Lunedì, 04 Maggio 2026 04:46

Felino: truffa del finto carabiniere, anziana consegna al finto militare 25.000 euro tra gioelli e contanti. Denunciato 26enne italiano

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Parma, 3 maggio 2026 - L’Arma dei Carabinieri ricorda ai cittadini l’importanza della prevenzione contro tali fenomeni delittuosi. Nella sua costante opera di sensibilizzazione, mette a disposizione sul proprio sito istituzionale alcuni consigli utili per non cadere nella rete dei truffatori. I contenuti sono consultabili al link: https://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/pillole-di-prevenzione/contro-le-truffe

Nei giorni scorsi, a conclusione di una tempestiva ma articolata attività investigativa, i Carabinieri della Stazione di Sala Baganza hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Parma un 26enne italiano, residente in Campania, ritenuto il presunto responsabile di una truffa commessa con l'odiosa tecnica del "finto carabiniere" ai danni di un’anziana residente a Felino.

L’episodio si è verificato nel mese di marzo u.s. Nel primo pomeriggio, la vittima, una donna di 87 anni, ha ricevuto una telefonata sulla propria utenza fissa da parte di un individuo che si è qualificato come “Carabiniere”. Il sedicente militare ha raccontato alla donna di essere impegnato nelle indagini su una rapina avvenuta a Parma, nella quale sarebbe stata utilizzata l’autovettura a lei intestata. Sfruttando la vulnerabilità e l'agitazione della vittima, il finto militare le ha chiesto di collaborare alle indagini raccogliendo tutto l'oro in suo possesso, inserendolo in un sacchetto di plastica e pesandolo, con la scusa di doverlo confrontare con i preziosi oggetto della finta rapina.

Per evitare che la donna potesse ragionare o chiedere aiuto ai familiari, l’interlocutore l'ha trattenuta al telefono in una conversazione ininterrotta durata ben 41 minuti.

Nel frattempo, quasi un’ora dopo, un uomo si è presentato presso l'abitazione della signora. Credendo di trovarsi di fronte a un carabiniere in borghese incaricato del ritiro, l'87enne gli ha consegnato una busta contenente 1.700 euro in contanti e svariati gioielli, per un valore complessivo stimato in circa 25.000 euro.

La denuncia formale è stata presentata l'indomani, da quel momento, i Carabinieri di Sala Baganza hanno avviato una serrata indagine, partendo da un elemento cruciale fornito dalla vittima, il numero di cellulare apparso sul display del proprio telefono di casa.

L'attività investigativa dei Carabinieri si è sviluppata attraverso la consultazione delle banche dati e dei portali telefonici, scoprendo che l'utenza in questione risultava attiva e intestata da anni a un 26enne italiano.

Dall'analisi del profilo del sospettato è emerso che il 26enne era un soggetto già noto, gravato da precedenti di Polizia per reati quali truffa e spaccio di sostanze stupefacenti.

Per blindare il quadro accusatorio, i Carabinieri hanno acquisito lo storico del traffico telefonico mobile.

L'analisi di questi dati ha confermato in modo inequivocabile che proprio da quell'utenza, il 6 marzo era partita la chiamata diretta al telefono fisso della vittima, certificando l'intrattenimento della parte offesa per i 41 minuti della conversazione ingannevole. Grazie alla rapidità degli accertamenti telematici e investigativi, i militari dell'Arma hanno così denunciato all'Autorità Giudiziaria il 26enne ritenuto presumibilmente coinvolto nella truffa.

È obbligo rilevare che l’odierno indagato è allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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