Mercoledì, 06 Maggio 2026 04:50

Storie di Emiliani - Roberta, la sindaca che viene da lontano. “Albinea: nuove sfide, tanti cambiamenti e necessità di dialogo” In evidenza

Scritto da Guglielmo Mauti

La Gazzetta dell’Emilia inizia dei racconti di persone, partendo dalla Sindaca di Albinea.

 

Di Guglielmo Mauti Albinea, 05/05/2026 - Abbiamo incontrato Roberta Ibattici, Sindaca di Albinea che si è fatta chiamare con il nome durante la campagna elettorale (“perché il mio cognome è ostico”).

Mi ha ricevuto nel suo luminoso ufficio in una giornata forse meno frenetica di altre ma, “sempre piena di cose da fare” come mi ha detto sorridendo.

Dottoressa Ibattici, da dove proviene la sua esperienza politica?

“Non sono “nuova” in questa Amministrazione, sono stata per otto anni Assessore al welfare, sociale e pari opportunità ma, certo, la posizione da Sindaca è diversa. Nel precedente ruolo potevo andare più in profondità su singoli problemi e tematiche, mentre da Sindaca devo avere una visione più dall’alto, più sintetica e questa per me è stata una cosa nuova, visto che caratterialmente sono sempre stata una persona curiosa che ama andare in fondo alle cose.

Ho studiato Scienze Politiche a indirizzo internazionale e ho vissuto e lavorato all’estero per 10 anni, soprattutto nei Balcani, in Bosnia e Croazia, presso alcune Organizzazioni Umanitarie.

Come detto prima, amo approfondire, quindi anche in quel caso ho scelto di rinunciare a una carriera veloce, che prevedesse frequenti spostamenti, per rimanere nella ex Jugoslavia. L’amore per la dimensione “locale” è arrivato più tardi, quando avevo 35 anni.”

Ci parli di Albinea, che lei amministra da due anni.

“Albinea è una comunità che ha avuto una trasformazione importante: un Paese di 9.000 abitanti con un tessuto sociale tradizionale che in questi ultimi decenni ha cominciato ad essere molto ambito da persone provenienti da altri Comuni, sia per la bellezza dei nostri luoghi sia per la vicinanza a Reggio Emilia. Quindi il vero centro della città è cresciuto solo negli ultimi 50 anni. Gli amministratori che mi hanno preceduto hanno avuto una politica residenziale decisamente lungimirante rispetto ad altri Comuni, facendo sì crescere la Comunità, ma preservando il territorio da un consumo di suolo che da altre parti è cresciuto senza controllo”.

Quali sono i principali problemi percepiti dai cittadini di Albinea?

“Direi che sono principalmente due, comuni a tante realtà cittadine del nostro territorio.

Il primo sono i reati contro il patrimonio, come i furti nelle case, che sono purtroppo in aumento e che trasmettono un senso di insicurezza tra i cittadini. Collaboriamo costantemente con le Forze dell’Ordine che, oltre a vigilare sul territorio, organizzano spesso incontri informativi su questo fenomeno. Di recente abbiamo creato gruppi di controllo di vicinato che coprono tutto il territorio. Fortunatamente i reati contro la persona sono invece in calo.

Il secondo, meno visibile ma sicuramente non meno importante, sono le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia. Dopo il processo Aemilia ci sono però dei protocolli che consentono di identificarne la presenza negli appalti pubblici e privati. Non dobbiamo mai abbassare la guardia.”

E cose belle da voi realizzate?

“Albinea è già bella di per sè, se considera che i nostri gessi messiani sono Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO! A proposito di questi stiamo lavorando per ristrutturare il Castello di Borzano e per riaprire, nella primavera del 2027, Villa Tarabini che rappresenta un importante simbolo storico e sociale per il comune”

Essere una donna Sindaca donna è un problema?

“Albinea fino a 12 anni fa aveva una Sindaca donna, ma anche il mio predecessore ha sempre avuto un’idea molto aperta su questa questione. Diceva sempre che la parità è un problema degli uomini, più che delle donne. Oggi, più che altro, ci sentiamo come dei panda, visto che solo tre Sindaci in tutta la provincia sono donne!

Personalmente non ho mai avuto nessun tipo di problema, non mi sono mai sentita particolarmente femminista e anche in passato non mi sono mai sentita penalizzata. Fin da giovane ho avuto ruoli di responsabilità e gestito progetti e persone e posso dire di non aver mai dovuto sgomitare per farmi spazio tra maschi “alfa”.

Tuttavia, osservando la società noto che ci sono codici di comunicazione diversi dove spesso le donne fanno più fatica a prendere la parola, ad esprimersi, ad essere tenute in considerazione e ad essere costrette a mediare.”

Mai avuto commenti sessisti?

“Qualche volta si, magari anche in maniera bonaria, ma assolutamente fuori luogo.

È un percorso lungo che richiede cambiamenti importanti. Nel passato, secondo me, certi “usi” violenti erano normali, dati per scontati e dai quali le donne non potevano ribellarsi sia per mentalità, sia perché non erano indipendenti per potersi separare. Oggi la situazione è completamente diversa, anche se rilevo che i femminicidi sono la nuova forma di opposizione di alcuni uomini al rifiuto delle donne.  

La strada per un cambiamento vero non passa dal cercare contrapposizioni con l’altro sesso, ma da una costruzione comune e da testimonianze profonde come quella di Gino Cecchettin. Le faccio un esempio: quando si parla di femminicidi ho sempre cercato di trovare organizzazioni di uomini, non di donne, che parlassero ad altri uomini. Credo di più all’esempio di persone virtuose che a rivendicazioni gridate o ad un senso di sdegno generalizzato.”

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