La truffa, con la tecnica, tristemente nota del "finto maresciallo dei Carabinieri" è stata sventata grazie alla rapidità dell’intervento dei Carabinieri, che hanno gestito al meglio le segnalazioni sopraggiunte dai cittadini.
Tutto è cominciato nella mattinata del 10 dicembre, quando alcuni cittadini di Parma hanno segnalato al 112 la presenza di un'auto sospetta che si aggirava con insistenza in alcuni quartieri residenziali. Questa volta, le indicazioni dei segnalanti sono state particolarmente precise: sono riusciti a comunicare ai Carabinieri marca, modello, colore e numero di targa del veicolo. Un controllo immediato alla banca dati ha rivelato che l'auto era già stata fermata in altre località italiane, e a bordo erano stati identificati individui con precedenti per reati predatori ai danni di anziani, in particolare truffe con la tecnica del "finto maresciallo".
Intuito il potenziale pericolo e il probabile coinvolgimento dell’auto segnalata, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Parma hanno immediatamente messo in campo un dispositivo di controllo, composto da diverse pattuglie, alcune delle quali in borghese e con “auto civetta”.
I Carabinieri hanno rapidamente individuato l'auto sospetta nelle zone segnalate dai residenti, notando a bordo due uomini. I militari in borghese hanno pedinato abilmente il veicolo, che ha girovagato per la città fermandosi in diverse zone, per poi dirigersi nel primo pomeriggio verso il Comune di Fontanellato.
Lì, l'auto si è fermata nei pressi di una villetta e uno dei due uomini è sceso, ed è entrato nell'abitazione dopo che qualcuno gli ha aperto la porta. Insospettiti che fosse in corso un reato, i Carabinieri hanno atteso che l'uomo ritornasse all'auto prima di far scattare il blitz. Dopo circa 10 minuti, l’uomo è uscito a passo svelto salendo sull’auto facendo scattare l’operazione dei militari che hanno circondato il veicolo, bloccando ogni possibile via di fuga ai sospetti.
Il passeggero è stato identificato in un 21enne italiano residente in Campania, mentre il conducente è risultato essere un 39enne italiano, anch’esso di origini campane residente nel centro Italia.
I Carabinieri hanno scoperto che il 21enne era già stato segnalato per una truffa commessa con la stessa tecnica in un'altra località italiana, e si trovava per quel reato tutt’ora sottoposto all'obbligo di dimora in un comune campano. Durante la perquisizione, il giovane è stato trovato in possesso di monili in oro e medagliette di cui non ha saputo giustificare la provenienza.
L'ipotesi dei militari di aver fermato i presunti autori di un reato ha trovato immediata conferma quando hanno suonato al campanello della villetta da cui era appena uscito il 21enne.
Ad aprire la porta è stata una coppia di anziani, visibilmente spaventati, che hanno raccontato l'accaduto. Secondo quanto ricostruito, pochi minuti prima, un uomo si era presentato come maresciallo dei Carabinieri della Stazione di Via Garibaldi di Parma, suonando alla loro porta, sostenendo di indagare su una rapina commessa in danno di una gioielleria di Parma. Secondo il finto maresciallo, i banditi erano fuggiti a bordo di un'auto intestata proprio alla coppia. Nonostante gli anziani avessero negato di possedere un'auto, il sedicente maresciallo avrebbe insistito affinché scrivessero una dichiarazione di pugno e gli venisse mostrato l’oro e i preziosi di proprietà per compararli con quelli rubati e scagionarli ufficialmente dalle indagini. L'anziana, in buona fede, lo ha accompagnato nell'appartamento e gli ha consegnato i preziosi, che il "maresciallo" ha prontamente intascato, uscendo velocemente da casa.
Il lieto fine è arrivato con i veri Carabinieri, che hanno bloccato i due sospetti in procinto di lasciare la zona a bordo dell’auto. La refurtiva, subdolamente sottratta, è stata riconosciuta e restituita agli anziani, che hanno ringraziato gli uomini dell’Arma e successivamente sporto denuncia presso gli uffici della Sezione Radiomobile di Parma.
In considerazione della flagranza del reato, della querela delle vittime e dei numerosi elementi probatori raccolti, i due uomini sono stati arrestati con l'accusa di truffa aggravata.
Il Giudice, dopo aver convalidato l'arresto, ha disposto per il 21enne la custodia cautelare in carcere e l’obbligo di dimora in un comune fuori regione a carico del 39enne.
A margine della vicenda, i Carabinieri vogliono ribadire ancora una volta che: “Chi riceve telefonate di questo tipo deve chiedere all’interlocutore di avere un numero o il nome dell’ufficio o del Comando dove poter richiamare. Non è facile, si sa, specie se si è agitati dalla notizia allarmante.Ma richiamando i Carabinieri si può scoprire subito che si tratta di una truffa.
E’ necessario ricordare che nessun Comando dell’Arma manda persone a ritirare denaro a casa della gente e non va dimenticato che accogliere nella propria abitazione soggetti sconosciuti può esporre a rischio di aggressione, rapina e ogni altra violenza.
Occorre allertare immediatamente qualche familiare “vero”, un vicino di casa, un amico o conoscente, ben sapendo che i criminali per impedire questa contromossa faranno di tutto per tenere la persona anziana a parlare al telefono con loro così da evitare che possano telefonare a chicchessia.
Questo genere di pericolo deve essere spiegato in famiglia, con calma e senza creare un inutile clima di apprensione. C’è tutto il tempo per arrivare pronti dinanzi ad una simile insidia, ma bisogna essere preparati il prima possibile.
Per qualsiasi delucidazione e consiglio le caserme dei carabinieri sono aperte 24 h su 24 h e sono a disposizione di tutti i cittadini".
Si precisa che gli odierni arrestati sono, allo stato, solo indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall'Autorità Giudiziaria nel corso dell'intero iter processuale e definita solo a seguito dell'eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.











































































