Questa volta, sono stati i militari della Stazione locale a condurre le indagini che hanno portato all'identificazione del presunto autore del raggiro.
La vicenda ha avuto inizio nell’estate appena trascorsa, quando la vittima, alla ricerca di pezzi di ricambio per la sua auto, ha navigato per diversi giorni su internet.
La sua attenzione è stata catturata da un'offerta particolarmente vantaggiosa pubblicata su un sito online riconducibile a un autodemolitore, specializzato nella vendita di ricambi usati di ogni marca.
Dopo una serie di contatti telefonici e una breve contrattazione, la vittima si è accordata con il sedicente venditore per l'acquisto di un “catalizzatore” al prezzo di 150 euro.
Il venditore, con abili manovre persuasive, è riuscito a convincere l'acquirente a effettuare un bonifico dell'intera somma su un IBAN specifico, fornito in precedenza.
Una volta ricevuto il pagamento, il venditore ha rassicurato la vittima, sempre per via telefonica, che il pacco sarebbe stato consegnato entro pochi giorni da un corriere.
Tuttavia, non ha fornito alcuna informazione sul vettore incaricato della spedizione, né tantomeno un codice di tracciamento del pacco.
Trascorsi alcuni giorni senza ricevere la merce, la vittima ha tentato di ricontattare il venditore, ma, come spesso accade in questi casi, è sparito nel nulla, arrivando persino a bloccare l'acquirente sulla chat utilizzata per la contrattazione.
Rassegnato all'evidenza di essere stato truffato, l'uomo si è recato presso la Stazione dei Carabinieri di Sorbolo Mezzani, dove ha sporto formale denuncia.
I militari hanno immediatamente avviato le indagini, analizzando minuziosamente la documentazione bancaria e telefonica acquisita.
Attraverso questo lavoro certosino, sono riusciti a risalire all'intestataria del rapporto finanziario sul quale è confluito il pagamento della vittima.
Ulteriori accertamenti hanno permesso ai Carabinieri di scoprire che l'effettiva gestione del conto corrente era in realtà affidata a una terza persona, ritenuta la presunta autrice del reato.
Al termine delle indagini, e forti di solidi indizi di colpevolezza, i Carabinieri hanno identificato una 30enne italiana residente fuori provincia, già nota alle forze dell'ordine per reati specifici commessi con lo stesso modus operandi.
Sulla base degli elementi raccolti, e facendo salvo il principio di innocenza fino a sentenza definitiva, la donna è stata denunciata all'Autorità Giudiziaria, in quanto ritenuta la presunta responsabile della truffa.











































































