Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Salsomaggiore Terme hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Parma un 60enne italiano, ritenuto il presunto responsabile di detenzione abusiva di armi.
L'attività investigativa dei militari dell'Arma è scaturita nell'ambito dei controlli che vengono quotidianamente svolti nei confronti dei detentori di armi e munizioni, una delle attività istituzionali volte a garantire la sicurezza pubblica e la corretta applicazione della normativa vigente.
I Carabinieri, infatti, vigilano sul rispetto delle leggi in materia di armi, verificando non solo la regolarità dei titoli di detenzione, ma anche le modalità di custodia e la sussistenza dei requisiti psico-fisici dei detentori.
Il 17 novembre u.s., durante uno di questi controlli, fondamentali per prevenire l'uso improprio delle armi e tutelare la collettività, i Carabinieri hanno riscontrato gravi irregolarità a carico di un 60enne residente anella cittadina termale.
L'uomo, pur avendo in passato denunciato la detenzione di armi da fuoco, aveva lasciato scadere da circa vent'anni ogni titolo che lo autorizzasse a possederle.
Di conseguenza, i Carabinieri hanno proceduto al ritiro cautelativo di due fucili, una pistola e oltre 70 cartucce.
Ma durante le attività di verifica, in particolare dall’attenta ispezione dell'abitazione, i militari hanno rinvenuto anche 5 armi bianche corte (pugnali e coltelli a punta acuminata e a doppio filo), che per le loro caratteristiche costruttive sono ritenute assimilabili ad armi vere e proprie e soggette a denuncia, la cui detenzione era stata però omessa dal 60enne che non aveva mai provveduto a denunciarle.
Le armi bianche sono state quindi sequestrate penalmente, al fine di costituire elemento di prova nel procedimento penale.
Al termine di accurate indagini, supportate da un quadro probatorio chiaro ed esaustivo, il 60enne è stato infine denunciato all'Autorità Giudiziaria e segnalato alla competente Autorità Amministrativa e di Pubblica Sicurezza.
È doveroso sottolineare che l’indagato è, allo stato attuale, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione sarà valutata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale, definendosi solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.











































































