600 euro.

Nelle prime settimane di giugno, l'attenzione si è spostata in Alta Val Taro, nel comune di Tornolo. Qui, i militari del Nucleo Carabinieri Forestali di Borgo Val di Taro hanno focalizzato i controlli sul contrasto al bracconaggio. Nel corso delle ispezioni è stato individuato un 50enne italiano, il quale si sarebbe reso responsabile della detenzione illecita di attrezzature per la cattura di animali selvatici. L'uomo, infatti, avrebbe custodito all'interno di un fondo due gabbie-trappola che, pur essendo state trovate in quel momento con il meccanismo di cattura disattivato, sono considerate dalla normativa vigente strumenti vietati. Il loro possesso è infatti rigorosamente interdetto per prevenire la cattura indiscriminata e il ferimento della fauna protetta. A carico del trasgressore è stata elevata una sanzione di 516 euro e della vicenda è stata prontamente notiziata l'Autorità amministrativa.

Infine, verso la metà di giugno, nel comune di Varsi, si è conclusa un'articolata attività ispettiva a tutela delle acque e del suolo, condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Forestali di Bardi in stretta sinergia con i tecnici di ARPAE. I controlli, avviati nel corso della primavera presso un'azienda agricola della Val Ceno, hanno fatto emergere presunte irregolarità nella gestione dei reflui zootecnici. Il presunto responsabile, un 38enne italiano legale rappresentante dell'azienda, avrebbe omesso di provvedere al necessario adeguamento delle strutture di stoccaggio degli effluenti di allevamento (letame e liquami). Questa presunta inadempienza rappresenterebbe un potenziale rischio significativo per l'ambiente: la corretta tenuta e impermeabilizzazione di queste vasche è infatti un obbligo fondamentale per evitare che gli scarti animali si infiltrino nel terreno, causando gravi forme di inquinamento delle falde acquifere e dei corsi d'acqua. Per questa mancanza è stata contestata una sanzione di oltre 2.000 euro.

I controlli del Gruppo Carabinieri Forestali di Parma continueranno regolarmente per garantire la salvaguardia degli ecosistemi e la legalità ambientale su tutto il territorio provinciale.

E’ obbligo rilevare che, a garanzia del diritto di difesa e in ossequio al principio costituzionale, laddove le violazioni accertate potessero assumere rilevanza penale comportando il deferimento alla competente Autorità Giudiziaria, tutti i soggetti coinvolti sono da ritenersi presunti responsabili fino a un eventuale accertamento definitivo di colpevolezza.

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