Si è chiuso il cerchio attorno ai presunti responsabili della violenta rissa che, nella notte dell'8 febbraio u.s., ha trasformato il centro storico di Parma in un campo di battaglia, seminando il panico tra i passanti e lasciando vistose tracce di sangue sui marciapiedi.
I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Parma hanno concluso un'articolata attività d'indagine che ha portato alla denuncia, alla locale Procura della Repubblica, di 6 cittadini stranieri, ritenuti a vario titolo e in concorso tra loro, i presunti responsabili di rissa aggravata e lesioni.
Tutto è iniziato intorno all'una di notte in Piazzale della Pace, nei pressi di un bar di strada Garibaldi. Quella che sembrava una discussione animata è degenerata rapidamente in uno scontro fisico brutale tra due fazioni contrapposte: da una parte un gruppo di giovani originari del centro Africa, dall'altra un gruppo di magrebini.
Grazie alla visione dei filmati della videosorveglianza comunale, immediatamente acquisiti dai Carabinieri con la preziosa collaborazione della Polizia Locale e alle testimonianze raccolte, i militari hanno ricostruito l’origine delle violenze. La scintilla sarebbe scoccata per il possesso conteso di un monopattino, che una fazione accusava l'altra di aver rubato.
Dai toni sempre più agguerriti, i due gruppi sono passati alle vie di fatto: alcuni uomini del gruppo dei centrafricani hanno estratto una catena e una spranga, mentre la fazione opposta ha risposto armandosi di bottiglie di vetro recuperate dai cestini presenti sulla pubblica via.
Lo scontro si è spostato rapidamente, come un'onda violenta, da strada Garibaldi verso via Bodoni, con diversi transiti nell'area della Pilotta, per poi trovare il suo culmine in via Verdi. È qui che la rissa ha toccato l'apice della ferocia.
Come accertato dai Carabinieri, dalla visione delle telecamere è stato immortalato il momento in cui un giovane straniero, nel tentativo di fuggire, è scivolato sul marciapiede bagnato. Una volta a terra, è stato raggiunto dagli inseguitori e colpito ripetutamente con una catena e con calci, riportando ferite alla testa e la frattura dell'avambraccio.
L'intervento tempestivo dei Carabinieri della Sezione Radiomobile e dei militari dell'Esercito Italiano impegnati nell'operazione "Strade Sicure" ha messo fine allo scontro ed ha permesso di prestare i primi soccorsi in attesa dell’arrivo dei sanitari.
L'aspetto determinante dell’indagine è stato il connubio tra l'utilizzo della tecnologia e la profonda conoscenza del territorio da parte dei Carabinieri.
Tuttavia, i soli filmati, la cui analisi è risultata particolarmente complessa in relazione all'orario notturno nonché dalla rapidità di esecuzione del reato, avrebbero potuto non essere sufficienti. A fare la differenza è stata la capacità operativa degli investigatori che hanno saputo riconoscere i partecipanti alla rissa poiché soggetti a loro già noti e gravati da precedenti.
I costanti controlli del territorio effettuati in passato hanno permesso ai militari di dare un nome ai volti immortalati nella mischia, trasformando i frame video in prove schiaccianti.
In tempi brevissimi i Carabinieri hanno dato un nome ai volti. Per la fazione centrafricana sono stati denunciati un 26enne, un 28enne e un 25enne mentre per la fazione contrapposta, composta da cittadini magrebini, sono finiti nei guai un 25enne, un 27enne e un 18enne.
Tutti i soggetti identificati, 4 dei quali già gravati da vicende di polizia per reati vari, dovranno ora rispondere all'Autorità Giudiziaria dei reati ipotizzati a loro carico.
È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.











































































